LA BRECCIA NELLA DIGA! LA ROTTURA DI FRANCESCO CON BENEDETTO XVI

scritto da NICOLA_Z
21 · Lug · 2023

LA BRECCIA NELLA DIGA! LA ROTTURA DI FRANCESCO CON BENEDETTO XVI

  • Dalla Germania un’intervista di ‘kath.net’ a Peter Seewald, biografo di Joseph Ratzinger, sulla rottura di Francesco con Benedetto XVI
  • “I recenti sviluppi (in Vaticano) indicano una vera e propria rottura degli argini”. “Questo diluvio distruggerebbe ciò che ancora resiste”. 
  • “Bergoglio non ha mantenuto molte delle sue promesse, si è costantemente smentito e ha creato così una notevole confusione.”
  • La foto del primo incontro: Due uomini in bianco. Due papi, ed entrambi viventi. È stato uno shock che doveva essere superato: con “la distruzione dell’eredità di Benedetto” ed in questo è inclusa la cancellazione della lettera apostolica “Summorum Pontificum”, che per il papa emerito “è stata come una pugnalata al cuore”.

 

kath.net: Signor Seewald, in occasione dell’annuncio dei nuovi cardinali e del futuro Prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, Der Spiegel titolava: “Papa Francesco ripulisce l’eredità di Benedetto“. Il Frankfurter Rundschau ha scritto: “Francesco rompe definitivamente con Benedetto“. Lei è rimasto sorpreso da questi titoli?
Seewald: Non proprio. Da un lato corrispondono ai desideri dei media interessati, dall’altro, si è osservato che il corso di Papa Francesco diventa più radicale o, diciamo, si rivela con l’età. Se inoltre un collaboratore emerito – come l’arcivescovo Georg Gänswein – viene bandito dal Vaticano e allo stesso tempo viene nominato un protetto come Prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede le cui qualifiche per l’ufficio più importante della Chiesa cattolica sembrano dubbie, tutto questo è già un annuncio.

kath.net: Il futuro Prefetto, l’argentino Victor Fernández, ha definito la sua futura missione affermando che “una crescita armoniosa conserverà la dottrina cristiana più efficacemente di qualsiasi meccanismo di controllo”.
Seewald: Non è solo vago, ma anche grottesco, vista la drammatica crisi che sta attraversando la Chiesa in Occidente. Il fatto che Papa Francesco contestualmente dichiari che il Dicastero ha “usato metodi immorali” in passato dovrebbe far riflettere. Come non vedere un’allusione all’ex Prefetto della fede Joseph Ratzinger? Così come un tentativo di legittimare il cambio di rotta.

 

kath.net: Nel suo ultimo libro “Benedict’s Legacy”, lei cita ancora una volta le parole di lode che Francesco ha riservato al suo predecessore. Lo definì un “grande Papa”: “Grande nella forza della sua intelligenza, nel suo contributo alla teologia, grande nel suo amore per la Chiesa e per gli uomini, grande nelle sue virtù e nella sua fede”.
Seewald: Mi ha commosso molto. Ed è anche molto giusto. Nessun osservatore perspicace non riconoscerebbe in Ratzinger uno dei più grandi maestri sulla cattedra di Pietro. Ma oggi c’è da chiedersi se le confessioni di Bergoglio non fossero solo parole, addirittura cortine fumogene. Tutti ricordiamo le calde parole di Ratzinger durante la Messa da requiem per Giovanni Paolo II, parole che andavano dritte al cuore, che parlavano di amore cristiano, di rispetto. Ma nessuno ricorda le parole di Bergoglio durante la messa da requiem per Benedetto XVI. Erano fredde come l’intera cerimonia, che non poteva essere abbastanza breve da non rendere un centimetro di onore di troppo al suo predecessore.

kath.net: Cosa significa?
Seewald: È molto semplice: se sei serio, cerchi comunque di coltivare e utilizzare l’eredità di un “grande Papa” e di non danneggiarla. Benedetto XVI ha mostrato l’esempio. Trattando l’eredità di Giovanni Paolo II, ha sottolineato l’importanza della continuità e delle grandi tradizioni della Chiesa cattolica, senza però chiudersi alle novità. Francesco, invece, vuole uscire dalla continuità. E quindi della tradizione dottrinale della Chiesa.

kath.net: Ma non c’è sempre bisogno di cambiamento, di progresso?
Seewald: La Chiesa è in cammino. Ma non vive da sola. Non è una massa di manovra a discrezione dei leader del momento. Per Ratzinger il rinnovamento consisteva nel riscoprire la missione centrale della Chiesa per poi ridiventare quella fonte di cui la società ha bisogno per non impantanarsi spiritualmente, moralmente e psichicamente. Riformare significa preservare nel rinnovamento, rinnovare nel preservare, per portare con nuova chiarezza la testimonianza della fede nelle tenebre del mondo. La ricerca dell’attualità non deve mai portare all’abbandono di ciò che è vero e valido e ad un adattamento all’attualità del momento.

kath.net: E adesso è diverso?
Seewald: Sembra. La nomina del futuro Prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede esprime in modo significativo ciò che i titoli citati all’inizio intendono per distruzione dell’eredità di Benedetto. Mentre Francesco ha destituito alla prima occasione il cardinale Müller, chiamato da Benedetto, ora si sta issando a questo incarico, non solo un suo storico aiutante argentino, ma uno che ha subito annunciato una sorta di autodistruzione. Vuole modificare il Catechismo, relativizzare le affermazioni della Bibbia, mettere in discussione il celibato.

kath.net: Victor Fernández è considerato il ghostwriter del Papa.
Seewald: Sì, per discorsi spesso del tutto privi di contenuto, o anche per la controversa Esortazione “Amoris laetitia”. Con elementi che la critica ha definito “illeggibili fino all’acqua di rose” e che gli esperti considerano al limite dell’eresia.

kath.net: Francesco è ancora considerato un “Papa riformatore”.
Seewald: L’inizio ha attirato l’attenzione. Mi ha colpito il suo impegno per i poveri, per i rifugiati, per la protezione inviolabile della vita. Allo stesso tempo, il pubblico attonito ha osservato che Bergoglio non ha mantenuto molte delle sue promesse, che si è costantemente smentito e ha creato così una notevole confusione. A questo si aggiungono i molti casi in cui ha governato duramente, deposto persone disapprovate e chiuso istituzioni di valore, create sotto Giovanni Paolo II.

kath.net: Bergoglio vedeva sicuramente altri compiti per lui oltre a quelli di Benedetto.
Seewald: Non puoi biasimarlo. Ma gli ultimi sviluppi suggeriscono una vera e propria breccia nella diga. E visto il drammatico declino del cristianesimo in Europa, questo potrebbe trasformarsi in un diluvio che distruggerebbe ciò che ancora resiste.

kath.net: Questi sono termini forti…
Seewald: Le ultime notizie dal Vaticano mi hanno ricordato un ormai famoso saggio di Giorgio Agamben. Nel suo testo sul “mistero del male”, il filosofo più discusso del nostro tempo coinvolge Benedetto XVI. Da giovane teologo, Ratzinger avrebbe fatto una volta la distinzione, in una interpretazione di sant’Agostino, tra una Chiesa degli infami e una Chiesa dei giusti. Fin dall’inizio, la Chiesa è stata inestricabilmente mista. È sia la Chiesa di Cristo che la Chiesa dell’Anticristo. C’è però, secondo Agamben, l’idea del Katéchon …

kath.net: Come mai?
Seewald: Riferendosi alla Seconda lettera dell’apostolo Paolo ai Tessalonicesi, questo significa il principio di fermarsi. Termine interpretato anche come “impedimento”, per qualcosa o per qualcuno che ritarda la fine dei tempi. Secondo Agamben, Benedetto XVI è stato una sorta di “tappo”. In questo contesto, le sue dimissioni avrebbero inevitabilmente provocato una separazione tra la Chiesa “bella” e quella “nera“, questo margine in cui il grano è separato dalla pula. Questa è una tesi molto dura. Ma il Papa emerito a quanto pare era d’accordo. Devo ancora restare, ha risposto alla mia domanda sul perché non poteva morire. Come memoriale dell’autentico messaggio di Gesù, come luce sul monte. “Alla fine, Cristo vincerà”, ha aggiunto.

kath.net: Gli attuali sviluppi in Vaticano sono stati una sorpresa per Lei?    
Seewald:
Fin dal primo giorno del suo pontificato, Papa Francesco ha cercato di prendere le distanze dal suo predecessore. Non era un segreto che i due uomini non solo avessero temperamenti opposti, ma anche visioni opposte sul futuro della Chiesa. Bergoglio sapeva di non poter eguagliare Ratzinger per genialità e nobiltà teologica. Ha puntato sugli effetti e ha avuto il vento in poppa grazie ai media, che non hanno voluto guardare troppo da vicino per non dover vedere che dietro al Papa descritto come aperto e progressista si nascondeva un governante a volte molto autoritario, come era già noto Bergoglio in Argentina.
Alcuni giornalisti fanno addirittura del ritratto di un “Papa riformatore” un modello di business per i loro libri: il “combattente vaticano” che si difende dai “lupi”, soprattutto dal “papa ombra” Benedetto e dalla sua cricca reazionaria. In realtà, non c’è mai stato un papa ombra. Come Papa emerito, Benedetto aveva evitato qualsiasi cosa che potesse dare lontanamente l’impressione di regnare sul pontificato del suo successore. E se volessimo cercare i “lupi”, vedremmo che sono rimasti tutti a terra.

kath.net: È stato detto che non c’è spazio per far passare un foglio di carta tra l’ex Papa e l’attuale Papa.
Seewald: Beh, era più un pio desiderio. C’era la foto del primo incontro. Due uomini in bianco. Due papi, ed entrambi viventi. È stato uno shock che doveva essere superato. Bergoglio ha favorito l’immagine dell’intesa parlando di volta in volta positivamente del suo predecessore. Benedetto si fidava di lui. Al contrario, Francesco non ha avuto remore a cancellare uno dei progetti preferiti del suo predecessore.

kath.net: Cosa intende con questo?
Seewald: La lettera apostolica “Summorum Pontificum”. Ha liberalizzato l’accesso alla liturgia classica. Ratzinger ha voluto così pacificare la Chiesa senza mettere in discussione la validità della Messa secondo il messale romano del 1962. “È nell’uso della liturgia”, ha spiegato, “che si decidono le sorti della fede e della Chiesa”. Francesco, invece, qualifica le forme tradizionali di “malattia nostalgica”. Ci sarebbe un “pericolo” di regressione in reazione alla modernità. Come se si potessero controllare le tendenze, le aspirazioni, i bisogni con decreti di proibizione. I bolscevichi avevano già tentato invano di farlo.

kath.net: Ci sarebbe stato un sondaggio secondo cui la maggioranza dell’episcopato mondiale era favorevole al ritiro.
Seewald. Non è vero. Da un lato, solo pochi vescovi hanno risposto a questo sondaggio, e dall’altro, per quanto ne so, non si sono pronunciati nella maggioranza contro il “Summorum Pontificum” di Benedetto XVI. I risultati non furono mai pubblicati come si potrebbe sospettare. E poi la mancanza di stile, che il Papa emerito ha poi dovuto apprendere della modifica leggendo “L’Osservatore Romano”. Per lui è stata come una pugnalata al cuore. La sua salute non si è ripresa. Poco dopo la sua morte, il mondo intero ha potuto seguire come Bergoglio avesse ulteriormente indurito il suo tono.

kath.net: Si riferisce al caso Gänswein?
Seewald: Bergoglio non si è fatto alcun favore con questa vicenda. Lo priva di ogni credibilità. Non si può parlare costantemente, Bibbia alla mano, di amore fraterno, rispetto reciproco e misericordia e allo stesso tempo calpestare queste virtù. La brutalità e l’umiliazione pubblica con cui è stato scaricato un uomo meritevole come Gänswein non ha precedenti. Anche l’usanza di ringraziare un dipendente che lascia l’azienda, come si fa nelle aziende più piccole, non è stata rispettata.

kath.net: I media parlano di un “atto di vendetta” contro Gänswein.
Seewald: Ma vendetta per cosa? Perché qualcuno ha mostrato qui, pur nel rispetto della lealtà, non una mentalità suddita, ma quella maturità che Bergoglio pretende sempre? Perché ha pubblicato un libro importante e necessario di fronte ai persistenti travisamenti dell’opera e della persona del papa tedesco?
Un libro in cui Francesco è tutt’altro che maltrattato? Il Papa ha declassato Gänswein ma stava parlando di chi rappresenta Gänswein. E del quale vogliamo mettere da parte l’eredità, come mettiamo da parte il suo più stretto collaboratore. Per la traduzione in tedesco del libro di Gänswein, la casa editrice Herder non poteva servirsi, come di consueto, di traduttori vaticani, mi è stato detto negli ambienti editoriali. Questo lavoro era stato loro severamente proibito.

kath.net: Torniamo alla personalità di Fernández, il futuro Prefetto. Quando doveva diventare rettore della Pontificia Università Cattolica Argentina, c’erano delle riserve.
Seewald: La Congregazione per la Dottrina della Fede aveva riserve dottrinali e la Congregazione per l’Educazione lo ritenne inadatto a ricoprire una posizione di leadership così importante. A imporlo fu l’allora arcivescovo di Buenos Aires, Jorge Mario Bergoglio. Da Papa, Bergoglio ora gli apre la strada a Roma ridefinendo i compiti di Prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede. Non si tratterebbe tanto di preservare la dottrina, quanto di accrescere la comprensione della verità, «senza rinchiudersi in un’unica forma espressiva». In altre parole: senza fissazioni.
Non è tanto un ruolo di custode che si richiede, scrive Francesco a Fernández, ma quello di promotore del carisma dei teologi, qualunque cosa ciò significhi. La realtà è sempre più importante dell’idea. In breve: ciò che viene richiesto in un determinato momento. Fernández dovrebbe soprattutto «tener conto del magistero più recente», cioè quello di Francesco. Bergoglio aveva già annacquato questo articolo varato da Giovanni Paolo II sull’ordine del Dicastero, che riguardava la tutela “della verità della fede e dell’integrità dei costumi”.

kath.net: Come dobbiamo considerare la parola di Francesco sulle “misure immorali” da parte dell’ex Congregazione per la dottrina della fede?
Seewald: Questo si riallacciava alla lettura che i media ostili alla Chiesa facevano del “cardinale panzer” e della “linea dura” di Joseph Ratzinger. Lo “Spiegel” ha subito preso in mano il progetto e ha parlato ancora una volta dell’ex “poliziotto della fede”, che sarebbe anche responsabile del ritiro della licenza di insegnamento a Hans Küng. Una totale assurdità, proprio come la maggior parte dei soliti cliché sull’ex cardinale. Come Prefetto della Congregazione per la Dottrina della fede, Ratzinger si vedeva tutt’altro che un persecutore e ancor meno uno che operava con “metodi immorali“.
Subito dopo l’insediamento, vescovi, teologi e sacerdoti contestati non furono più snobbati, come avveniva prima, ma furono invitati a Roma in casi importanti per affrontare personalmente le loro divergenze di opinione. Ratzinger ha rafforzato i diritti degli autori e per la prima volta ha dato ai teologi accusati di deviazione dogmatica il diritto di difendersi. Non c’è mai stato nemmeno, come racconta una leggenda nera, un formale obbligo di silenzio nei confronti di Leonardo Boff. Né la polemica sulla teologia della liberazione, bensì sulle dubbie affermazioni cristologiche di Boff.

kath.net: Invece di una Chiesa in alto o una Chiesa in basso, Ratzinger raccomandava una “Chiesa interiore”.
Seewald: “Proprio nei tempi di instabilità, ha spiegato, la Chiesa deve ricordare doppiamente ciò che le è proprio. Solo attraverso la sua decisa etica può diventare una vera consigliera e compagna nelle difficili questioni della civiltà moderna. Fedele fin dall’inizio”. Ha preso sul serio l’eterno monito di Gesù alla sua Chiesa, che ha espresso, secondo il Vangelo di Marco, in una drammatica parola rivolta a Pietro: «Lungi da me, satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».

kath.net: Si dice che Fernández abbia inizialmente rifiutato la nomina a Prefetto.
Seewald: Fu solo quando il Papa gli assicurò che non aveva a che fare con gli abusi sessuali nella Chiesa che lui acconsentì. Ancora una volta, una chiara differenza di orientamento. Mentre Fernández scarica la responsabilità degli abusi, Ratzinger, da Prefetto, li ha portati sotto la sua cura perché ha visto che altrove i crimini venivano spazzati via e le vittime lasciate sole. Fernández non è estraneo a questo, comunque. Secondo il quotidiano argentino “La Izquierda Diario”, il futuro Prefetto avrebbe coperto, in qualità di arcivescovo di La Plata, almeno undici casi di abusi sessuali commessi da sacerdoti “in diverse forme”. Il caso più noto sarebbe stato quello dell’ex cappellano del carcere, Eduardo Lorenzo, che si è tolto la vita nel 2019 per evitare l’arresto da parte della polizia.

kath.net: Affrontare gli abusi è un lato nascosto del pontificato di Bergoglio?
Seewald: Due esempi: il cardinale belga Godfried Danneels ha fatto notizia nel 2010 perché da arcivescovo ha coperto gli abusi sui minori da parte dei preti e poi ha coperto un vescovo che ha abusato del proprio nipote. E ciò non ha impedito a Papa Francesco di nominarlo nel Sinodo sulla famiglia a Roma nell’autunno del 2014. Danneels è stato uno dei motori della “mafia di San Gallo”, un gruppo di cardinali che già nel Conclave del 2005 volevano imporre Bergoglio come Papa. Tra l’altro ci è quasi riuscito.
Francesco inoltre non ha avuto problemi a nominare negli organi vaticani Theodore McCarrick, l’ex arcivescovo di Washington, noto per i suoi abusi. Benedetto XVI aveva preso provvedimenti contro McCarrick, Francesco invece gli ha affidato i negoziati con la Repubblica popolare cinese. Questi hanno portato a un accordo con il quale la Chiesa cattolica sotterranea, ulteriormente incoraggiata da Benedetto XVI, è stata subordinata alle autorità statali. Da allora nelle chiese cinesi sono stati affissi striscioni con scritte come “Ama il Partito Comunista”. All’inizio di aprile di quest’anno, i comunisti hanno nominato un nuovo vescovo per Shanghai senza consultare il Vaticano. Il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, ha protestato, ma Papa Francesco ha deciso di “rimediare all’irregolarità del diritto canonico”, cioè di approvare il caso.

kath.net: Fino a che punto può avere un effetto duraturo l’elezione dei nuovi candidati, che saranno creati cardinali nel concistoro di settembre?
Seewald: Nel frattempo, circa il 70 per cento dei futuri elettori del papa sono stati nominati da Francesco. «A differenza dei suoi predecessori Giovanni Paolo II e Benedetto XVI», ha analizzato l’osservatore vaticano Ludwig Ring-Eifel della KNA, «Francesco ha ampiamente chiamato nel collegio cardinalizio uomini che sono nella sua linea teologica». Il collegio cardinalizio diventerà “sempre più un riflesso del suo pensiero e delle sue origini”.
Ciò che colpisce non è solo il forte aumento della percentuale di ispanici, ma anche l’età dei nuovi porporati. La maggior parte di loro sulla sessantina, dovrebbero influenzare non solo il prossimo conclave, ma a volte anche quello successivo. Ma come tutti sanno, lo Spirito Santo ha ancora voce in capitolo. E molti di coloro che oggi gioiscono nel vedere Francesco spazzare via l’eredità di Benedetto potrebbero piangere amaramente domani.

kath.net: GRAZIE per questa intervista!

 

https://www.kath.net/news/82121

https://ilsismografo.blogspot.com/2023/07/germania-intervista-di-kathnet-peter.html

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Lucio Anneo
Lucio Anneo
8 mesi fa

Mi pare che ci si stupisca di ciò che risponde da sempre alla logica del potere: si guarda con miopia al qui e all’adesso. Chi si prende la briga di esaminare quanto accaduto nei venti secoli di vita della Chiesa, troverà papi che hanno fatto e papi che hanno disfatto, papi che hanno processato papi morti, che hanno sconfessato ciò che poi è stato rimesso in auge. Ma perché Francesco dovrebbe essere migliore di altri? Non capisco. Il potere è sempre stato preda dei peggiori, nominare cardinali amici è la versione moderna del nepotismo. Chi arriva al potere ma non è avido di potere, prima o poi è spedito all’Ade con corriere consegna h24. Nihil sub sole novi. Quanto allo Spirito Santo, credo che, salvo luminose eccezioni, non si sia mai trovato a suo agio né a Roma né ad Avignone…

Massimiliano
8 mesi fa
Rispondi a  NICOLA_Z

Non vedono Nicola non vedono… fanno finta che tutto sia sempre stato così. Credo che si tratti della Potenza di inganno di cui al 675 del catechismo… Non trovo plausibile altra spiegazione… Saluti. Massimiliano

Dimash
8 mesi fa
Rispondi a  Spring

Anche a fine anni Settanta c’era recessione e disoccupazione in Uk, e ricollegandomi a quello che si diceva nel post precedente, c’erano le condizioni per l’inizio della rivoluzione in UK. Quindi ora si stanno riproponendo.

Ad inizio anni ’80 con la Thatcher al potere, la scoperta del petrolio nel mare del Nord, e una serie di riforme liberiste sulla scia della Reaganomics, le cose in UK iniziarono a migliorare, e questo avvenne proprio in concomitanza con la consacrazione del mondo al C.I. di Maria operata da GPII, che fù parzialmente accettata da Dio e ha evitato sopratutto la 3à guerra mondiale.

Negli anni Ottanta fù saltato un turno, ma ci risiamo, anche considerando le forti tensioni internazionali e la crisi della globalizzazione che porta e porterà inflazione alta e disoccupazione, un pò ovunque. Tranne eccezioni.

eranuova
8 mesi fa
Rispondi a  Dimash

Voi continuate a sostenere questa tesi della dilazione dei tempi, ma, se consideriamo Garabandal veritiera (e verosimilmente lo e’), non vi è stata alcuna dilazione nel 1985 dal momento che Giovanni Paolo II era solo il secondo dei 3 papi profetizzati prima della fine dei tempi ed era ad appena 7 anni del suo pontificato…

Dimash
8 mesi fa
Rispondi a  eranuova

GPII senza un intervento della Madonna sarebbe morto a metà 1981, non nel 1985. Sarebbe mancato solo un altro Papa prima della Fine dei Tempi, come detto a Conchita Gonzales. Tale vero Papa avrebbe avuto anche lui un breve pontificato, e forse sarebbe stato ucciso anche lui. Dopo il 1981 ci sarebbero stati anche 1-2 antipapati di breve durata e contemporanei all’ultimo Papa, e morto questo un periodo di Sede vacante.
La guerra mondiale sarebbe iniziata nel 1985 secondo suor Lucia (Marto) di Fatima, ma l’esplosione il 13 Maggio(data mariana) del 1984 dell’arsenale missilistico sovietico di Severomorsk a quanto pare fece desistere i Russi dal trarre tale decisione. Sappiamo dalla Jahenny che durerà forse qualche anno la guerra mondiale, e in tale periodo ci sarà la massima persecuzione nella Chiesa.

https://www.garabandal.it/it/documentazione/per-approfondire/1291-i-tre-papi-e-la-fine-dei-tempi-secondo-le-apparizioni-di-garabandal

https://lanuovabq.it/it/il-piu-grande-mistero-della-guerra-fredda

Ultima modifica di 8 mesi fa da Dimash
mario mancusi
8 mesi fa
Rispondi a  Dimash

Ma l’attentato al Papa che non sarebbe morto era già stata profetizzata da Don Bosco, pertanto questa dilazione, considerando che Dio tutto vede era stata già prevista, infatti a La Salette si dice o a fine XX secolo o inizio del secondo millennio, ma stiamo parlando di una profezia del 1800, con Garabandal invece era già stato tutto fissato ( a riprova di questo c’è l’affermazione di Conchita che sapeva di un Papa che subiva un attentato non morendo) e la data del miracolo e dell’ avvertimento erano già sigillati, la dilazione degli anni 80 era un eventualità per le vecchie profezie, ma da Garabandal in poi era tutto già previsto, compreso medjugorie

Ultima modifica di 8 mesi fa da mario mancusi
Dimash
8 mesi fa
Rispondi a  mario mancusi

La dilazione c’è stata, negli anni Ottanta, ora che le profezie di altre apparizioni si siano nel frattempo succedute a quelle precedenti e abbiano tracciato un percorso più lungo, non inficia nulla. Il momento in cui i tempi si sono allungati si vede lo stesso e coincide con una serie di interventi permessi da Dio, e richiesti dalla Madonna. Rispetto alla profezia fatta a Massimino di la Salette viene ad essere precisato il momento di fine ventesimo secolo in cui si è verificato il motivo del l’allungamento dei tempi. Previsto come possibilità da Dio all’epoca.

mario mancusi
8 mesi fa
Rispondi a  Dimash

La dilazione comunque a Garabandal era già prevista dal cielo, lo dimostra come detto prima che la veggente sapeva che Giovanni Paolo Ii non sarebbe morto, pertanto la data del miracolo è quella già stabilità ai tempi di Garabandal, ( ne abbiamo già parlato, il resto , ossia di una data del miracolo cambiata, sono solo ipotesi non suffragate) diverso sarebbe stato se il terzo segreto di Fatima fosse stato pubblicato prima del 1960, sarebbe cambiato tutto

Dimash
8 mesi fa
Rispondi a  mario mancusi

E questa dichiarazione di Conchita chi ce lo certifica che sia veritiera, e quando l’ha fatta prima o dopo l’attentato? E ha detto il nome del Papa o di un Papa generico? Inoltre se a Garabandal la dilazione fosse già stata prevista dall’inizio, questo contrasta quanto detto da Mirijana anni dopo il 1981. Quindi rimarrebbe comunque una non concordanza tra apparizioni diverse. E i problemi non sarebbero risolti.

Dimash
8 mesi fa
Rispondi a  Dimash

Anzi in realtà a Medjugorjre la dilazione è certa, a meno che Miriana menta, mentre riguardo Garabandal rimane tutto dubbio e non chiarito. Così come non chiaro è il motivo per il quale Conchita si è ritirata a vita privata e non parla da tantissimo tempo. Neanche fosse diventata una monaca di clausura. La cosa lascia molti dubbi

Dimash
8 mesi fa
Rispondi a  mario mancusi

Inoltre bisogna ancora verificare che le date dette a Conchita sul Miracolo siano corrette. Cosa tutta da vedersi, dato che le sono venuti nel tempo molti dubbi sulle apparizioni. Inoltre secondo Medjugorje lo slittamento dei tempi è stato comunicato a Miriana anni dopo l’inizio delle apparizioni, la dilazione non era prevista dall’inizio delle stesse. Quindi Medjugorje non conferma un allungamento già deciso dall’inizio del l’apparizione relativa

mario mancusi
8 mesi fa
Rispondi a  Dimash

A mio avviso la data del miracolo è quella comunicata al Sant’ufficio negli anni sessanta, altre ipotesi devono essere supportate da atti o dichiarazioni dei veggenti come detto da Dott.g.i. , atti che non ci sono , pertanto sono solo speculazioni, valide ma non supportate. La data del miracolo a tutt’oggi, è quella comunicata in quegli anni, aspettiamo smentite certificate

Dimash
8 mesi fa
Rispondi a  mario mancusi

Sì ma quella data dobbiamo ancora sapere se è giusta. Sarà relativa al prossimo futuro? Forse, ma la data si rivelerà quella giusta?

Sombrero
8 mesi fa
Rispondi a  Dimash

Per me dovrebbe essere giusta, la Madonna non sbaglia.

Dimash
8 mesi fa
Rispondi a  Sombrero

La Madonna non sbaglia, ma i veggenti possono. E su Conchita, che ha avuto una Fede e una costanza lontana anni luce da una San Bernadette, ad esempio, i dubbi ci sono, se vogliamo mettere i puntini sulle i, anche se non era mia intenzione, ma ci sono stato trascinato.
Si potrebbe anche obiettare che è strano che ad una o più veggente venga indicata la data del Miracolo da cui si può dedurre con una certa approssimazione quella dell’Avvertimento, poichè ciò metterebbe il veggente in una situazione di privilegio rispetto agli altri uomini. In quanto consentirebbe di prepararsi meglio di tutti a quella che sarà una prova interiore, un piccolo castigo, ( oltre che un’opportunità) che dovrebbe essere sostenuta in egual modo da tutti.

Ultima modifica di 8 mesi fa da Dimash
Sombrero
8 mesi fa
Rispondi a  Dimash

Domenico non volevo offendere, ma se la veggente è stata “onesta”, la data sarà sicuramente giusta. Io credo in Garabandal e Medjugorie però la prova massima, è sicuramente l’avvenimento del miracolo, avvertimento, castigo e per Mejugorie i 10 segreti.
Se non dovessero accadere sarà da riconsiderare diverse cose, ma non la Fede chiaramente.

Dimash
8 mesi fa
Rispondi a  Sombrero

No, figurati, tra l’altro non mi riferivo a te. Vedremo, ma se proprio si dovesse mettere in discussione qualcosa riguardo la questione slittamento temporale degli anni Ottanta è proprio una data del miracolo comunicata anticipatamente. Per le ragioni già dette su. E non mi si venga a dire che anche a Medjugorje viene previsto un miracolo, perché il punto è un altro: non viene previsto un avvertimento in relazione ad una data di un miracolo. Comunque, lo ribadisco, è un discorso che neanche a me piace fare, ma se devo trovare un anello debole quello è proprio la data del miracolo a Garabandal. Saluti.

Dimash
8 mesi fa

La Russia sembra stia passando all’attacco a Nord.
Certo è sempre una guerra di attrito, quindi lenta, ma molto sanguinosa.
Bombardata più volte Odessa, ormai l’accordo sul grano è sepolto dalle macerie

https://www.youtube.com/watch?v=38Mcg_hrQLk

Dimash
8 mesi fa
Rispondi a  NICOLA_Z

Se lo dice persino Repubblica vuol dire che le cose non vanno proprio bene per gli Ucraini che hanno come eroi nazionali il battaglione neonazista Azov.
Ormai volge al termine anche Luglio, e gli Ucraini sono ancora piuttosto lontani dalla linea fortificata principale dell’esercito russo, figurarsi dalle città fortificate nelle retrovie. Putin ha detto a Lukashenka che la controffensiva ucraina ha fallito, anche se è ancora in corso, ma procede lentamente. In alcuni punti, anche nel Sud, i Russi avanzano. Il tempo utile è entro Settembre, poi dovrebbero iniziare le piogge lì e tutto si fermerà per un pò, in attesa del gelo invernale.
Per cui anche se gli Ucraini avessero dei successi nel corso di questa estate sarebbero limitati. La Russia invece accumula sempre più personale e mezzi, e durante l’inverno potrebbe fare molte riconquiste. Per gli Ucraini invece era questa estate il momento per fare grandi cose, ma non ci stanno riuscendo.
Non si sà se il sostegno della Nato durerà il prossimo anno a questi ritmi e a lungo. Ne dubito.

Ultima modifica di 8 mesi fa da Dimash
Riesz_
P.Riesz_
8 mesi fa
Rispondi a  NICOLA_Z

https://www.unz.com/author/hans-vogel/
Il collasso dell’Occidente, primavera/estate 2023
HANS VOGEL • 2 LUGLIO 2023

Non si tratta più di speculare se l'”Occidente” sia o meno in caduta libera. Lo è chiaramente, ed è chiaramente intenzionale. Il Great Covid Show, presentato dai soliti noti, sembra aver creato i presupposti per il “Great Reset”. Ci sono stati alcuni intoppi, perché un’operazione così vasta e onnicomprensiva come il Great Covid Show andava oltre le capacità tecniche e intellettuali dei neocon statunitensi e dei loro compari stranieri, tra cui il WEF, l’OMS e l’UE. L’operazione militare speciale russa in Ucraina ha complicato le cose. Come in una partita a scacchi, la Russia sta costringendo gli Stati Uniti e i suoi vassalli a fare mosse che non avevano pianificato o che contavano di fare solo più avanti nel gioco. Tali mosse non sono sicuramente a loro vantaggio. Ecco perché i governi stanno prendendo decisioni così drastiche in così tanti campi diversi e tutti allo stesso tempo.
Avevano progettato di riorganizzare drasticamente l’agricoltura, seguendo l’esempio dato dai bolscevichi dopo il 1929, quando iniziarono a sfrattare e sterminare i kulak. Invece della collettivizzazione, i bolscevichi degli ultimi giorni vogliono che le grandi corporazioni dominino l’agricoltura. Ma l’essenza di questi schemi è la stessa: i piccoli e intermedi agricoltori devono essere destituiti volontariamente o con la forza bruta. Apparentemente un po’ prima di quanto previsto dalla sceneggiatura originale, il governo olandese ha iniziato una guerra contro gli agricoltori, che come nell’ex Unione Sovietica, può portare a una diffusa scarsità di cibo, se non alla carestia.
Allo stesso modo testardo, con una Germania obbediente in testa al gruppo, gli stati clienti degli Stati Uniti in Europa stanno attualmente commettendo un suicidio economico tagliando la loro industria da fonti affidabili di energia a prezzi accessibili, costringendo sia i produttori che il pubblico a fare affidamento sull’energia eolica e solare . Tutto questo in nome della cosiddetta Green Agenda, per ridurre le emissioni di carbonio e azoto. Allo stesso tempo, i sostenitori del cambiamento climatico antropogenico stanno promuovendo la distruzione ambientale su scala davvero gigantesca ovunque si trovino litio e altri minerali necessari per la produzione di batterie elettriche. Come ogni asse della piattaforma della mafia del Great Reset, la narrativa ufficiale sul cambiamento climatico è tenuta insieme dalle contraddizioni più flagranti.
Le contraddizioni più evidenti si verificano nel funzionamento quotidiano dei governi, soprattutto nell’UE. Come il governo dei Paesi Bassi, la maggior parte di questi prende abitualmente decisioni che violano chiaramente o implicitamente la costituzione e altre leggi.
Nonostante le innumerevoli contraddizioni in termini di politica stessa, di discorso politico ufficiale e le contraddizioni intrinseche alla base della maggior parte delle decisioni politiche, è un miracolo che l’Impero USA riesca ancora a sopravvivere. Forse questo spiega anche perché l’intelligenza artificiale è attualmente in fase di lancio: nella speranza che aiuti a mantenere il potere degli Stati Uniti. Tuttavia, c’è da dubitare che l’IA si dimostrerà in grado di funzionare in un ambiente in cui la confusione e la contraddizione legale, linguistica e lessicografica sono diventate la norma.
Con i politici e i media statali e corporativi in “Occidente” che si riferiscono diligentemente alla “nostra democrazia”, ai “valori occidentali” (presumibilmente difendendo i diritti umani), alla “trasparenza” e allo “stato di diritto”, mentre in realtà fanno e sostengono tutto ciò che è diametralmente opposto, sembrerebbe che prima o poi l’IA debba crollare. Dopotutto l’intelligenza artificiale, come il sistema elettronico che è, funziona sulla base del presupposto che “0” è “0” e che “1” è “1”. Quando “0” può anche significare “1” e “1” a volte è “0”, il collasso è inevitabile. Come si capirà quando “democrazia” significa “governo a maggioranza popolare” o il suo contrario, governo di una cricca corrotta di criminali, come nel caso delle “democrazie” moderne? Inoltre, data la fanatica determinazione con cui si stanno abbandonando fonti di energia affidabili ovunque in “Occidente”,
Ovunque si guardi in Europa, il collasso è proprio dietro l’angolo. Oggi, guidare sulle autostrade tedesche, un tempo famose, è una specie di calvario. Un tempo si poteva godere della vista di paesaggi splendidi ea volte spettacolari guidando rilassati sul liscio manto stradale di superstrade impeccabilmente mantenute. Con una lunghezza totale di oltre 13.000 chilometri, la Germania è la quarta rete al mondo, preceduta solo da Spagna, Stati Uniti e Cina. Ci sono 50 milioni di automobili in Germania, ma la rete è anche intensamente utilizzata da camionisti stranieri che consegnano e ritirano merci e in estate e in inverno da milioni di stranieri in viaggio verso le destinazioni delle vacanze. La rete autostradale è utilizzata molto intensamente, ma la manutenzione è stata a lungo trascurata e, di conseguenza, ampi tratti di autostrada devono essere ristretti per consentire la riparazione di strade e ponti. Ciò causa lunghi e lunghi ingorghi in tutto il paese dalla mattina presto alla sera tardi. A ciò si aggiunge il fatto che molti automobilisti provengono da paesi non occidentali, dove la proverbiale disciplina tedesca e il rispetto delle regole e dei regolamenti non vengono insegnati fin dalla tenera età, ed è chiaro che guidare in autostrada consuma una quantità eccessiva di tempo ed energia . Il sistema autostradale tedesco sembra infatti molto vicino al punto di rottura. dove la proverbiale disciplina tedesca e il rispetto delle regole non vengono insegnati fin dalla tenera età, ed è chiaro che guidare in autostrada consuma una quantità spropositata di tempo ed energie. Il sistema autostradale tedesco sembra infatti molto vicino al punto di rottura. dove la proverbiale disciplina tedesca e il rispetto delle regole non vengono insegnati fin dalla tenera età, ed è chiaro che guidare in autostrada consuma una quantità spropositata di tempo ed energie. Il sistema autostradale tedesco sembra infatti molto vicino al punto di rottura.
Traendo questa conclusione, mi è venuto in mente che le autostrade federali tedesche sono un simbolo di ciò che sta accadendo in tutta Europa: gli stessi pilastri che sostengono lo stato e la società stanno crollando. Certo, per chi ha occhi per vedere, il crollo è già avvenuto da tempo, forse vent’anni, se non prima. Proprio come quelle tre torri del WTC crollate l’11 settembre, il crollo inizia con esitazione e poi accelera. Come nel caso delle torri del WTC, è prevista la distruzione su vasta scala che avviene oggi in “Occidente”. Tuttavia, in un certo numero di campi il collasso era già iniziato molto tempo prima sotto forma di corruzione. Con le persone corrotte che si spostano da un campo di attività all’altro, la corruzione si diffonde ancora più velocemente e alla fine diventa sistemica.
Ad esempio, la corruzione accademica può portare al plagio e alla manipolazione dei dati della ricerca. La signora Ursula von der Leyen, MD, presidente non eletto dell’EurSSR, non è mai riuscita a scrollarsi di dosso l’ odore di frode accademica (commessa durante la stesura della sua tesi) che la circonda. Non è stata una sorpresa apprendere che ha stretto accordi segreti con la società Pfizer per la fornitura di vaccini non testati e per imporli a un pubblico ignaro durante il Great Covid Show. Una volta corrotto, sempre corrotto, come si potrebbe dire.
Mentre le frodi distruggono sempre più il valore della ricerca accademica, anche l’istruzione accademica stessa è sotto attacco. Il ministro dell’istruzione olandese intende ridurre della metà i requisiti di credito per le matricole. Ciò significa che più studenti potranno rimanere per diventare studenti del secondo anno, con il prevedibile risultato finale che i titoli universitari svaluteranno ulteriormente.
La corruzione nel campo della medicina è diventata evidente durante il Grande spettacolo Covid, al punto che oggi non ci si può fidare di nessun medico. Per dirla semplicemente, i medici di famiglia e gli specialisti sono essenzialmente spacciatori di droga al servizio di Big Pharma. Ci sono ancora alcuni dottori onesti e onesti là fuori, ma questi sono difficili da trovare.
Come la ricerca accademica, l’istruzione, la politica e la medicina, il sistema giudiziario è pieno di corruzione e in caduta libera. Basta prendere il recente caso contro il professor Sucharit Bhakdi, che è stato accusato di essere un antisemita, sulla base delle prove più inconsistenti immaginabili. Sebbene questo eloquente e influente critico delle politiche covid decretate dal governo tedesco sia stato assolto, il pubblico ministero ha comunque deciso di presentare ricorso e di andare avanti cercando di mettere il dottor Bhakdi dietro le sbarre ad ogni costo. Per un Pubblico Ministero procedere in questo modo, negando completamente il fatto che non vi siano prove a sostegno della tesi, è più di una farsa della giustizia: è trasformare la giustizia in uno stupido scherzo. È davvero preoccupante che nessuno alzi un sopracciglio, il che è un esempio significativo di quanto sia stato corrotto il sistema giudiziario in Germania (e del resto nel resto d’Europa).
Tuttavia, agli occhi dello Stato, esprimere dubbi o preoccupazioni su tali questioni è un peccato. Proprio di recente, il servizio di spionaggio statale olandese AIVD ha pubblicato un rapporto in cui si afferma che circa 100.000 cittadini olandesi diffidano dello stato e del governo, il che presumibilmente li rende “teorici della cospirazione”. Sempre più spesso e quasi apertamente si suggerisce che tali persone debbano essere sottoposte a cure psichiatriche. Qualsiasi persona sana di mente non si fiderebbe del governo più di quanto il governo si fidi di lui, e senza dubbio molte persone sono fedeli a quel principio, ma a quanto pare il governo dei Paesi Bassi, che è, ovviamente, un paese “democratico”, supplica di dissentire.
Ci sono ragioni più che sufficienti per diffidare del governo, non solo dei Paesi Bassi, ma di tutte le nazioni dell’UE. Il governo tedesco, dominato dai Verdi, è diventato il cagnolino bellicoso e autodistruttivo degli Stati Uniti, deciso a scacciare l’industria e umiliare, impoverire e decimare i nativi tedeschi. Il governo italiano, guidato da Giorgia Meloni, eletto per le sue solenni promesse di fermare l’immigrazione clandestina di neri africani e musulmani gravemente non qualificati, non istruiti e ostili, ora incoraggia attivamente queste persone a venire in Italia. Il presidente francese Macron, che sembra e si comporta come un adolescente omosessuale che ha sposato sua madre, ha costantemente portato avanti politiche per distruggere la classe media francese. Il governo olandese ha presieduto all’impoverimento della classe media, al punto che oggi, 400,livello di povertà e i cui genitori non sono in grado di pagare la colazione e i vestiti nuovi.
Il governo tedesco sta seriamente pensando di mettere fuori legge il partito conservatore AfD. Ciò non sorprende in un paese che ha una venerabile tradizione di vietare i partiti ritenuti sgraditi nel suo sistema democratico. Per molti anni il Partito Comunista è stato bandito nella Germania Ovest. Nei Paesi Bassi, il partito conservatore FvD si aspetta che una decisione venga messa fuori legge nel prossimo futuro. Tutto questo è in linea con l’Ucraina, che difende i “valori occidentali” contro i malvagi russi: Zelensky ha semplicemente messo fuori legge undici partiti. Viva la Democrazia!
Non sorprende che tra la popolazione si sia accumulata da tempo un po’ di rabbia, con la rabbia che cresce ogni volta che i governi emanano un nuovo decreto che limita ulteriormente le libertà o aumenta i prezzi.
Poiché la Francia è sempre stata una nazione in cui la classe media è forte e la classe operaia militante, e dove le persone sono pronte a scendere in piazza per esprimere la propria indignazione e rabbia, non sorprende che negli ultimi anni abbia assistito a manifestazioni di massa dal movimento dei gilet gialli e dalle persone che protestano contro i drastici tagli alle pensioni. Visto come quelle manifestazioni pacifiche furono brutalmente e spietatamente represse dalla polizia e da squadre di scagnozzi assortiti, ora i nordafricani e i neri africani delle banlieues, le periferie hanno adottato un approccio diverso. Poiché almeno il 15% circa dei 65 milioni di abitanti della Francia metropolitana sono nordafricani (marocchini, algerini, tunisini) o neri, e la maggior parte di questi vive nelle grandi città: Parigi, Lione, Marsiglia, Lilla, Tolosa, Bordeaux, ora che stanno salendo sul palco, le cose sembrano piuttosto serie.
L’ondata di guerriglia urbana in Francia significa che il collasso è ora entrato in una nuova fase, quella della violenza antistatale organizzata e coordinata con sfumature razziali.
Musulmani nordafricani e neri africani sono visti partecipare a quella che sembra una guerra civile contro obiettivi statali, culturali e commerciali e contro francesi bianchi. Pertanto, l’attuale esplosione di violenza non ha solo le caratteristiche di una guerra civile, ma piuttosto di una guerra razziale.
Qualunque cosa abbia scatenato l’attuale ondata di violenza, dovrebbe anche essere vista come una logica conseguenza di decenni di politiche francesi decretate per volere della Commissione UE non eletta.
Quello che sta accadendo in Francia potrebbe facilmente accadere domani in altre nazioni dell’UE, per il semplice motivo che le condizioni in molti luoghi sono simili a quelle della Francia. Molti Stati membri dell’UE, in particolare Germania, Svezia, Paesi Bassi e Belgio, hanno anche minoranze musulmane dal 10 al 15%. Come molti quartieri e sobborghi della classe operaia in Francia, parti delle città svedesi di Stoccolma, Göteborg, Malmö sono state a lungo inaccessibili alla polizia. Lo stesso vale per un certo numero di città in Germania, tra cui Berlino e l’area della Ruhr. Anche sotto il naso dei commissari del Quarto Reich a Bruxelles, interi quartieri di quella città sono zone vietate.
È stato suggerito che gli eventi in Francia facciano parte del “Great Reset” propagato dal WEF.
In realtà, quel “Great Reset” è solo un altro termine per un sacco di distruzione, malattia, morte, guerra, miseria e paura. Sembrerebbe che i Quattro Cavalieri dell’Apocalisse abbiano inviato la loro avanguardia per preparare il terreno e si presenteranno presto. A questo proposito, va notato che lo slogan “ricostruire meglio”, così prominente e così onnipresente solo pochi anni fa, è completamente scomparso dalla propaganda di stato ovunque.
Per “ricostruire meglio”, tutto deve prima essere scomposto. Evidentemente questo non è ciò che i governanti di tutti quegli stati “democratici” in “Occidente” hanno detto ai loro “elettori”.
Ma non preoccuparti, l'”Occidente” è composto da società “basate sul valore” sotto “lo stato di diritto”, dove “equità”, “diversità” e “diritti umani” vengono sostenuti, dove “emissioni di carbonio e azoto” vengono limitati e dove le “notizie false” e la “disinformazione” sono vietate.
Gli europei sono servi sciocchi, gli italiani lo sono anche forzatamente:
{Il momento esatto in cui l’Italia firmò per essere resa ostaggio: l’inizio della “dittatura fredda” Finalmente sarà chiaro a tutti quando l’Italia è stata presa definitivamente in ostaggio dagli apparati americani e dalla CIA. Quindi andremo a tracciare quelli che sono tutti i passi, tutti gli step che hanno portato al sequestro del Bel Paese partendo dal 1943, quando l’Italia fu costretta a firmare l’armistizio di Cassibile, in provincia di Siracusa, in Sicilia. Un armistizio che prevedeva una resa totale come quella che poi sarà anche oggetto del Trattato di Parigi del 1947, quando le potenze vincitrici si accordano sul principio, appunto, della “resa incondizionata”. Ora, amici miei, la resa incondizionata vuol dire che nel Trattato una delle parti, ovviamente la parte sconfitta, accetta di arrendersi al nemico senza avanzare alcun tipo di pretesa, né politica, né economica, né militare. Ed è quello che è successo. Quindi questi sono due trattati che noi dobbiamo avere ben presenti: Cassibile nel 1943, il Trattato di Parigi del 1947. Perché oggi sentiamo ripetere che gli americani ci hanno liberati. Ora, cari miei, non si libera una persona, uno Stato o un paese facendogli firmare un trattato del genere. Questo vuol dire che ci hanno presi da una gabbia, è vero, e ci hanno spostati all’interno di un’altra gabbia. Ora voi direte: “Ma allora preferivi rimanere sotto ai tedeschi, sotto alla dittatura nazista?” Assolutamente no. Inutile dirlo. Però fate attenzione ad una cosa perché se l’Italia fosse rimasta sotto ad una dittatura sarebbe rimasta sotto ad una dittatura palese. Ora, quando una dittatura è palese, non dura mai per sempre, abbiamo avuto tantissimi esempi in Italia, in Germania, in Sud America. Le dittature palesi prima o poi vengono rovesciate. Perché? Perché il contrasto tra i dittatori e il popolo è un contrasto verticale. Che cosa vuol dire? Che sopra ci sono dei dittatori che impongono la loro linea, le loro leggi e le loro regole e sotto c’è un popolo che subisce tutto ma che nello stesso tempo pressa dal basso fin quando riesce a far saltare quella dittatura. Quindi questo è quello che sarebbe accaduto sicuramente anche all’Italia in caso di dittatura palese. La dittatura occulta, quella nella quale invece ci hanno trasportato poi quelli che noi chiamiamo i “liberatori”, è molto meno violenta nell’apparenza, molto meno invasiva, ma non finisce mai. Perché i popoli non se ne rendono conto. Quindi non mi venite a dire che siamo stati liberati: siamo stati trasportati da una dittatura palese ad una dittatura occulta. Una dittatura che io potrei addirittura chiamare “dittatura fredda“, con richiamo alla Guerra fredda. La guerra la puoi combattere con i carri armati, come è successo nella seconda guerra mondiale. Lì è una guerra palese. Oppure puoi decidere di combattere una guerra più subdola, come hanno fatto gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica, e chiamarla “Guerra fredda”. È una guerra meno violenta, apparentemente, rispetto alle guerre tradizionali. Ma è una guerra che fa comunque tanti morti. È una guerra che crea problemi enormi ai popoli. Stessa cosa con la dittatura palese e non. Noi siamo stati portati con l’armistizio di Cassibile e con il Trattato di Parigi all’interno di una dittatura. } (da) La Matrix Europea, la verità dietro i giochi di potere – con Francesco Amodeo.

I buoni frutti già si vedono, ma non lo dicono. L’Ucraina si svuota: meno figli e abitanti. «Molti non tornano, è una catastrofe» diLorenzo Cremonesi.{Da 52 milioni nei giorni dell’indipendenza a meno di trenta oggi. …
DAL NOSTRO INVIATO
KIEV — Città e soprattutto villaggi vuoti, famiglie divise, soldati soli al fronte con mogli e bambini all’estero che non tornano, tasso di natalità al lumicino: l’Ucraina sta subendo una crisi demografica dalle dimensioni catastrofiche. «Il crollo della popolazione causerà presto problemi economici e sociali gravissimi. … In pubblico se ne parla poco(*), il problema scotta ma nessuno sa come affrontarlo …
La fuga di massaEppure, il tema pare troppo urgente per rinviarlo. Basta un’occhiata alle cifre: al momento dell’indipendenza nel 1991, dopo l’implosione dell’Unione Sovietica, l’Ucraina contava circa 52 milioni di abitanti. Il censimento nazionale del 2001 ne riportava 48,5 milioni, che si stimava fossero scesi a 42 nei mesi precedenti l’invasione ordinata da Putin il 24 febbraio 2022. Sono dati coerenti alla diminuzione della popolazione in tutte le ex repubbliche sovietiche. Ma il colpo più grave è arrivato nelle settimane iniziali degli ultimi 17 mesi di guerra, che hanno provocato la fuga all’estero in massa di donne e bambini, considerato che il governo aveva subito vietato le partenze degli uomini di età compresa tra i 18 e 65 anni. E oggi la popolazione residente si stima tra i 28 e 31 milioni.
Chi non intende tornare
«Da 52 milioni a meno di 30 in tre decenni: una perdita gravissima per il Paese, ne pregiudica le possibilità di ricostruzione dopo la fine della guerra, penalizza la normalizzazione economica, affossa il sistema pensionistico — ci spiega Alexander Demenchuk, rettore della facoltà di Scienze Politiche a Kiev —. Mancano bambini, dunque manca il futuro. Sono partite giovani donne delle classi medio alte con ottimi tassi di scolarizzazione. E la cosa ancora più grave è che ben oltre la metà di loro non intende tornare in Ucraina. I bambini studiano nelle scuole tedesche, polacche, austriache, francesi o olandesi. Le madri hanno subito trovato lavoro. La politica di accoglienza europea inizialmente ci era sembrato un miracolo di generosità, ma adesso si rivela una maledizione». A detta di Ella Libanova, rispettata demografa all’Accademia Nazionale delle Scienze, tutto ciò intacca il tasso di fertilità, che è piombato allo 0,7 per cento, uno dei più bassi al mondo. }
(*) La situazione demografica italiana è anch’essa tragica; il rimedio? Non parlarne affatto. Nel frattempo importiamo a più non posso soprattutto galeotti che “ci pagheranno le pensioni”. La signora della Garbatella due anni addietro diceva una cosa ed ora fa semplicemente il contrario. Come mai?

Dimash
8 mesi fa
Rispondi a  P.Riesz_

Ero sicuro che la concubina della Garbatella si sarebbe rimangiato anche quel poco di buono che andava dicendo. Dx e Sx sono due facce della stessa medaglia, esistono finché sono sottomesse ai padroni angloamericani. Quindi le minime differenze che le caratterizzano sono solo uno specchietto per le allodole, per dare l’impressione di diversità e per polarizzare il voto. Ma chi vince vince l’Italia perde sempre, poiché non conta nulla, essendo uno Stato vassallo. Peggio ancora della massoneria anglosionista

mario mancusi
8 mesi fa

https://www.farodiroma.it/lincontro-tra-papa-francesco-e-il-patriarca-kirill-potrebbe-realizzarsi-in-settembre-allaeroporto-di-mosca/

L’incontro tra Papa Francesco e il Patriarca Kirill potrebbe realizzarsi in settembre all’aeroporto di Mosca

L’aereo del Pontefice potrebbe doversi fermare a Mosca per fare rifornimento durante il viaggio verso la Mongolia o al ritorno e Papa Francesco vorrebbe incontrare il Patriarca di tutte le Russie, Kirill in uno degli aeroporti della capitale russa, quando l’aereo vi farà scalo per il rifornimento di carburante durante il viaggio di andata o di ritorno dalla Mongolia. Lo ha dichiarato domenica alla TASS Leonid Sevastyanov, presidente dell’Unione Mondiale dei Vecchi Credenti (WSU), citando una conversazione personale con il Pontefice.
“Il Papa propone di incontrare il Patriarca Kirill senza indugio in uno degli aeroporti di Mosca, Domodedovo o Vnukovo, quando volerà in Mongolia e dovrà fare rifornimento a Mosca in uno degli aeroporti”, ha detto Sevastyanov.
L’aeroporto è considerato una zona di transito, è neutrale, non provocherebbe l’opposizione di chi si oppone alla visita del Pontefice in Russia. Se c’è una risposta positiva da parte del Patriarca, tale incontro potrebbe aver luogo il 31 agosto, mentre il Papa si reca in Mongolia. Oppure al ritorno, il 4 settembre”, ha aggiunto Sevastyanov.

“L’idea di una visita di Papa Francesco a Mosca è stata in qualche modo realizzata attraverso la missione del suo inviato di pace, il cardinale Matteo Maria Zuppi, che ha incontrato il Patriarca di Mosca e di tutte le Russie Kirill, ha dichiarato domenica alla TASS una fonte del Vaticano, ma la stessa fonte ha tuttavia ricordato che Francesco ha ripetutamente affermato di essere pronto a incontrare i leader russi e ucraini e a visitare entrambe le capitali. “Questa disponibilità rimane valida”, ha aggiunto.

Dimash
8 mesi fa
Rispondi a  mario mancusi

L’avevo letto ieri, ma non era degno di nota, neanche sto a dire i perchè

Dimash
8 mesi fa
Rispondi a  NICOLA_Z

Anche fosse vero che il Papa farà scalo in un aeroporto di Mosca, ma non si tratta di un vero viaggio a Mosca, questo scalo aereo si realizzerebbe prima dell’inizio del sinodo di Ottobre, quindi in ogni caso dovremmo aspettare un viaggio successivo, ma a Mosca, non in Mongolia.
Però dobbiamo vedere se si farà il solo scalo, facile salti pure quello, non ci sono le condizioni di sicurezza. E’ una ripetuta voglia di Francesco che se la dovrà far passare.
Anche ci riuscisse non sarà determinante

mario mancusi
8 mesi fa
Rispondi a  Dimash

Per me anche se dovesse fare scalo , la profezia verrebbe realizzata , altra cosa è che questo viaggio viene fatto prima del Sinodo, ma comunque alla fine quest’incontro verrà sicuramente rinviato, dott.G.I. Cosa ne pensi ? Anche come semplice scalo soddisferebbe la profezia?? Resta il fatto che comunque sarebbe in anticipo sui tempi

Ultima modifica di 8 mesi fa da mario mancusi
Dimash
8 mesi fa
Rispondi a  mario mancusi

Il fatto che è persino in anticipo rispetto all’inizio del sinodo taglia la testa al toro e non lascia dubbi. L’elemento ” viaggio a Mosca dopo un sinodo ” della scaletta in base a quanto profetizzato a Garabandal non sarebbe realizzato. Per il resto uno scalo aereo non è un viaggio in quella località, questo pure mi pare pacifico. Ma alla fine non si farà neanche quello, sembra una specie di incontro clandestino con Kirill, quello che propone el Papa. Una cosa imbarazzante verso Kirill, e da parte di questi verso il governo, il Presidente russo, e i Russi in generale. Una specie di proposta indecente, mentre la guerra è lungi da finire, e la Russia ha bisogno anche di una buffer zone su tutta la linea di confine con l’Ucraina, da cui partono gli attacchi su suolo russo e persino su Mosca.
La volontà del Papa di portare una pace e dei negoziati o anche solo una tregua non và bene oggi a nessuna delle parti. Per circa 1 altro anno o più entrambe le parti vogliono provare a fare quante più conquiste di territorio possibile, ognuna per motivi opposti. Poi verranno i negoziati, e controvoglia per chi ha perso terreno, nel frattempo.
Finchè avranno mezzi ognuno cercherà di migliorare la propria posizione, in modo da andare ai colloqui di pace da un posizione di forza.

Ultima modifica di 8 mesi fa da Dimash
mario mancusi
8 mesi fa
Rispondi a  Dimash

Che il viaggio non si farà è palese ,ma la profezia dice solo al ritorno di un viaggio del Papa a Mosca, non è specificato come deve essere questo viaggio, in quale misura e in quali condizioni , essendo vaga la profezia tutto puo essere, pertanto a mio avviso un semplice scalo a Mosca soddisfa la profezia, ma come detto sicuramente verrà rimandato e secondo quando detto ampiamente questo viaggio si farà dopo il sinodo

Dimash
8 mesi fa
Rispondi a  mario mancusi

Dobbiamo aspettare un altro momento, non questo viaggio in Mongolia prima del sinodo. È inutile che lo continuiamo a considerare, non è quello che attendiamo. Per cui non vale la pena di dargli alcuna importanza. Poi vedremo in futuro se ci sarà un viaggio a Mosca dopo il sinodo, e quale Papa lo farà. Fino ad allora non succederà niente in Europa. La cosa che può suscitare un minimo di interesse è se Kirill accettasse la proposta di Francesco di un incontro di basso profilo all’aeroporto, potrebbe essere un precedente anche per il futuro, poiché le condizioni per un vero viaggio a Mosca probabilmente non ci saranno per più di un anno ancora, finché la guerra la vorranno continuare entrambe le parti. Ma secondo me non si incontreranno neppure in un aeroporto moscovita, però non essendoci certezze bisogna per forza constatare i fatti. In ogni caso questo possibile incontro non è quello che darà una vera svolta agli eventi

Dimash
8 mesi fa
Rispondi a  mario mancusi

A me non pare che sia molto generica la profezia, si parla di un viaggio a Mosca, e quello che forse si farà a Settembre non è un vero viaggio a Mosca. Ma comunque teniamoci da parte questa discussione se si dovesse presentare l’occasione dopo l’inizio del sinodo. Adesso non ci sono i presupposti minimi perché sia un avvenimento in linea cin la profezia data a Garabandal. L’unica cosa, come dicevo, potrebbe essere un indicatore di qualcosa che potrebbe riaccadere successivamente all’inizio del sinodo, o dopo la sua conclusione. Per adesso tocca aspettare, al solito

Dimash
8 mesi fa
Rispondi a  Dimash

Le cose precedono sempre lente e cadenzate, anche perché siamo noi a sapere troppe cose del futuro, e quindi i tempi risultano ancora più lenti di quanto lo siano effettivamente per tutti gli altri 🙂

Dimash
8 mesi fa
Rispondi a  NICOLA_Z

E’ evidente che la libertà di pensiero e di religione che si può godere nella propria proprietà privata và contro le mire dei massoni che vogliono piuttosto darci un reddito universale, o uno stipendio pubblico, ma farci schiavi del pensiero unico cui bisogna aderire se si vuole avere le mance che dà il sistema politico-amministrativo-sociale omologante. Come avevano detto al forum economico di Davos dobbiamo essere senza proprietà( e libertà) , non avere nulla, ed essere (apparentemente) felici…
Stanno quindi realizzando in tutto il mondo il loro programma di schiavizzare la società, tanto che non potremo comprare niente, non avremo redditi se non ci saremo contaminati anche spiritualmente, e scesi ad ogni compromesso, per farci accettare dal sistema marcio e satanico.

mario mancusi
8 mesi fa
Rispondi a  NICOLA_Z

Vediamo cosa succede, se va a Mosca la profezia del viaggio viene realizzata, anche se in anticipo rispetto al sinodo

Riesz_
P.Riesz_
8 mesi fa

https://comedonchisciotte.org/lincombente-guerra-contro-la-cina/
Michael Hudson
unz.com
{Il vertice NATO di luglio a Vilnius aveva l’aria di un funerale, come se fosse appena defunto un membro della famiglia: l’Ucraina. Per cancellare il fallimento della NATO nel cacciare la Russia dall’Ucraina e nel portare l’Alleanza fino ai confini della Russia, i suoi membri hanno cercato di risollevare gli animi cercando sostegno per la prossima grande battaglia: quella contro la Cina, ora designata come nemico strategico finale. Per prepararsi a questa prova di forza, la NATO ha annunciato l’impegno ad estendere la propria presenza militare fino al Pacifico.
Il piano prevede di eliminare gli alleati militari e i partner commerciali della Cina, soprattutto la Russia, iniziando con la guerra in Ucraina. Il Presidente Biden ha dichiarato che questa guerra sarà di portata globale e durerà molti decenni, perché, alla fine,si espanderà per isolare e spezzare la Cina.
Le sanzioni imposte dagli Stati Uniti contro il commercio con la Russia sono una prova generale per imporre sanzioni simili contro la Cina. Ma solo gli alleati della NATO si sono uniti alla lotta. Invece di distruggere l’economia russa e “ridurre il rublo in macerie”, come aveva previsto il Presidente Biden, le sanzioni della NATO hanno reso la Russia più autonoma, incrementato la sua bilancia dei pagamenti e le sue riserve monetarie internazionali, e quindi il tasso di cambio del rublo.
Come se non bastasse, nonostante l’insuccesso delle sanzioni commerciali e finanziarie contro la Russia – e nonostante i fallimenti della NATO in Afghanistan e in Libia – i Paesi della NATO si sono impegnati a provare le stesse tattiche contro la Cina. L’economia mondiale sarà divisa tra Stati Uniti/NATO/Five Eyes contro il resto del mondo – la Maggioranza Globale. Il commissario europeo Joseph Borrell definisce questa situazione come una spaccatura tra il giardino statunitense/europeo (il miliardo d’oro) e la giungla che minaccia di inghiottirlo, come un’invasione dei suoi prati ben curati da parte di una specie invasiva.
Da un punto di vista economico, il comportamento della NATO dopo il suo rafforzamento militare per attaccare gli Stati orientali russofoni dell’Ucraina nel febbraio 2022 è stato un drastico fallimento. Il piano degli Stati Uniti era quello di dissanguare la Russia e lasciarla così economicamente a pezzi che la sua popolazione si sarebbe ribellata, avrebbe cacciato Vladimir Putin dal suo incarico e avrebbe ripristinato un leader neoliberale filo-occidentale che avrebbe fatto allontanare la Russia dalla sua alleanza con la Cina – per poi procedere con il grande piano americano di mobilitare l’Europa per imporre sanzioni alla Cina.
Ciò che rende così difficile cercare di valutare dove stanno andando la NATO, l’Europa e gli Stati Uniti è che l’assunto tradizionale secondo cui le nazioni e le classi agiscono nel loro interesse economico in questo caso non è di aiuto. La logica tradizionale dell’analisi geopolitica prevede che gli interessi economici e finanziari guidino la politica di quasi tutte le nazioni. L’ipotesi accessoria è che i funzionari di governo abbiano una comprensione abbastanza realistica delle dinamiche economiche e politiche in gioco. La previsione del futuro è quindi di solito un esercizio di definizione di queste dinamiche.
L’Occidente USA/NATO ha guidato questa frattura globale, eppure sarà il grande sconfitto. I membri della NATO hanno già visto l’Ucraina esaurire la propria dotazione di fucili e proiettili, artiglieria e munizioni, carri armati, elicotteri e altre armi accumulate in cinquant’anni. Ma la perdita dell’Europa è diventata un’opportunità commerciale per l’America, perché la necessità di rifornire l’Europa ha creato un nuovo vasto mercato per il complesso militare-industriale americano. Per ottenere sostegno, gli Stati Uniti hanno sponsorizzato un nuovo modo di pensare al commercio e agli investimenti internazionali. L’attenzione si è spostata sulla “sicurezza nazionale”, che significa garantire un ordine unipolare incentrato sugli Stati Uniti.
Il mondo si sta dividendo in due blocchi: Stati Uniti/NATO post-industriali e Maggioranza Globale
I diplomatici statunitensi erano sempre più preoccupati quando la Germania e altri Paesi europei avevano cominciato a dipendere dalle importazioni di gas, petrolio e fertilizzanti russi come base per l’acciaio, la produzione di vetro e altre industrie. Si erano preoccupati ancora di più quando la Cina era diventata l’”officina del mondo”, mentre l’economia statunitense si era deindustrializzata. Il timore era che la crescita della Cina e dei Paesi eurasiatici vicini, che beneficiano dell’espansione della Belt and Road, minacciasse di fare di quella parte del mondo la principale area di crescita, e quindi una calamita per gli investimenti europei. La prospettiva logica era che la politica avrebbe seguito gli interessi economici a scapito della capacità dell’America di mantenere un’economia mondiale unipolare, con il dollaro come centro finanziario e il commercio soggetto all’unilateralismo protezionistico statunitense.
Unendosi alla crociata americana per distruggere l’economia russa e promuovere un cambio di regime, il rifiuto della Germania e di altri Paesi europei di commerciare con la Russia ha distrutto le basi energetiche della loro industria. La distruzione del gasdotto Nord Stream ha fatto sprofondare l’economia tedesca e quella di altri Paesi europei in una depressione che ha comportato fallimenti e disoccupazione. Al posto del gas russo, i Paesi della NATO devono ora pagare un prezzo fino a sei volte superiore per il gas naturale liquefatto (LNG) statunitense, oltre a dover costruire nuove strutture portuali per importare fisicamente questo gas.
I leader europei, negli ultimi settant’anni sponsorizzati e finanziati dall’ingerenza elettorale statunitense, hanno fatto quello che Boris Eltsin aveva fatto in Russia negli anni Novanta: hanno accettato di sacrificare le economie industriali europee e di porre fine a quella che era stata una proficua integrazione commerciale e di investimenti con la Russia e la Cina.
Il passo successivo è che l’Europa e gli Stati Uniti smettano di commerciare e di investire con la Cina, nonostante il fatto che questi Paesi della NATO abbiano beneficiato della fioritura di questo commercio, facendovi affidamento per una vasta gamma di beni di consumo e input industriali. Questa prospera linea di commercio sta per essere interrotta. I leader della NATO hanno annunciato che l’importazione di gas e altre materie prime russe (tra cui l’elio e molti metalli) corre il “rischio” di renderli dipendenti – come se fosse nell’interesse economico o politico di Russia e Cina l’interruzione di questo commercio semplicemente per danneggiare l’Europa e farle quello che gli Stati Uniti hanno fatto per costringerla alla sottomissione.
Ma sottomissione a cosa? La risposta è: sottomissione alla logica del guadagno reciproco, che lascia indietro l’economia statunitense!
Cercando di impedire ad altri Paesi di seguire questa logica, la diplomazia statunitense ed europea della NATO ha prodotto esattamente quello che i suprematisti statunitensi temevano di più. Invece di paralizzare l’economia russa per creare una crisi politica e forse la disgregazione della Russia stessa per isolarla dalla Cina, le sanzioni USA/NATO hanno portato la Russia a riorientare il suo commercio lontano dai Paesi della NATO, integrando ancora di più la sua economia e la sua diplomazia con la Cina e gli altri membri dei BRICS.
Ironia della sorte, la politica degli Stati Uniti e della NATO sta costringendo la Russia, la Cina e i loro alleati BRICS ad andare per la loro strada, iniziando da un’Eurasia unita. Questo nuovo nucleo di Cina, Russia ed Eurasia con il Sud globale sta creando una sfera commerciale e di investimento multipolare reciprocamente vantaggiosa. L’industria europea, al contrario, è stata devastata. Le sue economie sono diventate completamente e abiettamente dipendenti dagli Stati Uniti, ad un costo molto più alto rispetto a quello dei suoi precedenti partner commerciali. …}
Fino a poco tempo fa le prospettive erano di senso contrario:
https://www.maurizioblondet.it/la-grande-avanzata-dei-rotschild-in-cina/
LA GRANDE AVANZATA DEI ROTSCHILD IN CINA Maurizio Blondet 13 Settembre 2019
{… I Rotschild si sono mossi per tempo, se il loro sito destinato ai clienti cinesi vanta di poter far risalire “i primi contatti al 1830” (tacendo pudicamente del Business dell’Oppio) e di aver ristabilito le relazioni “dopo il 1953”: il che testimonierebbe di una capacità di preveggenza preternaturale, visto che quello fu l’anno della collettivizzazione totale maoista, e l’utilità dei servizi della Casa, specializzata nella gestione di patrimoni privati non era minimamente immaginabile.
Veniamo a tempi più vicini. Il 6 giugno 2011, nella Nationak School of Development (università privata di Pechino) si sono presentai agli studenti e al pubblico Sir Evelyn Rotschild, presidente della NM Rotschild & Sons, consulente finanziario della regina ed ex governatore della London School of Economics nonché proprietario dell’influentissimo Economist, e la di lui consorte, Lady Lynn Forester de Rotschild.
L’incontro del 2011: Sir Evelyn Rothschild, Lady Lynn Forester de Rothschild, il Professor Deming Huo, e Sitao Xu, Chief Representative del Gruppo Economist.
Il tema era: le imprese a conduzione familiare (sic). Sir Evelyn, settimo discendente della famiglia, ha ricordato come il capostipite, nella Francoforte del 18 mo secolo, spedì i quattro fratelli a Vienna, Londra, Napoli e Parigi, onde costituire la potente rete che tutti conosciamo. Tale prodigiosa durata di una azienda familiare (non quotata) è dovuta, ha spiegato, al fatto che “gli affari di famiglia erano quelli di una comunità o una confraternita, dove le persone si dedicano alla cura e all’aiuto reciproco. Gli individui devono sempre essere consapevoli della propria identità come parte di un gruppo”. Come del resto iscritto nel motto della famiglia, che Sir Evelyn s’è degnato di condividere coi cinesi: “Concordia, Integritas, Industria” (in latino).
Lady Rotschild ha raccontato che “ quando ha ottenuto il suo primo lavoro, il suo obiettivo era quello di guadagnare quaranta milioni di dollari. Ma il suo datore di lavoro (tale Bill Gates) le ha dato il migliore dei consigli: “Comincia con un sogno, una visione, e perseguila ogni giorno. I 40 milioni di dollari prenderanno cura di sé stessi” – come infatti è avvenuto”.
Gli astanti erano rapiti. Cinesi ricchi e figli di ricchi, assetati di apprendere i segreti di tanto mitica ricchezza, erano informati ed entusiasti delle innovazioni finanziarie e speculative che i Rotschild hanno portato in Cina: nel 2008, la Compagnie Financiere Edmond de Rothschild, il ramo francese, era sul punto di assicurarsi investimenti della Banca della Cina per 2,3 miliardi di yuan (336 milioni di dollari USA), ma non ha ottenuto l’approvazione dal governo cinese. Nel 2011, la filiale britannica Rothschild Partners ha istituito uno dei primi fondi di private equity in Cina per raccogliere renminbi nel paese e investirlo all’estero, con l’obiettivo di accumulare 750 milioni di dollari nel suo primo anno.
Quasi tutti del resto avevano letto un best-seller sulle imprese, astuzie e invenzioni finanziarie dei Rotschild, “Currency Wars” (2007), di cui è autore Song Hongbing, un cino-americano (vive negli USA dal 1994) che fra l’altro attribuisce alla dinastia cinque miliardi di dollari: 600 mila copie vendute i poche settimane. Letto dagli arricchiti ed anche dai membri del Comitato Centrale.
Quando uscì il libro (molto romanzato) John Benjamin, esponente della comunità britannica, dichiarò al Financial Times che temeva che l’opera diffondesse “la teoria del complotto antisemita nell’economia emergente più importante del mondo”.
Non poteva sbagliarsi di più: i nuovi milionari cinesi vogliono imparare dai successi dei Rotschild, e in generale degli ebrei nella finanza, che ammirano perdutamente. A tal punto che Song Hongbing, cavalcando l’onda del best-seller, ha pubblicato altri cinque libri , intitolati: “Come vincono gli ebrei?”, “Bibbia del Business Ebraico”, “Insegnamenti ebraici nel commercio”; “La saggezza degli uomini d’affari ebrei”. L’autore ha quasi due milioni di followers sul SINA Web
Libri cinesi sulle pratiche commerciali ebraiche: come vincono gli ebrei ?, Jewish Business Bible, La saggezza degli uomini d’affari ebrei, Insegnamenti commerciali ebraici. …
Numerosi imitatori hanno prodotto volumi con titoli come “The Legend of Jewish Wealth”, “Jewish Family Education” e “The Illustrated Jewish Wisdom Book” . Un tale Han Bing, ha scritto un manuale di auto-aiuto psicologico, che ha titolato “Crack the Talmud”: ebrei e cinesi, ha dichiarato a Newsweek, sono molto simili – ammettendo subito dopo di non aver mai visto un ebreo in vita sua.
La passione dei neo-ricchi cinesi per i Rotschild ha dato il destro a un britannico che si faceva chiamare Oliver Rotschild di farsi ricevere dall’università Tsinghua nel 2016, e tenervi conferenze retribuite, facendo credere al decano di essere “uno dei successori” nonché ex capo dell’UNICEF. La vera famiglia Rotschild ha dovuto smentire ufficialmente che l’individuo fosse un parente.
Il falso Rotschild che ha ingannato la prima università cinese.
Ancor più significativa la vera infatuazione dei nuovi ricchi per il Chateau Lafite, che va a ruba – anche al costo di 10 mila dollari la bottiglia – per il solo fatto che ha scritto sull’etichetta: “Barons de Rotschild”. Secondo l’agenzia Xinhua, le bottiglie vendute in Cina con quel nome sono in massima parte false, perché i dati delle vendite nel 2011 nella sola provincia dello Zhejiang superavano la produzione totale di quell’anno.
Che dire? Resta da lumeggiare la figura di Lady Lynn Forester de Rotschild, che è attivissima – vera punta avanzata – nella campagna di inserimento dei Rotschild in Cina. E’ anche l’amica più intima dei Clinton – al punto che quando sposò Evelyn la coppia fu invitata a passare la luna di miele alla Casa Bianca – massima finanziatrice e raccoglitrice di fondi per la campagna di Hillary, nonché ospite frequente del Lolita Express ed intima del (forse) defunto Epstein. Ma questo richiede un articolo a parte.}
Dalle chiacchiere ai fatti:
https://www.wallstreetitalia.com/borse-cina-e-india-trovano-spazio-nel-portafoglio-di-edmond-de-rothschild/
Borse: Cina e India trovano spazio nel portafoglio di Edmond de Rothschild 12 Marzo 2021 17:25 L’asset manager guarda con favore ai Paesi dell’area asiatica e in particolare a India e Cinahttps://investire.biz/news/fondi-etf/dove-e-come-stanno-investendo-rothschild-rit-capital-partners
{Il fondo dei Rothschild è RIT Capital Partners, quotato alla Borsa di Londra dal 1988 con l’obiettivo di proteggere e migliorare la ricchezza degli azionisti (e della famiglia) nel lungo periodo. Pensate che dall’apertura ad ieri ha ottenuto ritorni di quasi il 12% l’anno e di recente il management del fondo ha approvato un buyback, ovvero un riacquisto di azioni proprie che, di fatto, ci fa capire che le azioni della società sono sottovalutate (se non fossero sottovalutate, l’azienda non se le ricomprerebbe).
Il report trimestrale di RIT Capital Partners: la strategia di lungo termineOgni 3 mesi RIT Capital Partners pubblica un report in cui spiega l’andamento del fondo e fornisce una panoramica dettagliata delle sue posizioni, indicando le percentuali e la quantità di capitale allocato in ogni investimento. Nell’ultimo documento pubblicato il management spiega come durante l’anno in corso abbiano continuato ad adeguare il portafoglio alla situazione macroeconomica sempre più fragile.
La cosa interessante è che il presidente del fondo, Sir James Leigh-Pemberton, dice di essere contento per aver puntato sulla Cina e sulle biotecnologie e che il management intende continuare ad investire su questi comparti per il lungo periodo.
In quale azioni stanno investendo i Rothschild (ma anche Ray Dalio)Purtroppo nel report non vengono svelate le singole azioni sulle quale i Rothschild hanno investito, questo perché la famiglia investe prettamente attraverso fondi ed hedge fund. Questo è il motivo per cui siamo andati a cercare le posizioni di questi hedge fund e, tra le varie cose interessanti, abbiamo trovato questi titoli con queste caratteristiche:

  • BGNE (BeiGene): una compagnia internazionale quotata al NASDAQ che ha l’obiettivo di costruire la prima società di biotecnologie di nuova generazione con terapie di altissima qualità. Il fondo ne possiede quote per il 21,5% e scavando più a fondo abbiamo scoperto che anche Ray Dalio con Bridgewater ne possiede una piccola percentuale.
  • LEGN (Legend Biotech Corp): anche questa quotata al NASDAQ e guarda caso presente nel fondo di Ray Dalio, è una compagnia biotech internazionale con una sede anche in Cina ed ha l’obiettivo di rinvigorire gli approcci terapeutici in oncologia e non solo.
  • CTKB (Cytek Biosciences): quotata al NASDAQ, è una compagnia che fornisce soluzioni avanzate per l’analisi cellulare. Questo è l’unico titolo tra quelli di cui vi abbiamo parlato che ha al momento un bilancio positivo.

La strategia di investimento dei Rothschield con gli ETF: come copiarla?Se non volete investire in singole azioni ma preferite un investimento più diversificato, abbiamo scovato un ETF davvero interessante che investe in azioni biotech cinesi. Il prodotto si chiama Global X China Biotech ed investe direttamente in aziende della Cina che si occupano di fare ricerca e produrre nuovi medicinali, nuove terapie e vaccini usando materiali biologici.
Questo ETF è armonizzato ed è quotato anche alla Borsa di Milano. Dal punto di vista tecnico è molto interessante in quanto si trova a -15% dai massimi storici e un picco di volume recente sembra comunicarci un interesse da parte di investitori importanti. Il codice ISIN è IE0004LIBFM2
Come diventare soci della famiglia RothschildVisto che il titolo RIT Capital Partner è quotato alla Borsa di Londra, è possibile investirci abbastanza semplicemente. Come abbiamo detto poco sopra, di recente è stato autorizzato un buyback dalla società stessa, cosa che ne decreterebbe una certa sottovalutazione.
Oltre ad aver avuto un ottimo ritorno in termini di performance di prezzo, RIT ha anche pagato un divindendo sempre in crescita negli anni, cosa che rende le azioni ulteriormente attrattive agli occhi degli investitori. Sono stati diversi i periodi negli ultimi vent’anni in cui RIT ha battuto le performance dell’oracolo di Omaha, Warren Buffett. Un investimento sicuramente interessante, anche perchè ci consente di vantarci di essere soci della famiglia piu’ potente al mondo… un ottimo aneddoto da raccontare al bar.}
Che dire? Con i vaccini e le biotecnologie si fanno buoni affari. Tutto rose e fiori? Non sembra: l’occhiuto partito comunista cinese non tollera invasioni di campo. I tentativi di sedurre la classe degli imprenditori privati sono stati rintuzzati; chi non si è adeguato è finito dentro o all’estero: Jack Ma, fondatore del colosso dell’e-commerce cinese Alibaba e uno tra i più ricchi imprenditori cinesi, vive a Tokyo da mesi, dopo l’offensiva regolatoria e giudiziaria intrapresa dalle autorità cinesi contro il suo gruppo e il settore tecnologico in generale. Lo scrive il quotidiano “Financial Times”, che cita “fonti anonime a conoscenza diretta dei suoi spostamenti” secondo cui il soggiorno di Ma e della sua famiglia in Giappone è stato intervallato da “viaggi regolari negli Stati Uniti e a Israele”.
Una reazione di disappunto è stata espressa dal portavoce dello “scudo rosso”:
https://comedonchisciotte.org/soros-cina-minaccia-la-societa-aperta-rotschilds-scaricano-xi/
Il discorso di George Soros alla Hoover Institution di ieri è un vero e proprio attacco a viso aperto all’establishment cinese. Marco Di Mauro 02 Febbraio 2022.Ma Xi è stato riconfermato e qual è il problema di fondo? Eccolo:
https://www.inuovivespri.it/2023/02/09/rothschild-addio-borsa-parigi-complottisti-delisting-rothschild-martedi-nero-1929-crollo-subprime-cina-brics/
{L’addio dei Rothschild alla Borsa di Parigi, le teorie dei ‘complottisti’ e l’attacco della Cina con i BRICS all’area del dollaro americano.….La tesi di scenari economici.it
In effetti, qualche giorno fa scenari economici.it, a proposito del delisting del gruppo Rothschil ha pubblicato un articolo dal titolo piuttosto forte: “Miserabili in fuga“. Riprendiamo qualche passo di questo articolo: “… Nel linguaggio tecnico il delisting è la cancellazione di un titolo ai fini del definitivo ritiro dalle negoziazioni di Borsa. La versione ufficiale della Rothschild family è che nessun ramo dei business del gruppo richiede il ricorso al mercato dei capitali, e perciò nel lungo periodo lo status di società privata appare più calzante rispetto a quello di società quotata. Ovviamente questa versione ufficiale è una colossale balla perché si tratta di una vera e propria fuga da miserabili rispetto ad un campo di battaglia che si annuncia come un ‘massacro’. E ancora: “… sembra pacifico che il vero motivo sia la necessità di cercare un riparo, cioè sottrarsi ad un gioco al massacro sempre più probabile ed imminente. L’Opa verrebbe lanciata a un prezzo di 48 euro per azione e rappresenta un dispendio di risorse assolutamente senza senso, giustificandolo con un sostanziale ‘non avremo bisogno di capitali in borsa’! Il rischio di vedere un totale danno di immagine al cognome, che sarebbe portato attraverso lo sputtanamento del titolo in borsa, comporterebbe l’ennesimo cambio di cognome di questa famiglia, che si chiamava Amschel nel ghetto di Francoforte, nascondendosi nel secolo 700 dietro all’insegna rossa di un grosso commercio di ferramenti (Scudo Rosso=Roth-Schild), e che prima ancora si chiamava Bauer, e prima ancora in altri modi, fino ad arrivare all’antichissimo cognome Elkann. Rothschild è il cognome di questi due ultimi secoli di grande successo, e se il titolo crollasse di valore agli occhi di tutto il Mondo, questa famiglia perderebbe l’asset principale che detiene, e cioè il prestigio e l’allure di potenza conquistati soprattutto dal 1815 in poi, quando sono diventati i banchieri affianco ai Gesuiti e all’Aristocrazia Nera”. Chi vuole – e noi lo consigliamo – può completare la lettura di questo interessante articolo di scenari economici.it (che potete leggere qui). Ciò che vogliamo sottolineare è che qualcosa di strano comincia a manifestarsi nell’Occidente. Vediamo di che cosa si potrebbe trattare.
La Cina e i BRICSE’ fuor di dubbio che l’Occidente (Stati Uniti e Unione europea in testa) sta perdendo la guerra in Ucraina. Almeno in questo momento è così. Così come è fuor di dubbio che l’azione della Cina, che attraverso i BRICS e i suoi tanti alleati lavora a una nuova moneta alternativa al dollaro americano per gli scambi commerciali internazionali, va avanti senza interruzione. In prospettiva non mancheranno ‘scosse’ al sistema economico e monetario mondiale. Cina, India, Russia e tanti Paesi dell’Africa si sono stancati delle speculazioni monetarie che gli americani gestiscono con grande maestria. ‘giochi di prestigio’ monetari che, alla fine, in un modo o nell’altro, magari con l’aggiunta di un conflitto qua e un colpo di Stato là, favoriscono sempre l’economia americana. Tra i Paesi in rivolta contro l’area del dollaro statunitense ci sarebbe anche il Sudamerica, che gli Stati Uniti stanno cercando di tenere nell’Occidente tra elezioni ‘taroccate’ in Brasile e il colpo di Stato nel Perù. Il tramonto del dollaro americano, che i Democratici che governano l’America stanno cercando di combattere, avrebbe effetti dirompenti nel commercio mondiale. La divisa americana non sarebbe più il riferimento monetario del mondo. E, con molta probabilità, la ‘volatilità’ dei mercati verrebbe sostituita da un’economia imperniata sui beni reali, dall’oro ai terreni agricoli fino alle fonti energetiche. Non sappiamo se e quando interverranno questi cambiamenti. Ma sappiamo che se la guerra in Ucraina ha di certo aumentato il caos nel mondo, rendendo più difficile il progetto della Cina e dei suoi alleati, contemporaneamente ha scatenato un’inflazione che l’Occidente ha difficoltà a controllare. E’ in questo scenario che si inserisce la ‘fuga’ dei Rothschild? Non resta che attendere gli eventi. E per onestà dei fatti bisogna ammettere che, questa volta, i ‘complottisti’ non sono solo e semplicemente dei visionari…}

Dopo il disastro Ucraina, arriverà il disastro Cina e poi …. andremo a chiedere l’elemosina ai BRICS. Come spiegarsi altrimenti il corteggiamento di Zuppi al Cremlino e l’incontro caldeggiato all’aeroporto di Mosca tra Bergoglio e Cirillo? La prospettiva della fame suggerisce sempre miti consigli ai più furbi.

mario mancusi
8 mesi fa

Se è vera Garabandal, il sinodo tanto atteso è il prossimo, da alcuni viene già definito un concilio Vaticano III, è sicuramente il grande sinodo malvagio che precederà gli eventi che conosciamo.

https://www.aldomariavalli.it/2023/07/25/cronache-dal-clero-caro-aldo-maria-ti-scrivo-che-cosa-mi-aspetto-dal-sinodo-dei-sinodi-tutto-il-male-possibile/amp/

Cronache dal clero / Caro Aldo Maria, ti scrivo. Che cosa mi aspetto dal sinodo dei sinodi? Tutto il male possibile

Caro Aldo Maria,

si avvicina il sinodo dei sinodi, detto anche Concilio Vaticano III, dove il più cattolico della ciurma sarà probabilmente Casarini.

Io da questo sinodo mi aspetto tutto il male possibile, intendo dire tutto quello che ancora non è stato possibile fare. Lo ripeto sempre per trasparenza: dopo aver autorizzato gli aborti al fine di produrre pseudo-vaccini per una pandemia mediatica, chiudendo le chiese e profanando l’Eucaristia con gel e altri protocolli insani, non penso si possa scendere molto più in basso. Probabilmente manca giusto solo di benedire il movimento LGBT con la sua porzione di satanisti e pedofili ben inseriti e non troppo camuffati. Detto questo: ammetto che lo schifo per ora sta ancora sommerso e in effetti servono degli eventi che portino il tutto alla luce. Il sinodo probabilmente gioverà a tal fine.

mario mancusi
8 mesi fa
Rispondi a  NICOLA_Z

Malvagio l’ho aggiunto io, perché sappiamo che toccherà dei dogmi della fede e che da questo sinodo seguirà lo scisma

dott.G.I.
8 mesi fa
Rispondi a  mario mancusi

“Se è vera Garabandal, il sinodo tanto atteso è il prossimo, da alcuni viene già definito un concilio Vaticano III…” (Mario Mancusi)

Nessuno può escluderlo, la probabilità esiste. A ottobre prossimo c’è la I sessione; a ottobre 2024 dovrebbe esserci la II sessione. Tutto dipenderà se riusciranno, con questa proroga eccezionale mai vista, a imporre a tutta la Chiesa delle conclusioni concrete in materia LGBT. Se, invece, grazie alla Madonna, le preghiere degli eletti faranno sfumare le intenzioni perverse, rendendole inconcludenti, tutto sarà rimandato. Questi signori non hanno capito che Dio potrebbe consegnare la Chiesa (i suoi ministri) alla persecuzione (in varie forme), come semplice mezzo per impedire che vengano introdotte certe riforme vergognose.

In Russia, sanno bene a che gioco gioca Bergoglio. Come ha detto Aldo Maria Valli (“Non credete al Francesco paciere”):
«L’iniziativa diplomatica con Zuppi serve soltanto a tenere la Santa Sede equidistante da Nato e Russia: Bergoglio segue l’agenda globalista. Perciò vede Clinton e Soros jr e piccona la dottrina».
https://gloria.tv/post/6bawEu3BZNZ81wRUfk4pgoRJe

Bergoglio segue l’agenda globalista, è dalla parte dei globalisti. Come aveva ricevuto per ben due volte il CEO di Pfizer, Albert Bourla, continua a ricevere i referenti dei globalisti, Bill Clinton e Alexander Soros (l’erede di Soros). L’altro ieri, 24 luglio, ha ricevuto il direttore generale dell’OMS, Tedros Ghebreyesus col quale il Vaticano lavora per il “Trattato pandemico”, ossia regole di una “governance globale” per nuove emergenze pandemiche.
https://www.maurizioblondet.it/invece-di-pregare-dio-bergoglio-riceve-in-udienza-privata-il-capo-delloms-tedros/

In Russia forse non sanno queste cose? E come possono fidarsi di uno che è di parte?

“Il Papa propone di incontrare il Patriarca Kirill senza indugio in uno degli aeroporti di Mosca, Domodedovo o Vnukovo, quando volerà in Mongolia e dovrà fare rifornimento a Mosca in uno degli aeroporti”

A me sembra che questa ipotesi non soddisfi la profezia, perché il Papa va in Mongolia (viaggio ufficiale in Mongolia) e soltanto fa scalo a Mosca per fare rifornimento. La profezia parla di un vero viaggio a Mosca e di un ritorno da questo viaggio: andata e ritorno (non uno scalo incidentale).

Sono tutte iniziative che provengono dal Vaticano, che però non sono gradite ai leader russi. Infatti, credo che, con una scusa o con un’altra, l’incontro non si avrà.
Non si fidano di Bergoglio e fanno bene. Ora lo aspettano al varco col prossimo sinodo (cioè le decisioni in materia LGBT).

Già ora la Chiesa ortodossa vede la realtà LGBT come “strumento di invasione dell’Occidente collettivo in una guerra ibrida contro la Russia”.
Per questo, la Chiesa ortodossa approva l’operazione militare in corso, come una “vittoria nella guerra contro il maligno”.
Kirill ha affermato, a marzo scorso, che la guerra in Ucraina è una specie di crociata contro i Paesi corrotti che sostengono i diritti LGBT.

Secondo Kirill, “ciò che sta accadendo oggi nell’ambito delle relazioni internazionali, non ha solo un significato politico”: “si tratta della salvezza umana, di dove andrà a finire l’umanità“.
Tutto ciò che dico non ha solo un significato teorico e non solo un significato spirituale. Intorno a questo argomento oggi c’è una vera guerra“.
Siamo entrati in una lotta che non ha un significato fisico, ma metafisico“.

Secondo Kirill, la guerra deciderà se Dio sta dalla parte dei Paesi che sostengono il satanismo LGBT oppure dalla parte di quelli che lo condannano (soprattutto a livello normativo, come la Russia). 
https://www.rainews.it/articoli/2022/03/il-patriarca-di-mosca-kirill-giustifica-la-guerra-in-ucraina–contro-chi-sostiene-i-gay-4255e79f-2be3-409b-95c5-7de8dba4deba.html

Ecco perché l’Occidente sta dalla parte sbagliata ed è destinato a soccombere malamente, in questa sfida in cui Dio è chiamato come garante di Giustizia. E se anche la Chiesa attuale si adeguerà (col sinodo) a questi falsi “diritti” LGBT, farà la stessa fine. Per giusto castigo di Dio, perché Dio non potrà mai stare dalla parte della perversione e dell’orgoglio.

A maggio, Bergoglio ha ricevuto Zelensky in Vaticano, il quale ha rifiutato pubblicamente le proposte di mediazione della Santa Sede, dicendo che l’Ucraina non ha bisogno di mediatori, ma di armi e munizioni. Uno schiaffo morale peggiore di uno fisico!
Allora perché Bergoglio vuole per forza incontrare Kirill, quando sa bene che i leader ucraini (= USA) non hanno alcuna intenzione di arrivare alla pace?

Giustamente l’articolo riferisce:
La fonte vaticana ha detto che un incontro tra Papa Francesco e il Patriarca Kirill potrebbe essere possibile “al di fuori del contesto del conflitto ucraino”, in modo da potersi concentrare interamente “sulle questioni del dialogo ecumenico”. 

Quindi, sulle questioni del dialogo ecumenico. Ma il dialogo ecumenico (Chiesa mondiale e diritti LGBT) è esattamente l’agenda dei globalisti, che i leader russi, sia politici che religiosi, aborrono con tutte le forze e vogliono combattere come Satana stesso.

Mi viene in mente una visione della beata Emmerich:

“Ho visto di nuovo la strana grande chiesa che veniva costruita là [a Roma]. Non c’era niente di santo in essa. Ho visto questo proprio come ho visto un movimento guidato da ecclesiastici a cui contribuivano angeli, santi ed altri cristiani. Ma là [nella strana chiesa] tutto il lavoro veniva fatto meccanicamente. Tutto veniva fatto secondo la ragione umana… Ho visto ogni genere di persone, cose, dottrine ed opinioni. (…)
C’era qualcosa di orgoglioso, presuntuoso e violento in tutto ciò, ed essi sembravano avere molto successo. Io non vedevo un solo angelo o un santo che aiutasse nel lavoro. Ma sullo sfondo, in lontananza, vidi la sede di un popolo crudele armato di lance, e vidi una figura che rideva, che disse: “Costruitela pure quanto più solida potete; tanto noi la butteremo a terra“”.
(12 settembre 1820)

Chi è questo “popolo crudele” che abbatterà la falsa Chiesa ecumenica? forse i Russi? Se stiamo a ciò che dice il messaggio di Fatima…
I Russi credono che l’Europa abbia rinnegato il Cristianesimo e sia diventata apostata. Credono che solo la Russia potrà salvare il mondo, salvando la Fede cristiana e i valori spirituali di cui essa si sente ancora depositaria. Per farlo, occorrerà “denazificare” con operazioni belliche, come con l’Ucraina.

Interessante notare che mentre viene costruita questa falsa Chiesa c’è un “movimento guidato da ecclesiastici” che guida i pochi fedeli rimasti nella verità.

In riferimento all’ultima intervista di mons. Viganò, che parla di come potrebbe avvenire lo scisma:

“La logica di Bergoglio è evidentissima: vuole creare le premesse di uno scisma, che a parole nega e deplora, ma che sta preparando da tempo. Bergoglio vuole separare, in un modo o nell’altro, la parte buona dei fedeli e dei chierici dalla Chiesa ufficiale; e per riuscirci, per far sì che si allontanino dal Sinedrio modernista, ha messo nei posti chiave della Curia Romana quei personaggi che garantiscano la peggiore gestione dei Dicasteri loro affidati, col peggior risultato possibile e il maggior danno per il corpo ecclesiale…”

ricordiamoci quello che disse lo stesso mons. Viganò:

“…non sono i fedeli tradizionalisti – ossia i cattolici veri, secondo le parole di san Pio X – che devono abbandonare la Chiesa nella quale hanno pieno diritto di rimanere e dalla quale sarebbe sciagurato separarsi; ma i modernisti, i quali usurpano il nome cattolico proprio perché esso è l’unico burocratico elemento che consente loro di non essere considerati al pari di qualsiasi setta eretica. Questa loro pretesa serve infatti ad evitare di finire tra le centinaia di movimenti ereticali che nel corso dei secoli hanno creduto di poter riformare la Chiesa a proprio piacimento, anteponendo il proprio orgoglio all’umile custodia dell’insegnamento di Nostro Signore. Ma come non è possibile rivendicare la cittadinanza di una Patria di cui non si condivide la lingua, il diritto, la fede e la tradizione; così è impossibile che chi non condivide la fede, la morale, la liturgia e la disciplina della Chiesa cattolica possa arrogarsi il diritto di rimanere al suo interno e addirittura di ascendere i gradi della Gerarchia.

Non cediamo quindi alla tentazione di abbandonare – pur con giustificato sdegno – la Chiesa cattolica, col pretesto che essa è invasa da eretici e fornicatori: sono costoro che vanno cacciati dal sacro recinto, in un’opera di purificazione e di penitenza che deve partire da ciascuno di noi.”

https://www.aldomariavalli.it/2020/09/02/non-cediamo-alla-tentazione-di-abbandonare-la-chiesa-perche-invasa-da-eretici-e-fornicatori-sono-loro-che-vanno-cacciati/

 
Qualunque cosa uscirà dal sinodo, ricordiamoci di questo.

Remox
Editor
8 mesi fa
Rispondi a  NICOLA_Z

Aldo Maria Valli appartiene alla categoria di coloro secondo i quali Benedetto XVI ha mollato per debolezze varie il timone della barca. Purtroppo non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere….

Riesz_
P.Riesz_
8 mesi fa
Rispondi a  dott.G.I.

Lavorano da molto tempo e senza sosta.
“The First Global Revolution A Report by the Council of The Club of Rome” 1991 by Alexander King and Bertrand Schneider:
{L’ANNO 1968 FU L’ANNO DELLA Grande Divisione. Ha segnato la fine e anche l’apice del lungo periodo postbellico di rapida crescita economica nei paesi industrializzati. Ma fu anche un anno di disordini sociali con lo scoppio di rivolte studentesche in molti paesi e altre manifestazioni di alienazione e protesta controculturale. Inoltre, fu in quel periodo che cominciò a emergere la consapevolezza pubblica generale e vocale dei problemi dell’ambiente(*). Un certo numero di persone vicine ai punti decisionali si sono preoccupate per l’apparente incapacità dei governi e delle organizzazioni internazionali di prevedere, o addirittura di tentare di prevedere, le conseguenze di una crescita materiale sostanziale senza una sufficiente riflessione sugli aspetti qualitativi della vita quel benessere generale senza precedenti dovrebbe rendere possibile. Si è ritenuto che la creazione di un gruppo di pensatori indipendenti si occupasse più a lungo termini e questioni più profonde sarebbero utili per completare il lavoro delle organizzazioni formali. Da queste considerazioni nacque quell’anno il Club di Roma . Attualmente comprende un centinaio di persone a carico provenienti da cinquantatré paesi. Non ha assolutamente alcuna ambizione politica(**). I suoi membri rappresentano un’ampia varietà di culture, ideologie, professioni e discipline e sono uniti da una preoccupazione comune per il futuro dell’umanità. …}. (*) E’ l’idea fissa fin da allora: la questione ambientale. (**) Nessuna ambizione politica in un sistema a senso unico; comandano i predestinati.
E’ almeno dal 1968 che lavorano in funzione del disastro globale; in campo politico non è una sorpresa: con i loro propositi insensati e strombazzati per ogni tempo e dove ci hanno asfissiato ed intontito. Il Club di Roma è solo un ramo di una serie di iniziative ramificate e documentate:
“Coleman – The Conspirators’ Hierarchy – The Committee of 300 (1991)”.
{Nella mia carriera di ufficiale professionista dell’intelligence, ho avuto molte occasioni di accedere a documenti altamente riservati, ma durante il servizio come ufficiale di scienze politiche sul campo in Angola, nell’Africa occidentale, ho avuto l’opportunità di visionare una serie di documenti segreti top secret che erano insolitamente espliciti. Quello che ho visto mi ha riempito di rabbia e risentimento e mi ha lanciato su una strada dalla quale non ho deviato, vale a dire scoprire quale sia il potere che controlla e gestisce i governi britannico e statunitense. Conoscevo a fondo tutte le ben note società segrete come il Royal Institute for International Affairs (RIIA), il Council on Foreign Relations (CFR), i Bilderberger, i Trilaterali, i Sionisti, la Massoneria, il Bolscevismo-Rosacrocianesimo e tutte le ricadute di queste società segrete. Da ufficiale dell’intelligence, e prima ancora da giovane studente nel corso dei miei studi al British Museum di Londra, mi ero fatto le ossa su tutti loro, più un buon numero di altri che immaginavo gli americani conoscessero. Con mia grande sorpresa ho presto trovato un sacco di persone disposte a citare questi nomi come se li avessero conosciuti per tutta la loro carriera di scrittori, ma che non erano minimamente informati sugli argomenti, ma piuttosto riluttanti a dichiarare la fonte delle loro informazioni recentemente acquisite. … Avanti nel 1969-1970 posi rimedio alla situazione aggiungendo una serie nomi come l’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, il Club di Roma, il German Marshall Fund, la Fondazione Cini, la Tavola Rotonda, i Fabianisti, la Nobiltà Nera Veneziana, la Società di Mont Pelerin, i Club Hellfire e molti altri che erano nella migliore delle ipotesi del tutto sconosciuti qui, oppure le loro vere funzioni erano nella migliore delle ipotesi poco conosciute. Ho proseguito le mie indagini, andando avanti di fronte a gravi rischi, attacchi a me stesso e a mia moglie, perdite finanziarie. Quando sono arrivato negli Stati Uniti nel 1969, ho subito continue molestie, minacce e calunnie, tutto parte di un programma attentamente elaborato e orchestrato per screditarmi, gestito da agenti e informatori del governo, incorporato nella cosiddetta destra cristiana, il “Movimento per l’identità” e gruppi “patriottici” di destra. Questi agenti operavano, e operano tuttora, sotto la copertura di una forte e impavida opposizione aperta al giudaismo, il loro principale nemico, come vorrebbero farci credere(*). … Continuerò con il mio compito fino a quando non avrò finalmente strappato la maschera dell’intero governo parallelo segreto di livello superiore che gestisce la Gran Bretagna e gli Stati Uniti. …}. (*) Stessa confusione in Ucraina: presidente ebreo che si circonda di esponenti di ispirazione nazista.
Ma la sorpresa è che lo stesso schema è stato assunto in ultimo e totalmente da Bergoglio. Sia la politica occidentale che Bergoglio agiscono all’unisono sulla chiesa ortodossa ucraina, per scinderla e distruggere poi quella fedele a Kirill. La confusione è massima: che vanno a fare da Cirillo? Mica è Ciccillo!
https://www.rainews.it/articoli/2023/03/il-patriarca-ecumenico-bartolomeo-la-chiesa-ortodossa-russa-complice-della-guerra-in-ucraina-6b4b6418-f35d-4040-990a-31d32bf83863.html
{Il patriarca ecumenico Bartolomeo: la Chiesa ortodossa russa complice della guerra in Ucraina.
Il governo lituano e il Patriarcato di Costantinopoli hanno firmato un accordo di cooperazione. Bartolomeo ha annunciato la possibilità di ampliare la presenza del patriarcato da lui presieduto in Lituania, fino alla creazione ivi di un esarcato. … 23/03/2023.}
Naturalmente gli ortodossi aderenti al patriarcato di Mosca non ci stanno:
https://odnarodyna.org/article/anti-cerkov-i-ukraina
ANTI-CHIESA E UCRAINA 18-07-23. Persecuzione dell’UOC
{Fantasmagoria : il ghoul (demone) bugiardo non battezzato Zelensky fu collocato da Bartolomeo nella chiesa di San Giorgio nel “luogo reale”! In una maglietta da palude con uno stemma a tre corna, il presidente dell’Ucraina, ovviamente, non si è mai fatto il segno della croce nemmeno una volta – né quando è entrato nella cattedrale del Fanar, né durante la “preghiera commemorativa”. Quello che hanno “ricordato” lì – è difficile da dire, è possibile – la coscienza di Zelensky, che ha promesso di non essere come Poroshenko, ma ha superato il suo predecessore in malvagità sotto tutti gli aspetti. Su un tema di chiesa, incluso, Bartolomeo ha ricordato ancora una volta alla stampa che è un nemico della Russia: “Abbiamo detto che il Patriarcato ecumenico, in quanto chiesa madre degli ortodossi ucraini, è sempre dalla loro parte “, cioè dalla parte dei persecutori della Chiesa canonica di Cristo. Non è stata detta una parola sul fatto che durante l’incontro si è discusso del destino del Kiev – Pechersk Lavra. Abbiamo deciso di non spingere l’argomento. Anche se alla vigilia i media greci hanno scritto inequivocabilmente che durante l’incontro degli Istanbuliti e del quartiere insanguinato, si discuterà della questione del “trasferimento” della Kiev – Pechersk Lavra a Bartolomeo.
Il Vaticano e Costantinopoli stanno lavorando a pieno ritmo verso “l’unificazione delle chiese” – cattolicesimo e ortodossia . Questo, ovviamente, riguarda quella parte della “ortodossia conveniente “greca, che è caduta nello scisma, riconoscendo come fraterna l’assemblea scismatica ucraina dell’OCU. Il gesto successivo verso l’unificazione del Vaticano e di Costantinopoli è stata la riunione di giugno della cosiddetta Commissione teologica mista internazionale nel Patriarcato di Alessandria – “internazionale” nel senso che vi hanno preso parte i cardinali del Vaticano e i vescovi subordinati a Bartolomeo. Storicamente a livello teologico è stato considerato il conflitto millenario tra “primato e sinodalità” ( sobornost ), che è alla base del Grande Scisma – la Grande Divisione delle Chiese del 1054 . Presto appariranno probabilmente alcune “ricette” per superare la millenaria Grande Separazione. Anche se sarebbe logico se papa Francesco si occupasse prima di tutto di superare gli scismi all’interno del suo cattolicesimo – si riconcilierebbe con luterani , anglicani , protestanti di ogni sfumatura. Nel backstage del mondo, tuttavia,un altro ordine è la creazione dell’Anti – Chiesa, che, a quanto pare, è ciò che stanno facendo il Vaticano e Costantinopoli. Francesco ha recentemente parlato della prossima unificazione e del suo posto in questa nuova struttura “ecumenica”, ricevendo una delegazione del Fanar : “Quando le Chiese saranno completamente unite nella fede e nell’amore, la forma in cui il Vescovo di Roma svolgerà il suo ministero eucaristico nella Chiesa a livello ecumenico, deve essere il risultato di un legame inestricabile tra primato e sinodalità. La retorica è retorica , ma la questione del primato di Francesco, certo, è già deciso. Tenendo conto del dogma della sua “infallibilità”, il Papa di Roma sarà il primo. L’opinione degli altri, il “sinodo”, sarà presa in considerazione quando il papa ne ha bisogno e non presa in considerazione quando non è necessaria, proprio come fece Bartolomeo quando emise un ” tomos per l’ autocefalia ” a un raduno di scismatici ucraini, contrariamente al parere delle Chiese locali.
Francesco afferma benevolmente che l’unità “dovrebbe scaturire dall’ ‘amore fraterno’ tra sorelle e fratelli che sono ‘capaci di collocare la loro diversità in un contesto più ampio’ ” .
Si tratta davvero dell ‘ “amore” che “Epifanio” Dumenko e i suoi banditi mostrano sequestrando i templi della Chiesa canonica, picchiando i sacerdoti, creando la propria Anti – Chiesa. Il “contesto ampio” di Francesco è anche il fatto che l’Anti – Chiesa che si sta creando è già sensibile alla comunità LGBT.
Francesco, parlando incoerentemente di sodomiti che promuovono la perversione sessuale, ritiene : “Questo non è un crimine. Sì, ma è un peccato. Va bene, ma prima distinguiamo tra peccato e crimine … È anche un peccato non mostrare misericordia gli uni agli altri. Logica gesuita! “Peccato – ma non un crimine” ? E abbiamo pensato che da un punto di vista spirituale è la stessa cosa . La comunità globale LGBT è lieta di questi discorsi del pontefice. Capitolo GLAAD (The Alliance of Sodomites of All Stripes ) definisce “storica” la dichiarazione di Francesco: “La sua storica dichiarazione dovrebbe essere un messaggio ai leader mondiali e a milioni di cattolici in tutto il mondo: le persone LGBT meritano di vivere in un mondo senza violenza e condanna, così come con più gentilezza e comprensione”. Le persone LGBT sono grate al papa per aver compreso e di fatto benedetto la propaganda dei “valori sodomiti”.
Questo messaggio è nascosto ai nazionalisti, che in realtà stanno combattendo per questi stessi “valori sodomiti”, senza saperlo loro stessi. Il capo greco- cattolico dell’Ucraina, Svyatoslav Shevchuk, sta francamente prendendo in giro i nazisti. Dopo aver ricevuto un contentino dal Vaticano, Shevchuk con pathos dice sciocchezze sul “ripristino dei confini del 1991” e allo stesso tempo cerca qualcosa sui “valori tradizionali” nei discorsi di Zelensky: “Sarebbe molto importante per noi sentire che il nostro governo vede nei valori tradizionali della famiglia la pietra angolare per la trasformazione dell’Ucraina” . Lo farebbe? Ma non è così! Poiché il suo capo Francis non ha questo! Ma c’è proprio il contrario. Così, la catena di azioni per trasferire la Lavra dall’UOC all’OCU e a Bartolomeo porta il Vaticano e la LGBT alla Lavra. Ciò non dovrebbe sorprendere, tanto più che abbiamo già assistito a danze demoniache nella chiesa del refettorio della Lavra, già sottratta dal regime di Kiev al popolo ortodosso (*). …}.
(*) Che coincidenza! Anche in Vaticano hanno intronizzato Pachamama!
La guerra in Ucraina è anche una guerra religiosa: l’UOC aderisce al patriarcato di Mosca mentre l’OCU è la chiesa ortodossa nazionale ucraina sponsorizzata dal governo Zelesky, dagli occidentali e dai greci; è da tempo che la chiesa ortodossa greca è infiltrata dalla massoneria e dal dollaro:
https://www.marcotosatti.com/2019/11/11/chiesa-e-massoneria-una-rivelazione-clamorosa/
11 Novembre 2019 Pubblicato da Marco Tosatti
Vi ricordate lo storico incontro di Paolo VI e del Patriarca Atenagora, l’abbraccio che ha dato il via alla stagione dell’ecumenismo fra Roma e Costantinopoli, dopo secoli e secoli di contrasti? Beh, Les cahiers Villard de Honnecourt, Pubblicazione ufficiale della Grande Loggia Nazionale di Francia, in un articolo di Bertrand Heyraud, intitolato “Uno sguardo diverso sulla spiritualità”, danno una notizia che si può giudicare più o meno curiosa, più o meno significativa, a seconda dell’ottica dell’osservatore. Specialmente in questo momento così particolare della Chiesa cattolica. … “Ma sorpresa! Atenagora, non soltanto aveva ricevuto l’iniziazione massonica, ma in più ancora era stato insignito del 33° grado del rito massonico Antico Scozzese e Accettato… come, d’altronde, il suo predecessore Meletios Metaxakis. Per molto tempo questa realtà non venne gridata sui tetti e rimase, se non nascosta, almeno discreta, ma la visita alla sede della grande Loggia della Grecia solleva tutti i dubbi, perché fianco a fianco, possiamo scoprire le foto di Meletios e Atenagora”. Per fare il pari, Bergoglio quando ha ricevuto l’iniziazione massonica?
https://odnarodyna.org/article/na-fone-goneniy-upc-gotovitsya-k-katakombnoy-zhizni
{Il 19 aprile, le forze dell’ordine hanno fatto irruzione nel territorio del Kiev-Pechersk Lavra con le armi in mano. Sono stati accolti dai credenti con le icone in mano, con il canto del tropario pasquale “Cristo è risorto”.
La commissione del Ministero della Cultura e della Politica dell’Informazione dell’Ucraina, sotto le spoglie di poliziotti, utilizzando smerigliatrici, ha sigillato la galleria e parte del 39 ° edificio della Kiev-Pechersk Lavra, dove si trovavano le persone. Poche ore dopo, i fedeli, con le parole “La Lavra appartiene al popolo”, hanno aperto loro stessi le porte della galleria e del 39° edificio.
L’avvocato della Lavra, l’arciprete Nikita Chekman, commenta gli eventi di oggi: “C’è stata arbitrarietà. I dipendenti della Riserva Nazionale, accompagnati dalla polizia, hanno danneggiato la proprietà del monastero. Hanno rotto illegalmente le serrature, sono entrati nei locali del 39° Corpo di pellegrinaggio e hanno commesso un errore di battitura illegale. I rappresentanti del monastero non erano ammessi.
Pertanto, la polizia è intervenuta nelle azioni illegali (da parte) della Riserva, commettendo così un reato: abuso di potere. … Senza un ordine del tribunale, nessuno può commettere tali atti arbitrari”.
Sullo sfondo di questi eventi, l’unione pubblica “Laici” si è rivolta ai fedeli e ha invitato tutti coloro che possono venire al monastero e proteggere il santuario.
“Per loro non c’è niente di sacro, non c’è Pasqua e luminosa risurrezione. Approfittando del fatto che i fedeli dell’UOC stanno celebrando la Santa Resurrezione di Cristo nelle loro chiese, le autorità hanno raggiunto i poliziotti armati di mitra, che hanno assicurato le azioni illegali del Ministero della Cultura. I “laici” li esortano a venire solo per stare in preghiera, senza commettere azioni illegali e senza provocare nemici”, si legge nell’appello.
Come si è saputo, sono scoppiati scontri tra i fedeli e la polizia. …Anche la Chiesa ortodossa in America ha condannato qualsiasi persecuzione religiosa della Chiesa ortodossa ucraina. Il primate della Chiesa ortodossa in America, il metropolita Tikhon, si è rivolto alla Commissione statunitense per la libertà religiosa internazionale con una dichiarazione a sostegno dell’UOC. …Ma il regime di Zelensky non presta attenzione alla reazione dell’ortodossia mondiale. Le autorità, con il sostegno degli uniati e dei settari, stanno distruggendo l’UOC. …}

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Riesz_
P.Riesz_
8 mesi fa
Rispondi a  dott.G.I.

Non cediamo quindi alla tentazione di abbandonare – pur con giustificato sdegno – la Chiesa cattolica, col pretesto che essa è invasa da eretici e fornicatori: sono costoro che vanno cacciati dal sacro recinto, in un’opera di purificazione e di penitenza che deve partire da ciascuno di noi.”
Non sono d’accordo! La chiesa cattolica con a capo Bergoglio non è più apostolica perché apostata alla pari di quella luterana. Da un punto di vista canonico, Bergoglio non è papa come dimostrato dal giornalista Cionci. La questione è semplice: non esiste più la chiesa cattolica; è inutile porsi la domanda resto o esco. I cattolici alla Viganò sono sospesi e sterilizzati: non combattono Bergoglio e non lo tirano giù dalla cattedra di Pietro; sono inutili. Un papa illegittimo come Bergoglio l’ha pensata bene: la maggior parte dei cardinali sono di sua nomina e sono tutti illegittimi; il successore sarà illegittimo ed apostata come lui ponendo definitivamente fine alla chiesa cattolica. Bisogna uscire dalla chiesa bergogliana e formare il piccolo resto come descritto dall’Apocalisse.

dott.G.I.
8 mesi fa
Rispondi a  P.Riesz_

“Non sono d’accordo! La chiesa cattolica con a capo Bergoglio non è più apostolica perché apostata alla pari di quella luterana. Da un punto di vista canonico, Bergoglio non è papa come dimostrato dal giornalista Cionci. La questione è semplice: non esiste più la chiesa cattolica; è inutile porsi la domanda resto o esco. I cattolici alla Viganò sono sospesi e sterilizzati: non combattono Bergoglio e non lo tirano giù dalla cattedra di Pietro; sono inutili. Un papa illegittimo come Bergoglio l’ha pensata bene: la maggior parte dei cardinali sono di sua nomina e sono tutti illegittimi; il successore sarà illegittimo ed apostata come lui ponendo definitivamente fine alla chiesa cattolica. Bisogna uscire dalla chiesa bergogliana e formare il piccolo resto come descritto dall’Apocalisse.” (P.Riesz_)

Il piccolo resto già c’è, lo sta formando la Madonna da decenni ed è quello che sarà vittima delle più grandi persecuzioni:

“Quando questo Papa [Giovanni Paolo II] avrà compiuto il compito che Gesù gli ha affidato ed Io scenderò dal Cielo ad accogliere il suo sacrificio, tutti sarete avvolti da una densa tenebra di apostasia, che sarà allora diventata generale. Rimarrà fedele solo quel piccolo resto che, in questi anni, accogliendo il mio materno invito, si è lasciato racchiudere dentro il rifugio sicuro del mio Cuore Immacolato…” (a don Gobbi 13/05/1981, a Salisburgo, Austria)

“Il mio terzo segreto, che Io qui ho rivelato ai tre bambini a cui sono apparsa e che finora non vi è stato ancora svelato, sarà reso palese a tutti dallo stesso svolgersi degli avvenimenti. La Chiesa conoscerà l’ora della sua più grande apostasia, l’uomo iniquo si introdurrà al suo interno e siederà nel Tempio stesso di Dio, mentre il piccolo resto che rimarrà fedele sarà sottoposto alle più grandi prove e persecuzioni…” (idem 13/05/1980, a Fatima)

Per ora, i cattolici combattono con le armi spirituali, soprattutto col prendere consapevolezza dei mali presenti (cosa molto difficile); poi, sicuramente verrà il momento di uno scontro diretto e aperto, in cui prenderanno una posizione più netta, illuminati dalle persone che Dio susciterà per guidare i veri fedeli. Ma non saranno i fedeli, da soli, a risolvere un problema così grave. Cionci non ha “dimostrato” nulla; sta solo portando avanti una sua teoria, che per ora non trova alcuna conferma. Sarebbe più accettabile (della sua) la tesi – siamo sempre nel campo delle ipotesi – del Papa “decaduto”, cioè del Papa che, in caso di eresia notoria e manifesta, perderebbe immediatamente l’autorità papale. Nessuno lo deporrebbe, ma perderebbe ipso facto la giurisdizione (= decadenza), in quanto eretico manifesto, notorio e pubblico, servendo soltanto una dichiarazione (non costitutiva) dell’Episcopato o del S. Collegio cardinalizio che attesti la “decadenza” o “perdita” dell’autorità papale. Sembra più ragionevole e in accordo con la Sacra Scrittura (Saul fu unto re per volontà di Dio, ma, in seguito, a causa dei suoi peccati, fu rigettato da Dio).

La Chiesa cattolica “con a capo Bergoglio” non è “apostata”, ma è semplicemente “eclissata” (cioè, temporaneamente oscurata, coperta) come ha spiegato bene mons. Viganò commentando una famosa frase del segreto di La Salette. Sono solo i vertici che hanno tradito (non tutti): una setta infame ha occupato la Sede di Pietro e spadroneggia.

Nostra Signora, a La Salette, ci ha messo in guardia: «Roma perderà la Fede e diventerà sede dell’Anticristo». Non sarà la Santa Chiesa, indefettibile per le promesse di Cristo, a perdere la fede: sarà la setta che occupa la Sede del Beatissimo Pietro, e che oggi vediamo propagandare l’anti-vangelo del Nuovo Ordine.

Non è più possibile tacere, perché oggi il nostro silenzio ci renderebbe complici dei nemici di Dio e del genere umano. Milioni di fedeli sono disgustati per gli innumerevoli scandali dei Pastori, per il tradimento della loro missione, per la diserzione di chi con l’Ordine Sacro è chiamato a dare testimonianza del Santo Vangelo e non ad assecondare l’instaurazione del regno dell’Anticristo. (20 aprile 2021)

http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV3924_Vigano_La_vera_Chiesa_ne_esce_ecclissata.html

Uscire dalla Chiesa cattolica ora, significherebbe solo moltiplicare le divisioni, come i cattolici del Cinquecento, i quali protestando contro le corruzioni della Chiesa di allora, si separarono da essa, formando un’altra Comunità che dura ancora oggi, accanto a quella che essi pensavano sarebbe crollata sotto il peso delle sue corruzioni.

Perché se questa fosse la nostra tentazione [= uscire dalla Chiesa], compiremmo un tradimento proprio verso la Chiesa, separandocene e con essa precludendoci la salvezza che, sola, essa assicura ai suoi membri. Pensi che paradosso, caro Aldo Maria: proprio quanti si proclamano fieramente fedeli all’immutabile Magistero cattolico, si costruirebbero un’oasi, senza ricordarsi che siamo tutti exsules filii Evae, e che attraversiamo, gementes et flentes, questa valle di lacrime.

La Chiesa non è finita e non finirà. Sappiamo che questa crisi tremenda, in cui assistiamo all’ostinata demolizione di quel poco che ancora sopravvive di cattolico proprio da parte di quanti il Signore ha costituito come Pastori del Suo Gregge, segna la dolorosa passione e la discesa nel sepolcro di quel Corpo Mistico che la Provvidenza ha stabilito dovesse seguire in tutto il Suo Capo divino.

Anche sotto il cielo nero di Gerusalemme, sul Golgota, vedendo il Figlio di Dio innalzato sulla Croce, vi fu chi credette chiusa la breve parentesi del Nazareno. Ma assieme a chi – per pessimismo, per pavidità, per opportunismo, per aperta ostilità – osserva cinicamente il rantolo della Chiesa, vi sono anche quanti gemono e hanno il cuore straziato dinanzi a quella agonia, pur sapendo che essa è necessaria, quale indispensabile premessa della resurrezione che l’attende e che attende tutte le sue membra. Quel rantolo è terribile, come fu terribile il grido del Signore che spezzò il silenzio incredulo della Parasceve, e con esso il dominio di Satana sul mondo. Eli, Eli, lamà sabactani! Sentiamo gridare Cristo, mentre geme la Chiesa. Vediamo le lance, i bastoni, la canna con la spugna intrisa d’aceto; udiamo gli insulti sguaiati della folla, le provocazioni del Sinedrio, gli ordini impartiti alle guardie, i singhiozzi delle Pie Donne.

Ecco, caro Valli: noi oggi dobbiamo stare ai piedi della Croce, mentre assistiamo alla passione della Chiesa. Stare, ossia rimanere dritti, fermi, fedeli. Assieme a Maria Santissima, l’Addolorata – stabat Mater dolorosa – che proprio ai piedi di quella Croce il Signore ci affidò come madre in San Giovanni e in lui designò i figli di Sua Madre. Pur nello strazio del vedere rinnovati i dolori della Passione nel Corpo Mistico di Cristo, noi sappiamo che con quest’ultima solenne cerimonia del tempo è portata a compimento la Redenzione…

Solo così l’opera della Redenzione, compiuta da Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo, a nome dell’umanità, ci rende suoi cooperatori e partecipi. Non siamo passivi soggetti di un piano che ignoriamo, ma attivi protagonisti della salvezza nostra e dei nostri fratelli, sull’esempio del nostro Capo divino. In questo, possiamo dirlo, siamo effettivamente popolo sacerdotale.

https://www.aldomariavalli.it/2021/07/14/carlo-maria-vigano-stare-ai-piedi-della-croce-mentre-assistiamo-alla-passione-della-chiesa-il-dovere-dei-cattolici-oggi/

Dunque, come Gesù è stato tradito dai suoi discepoli, così la Chiesa viene tradita dai suoi ministri.
I semplici cattolici devono solo prepararsi e aprire gli occhi per non cadere nell’inganno di seguire i cattivi pastori (traditori). Infatti, il problema è di quanti, dichiarandosi cattolici, abbracciano volentieri le dottrine eterodosse che si sono diffuse in questi anni, sapendo che esse rappresentano una rottura con il Magistero precedente.
Ecco perché è necessario crescere nella consapevolezza.

Ultima modifica di 8 mesi fa da dott.G.I.
Remox
Editor
8 mesi fa
Rispondi a  dott.G.I.

Nella sua ultima catechesi Pedro Regis ha parlato nuovamente di “supposte” dimissioni, “presunte” dimissioni, del linguaggio usato da Benedetto XVI per comunicare una certa realtà e ha infine citato il libro di Cionci (senza nominarlo) sul codice Ratzinger.
La teoria del papa decaduto non regge poiché presuppone la validità delle dimissioni di Benedetto XVI grazie alle quali Bergoglio è stato eletto come legittimo successore di Pietro. Ma ammettere questo significa colpire la figura di Benedetto XVI come teologo, uomo di fede e dottore della Chiesa alla luce di tutte le incongruenze emerse sulla sua abdicazione. O ha ragione Cionci sulla sede impedita oppure Benedetto XVI è stato uno dei papi peggiori della storia.
È indubbio che in futuro, quando la battaglia sarà stata vinta,ci sarà un Concilio che farà tabula rasa di questo pontificato e probabilmente anche di quello che verrà dopo.
E secondo me potrà farlo perché potrà appoggiarsi sul diritto canonico e le norme giuridiche più che su questioni teologiche.

mario mancusi
8 mesi fa
Rispondi a  NICOLA_Z

Per chi vuole capire, come ho sempre sostenuto
il Pastore idolo della Valtorta, il Falso Profeta, l’uomo iniquo
è ben presente nei nostri giorni dal 13.03.2013

3.086 – 24/11/2008
 La Chiesa del Mio Gesù incontrerà un grande ostacolo in Argentina. La sofferenza sarà grande per le persone consacrate

Colui che si oppone a Cristo marcerà con il suo esercito e arriverà alla grande città. Il trono di Pietro tremerà. Quando il Signore perderà il suo posto d’onore, verrà il grande castigo 2.937 – 01/01/2008

A GRAVIDADE DAS PROFECIAS DE ANGUERA SOBRE A IGREJA – YouTube

Remox
Editor
8 mesi fa
Rispondi a  mario mancusi

Si Mario, anche questa, soprattutto nella sua conclusione prima della preghiera è stata piuttosto indicativa.

eranuova
8 mesi fa
Rispondi a  dott.G.I.

Quando questo Papa [Giovanni Paolo II] avrà compiuto il compito che Gesù gli ha affidato ed Io scenderò dal Cielo ad accogliere il suo sacrificio, tutti sarete avvolti da una densa tenebra di apostasia, che sarà allora diventata generale. Rimarrà fedele solo quel piccolo resto che, in questi anni, accogliendo il mio materno invito, si è lasciato racchiudere dentro il rifugio sicuro del mio Cuore Immacolato…” (a don Gobbi 13/05/1981, a Salisburgo, Austria)

non avete considerato che secondo questo messaggio (verosimilmente fasullo) il papato di Benedetto non è nemmeno preso in considerazione come argine a difesa (o ‘muraglia’) dell’ortodossia?…

dott.G.I.
8 mesi fa
Rispondi a  NICOLA_Z

“non avete considerato che secondo questo messaggio (verosimilmente fasullo) il papato di Benedetto non è nemmeno preso in considerazione come argine a difesa (o ‘muraglia’) dell’ortodossia?…” (eranuova)

Il pontificato di Benedetto XVI non è considerato decisivo, perché l’apostasia, partita dagli anni ’60 e dal post Concilio (sotto Paolo VI), si è diffusa capillarmente durante il lungo pontificato di Giovanni Paolo II, nonostante sia lui, sia il suo Prefetto (Ratzinger), abbiano fatto da argine a molte deviazioni (si pensi al caso della teologia della liberazione).
Ciò è ribadito non solo nei messaggi a don Gobbi, ma anche in quelli di Anguera.

1.721 – 4 aprile 2000
Cari figli, il peccato è entrato nel cuore dei miei poveri figli, portandoli a una triste cecità spirituale. La contaminazione è arrivata perfino all’interno della mia Chiesa. Oggi molti dei miei consacrati non accettano più la vera dottrina. Arrivano addirittura a negare quello che dice il successore di Pietro, Papa Giovanni Paolo II. Ogni giorno cresce il numero di coloro che celebrano l’Eucaristia ma non credono più. L’apostasia è diventata chiara all’interno della Chiesa e così i miei poveri figli si disperdono, abbracciando false dottrine.

57 – 16 luglio 1988
La crisi che sta fermentando nella mia Chiesa arriverà a un’aperta ribellione, proveniente in particolar modo da molti dei miei figli che partecipano del sacerdozio di mio Figlio Gesù. Non solo qui a Bahia, ma in tutto il Brasile, il mio avversario sta tentando di portare il maggior numero possibile di sacerdoti sulla via della perdizione. Sappiate, figli miei, che il Brasile è molto amato e protetto da me, la vostra Madre del Cielo. Perciò, figli miei, non sentitevi offesi da ciò che vi dico. La verità deve essere chiara. Qui in Brasile, molti sacerdoti non guidano i propri greggi con amore e fedeltà. L’apostasia si sta ora diffondendo in tutta la Chiesa, la quale è tradita persino da molti dei suoi vescovi. Amati figli miei, state uniti al Papa, Giovanni Paolo II, affinché i suoi piani si realizzino.

Anche nei messaggi di Anguera si parla di Chiesa “oscurata” (cioè “eclissata”). Oscurata dal fumo di Satana che, ottenebrando le menti di vescovi, sacerdoti e religiosi, ha oscurato tutta la Chiesa. Rimangono illuminati solo quei fedeli che restano saldi nella Fede e non seguono i deliri dei cattivi pastori, ossia il piccolo resto.

132 – 4 febbraio 1989
Miei amati figli, rifugiatevi nel mio Cuore Immacolato e la vostra Madre celeste vi proteggerà. Oggi un grande numero dei miei poveri figli non crede più. Essi hanno già perduto la vera fede in Cristo e nel Suo Vangelo. Satana, sempre astuto e ingannevole, è riuscito ad imporre oscurità all’interno della mia Chiesa. Ora la Chiesa di Cristo è oscurata dal fumo di satana. Egli ha oscurato l’intelligenza e i pensieri di molti dei miei figli, rendendoli orgogliosi e arroganti. Tramite questi ha oscurato la chiesa di Cristo. Amati figli, invitate i miei poveri figli a ritornare a Dio. Il tempo che avete per la vostra conversione è quasi terminato e i vostri giorni sono contati. Se volete essere salvati, tornate a Dio il più rapidamente possibile. Come ho detto, i vostri giorni sono contati. Vescovi e sacerdoti della santa Chiesa di Dio, ritornate ad una piena, umile e totale unità con il Papa, perché ora correte il rischio di un gravissimo scisma. Tornate ad occuparvi di anime, il bene supremo che vi è stato affidato.

Alcuni messaggi su Giovanni Paolo II (molto simili a quelli a don Gobbi).

59 – 23 luglio 1988

Oggi il mio amatissimo figlio, Papa Giovanni Paolo II, è vittima di tradimento ed è abbandonato da molti. Persino i suoi più stretti collaboratori gli disobbediscono e frequentemente gli mostrano antipatia.

61 – 30 luglio 1988

Il Santo Padre, Papa Giovanni Paolo II, è una vittima che si immola ogni giorno di più per la salvezza del mondo, chiedendomi pace per l’umanità e, soprattutto, pregando incessantemente affinché si realizzino i piani di Dio, perché solo lui è a capo dei più grandi disegni.

184 – 29 giugno 1989

Cari figli, oggi vengo per chiedere le vostre preghiere per tutti i sacerdoti del mondo intero, specialmente per il Santo Padre, Giovanni Paolo II. Pregate per lui. Ascoltatelo e obbeditegli in ogni cosa. Tutti i suoi insegnamenti sono veri. Ogni cosa che dice è in sintonia con il mio desiderio e quello di mio Figlio Gesù. È il mio Papa. È il mio Papa preferito. E attraverso i suoi insegnamenti giungerà il grande trionfo del mio Cuore Immacolato.

292 – 8 maggio 1990

Dovete sapere che la verità è mantenuta integra solo nella Chiesa Cattolica, fondata da mio Figlio per portare il Vangelo della Salvezza a tutti i popoli, di tutti i tempi. Sono nella Chiesa Cattolica solo coloro che obbediscono al Papa Giovanni Paolo II. Coloro che non obbediscono, non possono essere considerati cattolici. Mio Figlio ha fondato la Sua Chiesa su Pietro, la pietra. Chi non accetta questa verità, è meglio che si converta il più velocemente possibile.

511 – 2 maggio 1992

Cari figli, sono la Madre e la Regina dei sacerdoti. Questa sera vi chiedo di essere obbedienti ai vostri superiori ecclesiastici. Vi chiedo anche di essere obbedienti al successore di Pietro e vicario di mio Figlio, Papa Giovanni Paolo II. Chiunque non obbedisce al Papa non è nella verità e non merita credito. Chi volete servire, Dio o il diavolo?

Nel 1995, ad Anguera, viene predetto lo scisma in questi termini:

951 – 9 maggio 1995 (a Venezia)

Cari figli, vi invito a pregare per la conversione dei peccatori e a vivere con amore i messaggi che vi ho già trasmesso! Pregate in modo speciale per il mio amato figlio Papa Giovanni Paolo II! Sappiate, tutti voi, che la Chiesa di mio Figlio attraverserà una crisi come mai si è vista sinora. Cardinali e vescovi si rivolteranno contro il Papa, molti perderanno la fede, ma, come ho già detto, voi ascoltate la voce di colui che è veramente il successore della cattedra di Pietro. Il Papa è tradito dai suoi più stretti collaboratori. Ci sono pochi che hanno il coraggio di Pietro, ma molti che hanno il coraggio di Giuda. Pregate! Lo ripeto, pregate! Sta arrivando l’ora decisiva.

Non è accaduto sotto GPII, ma il messaggio è chiaramente una profezia per il futuro.

Cardinali e vescovi si rivolteranno contro il Papa,…”.

Ci sono altri due messaggi in cui si usa la stessa espressione: “…si rivolteranno contro il…”

1.210 – 1 gennaio 1997
Pregate per la Chiesa del mio Gesù, che soffrirà a causa di grandi persecuzioni. Molti dei miei amati figli si rivolteranno contro il Papa. Ci sarà un grande scisma. La vera dottrina sarà negata anche da membri della gerarchia. Pregate. La Chiesa del mio Gesù sarà attaccata, sarà oggetto di grandi attacchi. Solo i fedeli, i veri fedeli, rimarranno saldi.

3.409 – 7 dicembre 2010
Verranno giorni difficili per gli uomini e le donne di fede. Molti si rivolteranno contro il successore di Pietro e ci sarà una grande crisi di fede. Un successore di Pietro porterà una croce pesante e vedrà la morte di molti consacrati. Pregate molto per la Chiesa. Coloro che resteranno saldi nella fede saranno vittoriosi.

Leggendoli prima del 2013, questi, come altri messaggi simili, facevano pensare a consacrati ribelli che, negando la verità e la sana dottrina, si sarebbero messi contro il Papa: un Papa buono, santo, annunciatore del Vangelo.
Oggi, dopo il 2013, le cose sembrano cambiate. Come dobbiamo intenderli: si rivolteranno contro il Papa perché sono eretici e nemici della verità; oppure si rivolteranno contro un Papa eretico e nemico della verità?

Leggendo e rileggendo i vecchi messaggi (es. Anguera, don Gobbi, ecc.) la risposta è univoca e non permette altre interpretazioni: 

2.973 – 20/03/2008
Ci sarà una ribellione dichiarata contro i veri insegnamenti della Chiesa e il successore di Pietro porterà una croce pesante. Attaccheranno con grande furia il sacramento dell’Eucaristia, portando molti a perdere la fede nella presenza reale del mio Gesù. In molti luoghi la Chiesa perderà la sua luminosità e molti cammineranno come ciechi che guidano altri ciechi.

3.409 – 7 dicembre 2010
Molti si rivolteranno contro il successore di Pietro e ci sarà una grande crisi di fede. Un successore di Pietro porterà una croce pesante e vedrà la morte di molti consacrati.

“Questa vera divisione nella mia Chiesa, questa vera apostasia da parte di tanti miei figli Sacerdoti, si accentuerà e diventerà anzi una violenta e aperta ribellione.” (31/12/1975 a don Gobbi)

“Quando verrà il momento del terribile scontro con i Sacerdoti portatori dell’errore, che si metteranno contro il Papa e la mia Chiesa trascinando verso la perdizione un immenso numero dei miei poveri figli, voi sarete i miei Sacerdoti fedeli.” (4/01/1975 a don Gobbi)

La ribellione aperta e pubblica avverrà contro “i veri insegnamenti della Chiesa” e il povero Papa di allora (?) si troverà a portare una croce pesante. Può essere Bergoglio questo Papa? Molto difficile.

In quale modo possiamo immaginare che tale profezia si verifichi nel corrente pontificato?

A mio parere, c’è solo un modo: che l’attuale Papa rinsavisca e rifiuti di promuovere le riforme pericolose richiestegli dai vescovi (ad es. nel Sinodo).

Diversamente, questa rivolta non può che verificarsi contro un Papa pio e santo, rispettoso della Tradizione.

Il prossimo conclave è in grado di eleggere un Papa con tali caratteristiche?

Apparentemente no, ma: «Questo è impossibile agli uomini, ma a Dio tutto è possibile» (MT 19,26).

Altrimenti, dobbiamo pensare a un Collegio cardinalizio che si spacca in due fazioni ed elegge due Papi in contrapposizione. Nel citato messaggio 951 si esorta ad ascoltare solo la voce di colui che è VERAMENTE il successore della cattedra di Pietro (“daquele que é verdadeiramente o sucessor da cátedra de Pedro“).

Riguardo alla tesi del Papa eretico (“decaduto”, tesi di san Roberto Bellarmino), sembrerebbe l’interpretazione più consona ai due famosi messaggi sul re Giosafat (4486) e sul re Ioram (4487), uno “vero successore” e l’altro “falso successore”:

Ricordatevi il cattivo esempio di Ioram; Non fu fedele e infranse l’Alleanza DIVENTANDO UN FALSO SUCCESSORE.” (4487)

Ioram divenne re regolarmente; poi, fece ciò che è male agli occhi del Signore (fece morire i suoi fratelli, spinse il suo popolo all’idolatria, ecc.) e infranse l’Alleanza con Dio. Divenne un falso successore, perché, rompendo l’Alleanza, fu rigettato da Dio (“decaduto”). Se il Patto è rotto unilateralmente, l’altra parte (Dio) non è più tenuta a mantenere le sue promesse di bene. Il re è re in virtù dell’Alleanza; infranta questa… non è più re. Continua ad agire come re, ma non è più VERO re secondo l’Alleanza.

Guardate l’esempio di fedeltà di Giosafat. Giosafat è diventato un vero successore perché non gettò via ciò che Dio ispirò al suo predecessore. State attenti. Non dimenticate gli insegnamenti del passato, perché solamente così potete rimanere fedeli alla verità.” (4486)

Ovviamente sono interpretazioni, ma attendiamo che escano nuove rivelazioni che chiariscano la questione.
Attualmente, allo stato delle conoscenze notorie, la tesi della sede impedita non è sostenibile sulla base del Diritto Canonico.

Infine, una piccola rassegna sul piccolo resto, secondo i messaggi di Anguera. Ha un ruolo fondamentale: sarà grazie alla Fede salda di questo “piccolo gregge“, radunato dalla Madonna, che la Chiesa riporterà vittoria. Mentre l’apostasia sarà generale, Gesù salverà la Chiesa mediante la Fede di pochi fedeli (sia laici che consacrati).

1.432 – 2 giugno 1998

Cari figli, voi siete il mio piccolo gregge; gregge che Io stessa ho scelto per far parte del mio esercito vittorioso. Confido in voi e ho bisogno del vostro contributo affinché i miei piani si realizzino. Siate ferventi nella preghiera e amate sempre la verità.

3.076 – 01/11/2008

Verranno giorni in cui molti consacrati rinnegheranno la fede. Fuggiranno per paura del martirio. Pochi resteranno saldi nella fede, ma per mezzo di un piccolo gregge Gesù condurrà la sua Chiesa alla vittoria.

4.380 – 27/10/2016

La Vittoria di Dio arriverà attraverso il piccolo gregge che, per amore e fedeltà al Signore, camminerà verso il Calvario, ma non abbandonerà la Vera Fede.

4.410 – 01/01/2017

I lupi travestiti da agnelli causeranno grande sofferenza ai Prescelti da Dio. Non perdetevi d’animo. Rimanete fermi nel cammino che vi ho indicato. Tutto ciò che è falso cadrà a terra. Per la perseveranza di un piccolo gregge la Chiesa del mio Gesù conserverà la fede.

4.441 – 14/03/2017

I nemici pianificano la distruzione della Chiesa del Mio Gesù e causeranno grandi danni spirituali in molte anime, ma la Vera Chiesa del Mio Gesù rimarrà ferma. Sarà un piccolo gregge, ma sarà questo piccolo gregge fedele che farà compiere la Promessa di Mio Figlio Gesù: le potenze dell’inferno non prevarranno.

4.502 – 20/07/2017

Cari figli, camminate per il tempo dei dolori. La Chiesa del Mio Gesù tornerà ad essere come Gesù l’affidò a Pietro. Un piccolo gregge si manterrà fedele grazie all’azione di coloro che amano e difendono la verità.

4.534 – 03/10/2017

I lupi travestiti da agnello saranno ovunque, ma voi, che fate parte del piccolo gregge, rimanete saldi nella vostra fede. Non dimenticate: la Chiesa del Mio Gesù tornerà ad essere come Gesù l’affidò a Pietro.

4.537 – 09/10/2017, a Monte San Savino (Arezzo)

Coloro che amano e difendono la verità saranno messi a tacere e molti si tireranno indietro per paura. Voi, piccolo gregge, non scoraggiatevi.

4.624 – 16/04/2018

La Chiesa del Mio Gesù berrà il calice amaro della persecuzione e del tradimento. Voi, piccolo gregge, restate fedeli a Gesù e al Vero Magistero della Sua Chiesa.

Remox
Editor
8 mesi fa
Rispondi a  dott.G.I.

I messaggi di Anguera sembrano in effetti la continuazione, pubblica, delle locuzioni a Don Gobbi.
I messaggi che hai citato sulla ribellione contro un papa sono riferiti a Benedetto XVI. È chiaro che se non accettiamo la realtà del tradimento da lui subito e le motivazioni dello stesso tradimento non possiamo comprenderli. Se partiamo dal presupposto di dimissioni valide questi messaggi rimangono oscuri. Anche perché il successore di Bergoglio sarà anche lui come il predecessore: Pietro non è Pietro, Pietro non sarà Pietro.
E l’eventuale papa legittimo che verrà sarà a capo di una Chiesa piccola e perseguitata, probabilmente in pieno scisma, dove la ribellione dei vescovi e cardinali non potrebbe avvenire per ovvie ragioni. Lo scisma separa e rende chiari gli schieramenti. La ribellione può avvenire solo nella falsa unità di schieramenti contrapposti.
Bergoglio con il suo magistero ha messo le basi per le successive eresie, per rinsavire dovrebbe rinnegare i suoi scritti (encicliche ed esortazioni). Mi sembra onestamente difficile.

mario mancusi
8 mesi fa
Rispondi a  Remox

Dott.g.i. Il Papa oggetto della ribellione è stato Benedetto, ricordiamo cosa disse la veggente di Civitavecchia alcuni mesi prima la presunta dimissione, al Papa non obbediscono , emblematica fu la sua umiliazione quando andò in Germania e molti vescovi e cardinali ritrassero la mano per non salutarlo, oppure quando un anno prima fu minacciato apertamente di morte

Esempio questo messaggio
3.409 – 7 dicembre 2010
Molti si rivolteranno contro il successore di Pietro e ci sarà una grande crisi di fede. Un successore di Pietro porterà una croce pesante e vedrà la morte di molti consacrati.

È stato spiegato da Regis è rivolto a Benedetto

Ultima modifica di 8 mesi fa da mario mancusi
dott.G.I.
8 mesi fa
Rispondi a  mario mancusi

“Dott.g.i. Il Papa oggetto della ribellione è stato Benedetto…” (mario mancusi)

Questo è vero in parte, ma noi aspettiamo anche uno scisma e una ribellione aperta e proclamata, in cui si verrà ad uno scontro vero e proprio all’interno della Chiesa. Non uno scontro velato, in cui si mantiene ipocritamente una facciata di bontà e concordia, come quello che stiamo vivendo dal 2013. Sarà una vera e propria “guerra” spirituale, aperta, proclamata, pubblica: cardinali contro cardinali, vescovi contro vescovi, sacerdoti contro sacerdoti… Deve essere una guerra aperta, dichiarata, vertente su qualche materia rilevante di Fede, e la ribellione deve essere contro un Papa.
Non quindi trame oscure di alti prelati che cercano di influenzare in segreto un conclave o di far abdicare un Pontefice, ma uno scontro aperto su materie di Fede.

2.759 – 14/11/2006
Si solleverà la grande guerra religiosa e i fedeli saranno gettati fuori.

3.004 – 31/05/2008
Arriverà il giorno in cui una guerra tra religiosi lascerà molti uomini e donne lontani dalla verità.

3.834 – 17 giugno 2013
La guerra tra i fratelli (guerra religiosa) sarà dolorosa e molti perderanno la fede.

4.195 – 22.09.2015
Ci sarà una grande guerra spirituale e i soldati fedeli lotteranno per la verità.

4.319 – 11/06/2016
La grande guerra religiosa verrà e i Miei poveri figli berranno il calice amaro della sofferenza.

Ci stiamo incamminando verso questo scontro frontale inevitabile, ma non ci siamo ancora giunti.
Notare i messaggi più recenti come parlano al futuro:

4.830 – 20/07/2019

Una grande guerra succederà fra i consacrati e il dolore sarà grande per gli uomini e le donne di fede.

4.854 – 14/09/2019

La grande guerra verrà e il dolore sarà grande per i Miei poveri figli. Una piaga sarà aperta nel cuore della Chiesa.

4.987 – 30/06/2020

La discordia sarà presente nella Casa di Dio e i consacrati saranno in guerra.

5.163 – 12/08/2021

Una grande guerra verrà e molti consacrati daranno la loro vita per la difesa della verità.

5.196 – 28/10/2021

Cari figli, camminate per una grande guerra spirituale.

5.212 – 04/12/2021

Una grande guerra ci sarà e molti si inchineranno alle false ideologie. La morte spirituale si diffonderà ovunque.

5.217 – 16/12/2021

Una grande guerra verrà e solamente quelli che amano la verità rimarranno fermi nella fede. I valorosi soldati in talare combatteranno in favore dell’unica e vera Chiesa del Mio Gesù e il dolore sarà grande per i Miei Devoti.

5.383 – 31/12/2022 [giorno della morte di Benedetto XVI)

Non vi dimenticate: la Presenza del Mio Gesù nell’Eucaristia è una verità non negoziabile. La grande guerra verrà e la verità sarà la vostra arma di difesa.

D’altronde, solo la negazione plateale di grandi dogmi può provocare una polarizzazione estrema delle persone. Finché tutto rimane nell’ambiguità, è difficile anche una reazione.

Il messaggio 2973, che ho citato in precedenza, dice chiaramente che ci sarà una “ribellione dichiarata” contro la verità, perché sarà attaccato con grande furia il sacramento dell’Eucaristia. Questo finora non è avvenuto. E un Papa avrà da soffrire.

2.973 – 20/03/2008
Ci sarà una ribellione dichiarata contro i veri insegnamenti della Chiesa e il successore di Pietro porterà una croce pesante. Attaccheranno con grande furia il sacramento dell’Eucaristia, portando molti a perdere la fede nella presenza reale del mio Gesù.

In sostanza, i nemici testimonieranno apertamente e senza vergogna dinanzi al mondo (non più con ambiguità) che l’Eucaristia è solo un simbolo.

3.049 – 04/09/2008
Cari figli, l’azione del demonio porterà molti teologi a negare grandi dogmi della Chiesa. Causeranno divisioni nella casa di Dio e la sofferenza sarà grande per gli uomini e le donne di fede.

5.227 – 06/01/2022
Il piano dei nemici della Chiesa è distruggere il Sacro. Loro vogliono ingannarvi e farvi credere che la Presenza del Mio Gesù nell’Eucaristia è solo simbolica. State attenti per non essere ingannati. Il Mio Gesù è presente nell’Eucaristia con il Suo Corpo, Sangue, Anima e Divinità. Rimanete con gli insegnamenti del vero Magistero della Chiesa del Mio Gesù. I cattivi pastori causeranno grande confusione nella Casa di Dio e molti perderanno la fede.

Né BXVI, né Bergoglio hanno portato una croce pesante per un attacco furioso contro l’Eucaristia.
Si tratta certamente di un futuro Papa tribolato.

3.863 – 21 agosto 2013

Cari figli, la Chiesa del mio Gesù porterà una croce pesante e il cammino del calvario sarà doloroso. Gli uomini e le donne di fede saranno giudicati e condannati. Si sentiranno grida di aiuto e un successore di Pietro berrà il calice amaro della sofferenza. Pregate. Non allontanatevi dalla preghiera. Dopo tutta la persecuzione il Signore allontanerà dalla Chiesa tutto il fumo del demonio e ci sarà un tempo di pace.

Qui già regnava Bergoglio e finora non mi pare che egli stia bevendo il calice amaro della sofferenza. Il verbo è al futuro (berrà) e indica un futuro Papa sofferente (“un” successore).

Nel corso di questo scontro, ci sarà la terribile dittatura religiosa e la persecuzione (anche fisica) dei fedeli.

3.837 – 24 giugno 2013

Il futuro della Chiesa sarà segnato da una grande divisione [= scisma] e una triste dittatura religiosa.

4.777 – 26/03/2019

Camminate per un futuro di grandi persecuzioni. Gli uomini e le donne di fede berranno il calice amaro della sofferenza. Cercheranno il Prezioso Alimento e in molti luoghi non Lo troveranno. Adoreranno il Signore in luoghi segreti. Molti templi saranno chiusi e ci sarà una grande dittatura religiosa.

3.338 – 30 giugno 2010

La Chiesa del mio Gesù sperimenterà il peso delle tribolazioni e giungerà per lei il calvario. Ci sarà grande persecuzione alla chiesa. I dogmi saranno disprezzati e gli uomini e le donne di fede saranno perseguitati. Molti consacrati saranno perseguitati e uccisi, saranno create leggi e la Chiesa incontrerà barriere per annunciare la verità.

Questa dittatura verrà dopo che saranno stati negati grandi dogmi.
Né con BXVI, né con Bergoglio (finora), c’è stato mai alcuna ribellione, scontro aperto o negazione dell’Eucaristia. Sì, molti contrasti, malcontenti, dubia, opposizioni, ecc., ma nulla di proclamato e polarizzante (tutto resta sempre ambiguo). Occorre qualcosa di molto grave che produca una polarizzazione completa.

Quello che stiamo vivendo finora è solo il preludio di ciò che accadrà.
Prove tecniche di dittatura.

Remox
Editor
8 mesi fa
Rispondi a  dott.G.I.

Dott.G.I. la gran parte dei messaggi che hai riportato si riferiscono al periodo successivo alla morte di Benedetto XVI quando “i nemici avanzeranno” e “agiranno”. I “valorosi soldati in talare” saranno emarginati, ma non per questo non lotteranno. Ma in questo determinato tempo “la Chiesa camminerà senza Pietro”, perché Benedetto XVI non c’è più e l’altro non è un legittimo successore.
Quando poi sarà eletto un vero successore costui guiderà questa battaglia, ma sarà perseguitato.
La Chiesa sarà già divisa, i troni saranno due, uno vero e uno falso (probabilmente il successore di Bergoglio e suo Giuda personale). Non ci sarà quindi la ribellione in cui si parla in quei messaggi perché la Chiesa sarà già divisa.
Quei messaggi vanno letti come una storia che si svolge nel tempo e non come la descrizione di un fatto di cronaca.
Si inizia con la disobbedienza, l’abbandono, il tradimento e la rivolta contro la fede. Senza questi fatti Benedetto XVI non sarebbe stato tolto dal trono. Si prosegue con l’esilio sofferente del papa (ormai abbiamo varie testimonianze su questo esilio doloroso). Subentra poi dopo la sua morte la dittatura religiosa contro coloro che vogliono rimanere fedeli al magistero (ed è la fase che stiamo vivendo e anche per vivere, i fedeli saranno buttati fuori, trattati come estremisti, consegnati ai tribunali civili omosessualisti). Qui la rivolta contro Pietro, ovvero gli insegnamenti dei papi precedenti (GPII e Benedetto) sarà massima. A quel punto ci sarà lo scisma, due troni, un vero papa a capo di una Chiesa piccola e perseguitata, ma unita (qui la ribellione non ha perciò senso) e infine vittoriosa. Questo papa si che sarà un perseguitato.
Bergoglio in questi messaggi che parlano del successore di Pietro che soffre non c’entra nulla. Lui sta dall’altra parte.

dott.G.I.
8 mesi fa
Rispondi a  Remox

“Dott.G.I. la gran parte dei messaggi che hai riportato si riferiscono al periodo successivo alla morte di Benedetto XVI… Ma in questo determinato tempo “la Chiesa camminerà senza Pietro”, perché Benedetto XVI non c’è più e l’altro non è un legittimo successore.
Quando poi sarà eletto un vero successore costui guiderà questa battaglia, ma sarà perseguitato.” (Remox)

Eh! Il punto su cui ho cercato di interrogarmi e di riflettere è proprio questo: come verrà fuori e come sarà eletto questo “vero successore“, “vero papa a capo di una Chiesa piccola e perseguitata“?

Se il Collegio cardinalizio è stato plasmato in una certa direzione e lo sappiamo…

Se più passa il tempo e uno dopo l’altro escono di scena i cardinali elettori creati da GPII e da BXVI…

Se, prendendo per vera la TESI (tutta da dimostrare con prove) che dopo BXVI la Chiesa cammina senza Pietro (SEDE VACANTE) perché non c’è più un legittimo successore (qualunque sia la causa: elezione nulla per brogli, rinuncia non valida, sede impedita, ecc.), se un futuro Conclave eleggesse un Papa, questi sarebbe invalido anche se per miracolo fosse un non-modernista come Burke…

Come uscirà fuori questo Papa tribolato e chi lo legittimerà?

Ecco perché avevo ipotizzato una spaccatura in un Conclave, in cui anche pochi cardinali (legittimi secondo la tesi suddetta) eleggano un nuovo Papa in contrapposizione a un altro Papa eletto “regolarmente” dal Collegio cardinalizio attuale.

Oppure, in conseguenza di uno scandalo che riveli qualche verità segreta, i cardinali legittimi prenderebbero l’iniziativa di fare quello che ora non hanno movente e ragione per fare.

Ciò che va capito è che il problema può essere risolto soltanto dai signori cardinali (non dal popolo). Lo riconosce, nelle sue numerose conferenze, anche Andrea Cionci, il quale cerca continuamente appoggi tra gli intellettuali cattolici italiani per questo fine (ma nessuno lo ascolta).

In questo messaggio al prof. Paolo Deotto, dice:

min. 10:00

…Bergoglio non è il papa e i cardinali devono semplicemente dichiarare che “vere Papa mortuus est“, che è morto il papa e con un conclave almeno di tre cardinali devono eleggere il successore di San Pietro… è chiaro che i cardinali tendenzialmente cercano di evitare la questione perché è scomoda, perché poi bisogna perdere il segretario, poi bisogna stressarsi, poi Bergoglio protesta, eccetera, però questa è l’UNICA SOLUZIONE da farequindi ci vuole una fetta del Popolo cattolico importante che sostenga questi cardinali e li pressi, li spinga, li stimoli a sollevare la questione

12:48

…tutto sarebbe molto più facile se i vari Aldo Maria Valli, Viglione, Tosatti, Zenone, eccetera, convergessero sulla realtà oggettiva dei fatti, invece di navigare nella loro solipsistica disperazione in cui si prescinde dalla realtà documentale, dal diritto, dalla giurisprudenza e si va avanti così, alla giornata…

min. 14:35 

Quindi per favore entriamo in contatto con la realtà oggettiva: Bergoglio non è il papa, lo abbiamo acclarato e quindi deve essere rimosso da un momento all’altro. Chi è che ha il potere di farlo? i cardinali. Chi lo dice? La Universi Dominici Gregis. Chi può stimolare i cardinali a fare una cosa del genere? il popolo cattolico e gli intellettuali cattolici italiani, soprattutto italiani…

https://www.youtube.com/watch?v=z_JHoBRPsm4

I cardinali elettori creati da GPII sono scesi a nove; quelli creati da BXVI sono trenta. A settembre diventerà non elettore mons. Comastri e scenderanno a 29; a novembre il card. Sandri e scenderanno a 28; a dicembre mons. Cipriani e scenderanno a 27. Il numero si riduce velocemente e nel 2024 si ridurrà di altri otto (sempre che non muoiano prima).

Remox
Editor
8 mesi fa
Rispondi a  dott.G.I.

È esattamente quel che ho scritto nel mio articolo. Ritengo però a differenza di Cionci che:
1: i cardinali per muoversi hanno bisogno di un appiglio giuridico. Non possono bastare prove indiziare. Per questo credo si debba attendere la “bomba” su Bergoglio di cui ha parlato Regis.
2: anche quando i cardinali fedeli eleggeranno un papa ciò non sarà ancora sufficiente. Dovrà infine essere convocato un Concilio, come nei tempi antichi, per risolvere definitivamente la questione ed espungere dalla lista dei papi quelli che saranno considerati antipapi.

Io la vedo così.

Remox
Editor
8 mesi fa
Rispondi a  Remox
Remox
Editor
8 mesi fa
Rispondi a  NICOLA_Z

Nicola, per farla semplice la pietra è il vero papa, Benedetto XVI, la pietra che sarà spezzata è il falso.
Le parabole delle pietre non sono le uniche nei messaggi di Anguera in riferimento ai papi. Abbiamo anche quelle degli alberi e delle radici. L’albero più famoso del giardino è Giovanni Paolo II, la radice che ne esce è Ratzinger mentre l’albero che sarà tagliato è lo stesso della pietra che sarà spezzata.

Sombrero
8 mesi fa
Rispondi a  Remox

Remox credi che papa Francesco (la pietra che sarà spezzata) si rivelerà prima della fine del sinodo? Nel senso che fino ad oggi non ha messo in discussione i fondamenti della Fede ad esempio l’Eucarestia, il sacerdozio o altro; pensi lo farà dopo il sinodo? So che sono domande difficili, ma me le pongo spesso.

Remox
Editor
8 mesi fa
Rispondi a  Sombrero

Sappiamo alcune cose che ormai sono certe secondo le rivelazioni di Anguera.

1: la grande battaglia spirituale comincia con le rimozione dal trono di Benedetto XVI
2: nel tempo in cui il sacro sarà gettato fuori ci sarà un papa gesuita
3: dopo la morte di Benedetto XVI i nemici avanzeranno e faranno grandi danni spirituali

Alla luce di questi tre punti hai la risposta.
Benedetto XVI è morto il 31/12/2022. Sette mesi dopo Bergoglio annuncia la nomina di Fernandez alla CDF. Nel posto cioè che per anni è stato di Ratzinger. E lo fa con una lettera di accompagnamento dove dice in sostanza che dovrà fare l’opposto dei predecessori. La nomina avviene poco prima dell’inizio del doppio Sinodo dove capisaldi della fede saranno messi in discussione. Tra l’altro questa nomina, se la psicologia di Bergoglio non fosse così contorta, sembrerebbe quasi un endorsement per il futuro Conclave laddove Fernandez sarebbe come Ratzinger per Giovanni Paolo II.

Fernandez è il vero ghost writer del papa; c’è lui dietro i punti più contestati del suo magistero. Quando però ha avuto bisogno di giustificare questi punti, non potendo spendere il nome di Fernandez (che di fatto non è considerato un teologo di punta) si è affidato di volta in volta ai vari Kasper, Forte e Shonborn.

Se non è una specie di dichiarazione di guerra questa non so cosa possa esserlo…

mario mancusi
8 mesi fa
Rispondi a  Remox

Remox che possa essere Fernandez il nuovo Giuda che tradirà Bergoglio diventando lui il secondo falso ?? Comunque stando a Garabandal al termine di questo sinodo ci sarà lo scisma , tutto sembra convergere.

Remox
Editor
8 mesi fa
Rispondi a  mario mancusi

Non lo so, si vedrà. E’ un candidato come altri…

Sombrero
8 mesi fa
Rispondi a  Remox

Ok capito grazie Remox.

Dimash
8 mesi fa
Rispondi a  dott.G.I.

Dott G.I. và anche considerato che uno o più dei Cardinali elettori creati da Francesco potrebbero rinsavire, come lo potrebbe fare anche Francesco stesso. Per cui ,dopo Francesco, potrebbe essere eletto un Papa non modernista anche da un piccolo gruppo di Cardinali creati da questi. .

Dimash
8 mesi fa
Rispondi a  Dimash

Specifico meglio. Non modernista e Cardinale creato a suo tempo da GPII o da BXVI, nel caso sia vera la tesi di Cionci della Sede vacante dopo Papa Ratzinger. Mentre nel caso non sia vera tale tesi, non modernista anche se creato da Francesco, ma con idee ortodosse, perché nel frattempo rinsavito. In quest’ultimo caso il Cardinale che diventerà vero Papa, vero successore di Pietro, potrebbe essere anche un Cardinale creato da Francesco. Se ci sarà solo un ultimo vero Papa di questi tempi, Petrus Romanus dovremmo ricercarlo anche tra i Cardinali eletti da Francesco. Se invece fosse vera la tesi di Cionci, Petrus Romanus sarebbe da individuare in un sempre più stretto numero di Cardinali creati da GPII o da BXVi. Secondo lei chi potrebbe essere?

dott.G.I.
8 mesi fa
Rispondi a  Dimash

“Petrus Romanus dovremmo ricercarlo anche tra i Cardinali eletti da Francesco. Se invece fosse vera la tesi di Cionci, Petrus Romanus sarebbe da individuare in un sempre più stretto numero di Cardinali creati da GPII o da BXVi. Secondo lei chi potrebbe essere?” (Dimash)

Sì, è vero, anche tra i cardinali creati da Francesco potrebbe emergere Petrus Romanus (se non sorgeranno invalidità in futuro). Non sempre, infatti, i cardinali manifestano esternamente e in modo netto i loro orientamenti, le loro tendenze o indirizzi di governo che potrebbero assumere qualora fossero eletti Papi. E poi, va aggiunto che, in tempi di tribolazione e persecuzione aperta, la reazione di alcuni potrebbe essere inaspettata e insospettabile.

I cardinali creati da GPII e BXVI attualmente (agosto 2023) sono ridotti a questi (e possono solo diminuire):

Giovanni Paolo II (Elettori: 9) 

BARBARIN Card. Philippe 17-10-1950 Elettore Francia
BOZANIĆ Card. Josip 20-03-1949 Elettore Croazia
CIPRIANI THORNE Card. Juan Luis 28-12-1943 Elettore Perù
ERDŐ Card. Péter 25-06-1952 Elettore Ungheria
OUELLET Card. Marc, P.S.S. 08-06-1944 Elettore Canada
PENGO Card. Polycarp 05-08-1944 Elettore Tanzania
PULJIĆ Card. Vinko 08-09-1945 Elettore Bosnia ed Erzegovina
SCHÖNBORN Card. Christoph, O.P. 22-01-1945 Elettore Austria
TURKSON Card. Peter Kodwo Appiah 11-10-1948 Elettore Ghana

Benedetto XVI (Elettori: 30)

ALENCHERRY Card. George 19-04-1945 Elettore India
AVIZ Card. João Braz de 24-04-1947 Elettore Brasile
BETORI Card. Giuseppe 25-02-1947 Elettore Italia
BURKE Card. Raymond Leo 30-06-1948 Elettore Stati Uniti d’America
CAÑIZARES LLOVERA Card. Antonio 15-10-1945 Elettore Spagna
COLLINS Card. Thomas Christopher 16-01-1947 Elettore Canada
COMASTRI Card. Angelo 17-09-1943 Elettore Italia
DiNARDO Card. Daniel Nicholas 23-05-1949 Elettore Stati Uniti d’America
DOLAN Card. Timothy Michael 06-02-1950 Elettore Stati Uniti d’America
EIJK Card. Willem Jacobus 22-06-1953 Elettore Paesi Bassi
FILONI Card. Fernando 15-04-1946 Elettore Italia
GRACIAS Card. Oswald 24-12-1944 Elettore India
HARVEY Card. James Michael 20-10-1949 Elettore Stati Uniti d’America
KOCH Card. Kurt 15-03-1950 Elettore Svizzera
MARX Card. Reinhard 21-09-1953 Elettore Germania
NJUE Card. John 31-12-1944 Elettore Kenya
NYCZ Card. Kazimierz 01-02-1950 Elettore Polonia
O’MALLEY Card. Seán Patrick, O.F.M. Cap. 29-06-1944 Elettore Stati Uniti d’America
ONAIYEKAN Card. John Olorunfemi 29-01-1944 Elettore Nigeria
PATABENDIGE DON Card. Albert Malcolm Ranjith 15-11-1947 Elettore Sri Lanka
PIACENZA Card. Mauro 15-09-1944 Elettore Italia
RICARD Card. Jean-Pierre 25-09-1944 Elettore Francia
ROBLES ORTEGA Card. Francisco 02-03-1949 Elettore Messico
RYŁKO Card. Stanisław 04-07-1945 Elettore Polonia
SANDRI Card. Leonardo 18-11-1943 Elettore Argentina
SARAH Card. Robert 15-06-1945 Elettore Guinea
SCHERER Card. Odilo Pedro 21-09-1949 Elettore Brasile
TAGLE Card. Luis Antonio Gokim 21-06-1957 Elettore Filippine
THOTTUNKAL Card. Baselios Cleemis 15-06-1959 Elettore India
WOELKI Card. Rainer Maria 18-08-1956 Elettore Germania

A parte l’ipotesi Parolin (di cui parlai), alcuni autori cattolici in rete pensano alla possibilità che possa essere eletto un Papa tedesco e puntano decisamente su Woelki.
Questo perché c’è la famosa profezia del Papa fuggitivo a Colonia.

Il Papa fuggirà a Colonia (Germania):

Helen Wallraff (XIX secolo): “Un giorno un Papa fuggirà da Roma in compagnia di soli quattro cardinali…e loro verranno a Colonia.”

Sulla base di questi dati, e ipotizzando che il Papa sia tedesco, i possibili candidati sono tre:

Rainer Maria Woelki 18/08/1956
Reinhard Marx 21/09/1953
Gerhard Ludwig Müller 31/12/1947

Il cardinale Marx fa parte del team di Kasper; il cardinale Gerhard Ludwig Muller ha causato alcune polemiche in passato.
Resterebbe il cardinale Woelki.

Il cardinale Rainer Maria Woelki non solo è tedesco (e giovane), ma è anche nato nella città di Colonia, ed è attualmente arcivescovo dell’arcidiocesi di Colonia (al momento ha offerto le dimissioni al papa, ma non sono state ancora accettate).
Se dovesse fuggire da Roma – dicono questi autori – dove andrebbe a rifugiarsi se non nella sua città natale, di cui è (o è stato) anche arcivescovo?
Senza dimenticare che, secondo molte profezie nordiche (anche secondo Irlmaier), l’area intorno a Colonia vedrà la terribile battaglia finale:

Questa è l’ora del sangue. La città di Colonia vedrà quindi una terribile battaglia. Qui molti stranieri vengono uccisi e uomini e donne combattono per la loro fede. E non sarà possibile evitare una terribile devastazione a Colonia, che fino ad allora era vergine. E si camminerà col sangue fino alle caviglie.

Ma alla fine sorgerà un re straniero che lotterà per la causa dei giusti. Il resto dei nemici fugge alla betulla [Westfalia]. Qui la battaglia finale viene combattuta per la buona causa.

https://profezie3m.altervista.org/ptm_profx_bernhardrembort.htm

Poi, c’è sempre come elettore il cardinale Turkson (Peter Kodwo Appiah) che porta il nome di Pietro associato al nome della più importante via romana antica: la via Appia, regina viarum, la regina delle strade che portano a Roma (anche l’apostolo Pietro la percorse).
Sono ipotesi da tener presente.

eranuova
8 mesi fa
Rispondi a  dott.G.I.

voi fate calcoli su chi potrebbe essere il ‘traditore’ e lo ricercate fra i fedeli di Francesco, ma in realtà, se vogliamo dar credito alle profezie ‘credibili’, il traditore (l’Anticristo) sarà uno dal passato integerrimo e la cui caduta sarà inattesa e scandalizzerà molti, per cui non può essere un appartenente alla schiera di Francesco (secondo le vostre teorie)…

mario mancusi
8 mesi fa
Rispondi a  eranuova

Francesco infatti passato integerrimo

Dimash
8 mesi fa
Rispondi a  dott.G.I.

Moltissime grazie. La mia richiesta era un pò azzardata e forse inopportuna, tanto che volevo quasi cancellarla. Sono contento che però il sistema non me lo ha più permesso di fare, era diventato ormai tardi. Ancora grazie e lode al Signore.

mario mancusi
8 mesi fa
Rispondi a  Dimash

Dott.g.I. Se non sbaglio può essere nominato Papa qualsiasi battezzato, quindi esiste anche l’ipotesi remota che Petrus Romano non sia un Cardinale, ma che possa essere nominato chiunque, sbaglio??

https://www.treccani.it/enciclopedia/papa_%28Enciclopedia-dei-ragazzi%29/#:~:text=Soltanto%20i%20cardinali%20riuniti%20in,–%20potrebbe%20diventare%20papa.

COME SI ELEGGE IL PAPA

Soltanto i cardinali riuniti in conclave hanno diritto a eleggere il papa, che solo per consuetudine viene sempre scelto tra i cardinali stessi: teoricamente, infatti, anche un semplice sacerdote – o addirittura un laico! – potrebbe diventare papa.

Se non sbaglio ci sono alcune profezie che indicano che un Papa forse Petrus Romano o il Papa Santo venga nominato direttamente dal cielo, non ho certezza però della veridicità di tale profezia

Dimash
8 mesi fa
Rispondi a  mario mancusi

Si ‘ il Papa può essere anche un laico, come lo era Pietro, però mi sa che si addica più al Papa Santo che sia un laico. Infatti Nostradamus indicava che sarà un Papa che nessuno si aspettava, anche perché sarà un laico, possibilmente? Concordo poi con Remox che Petrus Romanus potrebbe essere eletto da un altro conclave, quello non riconosciuto dal Mondo e dalla falsa chiesa, che sarà erroneamente considerata dai più quale chiesa ufficiale

Riesz_
P.Riesz_
8 mesi fa
Rispondi a  mario mancusi

L’eventuale elezione di un nuovo papa legittimo o meno non è una avvenimento esclusivo all’interno della chiesa ma il risultato di pressioni formidabili dall’area laica in special modo dalla massoneria e dai poteri forti che non molleranno la presa; hanno lavorato da molto tempo ed agiscono ormai dall’interno della chiesa. All’esterno della chiesa la situazione europea è preagonica e la corruzione è la prassi consolidata ed il conseguente servilismo in ogni settore è totale. Impossibile eleggere un nuovo papa che ponga rimedio alla situazione attuale, sia per motivi interni sia per motivi esterni con particolare riferimento all’Europa e all’Italia.
https://megasalexandros.it/leuropa-e-finita/
di Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani)
{Il momento storico è certamente di quelli da definirsi epocali, se il futuro nuovo che ci aspetta sarà migliore o peggiore, questo solo Dio lo sa. E molto dipenderà dalla quantità di umanità presente nei cromosomi di quelli che saranno i nuovi poteri che sono in procinto di conquistarsi il diritto di condurre il nuovo mondo che sta per nascere e le vite di coloro che lo popolano.
Una cosa però è certa e parafrasando con parole forti, ma certamente non fuori luogo, la famosa frase che Tommaso Buscetta sbatté in faccia a Totò Riina, durante il loro, ormai famoso confronto nel Maxiprocesso alla Mafia:

L’Europa è finita!

Buscetta aveva ragione, quando gridò a Riina che la Mafia, così come lo era nei loro ideali, era finita. Gli anni avvenire ci hanno dimostrato come il potere mafioso, da sempre fulcro del sistema di potere che giace nel nostro paese, abbia abdicato nei confronti di quel potere piduista di stampo massonico, per assumerne in modo subalterno il ruolo di “braccio armato”.
Gli ideali, seppur malsani, ma attenti all’onore ed al territorio dei mafiosi di un tempo, hanno lasciato il posto alla selvaggia diabolicità dei massoni deviati odierni, che non guarda in faccia a niente ed a nessuno, eccetto che all’accumulo infinito della ricchezza personale ed al controllo totale della vita altrui.
Sono i poteri che impossessatosi delle nostre istituzioni, un tempo democratiche, trasformando il nostro paese in una vera e propria oligarchia a tinte perfettamente massonica, ci hanno prima condotto ed oggi ci tengono ben stretti dentro la gabbia dell’Euro.
L’Euro, una moneta coloniale da sempre pensata ed esclusivamente funzionale a quello che è il vero obiettivo per cui è stata realizzata: saccheggiare nazioni e popoli.
Il cinque per cento di quei poteri europei che per trenta anni hanno creduto di poter vivere all’infinito di magheggi finanziari, comodamente seduti sui divani delle loro suite – certi che per mangiare sarebbe stato sufficiente spolpare all’infinito il restante novantacinque per cento di chi abita e lavora nel continente – oggi si ritrovano con una Europa che non produce più niente e drammaticamente non autosufficiente in quanto ad energia e prodotti di base provenienti dalla terra, per mancanza di spazi nella coltivazione. ….
Gli USA negli ultimi due, forse tre anni, di fronte ad eventi storici, stanno giocando un ruolo ambiguo, che però di fatto collima con quelle che invece sono le mosse chiare ed esplicite delle due altre potenze mondiali rappresentate da Cina e Russia.
Gli Sati Uniti ed il loro presidente fantoccio Biden, apparentemente al fianco della UE nel conflitto in Ucraina, all’interno del Patto Atlantico rappresentato da una NATO sempre più in declino sul fronte internazionale, di fatto ha sempre usato la tattica dell’armiamoci e partite, facendo mettere la faccia a Draghi e co. e rimetterci le penne ai popoli europei, che sono oggi i soggetti maggiormente colpiti dalle sanzioni messe in atto contro la Russia.
E mentre tutti gli analisti stanno correndo ai ripari per correggere al rialzo le loro nefaste previsioni di crescita nei confronti di Mosca, l’Eurozona, al contrario è entrata in quella che viene definita una recessione tecnica, stante il fatto che il prodotto interno lordo complessivo, ha fatto segnare una variazione congiunturale negativa per due trimestri consecutivi. ….
E non come d’incanto ma perché, come sostengo da sempre, una forte spinta alla crescita dell’economia russa, è stata data dalla imponente spesa statale, aumentata del 50%, per sostenere la guerra.
L’inatteso boom per molti, ma non per chi vi scrive, ha costretto anche la banca centrale russa guidata da Elvira Nabiullina, sinora particolarmente prudente nelle sue previsioni, a rivedere in modo deciso le previsioni sul Pil per il 2023, atteso in crescita fino al 2,5%.
Stesso discorso vale anche per gli USA con un Pil che nel primo trimestre del 2023 cresce del 2% ed un tasso di disoccupazione in forte calo. Anche in questo caso, hanno contribuito in modo determinante i massicci deficit governativi che hanno raggiunto persino il 9% del Pil. ….
Come vedete, nel resto del mondo di fame non si muore e nemmeno si passano le notti insonni per rincorrere le rateizzazioni per mutui e bollette. E se a questo aggiungiamo che anche nelle terre coloniali africane – dove i poteri europei da sempre hanno spadroneggiato, ed oggi si mangia, grazie agli accordi sul grano di Putin – sono in atto vere e proprie rivoluzioni per cacciare i coloni, con l’esercito USA fermo a guardare, beh….. credo proprio che per l’Europa e chi la comanda le ore siano pressoché contate.}

L’Europa e l’Italia sono finite:
Gekaufte Journalisten – Wie Politiker, Geheimdienste und Hochfinanz Deutschlands Massenmedien lenken – UDO ULFKOTTE – GIORNALISTI ACQUISTATI – Come politici, servizi segreti e alta finanza guidano i mass media tedeschi – dalla prefazione:

{LSD? crack? Tè Datura? Cocaina? metanfetamine? Di fronte alla cronaca dei nostri media di qualità, spesso ci si chiede quali droghe si consumino nelle redazioni. Non sembrano più essere molto vicini lì. Cosa mescolano nel loro muesli al mattino? Molti giornalisti hanno ovviamente perso il contatto con la realtà. Mentre milioni di persone là fuori sono preoccupate di come far fronte all’aumento degli affitti e dei prezzi del cibo, alcuni giornalisti stanno cercando di entrare in contatto con la stessa élite che è responsabile della sofferenza di un numero sempre maggiore di persone. E mentre l’UE può solo ritardare i fallimenti statali stampando costantemente denaro, i nostri principali media, nello spirito dell’élite finanziaria, chiedono l’ammissione di altri stati in crisi in bancarotta nell’UE. Troppo

crack? Troppo LSD? O è la cocaina nelle redazioni? Mentre i cittadini sono stufi della morte delle missioni all’estero, alcuni rappresentanti dei media indossano i loro elmetti d’acciaio e assecondano felicemente gli americani nella pianificazione di nuove missioni di guerra. Sono queste le conseguenze della metanfetamina?

Allo stesso tempo, i nostri giornalisti alfa hanno un blackout totale. In qualche modo non possono o non vogliono ricordare come hanno scritto la guerra in Iraq o la missione in Afghanistan con parole gloriose. Come si sono accorti della crisi finanziaria e del crollo dell’euro solo quando ogni cittadino ne soffriva già gli effetti. E quando un aereo passeggeri si è schiantato sull’Ucraina nel 2014, volevano mandare immediatamente i nostri soldati in guerra contro la Russia, ancor prima che fosse chiaro chi fosse il responsabile dell’incidente. Prevenire spargimenti di sangue incoraggiando altri spargimenti di sangue: un principio killer. Solo in Iraq, lo testimoniano più di 100.000 civili morti, che hanno perso la vita lì perché i nostri media – con pochissime eccezioni – avevano salutato così freneticamente la guerra in Iraq in una frenesia allucinatoria. Quindi chi o cosa controlla i pazzi nei nostri principali media? Fanno davvero uso di droghe? O la follia sistematica ha ragioni completamente diverse? Ci sono forse specialisti della propaganda sullo sfondo? In passato, questa sarebbe stata certamente liquidata come teoria del complotto. Ma oggi sappiamo che i giornalisti di rinomate testate sono il bersaglio principale degli “spin doctor” che vogliono determinare il potere interpretativo sulle nostre notizie. Soprattutto i governi degli Stati Uniti e gli israeliani lavorano in questo modo. Esistono persino manuali su come influenzare i media di qualità. | > Nota | Una cosa è chiara: chiunque lavori in noti media dovrebbe esercitare estrema cautela nei confronti dei gruppi di pressione, compresi quelli americani e israeliani. Come vedremo, certi giornalisti fanno esattamente il contrario. Ovviamente si sentono molto a loro agio nelle ragnatele dei gruppi di influenza americani e israeliani in particolare. E si vantano persino di essere imbozzolati lì, sottolineando con orgoglio la loro “appartenenza” ai circoli più controversi. …}

https://ladagadinchiostro.com/2015/03/03/limpero-atlantico-della-menzogna-la-parola-al-pentito-ulfkotte/

di Marcello D’Addabbo

{I giornalisti comprati: l’impero atlantico della menzogna In Germania il caso Ulfkotte è ormai esploso in tutta la sua enormità. Nei talk show risuonano le parole del corrispondente esteri del più prestigioso quotidiano tedesco, “Frankfurter Allgemeine Zeitung” «per diciassette anni sono stato pagato dalla CIA, io e altri centinaia abbiamo lavorato per favorire la Casa Bianca». Questo è l’inquietante quadro descritto nel libro che Udo Ulfkotte ha da poco pubblicato in patria dal titolo eloquente: Giornalisti comprati. Il libro descrive il controllo dei media tedeschi, e occidentali in genere, attraverso una fitta rete di corruzione e di pressioni esercitate da parte degli americani mediante apparati di intelligence, ambasciate Usa, fondazioni, lobby e istituzioni atlantiste (sono citate tra le tante il Fondo Marshall, l’Atlantic Bridge e l’Istituto Aspen). Il fine di tale incessante attivismo operato nelle retrovie dei mass media, secondo le rivelazioni dell’autore, è quello di costruire una interpretazione degli accadimenti internazionali sempre unilaterale e compiacente verso Washington. Si racconta di programmi specifici per i giornalisti, disposti dalle ambasciate statunitensi in Germania e in Italia, nei quali è previsto un compenso che arriverebbe alla cifra di ventimila euro per scrivere articoli filostatunitensi. Ma non si tratta solo di dazioni in denaro, c’è l’altro mezzo di pressione, quello che solletica di più il narcisismo da cui i giornalisti sono maggiormente affetti, ovvero le gratifiche in campo professionale: premi, collaborazioni, incarichi, convegni nei mitologici e prestigiosi campus universitari americani, viaggi pagati, riconoscimenti pubblici di ogni genere, insomma una tentazione irresistibile. Il volto seducente del potere, cemento a presa rapida per costruire la casa sicura della narrazione mediatica ufficiale con l’aiuto di un esercito di professionisti mercenari dell’informazione a completa disposizione. «Prima di tutto» racconta «è necessario rendere autorevole il giornalista a libro paga, facendo riportare i suoi articoli, dandogli copertura internazionale e premiando i suoi libri. Molti premi letterari non sono altro che premi alla fedeltà propagandistica dell’autore che li pubblica, non molto differentemente dal premio “eroe del lavoro” nella ex Germania Est comunista». Ulfkotte ricorda esperienze personali, come quella, decisamente ridicola, dell’improvviso conferimento della cittadinanza onoraria dello stato americano dell’Oklahoma, in assenza di alcun legame apparente tra il suo lavoro e quel territorio. Poi, sullo sfondo di questa realtà patinata di favori e grandi alberghi, si muovono i servizi segreti e le pressioni quando serve non mancano: «Spesso vengono a trovarti in redazione, vogliono che scrivi un pezzo» rivela nel libro. In occasione della crisi libica del 2011, racconta di quando fu imbeccato da individui dei servizi tedeschi per annunciare sul suo giornale, quasi fosse un dato assodato, che Gheddafi era in possesso di armi chimiche pronte per essere usate contro il popolo inerme, ovviamente senza avere alcun riscontro da fonti verificate. Se invece si trasgredisce la linea filoatlantica le conseguenze sono altrettanto note, ovvero la perdita del lavoro, il triste isolamento professionale, fino alle minacce dirette e alle persecuzioni (lui stesso sostiene di aver subito sei perquisizioni nella sua abitazione con l’accusa di aver rivelato segreti di stato). Ma perché mai un pezzo da novanta del giornalismo tedesco si esporrebbe in questo modo, ad un’età – cinquantacinque anni – che gli avrebbe consentito di proseguire la sua brillante carriera ancora per lungo tempo, facendo esplodere una simile bomba mediatica e mettendo sotto accusa l’intero sistema mediatico occidentale? Egli stesso ha risposto a questa domanda nel corso delle numerose interviste di questi giorni, parlando di una crisi di coscienza irreversibile, del suo non avere figli e del suo stato di salute precario (pare abbia già alle spalle tre infarti). Udo Ulfkotte, dopo una vita di squallidi compromessi con il potere a scapito della verità dell’informazione, vuole tornare a guardarsi di nuovo allo specchio per il tempo che gli resta da vivere. Sembra riemerso in lui quell’alto senso della vergogna tipico della coscienza morale tedesca, quell’amore germanico per la verità che desta di solito grande ammirazione. «Ho voluto scrivere questo libro perché tante persone che ci guardano hanno la sensazione che quello che vedono come una notizia non sia in realtà una notizia, ma pura propaganda e disinformazione. Ma non ne hanno le prove. Per questo motivo ho citato centinaia e centinaia di nomi di giornali tedeschi ed esteri, che producono propaganda e disinformazione, e ho fornito le prove di questo». E alcuni dei personaggi citati, come era ovvio, hanno reagito a cominciare da Günther Nonnenmacher, collega e coeditore della “Frankfurter Allgemeine”, che bolla le accuse di Ulfkotte come «astruse e ridicole» dichiarando che l’ex giornalista ha avuto «gravi problemi di salute in seguito ai quali soffrirebbe di sdoppiamento della personalità»(!). Un matto lucido a sufficienza, però, da analizzare le carriere di trecentoventuno personaggi, i loro percorsi e presenze segnate negli annuari delle organizzazioni che si occupano della manipolazione delle informazioni a vantaggio degli Stati Uniti (ma a quanto pare anche dell’Ue), organizzando incontri e agevolando carriere. Memorabile il racconto degli incontri sul lago di Garda tra questi mercenari della penna tedeschi ed italiani, radunati nella villa che fu la residenza del cancelliere tedesco Adenauer e gli agenti della CIA pronti a trasportarli su un battello diretto a Bellagio dove sono attesi dai membri della Fondazione Rockfeller. È prevedibile che alla fine si cerchi di archiviare tutto ciò nello scaffale della solita letteratura cospirazionista, consueto alibi usato dal potere per emarginare, screditandoli, coloro che gli si oppongono. Ma Ulfkotte non parla di rettiliani bensì di persone note, cita grandi giornali e televisioni e indica con precisione gli argomenti che secondo la sua lunga esperienza professionale ha imparato ad evitare per non vedersi stroncare la carriera (come ad esempio scrivere pro Putin, Russia, Cina, Iran, Assad ecc…). Inoltre, sappiamo come la dominazione angloamericana sul continente europeo fin dal dopoguerra si è perpetuata attraverso la colonizzazione dell’immaginario collettivo e che in tale opera il dominio dell’informazione ha avuto una parte preponderante. Questo non ce l’ha insegnato certo Ulfkotte. Potremmo ricordare di sfuggita Arrigo Levi e Renato Mieli, (papà di Paolo ex direttore del “Corriere”) tornati in Italia nel 1945 sugli automezzi dei “liberatori” americani a insegnarci la democrazia. Venuto tra noi in uniforme USA, con i gradi di ufficiale, nei primi mesi di occupazione, Renato Mieli era un «capitano Smith» (o qualcosa del genere) a cui i giornalisti italiani dovevano rivolgersi per ottenere l’autorizzazione a lavorare e ad aprire giornali, insomma il responsabile dell’ epurazione morbida del giornalismo per conto degli Alleati. Allora, parlava esclusivamente inglese. Subito dopo, fondò…l’ANSA. Ancora qualche mese e molti di quei giornalisti che avevano chiesto l’autorizzazione a scrivere al capitano Smith si stupirono poi di ritrovarlo, sotto il nome di Renato Mieli, come direttore de “L’Unità”. L’organo del PCI diretto da un ufficiale americano? Evidentemente l’OSS (futura CIA) aveva deciso che occorreva loro un controllore dentro quel partito. Cosa ancora più significativa, durante la guerra Mieli-padre aveva fatto parte dello staff anglo-americano del“Psychological Warfare Branch” (traducibile come “Divisione per la guerra psicologica”) che fu un organismo del governo militare angloamericano incaricato della gestione dei mezzi di comunicazione (e perciò della propaganda) italiani: stampa, radio e cinema. Fu attivo nel periodo tra il 10 luglio 1943 (sbarco alleato in Sicilia) e il 31 dicembre 1945. Ma per anni in Italia di questi episodi non si è voluto o potuto parlare. A dimostrare il mutamento delle condizioni storiche è sufficiente il dato che in questi giorni il libro di Udo Ulfkotte in Germania è balzato al settimo posto nella lista dei bestseller nazionali , al tredicesimo in quella del settimanale “Der Spiegel” e al quinto nella lista top 100 di Amazon. Il libro ha sollevato il coperchio su un gigantesco sistema di corruzione e pressione che pone un’ipoteca definitiva sull’ultimo dogma intoccabile del mondo occidentale, quello del pluralismo dell’informazione e della libertà di opinione. Con esso crolla miseramente anche il mito angloamericano e hollywoodiano dei “cronisti d’assalto” che con l’audacia di Davide contro Golia sfidano i massimi livelli del potere sollevando scandali e disarcionando potenti e capi di stato. Il mito dello scandalo Watergate, sollevato dai cronisti del “Washington Post”, Bob Woodward e Carl Bernstein, rappresentati nel celebre film da Robert Redford e Dustin Hoffman, che portò nell’agosto del 1974 alle dimissioni del feroce presidente repubblicano Nixon. Un mito che è stato esaltato in Italia fino alla nausea dalla sinistra buonistaveltroniana come prova del vigore della sana democrazia americana e del controllo efficace dei media sul potere. Qui risulta invece che è il potere americano a controllare l’informazione ed in modo piuttosto capillare. In Italia il silenzio assordante dei media mainstream sul caso Ulfkotte potrebbe indurre a facili e scontate conclusioni (dato che il giornalista del “Frankfurter” cita a più riprese la collusione di organi di informazione di casa nostra come “La Stampa”, “La Repubblica”, Rai ecc..). Resta il fatto che la nebbia qui da noi è stata squarciata soltanto dalle lodevoli eccezioni delle recensioni apparse sul blog di Beppe Grillo e sul Fatto Quotidiano. Tuttavia saremmo degli ingenui ad aspettarci che Travaglio e la Guzzanti inizino una campagna sulla “trattativa Cia-giornalisti”. La “tela di ragno” descritta dalla storica penna del Frankfurter, riguarda soprattutto i vertici del giornalismo ufficiale, ovvero coloro che, come lui stesso ha fatto nell’arco di ben diciassette anni, sono nella posizione di poter filtrare i messaggi che devono arrivare alla massa. Questa tela è diretta ad irretire non singoli individui ma intere società con l’evidente obbiettivo di manipolarle per garantire la continuità delle oligarchie finanziarie, politiche e militari di Stati Uniti e Ue e le loro decisioni criminali. È una realtà i cui effetti sono visibili quotidianamente ogni volta che si ha la sfortuna di aprire un grande quotidiano o di ascoltare un telegiornale mainstream, sia che si occupi di crisi Ucraina o Isis, Libia o Corea del Nord, non fa differenza. Ci sono sempre i buoni e i cattivi, armi democratiche usate per il bene dell’umanità e dall’altra parte spietati dittatori sanguinari da abbattere per evitare che ci distruggano, anche se, come sempre, non hanno mai manifestato questo proposito in vita loro… Come ha detto efficacemente lo scrittore Andrea Camilleri: «È grazie al sistema politico-economico instauratosi nel dopoguerra, con un notevole incremento a partire dagli anni ’70, che le nostre generazioni vengono ‘bombardate’ da ‘armi di convinzione di massa’, che similmente a quelle di distruzione di massa, non hanno portato libertà e democrazia, bensì assoggettamento mercantile ed ampliamento dell’impero della mente anglo-americano nel nostro Paese». Ma il caso Ulfkotte potrebbe rappresentare il punto di non ritorno di una presa di coscienza collettiva. Il Re è nudo.}

La presa di coscienza riguarda uno sparuto gruppo di persone; la maggior parte del mondo occidentale è sotto il dominio massonico e Bergoglio domina la maggior parte dei fedeli e della gerarchia cattolica per il raggiungimento di uno stesso fine. Solo un cataclisma politico e sociale potrebbe interrompere il trend attuale.

dott.G.I.
8 mesi fa
Rispondi a  mario mancusi

“Se non sbaglio ci sono alcune profezie che indicano che un Papa forse Petrus Romano o il Papa Santo venga nominato direttamente dal cielo, non ho certezza però della veridicità di tale profezia.” (Mario Mancusi)

Secondo il Diritto Canonico, i requisiti per diventare Pontefice sono tre e sono rimasti immutati nei secoli:

1) essere maschio (di sesso maschile, con più di 35 anni)
2) essere battezzato (aver ricevuto il Sacramento del Battesimo)
3) essere celibe (non aver contratto un matrimonio cattolico)

Non è quindi necessario essere cardinale, vescovo o avere una carica religiosa.

Tuttavia, il “Papa laico” non è proprio possibile.
Infatti, il maschio battezzato celibe che venisse eletto papa (sebbene l’elezione di un non vescovo sia avvenuta raramente), se non ha ancora ricevuto gli Ordini sacri, gli vengono subito conferiti e viene consacrato vescovo.

Il canone 332 lo prevede espressamente:

Can. 332 – § 1. Il Sommo Pontefice ottiene la potestà piena e suprema sulla Chiesa con l’elezione legittima, da lui accettata, insieme con la consacrazione episcopale. Di conseguenza l’eletto al sommo pontificato che sia già insignito del carattere episcopale ottiene tale potestà dal momento dell’accettazione. Che se l’eletto fosse privo del carattere episcopale, sia immediatamente ordinato Vescovo.

https://www.vatican.va/archive/cod-iuris-canonici/ita/documents/cic_libroII_331-335_it.html

Ciò significa che il neoeletto Pontefice non otterrà MAI la “potestà piena e suprema sulla Chiesa” se non viene prima consacrato vescovo: occorre “l’elezione legittima, da lui accettata, insieme con la consacrazione episcopale” (acceptatio “una cum episcopali consecratione”).

Il motivo è molto semplice: il Papa è Vescovo di Roma. Come potrebbe un non vescovo essere Vescovo di Roma?

Dunque, qualsiasi neoeletto che manchi del “carattere episcopale”, deve ricevere gli Ordini sacri (“statim ordinetur Episcopus”, “subito sia ordinato vescovo”).

Riguardo alla profezia di un Papa nominato direttamente dal Cielo (meglio: indicato), essa è vera ed è dovuta alla beata Anna Maria Taigi. Però riguarda un Papa (indicato dai santi Pietro e Paolo mediante un segno sul capo) che verrà dopo il Castigo dei tre giorni di tenebre, quando ci sarà il trionfo della Chiesa. La luce si poserà sul cardinale designato, ma egli dovrà poi essere regolarmente eletto nel conclave. Sarà solo un’indicazione celeste (un segno) per i cardinali elettori sopravvissuti ai tre giorni.

“Dopo i tre giorni di tenebre, i santi Pietro e Paolo, discesi dal cielo… designeranno un nuovo papa. Una grande luce brillerà dai loro corpi e si poserà sul cardinale, il futuro Pontefice… Allora il cristianesimo si diffonderà in tutto il mondo. Intere nazioni si uniranno alla Chiesa poco prima del regno dell’Anticristo. … Ci saranno innumerevoli conversioni di eretici, che torneranno in seno alla Chiesa… Russia, Inghilterra e Cina entreranno nella Chiesa”.

https://profezie3m.altervista.org/ptm_profx_taigi.htm

Secondo le profezie della beata Taigi, la Chiesa sarà senza un Papa poco prima e durante i tre giorni di tenebre (parallelo con la morte e sepoltura di Gesù); dopo i tre giorni di tenebre, i cardinali sopravvissuti o convertiti eleggeranno il nuovo Papa:

Verrà sopra la terra l’oscurità immensa che durerà tre giorni e tre notti. Nulla sarà visibile e l’aria sarà nociva e pestilenziale e recherà danno, sebbene non esclusivamente ai nemici della Religione. Durante questi tre giorni la luce artificiale sarà impossibile; arderanno soltanto le candele benedette. Durante tali giorni di sgomento, i fedeli dovranno rimanere nelle loro case a recitare il Rosario e a chiedere Misericordia a Dio. Tutti i nemici della chiesa (visibili e sconosciuti) periranno sulla Terra durante questa oscurità universale, eccettuati soltanto quei pochi che si convertiranno per eleggere un nuovo Papa.

mario mancusi
8 mesi fa
Rispondi a  dott.G.I.

Quindi, secondo questa descrizione dovrebbe essere il Papa Santo con lui infatti si avrà la conversione di tutti gli eretici?? Anche perché Petrus Romano non sopravviverà alla tribolazione. Comunque sarà eletto un Cardinale

eranuova
8 mesi fa
Rispondi a  mario mancusi

quali eretici? dopo i tre giorni non vi saranno più eretici, dal momento che le prove formidabili che Dio ha dato all’uomo appariranno chiare a tutti i sopravvissuti e i ‘nemici della chiesa’ (quindi anche gli eretici) saranno stati tutti spazzati via dall’ultimo grande castigo: che senso avrebbe dunque un papa santo dopo la grande tribolazione? sarebbe logico pensarlo ‘durante’, per lottare e fare argine alla persecuzione violenta contro i cristiani prima di quei giorni finali…

mario mancusi
8 mesi fa
Rispondi a  eranuova

Le profezie dicono che il Papa Santo riporterà gli scismatici ortodossi e le varie sette in seno alla Chiesa Cattolica e la conversione dei pagàni , dott.g.i. Puoi chiarire grazie

dott.G.I.
8 mesi fa
Rispondi a  mario mancusi

Il Papa di cui parla la beata Taigi è un Papa santo eletto subito dopo i tre giorni di tenebre.

«Tutti i nemici della Chiesa (visibili e sconosciuti) periranno sulla Terra durante questa oscurità universale, eccettuati soltanto quei pochi che si convertiranno per eleggere un nuovo Papa.» (Beata Taigi)

Come dice anche la beata Canori (amica della Taigi) nel suo Diario (l’ho citato nell’articolo su di lei), nei tre giorni di tenebre periranno tutti gli empi, ma la Chiesa sarà riordinata dopo, con questo santo Pontefice. Tre giorni sono un Castigo fulmineo per operare la restaurazione di cui c’è bisogno. I cosiddetti “eretici” che si convertiranno saranno tutti i non cattolici, che in seguito chiederanno di entrare nella Chiesa. Durante i tre giorni si pentiranno e si convertiranno interiormente (riconoscendo il vero Dio), ma solo in seguito daranno gloria e onore alla Chiesa cattolica. Infatti, la beata Taigi di questo Papa santo dice che: “Alla fine, egli avrà il dono dei miracoli e il suo nome sarà lodato su tutta la terra”. Per merito suo ci saranno queste conversioni.

“Il santo [san Pietro] scelse il nuovo pontefice, fu riordinata tutta la Chiesa secondo i veri dettami del santo Evangelo, si ristabilirono gli ordini religiosi, e tutte le case dei cristiani divennero tante case religiose, tanto era il fervore, lo zelo della gloria di Dio, che tutto era ordinato all’amore di Dio e del prossimo. In questa maniera si formò in un momento il trionfo, la gloria, l’onore della Chiesa cattolica: da tutti era acclamata, da tutti stimata, da tutti venerata, tutti si diedero alla sequela di essa, riconoscendo tutti il vicario di Cristo, il sommo pontefice.” (beata Canori, v. articolo)

Si convertiranno tutti? Non tutti. Vengono nominate Russia, Inghilterra e Cina (cioè ortodossi, protestanti e alcuni pagani). Gli ebrei attenderanno ancora il loro messia.
Comunque, sarà un grande trionfo della Chiesa cattolica mai avuto prima: ci sarà l’unità di tutti i cristiani sotto il Papa.

eranuova
8 mesi fa
Rispondi a  dott.G.I.

“Alla fine, egli avrà il dono dei miracoli e il suo nome sarà lodato su tutta la terra”. Per merito suo ci saranno queste conversioni.

Per merito suo? vuoi dirmi che dopo le enormi e numerose catastrofi (umane naturali), dopo i molti segni divini: l’Avvertimento, il Miracolo e il Grande Castigo, inclusi i 3 giorni di tenebre, gli uomini avranno bisogno di un papa santo per convertirsi? E la beata Canori non cade in contraddizione con la sua amica Taigi, quando afferma che il nuovo Papa sarà scelto da San Pietro, mentre la Taigi afferma che saranno i cardinali rimasti ad eleggerlo?…

mario mancusi
8 mesi fa
Rispondi a  eranuova

E basta

mario mancusi
8 mesi fa
Rispondi a  eranuova

E basta, oggi festa dell’assunzione, una soddisfazione la puoi dare?? Dicci per una volta sei concorde))

eranuova
8 mesi fa
Rispondi a  mario mancusi

sono sicuramente concorde nel ricercare la verità senza preconcetti…

Remox
Editor
8 mesi fa
Rispondi a  dott.G.I.

Turkson credo sia da scartare, è stato fra i più proni nei confronti del nuovo corso. E di scelte esotiche i futuri buoni elettori credo siano saturi…
Anche nel mio articolo ho messo Woelki fra i possibili candidati, mi era però sfuggito il parallelismo con le profezie che parlano di Colonia (anche il veggente del Voralberg). Tra l’altro il Cardinale è in Germania un simbolo di resistenza contro il sinodo tedesco e per questo è un perseguitato.
Per me i candidati sono lui, Barbarin ed Eijk, più staccato Koch. Ma le variabili in gioco in effetti sono molte…ma nell’attuale Collegio, chi mai voterebbe questi candidati? Per questo l’ipotesi del doppio Conclave sembra la più sensata. Per adesso bisogna attendere la “bomba” di cui parlava Regis.

certiguaisonocausatidaipeccati!
certiguaisonocausatidaipeccati!
8 mesi fa
Rispondi a  dott.G.I.

Se la profezia del Papa che fugge a Colonia è vera, questo Papa potrebbe anche essere Benedetto XVI se è vera la tesi proposta in questo video https://www.youtube.com/watch?v=5WT4u6b2lLk .
C’è chi non crede che sia ancora vivo, invece è un’ipotesi plausibile.
Forse non sbagliava il tizio che pubblicò per scherzo questo video pochi minuti dopo la pseudomorte di Ratzinger:
https://www.youtube.com/watch?v=yB5s9zFTFK8 .
Se sono stati capaci di fare questo
https://www.youtube.com/watch?v=Zyu9l3vAsIc
(dopo aver visto politici e giornalisti seduti a breve distanza senza mascherina in certi studi televisivi evidentemente “immuni” al covid, si può dire che sia stato un vero atto di persecuzione religiosa mascherato), non dovrebbe stupire l’organizzazione di un funerale falso.
Di fronte a tanta malvagità, forse solo preghiera e rispetto dei comandamenti potrebbero mitigare i castighi nel prossimo futuro.

pietrop
pietrop
8 mesi fa
Rispondi a  dott.G.I.

” Non è accaduto sotto GPII, ma il messaggio è chiaramente una profezia per il futuro “.

Messaggio del 17 maggio 2002
Pregate per il Mio figlio prediletto Giovanni Paolo II, non è che lui si dimette, lo allontanano! Ricordalo questo, scrivilo sul tuo diario, Giovanni Paolo II sarà allontanato dalla Santa Sede! Presto, presto lo sentirete dire.

Non solo Gobbi e Anguera, anche Auricchia parlò di Giovanni Paolo II invece che di Benedetto XVI (il messaggio parla di un Papa che “si dimette”, cosa verificatasi realmente circa 11 anni dopo). Secondo un commento del dott. G. I. del 2019, “i falsi spiriti non conoscono il futuro in modo preciso, ma preavvertono alcune cose o eventi e li annunciano come possono. Se falliscono, poi riadattano la profezia”. Nello stesso commento era scritto:
“Non ci perdete tempo, sono messaggi falsi”. Perché non viene detto lo stesso per i messaggi di Gobbi e Anguera? Nel primo libro dei Re al capitolo 22 è scritto:
“Io ho visto il Signore seduto sul trono; tutto l’esercito del cielo gli stava intorno, a destra e a sinistra. Il Signore domandò: “Chi ingannerà Acab perché salga contro Ramot di Gàlaad e vi perisca?”. Chi rispose in un modo e chi in un altro. Si fece avanti uno spirito che, presentatosi al Signore, disse: “Lo ingannerò io”. “Come?”, gli domandò il Signore. Rispose: “Andrò e diventerò spirito di menzogna sulla bocca di tutti i suoi profeti”. Gli disse: “Lo ingannerai; certo riuscirai: va’ e fa’ così”.

eranuova
8 mesi fa
Rispondi a  pietrop

Di chi è il messaggio del 17 maggio 2002?…

dott.G.I.
8 mesi fa
Rispondi a  eranuova

“Per merito suo? vuoi dirmi che dopo le enormi e numerose catastrofi (umane naturali), dopo i molti segni divini: l’Avvertimento, il Miracolo e il Grande Castigo, inclusi i 3 giorni di tenebre, gli uomini avranno bisogno di un papa santo per convertirsi?” (eranuova)

L’ho detto nelle profezie citate: la Chiesa avrà bisogno di un santo Pontefice per essere RIORDINATA, perché sarà nel disastro totale (come anche il mondo dopo i tre giorni). A poco a poco essa sarà restaurata e brillerà di tale luce da attrarre intere nazioni.
Il santo Pontefice sarà designato con un segno da san Pietro, ma sarà eletto in un regolare conclave.

“quali eretici? dopo i tre giorni non vi saranno più eretici, dal momento che le prove formidabili che Dio ha dato all’uomo appariranno chiare a tutti i sopravvissuti e i ‘nemici della chiesa’ (quindi anche gli eretici) saranno stati tutti spazzati via” (eranuova)

Tu confondi gli “empi” con gli “eretici”. Le profezie parlano chiaramente di “empi” che saranno sterminati (se non si convertiranno nemmeno all’ultimo) e di “eretici” che si convertiranno.
Gli eretici non sono empi, perché nel linguaggio ottocentesco della beata Taigi (sempre valido), sono quei cristiani che non credono ad alcune verità (ortodossi, protestanti). Saranno loro a convertirsi e a ritornare nella Chiesa cattolica.

127. Chi sono gli eretici?
Gli eretici sono i battezzati che si ostinano a non credere qualche verità rivelata da Dio e insegnata dalla Chiesa, per esempio, i protestanti. (dal Catechismo di san Pio X)

dott.G.I.
8 mesi fa
Rispondi a  pietrop

“Non è accaduto sotto GPII, ma il messaggio è chiaramente una profezia per il futuro”.

Questa mia frase era riferita al messaggio di Anguera 951 del 9 maggio 1995.

C’è una bella differenza tra il messaggio 951 di Anguera e il messaggio di Giuseppe Auricchia che dice:

Messaggio del 17 maggio 2002
Pregate per il Mio figlio prediletto Giovanni Paolo II, non è che lui si dimette, lo allontanano! Ricordalo questo, scrivilo sul tuo diario, Giovanni Paolo II sarà allontanato dalla Santa Sede! Presto, presto lo sentirete dire.

Questa è chiaramente una falsa profezia, perché prevede che GPII sarebbe stato “allontanato” dal trono con dimissioni forzate.

Il messaggio di Anguera, invece, è più generico e perciò può riferirsi anche a ciò che accadrà dopo GPII.

951 – 9 maggio 1995 (a Venezia)
Cari figli, vi invito a pregare per la conversione dei peccatori e a vivere con amore i messaggi che vi ho già trasmesso! Pregate in modo speciale per il mio amato figlio Papa Giovanni Paolo II! Sappiate, tutti voi, che la Chiesa di mio Figlio attraverserà una crisi come mai si è vista sinora. Cardinali e vescovi si rivolteranno contro il Papa [non specifica quale Papa; se qui avesse messo il nome di GPII, sarebbe una falsa profezia], molti perderanno la fede, ma, come ho già detto, voi ascoltate la voce di colui che è veramente il successore della cattedra di Pietro. Il Papa è tradito dai suoi più stretti collaboratori. Ci sono pochi che hanno il coraggio di Pietro, ma molti che hanno il coraggio di Giuda. Pregate! Lo ripeto, pregate! Sta arrivando l’ora decisiva.

Perché non viene detto che anche i messaggi di Anguera sono falsi?

Stai tranquillo che non appena emergerà qualche grave stortura, qui tutti saranno prontissimi a dirlo senza difficoltà. 
Per ora sono sotto osservazione.

Massimiliano
8 mesi fa

Basta seguire Bergoglio per comprendere quale sia stata l’accellerazione che hanno dato all’agenda negli ultimi mesi… e il sinodo sarà l’occasione per ratificare il tutto. Ne vedremo delle bellissime. Dentro e fuori le mura. Saluti.
Massimiliano

Anonimo
Anonimo
8 mesi fa
Rispondi a  Massimiliano

Sì ma prima della fine del sinodo non vedremo proprio niente..

Sombrero
8 mesi fa
Rispondi a  Anonimo

Si anche secondo me. L’avvertimento sarà dopo.

Massimiliano
8 mesi fa
Rispondi a  Sombrero

Non intendevo quel tipo di “belle”… ma di quelle che si ascolteranno e si vedranno al sinodo. Dentro e fuori a significare per laici e consacrati. Il dolore poi che provocherà sarà una dura prova per molti. Almeno per coloro che hanno mantenuto la fede. Saluti. Massimiliano.

Riesz_
P.Riesz_
8 mesi fa
Rispondi a  NICOLA_Z

Boh! Antò ffa ccaldo!

Spring
8 mesi fa
Rispondi a  P.Riesz_

Quello era un altro tipo di caldo.

Comunque, parlando di aria calda e aria fresca, su YouTube tira aria di ufo robot.
Un video fra tanti.

Ultima modifica di 8 mesi fa da Spring
Riesz_
P.Riesz_
8 mesi fa
Rispondi a  Spring

Uffa! Ancora gli Ufo? Hanno negato fino ad ora; oggi son di parere contrario: non ci hanno mai creduto e non ci credono ora; altrimenti ne avrebbero paura anche a nominarli: se sanno tutto, sanno pure dell’11 settembre!

Spring
8 mesi fa
Rispondi a  P.Riesz_

Sono andati a chiedere anche in Vaticano

Spring
8 mesi fa

MI aspetta un altro anno pieno di meraviglie.

mario mancusi
8 mesi fa

Gerusalemme, governo in crisi e la profezia della volpe – La Nuova Bussola Quotidiana (lanuovabq.it)

Ma recentemente, a Gerusalemme, è accaduto un evento particolarmente curioso che richiama alla mente antiche profezie: nella ricorrenza del Tisha Be’Av, il giorno in cui gli ebrei di tutto il mondo ricordano la distruzione del primo tempio, per mano dei babilonesi nel 586 a.C., e del secondo nel 70 d.C. ad opera dei romani, una volpe è stata avvistata mentre camminava indisturbata lungo la parete meridionale del Monte del Tempio. Nel libro delle Lamentazioni 5,18 c’è scritto: «È perché il monte di Sion è desolato che vi scorrazzano le volpi». Gli ebrei ritengono che se le profezie di distruzione sono state soddisfatte, dovranno ora avverarsi i vaticini del profeta Zaccaria che annunciano la ricostruzione del Tempio. La comparsa delle volpi indicherebbe quindi la fine delle sofferenze del popolo di Israele e l’inizio della rinascita, come è spiegato nel Talmud, attraverso la storia del rabbino Akiva, una grande autorità della tradizione ebraica citato come uno dei primi fondatori dell’ebraismo rabbinico, che ride alla presenza delle volpi nel Tempio distrutto (Talmud Makkot 24b).

Riesz_
P.Riesz_
8 mesi fa

https://www.radioradio.it/2023/08/reddito-cittadinanza-governo-meloni-armi-fusaro/
Riescono a fare peggio di Draghi.
Il governo sopprime il reddito di cittadinanza, tuttavia spreca i soldi in altro modo.Di Diego Fusaro – 02 Agosto 2023
{Pare che davvero sia suonata l’ultima ora per il famoso reddito di cittadinanza introdotto nel 2018 dal governo gialloverde e ora soppresso, come era stato promesso, dalla destra bluette neoliberale capitanata da Giorgia Meloni.
In compenso, non deve essere omesso, il governo della destra bluette neoliberale continua a sprecare pubblici danari. Non saprei usare altra espressione per le armi a Kiev a beneficio dell’imperialismo a stelle e strisce, rispetto al quale il governo di Giorgia Meloni è completamente subalterno a tal punto da riuscire ad apparire financo più atlantista delle stesse sinistre fucsia che ormai da anni sono il fronte avanzato dell’atlantismo neoliberale.
Non dimentichiamo neppure che il governo della destra bluette di Giorgia Meloni, oltre a continuare senza posa a sprecare pubblici danari per le armi a Kiev a beneficio dell’imperialismo a stelle e strisce, ha anche avuto modo di sprecare pubblici danari per i vitalizi che, come sapete, sono stati ripristinati proprio grazie a questo governo che ogni giorno di più appare la semplice continuazione, peggiorativa, se mai è possibile, del precedente governo dell’euroinomane di Bruxelles Mario Draghi.

Si può dire tutto quel che si vuole sul reddito di cittadinanza e non è invero difficile muovere critiche anche piuttosto acuminate. Ad esempio, si potrà dire che il reddito di cittadinanza è stato utilizzato male, che è stato impiegato a mo’ di strumento di consenso da parte del Movimento 5 Stelle che lo ha fortemente voluto. Si potrà altresì dire che è divenuto l’ennesimo strumento di assistenzialismo all’italiana e che, in fondo, da strumento volto a favorire la sopravvivenza prima che si potesse trovare un impiego, si è mutato in una sorta di sostegno permanente per i più deboli.
Tutte tesi che hanno un fondo di verità e che è giusto sottolineare e riproporre. E tuttavia va anche detto che, per una volta tanto, con il reddito di cittadinanza i pubblici danari sono stati utilizzati per essere buttati non verso l’alto, ma verso il basso, cioè verso i più deboli, gli sconfitti della globalizzazione neoliberale, i ceti meno protetti, coloro i quali faticano letteralmente a sopravvivere.
Soldi gettati non verso l’alto, cioè verso le banche e gli oligarchi del capitale, come da sempre avviene e come continuerà ad avvenire. Già questo, in effetti, dovrebbe indurci a riconoscere che il reddito di cittadinanza era in fondo meno osceno di molte altre cose che abbiamo visto e che continueremo a vedere. Se non altro, lo ripeto, era uno strumento welfarista, poco criticabile finché vogliamo, nei suoi modi e nei suoi usi. E tuttavia segnava una linea diversa rispetto a quella abituale, prima e abituale anche ora.
Alcuni di voi ricorderanno senz’altro l’espressione eloquente di Zingaretti, che su La 7 ebbe a definire il reddito di cittadinanza una pagliacciata. Ancora una volta destra bluette, sinistra fucsia risultano coerenti fra loro in quanto espressioni fintamente oppositive del medesimo ordine neoliberale.}.
A questo punto, la domanda: che le hanno dato da bere? E dove?
https://www.gospanews.net/2022/11/02/meloni-e-crosetto-nella-corte-dei-rockefeller-lei-nellaspen-institute-lui-nello-iai-partner-di-think-tank-usa-covo-di-lobby-armi-big-pharma/
MELONI E CROSETTO NELLA CORTE DEI ROCKEFELLER. Lei nell’Aspen, lui nello IAI: partner di Think-Tank USA Covo di Lobby Armi & Big Pharma

{“Grazie! Per aver custodito la vostra eredità italiana e per averla portata con voi con così tanto orgoglio!”. Giorgia Meloni ha concluso con queste parole il messaggio inviato al Niaf, la National Italian American Foundation. “Vi assicuro che questo Governo farà del suo meglio per rendere ancora più forti i rapporti con gli Stati Uniti. Long live America, viva l’Italia!”. Il nuovo presidente del Consiglio ha inviato i suoi auguri in occasione del 47mo Gala Award del Niaf.
Il suo impegno per cercare la spallata americana necessaria a togliere ogni dubbio ai poteri forti del Deep State italiano ed ottenere l’endorsement necessario alla vittoria di Fratelli d’Italia (e del centrodestra) alle elezioni del 25 settembre scorso è iniziato molto prima.
Quando lei e il suo mentore Guido Crosetto, referente dei Signori della Guerra non a caso diventato Ministro della Difesa tra mille polemiche, sono entrati nelle corti dei Rockefeller e dei mondialismi di banche, industrie belliche e Big Pharma dei vaccini.
L’Ucraina “è una nazione orgogliosa” che “sta dimostrando a tutto il mondo cosa vuol dire combattere per la libertà” disse il 26 febbraio 2022 negli USA dal palco della Conservative Political Action Conference (CPAC), la più grande riunione dei conservatori in tutto il mondo sponsorizzata dall’Unione Conservatrice Americana.
Confermò così implicitamente la sua solidarietà totale alla Lobby delle Armi che nel 2020, fregandosene dell’emergenza pandemica, sponsorizzò il piano CEPA per la militarizzazione dell’Europa e dei confini con la Russia innescando le tensioni sfociate nell’operazione militare speciale avviata dal presidente russo Vladimir Putin. ….
LA MELONI NELL’ASPEN INSTITUTE FINANZIATO DAI ROCKEFELLER CON NAPOLITANO, MONTI E PRODIMa la sua vocazione per i legami coi poteri forti americani si era manifestata già un anno prima.
«Continua la scalata a stelle e strisce di Giorgia Meloni. L’ultima novità arriva dall’Aspen Institute, uno dei più grandi e prestigiosi think tank statunitensi al mondo, in Italia presieduto da Giulio Tremonti. Nella lista dei soci per il 2021 spunta anche il nome della leader di Fratelli d’Italia. Fa compagnia al presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano e a suo figlio Giulio, ordinario a Roma Tre, a Paolo Mieli e al luminare Walter Russell Mead. E poi ancora Roberto Maroni, Antonio Martino e Antonio Marzano, l’ambasciatore Alessandro Minuto Rizzo e il direttore generale per le “riforme strutturali” in Ue Mario Nava».
E’ quanto scrisse il primo febbraio 2021 Francesco Bechis sul sito di geopolitica Le Formiche. Fu da quel momento che le pulsioni sovranità e anti-europeiste della leader di Fratelli d’Italia si trasformarono in una visione osannante dell’Unione Europea. }.
Ma per la Meloni e compagnia le cose iniziano ad andar male:
https://www.youtube.com/watch?v=Psf-jwIjWHk
24 lug 2023 Nikolai Lilin: “La Nato non può più trovare un modo dignitoso di chiudere il conflitto”{Nikolai Lilin analizza la situazione sul campo riscontrando una oramai irreversibile sconfitta per l’Ucraina e per i suoi burattinai della Nato. “Lo schiacciamento su posizioni filonaziste resterà una macchia indelebile per l’Occidente” …}.

Come finiranno la Meloni, Crosetto e gli altri europei atlantisti?

Lucio Anneo
Lucio Anneo
8 mesi fa
Rispondi a  P.Riesz_

le pensiline delle pompe di benzina attendono, più pazienti di un cinese…e di un russo…

Riesz_
P.Riesz_
8 mesi fa
Rispondi a  Lucio Anneo

Usare le pensiline è un uso improprio di un mezzo destinato ad altro; meglio usare l’ascia come al tempo di Sisto V: è semplice ed efficace. A proposito di stazioni:
https://svpressa.ru/war21/article/382188/?utm_source=warfiles.ru
{Sebbene le forze armate ucraine abbiano sospeso la controffensiva nella regione di Zaporozhye, i veicoli corazzati della NATO continuano a bruciare. Il progetto indipendente olandese Oryx ha confermato che le forze armate ucraine hanno perso la stazione Skyguard italiana per la prima volta dall’inizio dell’operazione speciale. Era l’unica in servizio con gli ucraini. …}. Raschiando il barile, ne hanno almeno un’altra da inviare gratis?

mario mancusi
8 mesi fa
Rispondi a  Anonimo

Perché il ragazzo non è andato in Donbass?? O Mariupol ?? Queste interviste sono controproducenti allo stesso modo di quelle di Vespa

Spring
8 mesi fa

Pandemia, potrebbe succedere ancora.

Lucio Anneo
Lucio Anneo
8 mesi fa
Rispondi a  Spring

Per sfoltire l’umanità ci vuole di una nuova pandemia, stavolta più letale: se il virus che stanno coltivando in laboratorio non ne ammazzerà abbastanza, ci penserò un nuovo vaccino, molto più mortale: l’OMS e gli angeli del male stavolta hanno bisogno di una strage…

Spring
8 mesi fa
Rispondi a  Lucio Anneo

Big things will have this small beginning?

Pare sia stato lo stafilococco, ma occorre attendere i risultati dell’autopsia.

test
test

Spring
8 mesi fa
Rispondi a  Spring

qwerty

Spring
8 mesi fa
Rispondi a  Spring

Anche questo forum è andato

Riesz_
P.Riesz_
8 mesi fa

I Gesuiti della Georgetown University: la scuola degli sceriffi globali agli ordini delle Élite dominanti – Come Don Chisciotte
I GESUITI DELLA GEORGETOWN UNIVERSITY: LA SCUOLA DEGLI SCERIFFI GLOBALI AGLI ORDINI DELLE ÉLITE DOMINANTISCELTI DALLA REDAZIONEGLOBALISMOPOTERE
Redazione CDC 31 Luglio 2023
Di Loreto Giovannone
{Il Georgetown College di Washington D.C. è da sempre impegnato nella gestione della politica e nelle tradizioni gesuitiche di un’istruzione integrata. Il College, oggi University, si colloca attualmente come prima istituzione gesuita cattolica di istruzione superiore della nazione americana e tra le più attive nel mondo della politica. Già nel sito web dell’Università si legge che Washington è l’epicentro della politica globale; ne consegue che è qui che si insegna come dominare il mondo.
Fondato nel 1789 dal gesuita John Carroll, primo vescovo cattolico … Successivamente, nel 1837, da College si trasformò in University per assumere, ieri come oggi, il primato di suprema istituzione cattolica, scuola per formare la classe dirigente e, soprattutto, i futuri politici DEM americani. Il terzo determinante cambiamento si verificò nel 1919 con Edmund A. Walsh, primo fondatore e reggente della School of Foreign Service (SFS); fu così che la Georgetown University divnne la prima scuola per gli affari internazionali mai fondata negli Stati Uniti. … Oggi la Georgetown University ha la sua rete di dominio globale, come raffigurato nell’artiglio destro dell’aquila presente nello stemma. Nello stesso simbolo c’è un compasso, che rappresenta altre associazioni di “settari” su scala mondiale. Questo articolo va alla scoperta dell’oscurata geopolitica globale Gesuita e segue il precedente: Deuteronomio e NATO, Madaleine Albright Gesuiti e DEM americani [ii]. Come l’altro ha lo scopo e l’ambizione di osservare da dietro il sipario la poderosa macchina con tutti i suoi tentacoli, fino alla geopolitica attuale e chi la mette in scena.
L’applicazione della dottrina Brzezinski (Zbigniew Brzezinski, ex consigliere per la sicurezza nazionale USA) fu centrale nell’insegnamento di Madaleine Korbelova Albright alla Georgetown University. In trent’anni ebbe modo di preparare una grande quantità di studenti che, dopo la laurea, sono stati funzionali al sistema ed agli scopi dell’Albright Stonebridge Group, istituzione con ramificazioni in tutto il mondo.
Nel 2019 Madeleine Albright ammise Victoria Nuland nell’Albright Stonebridge Group, dando così un segnale di grande importanza: l’avvenuta convergenza di interessi di un’ala dei conservatori che investivano nella società di consulenza, ampliando la sfera d’interesse economico e politico. Questa unione richiederebbe ulteriore approfondimento per le conseguenze che poi ebbe sui fatti successivi: la Nuland metteva in pratica le politiche liberiste neocon, la potentissima Albright quella politica che muove gli eserciti. Entrambe rivolsero la propria attenzione all’Ucraina, ricchissima di materie prime.
Ricordiamo, ancora una volta, che Albright aveva speso gran parte della sua vita a formare nuove leve per instaurare la dittatura globale USA-NATO, e come scriveva nel suo libro “Fascism a warning” il metodo era:

[Come] non mi stanco mai di ripetere ai miei studenti, lo scopo primario della politica estera è molto semplice: convincere gli altri paesi a fare ciò che vogliamo. Per raggiungerlo abbiamo vari strumenti a disposizione, che vanno dal rivolgere richieste educate ad inviare l’esercito sul posto. Gli incentivi che possiamo offrire spaziano dalle parole di encomio alle casse di sementi, a navi piene di carri armati. Possiamo esercitare pressione sui recalcitranti cooptando alleati, amici e organizzazioni internazionali perché rafforzino le nostre richieste. Se siamo chiaramente dalla parte della ragione, possiamo minacciare di comminare sanzioni economiche e di sicurezza, o commerciali ‘tout court’, ed aggravarle progressivamente nel caso in cui il governo in questione si rifiutasse di fare ciò che noi riteniamo giusto. Per ottenere attenzione possiamo inscenare prove pacifiche ma istruttive di capacità militare proprio sotto il naso del paese in questione. Se le circostanze lo consentono, possiamo usare mezzi segreti per sabotare le loro attività in modo che, quando per esempio lanceranno un missile, questo compia una parabola discendente anziché prendere quota.”

Dentro l’università dei Gesuiti si preparano intere generazioni all’applicazione del Deuteronomio, a fare pressioni diplomatiche, a fare minacce economiche, a fare gli “sceriffi” nel mondo, ad invadere, minacciare o imporre il dominio militare, a depredare le materie prime e a ricorrere alla nota formula di “esportare la democrazia” con bombardamenti e milioni di morti. Va comunque tenuto presente che l’istituzione Gesuita, nella sua storia passata e recente, non è mai stata solo una scuola ma anche una forgia ideologica di despoti politici di primissimo piano, per questo collegato ad altre associazioni dell’élite come, p.es., l’Aspen Group.
Albright e Aspen Strategy GroupIn una sua pagina Web, Aspen scrive della Albright: “A tutte le nostre discussioni e iniziative all’Aspen Strategy Group, ha portato la sua esperienza, passione ed energia illimitata per affrontare sfide politiche apparentemente intrattabili per oltre 19 anni… Nel corso della sua carriera, la segretaria Albright ha dedicato molto tempo al tutoraggio dei giovani professionisti e studenti intorno a lei. Era orgogliosa di aiutare a portare la torcia del nostro co-fondatore, il tenente generale Brent Scowcroft, interessandosi ogni anno in modo particolare al tutoraggio e parlando in privato con i nostri ASG Scowcroft Fellows a margine dei nostri incontri“.

Victoria Nuland esperta di deuteronomio applicatoFiglia di Sherwin B. Nuland, medico ebreo ed esperto di bioetica alla Yale School of Medicine, è sposata con lo storico e politologo Robert Kagan, prima repubblicano e, dopo il 2016, clintoniano, figlio di Donald Kagan, lo storico della Grecia Antica all’Università di Yale. Il suocero, Donald, nato da famiglia ebrea di Kursenai, è cresciuto nel quartiere di Brownsville a Brooklyn (NY) dove la sua famiglia emigrò quando aveva 2 anni, poco dopo la morte di suo padre. La tradizione neocon statunitense passa per la famiglia Kagan, che ha plasmato oltre mezzo secolo di politica estera guerrafondaia USA-NATO.[iii]
Queste relazioni circolari tra Madeleine, Victoria e Kimberly sono alcune delle radici profonde della dittatura globale e dei mali europei attuali e, come un filone tentacolare, fanno capo alle radicate strutture fondate in passato da Edmund Walsh nella Georgetown University dei Gesuiti.
Interprete infaticabile del dominio globale, l’uomo più potente e temuto dell’Occidente, Henri Kissinger è tutt’ora dedito, insieme ad altri, alla infiltrazione tentacolare della “dottrina Brzezinski”. A lui seguirono “in cascata” Madaleine Korbelova Albright, Victoria Nuland (collegamento tra la politica governativa e le altre istituzioni citate, quella che con sinistra minaccia pronunciò la famosa frase “Fuck Europw”) e infine Kimberly Kagan, che insegna la storia della guerra. Ad un orecchio disattento la frase poteva sembrare una “gaffe” ma, viste le cariche governative del suo curriculum e, soprattutto, il matrimonio con uno dei massimi esponenti neocon americani, non poteva esserlo. In questi circoli dove la geopolitica è strettamente funzionale agli interessi economici degli investitori, le decisioni non sono mai scontate: avendo i predatori USA investito nei loro piani miliardi di dollari in Ucraina, per non perdere l’egemonia USA-NATO [a ciò funzionale] era necessario stroncare l’Europa .
Tornando al nutrito curriculum di Victoria e alla sua lunga carriera presso il Foreign Service, si contano trent’anni nei vertici del potere USA nel mondo così distribuiti:
Amministrazione Clinton (1993/1996) – prima capo dello staff del vice segretario di stato Strobe Talbott e poi vicedirettore per gli affari dell’ex Unione Sovietica.
Amministrazione Bush (2003 al 2005) – vice consigliere per la politica estera del vicepresidente Dick Cheney anche durante la guerra in Iraq. Dal 2005 al 2008, durante il secondo mandato del presidente George W. Bush, la Nuland fu ambasciatrice degli Stati Uniti alla NATO a Bruxelles, spingendo per il sostegno europeo all intervento della NATO in Afghanistan.
Amministrazione Obama – nel 2011, la Nuland fu inviato speciale per le forze armate in Europa e successivamente nominata portavoce del Dipartimento di Stato. Nel maggio 2013 fu nominata assistente del segretario di stato per gli affari europei ed eurasiatici. Nel suo ruolo di assistente segretario ha gestito le relazioni diplomatiche con cinquanta paesi in Europa ed Eurasia, nonché con la NATO, l’Unione europea e l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa.
Amministrazione Biden (già vicepresidente con Obama) – durante il colpo di stato [seguito ai disordini] di piazza Maidan in Ucraina, la Nuland sostenne i manifestanti. Nessun mezzo di comunicazione ha mai messo in risalto la pesante ingerenza USA in Ucraina che, notoriamente, non è nella NATO. Nessuno ha messo in risalto che i 5 miliardi di dollari dichiarati dalla Nuland fossero per la notoria democrazia a forza di colpi di stato, nascosti dalla neolingua nelle “rivoluzioni colorate”, “arancioni”, “costruzione della democrazia”, ecc.
Che il “Fuck Europe” della Nuland fosse una più che esplicita minaccia per l’Europa lo dimostrano il sabotaggio del Nord Stream 2 e le manovre sui costi dell’energia, volte a distruggere l’industria manifatturiera europea. In sintesi: Victoria Nuland fa parte di uno spietato potentato economico finanziario, un clan che detta legge nella politica e nella finanza occidentale, “esportando la democrazia” a colpi di bombe e di Deuteronomio in quei paesi cui è possibile estorcere materie prime. Quindi, che si “fotta l’Europa”.
Madaleine Korbelova e Victoria NulandVictoria non ha una laurea in Scienze Politiche ma bensì un Bachelor of Arts, il che è già strano di su; ancora più strana la coincidenza che il suo “maestro” Zbigniew Brzezinski avesse un Bachelor of Arts e il Master of Arts, che lo stesso Barack Obama ebbe un Bachelor of Arts, che Joe Biden ebbe un Bachelor of Arts (nota del redattore: un BA può assomigliare ad una specie di laurea breve italiana in scienze politiche ed altre amenità). Victoria è una diplomatica statunitense, attuale Sottosegretario di Stato per gli affari politici nell’amministrazione DEM Biden. «In precedenza, la diplomatica nata a New York il 1° luglio 1961 è stata Senior Counselor presso l’Albright Stonebridge Group, una società di consulenza strategica globale e diplomazia commerciale con sede a Washington, DC.» Lo scopo evidente ma non dichiarato dello Stonebridge (ponte di pietra) è di incoraggiare gli investitori a sfruttare le materie prime con vorace capitalismo da rapina con la copertura della dittatura politica, finanziaria, militare ed il supporto di CIA-NATO. Victoria è stata anche «Senior Fellow presso la Brookings Institution, Distinguished Practitioner in Grand Strategy presso la Yale University e membro del Board del think-tank National Endowment for Democracy.» Diversi affiliati di questa organizzazione fondata nel 2009 dalla Albright sono entrati a far parte dell’amministrazione DEM di Biden nel 2021.
L’Albright Stonebridge Group (ASG), è stato creato nel 2009 con la fusione di due società precedenti, la Società di consulenza internazionale The Albright Group fondata nel 2001 dalla Albright e la Stonebridge Internazional. Deve aver avuto una gran considerazione la Korbelova (Albright) per la Nuland nell’affidargli un ruolo (Senior Counselor presso l’Albright Stonebridge Group) così importante e di responsabilità. Il sodalizio lascia ben intendere la convergenza degli interessi tra le due donne e i loro rispettivi clan d’appartenenza. Certo per la Nuland non deve essere stato difficile attuare gli insegnamenti di depredare le materie prime nel mondo globalizzato con deuteronomica applicazione coperta dalla massmediatica, asfissiante propaganda di “esportazione della democrazia”. Certo una forte motivazione deve esserle arrivata dal marito e dall’ambiente neocon, oltre che dalla ragnatela mondiale di uffici Albright Stonebridge Group in tutte le capitali del mondo. In ultimo, a garantire tutto l’impianto ideologico predatorio, c’era l’imposizione agli altri stati dipendenti del dollaro come unica moneta di riferimento. Per la trentennale esperienza della Nuland non è stato difficile insegnare la diplomazia dei ricatti, delle pressioni politiche per vie consolari, l’invio di militari, missili e bombe. Ecco, questo genere di soggetti sono gli specialisti del deuteronomio insegnato nelle scuole dei gesuiti, come spiegato molto bene dalla Albright (Korbelova) nel suo libro Fascismo un avvertimento, Chiarilettere 2019 alla pag. 216.
Victoria Nuland, vice segretario di stato U.S.A. e la sua frase “Fuck Europe”. La notizia nota a molti è in un articolo intitolato: “Ucraina il perché di una crisi” di Dario Rivolta, che sulla vicenda ha scritto:

È ancora reperibile su Internet una sua conversazione telefonica (probabilmente intercettata dai servizi segreti russi) con l’Ambasciatore statunitense in Ucraina, Geoffrey Pyatt: i due parlano della grave situazione politica in corso e della strategia che gli Stati Uniti vogliono adottare nei confronti dei leader dell’opposizione. L’ambasciatore suggerisce che prima di fare la proposta a favore di Yatsenyuk (uomo preferito dagli americani e poi realmente nominato Primo Ministro), sarebbe stato opportuno consultare l’Unione Europea e le spiegava i dubbi dei Paesi dell’Unione europea per quello che a molti sembrava un vero e proprio colpo di Stato sostenuto da Washington. La risposta della Nuland fu il famigerato “Fuck Europe”, correttamente traducibile in L’Europa può andare a farsi fottere. Poco giorni dopo, in una conferenza tenuta negli Stati Uniti presso l’Associazione USA- Polonia la stessa sostenne che gli americani avevano investito in Ucraina ben 5 (cinque) miliardi di dollari per “portarvi la democrazia” e che non sarebbe certo bastato ottenere un semplice accordo con Yanukovich.” Una domanda sorge spontanea: non sarà che i “5 miliardi di dollari per esportare la democrazia” erano la spesa preventivata per ribaltare il governo regolarmente eletto e rapinare le numerose ed abbondanti materie prime dell’Ucraina e delle vicine repubbliche del Donbass e di Luhansk?”

I Gesuiti: gli esportatori di democrazia e di giustizia. Oggi predominano le associazioni gesuite interne al potere più ramificato e strutturato nel mondo; nelle loro scuole e Università si addestrano le ricche classi dirigenti globaliste che lavorano indefessamente per l’esportazione della (loro) democrazia liberista, imposta, quindi totalitaria. Per intraprendere la loro carriera i gesuiti devono fare 4 voti: povertà, castità, obbedienza e il voto al Papa. In questo senso è bene interrogarsi sul ruolo apicale che ha il Pontefice, visto che i guerrafondai vengono istruiti dalle scuole e università dei Gesuiti che Mario Draghi ha frequentato dalle elementari al liceo Massimo. Ecco il suo ricordo: «Tutti noi al di là di quello che potevamo fare come scolari, al di là di quanto noi potessimo apprendere, avevamo un compito nella vita.»
Torniamo alle più attive istituzioni che, dentro la gesuita Georgetown University, insegnano o hanno insegnato come “esportare la democrazia” nel mondo con le armi in pugno:
1) SFS (School of Foreing Service) Scuola di relazioni estere, fondata nel 1919 dal fu gesuitissimo Edmund Walsh, padre dell’egemonia USA sull’occidente;
2) CSIS (Center for Strategic and International Studies) Centro Studi Strategici Internazionali (CSIS) affiliato alla gesuita Georgetown University dal 1962 al 1987;
3) Mortara Center, fondato nel 2003 dalla fondazione Michael e Virginia Mortara.
Il preside della SFS Joel Hellman e Madeleine Albright conversano sul libro della Albright: Fascismo un avvertimento.
Il Mortara Center for International Studies è un centro di ricerca accademica presso la Georgetown University di Washington, D.C., come parte della Edmund A. Walsh School of Foreign Service di Georgetown. Il Mortara Center organizza e co-sponsorizza lezioni, seminari e conferenze e fornisce supporto per la ricerca e le pubblicazioni sugli affari internazionali. L’ex Segretario di Stato degli Stati Uniti Madeleine Albright fu professore emerito anche del Mortara Center. Il centro è nato nel 2003 grazie a una donazione della Fondazione Michael e Virginia Mortara. Al momento della morte, nel novembre 2000, Mortara era presidente e amministratore delegato di Goldman Sachs Ventures.
Alle tre associazioni (SFS, CSIS e Mortara Center) precedentemente descritte interne alla università dei gesuiti e dedite alla geopolitica vanno aggiunte:
4) il ROTC per la formazione tattica, strategia, addestramento agli armamenti dei vertici militari per combattere le guerre nel mondo nei paesi che hanno materie prime.
5) l’ACA (Georgetown Law) Gruppo Consultivo sui crimini atroci per l’Ucraina per esportare la giustizia “giusta” in tutte le nazioni che prima erano sovrane, ma che dopo il massiccio bombardamento deuteronomico eseguito da tutte le organizzazioni suddette, non lo sono più.
Negli ultimi 70 anni le associazioni suddette, interne alla gesuita Georgetown University di Washington D.C. (Distretto di Columbia) a date diverse e successivamente alla loro formazione, queste associazioni, hanno collaborato attivamente per raggiungere i loro obbiettivi politici, economici e militari portando 34 conflitti armati nel mondo, dei quali non si conosce il numero di milioni di morti provocate. Democrazia esportata nei seguenti paesi:
Corea e Cina (1950-53) (guerra di Corea) – Guatemala (1954 “Operazione PBSuccess” della CIA e successiva guerra civile) – Indonesia (1958 Operation ICEBERG, Colpo di stato CIA) – Cuba (1959-1961 invasione della baia dei Porci fallito colpo di stato della CIA) – Guatemala (1960 guerra civile) – Congo (1964 Rivolta dei Simba) – Laos (1964-1973 bombardamento del Pres. Lyndon B. Johnson, bombardamento operazione Steel Tiger, bombardamento operazione Tiger Hound) – Vietnam (1961-1973 guerra USA nel Vietnam) – Cambogia (1969-1970 estensione della guerra USA nel Vietnam e della guerra civile USA in Cambogia) – Guatemala (1967-1969 “Operazione PBSuccess”, operazione segreta CIA) – Granada (1983 Operazione Urgent Fury) – Libano (1983, 1984 colpendo obiettivi nei territori del Libano e della Siria) – Libia (1986 operazione El Dorado Canyon, bombardamento USA in Libia) – Salvador (1980) – Nicaragua (1980) – Iran (1987) – Panama (1989) – Iraq (1991) (Guerra del Golfo) – Kuwait (1991) – Somalia (1993) – Bosnia (1994, 1995) – Sudan (1998) – Afghanistan (1998) – Jugoslavia (1999) – Yemen (2002) – Iraq (1991-2003) (forze congiunte americane e britanniche) – Iraq (2003-2015) – Afghanistan (2001-2015) – Pakistan (2007-2015) – Somalia (2007-2008, 2011) – Yemen (2009, 2011) – Libia (2011, 2015) – Siria (2014-2015) – Ucraina (2014, 2022). Non è difficile immaginare che gli USA sono attualmente una gigantesca macchina militare per la detta “esportazione della democrazia” a forza di guerre, bombe ed ordigni atomici disseminati nei depositi militari in tutto il mondo atlantista. Solo in Italia se ne ammettono ufficiosamente oltre 100. Ne ha fatta di strada a forza di bombe e di guerre la gesuitica Scool of Foreign Service (SFS) di padre Edmund Walsh in nome della umanitaria, cristiana, “democrazia esportata” con la potenza deuteronomica di funzionari USA istruiti sul metodo, molti con origini ebraiche.
La S.J. (Society Jesus, Compagnia di Gesù) esportava democrazia anche in passato. Se nel passato storico in Europa dal 1540 i membri della S.J. (conversi) erano presenti in tutte le più importanti corti europee e dei 5 continenti, come istitutori, confessori, e consiglieri spirituali, oggi sono i diretti formatori dei politici che poi inseriscono nelle classi dominanti dei governi del mondo occidentale. Già dalla sua fondazione la S.J. fu invasa da ebrei convertiti al cattolicesimo ed entrati nei Gesuiti; per approfondire questo argomento si consiglia la lettura del testo di Robert Aleksander Maryks The Jesuit order as a synagogue of Jews (l’Ordine dei Gesuiti come sinagoga di ebrei). Nel 1789 inizia in America, con la fondazione del primo College dei Gesuiti di John Carroll, la scalata all’egemonia nella politica di tutti i paesi occidentali. Nel ‘900 il passo definitivo della S.J. nei vari rami della politica, non ultimo quello militare. La figura di riferimento più importante e rappresentativa della Georgetown University è Edmund Walsh che ha creato con la SFS (School of Foreign Service) la via per un controllo globale mondiale. L’odierna scuola di formazione politica tra le più importanti al mondo è la gesuita Georgetown University Indirizzo: 3700 O St NW, Washington, DC 20057, Stati Uniti con le sue ramificazioni in tutto il mondo detto occidentale. Studi di geopolitica, di government e relazioni internazionali sono le più importanti specializzazioni universitarie della Georgetown e molti studenti intraprendono quindi una carriera negli apparati, in diplomazia e in politica.
Recenti ex alunni della gesuita Georgetown University. «L’ex presidente degli Stati Uniti Bill Clinton si è laureato nel 1968 alla School of Foreign Service, mentre il presidente Lyndon Baines Johnson frequentò la Georgetown Law per un semestre nel 1934. Due capi di Stato recenti furono alunni: Iván Duque Márquez, ex presidente della Colombia, e Željko Komšić, uno dei presidenti tripartiti della Bosnia ed Erzegovina, che ha partecipato a un seminario sulla leadership nel 2003. Alunni ex leader mondiali includono Laura Chinchilla, Presidente della Costa Rica, Saʿd Ḥarīrī, Primo Ministro del Libano, Gloria Macapagal Arroyo, Presidente delle Filippine e José Manuel Barroso, Primo Ministro del Portogallo. Re Felipe VI di Spagna, re Abdullah II di Giordania e suo figlio Hussein, principe ereditario di Giordania, e il principe Turki bin Faisal Al Saud della famiglia reale dell’Arabia Saudita sono tra i reali che hanno frequentato la Georgetown. L’erede al trono del Qatar, lo sceicco Abdullah bin Hamad bin Khalifa Al Thani fu tra gli alunni del campus in Qatar».
L’ACA (Atrocity Crimes Advisory Group for Ukraine) dei Gesuiti della Georgetown University, “gli sceriffi” del mondo. Nei tempi più recenti l’ingerenza dei Gesuiti nella giustizia post-bellica risale alla Seconda Guerra Mondiale. Il gesuita Edmund Walsh, fondatore della SFS (School Foreign Service dentro la Georgetown University), ebbe un ruolo fondamentale nell’istruzione dei processi del tribunale di Norimberga. Walsh ebbe il ruolo più importante in assoluto, fu lui che interrogò Karl Haushofer, il teorico ispiratore di Hitler. Oggi, a conflitto in corso, gli USA affidano la loro giustizia di Guerra all’ACA , il Gruppo Consultivo sui crimini atroci per l’Ucraina che fa capo alla segreteria dei Gesuiti. Come Associazione di esportatori di democrazia, con in più l’esercizio della giustizia imposta dal loro punto di vista, Georgetown University fornisce un “pacchetto” completo ai paesi invasi militarmente e bombardati, come si diceva in passato, con “bombe intelligenti”. Ovviamente è tutta questione di libertà e questi tribunali impiantati in Ucraina con squadre esterne di polizia politica e raccolta dati (dossieraggio per tribunali), sono istituiti per perseguire gli altrui crimini di guerra, non i propri. In precedenza simili organismi di controlli dei crimini altrui furono: il Tribunale Arbitrale di Brčko in Bosnia-Erzegovina, dopo la guerra del 1999 in Kosovo; i controllori della struttura di detenzione di Guantanamo, il Ministero della Giustizia in Iraq 2003, il Tribunale Penale Internazionale per la ex-Jugoslavia (1994-2001), compreso il caso del 1999 contro l’allora presidente serbo Slobodan Milošević, ecc… Quei Gesuiti attivissimi nell’organizzare, nell’istruire, nell’assistere squadre di giustizia politica, che niente indagano sullo sterminio di 14.000 ucraini di lingua russa in Donbass bombardati senza limiti. Non importa se in passato il Georgetown College, dopo la sua fondazione, gestiva anche una comunità di schiavi neri per la propria piantagione, li comprava, li vendeva alla bisogna, all’epoca era di moda. Oggi i 25 milioni di dollari ricevuti dai gesuiti della Georgetown University per istruire ed amministrare l’ACA, sono parte dei 5 miliardi di dollari stanziati inizialmente dal governo USA per l’affare Ucraina?
«L’ACA è costituito da due componenti chiave: l’Unità di supporto al pubblico ministero (PSU) e le squadre mobili di giustizia (MJT). Il responsabile fornisce consulenza specialistica all’OPG in materia di diritto umanitario internazionale, orientamenti sulla costruzione di fascicoli dei casi, dei pareri di esperti e direzione generale sul perseguimento dei casi nazionali. I MJT svolgono una funzione di risposta rapida fornendo consulenza di esperti agli investigatori ucraini sul campo di battaglia. L’ACA comprende specialisti provenienti da Europa, Stati Uniti e Regno Unito e include investigatori di crimini di guerra, procuratori internazionali, analisti militari, esperti di violenza sessuale legata ai conflitti (CRSV), ecc.» Questo è ciò che scrivono sui loro siti, ed è grav,e perché l’Ucraina non ha alcuna storica alleanza con USA, Inghilterra, Europa se non dopo il colpo di stato del 2014 pilotato dal governo USA; l’ingerenza degli USA in Ucraina è evidente perché l’Ucraina non è neanche paese membro della NATO. Nel sito della Georgetown University si legge il curriculum del loro Procuratore capo, membro senior Clint Williamson, la cui pratica di imporre la loro giustizia è di lungo corso e risale, per Williamson, almeno ai tempi della Cambogia.
Nel sito State Department Official Office of Global Criminal Justice, nella presentazione dell’ambasciatrice Beth Van Schaack si legge: «Sostegno alla giustizia e alla responsabilità in Ucraina» ma nessuno dei mass media ha mai riportato notizie di istruzione di processi per i crimini contro le popolazioni del Donbass. Della giustizia americana per le vittime civili bombardate dal 2014 non se ne ha notizia, dei crimini di guerra degli Ucraini non si ha notizia; tra l’altro pretendono di disporre la giustizia in un territorio senza nessuna giurisdizione americana. Forse è una struttura che garantisce impunità da crimini di guerra per i militari ucraini o volontari stranieri finanziati da loro stessi?
Tutto sotto il controllo dello US Department of State. È molto verosimile che chi va nel mondo a seminare morte con crimini di guerra contro l’umanità e genocidio, si sia costruito un carrozzone giuridico solo per popolazioni, stati e nazioni che inermi vengono bombardati e sterminati; i casi Iraq e Donbas sono noti quasi a tutti.
ACA (Atrocity Crimes Advisory Group for Ukraine) Ufficio di Giustizia Penale Globale[xi]
«Le attività dell’ACA hanno sede a Kiev [la segreteria è presso la Georgetown University di Wascington D.C., i finanziamenti vanno in mani gesuite], ma l’ACA si espanderà in altre parti del paese non appena le condizioni di sicurezza lo consentiranno. Su richiesta dell’OPG, ACA aprirà tre uffici sul campo a Kharkiv, Dnipro e Odessa per consentire il supporto ai procuratori regionali in prima linea. Sono già stati istituiti gruppi di lavoro di esperti (EWG) nei settori dei crimini contro i bambini, CRSV, genocidio, revisioni dei casi, indagini e analisi militari». Nei dettagli viene specificato:
«L’ACA è finanziata, da parte degli Stati Uniti, dall’Office of Global Criminal Justice (GCJ) attraverso una sovvenzione di $ 10 milioni alla gesuita Georgetown University, il segretariato principale dell’ACA. Per l’ACA, guidata da Clint Williamson (US Amb., ret). GCJ [Global Criminal Justice] si prevede che un’ulteriore sovvenzione di 15 milioni di dollari che sarà resa disponibile per fornire assistenza continua all’OPG, nonché per sostenere iniziative di responsabilità strettamente correlate da parte di partner e organizzazioni chiave, in attesa di assegnazione e autorizzazione… L’Ufficio della Giustizia Criminale Globale fornisce consulenza al Segretario di Stato USA e al Sottosegretario di Stato per la sicurezza civile, la democrazia e i diritti umani su questioni relative a crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio. In particolare, l’Ufficio aiuta a formulare la politica degli Stati Uniti sulla prevenzione, le risposte e la responsabilità per le atrocità di massa
Incarico di dirigere e controllare a Clint Williamson. Il profilo, da brivido per i risvolti passati, di questo alto funzionario in pensione si trova nel sito dell’università dei gesuiti. Secondo quanto riportato e detto prima, i gesuiti fungono da segreteria organizzativa, quindi addestrando e formando funzionari e militari per le tante guerre che gli USA scatenano in tutto il mondo con la tecnica della distruzione deuteronomica ben illustrata da Madaleine Korbelova Albright. L’aperta ingerenza USA in Ucraina è testimoniata da Dario Rivolta nel quotidiano Web Notizie Geopolitiche.
Dall’articolo dell’analista geopolitico Dario Rivolta: Ucraina. Il perché di una crisi, 24 Maggio 2023. «Innanzitutto partirei da un’esperienza personale. Già nei primi anni Novanta e per qualche anno a seguire feci diversi viaggi di lavoro a Kiev. Ciò che notai fu la presenza di diverse ONG, soprattutto americane, che organizzavano in loco “corsi sulla democrazia” per funzionari, amministratori locali e giovani politici “promettenti”. Questi ultimi erano, a volte, invitati negli USA a spese degli organismi invitanti per “conoscere come fosse organizzata la democrazia americana”. Tali viaggi gratuiti duravano circa un mese e chiunque può immaginare quale fosse lo scopo “promozionale” di queste “conoscenze”. Di per sé niente di male, ma è ovvio che in questo modo si costruiscono amicizie che marcano la vita futura di un politico, soprattutto se costui ha appena lasciato un sistema che impediva di fatto i viaggi all’estero verso i Paesi occidentali. Quanto all’implementazione della democrazia, constatai che, mentre formalmente se ne rispettavano le regole, una classe di nuovi ricchi stava prendendo il potere reale e senza il loro aiuto nulla poteva concludersi. Anche la corruzione, minima (o invisibile) ai tempi della vecchia Unione Sovietica, si stava estendendo ovunque nei gangli vitali del Paese. E continua anche nei nostri giorni di guerra».
Zbigniew Brzezinski e l’Ucraina. Ispiratore e teorico a noi mostrato dal potere globale mondiale, fu Zbigniew Brzezinski e la sua dottrina.
Zbigniew Brzezinski risulta membro del CSIS dal 1981
Nel frattempo, Zbigniew Brzezinski, il Consigliere per la politica estera del Presidente Lyndon B. Johnson dal 1966 to 1968, per la Sicurezza Nazionale durante la presidenza di Jimmy Carter dal 1977 al 1981 e poi docente di politica estera alla Johns Hopkins University, nel 1997 scrisse un libro, The Grand Chessboard- American Primacy and Its Geostrategic Imperatives, nel quale sottolineava, tra l’altro, come un “controllo” dell’Ucraina da parte degli USA fosse da considerarsi indispensabile per “visionare” tutto il centro-Asia e garantire che nessuno in Europa o in Asia potesse emergere come Paese dominante. Consentirlo, avrebbe insidiato l’egemonia mondiale americana. L’idea principale era che bisognava evitare, con qualsiasi mezzo necessario, un possibile avvicinamento tra la Russia e l’Europa poiché ciò avrebbe insidiato l’egemonia americana sul vecchio continente. Brzezinski non era uno studioso qualunque ma era, invece, una voce molto influente negli USA sulla questione delle relazioni internazionali. Aveva ipotizzato un “piano per l’Europa” che prevedeva l’espansione della NATO e un “Occidente molto forte”. Anche la Rand Corporation (con più rapporti consegnati a Washington e firmati, tra gli altri, da James Dobbins, il Professore Howard J. Shatz e l’analista politico Ali Wyne) era sulla stessa linea e chiedeva che la nuova Russia dovesse essere “contenuta” con metodi simili a quelli già in vigore durante la Guerra Fredda con l’Unione Sovietica. La guerra del 1999 contro la Serbia, notoria amica di Mosca, fu funzionale a questa strategia e approfittò di un periodo di confusione e debolezza indotta nel governo russo. L’indipendenza del Kossovo, imposta dopo la resa di Belgrado, consentì agli americani di stabilire in quella regione la più grande base militare americana di tutto il continent,e Camp Bondsteel.
Conclusione. Stretti furono i legami tra lui la Madeleine Korbelova Albright e Victoria Nuland, insieme a tanti altri che hanno partecipato alla politica mondiale dettata dagli USA per il dominio globale mondiale. Un discorso a parte merita Henry Kissinger e la sua Kissinger Associate,s che tutt’oggi appare sempre al di sopra di tutta le schiere di subalterni che ubbidiscono agli ordini, anche i più alti in grado. Tutti protagonisti o figuranti hanno fatto, fanno e faranno riferimento alla Gesuita Georgetown University e al suo ferreo disciplinatore Padre Edmund A. Wash e la scuola SFS da lui fondata. È impossibile per il lettore non vedere da quale parte affiorano i tentacoli del potere in occidente. Tutti i personaggi citati in questo articolo, insieme a moltissimi altri, rimarranno impuniti per i numerosi crimini che hanno commesso applicando il Deuteronomio, assedio, distruzione, devastazioni, milioni di morti in nome del loro Dio proprio come nel già più volte ricordato Deuteronomio:

Quando ti avvicinerai a una città per attaccarla, le offrirai prima la pace. Se accetta la pace e ti apre le sue porte, tutto il popolo che vi si troverà ti sarà tributario e ti servirà. Ma se non vuol far pace con te e vorrà la guerra, allora l’assedierai. Quando il Signore tuo Dio l’avrà data nelle tue mani, ne colpirai a fil di spada tutti i maschi; ma le donne, i bambini, il bestiame e quanto sarà nella città, tutto il suo bottino, li prenderai come tua preda; mangerai il bottino dei tuoi nemici, che il Signore tuo Dio ti avrà dato. Così farai per tutte le città che sono molto lontane da te e che non sono città di queste nazioni. Soltanto nelle città di questi popoli che il Signore tuo Dio ti dà in eredità, non lascerai in vita alcun essere che respiri; ma li voterai allo sterminio…

Di Loreto Giovannone per ComeDonChisciotte.org
31.07.2023

Loreto Giovannone. Studioso di storia alla ricerca dell’identità culturale e geografica delle origini. Studioso dei documenti amministrativi e ufficiali dell’Unità d’Italia conservati negli Archivi di Stato. Scopritore della prima deportazione di Stato di civili del Sud Italia nei lager del centro nord. La prima deportazione in Europa attuata dallo Stato italiano dal 1863, circa settanta anni prima del nazismo. Scrittore, articolista di argomenti storici con la predilezione della multidisciplinarietà di scuola francese. Convinto assertore che la Storia è la politica del passato.}
Dopo questa carrellata, è più facile capire l’origine del colpo di stato di Bergoglio e della mafia di san Gallo ai danni di Benedetto XVI; non ultima la simpatia di Bergoglio per il regime di Kiev.

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Riesz_
P.Riesz_
8 mesi fa
Rispondi a  P.Riesz_

La massoneria mondiale non solo ha determinato il corso politico degli ultimi due secoli, ma si è insediata all’interno della gerarchia cattolica almeno ai primi del novecento col segretario di stato cardinal Rampulla; ma è dalla metà del secolo scorso fino ad oggi che controlla la chiesa cattolica ed ha eliminato almeno due pontefici con modalità diverse: Giovanni Paolo I con eliminazione fisica e Benedetto XVI con la costrizione. Sembra un trionfo; ma all’orizzonte c’è già burrasca: la crisi del dollaro e dell’economia anglo-sionista spazzerà via anche le logge.
https://www.gospanews.net/2022/11/09/massoneria-in-vaticano-2-omicidio-nel-33o-grado-la-misteriosa-morte-di-papa-luciani-e-il-dossier-gagnon-svelati-dal-libro-di-padre-murr/
di Fabio Giuseppe Carlo Carisio
{«Da giovane sacerdote a Roma, padre Charles Murr ha lavorato a stretto contatto con il cardinale Édouard Gagnon sulla pericolosa missione che Paolo VI aveva affidato a quella figura eminente: indagare sulla Curia vaticana per scoprire l’appartenenza alla Massoneria. Il ruolo intimo di padre Murr gli ha fatto conoscere le sgradevoli agende di alti prelati e gli intrighi che circondano la morte di Giovanni Paolo I. Padre Murr non spaccia teorie del complotto, ne racconta l’avvincente storia come l’ha vissuta e l’ha registrata nei suoi appunti e diari: ciò che vide e udì, ciò che i suoi amici impararono e subirono. Soprattutto, scopriamo come un’opportunità divinamente data per una riforma seria sia stata tragicamente rifiutata. “Omicidio nel 33º grado” è il resoconto oculare più impressionante di la politica vaticana postconciliare apparirà tra decenni».

In poche righe l’americano Peter Andrew Kwasniewski (nato nel 1971) compositore e scrittore cattolico tradizionalista ha svelato la trama di una delle più inquietanti storie di cospirazione nel Cristianesimo dopo la congiura di Giuda Iscariota contro Gesù.
E’ la tragica vicenda che ruota intorno al presunto assassinio del beato Albino Luciani che rimase alla guida del decimo pontificato più breve della storia: 33 giorni.
Tanti quanti gli anni della vita del Messia Nazzareno, tanti quanti il grado più alto della Massoneria che fin dalla sua nascita si è infarcita di riferimenti giudaici e cristiani per proporsi come un sincretismo teosofico tra religione, esoterismo e scientismo, proiettato a soppiantare l’unica Religione Rivelata prima da Jhavè ad Abramo, Giacobbe, Mosè e agli altri patriarchi, profeti e re biblici e poi Gesù Cristo morto in croce e risorto agli apostoli.
Non si scordi che le regole massoniche furono scritte da un pastore protestante che partecipò alla fondazione della Grande Loggia di Londra il 24 giugno 1717, proprio nella festa di San Giovanni Battista decollato e nell’anno che rievoca il giorno del diluvio narrato nella Genesi.

Kwasniewski è stato professore presso l’Istituto teologico internazionale per gli studi sul matrimonio e la famiglia in Austria. Nel 2006, è entrato a far parte del gruppo fondatore del Wyoming Catholic College di Lander dove ha servito come assistente decano accademico e direttore delle ammissioni, e poi come maestro di coro e professore di teologia e filosofia.
E’ noto per molteplici scritti elogiati a livello internazionale (libri e articoli teologici) ma anche per essere stato annoverato tra gli autori “Lettera dei 45”, una missiva inviata nel 2016 a tutti i cardinali cattolici in cui si chiedeva loro di “rispondere ai pericoli per la fede e la morale cattolica” insinuati dall’enciclica Amoris Latetita di Papa Francesco I.
Il cardinale Albino Luciani, Patriarca di Venezia, (nato il 17 ottobre 1912 a Canale d’Agordo, in Veneto), fu eletto Vescovo di Roma il 26 agosto 1978 e divenne il 5° sovrano dello Stato Vaticano salendo a soglio pontificio con il nome di Papa Giovanni Paolo I. Morì in circostanze estremamente misteriose tra le ore 23:00 del 28 settembre 1978 e le ore 5 del 29 settembre, nel suo appartamento privato dentro le mura vaticane. E’ stato proclamato beato da Papa Francesco il 4 settembre 2020.

Nell’annunciare tale evento Vatican News ha pubblicato un articolo tagliente in cui accanto al ricordo della caratura magisteriale del “Papa del sorriso” ha cercato per l’ennesima volta, senza riuscirci a giudizio di chi scrive e si è occupa di cronaca giudiziaria da oltre 30 anni, “Le bugie sulla morte”.
LA MORTE PER INFARTO MAI ACCERTATA DALL’AUTOPSIAProprio per fornire la migliore ricostruzione dei fatti che ci avvicini alla verità, come insegnava il compianto giornalista e storiografo Gianpaolo Pansa, proponiamo la tesi “ufficiale” prima di addentrarci nei meandri oscuri dell’inchiesta Gagnon sulla Massoneria in Vaticano che finì tra le mani proprio di Papa Luciani e, secondo i sostenitori della tesi dell’omicidio, sarebbe stata il movente di oscuri potentati per causarne il presunto avvelenamento.
«Nel caso del decesso di Luciani, si parla di acquisizione di cartelle cliniche, deposizioni processuali, referti, le relazioni dei medici – l’archiatra pontificio Mario Fontana e il medico Renato Buzzonetti – che avevano redatto la causa e lo stato clinico, l’anamnesi, e provveduto alla conservazione della salma» ha scritto Vatican News.
«Qualcuno domanda perché non è stata effettuata l’autopsia? Non c’era la legge allora, l’ha introdotta Giovanni Paolo II nel 1983. Inoltre, l’autopsia viene richiesta per sospetto e Fontana e Buzzonetti, nel referto della morte, scrivevano di non ritenerla necessaria», ha detto la giornalista Stefania Falasca, tra i più agguerriti contestatori della ‘bugia storica”
Il cardinale Albino Luciani, Patriarca di Venezia, divenuto papa Giovanni Paolo I

La visione del cadavere, la descrizione delle macchie che hanno permesso di ristabilire il momento del decesso, hanno portato i due professionisti a decretare quella di Luciani come “morte improvvisa”. E “quando si scrive così in medicina legale è sempre morte naturale. È stato un infarto”, ha sottolineato la giornalista intervistata dall’organo d’informazione ufficiale della Santa Sede.
«Lo stesso Luciani, che godeva di “buona salute anche se con alcuni pregressi” ne ebbe avvisaglie la sera prima con un cenno di male al petto che però scambiò per dolore intercostale. Non gli diede troppo peso e andò a letto salutando le suore come ogni sera e dicendo a suor Margherita la sua ultima frase: “Domani ci vediamo, se il Signore vuole ancora, e celebriamo la Messa assieme”» aggiunge Vatican News.
Sui dettagli “medici” torneremo più avanti. Ora vediamo il contesto in cui morì improvvisamente Papa Giovanni Paolo I.

L’INCHIESTA GAGNON E L’OMICIDIO PECORELLI.Il 1978 fu l’anno dei tre Papi ma anche quello terribile per il Vaticano a causa dei denunciati intrighi tra la Massoneria e alcuni alti prelati.
Come abbiamo dettagliato nell’inchiesta Massoneria in Vaticano 1, l’avvocato e giornalista investigativo italiano Carmine Minor Pecorelli, direttore di un’agenzia di stampa e di un giornale specializzato in scandali e crimini politici, L’Osservatorio Politico, pubblicò un elenco di cardinali, vescovi e sacerdoti vaticani di alto rango che ha identificato come membri di logge massoniche. L’elenco divenne noto come “Lista Pecorelli” e includeva i nomi, le date di ingresso nella Massoneria, i numeri di codice e gli acronimi di 120 funzionari vaticani.

Contestualmente alla diffusione di tale elenco all’interno delle mura vaticane, gli esiti di una verifica ufficiale triennale di tutti gli uffici della Santa Sede, condotta dall’arcivescovo Edouard Gagnon, in merito alle accuse che alcuni prelati e chierici della Curia romana erano segretamente membri della Massoneria, furono presentati di persona a Papa Giovanni Paolo I. Secondo le memorie recentemente pubblicate del segretario di Gagnon, padre Charles Murr, “l’arcivescovo Gagnon ha compilato un esauriente dossier che non gli ha lasciato dubbi sul fatto che queste scioccanti accuse fossero in realtà vere”.
A riportare questa sintetica cronistoria è stato il sito cattolico americano LifeSite News a cui attingiamo anche per la narrazione nei paragrafi successivi.
«L’indagine di Gagnon sulla massoneria all’interno della Curia romana era stata ufficialmente commissionata da Paolo VI in risposta alla particolare accusa che due prelati di alto rango fossero massoni: Annibale Bugnini e Sebastian Baggio. Bugnini fu responsabile della Commissione per la riforma della liturgia latina dopo il Concilio Vaticano II, che produsse il Novus Ordo Missale Romanum. Baggio fu Prefetto della Congregazione per i Vescovi, responsabile della nomina e della scelta dei vescovi in tutto il mondo cattolico».

«Sebbene l’intero contenuto dell’indagine di Gagnon non sia pubblicamente noto, alcuni dettagli sulla vicenda sono stati divulgati. Tra questi dettagli c’è il fatto che Gagnon ha fatto sapere di avere effettivamente prove che confermano che l’arcivescovo Bugnini e il cardinale Baggio erano membri della Massoneria. Questa prova includeva l’autenticazione di documenti da parte dell’INTERPOL, l’Organizzazione internazionale di polizia criminale, responsabile delle indagini sui crimini internazionali. Le scoperte di Gagnon corroboravano così la Lista di Pecorelli, che includeva anche i nomi di questi cardinali».
«A seguito delle indagini di Gagnon, Bugnini fu inviato negli ultimi anni della sua vita in Iran come Nunzio Apostolico, dove apparentemente avrebbe fatto il minimo danno alla Chiesa, data la scarsità di cattolici in Iran e l’interazione quasi inesistente tra la Santa Sede e il governo islamico iraniano».

«Baggio, tuttavia, si è rivelato più difficile da eliminare. Rimarrà, infatti, capo della Congregazione per i Vescovi fino al 1984, diversi anni dopo il pontificato di Papa Giovanni Paolo II, ricoprendo in quella carica un mandato di dodici anni. La durata del suo mandato avrebbe contribuito considerevolmente al danno incalcolabile fatto alla Chiesa da questo re-maker episcopale massonico» sentenzia il giornalista di LifeSite News Raymund Maria.
Ma ecco le date che suscitano effettivamente sospetti inquietanti…

  • Il 12 settembre 1978 Pecorelli pubblicò la sua lista dei funzionari vaticani che erano membri della Massoneria.
  • Il 25 settembre 1978 l’arcivescovo Gagnon incontrò privatamente Giovanni Paolo I per presentargli i risultati della sua indagine triennale sulla stessa questione. L’arcivescovo portava con sé un ampio dossier e faceva sapere al suo segretario di aver affrontato al Pontefice il tema dell’appartenenza di Baggio alla Loggia massonica. Disse anche al suo segretario che il papa aveva accettato di trattare con il cardinale massone.
  • «Il 28 settembre Giovanni Paolo I chiamò personalmente Baggio perché quel giorno venisse incontro al Pontefice nel suo ufficio. Baggio incontrò privatamente il Papa nel suo appartamento personale più tardi quella sera alle 20:00. «Per circa un’ora e fu sentito urlare contro il papa dalle guardie svizzere che erano presenti fuori dalla stanza, a cui in seguito testimoniarono» precisa LIfeSiteNews.
  • La mattina dopo, 29 settembre, Giovanni Paolo I fu trovato morto nella sua stanza. È stato dichiarato dal medico morto intorno alle 23:00. la notte prima.
  • Sei mesi dopo, il 20 marzo 1979, Pecorelli fu ucciso a colpi di arma da fuoco a Roma

LE RIVELAZIONI DEL LIBRO DI PADRE MURR.«Abbiamo l’impressione che attraverso alcune fessure del muro il fumo di Satana sia entrato nel tempio di Dio: è dubbio, incertezza, interrogazione, insoddisfazione, confronto…. Pensavamo che dopo il Concilio sarebbe spuntato un giorno di sole per la storia della Chiesa. Quello che è spuntato, invece, è stato un giorno di nuvole e tempeste, di tenebre, di ricerche e di incertezze».
Queste clamorose osservazioni giunsero, durante un’omelia pronunciata da Papa Paolo VI in un giorno particolarmente significativo – il 29 giugno 1972 – la festa dei SS. Pietro e Paolo che coincise anche con il nono anniversario della sua incoronazione al pontificato.
«Quando papa Paolo VI fece la sua criptica dichiarazione che il “fumo di Satana” era entrato nel santuario della Chiesa, stava annunciando al mondo intero una verità concreta.

In retrospettiva, il Vaticano II (1962-65) – il Concilio ecumenico che avrebbe inaugurato nuove brezze in tutta la Santa Madre Chiesa – aveva introdotto vapori più oscuri la cui presenza il Santo Padre aveva avvertito da tempo. E con crescente allarme» rammenta un altro sito americano Catholic Insight che ha analizzato in modo eccezionale il libro “Omicidio di 33° grado: l’indagine Gagnon sulla massoneria vaticana” scritto da padre Murr, amico personale del cardinale autore dell’inchiesta.
Padre Charles Murr nel giorno delle sua ordinazione sacerdotale accanto all’amico cardinale Edouard Gagnon

«Per quanto riguarda l’effettiva natura del “fumo” satanico, papa Paolo VI aveva sospetti preoccupanti che lo indussero a ordinare un’indagine completa sulla provenienza di quei fumi ultraterreni. Comprese appieno le brutte verità che un’indagine avrebbe potuto rivelare e i potenziali pericoli che avrebbe potuto generare. Così cercò alti chierici di cui sapeva di potersi fidare – a cominciare da uno dei suoi più cari amici – il cardinale Giovanni Benelli, arcivescovo di Firenze, il quale, a sua volta, si rivolse all’arcivescovo canadese Edouard Gagnon, già presidente della Pontificia Commissione sulla la Famiglia, per avviare un’indagine su tutti gli aspetti della vita in Vaticano al fine di scoprire la fonte o le fonti del fumo».
E’ quanto ha scritto Paula Adamick su Catholic Insight in una accurata recensione del libro di padre Murr che, in Italia, sembra essere passato sotto silenzio. Proprio come il dossier Gagnon, redatto in tre volumi ma tenuto ben segreto dentro le mura vaticane.
Ma la sua esistenza e la sua storia sono state finalmente raccontate con avvincenti dettagli da padre Charles Murr, sacerdote americano e amico di lunga data dell’arcivescovo Gagnon, sotto forma di memoria, proprio in Murder in the 33rd Degree, The Gagnon Investigation into Vatican Massoneria, pubblicato nel marzo 2022.

Charles Theodore Murr-Létourneau è un prete cattolico, autore, linguista, educatore, narratore e fondatore di un orfanotrofio a Tepatitlan, Jalisco, in Messico. Murr è noto come destinatario del premio “Ten Outstanding Young Persons of the World” e dei “Ten Outstanding Young Americans”, entrambi assegnati nel 1985.
«È un documento straordinario. In esso padre Murr, oggi 72enne, racconta la sua esperienza diretta con l’indagine commissionata da Paolo VI dopo che le sue misteriose osservazioni sul “fumo di Satana” avevano elettrizzato il mondo. Padre Murr racconta anche l’odissea che seguì, insieme ad eventi chiave e personaggi ad essa collegati» aggiunge la giornalista Adamick che ci farà da “guida” nelle parti più significative del libro. Tutti i prossimi periodi tra virgolette sono infatti espunti dal suo articolo in cui si alternano frasi scritte dal sacerdote nella sua memoria (di cui rimarcheremo la paternità).
GAGNON CONFERMA I CHIERICI MASSONI DELLA LISTA PECORELLI.«Quanto al dossier stesso, il suo contenuto era sconvolgente: “Sapevo benissimo cosa significasse questa mattina per il grand’uomo seduto accanto a me”, p. Murr scrive del primo tentativo di Gagnon di mettere sotto custodia pontificia il suo pericoloso dossier sullo stato del governo romano centrale della Chiesa cattolica. Era il 16 maggio 1978».
«Dopo anni di intenso lavoro, indagini, ricerche, interviste, organizzazione e incontri faccia a faccia con centinaia di persone, per lo più uomini, per lo più chierici – alcuni, venerati santi e studiosi; altri, alcuni dei demoni più astuti che camminano sulla terra – L’arcivescovo Edouard Gagnon ora forniva risposte concrete alle domande retoriche enigmatiche e inquietanti di papa Paolo … Sì, il modesto franco-canadese aveva identificato un certo numero di quelle nefaste ‘crepe nel muro’ – quelle attraverso il quale ‘il fumo di Satana era entrato’, e continuava ad entrare,’ nel Tempio di Dio» ha scritto Murr.
«Seduto da solo con Gagnon nello studio privato del Pontefice, il Santo Padre si è affrettato a passare alla conclusione: quale, tra i tanti ivi descritti, considerava Gagnon il pericolo più urgente per la Chiesa?» racconta la giornalista.
«Senza esitazione, l’arcivescovo rispose subito: “Pagina quattro della sintesi. Il cardinale Sebastiano Baggio …Un massone. Un massone che nomina ogni nuovo vescovo nel mondo! E ogni nuovo arcivescovo, data una sede metropolitana, e molti di loro garantivano un cappello cardinalizio e un voto alle prossime elezioni pontificie. Vostra Santità mi perdonerà per averlo detto, ma un massone sta orchestrando il prossimo conclave. E a tutti gli effetti, il cardinale Baggio nomina il vostro successore(*)».
Gagnon ha anche identificato il più grande promotore e alleato politico del cardinale Baggio. Nientemeno che il Cardinale Jean Villot, Segretario di Stato di Paolo VI, che aveva promosso Baggio alla nomina di Prefetto della Sacra Congregazione per i Vescovi. Personaggi di cui abbiamo già scritto nell’inchiesta Massoneria in Vaticano 1 perché segnalati dalla Lista Pecorelli.
«L’arcivescovo Gagnon ha anche detto al Santo Padre di avere avuto su autorità impeccabile che l’arcivescovo Annibale Bugnini fosse anche un massone incaricato della Commissione per la riforma liturgica che sovrintendeva alle modifiche alla Messa di rito romano e ad altre pratiche liturgiche prima e dopo il Vaticano II e chi è ancora considerato una forza dominante in questi sforzi. Al momento dell’incontro di Gagnon con papa Paolo, tuttavia, Bugnini era già stato bandito da Roma e inviato come nunzio pontificio in Iran. Anche lo stato pericoloso della Banca Vaticana è stato un problema critico» conferma la sintesi del libro di Murr fatta da Catholic Insight.
PAPA PAOLO VI ANNICHILITO DALLA MORTE DI MORO.«Al momento della visita di Gagnon, tuttavia, papa Paolo era a pochi mesi dalla morte. E sebbene inorridito dal contenuto delle scoperte di Gagnon, il Santo Padre era troppo esausto per intraprendere le azioni necessarie a difendere la Chiesa. È stato anche devastato dalla morte – appena una settimana prima – del suo caro amico, l’ex presidente del Consiglio Aldo Moro, il cui corpo torturato è stato trovato il 9 maggio crivellato di proiettili nel bagagliaio di un’auto nel centro storico di Roma. Moro era stato rapito il 16 marzo dai terroristi delle Brigate Rosse, dopo che il governo italiano aveva rifiutato di negoziare con il gruppo di estrema sinistra. Dopo numerose minacce, il cinque volte primo ministro italiano è stato giustiziato».
La giornalista Paula Adamick liquida velocemente una delle più inquietanti inchieste giudiziarie della storia italiana che è stata l’oggetto di indagini ufficiali ed ufficiose del magistrato Ferdinando Imposimato sul complotto internazionale dietro ad essa e che nella quale l’ultima commissione parlamentare d’inchiesta ha ammesso l’esistenza del Deep State (potentato occulto di massoni, finanzieri, politici e servizi segreti militari) dietro ai clamorosi depistaggi.
Proprio il giornalista Mino Pecorelli sarebbe stato ucciso anche per aver raccolo le confidenze del generale dei Carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa (anch’egli ucciso il 3 settembre 1982 in un attentato in odore di massoneria) in relazione al blitz preparato dai reparti speciali dell’Arma e della Polizia per liberare Moro ma bloccato dai vertici dei competenti ministeri.

IL DOSSIER GAGNON NELL’ANNO DEI TRE PAPI.«Dopo aver esaminato il dossier con Gagnon, il Pontefice disse all’arcivescovo di portarlo con sé e di conservarlo al sicuro, indicando che lui, il Papa, non era in condizione di occuparsene.
“Ma Vostra Santità”, rispose Gagnon. “Che dici? … Di queste questioni stiamo parlando e centinaia di altre non possono aspettare un altro giorno!” Esasperato, l’arcivescovo ha proseguito: “Un massone nomina i nostri vescovi! La Banca Vaticana è sull’orlo del collasso! Il rettore dell’Università Lateranense ne ricicla milioni ogni anno! E ancora e ancora e ancora. Il vostro stesso Segretario di Stato, Santo Padre, è il vostro più grande avversario!”» narra Murr nel libro.
Papa Paolo VI morì il 6 agosto 1978, lasciando l’opera di Gagnon nel limbo fino a quando non ebbe modo di incontrare il successore pontificio, Giovanni Paolo I (Albino Luciani-Patriarca di Venezia).

«Cosa che fece, il 25 settembre 1978. In quel momento, secondo padre Murr, il dossier di Gagnon fu valutato dal nuovo papa di straordinaria importanza. Ma il mondo non saprà mai come avrebbe potuto agire Giovanni Paolo I se fosse vissuto. Appena tre giorni dopo il suo incontro con Gagnon, il nuovo pontefice è stato trovato morto nel suo letto, a soli 33 giorni dall’inizio del suo pontificato, il più breve nella storia papale e lasciando dietro di sé molte domande senza risposta sulla vera causa della sua morte».
«Il 16 ottobre 1978 a Giovanni Paolo I successe il cardinale di Polonia Karol Wojtyla, che divenne Giovanni Paolo II» ma – scrive Adamick – «il nuovo papa sembrava avere molto interesse per il dossier di Gagnon quando gli fu presentato per la prima volta il 6 febbraio 1979, una visione che l’arcivescovo considerava ingenua. Cioè, fino al tentato omicidio di Giovanni Paolo II, il 13 maggio 1981, quando visse in prima persona i reali pericoli che lo circondavano».
«L’intenzione di Giovanni Paolo I di avviare un’ulteriore indagine sulla Massoneria vaticana, basata sull’opera dell’arcivescovo Gagnon, ha portato al suo omicidio?» si chiede la giornalista.

«Dal punto di vista di Murr, dopo aver incontrato l’arcivescovo Gagnon e aver assorbito i punti salienti delle sue scoperte, Giovanni Paolo I sembrava pronto a iniziare una piena denuncia della malvagia infiltrazione della Massoneria nella Chiesa. E per iniziare la sua completa fumigazione.
Non lo sapremo mai. In una recente intervista, tuttavia, con John-Henry Westen di LifeSiteNews, padre Murr è apparso convinto che mezzo secolo dopo la famosa affermazione di Papa Paolo che la Massoneria è ora così avanzata nella struttura e nel cuore amministrativo della Santa Madre Chiesa che nessun essere umano potrebbe espellere le conseguenze dei suoi crimini cumulativi. A suo avviso, l’immenso danno può essere eliminato solo attraverso “un atto di Dio!”» conclude l’articolo di Catholic Insight.
In tale senso s’innesta una visione escatologica apocalittica che rappresenta il compimento inevitabile delle Sacre Scritture in risposta alle infiltrazioni massoniche nella Chiesa, sempre più permeato da un Clero progressista e incline a rendere omaggio alla Massoneria stessa che, è doveroso ricordarlo, fu scomunicata da Papa Leone XII con l’enciclica Humanus Genus nel 1884 dopo la famosa Breccia di Porta Pia del 1970 in cui lo Stato Pontificio fu attaccato dalle armate del Regno d’Italia, costruito grazie ai finanziamenti dei massoni britannici alla Spedizione dei Mille guidata da Giuseppe Garibaldi ma pianificata da Giuseppe Mazzini (entrambi massoni di 33° grado).
La Massoneria in Vaticano può infatti apparire come il tradimento al Vangelo indispensabile al compimento del Libro dell’Apocalisse di San Giovanni evangelista proprio come il bacio di Giuda Iscariota lo fu per la crocifissione e risurrezione di Gesù Cristo.

TROPPE DISCORDANZE SULLA MORTE DI PAPA LUCIANI.
«Murr, un amico di Gagnon, ci ha dato un primo unico- memoria personale che getta nuova luce sulla misteriosa morte di Papa Giovanni Paolo I nel 1978 e sui rapporti di Gagnon con tre Papi. Alla fine, dopo 50 anni, Murr chiede la divulgazione del rapporto segreto di Gagnon, che giace nascosto in qualche archivio vaticano… Mi congratulo con Murr per il suo coraggio».

Ha scritto Robert Moynihan, redattore capo di Inside The Vatican evidenziando come il libro renda indispensabile anche una rilettura storica del misterioso e improvviso decesso.
In tal senso un articolo pubblicato dal blogger Luca Scialo ripercorre un’interessante analisi di tutte le contraddizioni emerse nella versione ufficiale della morte per miocardite (quando i sieri genici antiCovid non esistevano ancora a causarla…).

Dopo aver evidenziato che molti conoscenti di monsignor Luciani smentirono il suo stato di salute precario e altri furono discordanti sul momento del presunto malore al petto del giorno prima della sua morte ecco il primo giallo sul ritrovamento
«Discordante è anche la voce ufficiale su chi abbia trovato il corpo di Papa Luciani esanime. In via ufficiale si era parlato del segretario Magee, ma poi si è scoperto che a trovarlo morto fu la suora Vincenza Taffarel. La quale accudiva il Papa e ogni mattina alle 5 gli portava il caffè. Si volle evitare di dire che una donna fosse entrata nella stanza di Papa Giovanni Paolo I prima degli altri. Magee sarebbe invece entrato successivamente, allarmato dalle suore».
«Contraddittoria anche l’ora del decesso. L’archiatra Renato Buzzonetti stimò l’ora del decesso tra le 22:30 e le 23 del 28 settembre, basandosi sul color grigio cenere della pelle, che denunciava una mancata irrorazione di sangue nei tessuti da molto tempo – aggiunge Scialo – Vincenza Taffarel, che portò il caffè a Luciani poco prima delle 5, scoprì invece il corpo dopo una mezz’ora, entrata in stanza non vedendo alcun cenno del pontefice. Ella ricordava di aver sfiorato la fronte del papa e di averla trovata ancora tiepida. Il che collocherebbe l’ora del decesso molto più tardi, a ridosso delle 4:30 del 29 settembre».

«Gli imbalsamatori accorsi al capezzale di Papa Luciani tra le 9 e le 10, i fratelli Signoracci, ritengono invece che il corpo fosse ancora leggermente colorito. E che il decesso sia avvenuto al massimo tra le 4 e 5. Ed essendo loro del mestiere, sicuramente possono essere considerati molto più credibili. Probabilmente, anche in questo caso, si voleva dare un orario ufficiale diverso. Falso» conclude il blogger.
«Dubbi anche sulla posizione del corpo e sulla camera. Probabilmente, anche qui è stato modificato qualcosa ad arte. Poco chiaro anche cosa stesse leggendo Luciani. Inizialmente si parlò di una copia dell‘Imitazione di Cristo, ma poi emerse la tesi che si trattasse di appunti personali. Forse proprio quelli relativi al da farsi in merito alla IOR ma anche relativi ai nomi con cui voleva far rimpiazzare i titolari di alcune cariche. Appunti di fatto mai ritrovati (un po’ come l’agenda rossa di Paolo Borsellino)».

IL DECESSO PER INFARTO SANCITO DA UN MASSONE.
«A dare adito alle speculazioni sulla sua morte, come detto il fatto che non sia mai stata disposta una autopsia. Si incaricarono tre medici per esprimersi sulle cause della morte di Papa Luciani. Due si pronunciarono per l’infarto, ritenendo inutile una autopsia. Il terzo espresse riserva sebbene concordasse di massima con la diagnosi. Il Cardinale Villot fece valere il principio di maggioranza. La scelta, forse, non fu un caso. Nelle intenzioni del Papa, a quanto pare Villot doveva essere sostituito alla segreteria di Stato da Giovanni Benelli».
L’intervento di questo prelato francese assume un’enorme rilevanza alla luce del fatto che fu inserito nella Lista Pecorelli dei massoni in Vaticano e probabilmente è stato oggetto di verifiche nell’inchiesta Gagnon.

«Molte polemiche e forti tesi cospirazioniste riguardarono anche l’imbalsamazione compiuta dai fratelli Signoracci, da alcuni ritenuta frettolosa. Giustificata dalla necessità di proteggere il corpo dalla minaccia della decomposizione, come avvenuto col precedente Paolo VI – rileva Scialo – Eppure, il 4 ottobre successivo si vide giungere una equipe medica allontanando il gruppo di pellegrini raccolto in veglia del papa defunto. Il sospetto è che una autopsia ci sia stata, il cui esito è stato però sempre segretato».

LA CONFESSIONE DEL BOSS SULL’AVVELENAMENTO DA CIANURONo esiste un’unica pista “massonica” in cui cercare i presunti autori dell’omicidio, ammesso che tale sia stato. Ma esiste un libro in cui non solo viene individuato un preciso mandante ma anche l’esecutore e il tipo di veleno utilizzato.
Come riporta Il Fatto quotidiano, l’ultima tesi che vorrebbe Papa Luciani avvelenato riguarda il gangster della famiglia mafiosa americana dei Colombo: Anthony Luciano Raimondi. 69 anni, nipote del padrino Lucky Luciano legato alla cosiddetta “Cosa nostra statunitense”. La sua morte sarebbe stata ordita dal monsignor Paul Marcinkus, l’allora presidente dello Ior.
Prima di leggere questa sconcertante quanto eccentrica teoria bisogna ricordare che Lucky Luciano fu il Boss dei due Mondi che divenne punto di riferimento in Italia nella triade Mafia, Massoneria e CIA di cui è apparsa l’ombra su quasi tutti gli attentati eccellenti avvenuti negli ultimi 40 anni nella penisola italica, tra qui quelli ai giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Come anticipato, il Papa voleva denunciare frodi azionarie compiute nei sacri palazzi. Raimondi, è entrato nella mafia subito dopo il servizio miliare in Vietnam. Qualcosa che ricorda quanto accade a Michael Corleone ne Il Padrino I. Mentre, sempre in tema della saga, anche ne Il Padrino III si fa riferimento all’avvelenamento di Papa Luciani.
Tale ricostruzione, ovviamente fermamente respinta dal Vaticano, è contenuta nel suo libro di memorie intitolato When the Bullet Hits the Bone. Pubblicato 2 anni fa negli Stati Uniti dalla casa editrice Page Publishing.
l’Arcivescovo americano Paul Casimir Marcinkus
Raimondi rivela che quando aveva 28 anni l’arcivescovo Marcinkus, suo cugino, lo aveva fatto andare a Roma per eliminare Giovanni Paolo I. Il Papa aveva scoperto che un gruppo di truffatori falsificava in Vaticano le azioni di grandi compagnie americane come Ibm, Coca Cola e Sunoco e voleva denunciarli. Marcinkus era parte della frode e aveva deciso di eliminarlo.
Raimondi sarebbe stato chiamato a Roma proprio per concretizzare il complotto contro il Papa del sorriso. E quando l’operazione era scattata si trovava davanti alla stanza del Pontefice. Sempre secondo la sua ricostruzione, sarebbe stato Marcinkus a far mettere il valium nella tazza di tè che Giovanni Paolo I era abituato a bere la sera al fine di farlo addormentare profondamente. Poi avrebbe usato un contagocce per mettergli il cianuro in bocca.
NEL 2019 UN OMICIDIO CON CIANURO SCAMBIATO PER UN INFARTO.Il veleno propriamente detto è il cianuro di potassio, sale di potassio derivato dall’acido cianidrico. Esso funziona come inibitore della ferricitocromo-ossidasi mitocondriale formando con essa un complesso relativamente stabile. Viene così impedito il rilascio dell’ossigeno da parte dell’emoglobina al sistema di trasporto degli elettroni. In questo modo l’ossigeno non viene consumato a livello tissutale e si accumula in circolo; infatti con avvelenamento da cianuro, anche il sangue venoso risulta di color rosso brillante.
Gli effetti dell’ipossia si riflettono sul sistema respiratorio; sopraggiunge quindi una rapida depressione dell’attività cerebrale. La frequenza cardiaca dapprima aumenta per poi diminuire progressivamente. La morte avviene per anossia cerebrale e collasso cardiovascolare.

In assenza di precise analisi istologiche con perizia tossicologica il decesso per avvelenamento da cianuro può anche essere scambiato per un arresto cardiaco da cause naturali. Un caso clamoroso avvenne nel gennaio 2019 in Sicilia.
Sebastiano Rosella Musico fu ritenuto vittima di un infarto ma era stato avvelenato con il cianuro
Sebastiano Rosella Musico, pizzaiolo di Termini Imerese di 40 anni, era uno sportivo e godeva di ottima salute. Il medico legale parlò di infarto, ma i parenti non si rassegnarono.
A febbraio del 2020 la procura diretta da Ambrogio Cartosio apre un’inchiesta e fece riesumare la salma. Dall’autopsia viene fuori che ad ucciderlo sarebbe stato il cianuro somministrato dalla moglie…
Finché il Vaticano non aprirà gli archivi segreti sul dossier Gagnon e su ogni documento inerente la morte di Papa Luciani sarà fin troppo facile credere a un complotto massonico più che a una morte naturale.
Fabio Giuseppe Carlo Carisio. }

(*) Ha certamente posto le basi per la mafia di san Gallo e per la chiesa bergogliana.

GIOVANNI PAOLO I E JEAN VILLOT.jpg
mario mancusi
8 mesi fa

Proseguono i soccorsi, nella provincia di Hebei, nel Nord della Cina, dopo le forti alluvioni che hanno colpito il territorio. Secondo l’agenzia di stampa governativa Xinhua nove persone sono morte e altre sei risultano disperse. Quasi 850mila sarebbero state evacuate. La situazione è critica anche nelle aree attorno a Pechino dove il bilancio è di almeno 20 vittime e 27 dispersi. Le inondazioni hanno creato innumerevoli danni, tra cui strade distrutte, alberi sradicati ed energia elettrica fuori uso.[..]

Profezia avverata della Madonna di Anguera sulla provincia HEBEI. trasmesso il 02 dicembre 2012

3.745 – 2 dicembre 2012
Cari figli, sono vostra Madre e sono venuta dal Cielo per condurvi alla santità. Voi siete importanti per la realizzazione dei miei piani. Non state con le mani in mano. Mio Figlio Gesù si aspetta molto da voi. Abbiate fiducia, fede e speranza. Quando tutto sembrerà perduto, il Signore verrà a voi e sarete vittoriosi. Aprite i vostri cuori e accettate la volontà di Dio per le vostre vite. Io voglio aiutarvi, ma voi ascoltatemi. Ecco il tempo della grazia per ciascuno di voi. Date il meglio di voi nella missione che il Signore vi ha affidato. Pregate. Solo con la forza della preghiera potete comprendere i disegni di Dio per le vostre vite. L’umanità si è impoverita spiritualmente perché gli uomini si sono allontanati dal Creatore. Tornate in fretta. Il mio Signore vi ama e vi attende con immenso amore di Padre. Avrete ancora lunghi anni di dure prove. Quelli che stanno a Hebei chiederanno aiuto e porteranno una croce pesante. Soffro per le vostre sofferenze. Datemi le vostre mani e vi porterò sul cammino sicuro. Siate docili e non permettete che la vostra libertà vi allontani da mio Figlio Gesù. Egli è il vostro Salvatore e senza di Lui mai l’uomo sarà salvo. Pentitevi. Il pentimento è il primo passo da fare sul cammino della conversione. Coraggio. Niente è perduto. Confidate nel Signore e rallegratevi, perché la vostra liberazione è vicina. Avanti. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

eranuova
8 mesi fa
Rispondi a  mario mancusi

mi piacerebbe confermare quanto dici, ma… com’è possibile che, negli stessi giorni, si verificava il peggior incendio della storia delle Hawaii con danni ingentissimi e più di cento morti e non c’è alcun riferimento nelle ‘profezie’ di Anguera?…

mario mancusi
8 mesi fa
Rispondi a  eranuova

Sono 55 le profezie di Anguera sugli USA https://nostrasignoradianguera.blogspot.com/search/label/Z%20–%20USA%20–%2055%20Profezie%20di%20Anguera%20di%20cui%2012%20avverate%20–%204%20in%20fase%20di%20svolgimento%20-%208%20analizzate.?m=0
Non ho tempo di leggerle tutte, forse ci sta , comunque quella Cinese è stata precisa

riccardo
riccardo
8 mesi fa

Il vero motivo per cui i cardinali consapevoli della situazione non si sono ancora esposti è, secondo il loro punto di vista, il “bonum animarum”. Tante loro riunioni più o meno segrete hanno sancito questa linea comportamentale.

Se in questo momento venisse smascherato ufficialmente l’usurpatore, quanti milioni di fedeli preferirebbero aderire all’impostura e cadrebbero nel serio pericolo della perdizione eterna, abbracciando noncuranti la condizione di eresia? Quanti sarebbero disposti a salvaguardare la rettezza della fede, senza guardare il proprio interesse, esponendosi al pubblico ludibrio ed alla generale riprovazione?

Potremmo obiettare “amicus Plato, sed magis amica veritas”, ma dobbiamo scontrarci con un mondo ed una Chiesa assonnati ed annebbiati dal proprio comodo e dalla noncuranza della salvezza eterna.

Il nostro compito attuale è quello del lievito, che ,poco per numero e per peso, abbia la forza di sollevare la pasta piatta per farla diventare pronta per la cottura nel forno della Verità che avanza.

I Signori Cardinali consapevoli interverranno quando la sottile lama della scelta canonica non sarà più tagliente della spada della Giustizia che pende senza protezione ormai sul popolo di Dio e sulla gerarchia. A quel punto la consapevolezza generale sarà stata raggiunta, e chi vorrà perdersi lo farà purtroppo in scienza e coscienza.

Questa prudenza cardinalizia può essere più o meno condivisibile, ma chi ha nozione della verità in atto sulla sede petrina, impedita prima ed occupata ora, deve per obbligo morale parlare, divulgare, dichiarare… in maniera opportuna ed inopportuna.

Qualcosa di veramente bollente si sta movendo sotto la falsa calma generale:

Viganò: cardinale disse ad amici che il conclave del 2013 era nullo – gloria.tv

CFN INTERVIEWS VIGANÒ: Francis, Trump, Ukraine, Child Trafficking, and More – Catholic Family News

Come credenti abbiamo l’arma non meno potente della preghiera e dell’offerta, specialmente quella dei bambini e delle anime vittime, preghiera che può squarciare i cieli e fare accelerare i tempi del rinnovamento generale, perché anche nella sede petrina Qualcuno possa dire quanto prima: “Ecco io faccio nuove tutte le cose”

mario mancusi
8 mesi fa

Sta arrivando la bomba??
https://www.renovatio21.com/le-prove-dellinvalidita-dellelezione-di-bergoglio-in-mano-ad-un-cardinale-le-parole-di-mons-vigano/?amp=1

SPIRITOLe prove dell’invalidità dell’elezione di Bergoglio in mano ad un cardinale? Le parole di mons. Viganò

Nella sua ultima intervista rilasciata al direttore, Matt Gasper di Catholic Family News monsignor Carlo Maria Viganò ha raccontato che vi sarebbe un cardinale, presente al conclave 2013 che avrebbe confidato agli amici di «di esser stato testimone di fatti tali da rendere nulla l’elezione di Jorge Mario». Già nel 2022 monsignor Viganò espresse i suoi dubbi sulla validità del conclave del 2013 e chiese un’indagine.

Finora, diversi articoli e libri hanno indicato che all’epoca esistevano schemi e riunioni organizzate per promuovere l’elezione di Jorge Bergoglio.

In particolare, un vaticanista vicino a papa Francesco, Gerard O’Connell, ha pubblicato nel 2019 il libro The Election of Pope Francis: An Inside Account of the Conclave That Changed History («L’elezione di papa Francesco: un resoconto interno del conclave che ha cambiato la storia»),in cui rivela che l’11 marzo 2013, un giorno prima, si è svolta una riunione di cardinali progressisti per discutere di un possibile candidato. del primo giorno del conclave. Tra i cardinali c’erano Godfried Danneels, Walter Kasper, Cormac Murphy-O’Connor e Karl Lehmann, tutti membri della cosiddetta «mafia di San Gallo».

Catherine Pepinster, ex redattore capo del settimanale cattolico britannico The Tablet, afferma nel libro The Keys and the Kingdom: The British and the Papacy from John Paul II to Francis che il ministero degli esteri britannico potrebbe aver svolto un ruolo importante nella Elezione papale del 2013, soprattutto organizzando un altro incontro chiave in vista del conclave che doveva promuovere Bergoglio, definito un «very British coup», cioè un golpe molto britannico, dove avrebbero avuto un ruolo di primo piano il cardinale Murphy-O’Connor e l’ambasciatore britannico presso la Santa Sede Nigel Baker. Ricordiamo, en passant, che qualcuno indica il ruolo particolarmente attivo di un altro monsignore britannico, Paul Gallagher, nei rapporti con Zelens’kij, al punto da intrattenersi con il presidente ucraino durante l’ultima visita di questi in Vaticano.

È inoltre nota la spinta data dall’ex cardinale americani Theodore McCarrick, sberrettato da Bergoglio dopo l’emersione di scandali a base di omosessualità e pedofilia che lo riguardavano personalmente. Ricordiamo, en passant, che proprio dall’appoggio dato al papa a McCarrick è partita la rivolta di monsignor Viganò, forse per questo divenuto obiettivo primario della lobby vaticana – cioè della quasi totalità dell’Oltretevere.

Secondo quanto riportato da Lifesitenews, McCarrick aveva detto in pubblico che prima che i cardinali elettori «entrassero nelle conversazioni generali», era stato avvicinato da «un gentiluomo italiano molto interessante e influente». L’influente italiano ha visitato McCarrick al seminario dove McCarrick si trovava a Roma. Questo «uomo molto brillante, uomo molto influente a Roma» disse: «E Bergoglio? Ha una possibilità?» McCarrick si disse sorpreso dalla domanda e ha risposto: “Non credo perché nessuno ha menzionato il suo nome». L’uomo ha detto, riferendosi a Bergoglio: «Potrebbe farlo, sapete, riformare la chiesa».

Ad oggi non è ancora chiaro chi sia questa misteriosa figura che confabulava con il cardinale americano poi accusato di crimini e peccati abominevoli.

A questi enigmi, ora si aggiungono le parole di monsignor Viganò.

Renovatio 21 riporta di seguito lo sconvolgente passaggio dell’intervista dell’arcivescovo già Nunzio Apostolico negli Stati Uniti d’America.

In una recente intervista, ha detto che alcuni cardinali «creati da Benedetto XVI si sono dimostrati completamente inferiori alle aspettative dei fedeli conservatori» e che alcuni di loro «all’ultimo Conclave hanno assistito a cose che non denunciano pubblicamente». A cosa crede abbiano assistito e perché non le denunciano?

Alcuni cardinali entrati in Conclave nel 2013 sembrano non comprendere la gravità di quanto è avvenuto e sta avvenendo, sotto false apparenze di legalità formale. Li abbiamo sentiti difendere a spada tratta il Papato, dichiarando che gli errori propalati da Bergoglio e le sue estemporanee provocazioni non sono da ritenersi Magistero papale; li abbiamo sentiti chiedere a Bergoglio di sciogliere i Dubia senza che questi si sia nemmeno degnato di rispondere, e tutto è finito lì.

Ma questa denuncia degli effetti – cioè il «pontificato» presente – è del tutto inutile quando rifiuta, a prescindere, di riconoscere le loro cause nella rivoluzione conciliare. La loro volontà tetragona di «salvare» lo pseudomagistero del Vaticano II, che è causa remota della crisi presente, rende del tutto vana qualsiasi azione in difesa della Chiesa.

Per quel che riguarda il silenzio sugli eventi occorsi durante il Conclave, vedo anche qui prevalere la mentalità legalista sulla necessità impellente di porre fine al colpo di stato eversivo della deep church.

La loro principale preoccupazione è non mettere in crisi l’osservanza di norme valide in tempi di relativa normalità, perché non si possa dire che abbiano violato dei precetti umani, mentre con il loro rispetto delle procedure si trovano ad avvallare la violazione dei precetti divini da parte – nientemeno – che dei vertici della Gerarchia cattolica.

Trovo incomprensibile che un membro del Collegio cardinalizio possa confidare ad amici di esser stato testimone di fatti tali da rendere nulla l’elezione di Jorge Mario, e che allo stesso tempo non li voglia denunciare pubblicamente per non infrangere il segreto pontificio: quel segreto che ha già infranto parlandone a qualcuno che non può fare nulla, costringe Sua Eminenza al silenzio dinanzi alla Chiesa, i cui Pastori forse potrebbero dirimere la questione.

Ma qui non parliamo del Sigillo della Confessione, ma di questioni che hanno ragione di essere riservate fino a che questo non va in danno dell’istituzione che le ha poste in vigore; altrimenti ci ritroviamo come i farisei del Vangelo, che chiedevano a Nostro Signore se fosse lecito tirar fuori dal pozzo un asino nel giorno di sabato.

Le indiscrezioni di questi Cardinali vertono sull’evidenza di gravi irregolarità, senza fornire ulteriori dettagli. Mi viene in mente quanto avvenne nel 1958, con la questione della fumata inizialmente bianca e poi diventata nera: sembra che l’eletto fosse il Card. Giuseppe Siri, ma che per l’opposizione del regime comunista sovietico si sia forzata la mano costringendo i Padri a eleggere un altro Papa, che guarda caso fu il conciliante Angelo Giuseppe Roncalli.

Se davvero queste confidenze fossero vere, non oso pensare il travaglio morale di chi si appresta a portarsi il segreto nella tomba, quando avrebbe l’opportunità di smascherare i maneggi della Mafia di San Gallo. Se non fossero vere, non avrebbe senso parlarne nemmeno con le persone di maggior fiducia (che però con qualcuno hanno parlato, visto che la notizia è trapelata).

Dal punto di vista umano, crede che il prossimo Conclave non ripeterà l’esito del 2013?

Salvo interventi straordinari della Provvidenza, il Collegio cardinalizio è stato ampiamente screditato da Bergoglio: Caligola si limitò alla minaccia di nominare sacerdote e console il suo cavallo Incitatus; questo invece crea Cardinali che sotto Pio IX sarebbero stati spediti in partibus infidelium.

L’esito del prossimo conclave appare quindi scontato, rebus sic stantibus. Ma se dovessero emergere prove di una qualche grave irregolarità nel Conclave del 2013, questo renderebbe ipso facto nulla l’elezione che ne è seguita, e conseguentemente tutti gli atti di governo e di magistero posti in essere dall’eletto.

Tra questi atti, la creazione dei Cardinali, sicché tutti i Concistori di Bergoglio sarebbero nulli: ci ritroveremmo d’incanto alla situazione del 2013 e questo scompaginerebbe i piani di Bergoglio, perché gli Elettori del prossimo Conclave sarebbero certamente meno propensi a ripetere gli errori già commessi e, forti dell’esperienza di questo decennio, potrebbero eleggere il meno peggiore tra loro.

Dimash
8 mesi fa
Rispondi a  mario mancusi

Infatti, noi parliamo della tesi di Cionci sulla mancata rinuncia di Bxvi, ma se fosse vera quella dei patti pre conclave e della mafia di San Gallo che abbia spinto per Francesco, non ci sarebbe alcun dubbio che non sia mai stata Papa. Se la mafia massone avesse agito per favorire Bergoglio, forse qualche Cardinale parlerà solo quando i protagonisti degli accordi saranno diventati molto vecchi e deboli per contrattacare più di tanto, compreso Bergoglio

tantiguaisonocausatidaipeccati!
tantiguaisonocausatidaipeccati!
8 mesi fa
Rispondi a  Dimash

La mafia potrebbe essersi infiltrata nell’antimafia. Ad esempio Valli, Fusaro, Duranti (RadioRadio), Messora (ByoBlu) e … Paolo Brosio, personaggi apparentemente antisistema, hanno fatto gesti che qualcuno considera massonici. https://www.huffingtonpost.it/cultura/2016/07/12/news/la_strada_dei_miracoli_e_un_tranello_del_diavolo_padre_amorth_approva_su_facebook-5704279/
Non aveva torto l’esorcista che considerava la trasmissione mediaset “La strada dei miracoli” un tranello, un tentativo di staccare i fedeli dalla morale sessuale cattolica tradizionale.
https://www.nnmagazine.net/2018/08/21/massoneria-comunismo-e-corruzione-della-gioventu-direttive-marxiste-per-il-nuovo-ordine-2/
Direttiva massonica: “La prima conquista da fare è la conquista della donna. La donna deve esser liberata dalle catene della Chiesa e dalla legge. Per abbattere il cattolicesimo, bisogna cominciare col sopprimere la dignità della donna, la dobbiamo corrompere assieme alla Chiesa. Diffondiamo la pratica del nudo: prima le braccia, poi le gambe, poi tutto il resto. Alla fine, la gente andrà in giro nuda, o quasi, senza più batter ciglio. E, tolto il pudore, si spegnerà il senso del sacro, s’indebolirà la morale e morirà per asfissia la fede”.
Con la diffusione dei social network, quante donne sposate e non sposate sono state “conquistate”? Quante, pur frequentando assiduamente la parrocchia, non si fanno problemi a pubblicare immagini poco pudiche sui loro profili?
Il leader ex PD del partito no green pass più cattolico delle ultime elezioni politiche che faceva propaganda alle mascherine del popolo della famiglia non è forse un divorziato? Forse anche dietro certe false apparizioni ci sono loro, i mafiosi massoni. Secondo Medjugorie e Oliveto Citra, il compleanno di Maria è il 5 agosto, secondo le rivelazioni della Emmerick e di altri veggenti è l’8 settembre, chi ha ragione? E forse l’infiltrazione “mafiosa” nella Chiesa c’è da secoli, come si spiega la presenza di simboli massonici in certe chiese e in certe immagini sacre? Il gesto del marrano, che pare abbia fatto Bergoglio il giorno della sua elezione, non è presente in tantissime statue e dipinti “cristiani”? C’è gente che forse si inginocchia davanti a certe statue, ma questo è secondo le scritture, che parlano di adorazione in spirito e verità?
https://www.youtube.com/watch?v=5WT4u6b2lLk
https://mediasetinfinity.mediaset.it/video/drittoerovescio/il-prete-contro-i-no-vax-green-pass-in-chiesa_F311281501015C16
Dopo la manipolazione mediatica del covid e dopo che un famoso teologo esperto di apparizioni mariane ha detto che i no vax non sono in linea con il Vangelo e che avrebbe messo obbligatorio il super green pass per entrare in chiesa, ci sarebbe poco da meravigliarsi se avessero inscenato un falso funerale. Di fronte a tanta malvagità e a tanti falsi cristiani, forse solo preghiera e rispetto dei comandamenti potrebbero mitigare i castighi nel prossimo futuro.

dott.G.I.
8 mesi fa
Rispondi a  mario mancusi

A mio parere, quello che dice mons. Viganò è l’unica vera e concreta possibilità su cui sperare. Non la tesi di Cionci, che pure azzererebbe l’intero pontificato ma non è sostenibile dal punto di vista del Diritto Canonico, bensì la tesi iniziale di Socci: le gravi irregolarità durante il conclave. Occorre, però, che un cardinale decida di parlare infrangendo il segreto.
Infatti, dice mons. Viganò:

“Le indiscrezioni di questi Cardinali vertono sull’evidenza di gravi irregolarità, senza fornire ulteriori dettagli.”

“Trovo incomprensibile che un membro del Collegio cardinalizio possa confidare ad amici di esser stato testimone di fatti tali da rendere nulla l’elezione di Jorge Mario, e che allo stesso tempo non li voglia denunciare pubblicamente per non infrangere il segreto pontificio”

Se ciò dovesse in futuro accadere, noi avremmo una elezione nulla fin dall’inizio, secondo l’art. 76 della Universi Dominici Gregis:

76. Se l’elezione fosse avvenuta altrimenti da come è prescritto nella presente Costituzione o non fossero state osservate le condizioni qui stabilite, l’elezione è per ciò stesso nulla e invalida, senza che intervenga alcuna dichiarazione in proposito e, quindi, essa non conferisce alcun diritto alla persona eletta.

https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/apost_constitutions/documents/hf_jp-ii_apc_22021996_universi-dominici-gregis.html

“Ma se dovessero emergere prove di una qualche grave irregolarità nel Conclave del 2013, questo renderebbe ipso facto nulla l’elezione che ne è seguita, e conseguentemente tutti gli atti di governo e di magistero posti in essere dall’eletto.
Tra questi atti, la creazione dei Cardinali, sicché tutti i Concistori di Bergoglio sarebbero nulli: ci ritroveremmo d’incanto alla situazione del 2013 e questo scompaginerebbe i piani di Bergoglio, perché gli Elettori del prossimo Conclave sarebbero certamente meno propensi a ripetere gli errori già commessi e, forti dell’esperienza di questo decennio, potrebbero eleggere il meno peggiore tra loro.” (mons. Viganò)

Quindi, ci sarebbe anche uno spiraglio per un Papa conservatore (quello che oggi sembra impossibile). 

Spring
8 mesi fa

“ Fondamentalmente, quello che sappiamo è il fatto che l’intera città di Lahaina è stata consumata dal fuoco. Tutto è andato. La chiesa di Maria Lanakila è ancora in piedi, così come la canonica”, ha commentato venerdì al portale cattolico The Pillar il parroco della vicina parrocchia di Sant’Antonio, monsignor Terrence Watanabe.

fonte

Ne parlano in pochi nel bel paese. YouTube è invece piena di filmati.

Riesz_
P.Riesz_
8 mesi fa

https://www.radioradio.it/2023/08/guerra-ucraina-russia-putin-cia/
{L’Ucraina sotto scacco statunitense: Putin e CIA hanno discusso i termini dell’accordoDi Francesco Amodeo – 17 Agosto 2023
Gli Stati Uniti non vogliono in maniera assoluta che avvenga un cambio di regime a Mosca, perché sono consapevoli che il Cremlino disponga di un grande arsenale nucleare. Sanno da tempo che Putin, in 30 anni di governo, sia sempre stato aperto al dialogo sia con la Nato che con l’Occidente e vogliono evitare a tutti i costi una ipotetica caduta di Putin che porterebbe a scenari incredibili.
Tutto questo è stato chiarito dal direttore della Cia a Putin prima dell’operazione speciale.
Gli americani, dunque, hanno inscenato un grande teatrino e nel frattempo l’Europa sta perdendo tutto mentre USA, Cina e Russia si stanno dividendo il mondo come accadde durante la guerra fredda, con una serie di taciti accordi e trattative segrete.
I burattini a capo dei governi europei eterodiretti da organizzazioni sovranazionali non fanno altro che andare contro gli interessi dell’Europa ed entrano a far parte di questo grande teatrino inscenato dagli Stati Uniti, che continua a essere in piedi anche dopo la desecretazione di alcuni documenti sensibili. Non è vero che Putin abbia agito di istinto con un gesto folle ed improvviso, sapevano benissimo che Putin sarebbe entrato in Donbass per evitare che alcuni neonazisti che cercavano di insediarsi al governo e il potere che stavano assumendo. Gli americani sapevano che queste operazioni erano improrogabili per Putin, il quale ne aveva parlato una settimana prima al telefono con il capo della CIA, come emerso ufficialmente.
Putin e la CIA hanno discusso i termini dell’operazione: Putin non doveva espandere la guerra oltre l’Ucraina, non doveva procedere con l’utilizzo delle armi atomiche, gli americani dalla loro parte promettevano che non avrebbero indotto un cambio di regime in Russia e che avrebbero costretto l’Ucraina a non attaccare obiettivi sensibili russi. Proprio qui entra in ballo la rottura tra il governo statunitense e gli ucraini, a seguito dell’attacco ucraino ad alcuni target sensibili americani. Gli ucraini si sono resi conto che gli Stati Uniti hanno ritardato appositamente l’invio di armamenti e soldati per ritardare il più possibile la controffensiva di primavera per permettere alla Russia di riorganizzarsi. L’Ucraina si sta accorgendo di essere caduta nella trappola degli USA.
La Matrix Europea con Francesco Amodeo}
Gli accordi iniziali di stampo leonino sono solo pretesti per capire le intenzioni iniziali dell’avversario per poi cercare di non mantenerli sempre ai danni dei più deboli come nella favola di Fedro:
Numquam est fidelis cum potente societas:
testatur haec fabella propositum meum. …

Ma gli Usa non sono riusciti a dettar legge e prendere due piccioni con una fava; debbono confermare i patti iniziali e renderli definitivi concordando la spartizione con la Russia e con la Cina; chi ci rimetterà sarà l’Europa (affanculo Europa!) che è già in crisi: obiettivo raggiunto; ne approfitteranno però i Brics per rendersi liberi dal dominio occidentale. In Italia poi andiamo benissimo con la Meloni ….

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