PAPA FRANCESCO ALLE PRESE CON IL (REALE) RISCHIO DI UNO SCISMA TEDESCO, I TIMORI DEL CARDINALE SCHOEBORN. ECCO COSA HA DETTO
Il nodo è altamente esplosivo da aver costretto il Papa ad inviare alla Germania una nuova lettera in vista dell’assemblea plenaria dei vescovi
di Franca Giansoldati
******
La corda è talmente tesa che stavolta potrebbe strapparsi. Il rischio è talmente alto che si è fatta sentire persino l’autorevole voce del cardinale Christoph Schönborn di Vienna: ai vescovi tedeschi ha suggerito di non abbandonare il dialogo con Roma, evitando lo scisma altrimenti inevitabile con la loro una rottura. Il tema spinosissimo è sempre lo stesso che da quattro anni in qua, tra alti e bassi, scontri sotterrane e proclami di autonomia sta mettendo a dura prova le relazioni tra il Papa e l’episcopato della Germania avviato a realizzare una riforma che prevede un progressivo allontanamento da Roma.
Non più è solo la sfida a ottenere il DIACONATO FEMMINILE o il SACERDOZIO FEMMINILE – cose al momento vietate – ma di arrivare a qualcosa di più esplosivo, ben più rivoluzionario: i cattolici tedeschi sono a un passo dalla istituzione nelle diocesi di organismi consultivi e deliberativi in cui al vertice decisionale, oltre al vescovo, ci sarebbero anche dei laici. Una specie di GOVERNO DEMOCRATICO, cosa che ovviamente non può essere contemplata dalla dottrina e dall’impostazione della Chiesa cattolica dato che inficerebbe il sacramento dell’ordinazione episcopale.
Insomma, il nodo è altamente esplosivo da aver costretto il Papa a inviare alla Germania una nuova lettera in vista dell’assemblea plenaria dei vescovi prevista in settimana ad Augusta. Si tratta di una specie di cartellino giallo dove fa di nuovo presente che ulteriori sono da considerarsi fuori da ogni regola. Tuttavia la potentissima associazione dei laici tedeschi, d’accordo con molti vescovi, hanno chiesto apertamente all’episcopato di restare compatto e fare muro, di resistere, di sfidare il Vaticano e andare avanti con la riforma votata.
Nella lettera, di cui dà notizia l’agenzia cattolica KNA, i cardinali Parolin (Segretario di Stato), Fernandez (Dicastero della Fede) e Prevost (Dicastero dei Vescovi) per conto di Francesco riaffermano la posizione del Vaticano.
La Chiesa in Germania non è autorizzata a istituire un organo decisionale in cui i laici, oltre ai vescovi, hanno anche voce in capitolo su questioni ecclesiastiche fondamentali.
Su questo antefatto si è mosso anche il cardinale di Vienna, Schoenborn dando man forte a Roma e al Papa. In una intervista al portale Communio.de – molto letto e autorevole – ha ripetuto che i vescovi tedeschi non dovrebbero prendere alcuna decisione che possa portare a uno scisma. Dovrebbero «seriamente chiedersi se vogliono davvero lasciare la comunione con e sotto il Papa o piuttosto accettarla lealmente. Rifiutare di arrendersi sarebbe obstinatio – un chiaro segno di uno scisma che nessuno può desiderare». Ignorare gli avvertimenti di Roma sarebbe negligente.
«Sono impressionato dalla pazienza con cui il Papa sta cercando di rimanere in dialogo con i vescovi tedeschi e mantenere l’unità e la comunione», ha sottolineato il cardinale «Non pochi accusano il Papa e i suoi collaboratori di essere troppo pazienti, dicendo che è arrivato il momento di reagire con misure drastiche. No, anche dopo l’ultima lettera di Roma: la finestra del dialogo rimane aperta! Ho l’impressione che il Papa e i dicasteri romani abbiano fatto di tutto per venire incontro ai vescovi tedeschi. Dovremmo quindi aspettarci che anche i vescovi tedeschi facciano delle concessioni in cambio – e i vescovi tedeschi dovrebbero anche aspettarsi che il Comitato centrale dei cattolici tedeschi non oltrepassi il limite». Lo scisma stavolta sembrerebbe davvero dietro l’angolo.
La temperatura è evidentemente salita e la riunione dell’episcopato tedesco ad Augusta con le decisioni conseguenti che verranno prese, avranno conseguenze dirette sulla seconda parte del Sinodo sulla Sinodalità che si terrà in Vaticano ad ottobre. Un appuntamento già sotto i riflettori e sul quale potrebbero allargarsi gli scontri tra conservatori e riformisti.
Le richieste sono le più varie: vanno dall’introduzione di una maggiore democrazia nella Chiesa, al SACERDOZIO FEMMINILE, alla modifica del catechismo per la parte riguardante la sessualità e, in particolare, l’omosessualità, fino alle richieste dei tedeschi.
In una conferenza stampa il presidente della Conferenza Episcopale tedesca, il vescovo Georg Bätzing, ha fatto sapere che intende andare avanti nel percorso di riforma, nonostante l’altolà del Papa. Ciò, a suo parere, dovrebbe avvenire attraverso un dialogo con Roma. Nel frattempo è stato espunto dal programma della plenaria dei vescovi il nodo riguardante la creazione di un Comitato sinodale per la Germania.
«Non vogliamo né possiamo ignorare» le posizioni di Roma, ha sottolineato Bätzing, annunciando un dibattito sul tema. «Non vogliamo limitare in alcun modo l’autorità del vescovo o dei vescovi, nè vogliamo collocarli su un terreno nuovo, perché questa autorità è stata minata dagli abusi e dallo scandalo che abbiamo vissuto… Ed è per questo che abbiamo bisogno di una consulenza nuova, vincolante e trasparente che confluisca realmente nelle decisioni. Questa è la strada che stiamo cercando».
VERSO UN DIACONATO FEMMINILE?
La questione del diaconato femminile torna alla ribalta dopo un’intervista rilasciata da suor Linda Pocher, religiosa che ha partecipato agli ultimi due incontri del C9, il consiglio dei cardinali che assistono il Papa sulla riforma della Chiesa, il 4 e 5 dicembre 2023 e 5 e 6 febbraio 2024.
*******
Suor Linda Pocher è una salesiana spagnola, docente di Cristologia e Mariologia presso l’Auxilium (Roma). Sono state invitate altre tre donne:
- Lucia Vantini, italiana, docente di teologia e religione;
- Giuliva Di Berardino, vergine consacrata veronese e professoressa di spiritualità,
- e Jo Bailey Wells, “vescovo” e segretaria generale aggiunto della COMUNIONE ANGLICANA.
Nell’intervista rilasciata all’agenzia ispanofona Europa Press, la religiosa salesiana ha affermato, tra l’altro, che il Papa sarebbe “molto favorevole al diaconato femminile“. Ma Francesco sta cercando “di determinare come metterlo in pratica“.
Questa affermazione della determinazione papale lascia alcune domande. Francesco, infatti, in diversi interventi aveva escluso con chiarezza la possibilità del diaconato femminile. Ma a un osservatore attento era chiaro che il Papa avrebbe fatto qualcosa in questa direzione: non nell’ordine sacramentale, cosa impossibile, ma nell’ordine pratico.
Quanto segue conferma questo giudizio. La religiosa spiega infatti che il Papa vuole cambiare il modo in cui la Chiesa “pensa e vive la differenza tra ministero ordinato e sacerdozio battesimale, estendendo a tutti i battezzati alcuni diritti che, fino a poco tempo fa, spettavano ai vescovi, alla sacerdoti o religiosi“.
UN’ELUSIONE NELLA CONFUSIONE
Il fatto che il SACRAMENTO DELL’ORDINE sia uno, e abbia almeno TRE GRADI secondo il Concilio di Trento, è ineludibile.
Ineludibile è anche il fatto che è di fede che esso sia riservato agli uomini. Anche le risposte delle due commissioni pontificie, del 2016 e del 2020, hanno confermato queste conclusioni, secondo lo stesso Francesco.
Allora come si fa a creare un diaconato femminile? Con un aggiramento che seminerà confusione.
La “RIDISTRIBUZIONE” dei poteri tra ministero ordinato e sacerdozio battesimale è chiaramente la strada seguita dal Papa. In altre parole, alle donne verranno affidati alcuni poteri del diacono in modo “ordinario” e riceveranno una benedizione “diaconale“.
Così, la distribuzione della Santa Comunione, il battesimo, l’omelia – cosa recentemente rifiutata ai laici dal cardinale Arthur Roche, prefetto del Dicastero per i Sacramenti – l’assistenza ai matrimoni, potrebbero essere impartiti in modo “ordinario” da queste diaconesse. Forse anche la funzione liturgica della messa.
Ci sarebbe allora un “diaconato” femminile non ordinato, ma che potrebbe svolgere le principali funzioni del diacono: un aggiramento dell’ostacolo.
Ma ciò provocherebbe la peggiore confusione possibile: il sacramento dell’ordine verrebbe progressivamente soffocato, diluito, spogliato. Senza contare che sorgerebbero seri interrogativi sulla legittimità di alcune di queste riforme.
Ad esempio, tenere l’omelia rientra nel potere di giurisdizione connesso al sacramento dell’ordine, ed è attraverso questa giurisdizione che il diacono può predicare nella messa. Inoltre, il battesimo solenne può essere amministrato solo in maniera “straordinaria” dal diacono. E nessun altro può amministrare questo battesimo in maniera solenne.
Infine, è chiaro che questa misura non soddisferà i più progressisti che chiedono un diaconato femminile ordinato, e non una benedizione surrogata, anche con tutti i poteri di cui sarebbe dotata. Inoltre, secondo le richieste ascoltate nel Cammino sinodale tedesco e nel Sinodo mondiale, questo diaconato dovrebbe essere solo un passo verso il SACERDOZIO FEMMINILE…
La domanda è: può il Papa ignorarlo? E se lo sa, dove vuole andare veramente?
https://fsspx.news/it/news/verso-un-diaconato-femminile-42444


{Per Mackinder, l’avvio a fine Ottocento dello sviluppo ferroviario russo in Asia aveva minato irreparabilmente il vecchio fondamento geopolitico: che il mare fosse la via più rapida per spostarsi Inoltre, Mackinder, come Friedrich Ratzel, pensava che il mondo dovesse essere considerato a partire da una proiezione polare e non da una proiezione di Mercatore.
Egli, a partire da queste considerazioni, individuò nella zona della Russia tra Europa ed Asia, il nuovo fulcro geopolitico mondiale. Si tratta della pianura che si estende dall’Europa centrale sino alla Siberia occidentale, che ha una posizione strategica su mar Mediterraneo, Medio Oriente, Asia meridionale e Cina. Mackinder chiamò questa zona “Heartland” (zona centrale, cuore della terra), perché da allora in avanti chi l’avesse controllata avrebbe guadagnato il dominio dell’intero Continente Antico, ossia l’unione di Eurasia ed Africa, da lui chiamato “Isola mondiale”; chi avesse dominato quest’area strategica, avrebbe poi potuto dominare l’intero pianeta. In questo modo riecheggiano nelle idee di Mackinder le parole di Walter Raleigh, che si era espresso così: «Chi possiede il mare, possiede il commercio mondiale; chi possiede il commercio, possiede la ricchezza; chi possiede la ricchezza del mondo possiede il mondo stesso»} (Wiki).
La transiberiana e lo sviluppo della Germania di fine ottocento sono state le vere cause dello scoppio provocato della 1^ guerra mondiale: la convergenza di interessi economici e commerciali tra Russia ed Europa centrale avrebbe emarginato la potenza navale in auge allora e quella emergente degli Usa. Occorreva una guerra e così fu: per allontanare il pericolo innescarono la rivoluzione russa e soppressero gli imperi centrali e fecero in modo che le nuove realtà ponessero le basi per una nuova guerra, la 2^ guerra mondiale. Dopo il crollo dell’Urss e la riunificazione della Germania, il pericolo per le potenze talassocratiche si ripresenta: la Russia colle sue materie prime vuol formare con la Germania un polo industriale e politico indipendente da Inghilterra e Usa. L’Occidente provoca ad arte la questione ucraina e complice la dirigenza germanica succube degli Usa cerca di sottomettere la Russia; ma gli avvenimenti vanno all’opposto di quanto desiderato. Con i Brics che si sono ribellati è iniziato il declino inesorabile dell’Occidente minoritario rispetto al resto del mondo, sette (miliardi) contro uno. A nulla valgono le minacce, le pressioni esercitate dalla cupola anglo-sionista e le guerre scatenate.
https://www.unz.com/article/how-the-cia-destabilizes-the-world/
Come ha detto un recente direttore della CIA, Mike Pompeo, del suo periodo alla CIA : “Ero il direttore della CIA. Abbiamo mentito, abbiamo imbrogliato, abbiamo rubato. Abbiamo fatto interi corsi di formazione. Ti ricorda la gloria dell’esperimento americano”. … Da un lato, la CIA doveva fornire informazioni al governo degli Stati Uniti. Dall’altro, la CIA doveva sovvertire il “nemico”, cioè chiunque il presidente o la CIA definissero nemico, utilizzando un’ampia gamma di misure: omicidi, colpi di stato, disordini inscenati, armamento degli insorti e altri mezzi. … Quando il presidente Dwight Eisenhower decise che la stella politica emergente dell’Africa, Patrice Lumumba dello Zaire (ora Repubblica Democratica del Congo), democraticamente eletto, era il “nemico”, la CIA cospirò nel suo assassinio nel 1961, minando così le speranze democratiche per l’Africa La denuncia da parte del Comitato Church degli sconvolgenti comportamenti illeciti della CIA è stata recentemente raccontata in uno splendido libro del giornalista investigativo James Risen, The Last Honest Man: The CIA, the FBI, the Mafia, and the Kennedys―and One Senator’s Fight to Save Democrazia. … Se solo le operazioni canaglia della CIA fossero state consegnate alla storia come risultato dei crimini denunciati dal Church Committee, o almeno avessero riportato la CIA sotto lo stato di diritto e la responsabilità pubblica. Ma non doveva essere così. La CIA ha avuto l’ultima risata – o per meglio dire, ha fatto piangere il mondo – mantenendo il suo ruolo preminente nella politica estera degli Stati Uniti, compresa la sovversione all’estero.
Dal 1975, la CIA ha condotto operazioni segrete a sostegno degli jihadisti islamici in Afghanistan che hanno completamente distrutto l’Afghanistan dando origine ad al-Qaeda. La CIA ha probabilmente condotto operazioni segrete nei Balcani contro la Serbia, nel Caucaso contro la Russia e in Asia centrale contro la Cina, tutte impiegando jihadisti sostenuti dalla CIA. Negli anni 2010, la CIA ha condotto operazioni mortali per rovesciare Bashir al-Assad in Siria, sempre con i jihadisti islamici. Per almeno 20 anni, la CIA è stata profondamente coinvolta nel fomentare la crescente catastrofe in Ucraina, compreso il violento rovesciamento del presidente ucraino Viktor Yanukovich nel febbraio 2014 che ha innescato la guerra devastante che ora travolge l’Ucraina. …Nel caso dell’Ucraina, sappiamo che gli Stati Uniti hanno svolto un importante ruolo segreto nel violento colpo di stato che ha abbattuto Yanukovich e che ha trascinato l’Ucraina in un decennio di spargimenti di sangue, ma ad oggi non conosciamo i dettagli. La Russia ha offerto al mondo una finestra sul colpo di stato intercettando e poi pubblicando una chiamata tra Victoria Nuland , allora sottosegretario di Stato americano (ora sottosegretario di Stato) e ambasciatore americano in Ucraina Geoffrey Pyatt (ora sottosegretario di Stato), in che tramano il governo postcolpo di stato. Dopo il colpo di stato, la CIA addestrò segretamente le forze operative speciali del regime post-colpo di stato che gli Stati Uniti avevano contribuito a portare al potere. Il governo degli Stati Uniti è rimasto silenzioso riguardo alle operazioni segrete della CIA in Ucraina.
Abbiamo buone ragioni per credere che gli agenti della CIA abbiano effettuato la distruzione del gasdotto Nord Stream , secondo Seymour Hersh , che ora è un giornalista indipendente. A differenza del 1975, quando Hersh era al New York Times in un momento in cui il giornale cercava ancora di chiedere conto al governo, il Times non si degna nemmeno di esaminare il resoconto di Hersh.
https://100giornidaleoni.it/tv/le-balle-del-sistema-e-la-censura-del-regime-lilin-rocchesso-del-moro- rimondini/
{…vedo molto nell’Occidente moderno quello che Platone, nella sua Repubblica, spiegava come degenerazione dello Stato. Se noi leggiamo Platone, lui spiega che cosa è la oligarchia, noi oggi viviamo in un sistema oligarchico, cioè quelli che credono che in Occidente c’è democrazia, c’è la libertà, devono rileggere Platone e Aristotile. I due scritti sono libri meravigliosi: sono i pilastri della politica e della cultura occidentale.
Platone ha scritto la “Repubblica”, Aristotile “Politica”. Vanno letti e studiati entrambi. E Platone spiega molto bene che cosa è la oligarchia e ciò che noi viviamo oggi in Occidente è un sistema oligarchico. Da dove nasce il sistema oligarchico? Dalla degenerazione della ricerca di uno Stato. Quando la società cerca uno Stato equo per gestire la vita sociale in un certo maniera, sviluppa dei sistemi bene o male equi. Quando questa ricerca degenera come è successo in Occidente noi arriviamo all’oligarchia. Oggi in Occidente noi viviamo all’interno di un sistema oligarchico. Cosa vuol dire? Che se io voglio sapere una notizia, io non ho altro di meglio che ascoltare le opinioni di un Mieli, di una Gruber di turno, che sono i megafoni degli oligarchi. Sono persone che sono pagate per raccontare a me non le notizie ma le loro opinioni. Le opinioni non sono le loro; noi sbagliamo quando pensiamo che i Mieli, Gruber o altri giornalisti italiani hanno le opinioni. Forse le hanno ma non le condividono,…ma a noi raccontano la linea narrativa degli oligarchi Il problema grave dell’Occidente è il colonialismo anglosassone, questa parabola, questa dinamica geopolitica che devasta completamente la forma politica dell’Occidente. L’Occidente è abituato a trattare tutti gli altri da una posizione, diciamo, superiore e ha smesso di capire il mondo. …}.
La banda criminale dei banchieri ha creato uno strumento per governare: la massoneria. E’ evidente l’interesse della massoneria nel voler sottomettere la chiesa cattolica per non avere concorrenti col vantaggio di mettere a suo servizio la morale e il pensiero autorevole della religione. Bergoglio, i vescovi ed i cardinali si sono sottomessi a questo potere oligarchico mondano tradendo la missione cristiana. In questa situazione di non grazia fioriranno le dispute tra gli ecclesiastici. La storia è maestra ma nessuno la comprende: i cristiani orientali ed occidentali si dilaniarono in dispute teologiche come quella del Filioque; il risultato fu l’affermarsi dell’islam in oriente. Oggi i vescovi tedeschi stanno facendo la stessa cosa. Invece del Vaticano secondo, si doveva porre mano alla riforma ecclesiastica: vescovi e sacerdoti dovevano vivere in comunità guidati da norme benedettine-francescane: ora et labora in povertà.
Un OT interessante
L’intelligenza Artificiale, sarà uno strumento bellico ultra potente per devastare entrambe per parti in Guerra. Non a caso persino Kissinger prima di morire, esprimeva serissime preoccupazioni in merito. Per non parlare dello stesso Elon Musk……Il Vaso di Pandora ormai lo hanno aperto, e non saranno in grado di rinchiuderlo, umanamente parlando……Se penso che potremmo fare la stessa fine della popolazione civile palestinese in futuro, mi vengono i brividi…..Morti di freddo, di fame, di stenti, di malattie contagiose, e naturalmente di distruzione di ogni tipo…..
un Holomodor su scala continentale, da sembrare uno squallido film horror!
https://padreelmocorazza.blogspot.com/2024/02/pedro-regis-11022024.html?m=1
Pedro Regis 11/02/2024
Sintesi catechesi Pedro Regis (Anguera)
11 febbraio 2024
11 ANNI DI UNA RINUNCIA SENZA RINUNCIA
A conferma delle conclusioni dell’ultimo articolo (habemus papam?), riportiamo una recente catechesi del veggente Pedro Regis.
Profezia 1 marzo 2008: «Cari figli, in una data maestosa la Chiesa piangerà. I fedeli si lamenteranno e le direzioni della Chiesa cambieranno».
Qual è questa data maestosa? È l’11 di febbraio. Nel 2013 Benedetto XVI annunciò che avrebbe rinunciato. A partire da quel momento la Chiesa Cattolica non sarebbe stata più la stessa; e in effetti non è più la stessa di prima. Le cose sono cambiate e non certo in meglio.
7 dicembre 2010: «Camminate verso un futuro di grandi difficoltà. Verranno giorni difficili per gli uomini e le donne di fede. Molti si rivolteranno contro il successore di Pietro e ci sarà una grande crisi di fede».
Un anno prima della supposta rinuncia di Benedetto XVI, un giornale italiano riportò di minacce di morte al papa se entro un anno non si fosse tolto di mezzo (10 febbraio 2012). Teoria della cospirazione? Può essere. Tuttavia, coincidenza o no, esattamente un anno dopo Benedetto XVI lesse la declaratio.
Pedro Regis vede una contraddizione tra il testo dell’11 febbraio e quello del 27 febbraio, tanto da sembrare essere stati scritti da due persone diverse. Nel primo è annunciata la tragedia, nel secondo Benedetto XVI scrive:
«Il “sempre” è anche un “per sempre” – non c’è più un ritornare nel privato. La mia decisione di rinunciare all’esercizio attivo del ministero, non revoca questo. Non ritorno alla vita privata, a una vita di viaggi, incontri, ricevimenti, conferenze eccetera. Non abbandono la croce, ma resto in modo nuovo presso il Signore Crocifisso. Non porto più la potestà dell’officio per il governo della Chiesa, ma nel servizio della preghiera resto, per così dire, nel recinto di san Pietro. San Benedetto, il cui nome porto da Papa, mi sarà di grande esempio in questo. Egli ci ha mostrato la via per una vita, che, attiva o passiva, appartiene totalmente all’opera di Dio».
Dunque, ha annunciato una rinuncia e poi non ha rinunciato. Perché se uno sta rinunciando, come minimo egli dovrebbe tornare ad essere cardinale e comportarsi come tale. Egli, invece, continuò a vestirsi come un papa, ad agire come un papa, a firmarsi come un papa. È strano questo.
Dopo aver ricordato le dichiarazioni del card. Danneels a proposito dell’operato della “mafia di San Gallo”, Pedro afferma che ancora più importanti sono le parole della Madonna ad Anguera pronunciate diversi anni prima dei fatti del 2013. Eccone alcune:
7 luglio 2007: «Un re sarà minacciato e cercheranno di allontanarlo dal suo trono. Ciò che vi ho predetto in passato sta per realizzarsi».
8 gennaio 2005: «quando il re sarà tolto dal suo trono inizierà la grande battaglia e la luce perderà il suo splendore».
19 marzo 2005: «Un regno diviso e una sedia vuota. L’esistenza di due re diffonderà grande confusione nel mondo, ma Dio verrà in soccorso del suo popolo».
19 aprile 2005: «pregate per il nuovo successore di Pietro. Con lui la Chiesa avanzerà, ma sarà perseguitata dai nemici».
24 giugno 2005: «È bene pregare per Papa Benedetto XVI. La pietra della pietra sarà spezzata».
8 gennaio 2008: «quando il trono cadrà e la permanenza del re non sarà più possibile, ci sarà grande disprezzo per i dogmi e pochi resteranno saldi nella fede».
2 febbraio 2008: «un regno si dividerà e sorgerà un altro regno, causando grande confusione. Un re sarà tolto dal suo trono e il popolo di Dio perderà».
22 marzo 2009: «Arriverà il giorno in cui il re sarà tolto dal suo trono. Il regno sarà diviso e ovunque ci sarà grande confusione spirituale».
Se Benedetto XVI fosse ancora vivo, nessuno avrebbe avuto il coraggio di pubblicare un documento come Fiducia supplicans. Lo si fa ora perché la muraglia è caduta:
29 ottobre 2020: «Quando la muraglia [= Benedetto XVI] cadrà, i nemici avanzeranno e causeranno grande danno nella Casa di Dio».
Pensate alla S. Messa di sempre della Chiesa: Benedetto autorizzò, Francesco restrinse dovendo il sacerdote richiedere l’autorizzazione al vescovo locale. Poi, morto Benedetto XVI, cambiò di nuovo: l’autorizzazione deve essere richiesta direttamente al Vaticano. Ma perché occorre l’autorizzazione del Vaticano per celebrare una Messa? Si tratta, infatti, di una Messa celebrata per secoli e secoli nella Chiesa Cattolica e molto rispettosa. Da proibire sarebbero invece le Messe con balli, applausi, ecc. e non la Messa tridentina.
Ma la Madonna ci ha avvisati:
27 settembre 2005: «Il Vaticano sarà in decadenza».
5 aprile 2008: «La Chiesa sarà in decadenza. Arriveranno per lei i momenti di agonia e nessuna forza umana potrà aiutarla, ma la vittoria ci sarà per intervento divino».
Oggi stiamo vivendo un tempo di crisi come non si è mai visto prima. In passato i problemi della Chiesa erano esterni, oggi invece i nemici sono dentro e fanno strage.
Mostra poi un video di “papa Francesco” e si chiede: Come può un papa aprire la bocca per dire che non bisogna pregare per la conversione di chi non è cattolico?
P.S.: Da quel che si può leggere a proposito delle minacce di morte rivolte a Benedetto XVI (ad es. qui), potrebbe risultare interessante anche questo messaggio:
29 dicembre 2007: «quando il serpente d’oriente partirà in direzione di Roma, arriverà per la Chiesa il momento della sua agonia. Con la sua coda abbatterà grandi pilastri della Chiesa».
Non avevo fatto caso che la minaccia di morte a Papa Benedetto o meglio l’’articolo su un giornale avvenne esattamente il 10 Febbraio 2012 un anno esatto prima della sua rinuncia, dopo questo vorrei sapere chi mette ancora in discussione Anguera e soprattutto chi considera valide le sue dimissioni e’ evidente che ci troviamo davanti va un pontificato quello di Francesco che sarà dichiarato nullo
La strana profezia del Cardinale Romeo: “presto Ratzinger non sarà più papa”
Websim
La strana profezia del Cardinale Romeo: “presto Ratzinger non sarà più papa”
Basta tornare indietro di dodici mesi per capire che nelle stanze del Vaticano, in qualche modo, era già noto che Benedetto XVI si sarebbe dimesso da Papa. O che comunque all’interno del Vaticano stava succedendo qualcosa di particolare intorno al Pontefice e ai possibili suoi successori. A profetizzarlo fu il Cardinale Paolo Romeo, Arcivescovo di Palermo, durante spedizione in Cina alla fine del 2011. La storia emerse in tutte le sue sfaccettature il 10 febbraio dello scorso anno sul Fatto Quotidiano. (leggi articolo) L’intrigo però, che il quotidiano di Antonio Padellaro tirò fuori dalle stanze del Varicano, era molto più pesante: ci sarebbe stato un complotto per uccidere il Papa. Forse le parole di Romeo erano state enfatizzate? Forse semplicemente il Cardinale si riferiva alle pressioni interne alla chiesa per «fare fuori» o «mettere da parte» Benedetto XVI. «L’appunto» si leggeva sul quotidiano «è anonimo e reca la data del 30 dicembre del 2011. È stato consegnato dal Cardinale colombiano Darío Castrillón Hoyos alla segreteria di Stato e al segretario del Papa nei primi giorni di gennaio con il suggerimento di effettuare indagini per comprendere esattamente cosa abbia fatto e con chi abbia parlato l’arcivescovo Romeo in Cina».
Secondo la ricostruzione attribuita allora dal documento all’arcivescovo Romeo sarebbe Angelo Scola, arcivescovo di Milano, il successore designato da Papa Ratzinger. Inizia con un lungo ‘oggetto’ in neretto: «Viaggio del Cardinale Paolo Romeo, Arcivescovo di Palermo, a Pechino a novembre 2011. Durante i suoi colloqui in Cina, il Cardinale Romeo ha profetizzato la morte di Papa Benedetto XVI entro i prossimi 12 mesi. Le dichiarazioni del Cardinale sono state esposte, da persona probabilmente informata di un serio complotto delittuoso, con tale sicurezza e fermezza, che i suoi interlocutori in Cina hanno pensato con spavento, che sia in programma un attentato contro il Santo Padre».
Secondo l’appunto Romo, durante quella visita, avrebbe gettato di fronte ai suoi interlocutori un’indiscrezione pesante: «Sicuro di sé, come se lo sapesse con precisione, il Cardinale Romeo ha annunciato, che il Santo Padre avrebbe solo altri 12 mesi da vivere. Durante i suoi colloqui in Cina ha profetizzato la morte di Papa Benedetto XVI entro i prossimi 12 mesi. Le dichiarazioni del Cardinale sono state esposte, da persona probabilmente informata di un serio complotto delittuoso, con tale sicurezza e fermezza, che i suoi interlocutori in Cina hanno pensato con spavento, che sia in programma un attentato contro il Santo Padre». Per accreditare la veridicità dei fatti riportati il documento maliziosamente chiosa: «Il Cardinale Romeo si sentiva al sicuro e non poteva immaginare, che le dichiarazioni fatte in questo giro di colloqui segreti potessero essere trasmesse da terzi al Vaticano».
La chiusura dell’appunto era dedicata al tema centrale che angosciava l’estensore della nota: la successione a Ratzinger: «Altrettanto sicuro di sé Romeo ha profetizzato che, già adesso sarebbe certo benché ancora segreto, che il successore di Benedetto XVI sarà in ogni caso un candidato di origine italiana. Come descritto prima, il Cardinale Romeo ha sottolineato, che dopo il decesso di Papa Benedetto XVI il Cardinale Scola verrà eletto Papa. Anche Scola avrebbe importanti nemici in Vaticano».
Linkiesta ha raggiunto telefonicamente il segretario del Cardinale Paolo Romeo, padre Fabrizio Moscato. Preso d’assalto dai cronisti di tutto il Paese, come racconta a Linkiesta, Moscato smentisce nettamente le indiscrezioni uscite l’11 febbraio del 2012 su il Fatto Quotidiano: «Non mi sembra il momento di fare pettegolezzi. Perché in questo fase non ci si dovrebbe occupare di ciò». Oltretutto «quell’articolo era una bufala, smentita anche dai vostri colleghi». Ma noi de Linkiesta abbiamo insistito chiedendo se l’erede di Benedetto XVI sarà Angelo Scola, come sottolineò Romeo in Cina? «La ringrazio. Nelle prossime ore Romeo rilascerà un comunicato». Quando? «Nelle prossime ore…».
https://www.linkiesta.it/2013/02/la-strana-profezia-del-cardinale-romeo-presto-ratzinger-non-sara-piu-p/
Ritorna anche l’ indiscrezione che il successore sarebbe stato Scola
“Ritorna anche l’ indiscrezione che il successore sarebbe stato Scola”
A tal proposito riporto quanto già scritto in passato da Remox….
******
Remox 20/08/2023 alle 22:22
Ho visto il video anche io.
Pedro fa capire due cose:
1) Benedetto XVI è sempre stato papa e ha usato un codice (Codice Ratzinger di Cionci) per far capire le cose (Pedro più volte anche in altri video parla di PRESUNTE dimissioni).
2) E’ accaduto qualcosa di molto grave nel Conclave del 2013 (in sostanza fu eletto Scola, ma annunciato Bergoglio).
Il che mi convince ancora di più della mia idea di “dimissioni a geometria variabile”. Se avessero eletto Scola, Benedetto XVI avrebbe effettuato qualche atto solenne con cui chiarire la propria abdicazione in modo incontestabile. Ma siccome hanno eletto Bergoglio (e lui non se lo aspettava, infatti a precisa domanda nel libro intervista con Sewald risponde con un secco “No.”) allora ha lasciato inalterato il disegno iniziale di finte dimissioni.
Per cui Bergoglio non è papa sia perchè il papa già c’era, sia perchè la sua elezione è stata viziata da gravissime irregolarità.
Una delle due cose deve venire alla luce, se non entrambe, per risolvere la situazione. Non la battaglia ovviamente che continuerà furiosa, ma quantomeno la Verità sulla legittimità della successione petrina.
https://www.ducadeitempi.it/2023/08/ora-che-la-controffensiva-ucraina-e-fallita-la-nato-vuole-sfilarsi/
*****
Remox 21/08/2023 alle 21:35
Da wikipedia, un ottimo riassunto di cui evidenzio alcune parti:
“Accreditato dalla stampa italiana quale possibile successore di papa Benedetto XVI[28], dal 12 al 13 marzo 2013 partecipa come cardinale elettore al conclave che elegge invece nuovo papa il cardinale argentino Jorge Mario Bergoglio.
Secondo il vaticanista Paolo Rodari, al primo scrutinio, Angelo Scola sarebbe stato in testa nei suffragi dei cardinali elettori, con circa 35 voti, seguito da Bergoglio con 20 voti e da Marc Ouellet con 15.[29] Anche il vaticanista Andrés Beltramo Álvarez conferma che, la sera del 12 marzo, il cardinale più votato non sarebbe stato Bergoglio.[30]
Sempre secondo le indiscrezioni di Rodari, Scola sarebbe stato il candidato più votato fino al terzo scrutinio, sostenuto dal continuo appoggio, fra gli altri, dei cardinali Angelo Bagnasco, Carlo Caffarra e Christoph Schönborn.[31]
Secondo Sergio Rame, di Libero, Scola avrebbe raggiunto, al termine del terzo scrutinio, una cinquantina di voti.[32]
La candidatura di Scola, tuttavia, sarebbe stata stroncata il 13 marzo fra il terzo e il quarto scrutinio, durante la pausa per il pranzo presso la Domus Sanctae Marthae, dai cardinali della curia romana e da quelli nordamericani: i primi «per antiche invidie e rivalità»[28] contro l’arcivescovo di Milano, mentre i secondi per via della sua vecchia vicinanza a Comunione e Liberazione, condizione che aveva suscitato alcune perplessità anche fra i porporati statunitensi[32].
Secondo Sergio Rame, invece, Scola avrebbe volontariamente ritirato la propria candidatura, onde evitare una situazione di stallo, non ritenendo sufficienti i consensi da lui ottenuti sino a quel momento, per poter aspirare al soglio pontificio[32]. Secondo Andrea Tornielli, come primo gesto dopo l’elezione, papa Francesco si sarebbe diretto verso Scola per abbracciarlo.[33]
Alle 20:23 del 13 marzo, una nota del segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana Mariano Crociata inviata ai giornalisti e contenente l’omaggio al nuovo papa Francesco, contiene per errore nell’intestazione la dicitura “esprime i sentimenti dell’intera Chiesa italiana nell’accogliere la notizia dell’elezione del cardinale Angelo Scola a Successore di Pietro”[34].”
In quel ritiro volontario della propria candidatura in quella “pausa pranzo” potrebbe nascondersi l’accordo segreto da cui tutto ha avuto origine. Se l’accordo è vero ancora più importanti sono le motivazioni/pressioni che hanno spinto a siglarlo.
https://www.ducadeitempi.it/2023/08/ora-che-la-controffensiva-ucraina-e-fallita-la-nato-vuole-sfilarsi/
Remox 15/09/2023 alle 8:38
Si sta sviluppando una polemica in rete fra Cionci e Mons. Viganò sulla questione della sede impedita che mi da l’occasione per evidenziare alcuni punti.
Ciò che Viganò vuole è che emerga la verità sull’invalidità del Conclave del 2013.
Come sapete nei confronti di Benedetto XVI sono state esercitate forti pressioni dai gruppi globalisti in particolare dall’amministrazione americana di Obama. Dalle email trapelate di Podesta si evince come Benedetto XVI fosse percepito come un ostacolo all’implementazione di determinati piani e come fosse necessaria per la Chiesa una Primavera, ovvero una rivoluzione colorata, altrimenti detta colpo di stato. Siamo a cavallo fra il 2011 e il 2012 quando le primavere arabe avevano incendiato il Medioriente portando a diversi cambi di regime oppure a guerre civili che durano tutt’ora. Nel 2012 cominciarono a circolare notizie riguardanti pericoli di vita per il Pontefice; il Cardinale Romeo durante un incontro diplomatico con esponenti cinesi parlò proprio di questi pericoli lasciando esterrefatti i suoi interlocutori. Quando tornò a Roma, convocato da Benedetto XVI, si scusò in lacrime per quella fuoriuscita di notizie. Lo stesso Socci cominciò a parlare di dimissioni e di pressioni esercitate nei confronti di Ratzinger.
Poco prima della famosa Declaratio il Vaticano fu disconnesso da SWIFT bloccando di fatto la vita finanziaria dello Stato Pontificio; poco dopo la Declaratio fu invece riconnesso. Questo tipo di decisioni come sappiamo possono essere messe in atto dietro diretta indicazione di Washington, come normalmente avviene per i cosiddetti “stati canaglia”. Il Vaticano fu di fatto assimilato ad uno di questi paesi.
Avendo perfettamente compreso il piano dei nemici Ratzinger mise in atto il suo contropiano, quello della sede impedita ai fini di proteggere la successione petrina. I nemici infatti volevano sostituirlo con un Pontefice modernista validamente eletto. Le dimissioni erano anche un modo per scongiurare atti più ostili contro la sua persona perchè si sa, morto un papa se ne fa un altro.
Quello che Cionci non ha colto è che il piano del papa era a “geometria variabile”, ovvero legato allo sviluppo degli eventi.
Nel Conclave del 2013 si affrontarono gli stessi “partiti” di quello del 2005: il San Gallo e il Sale della Terra. I primi sostenevano Bergoglio, i secondi Scola. Ad un certo punto del Conclave si era ormai certi che Scola sarebbe stato eletto papa e a quel punto è avvenuta, diciamo così, una pausa. E’ lecito pensare che siano stati introdotti all’interno del Conclave elementi estranei stranieri in deplorevole violazione di tutte le più fondamentali regole dello stesso. Questi elementi si sarebbero incontrati con un ristretto gruppo di Cardinali riproducendo e specificando il tipo di pressioni e “conseguenze” in cui sarebbe occorso un successore non gradito, ovvero Scola (presente all’incontro).
A quel punto avrebbero fatto l’”accordo” che prevedeva il ritiro della candidatura di Scola e la conseguente elezione di Bergoglio. Tutto ciò andò in scena in segreto all’insaputa della gran parte del Collegio Cardinalizio protetto ovviamente dal segreto del Conclave.
La grave violazione occorsa è dunque del tipo in grado di invalidare il Conclave ed è l’obiettivo che presumibilmente vuole raggiungere Mons. Viganò. Per farlo ha bisogno della testimonianza diretta di chi ha partecipato a quelle riunioni e di chi ha formulato l’accordo (Scola). Dimostrare l’invalidità del Conclave serve anche a definire la questione della sede impedita. Infatti se avessero eletto Scola, Benedetto XVI avrebbe compiuto un atto ufficiale di abdicazione per spazzare via ogni ambiguità.
La certezza dell’informazione riguardante l’elezione di Scola era filtrata tanto da spingere la CEI a diramare l’incredibile velina di congratulazioni nei confronti del Cardinale italiano.
Quando Ratzinger scoprì che avevano eletto Bergoglio capì che i nemici avevano vinto e mantenne inalterato il piano originario per salvare la Chiesa.
Mons.Viganò, interessato anche alle vicende politiche americane e alla lotta fra deep state e Trump, vorrebbe la pubblica testimonianza di Scola per esporre i San Gallo e Bergoglio alle loro falsità ed alleanza con il clan obamiano.
https://www.ducadeitempi.it/2023/09/papa-francesco-e-il-bavaglio-al-sinodo-dibattiti-segreti-in-aula-su-temi-divisivi-come-coppie-gay-donne-e-democrazia-nella-chiesa/
******
Remox 24/10/2023 alle 15:10
……..Mi sembra dunque un tentativo di arrampicarsi sugli specchi pur di evitare il problema vero e centrale di questo tempo che è sempre lo stesso: l’operato (e non il pensiero) di Benedetto XVI. Qui siamo infatti sul piano oggettivo e non più in quello soggettivo.
Fra gli elementi oggettivi abbiamo:
– una declaratio di dimissione non conforme alle norme del diritto canonico (la scusa dell’estetismo linguistico per giustificare l’uso dei termini “munus-ministerium” non regge alla luce dei numerosi ed evidenti errori in latino che ne pregiudicano anche la forma stilistica, considerato che Ratzinger ha detto di aver usato il latino proprio perchè lo conosce bene ed è la lingua della Chiesa).
– l’azione di Benedetto XVI dopo le “dimissioni” ovvero il titolo di papa emerito, la residenza in Vaticano, l’abito bianco, lo stemma pontificio, l’appellativo “Santità”, la benedizione apostolica, il tutto mantenuto immutato per dieci anni.
– la disconnessione del Vaticano dallo Swift prima delle “dimissioni” di Benedetto XVI e la sua riammissione dopo le “dimissioni” stesse
Questi punti oggettivi, presi insieme, mantenuti senza alcuna spiegazione logica, alimentano i sospetti e i dubbi che riguardano una sorta di colpo di stato avvenuto in Vaticano.
La risposta più netta a tutte le domande di Peter Sewald in Ultime Conversazioni è stata il “No” perentorio alla domanda se si aspettava Bergoglio come suo successore.
Perchè non avrebbe dovuto aspettarselo visto che era stato il più votato dai San Gallo nel conclave del 2005? Come sostengo da tempo le anomalie nella declaratio di Benedetto XVI sono spiegabili solo se intese “a geometria variabile”, pronte cioè a trasformarsi in un senso o nell’altro a seconda dei risultati del Conclave.
Se avessero eletto Scola Ratzinger avrebbe compiuto un atto pubblico di abdicazione sanando le precedenti anomalie. E questo era l’accordo, o meglio erano le rassicurazioni prima del Conclave.
Ma poi l’accordo è stato un altro e gli “amici del Re” hanno tradito. Scola era il più votato, ma ha ritirato la sua candidatura. A chi dice che si è comportato come Bergoglio nel 2005 dico che non è vero, in quanto Bergoglio non era il più votato nel 2005 mentre Scola si.
Dunque c’è stato un accordo di qualche tipo che ha spianato la strada a Bergoglio grazie al ritiro di Scola.
E infatti il primo che Bergoglio ha abbracciato dopo l’elezione è stato proprio Scola, come a ringraziarlo per la sua scelta. Fuori da Conclave, chi sapeva, si aspettava l’elezione di Scola (da cui il famoso comunicato CEI). Invece sono stati spiazzati quando hanno presentato Bergoglio, e fra gli spiazzati c’era Ratzinger.
E’ così che Benedetto XVI ha deciso di mantenere per dieci lunghi anni tutte le ambiguità del suo pontificato emerito, come segno di contraddizione per tutti i nemici della Chiesa, scismati ex ante dalla sua azione prudente e sapiente.
Finchè non si centrerà questo punto riflettendo sull’azione oggettiva del papa tedesco non si risolverà nulla.
https://www.ducadeitempi.it/2023/10/anticristo-ottavo-re/
E’ semplice. BXVI ha rinunciato al ministerium, ovvero all’esercizio attivo. Ma non ha mai rinunciato al MUNUS, ovvero all’essere Papa. I suoi nemici sono così stati raggirati pensand che avesse abdicato. E invece ha mantenuto l’elemento essenziale, ovvero il MUNUS. Per questo non ha mai abdicato. Il vero Papa era solo lui,
Dott.G.I. A me sembra che da questo passo della Valtorta l’anticristo che sarà preceduto dai 10 Re non sia per i nostri tempi ma che sia quello che precede il giudizio universale??
Infatti si afferma che dopo che l’Anticristo verrà gettato nel pozzo dell’abisso , subito dopo Cristo giudicherà i vivi e i morti nel giudizio universale:
Dopo i precursori dell’Anticristo verrà l’Anticristo stesso. Il periodo anticristiano, simboleggiato dalla Bestia armata di dieci corna – i dieci servi, che si credono re, di Satana, dei quali tre (nota bene) saranno strappati e gettati nel nulla, ossia nel baratro dove non è Dio e perciò dove è il Nulla, l’opposto di Dio che è Tutto – culminerà nella nascita e crescita, fino alla sua potenza massima, dell’undecimo corno, ragione della caduta di tre precursori, e sede del vero Anticristo, il quale bestemmierà Dio come nessun figlio d’uomo mai fece, calpesterà i santi di Dio e torturerà la Chiesa del Cristo; crederà, poiché è figlio del connubio della superbia demoniaca con la lussuria umana, “di poter fare grandi cose, di mutare i tempi e le leggi” e per tre anni a mezzo sarà l’Orrore regnante sul mondo.
Poi il Padre dirà: “Basta” davanti al gran coro che, per il “rumore delle grandi parole” dei santi, si farà in Cielo; e la Bestia malvagia sarà uccisa e gettata nel pozzo d’abisso e con essa tutte le bestie minori per rimanervi con Satana, loro generatore, per l’eternità.
Io sarò chiamato allora dal Padre per “giudicare i vivi ed i morti” secondo quanto è detto nel Simbolo della Fede. E i “vivi”, coloro che hanno serbato vita in loro per aver serbato viva la Grazia e la Fede, erediteranno “il regno, la potenza e la magnificenza di Dio”. I “morti” dello spirito avranno la Morte eterna secondo che la loro volontà ha scelto di avere.
E non vi sarà più Terra e più uomo carnale. Ma solo vi saranno “figli di Dio”, creature affrancate da ogni dolore, e non vi sarà più peccato, e non vi saranno più tenebre, e non vi sarà più timore. Ma solo gioia, gioia, gioia immensa, eterna, inconcepibile agli uomini. Gioia di vedere Dio, di possederlo, di comprenderne il pensiero e l’amore.
“Dott.G.I. A me sembra che da questo passo della Valtorta l’anticristo che sarà preceduto dai 10 Re non sia per i nostri tempi ma che sia quello che precede il giudizio universale??
Infatti si afferma che dopo che l’Anticristo verrà gettato nel pozzo dell’abisso , subito dopo Cristo giudicherà i vivi e i morti nel giudizio universale…” (Mario Mancusi)
Anch’io credo (come ho sempre detto) che l’Anticristo non sia per i nostri tempi.
Il messaggio che hai citato (25 gennaio 1944), per via del “giudicare i vivi e i morti” (da interpretare: anche oggi ci sono i vivi alla Grazia e i morti dello spirito), potrebbe far pensare a un tempo lontanissimo, prossimo al Giudizio Universale.
Tuttavia, i messaggi valtortiani, se sono veri e provengono dal Cielo, non possono contraddirsi.
Nel messaggio famoso del 20 agosto 1943, si parla dell’Anticristo e di Dio che dice il suo “Basta”:
http://www.valtortamaria.com/operaminore/quaderno/1/manoscritto/2/20-agosto-1943
Nella mia copia cartacea del volume “I Quaderni del 1943”, al punto preciso: «sinché Dio non dirà il suo “Basta” e li incenerirà col fulgore del suo aspetto», c’è una nota della stessa Maria Valtorta.
(allego la foto del libro).
Perché la scrittrice aggiunge questa nota? Il motivo è semplice: alcuni passi sono difficili da intendere, ma sono in accordo con l’Apocalisse di Giovanni.
La sconfitta dell’Anticristo non prelude al Giudizio Universale, perché lei stessa in altri messaggi, e in uno in particolare, scriveva (Quaderni, 27 agosto 1943):
«Vinto l’Anticristo, verrà il periodo di pace [il Millennio, Ap. 20,1-6] per dare tempo agli uomini, percossi dallo stupore delle sette piaghe [Ap. 16] e della caduta di Babilonia [la Babilonia di Ap. 17 e 18 cadrà con l’Anticristo], di raccogliersi sotto il segno mio [la Croce]. L’epoca anticristiana assurgerà alla massima potenza nella sua terza manifestazione, ossia quando vi sarà l’ultima venuta di Satana [dopo il Millennio, Ap. 20,7-10].»
Quindi, «vinto l’anticristo» non c’è il Giudizio Universale, ma, come dice l’Apocalisse, c’è il Regno di Cristo (cosiddetto Millennio); ossia, c’è «il periodo di pace» prima dell’ultima venuta di Satana (Ap. 20,7-10 Gog e Magog).
Gesù infatti parla di “tre filtri” ed ecco come descrive questo periodo di pace o Regno dello Spirito:
http://www.valtortamaria.com/operaminore/quaderno/1/manoscritto/10/28-ottobre-1943
http://www.valtortamaria.com/operaminore/quaderno/1/manoscritto/11/12-novembre-1943
Dettaglio
Dott.G.I. Non potrebbe essere , come ipotizzai in altre occasioni che avremo un Anticristo prossimo che precede il tempo di pace lungo e un altro prima del Giudizio universale , quando interverrà direttamente Satana, ed è in quella fase che il regno dell’Anticristo durerà 3 anni e mezzo?? Come ha detto lo stesso Gesù le profezie avvolte sono cicliche e riguardano più tempi
“Dott.G.I. Non potrebbe essere, come ipotizzai in altre occasioni che avremo un Anticristo prossimo che precede il tempo di pace lungo e un altro prima del Giudizio universale , quando interverrà direttamente Satana, ed è in quella fase che il regno dell’Anticristo durerà 3 anni e mezzo?? Come ha detto lo stesso Gesù le profezie avvolte sono cicliche e riguardano più tempi” (Mario Mancusi)
Certamente che potrebbe essere, ma non abbiamo molti elementi.
Il messaggio della Valtorta che ho citato parla di “ultimi Giuda” (= ultimi ecclesiastici traditori, soprattutto vescovi):
«Quando l’ultima rivolta di Satana a Dio avverrà, non mancheranno gli ultimi Giuda fra i chiamati alla conoscenza del Re.»
Non è chiaro però, nella Valtorta, il significato “ultima venuta di Satana”, come non è chiaro dall’Apocalisse.
Sembra che quando Satana sarà sciolto dall’Abisso, verrà in un modo misterioso (forse oggi a noi incomprensibile).
Ap 20
7 Quando i mille anni saranno compiuti, satana verrà liberato dal suo carcere
8 e uscirà per sedurre le nazioni ai quattro punti della terra, Gog e Magòg, per adunarli per la guerra: il loro numero sarà come la sabbia del mare.
9 Marciarono su tutta la superficie della terra e cinsero d’assedio l’accampamento dei santi e la città diletta. Ma un fuoco scese dal cielo e li divorò.
«L’epoca satanica sarà tre volte più feroce dell’epoca anticristiana.» (Valtorta)
C’è un’epoca in cui verrà l’Anticristo (= epoca anticristiana, le due bestie) e un’epoca ultima in cui verrà Satana (= epoca satanica, il Dragone).
Questa distinzione valtortiana è ribadita in Ap dal versetto 20,10:
«E il diavolo, che li aveva sedotti, fu gettato nello stagno di fuoco e zolfo, dove sono anche la bestia e il falso profeta: saranno tormentati giorno e notte per i secoli dei secoli.»
Quando l’Anticristo è vinto da Gesù, viene gettato nello stagno di fuoco e da lì non esce più (lo stagno di fuoco è il luogo di condanna definitiva, senza appello; dall’Abisso si può uscire, ma non dallo stagno di fuoco). Anche quando verrà l’epoca satanica, l’Anticristo non esce più, ma viene Satana e sembra che venga “di persona”. Questo significa che Satana non potrà più servirsi dello spirito dell’Anticristo (il regno dell’Anticristo è ormai distrutto), ma agirà personalmente per suscitare una grande guerra contro il popolo santo di Dio (tre volte peggio).
Voglio dire che in Ap sono trattate in modo distinto (in due capitoli diversi) due vittorie di Gesù:
1) vittoria sull’Anticristo (le due bestie del cap 13):
Apocalisse 19:20 Ma la bestia fu catturata e con essa il falso profeta che alla sua presenza aveva operato quei portenti con i quali aveva sedotto quanti avevan ricevuto il marchio della bestia e ne avevano adorato la statua. Ambedue furono gettati vivi nello stagno di fuoco, ardente di zolfo.
2) vittoria su Satana (il Dragone o serpente antico):
Apocalisse 20:10 E il diavolo, che li aveva sedotti, fu gettato nello stagno di fuoco e zolfo, dove sono anche la bestia e il falso profeta: saranno tormentati giorno e notte per i secoli dei secoli.
L’Anticristo (strettamente in senso biblico) è solo riferito alle due bestie. Non si può parlare di Anticristo (l’empio, il figlio della perdizione, l’ànomos, ecc.) in riferimento alla venuta di Satana. Questo risulta concordemente sia dall’Apocalisse, che dalla Valtorta.
Tuttavia, se ci saranno degli “ultimi Giuda”, dobbiamo dedurre che ci sarà di nuovo tradimento e apostasia nella Chiesa.
E Satana, approfittando di questo affievolimento della Fede, muoverà l’ultimo attacco alla Chiesa di Dio, ma sarà sconfitto.
Molti commentatori sostengono che l’ultima rivolta di Satana non si può considerare come il riassunto e l’apice di tutti gli sforzi del demonio contro il regno di Cristo. Il fatto che “dopo i mille anni il diavolo deve essere sciolto per poco” (v. 3) non significa che sarà ridata a Satana, sia pure per poco tempo, tutta la libertà che aveva prima. In quel breve tempo sarà solo permessa a Satana una breve e violenta riscossa tentatrice e ingannatrice, capace di rendere più difficile la vittoria dei fedeli di Dio.
Sono passati quasi cinque anni e siamo ancora qua, un passo più vicini:
https://www.ducadeitempi.it/2019/09/il-timore-di-uno-scisma-tedesco/
A me non convince questo scisma tedesco , sono tutte manovre concordate tra Roma e Germania fanno finta di litigare, e’ tutto pianificato lo scisma verrà a Roma
Mentre in Vaticano litigano, l’Europa sprofonda.
Noterelle interessanti dalla Russia. E’ una caratteristica delle Russie: per lungo periodo è impossibile conoscere le loro intenzioni perché tacciono, poi all’improvviso a cose fatte tutto diventa più chiaro. Questa riduzione di un articolo giornalistico è importante per il suo contenuto:
https://k-politika.ru/shojgu-predostavil-putinu-dva-nedostayushhix-pazla-dlya-razvala-nato/?utm_source=warfiles.ru
Shoigu ha fornito a Putin i due “puzzle” mancanti per il crollo della NATO – 23/02/2024{Il capo del Ministero della Difesa russo, Sergei Shoigu, ha riferito al presidente Vladimir Putin sul completamento dei lavori sui progetti Poseidon, Peresvet e Burevestnik, mentre le armi Sarmat e Avangard sono già in servizio nel nostro Paese.
Come ha detto il presidente, lo ha fatto: senza promesse vuote. Nel 2018, prima delle elezioni, Putin ha annunciato gli esclusivi sistemi missilistici russi, che già nel 2024 proteggeranno il Paese. Per fare un confronto, il 44esimo presidente degli Stati Uniti Obama circa dieci anni fa disse che era necessario “cacciare la Russia dall’Artico”, e durante questo periodo il mandato di Obama, il mandato di Trump, quasi l’intero mandato di Biden finirono – e allora? Non un solo nuovo rompighiaccio: né costruito, né posato, e nemmeno progettato…
Vale la pena notare che le azioni di Putin sono difficili da spiegare anche agli esperti del paese. Fino a quando l’ultimo elemento non prende il suo posto, nessuno capisce dove sta andando tutto. Ma quando il quadro completo diventa visibile, tutti capiscono: sì, qui lo ha fatto per questo motivo, e qui per quest’altro.
Questa volta il quadro è più chiaro in anticipo: Putin ha iniziato una grande partita contro la NATO! Frammenterà l’Alleanza del Nord Atlantico finché non cesserà di esistere. E a questo scopo ha bisogno di strumenti importanti: una varietà di missili e altre armi, oltre a un altro mandato.
Proprio ieri sembrava assurdo
Può sorprendere che di recente non si sia nemmeno accennato all’uscita degli Stati Uniti dalla NATO, ma oggi se ne parla sempre più. E la cosa più significativa è che non è nemmeno legato a Trump. E non c’entra niente con Biden, è tutto molto più interessante.
In poche parole, in Europa tutti capiscono già che, anche se gli Stati Uniti non abbandonano la NATO e anche se Trump non torna al potere, ciò non avrà più molta importanza: gli Stati Uniti continueranno a ignorare l’Europa e a rivolgere la propria attenzione all’Asia. ! …}
Questa è la prima parte dell’articolo; il resto è letteratura militare. A questo punto ci dobbiamo rendere conto che gli avvenimenti già vanno in questa direzione: gli Usa abbandoneranno la Nato perché gli interessi vitali degli Usa non passano per l’Europa; passano per il medio oriente dove il petrodollaro sta perdendo di importanza; la Cina e l’India col contorno di altri stati come l’Indonesia [278,954,935! ab. (1-06-2023)] avranno in futuro il monopolio dell’industria e del commercio con la fornitura sicura, per motivi politici, di materie prime dalla Russia, dall’Africa, dal medio oriente e dal sudamerica. L’Europa crollerà ed allora la profezia di Irlmaier si avvererà: invasione … i carri che corrono senza sosta …
Altre noterelle. Dum Romae consulitur, Saguntum (l’Europa) expugnatur:
https://mazzoninews.com/2024/02/18/arrivederci-nato-mn-248/
{…Gli Stati Uniti da parte loro non sono in condizioni di difendere niente per nessuno perché sono sparpagliati nel mondo in centinaia e centinaia di basi del tutto non necessarie e rilevanti; sono coinvolti in una serie di guerre guerricciole locali che non rientrano nell’interesse degli Stati Uniti e in generale sono estremamente in ritardo nei confronti della Russia, come abbiamo visto in Ucraina, in termini di sistemi d’arma. Vale a dire che i russi sono più avanti con i sistemi d’arma, hanno razzi che gli americani non possono fermare o che la NATO non può fermare, hanno una industria bellica che funziona mentre invece quella della NATO ormai non funziona più e in generale la prospettiva non è per niente allegra e di conseguenza Trump ha chiaramente deciso di staccare la spina alla NATO; questo è evidente e lo sta dichiarando, l’aveva già dichiarato in passato, ma lo sta dichiarando adesso in modo più chiaro e netto sia perché gli fa comodo a livello elettorale perché gli americani sono stufi di pagare con le proprie tasse le spese di una alleanza che alla fine non porta nessun beneficio per gli Stati Uniti e in più gli americani sono ulteriormente stufi del fatto che questi soldi vengono sottratti alle infrastrutture necessarie all’interno degli Stati Uniti, alla protezione del confine: in pratica dicono noi andiamo a proteggere i confini dell’Ucraina quando siamo invasi a casa nostra. …}
Peccato che Bergoglio non é Papa
Bergoglio non é MAI stato Papa perché BXVI NON HA MAI RINUNCIATO al Munus. Ma solo al ministerium. Questo é sufficiente per dichiarare illegittimo il conclave del 2013….ergo Bergoglio non é papa
Caduta la città più fortificata dell’Ucraina, Avdiivka, l’esercito ucraino arretra, anche se lentamente, su tutti i fronti della linea di contatto
https://www.youtube.com/watch?v=NabpYhivffc
E Biden dall’abisso della sua demenza senile, sbrocca di brutto, e passa all’insulto nei confronti del suo omologo di Mosca.
Bisogna comprenderlo! Dopotutto Putin gli sta pestando i calli … e pure gli Houthi lo punzecchiano …
E vorrebbe pure essere rieletto, uno che è incapace di intendere e volere. Cose da pazzi, e parliamo della ormai ex prima potenza mondiale. Poi dicono che in Italia c’è la gerontocrazia, mentre la Casa Bianca è diventata il set televisivo di un reality su una casa di cura per anziani. Uno statunitense che votasse Biden dovrebbe votarlo per farlo uscire dalla casa, non per farlo rimanere
https://www.reuters.com/world/europe/slovak-pm-says-some-western-states-consider-bilateral-deals-send-troops-ukraine-2024-02-26/
https://www.theguardian.com/world/live/2024/feb/27/russia-ukraine-war-live-france-macron-ground-troops-latest-news
La pazzia tra gli europei succubi del del governo USA conosce nuove frontiere. Ritorna l’incubo nucleare. Biden non parla perchè ha le elezioni a Novembre, ma fà parlare e vuole far agire gli europei a loro rischio e spesa.
La grettezza dei cosidetti nostri “leader europei”, è senza fondo.
E dunque porterenno a fondo l’intero continente europeo.
MOSCA AVVERTE LA NATO: “CON TRUPPE IN UCRAINA GUERRA INEVITABILE”
Secondo il presidente francese Macron è necessario prendere decisioni forti per impedire a Putin di vincere. La replica del Cremlino: “Conflitto sarebbe inevitabile”
******
Lunedì 26 febbraio, 20 leader europei si sono riuniti a Parigi per inviare a Vladimir Putin un chiaro messaggio di determinazione e unità. Un momento per dare una “scossa” agli alleati dell’Ucraina, secondo il presidente Emmanuel Macron, per prendere “decisioni forti” e “fare di più” a sostegno di Kiev. Tra le opzioni sul tavolo, è stato inserito anche l’invio di truppe Nato nel territorio del Paese invaso.
“Non c’è consenso in questa fase sull’invio di truppe sul terreno”, ha chiarito l’inquilino dell’Eliseo. “Non bisogna escludere nulla. Faremo tutto il possibile affinché la Russia non vinca”.
Parole dirompenti, queste, rilanciate anche dal primo ministro Gabriel Attal: “Non si può escludere niente in una guerra in corso nel cuore dell’Europa”. Secondo Macron, è necessario mantenere una visione dinamica, che comprenda qualunque alternativa per frenare le mire espansionistiche dello zar.
Le sue affermazioni hanno generato reazioni forti, innanzi tutto nella stessa Francia.
“Non so se tutti si rendono conto della gravità di una simile affermazione. Emmanuel Macron gioca a fare il leader della guerra, ma è della vita dei nostri figli che parla con tanta noncuranza”, ha scritto Marine Le Pen su X.
“La posta in gioco è la pace o la guerra nel nostro Paese”.
Il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov ha sottolineato che l’invio di truppe occidentali in Ucraina segnerebbe l’inizio del conflitto tra Nato e Federazione.
“In questo caso non possiamo parlare di probabilità, ma di inevitabilità. Ed è così che la valutiamo”, ha commentato, spiegando come il semplice fatto di evocare questa possibilità rappresenti “un nuovo elemento molto importante” nel conflitto……
……Più allineato con Macron, il presidente polacco Andrzej Duda ha dichiarato che, durante il vertice di Parigi, la discussione più accesa si è verificata proprio su questo argomento. “In futuro non può essere escluso, ma oggi non c’è consenso sullo schieramento ufficiale”, ha spiegato alla radio, mantenendo dunque il suo Paese sulla linea dura contro a Russia manifestata sin dall’inizio del conflitto.
https://www.ilgiornale.it/news/guerra/truppe-nato-ucraina-proposta-macron-che-fa-discutere-alleati-2289387.html
Macron ancora oggi afferma che
“Faremo tutto il possibile affinché la Russia non vinca”.
La gente come Macron, dopo due anni di conflitto, sembra che non si sia resa conto dell’impossibilità pratica di sconfiggere la Russia.
Ogni giorno sprecato in tale erronea convinzione comporta dei costi altissimi, in primo luogo umani.
D’altronde cosa aspettarsi da chi propugna l’inserimento dell’aborto volontario tra i diritti costituzionali in modo da rendere illegittima ogni obiezione di coscienza?
Si realizza così l’affermazione di santa Teresa di Calcutta, resa al momento del ritiro del premio Nobel per la Pace a lei assegnato, secondo cui la pratica dell’aborto è il primo attentato alla pace poiché se non può essere sicuro un bimbo nel ventre di sua madre tutti noi, a maggior ragione, lo può essere.
Infatti Pierluigi.
La mia considerazione su Macron, come anche su Draghi, è semplicemnte tenebrosa.
Ai miei occhi appaiono, come 2 luogotententi della Bestia nera, e della Bestia con corna d’agnello, ma che “parlava come un drago”, di Apocalisse XIII.
Null’altro da aggiungere……
La Francia insiste, nel suo delirio di onnipotenza…….
—-
PARIGI, LE TRUPPE IN UCRAINA NON SIGNIFICANO BELLIGERANZA
L’eventuale futura presenza di truppe occidentali in Ucraina, evocata ieri sera nella Conferenza di Parigi dal presidente francese Emmanuel Macron, non andrebbe oltre la soglia della belligeranza“.
Lo ha detto il ministro degli Esteri francese Stéphane Séjourné.
https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2024/02/27/parigi-le-truppe-in-ucraina-non-significano-belligeranza_005bf465-ecc1-4463-b063-7bcad48efe2b.html
—-
FRANCIA E GERMANIA LITIGANO SULL’INVIO DI TRUPPE IN UCRAINA
https://www.milanofinanza.it/news/francia-e-germania-litigano-sull-invio-di-truppe-in-ucraina-202402271743133127?refresh_cens
France announces the creation of a coalition to supply Ukraine with missiles and bombs
https://mil.in.ua/en/news/france-announces-the-creation-of-a-coalition-to-supply-ukraine-with-missiles-and-bombs/
Con i missili a lungo raggio che alcune nazioni della Nato si apprestano a fornire all’Ucraina le linee rosse indicate da Medvedev saranno ampiamente superate
29 FEBBRAIO 2024 ALLE 14:10
Il discorso sullo stato della nazione. Durata record di due ore. Un minuto di silenzio per i caduti
MOSCA – Vladimir Putin torna a sventolare la “minaccia reale” di un conflitto nucleare. Lo fa durante l’annuale discorso sullo stato della nazione che definisce le priorità del Paese e che, quest’anno, cade a due settimane dalle presidenziali che lo riconfermeranno per un quinto mandato. Un discorso dalla durata record di due ore, intervallato oltre ottanta volte dagli applausi.
L’Ucraina
Confortato dai recenti successi in Ucraina, il presidente russo si rallegra dell’avanzamento delle truppe sul fronte: “Le capacità militari delle forze armate si sono moltiplicate. Stanno avanzando con fiducia in diverse direzioni”. Sostiene che “la maggioranza assoluta del popolo russo” appoggia l’Operazione militare speciale e onora i caduti con un momento di silenzio.
Le armi nucleari
Putin passa poi a commentare la proposta avanzata lunedì dal presidente francese Emmanuel Macron di inviare truppe Nato in Ucraina, benché sia stata già respinta da Stati Uniti, Germania e Gran Bretagna. “Ricordiamo il destino di coloro che hanno inviato i loro contingenti di truppe nel territorio del nostro Paese”, dice in un’apparente allusione alle fallite invasioni di Napoleone e Hitler. “Ora le conseguenze per i potenziali invasori sarebbero molto più tragiche”, dichiara al Gostinyj Dvor, un Palazzo dei congressi situato vicino alla Piazza Rossa a Mosca.
“Devono capire che disponiamo anche di armi in grado di colpire obiettivi sul loro territorio. Tutto quello che stanno inventando in questo momento, oltre a spaventare il mondo intero, è una reale minaccia di conflitto con l’uso di armi nucleari e quindi di distruzione di civiltà. Non lo capiscono?!”, ha chiesto ai parlamentari e ai membri dell’élite politica, militare, economica e religiosa del Paese, prima di passare in rassegna le nuove forze nucleari, come i missili Sarmat e Burevestnik e il drone sottomarino Poseidon. Sono tutti “pienamente pronti”, dice, e alcuni sono stati già dispiegati in Ucraina.
Gli Stati Uniti
Putin respinge come “deliri” le minacce ventilate dai leader occidentali di un attacco russo agli alleati della Nato in Europa e bolla come “fake news” la dichiarazione di Washington che Mosca vorrebbe dispiegare armi nucleari spaziali.
“In vista delle elezioni americane, vogliono soltanto mostrare ai loro cittadini, così come agli altri, che continuano a governare il mondo”, dice riferendosi agli Stati Uniti e accusandoli di voler distruggere la Russia. “Non funzionerà”. Sostiene, però, che la Russia è comunque “pronta al dialogo” con gli Stati Uniti su questioni di “stabilità strategica”.
Il calo demografico
Si presenta come uno dei “bastioni” dei “valori tradizionali” contro l’Occidente corrotto. “Una famiglia con molti figli deve diventare la norma”, dice, preoccupato dal calo demografico russo aggravato dalle perdite in Ucraina e dall’emigrazione di centinaia di migliaia di cittadini.
L’economia
Dopo la digressione sugli scenari internazionali, il presidente loda la “resilienza” dell’economia russa, nonostante il fuoco di fila delle sanzioni, e annuncia una serie di incentivi sociali, in particolare ai veterani e alle loro famiglie, nonché investimenti nelle infrastrutture, nell’istruzione, nel digitale e nelle nuove tecnologie, nella cultura e nella protezione dell’ambiente.
Nel suo discorso incentrato pesantemente sulle questioni economiche e sociali in vista del voto presidenziale del 15-17 marzo, Putin sostiene che la Russia sta “difendendo la sua sovranità e sicurezza e proteggendo i nostri compatrioti” in Ucraina, accusando le forze russe di avere il sopravvento in questo contesto. Il combattimento.
La promessa e l’inno
Putin conclude come aveva iniziato. Parlando del conflitto in Ucraina. Promette che i soldati russi “non si ritireranno, non falliranno, non tradiranno”. Parole che vengono accolte da un lungo applauso e dall’inno russo.
https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/29/news/putin_russia_ucraina_minaccia_nucleare-422230901/?ref=RHLF-BG-P5-S2-T1
Secondo me ci siamo nel poter delineare quello che verrà, codesti scellerati finiranno, fra non molto, per mandare truppe di terra in Ucraina. Scherzano col fuoco, e la Russia che non ha disponibilità di uomini e mezzi infinita, non è neanche una nazione propriamente ricca, reagirà male prima o poi, per porre fine alla guerra con le cattive. Ritorna l’ipotesi di uso di armi nucleari tattiche sul suolo ucraino, perchè se non si arriva al tangibile rischio nucleare i governanti occidentali, pedine della Massoneria, non molleranno la presa sull’Ucraina.
Oltre ad arrivare ad un passo dal conflitto mondiale nucleare che farà venire paura agli investitori di tutto il mondo , e sfiducia completa per il futuro, il mondo diviso in 2 blocchi e i commerci molto limitati, l’Europa butterà via ANCORA molti altri soldi e mezzi, agevolando l’entrata in una crisi sempre peggiore in nome della lotta contro il demone Putin, l’invasore che dopo l’Ucraina si appresterebbe a colonizzare tutta Europa. Cosa del tutto irragionevole perchè causerebbe la guerra nucleare mondiale, e comunque una invasione di terra è al momento militarmente impossibile, e inoltre smentita dallo stesso Putin nell’intervista a Tucker Carlson.
Gli Usa, che stanno raschiando il fondo del barile, con una industria quasi inesistente, che importano tutto col dollaro gonfiato, vogliono che gli Europei si armino sempre di più per prevenire l’invasione, da parte di Putin, delle nazioni europee aderenti alla Nato. In modo da portare gli ultimi guadagni all’industria bellica Usa, ma è una strategia oramai al capolinea. L’Ue seguirà la Germania in recessione, sprecando così tante risorse e precludendosi per “sempre” le materie prime a basso prezzo. I soldi fasulli e presi a prestito del pnrr, emettendo obbligazioni, valutate dalle agenzie di rating americane politicizzate( anche per questo, tra gli altri motivi, dobbiamo sottostare a quello che vuole il governo Usa), dovrebbero essere gli ultimi, poi non ci sarà nessuna altra rete ad arginare la caduta, e si compiranno tutte le peggiori profezie: fame, fallimento generale, guerre civili e in seguito invasione russa
In analogia con Don Gobbi
https://cooperatores-veritatis.org/2021/08/06/don-dolindo-che-cosa-e-il-marchio-della-bestia/
Quale sarà, allora, il momento in cui la bestia imprimerà il suo marchio sulla fronte degli uomini? Cosa è questo “marchio”?
Premesso ciò possiamo già escludere, con buona pace di molti che, microchip o microchiop… vaccini ed altro… possano essere il “marchio della bestia”, sia dall’essere il numero “666”. Leggendo attentamente le riflessioni di Don Dolindo Ruotolo, il famoso “marchio della bestia” è L’APOSTASIA… in poche parole, spiega il santo Sacerdote del quale è stato dato il via per il processo di beatificazione e i cui testi di cui ci serviamo hanno ricevuto l’imprimatur della Chiesa, questo marchio non è altro che la scelta DEGLI STATI E DELLE NAZIONI, una volta cristiane, di procedere contro il Cristianesimo, emanare leggi inique e prodigarsi contro la Chiesa Cattolica. “Marchiati” saranno allora tutti quei battezzati che sosterranno ed appoggeranno le leggi inique, ossia, leggi contro natura… Don Dolindo spiega che è difficile stabilire un momento preciso della storia in cui vedere questo “marchio”, dal momento che riguarda una caratteristica di Satana ed è una costante persecuzione contro la Chiesa, ma senza dubbio alcuno esso si sarebbe impresso VISIBILMENTE nel momento in cui gli Stati e le Nazioni si sarebbe espressi contro Dio imponendo leggi contro natura, impossessandosi a tal fine delle sorti delle genti.
Si, la parte spirituale del marchio però, perchè il non poter comprare ne vendere ritengo sia proprio una questione materiale, e vediamo oggi come potrebbe essere la sua reale applicazione. Chiaramente il marchio materiale lo accetti se sposi il sistema che lo impone o se temi le conseguenze del non accettarlo, quindi si l’apostasia può essere il presupposto principale e necessario affinchè si possa attuare tale scelleratezza…(e credo se ne sia avuta un ampia e abbondante dimostrazione pratica nel recentissimo passato). Saluti.
Massimiliano
Ciò che scrive don Dolindo è giustissimo, ma, come è stato già detto, riguarda l’interpretazione spirituale del testo biblico (cioè del marchio).
«Leggendo attentamente le riflessioni di Don Dolindo Ruotolo, il famoso “marchio della bestia” è L’APOSTASIA…» (cooperatores-veritatis.org).
No, non è esatto.
Don Dolindo dice che il marchio della bestia è il SEGNO dell’apostasia (in nome della scienza umana), non l’apostasia in sé stessa.
Tuttavia, è certo che esso sarà impresso anche visibilmente e materialmente.
Lui stesso scrive:
L’una interpretazione non esclude l’altra, anzi si completano a vicenda. Infatti, secondo la Tradizione della Chiesa: «Tutti i sensi della Sacra Scrittura si basano su quello letterale.»
https://www.vatican.va/archive/catechism_it/p1s1c2a3_it.htm
Nella Valtorta, vediamo che il marchio della bestia (in senso spirituale) è una scelta, determinata dalla volontà, è un voler essere dediti al peccato e alla menzogna. Già nel 1943, due terzi degli uomini erano marchiati dal segno della bestia. Cosa sarà ora?
«Mi fate pietà. E mi fate orrore. Pietà perché siete dei folli. Orrore perché volete esserlo e vi marcate le carni dell’anima col segno della Bestia ricusando la Verità per la Menzogna.»
(Quaderni, 8 gennaio 1944).
http://www.valtortamaria.com/operaminore/quaderno/2/manoscritto/5/8-gennaio-1944
«Qualche rarissima volta lo spirito vince sulla carne e il sangue, e dà alla Terra e al Cielo un nuovo santo. Qualche volta lo spirito vive stentatamente, con stasi di letargo in cui è come fosse morto e nelle quali vivete e agite come creature prive di luce, della mia Luce. Qualche altra viene letteralmente ucciso dalla creatura che volontariamente decade dal suo trono di figlia di Dio e diventa peggio di un bruto. Diventa demonio, figlio di demonio.
In verità ti dico che oltre due terzi della razza umana appartengono a questa categoria che vive sotto il segno della Bestia. Per questa inutilmente Io sono morto.
La legge dei segnati dalla Bestia è in antitesi con la Legge mia. In una domina la carne e genera opere di carne. Nell’altra domina lo spirito e genera opere di spirito. Quando lo spirito domina, là è regno di Dio. Quando domina la carne, là è regno di Satana.»
(Quaderni, 7 giugno 1943).
http://www.valtortamaria.com/operaminore/quaderno/1/manoscritto/1/7-giugno-1943
Inoltre, se il marchio della bestia avesse solo carattere spirituale (si imprime nell’anima), oggi, più dei due terzi degli uomini sarebbero malati gravi o moribondi.
Non c’è alcun dubbio che questa piaga fisica si riferisce al tempo del breve regno dell’Anticristo, quando Dio, al segno interiore dell’empietà, aggiungerà quello della sua giusta ira: una piaga maligna e dolorosa per tutti quelli che avranno scelto di ricevere il marchio. Castigo fisico per aver disonorato il proprio corpo col marchio.
Quindi, il marchio della bestia è certamente il segno interiore dell’apostasia (già ora presente), ma sarà anche un segno esteriore e materiale quando verrà l’Anticristo.