L’ESCALATION – IL PENTAGONO AVVERTE PUTIN SUI MISSILI: “PRONTI A DIFENDERE LA NATO”

scritto da NICOLA_Z
27 · Mar · 2024

L’ESCALATION – IL PENTAGONO AVVERTE PUTIN SUI MISSILI: “PRONTI A DIFENDERE LA NATO”

 

Il Pentagono ha fatto sapere che gli Usa difenderanno ogni centimetro della Nato nel caso in cui dovesse esserci un attacco nemico

di Federico Giuliani

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Gli Stati Uniti difenderanno i propri alleati, rispettando gli impegni della Nato, nel caso in cui un Paese terzo dovesse attaccarli. Le parole uscite dalla bocca di Sabrina Singh, portavoce del Pentagono, coincidono con un messaggio indiretto rivolto alla Russia. Nelle ultime ore, infatti, un missile lanciato da Mosca e diretto in Ucraina è transitato nei pressi della città di Oserdow, in Polonia, seguito dai sistemi radar militari di Varsavia. Il governo polacco aveva quindi fatto sapere di star valutando l’eventualità di abbattere i missili nemici che dovessero volare verso il territorio dell’Alleanza atlantica.

LA POSIZIONE DEL PENTAGONO

I commenti del Pentagono sono arrivati ​​dopo che Andrzej Szejna, viceministro degli Esteri polacco, aveva affermato che la Nato starebbe considerando l’opzione di abbattere i missili russi che dovessero avvicinarsi troppo ai suoi confini, e che tale proposta dovrà essere approvata dalla parte ucraina. “Quello che l’amministrazione Biden continua a ripetere è che difenderemo ogni centimetro del territorio della Nato. Se un Paese della Nato dovesse essere attaccato – certamente non vogliamo pensarci – lo difenderemo”, ha detto Singh quando gli è stato chiesto di esprimere un parere in merito alle dichiarazioni di Szejna.

A proposito di Szejna, il viceministro degli Esteri polacco è stato emblematico: “All’interno della Nato si stanno analizzando vari concetti, tra cui quello di abbattere tali missili quando sono molto vicini al confine della Nato, ma questo dovrebbe avvenire con il consenso della parte ucraina e tenendo conto delle conseguenze internazionali, e poi i missili della Nato colpirebbero i missili russi al di fuori del territorio del Patto”. In attesa di capire cosa e come si concretizzerà la proposta di Varsavia, gli Stati Uniti hanno chiarito di essere pronti a difendere la Nato e i suoi membri.

I MISSILI DI MOSCA E LE TRUPPE NATO

La scintilla che ha fatto divampare l’incendio è coincisa con un missile russo entrato nello spazio aereo polacco lo scorso 24 marzo, durante un attacco su larga scala condotto da Mosca contro l’Ucraina. In un altro incidente avvenuto il 15 novembre 2022, un missile era volato sul territorio polacco durante un raid di Mosca, uccidendo due civili. Gli investigatori polacchi avevano però successivamente concluso che si trattava di un proiettile antiaereo ucraino vagante lanciato per intercettare l’attacco russo. L’ombra dei missi di Vladimir Putin nei pressi del territorio controllato dalla Nato ha spinto Washington a farsi avanti.

Anche se, come spiegato dal Pentagono, l’attuale priorità degli Usa è assicurarsi che “l’Ucraina abbia ciò di cui ha bisogno sul campo di battaglia”. Kiev si trova infatti ad affrontare una continua carenza di munizioni, con il Paese che ha un disperato bisogno di proiettili e missili visto che gli aiuti statunitensi – per un valore di circa 60 miliardi di dollari – sono ancora bloccati a causa delle divisioni nel Congresso.

La Nato, intanto, ha rafforzato i confini orientali spostando truppe in Polonia, Romania e Bulgaria.

La decisione dell’Alleanza atlantica era in programma da tempo, ma le ultime tensioni potrebbero portare ad ulteriori passi in avanti.

https://www.ilgiornale.it/news/guerra/difenderemo-ogni-centimetro-nato-pentagono-avverte-mosca-2302017.html

 

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STRAGE DI MOSCA, LA RAPPRESAGLIA DI PUTIN E I 100 MILA SOLDATI NATO IN POLONIA: COSÌ L’ESCALATION È SEMPRE PIÙ VICINA

 

Il presidente della Russia accusa Usa, Gb e Ucraina. E mette nel mirino l’Estonia. Il rischio dell’Articolo 5. E il ruolo di Svezia e Finlandia

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(di Alessandro D’Amato – open.online) – Il presidente della Russia Vladimir Putin se la prende con l’Occidente per la strage al Crocus City Hall di Krasnogorsk vicino Mosca. E la Nato rafforza il suo fianco ad Est portando da 40 a 100 mila gli uomini a oriente. Mentre secondo fonti Usa il prossimo obiettivo dello Zar potrebbero essere i paesi baltici. A partire dall’Estonia, che ha una significativa quota di popolazione di origine russa. Un attacco farebbe scattare l’articolo V dell’Alleanza Atlantica. E mentre il consiglio di sicurezza e i servizi segreti russi accusano l’Ucraina e gli occidentali di aver aiutato il commando Isis, Kiev dice che l’attentato fa molto comodo al Cremlino perché giustificherà la mobilitazione totale. E l’escalation della guerra. Secondo la Russia la conferma arriva dagli interrogatori degli arrestati. Che sono stati torturati prima di finire davanti al giudice.

I MANDATI D’ARRESTO

Il tribunale di Mosca ha spiccato un mandato d’arresto nei confronti del direttore dello Sbu (i servizi segreti ucraini) Vasyl Malyuk con l’accusa di terrorismo in relazione alla strage di Mosca. Mentre il capo dell’Fsb Alexander Bortkinov ha detto che «l’azione è stata preparata da islamisti radicali e naturalmente è stata facilitata da servizi speciali occidentali. Quelli ucraini sono coinvolti. I primi dati che abbiamo ricevuto dai detenuti lo confermano». Poi ha puntato il dito contro Usa e Gran Bretagna, oltre che contro Kiev: «I tre paesi hanno una lunga storia di azioni di questo tipo. Ma lo sponsor ancora non è stato identificato. Il capo dei servizi ucraini Budanov è un obiettivo legittimo per le forze militari russe». Mentre lo Sbu, secondo Mosca, «addestra miliziani islamici in Medio Oriente e dovrebbe essere considerato un’organizzazione terroristica».

UCRAINA «OVVIAMENTE» RESPONSABILE

Anche il capo del Consiglio di sicurezza Nikolai Patrushev ha detto che «ovviamente il responsabile è l’Ucraina». Intanto ieri la Corte di Mosca ha confermato l’arresto dell’ottavo indiziato per la strage di Mosca. «L’intera macchina dell’informazione russa, compreso Putin, ha cercato, anche contro ogni logica, di addossare la colpa ai nostri servizi. Tuttavia, le numerose incongruenze e bugie nelle versioni da loro diffuse, in particolare il fatto che dei terroristi in una dittatura di polizia siano riusciti a raggiungere la regione di Bryansk senza ostacoli e in un lampo, per utilizzare una sorta di “finestra” sul confine con l’Ucraina, non fanno altro che confermare le valutazioni sull’interesse della stessa Mosca in questo attacco terroristico», dice oggi al Corriere della Sera Andrij Cherniak dell’intelligence militare di Kiev.

L’ESCALATION

Per questo la Polonia oggi chiede alla Nato l’innalzamento dello scudo di sicurezza. E l’Alleanza Atlantica, secondo Varsavia, sta valutando la possibilità di abbattere i missili russi che si avvicinano. L’esercito polacco, spiega oggi il Quotidiano Nazionale, ha 100 mila soldati in più rispetto a otto anni fa e la quota di spese per la difesa nel bilancio polacco è pari al 4% del Pil. Il confine rimane l’articolo 5 che obbliga alla difesa a vicenda. I 100 mila soldati Nato schierati a est fanno parte della Response Force, ovvero il nucleo di reazione rapida a un attacco a sorpresa. Gli Usa hanno anche già installato nel paese un comando di corpo d’armata. E rafforza la protezione per la Bulgaria. A est la presenza avanzata della Nato (Forward Presence) comprende otto gruppi tattici multinazionali. Sono forniti dalle nazioni quadro e da altri alleati su base volontaria.

DOVE SONO LE TRUPPE NATO A EST

Le truppe, sotto diretto comando Nato, sono oggi dislocate in Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Slovacchia, Ungheria, Bulgaria e Romania. Mentre in Lettonia, Polonia, Slovacchi e Romania sono di stanza i gruppi di difesa missilistica. In tutti i paesi è attiva la sorveglianza aerea. Dopo il 24 febbraio 2022 gli effettivi sono saliti a 40mila uomini e l’Alleanza ora è impegnata nel processo di portare i battaglioni al livello di brigata (da 1.000 a 5.000 uomini l’uno). Il New Force Model sta rimpiazzando la Responce Forze. Il Commander-in-Chief alleato (nome in codice: Saceur) avrà a disposizione «100mila uomini entro 10 giorni, 200mila tra 10 e 30 giorni, almeno 500mila tra 30 e 180 giorni». Gli Usa hanno 90 mila soldati in Europa, di cui 10 mila in Polonia. La Germania sta piazzando 5 mila uomini in Lituania al confine con la Bielorussia.

SVEZIA E FINLANDIA

Poi ci sono Svezia e Finlandia che blindano il confine Nato a nord e a nord-Est. Per adesso non ci sono piani per dislocare truppe in zona. Proprio perché si ritiene che Helsinki e Stoccolma siano in grado di presidiarlo. Anna Zafesova su La Stampa intanto spiega che in Russia ormai credere alle rivendicazioni dell’Isis significhi fare il gioco degli occidentali. In questo quadro gli estremisti islamici sono stati addestrati dagli ucraini, a loro volta al servizio degli anglosassoni. Un cocktail cospirazionista fatto di terroristi islamici, nazisti ucraini, Cia, Interpol, Nato e Isis. Da agitare, ma non mescolare. Anche perché, si ragiona a Mosca, i terroristi hanno «confessato». Il fatto che uno fosse senza un occhio, uno senza un orecchio e un altro in carrozzina evidentemente è soltanto un dettaglio.

https://www.open.online/2024/03/27/strage-mosca-oggi-rappresaglia-putin-nato-truppe-polonia/

 

 


 

L’FSB ACCUSA UCRAINA, STATI UNITI E GRAN BRETAGNA DELL’ATTENTATO AL CROCUS E MINACCIA RAPPRESAGLIE

Il direttore dei servizi di sicurezza interni russi Alexander Bortnikov: Kiev ha contribuito all’attacco perpetrato da islamisti

di Francesco Ciotti

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Mosca ora guarda direttamente ad occidente per additare i colpevoli della strage del Crocus avvenuta la sera del 22 marzo, quando quattro persone hanno fatto irruzione nella sala concerti a Krasnogorsk (vicino a Mosca), sparando a bruciapelo sui partecipanti. Una strage il cui bilancio attuale, secondo il comitato investigativo russo, ammonta a 139 persone uccise e 182 feriti.
Il direttore dei servizi di sicurezza interni russi (Fsb) Alexander Bortnikov ha dichiarato che le controparti di intelligence ucraine hanno contribuito all’attentato terroristico che è stato perpetrato da islamisti radicali.
Secondo il funzionario, gli attentatori del Crocus City Hall sono stati “addestrati da Kiev in Medio Oriente e i risultati preliminari dell’inchiesta indicano un coinvolgimento degli Usa e della Gran Bretagna.
Crediamo che questo sia vero. In ogni caso, ora stiamo parlando delle informazioni fattuali che abbiamo. Si tratta di informazioni generali, ma hanno una lunga storia di questo tipo”, ha detto Bortnikov, dopo aver partecipato ad una riunione allargata del Procuratore, chiarendo che i servizi speciali hanno chiarezza su chi ha organizzato e reclutato gli autori del reato.
L’Ucraina si preparava ad accogliere “come eroi” i terroristi ha proseguito il funzionario, citato dalla Tass, spiegando che Kiev sta cercando di dimostrare di essere sufficientemente capace di compiere attacchi in profondità sul territorio nemico.
Che cosa dovrebbe fare per dimostrare le sue capacità? Dovrebbe compiere atti di sabotaggio e terroristici nelle retrovie. Questo è ciò a cui mirano sia i capi dei servizi speciali ucraini che quelli britannici. I servizi speciali statunitensi hanno ripetutamente menzionato anche questo“, ha aggiunto, sottolineando che c’è una grande quantità di informazioni nello spazio pubblico “che dimostrano che l’Occidente e l’Ucraina vogliono causare danni maggiori al nostro Paese… Ci sono stati attacchi di droni, attacchi di imbarcazioni senza equipaggio in mare e incursioni di gruppi di sabotatori e organizzazioni terroristiche nel nostro territorio“, ha continuato Bortnikov.
Il direttore dell’FSB ha inoltre affermato che la SBU deve essere riconosciuta come organizzazione terroristica e il capo della direzione principale dell’intelligence del Ministero della difesa ucraino, Kirill Budanov, è diventato da tempo un obiettivo legittimo per le truppe russe.
Coloro che commettono crimini contro la Russia e i cittadini russi sono un obiettivo legittimo”, ha precisato.
In merito alle informazioni trasmesse dagli Stati Uniti all’inizio di marzo sulla preparazione di un attacco terroristico in Russia, il funzionario ha riferito che queste erano di carattere generale.
Sulla preparazione di atti terroristici in luoghi di raduno di massa di cittadini. Abbiamo risposto a queste informazioni e, ovviamente, abbiamo adottato misure adeguate per prevenire tali manifestazioni“, ha sottolineato.
Nel frattempo, proprio nella giornata di oggi il presidente Volodymyr Zelensky ha licenziato Alexey Danilov dalla carica di segretario del Consiglio di sicurezza e difesa nazionale dell’Ucraina e lo ha sostituito con l’ex capo dei servizi segreti esteri dell’Ucraina, Alexander Litvinenko.

LE STRANE DICHIARAZIONI DI ARESTOVICH SULLE COMPLICITÀ DELL’ATTACCO

L’ex consigliere del capo dell’ufficio di Vladimir Zelenskyj, Alexey Arestovich si sarebbe recentemente lasciato scappare un’implicita ammissione delle responsabilità di Kiev nell’attacco al Crocus: “(Presumibilmente le autorità russe dicono. – ndr) Il mondo intero dovrebbe simpatizzare con noi, siamo vittime dell’Islam radicale. Dimenticando che qui (in Ucraina, ndr) uccidono tante persone quante ne abbiamo uccise noi… Non importa quanti ne abbiamo uccisi, li hanno uccisi in questo attacco terroristico“, ha affermato in un video pubblicato sul suo canale YouTube.

Recentemente, il leader del Servizio di Sicurezza dell’Ucraina (SBU) Vasily Malyuk ha inoltre apertamente riconosciuto in un’intervista ai media ucraini il coinvolgimento del suo dipartimento negli omicidi e negli attentati alla vita di politici e personaggi pubblici russi e ucraini.
Quando un giornalista gli ha chiesto se fosse vero che la SBU era coinvolta negli attentati ai politici Ilya Kiva e Oleg Tsarev, al blogger Vladlen Tatarsky, ecc., Malyuk ha risposto che non lo ammetterebbe ufficialmente, ma “la domanda è esattamente al posto giusto”.


I LEGAMI TRA L’ISIS, L’UCRAINA E L’OCCIDENTE: IL MERCATO DELLE ARMI

L’ISIS ha rivendicato le responsabilità dell’assalto mortale di venerdì, rilasciando filmati grafici che pretendono di mostrare ai suoi uomini armati che hanno portato a compiere quello che è stato il peggior attacco terroristico della Russia da decenni.
La CNN, citando fonti, riporta che da novembre sono emerse informazioni abbastanza concrete secondo cui in particolare il ramo ISIS-K voleva compiere attacchi terroristici in Russia.
È doveroso ricordare la paternità nella creazione del califfato, originariamente costituito per la destituzione del regime di Assad in Siria. Un celebre rapporto della Dia rilasciato nell’agosto 2012 dalla Defence Intelligence Agency segnalava che l’Occidente, gli Stati del Golfo e la Turchia sostenevano i salafiti, i Fratelli Musulmani e “al-Qaida in Iraq” (AQI, che poi assumerà la denominazione di “Stato islamico”) e che queste erano a capo dell’insurrezione in Siria.
Il direttore dei servizi segreti militari americani, il generale Michael Flynn, confermò in seguito al giornalista Mehdi Hasan l’autenticità di quel rapporto: “Sì, ho visto questo documento della DIA dell’agosto 2012… Era una scelta voluta dal governo”, aveva affermato.
Ad armare le milizie che poi avrebbero confluito nello Stato Islamico avrebbero contribuito le armerie del colonnello Mu’ammar Gheddafi, deposto nel 2011.
Aerei della NATO privi di segni di riconoscimento atterrano negli aeroporti turchi vicino al confine siriano e consegnano armi provenienti dall’arsenale libico”, scriveva nel merito, l’analista della CIA Philip Giraldi.
Ma non sarebbe stata solo la Libia a contribuire alla destabilizzazione della Siria per mano degli islamisti pilotati dall’Occidente.  Il quotidiano israeliano Haaretz nel 2014 scrisse che il principe saudita Abdul Rahman Al Faisal, fratello del principe Saud al Faisal (ministro degli Esteri saudita da trentanove anni) e del principe Turki al Faisal (ex direttore dei servizi segreti sauditi e attuale ambasciatore a Washington e Londra, nda) ha acquistato a maggio (2014, ndr) una fabbrica di armi in Ucraina.
Lo ha potuto fare grazie ai buoni rapporti tra i servizi segreti turchi (Mit) e l’oligarca ucraino Igor Kolomoiskij, nonché governatore di Dnipropetrovsk e padrone della città portuale di Odessa.
Qualche giorno dopo la vendita, scorte di armi pesanti (cannoni, carri armati, blindati eccetera) sono state imbarcate a Odessa direzione Turchia, per poi essere condotte verso un aeroporto militare turco, dove gli uomini del Mit le hanno instradate con treni speciali per l’Isis.
Il 29 giugno 2014, Abu Bakr al Baghdadi proclamava unilateralmente la nascita di un califfato nei territori caduti sotto il suo controllo. Era nato lo Stato Islamico.
A conferma di ciò, un mese prima (il 18 maggio) il Wall Street Journal aveva riferito che l’ex dipendente del Pentagono e oggi intermediario tra la società di contractor (mercenari)
Blackwater e il Dipartimento della Difesa, Joseph Schmitz, “ha fornito ai ribelli dell’Esercito libero siriano decine di migliaia di armi d’assalto e decine di milioni di munizioni, tutto proveniente dall’Ucraina e pagato da uno sconosciuto saudita”.

https://www.antimafiaduemila.com/home/mafie-news/309-topnews/99843-l-fsb-accusa-ucraina-stati-uniti-e-gran-bretagna-dell-attentato-al-crocus-e-minaccia-rappresaglie.html

 

 


 

LA CONNESSIONE NULAND – BUDANOV – TAGIKO – CROCUS

di Pepe Escobar

  • Il popolo russo ha dato un assegno in bianco al Cremlino per imporre brutali pene massime in qualsiasi momento e ovunque.
  • L’FSB sta attualmente scoprendo minuziosamente la maggior parte, se non tutti, i collegamenti tra ISIS-K, CIA e MI6. Quando tutto questo sarà chiarito, si scatenerà l’inferno.

 

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Cominciamo con la possibile catena di eventi che potrebbero aver portato all’attacco terroristico a Crocus. È estremamente esplosivo. Fonti di intelligence a Mosca confermano con discrezione che questa è una delle principali linee di indagine dell’FSB.

  1. Dicembre 2023: l’ex capo dello stato maggiore congiunto, generale Mark Milley, dice al portavoce della CIA al Washington Post, appena tre mesi dopo il suo pensionamento: “Non dovrebbe esserci nessun russo che va a dormire senza chiedersi se nel bel mezzo della notte qualcuno gli taglerà la gola (…) Bisogna tornare lì e iniziare una campagna dietro le linee”.
  2. Gennaio 2024: In un’intervista con ABC News, il “capo delle spie” Kyrylo Budanov stabilisce la linea d’azione: colpire “sempre più profondamente” in Russia.
  3. Gennaio: Victoria Nuland si reca a Kiev e incontra Budanov. Poi, in una discutibile conferenza stampa nel cuore della notte in una strada deserta, promette a Putin “brutte sorprese”: codice per una guerra asimmetrica.
  4. Febbraio: Nuland appare ad un evento del Centro per gli studi strategici e internazionali (CSIS) e parla ancora di “brutte sorprese” e di guerra asimmetrica. Questo può essere interpretato come un segnale finale a Budanov affinché utilizzi operazioni sporche.
  5. Febbraio: il New York Times pubblica un rapporto sulle cellule della CIA in Ucraina: nulla che l’intelligence russa non sapesse già.

Poi c’è stata una pausa fino al 5 marzo – poi forse un gioco d’ombra decisivo. Scenario privilegiato: la Nuland è stata una mente chiave delle operazioni sporche insieme alla CIA e al GUR ucraino (Budanov). Le fazioni rivali dello “Stato Profondo” lo sapevano e hanno manovrato per “eliminarli” in un modo o nell’altro – perché l’intelligence russa avrebbe inevitabilmente collegato i punti.

In effetti, Nuland non è ancora “in pensione”; viene ancora presentata come sottosegretario di Stato per gli affari politici ed è stata recentemente a Roma in occasione di un incontro del G7, anche se teoricamente il suo nuovo incarico sembra essere alla Columbia University (una manovra di Hillary Clinton).

Nel frattempo, i mezzi per una grande “brutta sorpresa” sono già pronti, nell’oscurità e completamente fuori dai radar. L’operazione non può essere interrotta.

5 Marzo: Blinken annuncia ufficialmente il “ritiro” della Nuland.

6 Marzo: almeno un tagiko della squadra terroristica composta da quattro persone visita il sito di Crocus e può essere fotografato.

7 e 8 marzo di notte: le ambasciate degli Stati Uniti e della Gran Bretagna hanno annunciato contemporaneamente un possibile attacco terroristico a Mosca e hanno invitato i loro cittadini ad evitare “concerti” e assembramenti per i prossimi due giorni.

8 Marzo: il popolare cantante patriottico russo Shaman si esibisce al Crocus. Questa potrebbe essere stata un’occasione scelta con cura per la “brutta sorpresa”, poiché arriva pochi giorni prima delle elezioni presidenziali del 15-17 marzo. Ma le precauzioni di sicurezza al Crocus erano enormi, quindi lo spettacolo è stato rinviato.

9 Marzo: attacco terroristico al Crocus.

ISIS-K: L’ULTIMO BARATTOLO DI VERMI

Il collegamento con Budanov è rivelato dal modus operandi, simile ai precedenti attacchi terroristici dei servizi segreti ucraini contro Daria Dugina e Vladimir Tatarsky: giorni, addirittura settimane di ricognizione, l’attacco e poi la fuga oltre confine.

E questo ci porta alla connessione tagica.

La storia inventata dagli assassini di massa è sommaria: hanno seguito un predicatore islamista su Telegram; Sono stati offerti loro 500.000 rubli (circa 4.500 dollari) per sparare a persone a caso in una sala da concerto in un gruppo di quattro; hanno inviato metà del denaro tramite Telegram; Sono stati condotti a un deposito di armi dove hanno trovato AK-12 e bombe a mano.

I video mostrano che maneggiavano le mitragliatrici come professionisti; i tiri erano precisi, raffiche brevi o colpi singoli; niente panico; uso efficace delle bombe a mano; fuga fulminea, semplicemente scomparendo, quasi in tempo per cogliere la “finestra” che li avrebbe portati oltre il confine con l’Ucraina.

Tutto questo deve essere praticato. Così come affrontare spiacevoli controinterrogatori. Ma sembra che l’FSB li abbia infranti tutti, nel vero senso della parola.

È emersa una possibile mente, Abdullo Buriyev. L’intelligence turca lo aveva precedentemente identificato come un contatto dell’ISIS-K o Wilayat Khorasan in Afghanistan. Uno dei membri del commando Crocus ha detto all’FSB che il loro “conoscente” Abdullo li ha aiutati ad acquistare l’auto per l’operazione.

E questo ci porta all’appendice più grande di tutte: ISIS-K.

Il presunto emiro dell’ISIS-K, dal 2020, è un tagiko afghano, Sanaullah Ghafari. Non è stato ucciso in Afghanistan nel giugno 2023, come sostengono gli americani, ma potrebbe trovarsi attualmente in Balochistan, in Pakistan.

Il vero interessato qui, però, non è il tagico Ghafari, ma il ceceno Abdul Hakim al-Shishani, ex leader del gruppo jihadista Ajnad al-Kavkaz (“Soldati del Caucaso”), che combatteva contro il governo a Idlib Damasco ha combattuto prima di fuggire in Ucraina in un altro classico scontro jihadista a causa della repressione di Hayat Tahrir al-Sham (HTS).

Shishani è stato avvistato al confine vicino a Belgorod durante l’ultimo raid dell’intelligence ucraina in Russia. Un altro vettore di “brutte sorprese”.

Shishani è in Ucraina da più di due anni e ha preso la cittadinanza ucraina. È, infatti, il miglior collegamento tra le bande malvagie e disordinate di Idlib, in Siria, e il GUR di Kiev, poiché i suoi ceceni lavoravano a stretto contatto con Jabhat al-Nusra, che è quasi indistinguibile dall’ISIS.

Shishani, che si oppone ad Assad, Putin e Kadyrov, è il classico “ribelle moderato” che per anni è stato elogiato come “combattente per la libertà” dalla Cia e dal Pentagono.

Alcuni dei quattro sfortunati tagiki avrebbero seguito l’indottrinamento ideologico-religioso diffuso online da Wilayat Khorasan o ISIS-K in una chat room chiamata Rahnamo ba Khuroson.

Il gioco di indottrinamento era guidato da un tagico, Salmon Khurosoni. Fu lui a fare il primo passo nel reclutare il comando. Khurosoni è probabilmente un messaggero tra l’ISIS-K e la CIA.

Il problema è che il modus operandi dell’Isis-K non prevede mai una manciata di dollari per ogni attacco: il paradiso viene promesso attraverso il martirio. Ma in questo caso sembra sia stato lo stesso Khurosoni ad approvare la ricompensa di 500mila rubli.

Dopo che il leader Buriyev ha trasmesso le istruzioni, il comando ha inviato il bayat – il giuramento di fede dell’Isis – a Churosoni. L’Ucraina potrebbe non essere stata la destinazione finale. Si dice che un altro collegamento dell’intelligence straniera – che non è stato nominato dalle fonti dell’FSB – li abbia inviati in Turchia e poi in Afghanistan.

Questo è esattamente dove si trova Khurosoni. Khurosoni potrebbe essere stato il capo ideologico di Krocus. Ma ciò che è cruciale è che non era lui il cliente.

LA STORIA D’AMORE UCRAINA CON LE BANDE TERRORISTICHE

I servizi segreti ucraini SBU e GUR hanno utilizzato a piacimento la galassia terroristica “islamica” sin dalla prima guerra cecena a metà degli anni ’90. Milley e Nuland lo sapevano, ovviamente, perché in passato c’erano serie differenze tra, ad esempio, la GUR e la CIA.

Facendo eco alla simbiosi che ogni governo ucraino ha stretto dopo il 1991 con varie organizzazioni terroristiche/jihadiste, la Kiev post-Maidan ha rafforzato questi legami, in particolare con le bande di Idlib e con le organizzazioni del Caucaso settentrionale, dai ceceni Shishani all’ISIS in Siria all’ISIS- K. Il GUR tenta regolarmente di reclutare affiliati dell’ISIS e dell’ISIS-K attraverso chat room online. Questo è esattamente il modus operandi che ha portato a Crocus.

Un’associazione chiamata “Azan”, fondata nel 2017 da Anvar Derkach, membro di Hizb ut-Tahrir, rende la vita più facile ai terroristi in Ucraina, compresi i tartari di Crimea, dall’alloggio all’assistenza legale.

L’indagine dell’FSB porta a un indizio: il Crocus è stato pianificato da professionisti, e certamente non da un gruppo di feccia tagika dal basso quoziente intellettivo, non dall’ISIS-K, ma dal GUR. Un classico false flag in cui gli ignari tagiki credevano di lavorare per l’ISIS-K.

L’indagine dell’FSB mette inoltre in luce il modus operandi standard del terrorismo online ovunque. Un recruiter si concentra su un profilo specifico; si adatta al candidato, soprattutto al suo – basso – QI; gli fornisce il minimo necessario per un lavoro; allora il candidato/esportatore diventa superfluo.

Tutti in Russia ricordano che l’autista del camion kamikaze nel primo attacco al ponte di Crimea non aveva idea di cosa trasportasse.

Per quanto riguarda l’ISIS, chiunque segua seriamente l’Asia occidentale sa che si tratta di una gigantesca tattica diversiva in cui gli americani hanno inviato agenti dell’ISIS dalla base di Al-Tanf nell’Eufrate orientale e poi, dopo l’umiliante “ritiro” dell’egemone, si sono trasferiti in Afghanistan. Il progetto ISIS-K è iniziato nel 2021 dopo che è diventato inutile utilizzare scagnozzi dell’ISIS importati dalla Siria per fermare l’inesorabile avanzata dei talebani.

L’eccellente corrispondente di guerra russo Marat Khairullin ha contribuito con un altro boccone succoso a questa strana insalata : rivela in modo convincente il punto di vista dell’MI6 sull’attacco terroristico al Crocus (qui in inglese, in due parti, pubblicato da “S”).

L’FSB sta attualmente scoprendo minuziosamente la maggior parte, se non tutti, i collegamenti tra ISIS-K, CIA e MI6. Quando tutto questo sarà chiarito, si scatenerà l’inferno.

Ma questa non sarà la fine della storia. Innumerevoli reti terroristiche non sono controllate dai servizi segreti occidentali, sebbene collaborino con i servizi segreti occidentali attraverso intermediari, solitamente “predicatori” salafiti che collaborano con i servizi segreti dell’Arabia Saudita.

Il caso della CIA che fa volare i jihadisti fuori dalla Siria con elicotteri “neri” e li lascia in Afghanistan è – per quanto riguarda il contatto diretto – più un’eccezione che una regola. L’FSB e il Cremlino saranno quindi molto cauti nell’accusare direttamente la CIA e l’MI6 di gestire queste reti.

Ma anche se ciò può essere negato in modo credibile, l’indagine Crocus sembra portare esattamente dove Mosca vuole: scoprire l’intermediario cruciale. E tutto fa pensare a Budanov e ai suoi scagnozzi.

Ramzan Kadyrov ha fornito un altro indizio. Secondo lui i “curatori” di Crocus hanno deliberatamente sfruttato elementi di una minoranza etnica – i tagiki, che parlano a malapena il russo – per aprire nuove ferite in un paese multinazionale dove decine di gruppi etnici convivono fianco a fianco da secoli.

Alla fine non ha funzionato. Il popolo russo ha dato un assegno in bianco al Cremlino per imporre brutali punizioni massime – qualunque cosa e ovunque sia necessario.

 

https://newsacademy.it/geopolitica/2024/03/26/pepe-escobar-la-connessione-nuland-budanov-tagiko-crocus/

https://strategic-culture.su/news/2024/03/26/the-nuland-budanov-tajik-crocus-connection/

 

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Pierluigi
Pierluigi
22 giorni fa

Neruda era comunista, quindi lontano dalla mia spiritualità.
In questa frase, però, afferma una profonda verità.
Le guerre sono fatte
da persone che si uccidono senza conoscersi
per gli interessi
di persone che si conoscono senza uccidersi.
Pablo Neruda

Pierluigi
Pierluigi
21 giorni fa
Rispondi a  NICOLA_Z

Una spiegazione ipotetica delle anticipazioni di Irlmaier è che tale attentato possa riguardare Trump, nel caso venisse eletto a novembre. In tal caso, il deep state USA, da sempre avverso a Trump e che attualmente non vuole certo la pace in Europa, potrebbe inscenare un attentato da attribuire falsamente ai russi per ottenere così, in un colpo solo, due risultati: 1) evitare che Trump possa ritirarsi dalla guerra in Ucraina, costringendo gli europei e l’Ucraina a trattare con la Federazione Russa e 2) incentivare la volontà di rivalsa verso i russi da parte di colui che prenderebbe il posto di Trump e di tutti i popoli degli alleati occidentali, provocando, per non ammettere di aver perso in Ucraina, l’ultima escalation verso la guerra totale.
Così facendo, avendo segretamente verificato che ormai l’Ucraina sul campo ha perso e che Putin non cade nelle provocazioni occidentali, creerebbero un “false flag” per provocare una reazione da parte degli occidentali a cui Putin non potrebbe permettersi di non rispondere, forse anche sul piano nucleare.
Nel malaugurato caso che ciò si verifichi sarebbe proprio una di quelle guerre in cui i veri interessi dei potenti (coloro che si conoscono senza uccidersi) andrebbero ai danni delle persone comuni (coloro che si uccidono senza conoscersi).

Riesz_
P.Riesz_
20 giorni fa
Rispondi a  Pierluigi

Stephan Berndt:

{Alois Irlmaier ha più volte parlato di un “terzo omicidio” o di tre omicidi politici nel periodo precedente la “terza guerra mondiale”. Secondo il veggente si potrebbe aspettare il terzo attentato nei Balcani, mentre allo stesso tempo una nuova guerra minaccia di diventare un incendio in Medio Oriente. Il terzo omicidio sarebbe il segnale d’inizio della “Terza Guerra Mondiale”. Solo poche ore dopo questo atto scoppierebbe la guerra nell’Europa centrale.

Il terzo tentativo di omicidio sarebbe l’ultimo segnale.

…Ma vedo chiaramente che una nuova guerra verrà da noi. Per prima cosa uccidiamo la terza persona, anche lei di alto rango. …”}

Ulteriori precisazioni di Irlmaier a detta di Bernt sono confuse. E’ possibile che il personaggio di alto rango che interviene per risolvere la guerra in Ucraina e Palestina sia proprio Trump: dovrebbe trattarsi di un tentativo prima di diventare presidente volto proprio a conseguire con sicurezza il mandato presidenziale. L’omicidio dopo le elezioni sarebbe inutile e farebbe insorgere il popolo americano; prima delle elezioni Biden, come presidente ancora in carica, verrebbe utilizzato come scudo. Il deep state interviene per contrastare Trump prima delle elezioni con un omicidio; a tale pratica sono ricorsi di frequente come nel caso Kennedy ed in molti altri casi.

Spring
21 giorni fa
Rispondi a  Pierluigi

Trilussa, più preciso, aggiunge:

so’ cuggini, e fra parenti
nun se fanno complimenti!

Torneranno più cordiali
li rapporti personali
e, riuniti infra de loro,
senza l’ombra de un rimorso,

ce faranno un ber discorso
su la pace e sur lavoro

pe’ quer popolo cojone
risparmiato dar cannone.

Dimash
21 giorni fa
Rispondi a  NICOLA_Z

Complimenti per l’articolo. Quello che ha detto Putin sulle basi per caccia f16 nelle nazioni Nato è davvero preoccupante, infatti sono capaci di essere armati con missili a testata nucleare. Però di f16 a Kiev se ne parla da più di un anno, e mai Putin o altri personaggi politici o militari russi avevano fatto una dichiarazione simile, che equivale ad iniziare la 3à guerra mondiale. Probabilmente i servizi segreti russi verrebbero a conoscenza in anticipo che c’è un accordo nella Nato e con il governo di Kiev che gli f16 utilizzino anche testate nucleari e solo allora interverrebbero per eliminare la minaccia. Immagino che non si darà automaticamente seguito a tali parole, in occasione di forniture di f16 a Kiev, però il solo sentirla dire ieri lascia molto impressionati. Siamo davvero sul filo del rasoio. Da qui in poi è tutto da vedere cosa accadrà, balleremo parecchio, e non con belle sensazioni e vibrazioni.

Ultima modifica di 21 giorni fa da Dimash
Marco
Marco
19 giorni fa
Rispondi a  NICOLA_Z

Ormai dobbiamo prepararci.
Consiglierei a tutti di fare scorte di cibo perché dal giorno 8 aprile può succedere di tutto.

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