IL GENERALE AL SISI E IL FRATELLO MORSI

scritto da Remox
15 · Nov · 2016

IL GENERALE AL SISI E IL FRATELLO
MORSI

Proprio mentre stavo
preparando un articolo di precisazione a riguardo delle vicende che hanno
interessato il colpo di stato in Egitto ai danni del Presidente Morsi apprendo
la notizia che la Corte d’Appello Egiziana ha annullato le condanne a morte di
vari esponenti dei Fratelli Musulmani, fra cui l’ex Presidente, chiedendo che
il processo venga rifatto.

Non è stata annullata
la condanna all’ergastolo, ma solo quella per impiccagione. Potrebbe aprirsi un
nuovo conflitto istituzionale?

Nel Giugno del 2015 ho
pubblicato “La Condanna a Morte del Presidente Morsi” che concludeva l’analisi
della quartina 248 del Ramo III del 2000. All’ultimo verso l’annuncio della
condanna per impiccagione.

Dal Ramo III del 2000
“Crisi in Europa”

248

La grand copie qui
passera les monts,

Saturne en l’Arq.
tournant du poisson Mars:

Venins cachez sous
testes de saulmons,

Leur chief pendu à fil
de polemars.

248

La grande armata che
attraverserà i monti,

Saturno retrogrado in
Sagittario, nel segno dei Pesci a Marzo:

Veleni nascosti in
masse metalliche sulle teste,

Il loro capo sarà
appeso a morte al palo.

I primi due versi
della quartina erano stati esaminati con largo anticipo e decifrati come
l’indicazione di un determinato periodo cronologico, Marzo 2015. L’analisi è
disponibile sia nell’Onda del Tempo, sia negli articoli “La Guerra dello Yemen
e “I Barili Bomba di Assad”.

In sostanza è l’inizio
di due grandi crisi, quella dei migranti e quella bellica nella penisola
arabica.

Il terzo verso parla
delle bombe che piovono sui civili. Sia in Yemen che in Siria. Cronologicamente
parlando infatti si sincronizzano negli stessi mesi varie notizie di stampa: le
stragi dei migranti, la guerra nello Yemen, i barili bomba di Assad e, infine,
la condanna a morte di Morsi.

L’ultimo verso vede la
presenza di una particolare parola, “polemars”, da molti considerata un
anagramma. Seguendo questa ipotesi ho proposto una semplice interpolazione di
vocali che trasforma “polemars” in “pale-mors”. In questo modo il verso si
completa indicando anche il nome del condannato con un gioco di parole
(mors-Morsi).

Il verso diventa
quindi:

 “leur chief pendu a fil de pale mors”.

La parola “polemars”
tuttavia, pur essendo scritta in uno strano modo, non è un anagramma, ma un
termine che Nostradamus deriva dal greco “polémarchos” e che in italiano è
“polemarco”.

Il Polemarco era in
origine colui che era a capo dell’esercito e che conduceva la guerra. Il
veggente non poteva usare uno stratagemma migliore per indicare il nuovo uomo
forte egiziano, il Generale Al Sisi.

Al Sisi fu nominato da
Morsi Capo di Stato Maggiore e in seguito Ministro della Difesa. Da questa
posizione ha tradito il primo Presidente Egiziano eletto dal popolo prendendone
il posto e condannandolo a morte.

La recente decisione
della Corte Egiziana potrebbe quindi forse riaprire il conflitto in Egitto.

Problemi di questo
tipo li avevo adombrati nel lontano Novembre 2013 analizzando la quartina 472
del Ramo XXIII del ‘900, nell’ultimo verso.

La quartina è di
quelle complesse poiché fa uso di molte località geografiche francesi per
occultare il reale significato.

La quartina l’ho
attribuita all’accordo sul nucleare iraniano (il giorno di San Felice) e alle
vicende mediorientali in generale, siriane in particolare.

L’ultimo verso recita
così:

“Saisir Condon &
Marsan promptement”

Letteralmente:
prendere Condon e Marsan prontamente.

Scrivevo quindi: “Non è nemmeno escluso il riferimento a
qualche altro leader Mediorientale (es. Marsan – Morsi)”

Quale poteva essere
questo significato? Il “condono” – perdono di Morsi. Tuttavia allora non avevo
chiaro come potesse svilupparsi una simile vicenda; chi doveva perdonare cosa?
Era Morsi a doverlo fare o qualcuno doveva perdonare lui?

Doveva passare ancora
qualche mese per rendere forse più chiara l’associazione con i versi. Di lì a
poco sarebbe emersa la figura di Al Sisi e del suo colpo di stato.

Nell’Onda del Tempo
scrissi allora: “All’ultimo verso non si
può escludere una correlazione con l’Egitto, ma è presto per parlarne”

Il presto era riferito al fatto che doveva
prima manifestarsi una qualche forma di “condono” per Morsi, solo allora si
poteva ipotizzare un significato più preciso.

Con la notizia di oggi
potremmo perciò sviluppare il significato delle località francesi in questo
modo:

“Al Sisi e Morsi,
perdonato prontamente”.

Il che non significa
che il generale accetterà che Morsi non venga condannato a morte; questo però
non è argomento nostradamico (che riprende le cronache dei media), semmai di
geopolitica.

Ricordo che la vicenda
del golpe Egiziano è stata correlata dal veggente provenzale direttamente con
quello Ucraino nelle quartine 336 del Ramo III del 2000 e 552 del Ramo XXIII
del ‘900.

Commenti

Sottoscrivi
Notificami
guest
258 Commenti
Le più vecchie
Le più nuove
Feedbacks in linea
Vedi tutti i commenti
Remox
Remox
7 anni fa

Un'altra notizia interessante di oggi è l'arresto in Russia del ministro per lo sviluppo economico.

http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2016/11/15/russia-arrestato-ministro-sviluppo_6d74bd10-76d3-47bb-bd8a-867952b65768.html

Anonimo
Anonimo
7 anni fa

Scusa Remox se intervengo per riportare la discussione su altri temi, anche se probabilmente correlati. L'elezione di Trump avra', in termini geopolitici, impatti imprevedibili un po' su tutto il pianeta. Secondo te, nel poema di Nostradamus, si riescono a individuare quali sono le quartine che narrano come evolveranno le cose? Domanda da neofita, quindi: presa per buona la quartina con la parola TOLANDAD come annunciante l'elezione di DONALDT, quali sono le altre quartine che, cronologicamente parlando, sono ad essa vicine/affini? Grazie
dukefleed

Remox
Remox
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

Domanda difficile la tua. Azzarderei forse, in relazione all'ISIS, le quartine 133, 1085 e il Presagio 52. Più in là la 1076 la 812 e la 964.

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

Facendo un po' di ricerche qui sul blog ho trovato i riferimenti ad alcune quartine, e ho scoperto articoli molto vecchi che non avevo mai letto e che devo rileggere con calma. Non trovo nulla pero' sulla 1085 e il presagio 52 … di che si tratta?
dukefleed

Remox
Remox
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

Scusami, non 1085, ma 1086. Il Presagio 52 invece non l'ho ancora pubblicato, ma si trova nel Ramo II del 2000.

Anonimo
Anonimo
7 anni fa

Remox cosa pensi dei video di Gloria Polo?
ho visto alcuni video e sembra essere pura verità anche perchè non dice nulla contro gli insegnamenti della Chiesa.
Pure Don Amorth ne parlava bene

questo è molto lungo e lo sto vedendo un po' alla volta

https://www.youtube.com/watch?v=HuADz5zTewo

ma ce ne sono molti altri

non capissco di Nostradamus mi spiace

Unknown
Unknown
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

i cattolici hanno stampato tanta carta su questa in opuscoli diffusi nelle parrocchie ma non mi è chiaro lo scopo, tuttavia apprezzo la sua autocritica nell'essersi fatta condizionare da ragazza dalle amiche per gettarsi nella promiscuità sessuale

Anonimo
Anonimo
7 anni fa

Ciao a tutti.
E' la prima volta che scrivo in questo blog.
Innanzitutto chiedo scusa per l'enorme OT che sto per fare scrivendo in questa pagina che parla di ben altro.
Mi sono fatto una scorpacciata di tantissimi articoli del blog, dal 2013 ad oggi.
Scrivo qui (e sarò OT) per una domanda che vorrei assolutamente farvi e per essere sicuri che sarà letta.
Mi riferisco ai messaggi di Anguero. Qui ne ho trovati a bizzeffe.
Domanda:
Non conosco bene la pozione della Chiesa su queste apparizioni (ma mi sembra non abbiano una buona "fama"). Ma la mia domanda (che poi è anche una mia perplessità) è un altra.
Personalmente, per quanto concerne gli avvenimenti geopolitici, nutro profonde speranze nella Russia, mentre sono inorridito dalle ambiguità e dagli inganni perpetuati dagli USA (ok, ora è stato eletto Trump e quindi spero). Ebbene, venendo ad Anguero, ho notato che in molti messaggi la Russia viene descritta come una nazione che provocherà grandissimi orrori e mali, però sempre ad Anguero della Russia invece viene detto che sarà un grande esempio per le nazioni e che sarà la prima a difendere il Nome di Gesù (messaggio di dicembre 2000).
Come me la spiegate sta cosa?
Non sono messaggi contraddittori?
Può la Madonna contraddirsi?

La Madonna, a Fatima, ci ha parlato si dei gravi errori che dalla Russia sconvolgeranno il mondo, chiedendone la Consacrazione. Errori che nel corso del secolo sono venuti e Consacrazione che non ci è stata. Dopo questa Consacrazione sono sicurò avverrà il Trionfo del Cuore Immacolato di Maria.
Ma per Anguero il discorso è diverso. Perchè in questo caso vengono descritte azioni dirette e terribili che la Russia compirà (messaggi anche successivi al 12 dicembre 2000 quando invece dice che "la Russia sarà il grande esempio di fede per tutta l'umanità. Sarà il Paese che più onorerà il nome di Gesù".

Comunque sul ruolo della Russia io ho una mia opinione che, nel caso se ne presenti l'occasione, ne potrò parlare.

Giuseppe

Unknown
Unknown
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

Smettetela una buona volta con questa storia della consacrazione che ripetete come pappagalli colpa di Lucia è vero che inizialmente disse che la consacrazione non è stata fatta ma poi ci ha ripensato, per fortuna.
La Madonna ha parlato solo dell'errore diffuso dal comunismo ateo che è morto vent'anni fa qualche anno dopo la valida consacrazione del 1984. La cristianità ortodossa risplende nei profili internet di uomini e donne russe e lo stesso Putin si fa spesso fotografare in chiesa. Tutto questo era impensabile a quel tempo e oggi è più cristiana la Russia che l'occidente dove le percentuali di ateismo sono in crescita progressiva.
Le profezie spesso dicono scemenze, da Garabandal che dice che il comunismo tornerà in Russia e in Europa, al Kolbe e altri che profetizzano che il trionfo di Maria consista nella bandiera della Madonna che sventolerà sul cremlino. Quale sarebbe la bandiera della Madonna? Forse quella europea con le stelle di Maria? Boh. Se la Russia farà guerra all'europa è solo per difendersi dalla schiera dei missili americani lungo il suo confine come più volte Putin ha spiegato.

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

Signor Aldo non si scaldi cosi, che poi non capisce le domande.

La mia domanda è su Anguero e non riguarda la nostra personale opinione sul ruolo della Russia ( anch'io credo che se la Russia attaccherà lo farà in risposta a provocazioni che già subisce da anni).
La mia perplessità (e domanda) è propriamente sui messaggi di Anguero, sulla Russia, che si contraddicono tra loro.
Siccome non conosco queste apparizioni, chiedevo a voi che sembra siate più "esperti". Magari mi viene data una spiegazione plausibile circa queste contraddizioni sulla Russia.

Infine gradirei quel minimo di rispetto quando si discute con qualcuno che non si conosce, perché qui di pappagalli non ve ne sono, ma piuttosto persone che prima di sparare sentenze hanno ben ponderato un pensiero critico, studiato e letto documentandosi.

Ma al di là dell'offesa….può Lei o qualcun'altro rispondere alla mia perplessità su Anguero?

Giuseppe

Spring
Spring
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

« colpa di Lucia è vero che inizialmente disse che la consacrazione non è stata fatta ma poi ci ha ripensato»

SuperGulp!

Unknown
Unknown
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

Non voglio offendere nessuno ma sulla consacrazione avevo già risposto e corretto Domenico nei commenti dell'articolo precedente che evidentemente non hai letto.
Non c'è contraddizione su quei messaggi perchè si riferiscono a due tempistiche diverse. E' ben spiegato che la Russia sarà lo strumento scelto da Dio per punire l'umanità corrotta mediante la furia dell'uomo orgoglioso nato a San Pietroburgo, ossia Putin, che spezzerà l'accerchiamento missilistico della Nato (in proposito Luz de Maria è ancora più chiara). In questi termini la Russia rappresenta il male che distruggerà l'Europa, tuttavia dopo la guerra sarà la Russia la Nuova terra fertile, grazie allo spostamento dell'asse terrestre dovuto all'impatto con il meteorite nell'atlantico, e in essa Cristo verrà onorato più che in ogni altra nazione.
Fare altre considerazioni è inutile perchè i tempi predetti sono ormai giunti e pertanto vedremo tutto con i nostri occhi.

mario mancusi
mario mancusi
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

ancora sta luz de maria, ………basta

Remox
Remox
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

Ciao e benvenuto.
Altri ti hanno risposto…non c'è contraddizione nei messaggi. Un grande miracolo sarà operato in funzione della Russia trasformando quella che è stata una nazione che ha fatto dell'ateismo la propria legge in una nazione che più di tutte onorerà il nome di Gesù.
Tuttavia tra l'inizio e la fine accadranno tutti quei fatti che sono stati annunciati e che vedono la Russia dare il via a una grande guerra distruttrice.

Paolo Porsia
Paolo Porsia
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

A Proposito della Spina da SAN PIETROBURGO
Guardate un po' DOVE STA il COMANDO del DISTRETTO MILITARE OCCIDENTALE RUSSO…comment image

mario mancusi
mario mancusi
7 anni fa

ci siamo :
http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2016/11/cardinal-burke-se-il-papa-non-fornira-i.html

Cardinal Burke: “Se il Papa non fornirà i chiarimenti richiesti, i Cardinali potrebbero adottare un atto formale di correzione di errore grave

Unknown
Unknown
7 anni fa
Rispondi a  mario mancusi

come ho detto è Burke il cardinale dell'Ordine di Malta che si ribellerà al papa di cui parla Anguera

Anonimo
Anonimo
7 anni fa

Giuseppe, la questione non è che la Madonna si contraddice, la questione per me è che la mamma di Gesù non c'entra niente con le entità che si manifestano li e altrove. Detto questo i messaggi in parte sono autentici, in parte sono modificati o corretti dai sedicenti veggenti e in parte sono falsi. Poi ci sono i veggenti che una volta finiti i messaggi accettano di rientrare nell'ombra e i veggenti che non si rassegnano e si inventano messaggi nuovi. Anche i messaggi autentici possono essere chiari oppure volutamente ambigui. Altre volte chi li riceve non li capisce o li interpreta male. Insomma, un ginepraio in cui è difficile raccapezzarsi.

Seneca

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

Grazie signor Seneca per la risposta quanto meno gentile.
Personalmente ritengo che dei messaggi o sono autentici (cioè quello che dicono di essere…dati da Dio che ci manda Sua Madre), o non lo sono, ma sono invenzione di uomini. Non possono esservi via di mezzo.
Su Anguero ho sempre diffidato, sia perchè mi sembrano molto diretti e precisi (armi chimiche, vaiolo, nucleare), ma proprio per questa questione della Russia che molte volte viene descritta quasi fosse la terra dell'anticristo o qualcosa del genere, mentre in quel messaggio del dicembre 2000 l'esatto contrario.
Siccome io, da altre Apparizioni (e non solo) aventi il "requisito" dell'autenticità sono sempre stato portato a credere che al contrario di quanto asserito ad Anguero, la Russia sarà un grandissimo strumento di Dio (ed essere uscita fuori dalla terribile dittatura atea e comunista, arrivando oggi ad essere probabilmente la Nazione occidentale con la più profonda anima religiosa, è già un miracolo)….ecco, non so come dire, ma Anguero mi butta fuori strada. Come se dovessi diffidare della Russia. Cosa che mi "stona".
Comunque grazie signor Seneca

Giuseppe

Domenico
Domenico
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

Giuseppe, brevemente, la Russia sarà lo strumento di Dio per punire con la guerra i peccati di vario genere e l'ateismo diffusosi in Occidente.
Solo dopo la valida Consacrazione della Russia e la fine della 3à guerra mondiale la Russia si convertirà al cattolicesimo(Grazie al grande monarca che lo diffonderà insieme al Vangelo in tutto il Mondo), ma prima di questo farà patire alle nazioni divenute in gran parte apostate e immorali gravi sofferenze e lutti.
La Russia stessa ne subirà, perchè una delle cause della perdita di fede nelle nazioni occidentali è ascrivibile agli errori diffusisi dalla Russia stessa con l'ideologia comunista, con Stalin e Breznev, fatta di intolleranza religiosa, materialismo ateo( che non ammette in alcun modo un aldilà come avviene invece in altre nazioni dove regna il materialismo e consumismo), addirittura ateismo di Stato in alcune nazioni.

Remox
Remox
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

Penso quel che ho scritto a suo tempo negli articoli "La saga dei Re" dedicati ai messaggi di Anguera. In particolare credo stiamo vivendo la fase in cui si solleva un'opposizione al papa e "gli amici del Re lo lasceranno solo". Allora scrissi che:

<>

Ecco, forse siamo alla vigilia di questi fatti che dovrebbero dispiegarsi compiutamente il prossimo anno.

Vincenzo
Vincenzo
7 anni fa

Caro Giuseppe, la tua sensibilita' verso la Russia e' anche la mia,mi fa piacere e l'ho manifestata frequentemente in passato in questo spazio.Non ho la risposta completa alla tua domanda,ma ci sono alcuni elementi.Il primo e' che la Russia attuale e' solo in parte Russia cristiana bianca ortodossa.I Russi che hanno sempre avuto la sindrome dell'accerchiamento,oggi rischiano di essere progressivamente destabilizzati dall'interno.A partire da Stalin che uccise milioni di cristiani ortodossi e fece entrare popolazioni eterogenee dal sud.Tanto per i dittatori,specialmente quelli etero sostenuti quando non indirettamente eterodiretti,l'importante e' neutralizzare il nucleo sociale forte e autonomo.Putin e' molto popolare, ma il partito di maggioranza,di cui ora non ricordo il nome,alla Duma ha una rappresentanza assai piu' grande di quella che ha nel paese.A causa dell'astensione,(intorno al 50%)e del sistema elettorale e dei brogli di carattere burocratico.Tra l'altro Putin si e' allontanato un po' da questo partito.La crisi economica mondiale puo' davvero fare inciamoare la Russia,perche' anche se e' uno dei paesi piu' sani,gioca con le regole internazionali controllatr sui mercati dalle potenze mercantili,che sono le nazioni superbe e spregiudicate (nella sostanza e non nella ipocrisia) per eccellenza.Nel secolo scorso l'Europa e' stata svuotata dallìinterno, con le tragedie strategicamente convergenti dei Kulaki, dei cattolici ucraini e degli ebrei europei,ovest,centro,este dei cristiani europei (ovest,centro,est:specialmente centro-est).Infine una nota curiosa:Goebbels, (lo,stesso che considerava Stalin il migliore dopo Hitler),alla radio,mentre i russi stavano per entrare in Berlino,disse che "Il nazionalsocialismo,anche se esce sconfitto dalle armi, trionfera' in futuro grazie alla instaurazione del socialismo mondiale").Si potrebbe farselo spiegare da Soros,che nazista era in quel tempo e nazista ,forse, e' sempre rimasto.Mari loli nel 2000 rispose a una domanda che "i tempi non sono maturi,devono diventare peggiori di cosi:oggi ancora possiamo andare liberamene a Messa:allora non sara' cosi".Logica suggerisce che se il sionismo internazionale sta crescendo costantemente, la Chiesa ,cattolica in particolare, non puo' essere al sicuro.

Anonimo
Anonimo
7 anni fa

Grazie Domenico e grazie Giuseppe. Condivido molto quello che scrivete.
Mia personale opinione (ma che non escludo poi i fatti potranno smentire…muovendoci su un piano "profetico") è che ad oggi l'Europa, seguendo ordini "mondialisti" ha molto colpevolmente provocato e punito la Russia, fino a puntarle i missili contro e circondadola di basi NATO, venendo meno anche al proprio impegno di non andare oltre la Germania. In una parola: quasi si volesse la guerra. Questo è un fatto.

Ora gli USA "sembrano", dopo le elezioni di Trump, volersi ritirare, chiudersi in sè stessi, o comunque è anche possibile una guerra civile americana che la costringa ad occuparsi poco di ciò che accade in Europa. Non escludo nemmeno una catastrofe naturale che la metta in ginocchio. Qua però siamo nel campo delle ipotesi.

Potrebbe quindi succedere che quelle forze (demoniache, massoniche, sioniste, tutte e tre queste cose, non so) frattanto provochino degli eventi che acuiscono le tensioni tra Europa e Russia (usando ad esempio quei Paesi europei caratterizzati da una profonda russofobia, ad esempio la Polonia, o Paesi come l'Ucraina che oggi è nella situazione che sappiamo).

La Russia, ed a ragione, potrebbe quindi "approfittare" delle basse "difese immunitarie" europee, dovute al disimpegno americano (magari intento a leccarsi le proprie ferite) per colpire, invadere, attaccare. In fondo sarebbe nel suo diritto di difesa.

I mainstream ci racconteranno della Russia cattiva che invade , attacca, colpisce, ma (se le cose andranno così come le ho descritte) io so che la Russia è in realtà dalla parte del Bene.

Questa serie di eventi collimerebbero sia con Fatima (i fatimisti dicono sempre che la Russia ci "sorprenderà" in positivo e ad essa guardano con speranza), volendo anche con Anguero, con altre apparizioni (mi sembra La Salette) e anche con un sogno di San Giovanni Bosco.
Questi vide in sogno la Russia invadere l'Europa (fino alla Francia) e arrivare fino a Roma.
Subito dopo però vide la bandiera russa diventare di color bianco (la famosa Consacrazione di Fatima? Forse dopo queste cose ci sarà la Consacrazione richiesta dalla Madonna? La Russia quindi diverrà cattolica e si ricomporrà il grande scisma che dura da un millennio ormai) e la Russia difendere l'Europa da "un'invasione proveniente da sud (frattanto noi europei, sempre senza difese, saremo sconvolti da attentati islamici?).
Ed ecco che il Cuore Immacolato Trionferà.

Giuseppe

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

Scusa Vincenzo, ad inizio messaggio volevo scrivere grazie Vincenzo (non Giuseppe)….mi sono ringraziato da solo 🙂

Unknown
Unknown
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

La Russia diventerà cattolica e tutti i preti ortodossi lasceranno la loro moglie. Credeteci.

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

Anch'io non credo; è più facile che si tengano stretta la loro chiesa e … pure la propria moglie! P.Riesz_

Unknown
Unknown
7 anni fa

Mi sono imbattuto, qualche tempo fa, in una serie di video sul terzo segreto di Fatima messi online da quello che intuisco essere un canale del conservatorismo cattolico. Veniva riportata la notizia, secondo me credibile, che Putin, in un incontro con papa Francesco del 2013, avrebbe (ri)chiesto (lumi sul)la consacrazione della Russia, e che anche l'ambasciata russa sia stata mobilitata in tal senso, addirittura profondendosi in un'azione di lobbying allo scopo di sensibilizzare il Vaticano.

Un certo frate, che non sono riuscito a identificare (non sono neanche riuscito a capire se appartiene al cattolicesimo o all'ortodossia), sostiene che Francesco, verso cui non fa nulla per nascondere la sua antipatia, avrebbe rimbalzato Putin. Addirittura sarebbe arrivato ad ascrivere – mi riferisco sempre al frate – a un cardinale che io personalmente ho conosciuto, e che mi è sembrato un sincero devoto mariano, la frase "distruggeremo [il mito di] Fatima", che magari, comunque, può effettivamente rappresentare il pensiero di chi è scettico nei confronti delle apparizioni così come in passato sinceri religiosi sono arrivati a dubitare di apparizioni, fenomeni mistici, stigmatizzati…

Certo è che fa pensare.

In generale i fatti narrati in questa serie di video (questo frate parla solo nel video che linko, in altri hanno preso la parola personalità più riconoscibili) appaiono interessanti, e la notizia mi sembra proprio – dato che è confermata anche da altri esponenti che parleranno prima e dopo il video che ho linkato – che i russi hanno chiesto, di fatto, che si faccia la consacrazione (altrimenti, se si fosse trattato di un semplice reperire informazioni, bastava cercare su internet).

Che ne pensate?

https://www.youtube.com/watch?v=Z3Z0uxkeg58&t=3s

E' possibile secondo voi che in Vaticano ci sia scetticismo nei confronti di Fatima? Del resto sarebbe una spiegazione plausibile circa la mancata consacrazione. Insomma: oggi, per quella che è la mia esperienza, i preti (almeno quelli di una parte… quelli dell'altra invece arrivano a dire che i terremoti sono mandati per le unioni civili) fanno a gara a essere più scientisti degli scienziati, più heideggeriani di Heidegger (nel senso che sono tutti filosofia e distintivo, e poca metafisica intesa nell'accezione primigenia, cioè di ciò che sta "oltre" la fisica, oltre il visibile).

https://www.youtube.com/watch?v=Z3Z0uxkeg58&t=3s

Spring
Spring
7 anni fa
Rispondi a  Unknown

La mancata Consacrazione è dovuta a qualche ostacolo interno alla Chiesa ritenuto insormontabile e che non può riguardare lo scetticismo nei confronti del fenomeno Fatima. Diversamente non si sarebbe mai parlato di Consacrazione. Men che meno Papa GPII si sarebbe cimentato in un giro di parole per Consacrare la Russia senza mai nominarla esplicitamente (cfr fatima.org, c'è un ritaglio di giornale con il testo della Consacrazione di quell'anno)
L'ostacolo potrebbe essere tanto teologico quanto politico. Ma non si sa. O almeno io non lo so.

Papa Francesco non mi pare scettico nei confronti di Fatima. Ricorda che anche lui ha tentato una Consacrazione il 13-10-13.

Spring
Spring
7 anni fa
Rispondi a  Unknown

Un sincero devoto mariano, non direbbe mai una frase tipo "distruggeremo [il mito di] Fatima"

A monte di tutto vedo che c'è sempre lo spinoso problema delle fonti, la cui veridicità si dovrebbe stabilire solo in rapporto ai fatti, piuttosto che basarsi su questioni di simpatia o di relazione amicale.

Unknown
Unknown
7 anni fa
Rispondi a  Unknown

Se uno ha pazienza di guardarsi tutti i video (peraltro c'è del materiale interessante, certo occorre discernimento… che io personalmente, da non esperto di questa materia specifica come riconosco essere invece il dottor G.I., non posseggo in gran quantità) mi pare che emergano una serie di notizie abbastanza certe: l'interesse russo e di Putin nei confronti di Fatima, è attestato da più fonti nel video, tra cui mi pare di RICORDARE pure padre Gruner (c'è di mezzo una lettera).
La testimonianza specifica del frate che parla nel video che ho linkato io (che fa semplicemente parte di una serie di una decina di filmati), che mi pare peraltro un frate dall'accento russo o slavofilo (qualcuno mi conforterà, magari, nell'impressione), o forse, pensando all'ortodossia, anche rumeno, condivide una serie di dettagli in più, tra cui quello sul cardinale.

Non ho bene inteso se ti riferivi a me o al frate che ha parlato nel video, quando hai fatto menzione della relazione amicale. Se ti riferivi a me, perché magari non mi sono spiegato bene, specifico che io questo cardinale l'ho solo incontrato un paio di volte in occasione di cene frugali, e mi è sembrato una persona semplice, a dispetto del ruolo che già si capiva sarebbe andato a occupare. La sua produzione letteraria, che ho sempre accuratamente evitato, sfogliando qua e là mi pareva sincera nella devozione mariana.

Poi oh, magari in Vaticano hanno più info di noi, e al di là di tutto a me sembra che oggi i pastori della chiesa cattolica facciano a gara a chi è più materialista: non tanto perché inseguono il possesso, quanto perché relegano il soprannaturale in un oltre da cui non sconfinerebbe mai, e sono scettici nei confronti di ogni manifestazione di natura, per così dire, mistica. Perlomeno la tal cosa mi pare vera per quanto riguarda l'intellighentsia della chiesa.

Unknown
Unknown
7 anni fa
Rispondi a  Unknown

Se invece ti riferivi al frate,e male non ho colto l'annotazione, hai ragione, nel senso che solo chi era presente all'incontro può effettivamente sapere cosa si sono detti Putin, Francesco, e i rispettivi entourage, tra cui il cardinale su(non)menzionato.
Quando invece è l'amico presente al meeting che informa l'amico, che lo dice a te, giustamente subentrano dinamiche da telefono senza fili… però, altresì, tra persone serie, su questioni serie, si può anche pensare che non si raccontino cose che non stanno né in cielo né in terra, considerato anche quel che si ritiene essere in ballo.

Ma in effetti nemmeno io so se crederci o meno. Cercavo riscontri nel discernimento altrui.

Unknown
Unknown
7 anni fa
Rispondi a  Unknown

è documentato che alcuni cardinali massoni vietarono a Lucia di dire altro sul terzo segreto che, nella presunta parte non rivelata, parlerebbe dell'infiltrazione massonica

Spring
Spring
7 anni fa
Rispondi a  Unknown

Quello che andrebbe analizzato, se non si hanno altre fonti a disposizione, come nel mio caso, sono queste ripetute Consacrazioni del Mondo al C.I. Storia che va avanti da quando era Papa Pio XII.

È chiaro che la supplica richiesta a Fatima, così come è stata effettuata, non ha sortito l'effetto sperato. Diversamente non si sarebbe sentito il bisogno di ripetere "l'operazione".
Questo vuol dire che sono ben noti anche gli effetti che deve produrre detta Consacrazione. Oltre al modo in cui deve essere eseguita.

In breve (speculando)
1. Pio XII Consacrò la Russia apertamente.
2. GPII fece un giro di parole, a mo’ di cruciverba, che definiva chiaramente la Russia senza però nominarla esplicitamente.
3. Papa Francesco riuscì a farla simultaneamente insieme a molti sacerdoti e cattolica nel mondo, ma consacrò il mondo intero e non citò la Russia esplicitamente.

I primi due punti mi suggeriscono che la Russia va nominata esplicitamente.
Il primo in relazione al terzo mi suggeriscono che va nominata la Russia e va fatta all’unisono con altri cattolici e sacerdoti (ufficialmente si richiedono i vescovi, che poi sono i veri successori dei 12 apostoli).
Il secondo ed il terzo mi dicono quanto sia difficile pronunciare la parola Russia pubblicamente.

Quindi probabilmente la versione ufficiale che circola è autentica: si deve Consacrare la Russia al C.I. in unione con tutti i vescovi del mondo.
Dal punto 1. Si direbbe che se la richiesta fosse faccenda del solo Papa sarebbe già cosa fatta. I punti 2. e 3. Fanno venire il dubbio che siamo immersi in un mare totalmente inquinato e pochi vescovi vogliono obbedire al Papa nell’unirsi alla consacrazione, visto che quando si era riusciti a mettere tutti d’accordo, il 13-10-13, si evitò accuratamente di citare la Russia. Cosa che invece fece da solo Pio XII.

Unknown
Unknown
7 anni fa
Rispondi a  Unknown

I vostri discorsi sono gli stessi di chi accusò il papa Pio XII di non aver avuto il coraggio di nominare espressamente la parola "ebrei" nella sua accusa contro chi perseguitava popoli a motiva della loro razza. Era chiaro a tutti il riferimento agli ebrei e pertanto non era necessario irritare i tedeschi accusandoli in modo diretto causando una dura repressione.
Allo stesso modo nella condanna dell'ideologia marxista il Vaticano si guardò bene dal nominare espressamente il comunismo russo aumentando la repressione della chiesa ortodossa.
La consacrazione del mondo alla Madonna (o deve essere specificato pure al suo Cuore Immacolato per essere valida?) comprende anche la Russia perchè non fa parte del pianeta Marte. Chi continua ancora a discutere di questo perchè vorrebbe la Russia diventare cattolica vive su Marte e di quel pianeta e di tutti i marziani russi deve chiedere la consacrazione!
Buona parte dei vescovi sono massoni, l'unica loro preoccupazione è come far carriera. O forse la Madonna di Fatima non sapeva fossero massoni? A quanto pare sì perchè di questo parlerebbe il terzo segreto nascosto.

Spring
Spring
7 anni fa
Rispondi a  Unknown

Il cuore del problema; parlare al cuore; … qui dell'altro
http://dizionari.corriere.it/dizionario-modi-di-dire/C/cuore.shtml
Secondo te parlare di un problema è come parlare del cuore del problema? Nella vita di tutti i giorni si chiama nocciolo del problema. Per me sono cose differenti.
Ancora più profonda è la differenza tra il rivolgersi ad una persona e il parlare al cuore di quella persona (è la parte più delicata, quella che non può rifiutarti nulla).

Che il mondo includa la Russia non ci sono dubbi, ma è diverso dal nominarla esplicitamente.
Sia il vostro parlare sì per sì, no per no. È scritto nella Bibbia. Idem ad ogni cosa il suo nome proprio. Se a Fatima è stata richiesta la Consacrazione della Russia allora è questa la nazione da consacrare. Generalizzando dai dimostrazione di paura, di nascondere invece che portare alla luce.
Oppure ti piacciono le offerte All Inclusive? Oggi è di moda con i telefonini 🙂

Unknown
Unknown
7 anni fa
Rispondi a  Unknown

Quindi se la Russia veniva consacrata alla Madonna ma non al suo Cuore Immacolato la consacrazione non era valida. Bene, a questo punto pongo una domanda: questa Madonna conosce il futuro? Se supponiamo che conosce il futuro e che questa consacrazione non è stata fatta, a Fatima ha chiesto qualcosa che sapeva non avrebbe ottenuto, è corretto? E allora che l'ha chiesta a fare? Del resto se Lucia, ormai deceduta, ha detto che la consacrazione del 1984 è stata accettata dal Cielo, il Vaticano non ha più motivo di farne altre, è corretto questo?

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  Unknown

Signor Aldo, lei fa discorsi sconclusionati ed anche sintomo di una profonda presunzione partigiana. Perchè da quello che scrive è chiaro che del discorso Fatima e della Consacrazione non ha letto nulla o quasi.
La Consacrazione non è stata fatto, punto. Lo dicono le prove documentali delle testimonianze di Suor Lucia, lo dice la storia.
Lei pensa che siccome è stato consacrato il mondo e il mondo comprende la Russia, vuol dire che la Russia è stata consacrata.
Ma che idiozia è questa, scusi tanto?
Non è così e se proprio vuole una ragione (anzichè concludere a mò di logica terra terra) teologica è presto detto.
Non è stata nominata esplicitamente la Russia per ragioni di opportunità? (che nel caso in questione prende il nome di ostpolitik)
Ebbene a Dio non piace sto modo di procedere e di ragionare da parte, specie, dei Principi della Sua Chiesa….perchè non significa altro che non fidarsi di Dio, ma di credere che facendo come hanno deciso di fare (usando l'espediente di nominare il mondo) sarebbe meglio.
L'uomo quindi sa come meglio agire di Dio?
Beh, già questa è una ragione per cui no, certamente, la Consacrazione fatta così non può essere ritenuta valida e certamente a Dio non può piacere che si agisca così nei Suoi confronti.
Lei a quanto ho capito è protestante, per cui non mi aspetto certo da lei di credere alle promesse della Madre di Dio espresse all'umanità in quel di Fatima.
Ma non venga a raccontare come fandonie la Russia che diventerà cattolica e dare degli stolti a chi invece ne è convinto, quando poi le sue certezze sono l'esistenza degli alieni.
Poi, si, è molto curioso un protestante che segue così convintamente i messaggi della "Madonna" di Anguero"…boh mi pare un non sense.
Sfido infine che a lei possano piacere così tanto le derive moderniste e le aperture verso il mondo protestante. Sarebbe il suicidio della Chiesa Cattolica che lei ha molto in odio.
Ma il suo tifo resterà deluso, si metta il cuore in pace, la Russia diventerà cattolica e il Trionfo del Cuore Immacolato della Vergine Maria è una certezza, perchè viene da Dio e non da conti e conticini umani di nemici di Cristo ed eretici sparsi nelle miriadi di sette dove si sono disciolti.
La Passione della Chiesa è in atto, oggi è il tempo dei traditori, dei rinnegati, dei vili. Seguirà l'arresto, il fuggi fuggi, la persecuzione e ne dovremo vedere tante. Ma alla fine di tutto questo, il Trionfo del Cuore Immacolato e una sola Chiesa Santa Cattolica Apostolica e Romana.
Siano lodati Gesù e Maria!

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  Unknown

MMa soprattutto, se la ragione di nominare il mondo anziché la Russia è stata la nota ostpolitik e quindi il l'aver ritenuto che sia più opportuno non nominare esplicitamente la Russia, denota il non fidarsi di Dio, il credere che così, con questo espediente sia meglio. E non solo sfiducia in Dio, ma fiducia nel fare meglio di Dio.
Eh no…..non credo sta cosa possa piacere a Dio, specie se a non fidarsi siano i Suoi Principi.
E' chiaro quindi che la Consacrazione fatta così, usando questo espediente non solo non può essere ritenuta valida, ma il perchè non va ricercato nel "formalismo" di Dio, ma nella sua ragione intrinseca che ho appena spiegato.

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  Unknown

Ma soprattutto, se la ragione di nominare il mondo anziché la Russia è stata la nota ostpolitik e quindi il l'aver ritenuto che sia più opportuno non nominare esplicitamente la Russia, denota il non fidarsi di Dio, il credere che così, con questo espediente sia meglio. E non solo sfiducia in Dio, ma fiducia nel fare meglio di Dio.
Eh no…..non credo sta cosa possa piacere a Dio, specie se a non fidarsi siano i Suoi Principi.
E' chiaro quindi che la Consacrazione fatta così, usando questo espediente non solo non può essere ritenuta valida, ma il perchè non va ricercato nel "formalismo" di Dio, ma nella sua ragione intrinseca che ho appena spiegato.

Giuseppe

Domenico
Domenico
7 anni fa
Rispondi a  Unknown

Concordo in toto con l'anonimo che mi ha preceduto e che saluto.
La Consacrazione della Russia non è stata mai fatta validamente fin'ora. Se ne è già discusso ma siamo sempre alle solite con chi non vuol sentire.

Tratto da:

http://www.fatima.org/it/essentials/opposed/coverupdisinfo.asp

In una breve intervista al di fuori del suo convento, mentre si recava a votare per le elezioni dell’estate del 1987, Suor Lucia confermò al giornalista Enrico Romero che la consacrazione non era stata ancora compiuta. La sua opinione fu confermata pochi mesi dopo dal Cardinale Paul Augustin Mayer, durante un’udienza con una decina di personalità Cattoliche, tra le quali il giornalista Cattolico Victor Kulanday; anche il Cardinale Alfons Stickler, un mese dopo, affermò che il Papa non aveva effettuato una vera consacrazione della Russia, come richiesto dalla Madonna, perché gli mancava il sostegno dei vescovi del mondo. “Essi non gli obbediscono”, spiegò.

Lo stesso GPII ammette che la consacrazione da lui fatta nel 1984 non era ancora rispondente alla richiesta fatta nel 1929 da Gesù al Papa, tramite suor Lucia:

Il Santo Padre consacrò per l’ennesima volta il mondo al Cuore Immacolato di Maria, in una cerimonia tenutasi a Roma, dinanzi a 250.000 persone, nel marzo del 1984. Ma questa volta, il Papa rese più chiara la sua posizione. Deviando dal testo che era stato preparato per l'occasione, Giovanni Paolo II chiese questo alla Madonna di Fatima: “illumina specialmente i popoli di cui tu aspetti la nostra consacrazione e il nostro affidamento”. Il Papa, in questo modo, riconobbe pubblicamente che la consacrazione richiesta dalla Madonna andava ancora compiuta.

………

Fu fatta pressione dal Vaticano verso Suor Lucia e il convento che l'ospitava, affinchè non si dicesse più in giro che la Consacrazione della Russia non era ancora stata fatta validamente:

Nell’estate del 1989, all’Hotel Solar da Marta, a Fatima, l’amico di lunga data di Suor Lucia, Padre Coelho, fece una rivelazione sorprendente. Egli affermò davanti a diverse persone che Suor Lucia, ed i suoi amici religiosi, avevano ricevuto dal Vaticano l’ordine di affermare che la richiesta di Fatima era stata soddisfatta per mezzo della consacrazione compiuta nel 1984. In evidente obbedienza a quest’ordine, la cugina di Suor Lucia, Maria do Fetal, rinnegò immediatamente le sue precedenti affermazioni ed affermò che la consacrazione era stata compiuta. Quest’affermazione, tuttavia, contraddice totalmente le parole pronunciate dal Papa, sia durante sia dopo la cerimonia del 1984.

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  Unknown

Ma soprattutto, se la ragione di nominare il mondo anziché la Russia è stata la nota ostpolitik e quindi il l'aver ritenuto che sia più opportuno non nominare esplicitamente la Russia, denota il non fidarsi di Dio, il credere che così, con questo espediente sia meglio. E non solo sfiducia in Dio, ma fiducia nel fare meglio di Dio.
Eh no…..non credo sta cosa possa piacere a Dio, specie se a non fidarsi siano i Suoi Principi.
E' chiaro quindi che la Consacrazione fatta così, usando questo espediente non solo non può essere ritenuta valida, ma il perchè non va ricercato nel "formalismo" di Dio, ma nella sua ragione intrinseca che ho appena spiegato.

Anonimo
Anonimo
7 anni fa

Si, è possibile che in Vaticano ci sia scetticismo nei confronti di Fatima. Anzi, anche più del semplice scetticismo.
In questo video di 60 minuti Padre Gruner (forse il più grande fatimista, ormai morto, e dovreste leggere le persecuzioni che ha subito dalla Chiesa) fa una specie di condensato del mistero e dell'epopea di Fatima.
E come sentirete, se vedrete tutto il video, lui nutriva una grande speranza nella Russia (oltre che una certezza una volta che sarà consacrata).
Non so se in questo video lui prova a immaginare che avere la Consacrazione della Russia ha un senso sia teologico che pratico.
Teologico perchè ha senso che da una terra così cara al Signore come la Russia sia richiesta una Consacrazione formale, visto il comunismo e ateismo che ha diffuso nel mondo (vabbè, lui lo spiega meglio di me).
Un senso pratico perchè essendo in atto questo sconvolgimento di natura anrticristica che governa ormai il mondo, nessuna nazione sarebbe in grado di resistere (militarmente, economicamente ecc) ad un'accozzaglia di nazioni tali. Invece una Nazione come la Russia, può eccome. Quindi una volta consacrata, la Russia sarà la guida, paladino a difesa delle nazioni cristiane che senza essa sarebbero schiacciate

https://www.youtube.com/watch?v=Nr6lcNtXFkE

Giuseppe M.

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  Il Nibbio

Leggendo i 5 "dubia"

http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1351414

devo dire che i cardinali firmatari sono andati ai punti nodali e contraddittori della esortazione. Hanno centrato in pieno il problema. Meglio non si poteva fare e dire.

Soprattutto il II e il III:

2. Continua ad essere valido, dopo l’esortazione postsinodale l’insegnamento …fondato sulla Sacra Scrittura e sulla Tradizione della Chiesa, circa l’esistenza di norme morali assolute, valide senza eccezioni, che proibiscono atti intrinsecamente cattivi? Ossia, l'adulterio è sempre adulterio o ci sono eccezioni?

3. Dopo "Amoris laetitia" è ancora possibile affermare che una persona che vive abitualmente in adulterio, si trova in situazione oggettiva di peccato grave abituale (peccato mortale)?

I "dubia" sono formulati in maniera perfetta, in modo da richiedere come risposta "sì" o "no", senza argomentazione teologica.

"Non è nostra invenzione questa modalità di rivolgersi alla Sede Apostolica; è una prassi secolare.", hanno scritto i cardinali.

"Il Santo Padre ha deciso di non rispondere. Abbiamo interpretato questa sua sovrana decisione come un invito a continuare la riflessione e la discussione, pacata e rispettosa."

Il Papa non risponderà ai dubia perché è stato messo all'angolo, un po' come Gesù quando gli ponevano domande trabocchetto (es. dare a Cesare o a Dio). Ma Gesù era santo e senza macchia, e rispondeva.
Il Papa non può rispondere perché significherebbe ammettere gli errori che ha commesso.

Se risponde di sì ai dubia, crollerebbe tutto l'edificio della sua esortazione postsinodale, che sarebbe svuotata di ogni elemento "innovativo" (diciamo così). Sarebbe come buttare all'aria due anni di sinodo.

Se risponde di no, diverrebbe un eretico conclamato, perché si farebbe propugnatore di macroscopiche eresie.

Perciò non ha risposto.

È assurdo agire in questo modo scorretto e sgarbato, inurbano.

I cardinali hanno il dovere (assieme al papa) di fare il bene della Chiesa e dei fedeli.
Hanno fatto la loro richiesta in tutto rispetto, obbedienza e sottomissione, avendone facoltà:

"…Ora, spinti in coscienza dalla nostra responsabilità pastorale e desiderando mettere sempre più in atto quella sinodalità alla quale Vostra Santità ci esorta, con profondo rispetto, ci permettiamo di chiedere a Lei, Santo Padre, quale supremo Maestro della fede chiamato dal Risorto a confermare i suoi fratelli nella fede, di dirimere le incertezze e fare chiarezza, dando benevolmente risposta ai "Dubia" che ci permettiamo allegare alla presente.
Voglia la Santità Vostra benedirci, mentre Le promettiamo un ricordo costante nella preghiera."

Giustissime le loro preoccupazioni:

"Vogliamo sperare che nessuno interpreti il fatto secondo lo schema “progressisti-conservatori”: sarebbe totalmente fuori strada. Siamo profondamente preoccupati del vero bene delle anime, suprema legge della Chiesa, e non di far progredire nella Chiesa una qualche forma di politica.

Vogliamo sperare che nessuno ci giudichi, ingiustamente, avversari del Santo Padre e gente priva di misericordia. Ciò che abbiamo fatto e stiamo facendo nasce dalla profonda affezione collegiale che ci unisce al Papa, e dall’appassionata preoccupazione per il bene dei fedeli."

Questa cosa è veramente grave.

Da qui si vedrà se la sua è vera o finta umiltà (dico umiltà nel riconoscere gli errori).
Speriamo ci ripensi e si degni di rispondere.

dott. G.I.

il nibbio
il nibbio
7 anni fa
Rispondi a  Il Nibbio

Dott GI il Papa ha già risposto nel non rispondere…e non credo faccia altro

Al concistoro però i cardinali non faranno che parlar di questo… credo che sia solo l'inizio! ci saranno evoluzioni

Remox
Remox
7 anni fa
Rispondi a  Il Nibbio

E' sbagliata invece la scelta fatta dai cardinali di impostare il discorso con i "Dubia". Perchè danno per scontato che quanto contenuto in Amoris Laetitia possa essere interpretato SOLO in contraddizione con il Magistero dei predecessori. E non è così. I punti seguenti all'1 sono solo una conseguenza del primo Dubia. Tutto si gioca lì.
Ma sono partiti da un pregiudizio interpretativo, che poi è lo stesso di quelli che invece usano il testo per ammettere una rottura con il passato.
Si sta verificando quella manovra a tenaglia che avevo ipotizzato in passato. Tradizionalisti e progressisti uniti, per motivi diversi, nel creare confusione e, in ultimo, e in modi diversi, attaccare il papa.

Il Nibbio
Il Nibbio
7 anni fa
Rispondi a  Il Nibbio

Il beneficio del dubbio su certe posizioni di Bergoglio inizia a cedere davanti al reiterato posizionarsi su fronti volutamente ambigui. Ripeto volutamente e continuamente ambigui.

I Cardinali ben fanno invece a porre la questione in termini di Dubia perché dopo 3 anni urge chiarire la situazione in quanto come loro stessi affermano diventa urgente il tema della salvezza dell'anima. Non son pochi i casi infatti in cui davanti alla nebbia posta su questi temi molte persone si sentono confermate nell'errore!

La chiave interpretativa di P. Scalese è la più corretta, tiene aperto il dubbio e condivide posizioni aperturiste, però pone l'accento sul fatto che "l'arbitro" non può e non deve giocare contro uno schieramento ma deve porsi super-partes e aiutare le due anime a trovare una sintesi nell'unità. Questo ruolo è sempre difficile e il limite sempre più evidente dell'uomo Bergoglio è proprio il non riuscire a svuotarsi del suo io per riempirsi del suo ruolo di Papa e di Pietro….fenomeno che lo ha caratterizzato per tutta la vita.

http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV621_Lettera_a_Papa_Francesco.html

Mi si chiedeva nell'altro post se stavo "uscendo" dal "Remoxismo" di difesa ad oltranza del papato….

Personalmente dal primo istante in cui è stato eletto ho subito istintivamente trovato quest'uomo insopportabile, a pelle…e ogni cosa che ha detto o fatto mi ha sempre urtato…Nonostante questo ho difeso a spada tratta il suo papato contro ogni accusa nel beneficio del dubbio! Sempre sub Petro!

I due colpi Amoris Laetitia e dichiarazione di Lund mi hanno abbastanza mandato KO….e davanti a questa situazione prego…e spero…e mi faccio guidare da un padre spirituale….senza mai mollare.

Non sta a noi laici il compito di correggere o condannare….mi affido al Collegio Cardinalizio e questi Dubia mi aiutano a sperare che si possa arrivare a far chiarezza.

Non è una situazione bella e non godo a vedere la Chiesa lacerata al suo interno….il veleno però è nell'albero e non nel frutto…e questo veleno è stato iniettato molti decenni fa, ancor prima del concilio…quando il fumo di Satana è entrato nella Chiesa. Pian piano sta dando i suoi frutti e ha contaminato qui e la molti.

Il Cardinal Bergoglio prima, e il Papa Francesco poi non sono che il frutto di un lungo percorso di contaminazione della purezza cattolica che coinvolge tutti noi più o meno consapevolmente. Nessuno escluso…

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  Il Nibbio

Remox, forse non hai capito. Il problema è proprio quello che hai detto tu: l'interpretazione dell'esortazione.
C'è chi la interpreta in un modo e chi la interpreta in un altro, soprattutto in quei 5 punti nodali (o a causa di essi).

Prima della pubblicazione, sulle questioni trattate dall'esortazione, c'era unanimità di vedute (lasciamo stare se nella pratica avveniva il contrario). A livello dottrinale, la Chiesa con il suo Magistero era unita nel giudicare certe situazioni morali in maniera uniforme.
Dopo l'esortazione, (che – è bene precisare – si dovrebbe scrivere per chiarire ed illuminare i pastori e i fedeli o per dirimere una questione incerta, non per creare ulteriore confusione di interpretazioni, con tutti i problemi che già ha la Chiesa), quella unità dottrinale si è spaccata perché c'è chi la vuole tirare da un lato e chi da un altro.
Ecco quindi la semplice, umile, rispettosa, e direi doverosa iniziativa dei 4 cardinali: hanno chiesto al papa, nelle forme loro concessegli, di risolvere la questione d'autorità.

Infatti, sono 5 domande.
Se il papa risponde, dà l'interpretazione autentica dei 5 punti dubbi, cioè dei 5 punti che alcuni interpretano in un modo e altri in un altro. Questo è tutto.

Egli ha l'autorità per imporre una interpretazione autentica (salvo però subirsi le conseguenze delle sue azioni, ma questo è un altro discorso).

Accade anche nel nostro ordinamento italiano.

Si chiama "interpretazione autentica della legge".
Il legislatore, per dirimere una questione, sceglie quale, fra le possibili interpretazioni di una o più disposizioni, sia da considerare espressione della "voluntas legislatoris".
È un meccanismo normativo, non interpretativo, poiché impone norme ed è fonte del diritto. Esso viene effettuato dal medesimo organo che ha posto in essere l'atto normativo.

Proprio perché tale legge individua l'interpretazione autentica fra le diverse interpretazioni possibili, tale legge dispiega i suoi effetti ex tunc, ossia dal momento in cui la legge oggetto dell'interpretazione è entrata in vigore, e non solamente ex nunc. In altre parole tale legge è retroattiva.
Una legge di interpretazione autentica, per esempio, non può essere innovativa: non è possibile mascherare da interpretazione autentica una legge nuova. All'inizio degli anni novanta (sent. 155/1990) la Corte Costituzionale annullò una legge volta ufficialmente a interpretare la legge sull'editoria ma sostanzialmente innovativa.

Situazione simile anche per il diritto canonico.

Potrebbe mai capitare nel nostro ordinamento che un giudice chieda alla Corte l'interpretazione di una legge e la Corte non voglia rispondere?
È semplicemente assurdo. Il problema l'ha creato lui con quella esortazione scritta male, e poi non vuole risolverlo? Assurdo!
"Cuius est condere, eius est interpretari", così recita l'antico brocardo, recepito anche nel nostro ordinamento attuale.
Chi fa le leggi, lui deve anche interpretarle. L’interpretazione delle leggi, in modo per tutti obbligatorio, spetta esclusivamente al potere legislativo.
Il problema prima dell'esortazione non esisteva sul piano dottrinale, si è creato dopo la pubblicazione di essa: quindi spetta al papa non ritirare l'esortazione (i cardinali non hanno chiesto questo), ma spiegare come vada applicata in concreto, in particolare quei 5 punti dubbi.

"I punti seguenti all'1 sono solo una conseguenza del primo Dubia. Tutto si gioca lì. Ma sono partiti da un pregiudizio interpretativo, che poi è lo stesso di quelli che invece usano il testo per ammettere una rottura con il passato." (Remox)

Nessun pregiudizio interpretativo. Forse non hai capito che essi NON INTERPRETANO, hanno rinunciato a interpretare, rimettendo la questione a colui che ha autorità.

(continua…)

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  Il Nibbio

Il punto 1 è il punto pratico di partenza: è ovvio che tutto discenda da lì.
Si può "concedere l’assoluzione nel sacramento della Penitenza e quindi ammettere alla Santa Eucaristia una persona che, essendo legata da vincolo matrimoniale valido, convive "more uxorio" con un’altra…ecc."?
Una questione pratica che prima dell'esortazione non si poneva (la risposta era sempre NO).
Questo hanno chiesto i cardinali. Il papa deve solo dire sì o no. Non si sa come agire concretamente dopo l'esortazione: per questo si chiamano "dubia". Se ci fosse UNA SOLA interpretazione, si sarebbero chiamati "certa" o "indubia".
Quindi, non è vero quello che scrivi che i cardinali "danno per scontato che quanto contenuto in Amoris Laetitia possa essere interpretato SOLO in contraddizione con il Magistero dei predecessori". Essi non lo interpretano in contraddizione con il Magistero dei predecessori, non lo interpretano proprio, perché non sanno come interpretarlo e chiedono al papa di farlo (visto che è lui il sovrano che ha emanato l'atto). Più corretto e lineare di così!
Dunque, nessun "pregiudizio interpretativo" e nessuna presunta "rottura col passato".

Sono 5 semplici domande.
Le cinque domande sono infatti formulate come nelle classiche interpellanze alla Congregazione per la dottrina della fede. Formulate cioè in modo tale che ad esse si possa rispondere semplicemente con un sì o un no.
Se fossero state persone spregiudicate, i cardinali avrebbero potuto lasciar correre e interpretare ciascuno secondo la propria convinzione, permettendo che gli altri facessero altrettanto. Ma proprio per evitare una difformità di interpretazioni e quindi di comportamenti, essi hanno sollevato la questione.

Così hanno scritto:
"Dopo la pubblicazione dell’esortazione apostolica postsinodale "Amoris laetitia" sull’amore nella famiglia, si è sollevato un ampio dibattito, in particolare attorno al capitolo ottavo…
Per molti – vescovi, parroci, fedeli – questi paragrafi alludono o anche esplicitamente insegnano un cambio nella disciplina della Chiesa rispetto ai divorziati che vivono in una nuova unione, mentre altri, ammettendo la mancanza di chiarezza o anche l’ambiguità dei passaggi in questione, nondimeno argomentano che queste stesse pagine possono essere lette in continuità col precedente magistero e non contengono una modifica nella pratica e nell’insegnamento della Chiesa."

Questa è esattamente la situazione che si è venuta a creare.
Alcuni la interpretano in un modo, altri in un altro modo.
Si può mai ammettere nella Chiesa cattolica che in campo morale ogni pastore agisca a modo suo, senza una regola certa? Sarebbe un protestantesimo babilonico.

Devo forse ricordare l'altro principio giuridico espresso dal brocardo antico "In claris non fit interpretatio"?
"Nelle cose chiare non c'è interpretazione": l'attività interpretativa (come processo di comprensione di un testo) si fa soltanto quando ci si trova dinanzi ad un testo che appare di incerto o oscuro significato o che ammette più significati.
Se l'esortazione, anziché essere stata scritta in maniera fumosa e ripetitiva, fosse stata scritta in modo più chiaro e soprattutto più conciso, non sarebbero sorti problemi interpretativi. Ma, ripeto, i cardinali non hanno preso le parti né dell'una, né dell'altra interpretazione. Essi NON INTERPRETANO, CHIEDONO AL PAPA DI INTERPRETARE.

Esiste o non esiste il canone 349 del Codice di Diritto canonico che affida ai cardinali, anche singolarmente presi, il compito di aiutare il Papa nella cura della Chiesa universale?
È mai possibile che il Papa trovi tempo ed energie per rispondere ai vari Scalfari di turno o a qualsiasi altro pincopallino, e non si degni di rispondere ai suoi cardinali che pongono questioni così importanti per il bene della Chiesa e dei fedeli?

(continua…)

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  Il Nibbio

"Amoris Laetita può essere interpretata sia in continuità con il Magistero di sempre, sia in rottura. C'è chi la vuole leggere in un modo e chi in un altro.
Sarà compito del papa confermare nella fede. Lo farà? Non lo so, credo di si.
Ma Amoris Laetitia non è un documento eretico." (Remox)

Se non è un documento eretico è un documento ambiguo, proprio per il fatto che apre la porta a diverse interpretazioni possibili.
Perché c'è chi la legge in un modo e chi in un altro, come dici?
Perché il testo del documento dà questa possibilità. Al mio paese questo si chiama ambiguità, oscurità, incertezza.

Sarebbe bastata scriverla in maniera più stringente e concisa e si sarebbero evitate le divisioni.
Giacché però ora ci sono, il Papa può rimediare in maniera velocissima, con un qualunque documento chiarificatore (un breve apostolico, una lettera apostolica, un motu proprio, ecc.), SE VUOLE. Ma vuole?

Dire come fai tu e tanti altri che "Amoris Laetita può essere interpretata sia in continuità con il Magistero di sempre, sia in rottura" significa non dire nulla, perché vuol dire ammettere che è ININTERPRETABILE, INDECIFRABILE, INGESTIBILE, cioè ambigua, quindi INUTILIZZABILE in concreto.

Anche i 4 cardinali (soprattutto Burke) hanno sempre dichiarato che Amoris Laetita poteva essere interpretata solo in continuità con il Magistero di sempre, ma nel fare questa operazione, hanno trovato (non solo loro) dei punti non chiari, dubbi, i "dubia" appunto, e hanno chiesto chiarimenti.

Non dovevano chiederli? Dovevano essere ipocriti come tanti che dicono di seguire l'ermeneutica della continuità, ma poi nel concreto come si comportano?
A un sacerdote che chiede di sapere se può "concedere l'assoluzione nel sacramento della Penitenza e quindi ammettere alla Santa Eucaristia una persona che, essendo legata da vincolo matrimoniale valido, convive "more uxorio" con un'altra …", che cosa gli diciamo? Che ora (dopo l'esortazione) può farlo, mentre prima (dell'esortazione) non poteva? E in base a quale norma? La norma della sua coscienza? Se è così, il Papa lo può dichiarare rispondendo.

Tuttavia va notato che:
"…il papa nella 'Amoris laetitia' ha scritto oltre 56600 parole, ma non ha scritto queste cinque semplici parole: 'È possibile dare la comunione ai divorziati risposati'. Se lui non le ha scritte, ritengo che NESSUNO LE DEBBA INSERIRE, e NESSUNO DEVE FARE CIÒ CHE LUI NON HA DETTO".

Questo scrive il gesuita Domenico Marafioti nella sua analisi della esortazione, persona di grande autorevolezza. È preside presso la Facoltà teologica dell'Italia Meridionale di Napoli e insegna Teologia dei sacramenti (in particolare del matrimonio, dell'ordine e della penitenza). Tutti dovrebbero interpretare in questo senso, per il bene della Chiesa.

E allora dobbiamo dire di no a quel sacerdote?

"Ecco, l’esortazione non ha posto alcuna norma, come è esplicitamente dichiarato, e non ne ha abrogata nessuna, nello specifico sul vivere da fratello e sorella, soluzione connessa con l’indissolubilità del matrimonio."

Ma se allora l'esortazione non ha introdotto nessuna nuova norma e non ne ha abrogata alcuna, vuol dire che è come dice Marafioti, cioè tutto come era prima? O no?
E l'esortazione allora, a che è servita? a nulla? è stato un vuoto esercizio dialettico?

Il dubbio rimane. Perciò, chiedere chiarimenti a chi di autorità è più che giusto: è doveroso.

In sintesi, dire che Amoris Laetita vada interpretata in continuità con il Magistero di sempre, significa rimanere nel vago se non si risolvono quei problemi concreti e si chiariscono quei punti che rimangono ancora incerti e dubbi.

dott. G.I.

Anonimo
Anonimo
7 anni fa

@ Mario Mancusi

" ancora sta luz de maria, ………basta "

Guarda che quel "basta" piu' di una volta lo hai detto pure a chi criticava il papa, ORA CHE A QUANTO PARE TI SEI RICREDUTO SU QUESTO CHISSA' CHE TU NON TI RICREDA PURE SU LUZ DE MARIA!!!!!

mario mancusi
mario mancusi
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

un veggente che crede agli ufo che vivono sotto la terra ..per me è da mettere al manicomio…figuriamoci a credere alle sue affermazioni
per quanto riguarda papa francesco io non ho detto che è un impostore ho detto che aspettavo i suoi atti concreti iniziati con l'esortazione sinodale per dare un giudizio, da allora sono critico , ma il futuro non lo conosco percui non mi sbilancio nel dire che è un falso profeta, prego ed aspetto gli eventi

Unknown
Unknown
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

in che senso sotto terra? puoi riportarmi le parole esatte?
gli ufo, ben due ben visibili, sono stati filmati durante l'ultima superluna confermando le parole di Parravicini che sulla Luna si troveranno le prove della nostra provenienza da altri mondi, del resto un mio amico mi ha mostrato un passo della Bibbia dove si parla chiaramente di abitanti dell'universo pertanto è certo che non siamo soli e come sapete è stato scoperto un pianeta lontano identico alla Terra.
Io sono sempre stato il primo a diffidare di chi parla di extraterrestri ma col tempo ho dovuto ricredermi sebbene penso ancora oggi che il prete di Medjugorie e Stefania Caterina siano due esaltati pur rispettando quei miei amici che li seguono e comprano i loro libri…
Ho letto con attenzione Luz de Maria e ho trovato passi sbalorditivi che analizzano in profondita l'animo umano per cui se non è la Madonna a parlare deve esserci qualche psichiatra che gli detta questi messaggi

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

Mario dici sempre la stessa cosa ma non posti mai il messaggio in questione che EVIDENTEMENTE ANDREBBE LETTO ED ESAMINATO SENZA PREGIUDIZI che sicuramente tu hai al riguardo di questa veggente.

mario mancusi
mario mancusi
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

evidentemente non ti ricordi neanche di quello che ho sempre postato non lo dico io lo dice il sito più attendibile sulle varie profezie:
per favore ricordatevelo le prossime volte, altrimenti poi dico sempre le stesse cose..))

Note: in passato sosteneva un noto falso veggente nostrano che predica la reincarnazione BONGIOVANNI (male informata? Ma da tempo ha rimosso il link dal sito). Qualche stranezza, come nel messaggio del 30 maggio 2013: "L'astro del Sole esploderà e determinerà in gran parte il declino dell'umanità, rendendo di nuovo gli uomini creature limitate, senza scienza" (è influenzata da previsioni giornalistiche?). Altra stramberia: popoli alieni che vivono ignari al centro della terra (ne legge in rete e poi scambia per messaggi celesti le sue suggestioni?). Da prendere con prudenza.
http://www.m-bz.net/ar2/luzdemaria.html

Spring
Spring
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

Parole chiave da dare in pasto a Google: base aliena Dulce

In riferimento alla Bibbia, Isaia cap.24 versetti 21,22:

«In quel giorno il Signore punirà
in alto l'esercito di lassù
e qui in terra i re della terra.
Saranno radunati e imprigionati in una fossa,
saranno rinchiusi in un carcere
e dopo lungo tempo saranno puniti.»

Se la storia di Dulce non l'hanno forgiata su quei due versetti allora è qualcosa di veramente singolare.

Ci sarebbe anche da leggere quello che diceva una mistica sugli angeli decaduti (io ho letto solo quelle due righe che si trovano in rete) perché, anche se teologicamente errato, come fece notare a suo tempo il dott. G.I., forse vorrebbero costruirsi un corpo biologico dove incarnarsi nella speranza di essere perdonati poi nel Giorno del Giudizio.
Si tratta di mie speculazioni ovviamente per rendere conto di diversi "fatti"

mario mancusi
mario mancusi
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

spring ma veramente credi a queste cose dai …siamo seri…queste manifestazioni sono demoniache e basta

Spring
Spring
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

La mistica in questione, se non ricordo male, era la Emmerich.

Unknown
Unknown
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

@Spring @Jacques (se legge)

Lo spunto su Dulce, su cui sospendo il giudizio, mi fornisce il destro per buttar lì piuttosto un'altra interpretazione.
Da quando, da ragazzetto, mi sono appassionato – giocando ai videogame come Broken Sword – alle leggende che ruotano attorno a Rennes-le-Chateau, ho letto tantissimi libri sulla cosa.

C'è da dire che tutti cercano di tirarlo un po' per la giacca: cristiani, gnostici, e chi più ne ha più ne metta.
Ho visto peraltro, Jacques, che tu interpreti come "ultra-cattolico" (ti sto citando) il fenomeno di Sauniere, che a tuo dire cercava di riportare sul trono il duca di Chambord partendo da un presupposto, appunto, di stretta osservanza cristiana.
Io ho già detto invece che, magari sbagliandosi, mi sembra che questi "movimenti" abbiano dato al fenomeno un'interpretazione diversa: si aspettano un nuovo re merovingio nello stile dei famosi "re taumaturghi" e lo identificheranno dalla comparsa di un segno visibile in prossimità del cuore. Ecco perché, per quel che ho capito io (ma posso benissimo non averci capito un tubo), questi circoli, che faticherei a vedere come di stretta osservanza cristiana, avrebbero sposato la causa del riconoscimento del "sacro cuore": solo che loro ci davano, a mio avviso, una valenza del tutto diversa. Per loro era un simbolo ermetico di riconoscimento di questa maestà.

Qualche giorno fa, parlando con un tizio che ha scritto un libro sull'argomento, mi è capitato di parlare… o meglio di sentire… la sua distinzione in merito all'humus culturale che si staglierebbe dietro la redazione del "il Signore degli Anelli" – da una parte – e "Narnia", dall'altra. Il primo più paganeggiante, il secondo più "cristiano." Ma forse due interpretazioni dello stesso mito.
Questa, specifico, era la sua visione della cosa, giacché io invece, per non leggere né scrivere, magari su due piedi sarei meno drastico nel contrapporre i due testi.

Però la questione affrontata da "il Signore degli Anelli" a proposito del "re sotto la montagna", mi offre uno sputo per ricollegarmi a quanto ha scritto Spring, e a quanto mi piacerebbe chiedere a te, Jacques, circa la tua interpretazione su RLC. Come il libro di Bulwer-Lytton ("la razza che verrà") descrive in chiave, v'è l'idea che sotto Terra, di fatto, possa nascondersi una civiltà avanzata, che nel momento dell'Apocalisse farà ritorno sulla Terra (anche in Cayce c'è uno spunto analogo, quando dice che la battaglia di Armagheddon "si svolgerà tra quelli che tornano sulla Terra e quelli che sono rimasti").
Quindi secondo me, Spring, la buca sotto terra, può essere un riferimento a questa impostazione.

Come dicevo, in questi "miti" tutti cercano di trovarci una conferma alle loro idee del momento, per cui capita pure che uno scrittore come il cileno Serrano, nazionalsocialista, rintracci in queste leggende una conferma che il mondo attuale sia sotto sopra (e così reinterpreta il tema dello specchio) e che il re veramente buono sia confinato sotto Terra.

Quindi tante interpretazioni di natura diversa.

Io l'unica cosa che credo di aver capito è che Sauniere, il parroco di RLC, che non fu assolto nella sua confessione sacramentale finale, che fece edificare una statua di Cristo in una gestualità ermetica ("così in alto come in basso"), fosse quantomeno un cristiano molto incline al sincretismo. Mi riesce difficile immaginarlo come "ultra-cattolico". Tu che ne pensi, Jacques?

Unknown
Unknown
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

Ok non sapevo sostenesse la teoria della terra cava.
Tuttavia ripeto i messaggi sono ben scritti. Del Bongiovanni penso pure io sia un impostore, però può capitare che un veggente ne sostenga un altro sbagliando dato che la Madonna non ha mai detto a un veggente se un altro è vero o mente. Mi pare solo i veggenti di Medjugorie accusarono la Vassula di mentire. Ma Pedro Regis, interrogato su Medjugorie rispose di recente che lui può parlare solo delle sue apparizioni.

https://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_della_Terra_cava

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

sai per caso, H.M.M., cos'è la società segreta o forse meglio dire ex società segreta e ramo secco A.A.?
chiedilo al tizio che ha scritto il libro, chiedigli perchè Sauniere andava spesso a Lione e per il momento cosa c'entra nella storia, il Bugarach.
In ultimo, il ruolo di Stanislao de Guaita e Peladan nella vicenda e perchè Emma Calvè è centrale.
Detto questo, chiedigli cosa pensa delle posizioni di Mario Iannaccone.

vediamo, forse ti rispondi.

jacques

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

dimenticavo….poi mi spieghi che c'entra con Al Sisi e Morsi…

jacques

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

ah già, ma chi l'ha detto che non fu assolto….

jacques

Unknown
Unknown
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

Non è che l'ho introdotta io la questione di cosa poteva voler dire quel certo passo biblico in cui si parla di una cavità sotterranea.
A me è venuto in mente questa interpretazione diffusa a proposito di una presunta civiltà sotterranea alla quale una serie di montagne, anche sacre, sparse in tutto il mondo, potrebbero condurre.
In base a questo ho dato una possibile interpretazione del tema del "re sotto la montagna" presente in Tolkien. Che ha a che vedere, a mio avviso, con il tema del Grande Monarca.

Quindi boh, non è che siamo proprio off topic. Secondo me anzi è un argomento appassionante, e ho percepito che pure tu sei molto interessato, e anzi forse ne sai più di me. Per questo mi sono permesso di chiederti. Se ne vuoi parlare, cioè se vuoi darmi un'interpretazione complessiva, mi fa piacere.

Sull'assoluzione l'ho letto in più di un libro. Pensavo fosse una notizia su cui non si ponessero dubbi, ma ora che me la poni così mi fai pensare che potrebbe essere uno di quei modi che le varie correnti non strettamente cattoliche, cercano di intestarsi il mito di RLC.
Però dai, la statua del Cristo nel tipico gesto gnostico non penso invece che si presti a interpretazioni.

Su cosa andasse a fare a Lione, la memoria non mi viene in aiuto. Però, alla luce della discussione, m'è solo venuto da chiederti una tua lettura complessiva della vicenda, e magari qualche riferimento bibliografico dato che hai dedotto una visione di questi fatti che hai definito "ultra-cattolica." Ma non è un'accusa, cioè, non so se non riesco mai a spiegarmi o se veramente sembra sempre che non voglia discutere con tranquillità.

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

NON MI RISULTA, la teoria della terra cava non emerge da nessun messaggio!!!
FUORI I MESSAGGI CHE VOGLIO LEGGERE!!!
Riguardo Bongiovanni ha gia' risposto Aldo.

Saluti

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

premesso che ho abbandonato rlc molti anni or sono, la vicenda non è univoca, ma sono molteplici vicende intersecate tra loro e causate da una mistificazione continua creata in parte nell'800 e una più cospicua nel 900 dove molti indizi tangibili sono reali ma non coincidono con la verità. Le vicende a cui prende parte Sauniere sono politiche e questo è il ramo principale della vicenda, detto questo nella massoneria francese ottocentesca vi erano sette che erano contro il grande oriente tipo la combriccola martinista/martinezista.
Sauniere era ultra ortodosso e sono certo.
In ultimo, che esiste una simbologia ermetica cristiana, basta girare le chiese sopratutto quelle collocate sui cammini di pellegrinaggio, nel senso di enigmatica e difficile interpetrazione perchè ormai anacronistica e in ciò rientra la zona di rlc.
Capitolo Austrasia, ti consiglio di leggere cronache archeologiche serie che trovi anche in rete….il mistero è solo dovuto ll'assenza di cospicui ritrovamenti come del resto tutto quel periodo storico, la porcheria in più per vendere libri.

jacques

Anonimo
Anonimo
7 anni fa

Oltretevere hanno qualche piccola (…) informazione circa le entità che affermano di essere la mamma di Gesù. Papa Francesco ha detto una sola cosa ufficiale, quando ha affermato che la Madonna non è una postina. Di più non è possibile dire in pubblico, per ragioni ovvie. Chi ha orecchie per intendere, intenda.

Seneca

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

Guarda che ha detto anche altre cose …
– lui non e' nessuno per giudicare un gay
– che bisogna dare un pugno a chi offende la propria madre
– che non bisogna fare figli come conigli
– che bisogna augurare buon ramadan
– che bisogna applaudire il rabbino Abram Skorka quando parla della venuta del messia
– che bisogna festeggiare la festa ebraica delle luci
– che l'interreligiosita' e' una grazia
– che non crede in un Dio cattolico
– che si puo' pregare in una moschea rivolto alla mecca
– che non serve inginocchiarsi davanti a Cristo Corpo e Sangue
– che non bisogna accendere il climatizzatore e occorre distinguere bene la plastica dal cartone
– che ciascuno di noi ha una idea del bene e del male e noi dobbiamo incitarlo verso quello che lui pensa sia il bene
– che la Chiesa non cresce per il proselitismo, anzi …
– che si puo' tranquillamente accettare un Cristo su falce e martello
– che a due lesbiche-madri si puo' tranquillamente dire:" andate avanti"
– che si puo' tranquillamente telefonare a Pannella e BOnino per dire loro: "Tenete duro"
– che si puo' tranquillamente portare al collo un contenitore per foglie di coca
– che per diventare santo bisogna solo NON SPARLARE
– che bisogna amare il vicino piu' del nostro cane
– che non rispettare la natura e' peccato ( quello si…) e va PURE ESPIATO
– che la GRAN MAGGIORANZA dei matrimoni sacramentali sono nulli
– che Gesu' ha fatto un po lo scemo
– che Gesu' non era pulito
– che bisogna dire no al matrimonio riparatore, prima la convivenza … certe convivenze sono matrimoni VERI
-che il signore non ci chiedera' se saremmo andati a Messa ma se avremmo costruito muri
– chi non accoglie non e' cristiano e non entrera' nel regno dei Cieli

FATEMI FERMARE CHE E' MEGLIO ….

Unknown
Unknown
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

Be' ma non è che bisogna metterla sul piano dell'ammonimento. A cosa fai riferimento? Alla teoria ben descritta ad esempio dal famoso blog (e dal libro) di Corvide sulla manipolazione aliena, là dove per alieno non si intende qualcosa alla Star Trek, ma anche e soprattutto esseri interdimensionali?
Già anni fa una studiosa, che affermava di aver lavorato nell'Archivio Vaticano, e che era spesso ospite al Costanzo Show, sosteneva tesi simili.

Il punto qui è che le cose che vengono "predette" dalle apparizioni di Anguera, così come da quelle di Fatima, poi, puntualmente, si verificano.

E' legittimo porre un punto di domanda su una realtà, metafisica (quale che sia), che non conosciamo, però poi i contenuti non sembrano così manipolatori.

Io ad esempio ho letto molto volentieri il libro di Corvide, che si basa sullo studio di una bibliografia molto ricca ma anche molto settoriale, dove non è facile distinguere il vero dal falso. Quello che però non spiega (forse lo farà nel secondo libro) è come mai questa fazione di essere interdimensionali, che lui definisce la fazione madonnara, dovrebbe avvisare gli uomini per così tanti anni dei pericoli imminenti, che poi puntualmente si verificano, e invece raccontare inesattezze sul pericolo finale, quello più apocalittico.

Spring
Spring
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

Questa è una tua interpretazione. Ed è anche maliziosa.

Una diversa interpretazione la si può dare riallacciandola a quanto disse sempre lo stesso Papa Francesco in altre occasioni: "che non sia la curiosità di sapere cosa ha detto, a spingerci nella lettura dei messaggi mariani".
Ed ha ragione, in quanto, sociologicamente parlando, è il nostro "prelevare" messaggi che spinge a considerare la parte opposta come postino. Mi pare che si tratti del cosiddetto "effetto Pigmalione", non penso che uno come te non ne abbia mai sentito parlare.

Visto che poi si tende a diemnticare: è il vescovo locale che deve stabilire l'autenticità dell'apparizione. In the beginnig il vescovo di Medjugorje prima disse che erano autentiche, poi ritrattò il tutto. Al Vaticano venne la puzza sotto il naso e rimosse il vescovo spedendolo a Mostar (città ultra devastata dalla guerra, ancora si vedono i fori dei proiettili da 50mm sui palazzi), rimpiazzandolo con un altro.

Spring
Spring
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

«Già anni fa una studiosa, che affermava di aver lavorato nell'Archivio Vaticano, e che era spesso ospite al Costanzo Show, sosteneva tesi simili.»

Sì, l'ho vista anche io. Sosteneva anche di un Creatore a cui sarebbe sfuggita di mano la creazione e che poi s'incarnò per vedere quale guaio avesse combinato.
Questa tesi lascia molto a desiderare.

«Il punto qui è che le cose che vengono "predette" dalle apparizioni di Anguera, così come da quelle di Fatima, poi, puntualmente, si verificano.»

Una mente che pensa non può accettare tutto così, come oro colato. È lecito porsi la domanda: "è opera di quei pochi che fanno, economicamente parlando, il bello ed il brutto tempo su tutto il pianeta oppure ci sono altre spiegazioni?"

Unknown
Unknown
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

Nessuno dimentichi che il linguaggio di Anguera il più delle volte è enigmatico (eccetto sul fatto che i russi distruggeranno Roma) e pertanto si presta a varie interpretazioni. Il linguaggio di Luz de Maria è preciso e corrispondente ad altre visioni. A Medjugorie vige il segreto assoluto. Quindi a meno che la Madonna non siano entità diverse, dobbiamo fare ipotesi sul perchè la stessa Madonna parli diversamente. Lei ad esempio dice che ad Anguera gli viene permesso rivelare molte cose. Solo lì o anche altrove? E perchè in altri posti e soprattutto a Medjugorie, le apparizioni più importanti di oggi, non gli è permesso?

Remox
Remox
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

Lo dice chiaro Aldo. Solo ad Anguera…ergo…
Ciò non vale ovviamente per luoghi di apparizioni come Medjugorie, Belpasso, Civitavecchia dove le profezie sono contenute in segreti conosciuti solo dai veggenti.
Quindi tutte quelle apparizioni, soprattutto sudamericane, che usano un linguaggio pubblico e profetico molto simile a quello di Anguera sono quantomeno sospette.
Per quanto riguarda Luz de Maria trovo che anche la forma, oltre al contenuto, sia disturbante.

Unknown
Unknown
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

@Remox

Non ti sembra interessante che Putin abbia chiesto (lumi sul)la consacrazione della Russia?
Mettono tra parentesi la questione delle informazioni, perché a quanto raccontano gli intervistati (adesso non ricordo chi dice cosa di preciso, ma c'è anche padre Gruner nel novero) l'ambasciata russa avrebbe fatto anche concreta opera di pressione, ad esempio distribuendo del materiale propagandistico in merito, così da sensibilizzare la gente e la gerarchia e i sacerdoti perché facessero pressione su chi di dovere.

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

Allora per quanto riguarda la Consacrazione della Russia, Padre Kramer ( che insieme al compianto padre Gruner) manda avanti il pool PIU' ESPERTO AL MONDO su Fatima e' stato molto esplicito !!!
PAPA FRANCESCO HA NEGATO ( vedere video sotto) A PUTIN LA CONSACRAZIONE DELLA RUSSIA AL CUORE IMMACOLATO DI MARIA!!! Per intenderci, colui che parla e' lo stesso che in un altro video dichiara che QUESTO PAPA, a conferma di molte profezie per lo piu' di mistici francesi, e' un falso papa, da molti mistici profetizzato come colui che portera' la GRANDE APOSTASIA nella Chiesa!!! PUNTO E A CAPO.

https://www.youtube.com/v/WehqTwn600Q

Per quanto riguarda te, Remox pochi giorni fa scrivevi:
" A scanso di equivoci, affinchè tu capisca, ti confermo che per sacerdoti, vescovi e cardinali non è lecito, anche davanti ad un papa legittimo che dovesse deviare dal magistero dei predecessori (e non è questo il caso), far decadere il pontefice e suscitare uno scisma. Le uniche "armi" sono la disputa interna e la preghiera a Dio. Le altre azioni determinerebbero un male ancora maggiore. Non lo dico io, bensì alfieri del tradizionalismo di oggi."

A PARTE CHE QUESTO E' IL CASO, ma come puoi notare la cosa e' accaduta e a proposito dello scisma che tu vedresti come male maggiore DIMENTICANDO DI CAPIRE CHI NE E' LA CAUSA, Burke dice chiaramente che e' gia' in atto," E’ in atto una divisione tremenda”, riferisce Burke addirittura nel finale dell'intervista dice:
" Perciò, nel caso in cui un papa dicesse un’eresia, sarebbe “un dovere, come già accaduto storicamente, dei cardinali e dei vescovi chiarire che il papa sta insegnando una cosa errata e chiedergli di correggerla”.!!!

LO SCISMA GIA' C'E', MA COME SI FA A NON VEDERLO …

http://www.lamadredellachiesa.it/burke-spiega-i-dubia-in-atto-una-divisione-tremenda-di-benedetta-frigerio/

PS: … e non sono un provocatore!!!

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

Scusate, leggo col sorriso questa discussione interminabile e surreale sulla "consacrazione" della Russia. A parte che devo ancora capire, nel concreto, che significhi. Una frase pronunciata da un papa? Un editto di qualche genere? In ogni caso, quale importanza geopolitica potrebbe avere un atto simile, nell'epoca moderna? Forse avrebbe una rilevanza puramente simbolica, ma non riesco a capire proprio come si possa attribuire a questo atto un'importanza cosi' nel panorama di quello che succede nel mondo, a me pare una discussione sul sesso degli angeli …
dukefleed

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

Guarda dukefleed, per capire l'importanza di Fatima e della Consacrazione della Russia basta ascoltare quel video di tre minuti quando padre Kramer ripete cio' che avrebbe detto il bergogliano Ravasi ( per intenderci e' quello che fece scalpore per la danza attorno al fuoco in onore di MADRE TERRA…):
NOI DISTRUGGEREMO FATIMA!

Remox
Remox
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

Non ti firmi mai quando intervieni, non è corretto verso di me e verso gli altri utenti. Non pretendo la carta d'identità, ma almeno un nick fisso quello si.
La divisione c'è oggi come c'era ieri e come c'era l'altro ieri. Anni fa Lefevre creò uno scisma e passò dalla parte del torto.
L'attuale papa, come il predecessore, sta tentando di ricomporlo (eh si, non parla solo coi luterani).
Pertanto come ho già detto la disputa interna è lecita, lo scisma no.
Amoris Laetita può essere interpretata sia in continuità con il Magistero di sempre, sia in rottura. C'è chi la vuole leggere in un modo e chi in un altro.
Sarà compito del papa confermare nella fede. Lo farà? Non lo so, credo di si.
Ma Amoris Laetitia non è un documento eretico. E nella storia recente ci sono stati documenti ben più importanti scritti da altri papi che hanno subito (e continuano a subire) le stesse critiche.
Chi crede, attende con fiducia…non lapida per pregiudizio.

Unknown
Unknown
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

Anche se poi i commenti non sono rintracciabili dai motori di ricerca, considerato che comunque, mi par di capire, leggono in tanti, era meglio se il nome del cardinale non uscisse.
Ora che ci ho pensato un po', è molto difficile immaginare che un cardinale, in un colloquio diplomatico, si lasci sfuggire una frase di questo peso. Certo può averla pronunciata in un altro momento, magari con un giro di parole meno duro.

Io, che l'ho incontrato (certo non gli ho letto nel pensiero), penso che il cardinale in questione sia una persona dalla fede genuina: se la memoria non mi tradisce, ricordo che ha tenuto una lectio magistralis proprio sull'argomento di Maria, di cui del resto si è occupato anche nelle sue pubblicazioni.

Più che altro, dato che la faccenda ufo, terre cave, leggende, in un modo o nell'altro salta sempre fuori, val la pena, così per discorrere, tirar fuori quella faccenda dell'incontro di papa Giovanni con un venusiano nei giardini vaticani. Era emerso, in questi racconti, che questi esseri a metà tra l'uomo e l'angelo ("natura non fecit saltus"… spero di non aver sbagliato le declinazioni) avessero offerto al papa la loro collaborazione, ma che in fondo lui non s'era fidato (chi li conosce, è proprio il caso di dire!).

No, boh… mi vien da pensare che, sommersi nella riflessione da tutti i dati di cui in Vaticano saranno sicuramente in possesso, abbiano preso come unico metodo "sicuro", quello di fare tabula rasa e procedere come se apparizioni, fenomeni mistici e quant'altro, appartenessero a un mistero che, sommersi, ripeto, dalle possibili interpretazioni contrastanti, non si sentono capaci di svolgere.

Però mi sembra davvero interessante che la Russia, che forse prende sul serio questo tipo di fenomeni, per tema che le profezie si rivelino vere (terminano con la Russia perdente sul campo di battaglia) abbiano chiesto la consacrazione.

Unknown
Unknown
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

@dukefleed

Comunque, per risponderti, capisco il senso della domanda. Pare una cosa surreale. Però se uno ammette una dimensione metafisica nell'esistenza, la consacrazione, se non interpreto male, è un rito, e come tale dovrebbe avere, appunto, delle conseguenze nel mondo "soprannaturale" (anche se la distinzione tra natura e sopra-natura è problematica e forse superata).

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

Si, a me pare tanto surreale quanto l'arrivo di Nibiru. Ognuno di noi, credo, ha una differente sensibilita' verso cio' che e' la dimensione metafisica dell'esistenza, come la definisci tu. Quindi puo' darsi benissimo che io sbagli a non dare importanza a questo "rito". Continuo comunque a seguire con interesse tutte le discussioni …
dukefleed

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

@ H.M.M.
" Ora che ci ho pensato un po', è molto difficile immaginare che un cardinale, in un colloquio diplomatico, si lasci sfuggire una frase di questo peso. Certo può averla pronunciata in un altro momento, magari con un giro di parole meno duro."

Guarda che quel cardinale e' stato ultimamente al centro di numerose polemiche riguardo un pubblico articolo-"ponte" dal titolo: "CARI FRATELLI MASSONI" indirizzato appunto alla massoneria che, a confronto del "distruggeremo Fatima" detta fra quattro mura e' cosa da nulla. A queste sue dichiarazioni seguirono addirittura apprezzamenti da parte niente di meno che del Gran Maestro Stefano Bisi:

“Sono stato lieto di apprendere che senza pregiudizi e con l’ampia visione culturale che Lo contraddistingue, abbia parlato della Massoneria e, al di là delle puntualizzazioni e delle posizioni ufficiali e scritte della Chiesa, ampiamente note, abbia riconosciuto, senza idee preconcette, che fra le due realtà ci sono comunque anche dei valori comuni che uniscono, pur non annullando ipso facto quelle che sono le diverse visioni e le marcate se non nette differenze”.

Per l'articolo intero:
http://www.radiospada.org/2016/02/la-massoneria-risponde-allarticolo-del-card-ravasi/

Lo stesso Gran Maestro addirittura, in un intervista rilasciata a Radio Radicale HA invitaTO lo stesso cardinale nella sede centrale del Grande Oriente d’Italia: Villa Il Vascello.

http://www.radiospada.org/2016/02/il-gran-maestro-invita-il-card-ravasi-in-loggia/

Ma di cosa stiamo parlando H.M.M., ma se questo "si lascia sfuggire" un abbraccio pubblico alla massoneria figuriamoci se non puo' "lasciarsi sfuggire" un: "DISTRUGGEREMO FATIMA."

Anonimo
Anonimo
7 anni fa

Veri o falsi o strani che siano, i messaggi di Luz de Maria non mi sembra insegnino niente di sbagliato… i frutti sono buoni poi se l'albero non è chi pensiamo… che volete farci, meglio così piuttosto di avere cose tipo carbonia

Vincenzo
Vincenzo
7 anni fa

Significato teologico della Consacrazione, in analogia anche con la consacrazione personale.E' veramente profondo.Fin dal Genesi Adamo ed Eva hanno tutto per realizzare il loro compito.Ma falliscono.Prima di Cristo,a partire da Noe',una Umanita' purificata ha la Rivelazione,e i Profeti inviati da Dio ma davanti a Cristo Israele fallisce.Dopo Cristo, ci sono i mezzi di Grazia,ma anche negli ultimi secoli vediamo che la Chiesa di Roma non riesce a realizzare una Europa unita in Cristo, come premessa per convertire il mondo intero.In ottica massimalista(la Madonna ci ripete che dipende da ciascuno di noi)falliamo.In ottica minimalista("per quel giusto non distruggero' la citta')c'e' una ultima opportunita'in Maria e Cristo,che del resto sono anche umani,cioe' rappresentano l'Umanita'.Puo' aiutare la visione salvifica di San Paolo:l'uomo,come un pilota che e'uscito fuori strada,deve farsi recuperare da Cristo per poi svolgere il compito iniziale di guida e riscattare la Natura.La Chiesa e' Primizia in Cristo,e sua e' la responsabilita'.Quindi si tratta di avere l'onesta' e il realismo di dire:"Non ce l'abbiamo fatta, fatelo Voi per noi".Lo stesso nella vita personale(e relazionale:infatti abbiamo la responsabilita'per chi viene dopo,che secondo me non puo' essere condannato da Dio per colpa nostra, ma puo' ricevere un danno,sofferenza e ritardo.Quanto secondo me e' successo alla Russia

Unknown
Unknown
7 anni fa

Navigando tra i video su youtube e non solo, devo dire che mi faccio coinvolgere (una delirante alternativa al tempo libero di massa) dal seguire la guerra in Siria.

Siccome apprezzo quando gli altri nel presente e nei vecchi messaggi, forniscono spunti di questa natura, magari a qualcuno potrà giungere come interessante la notizia che i russi avrebbero dispiegato vicino a un aeroporto situato nella zona est di Aleppo, una serie di sistemi antiaero, volti a spaventare l'aviazione turca, che viene data come sempre più in appoggio di una delle fazioni ribelle appoggiate da Erdogan.

Alla luce delle profezie del monaco Paisos, devo dire che questo rapporto di amore e odio tra russi e turchi potrebbe costituire una delle chiave di volta nella svolta (sorry per il gioco di parole) delle relazioni tra Mosca e Ankara.
Prima la Turchia butta giù l'aereo russo, dopo che, comunque, storicamente, Russia e Turchia si sono spesso trovate dalla parte opposta del tavolo. Poi però la Russia appoggia Erdogan nel delicato momento del colpo di Stato. Erdogan a quel punto svela un retroscena che potrebbe pure essere credibile: l'abbattimento del caccia russo poteva anche essere stato un'azione autonoma da parte di un esercito che si è visto non essere più in suo controllo, e ammetterlo non l'avrebbe certo rafforzato nella sua posizione, anzi gli avrebbe forse alienato ulteriori simpatie tra i militari. Dopo il golpe, si è riavvicinato a Mosca anche economicamente. Ma pare quantomeno intenzionato a guadagnare posizioni sul terreno per sedersi al tavolo della spartizione. A quanto può distare un incidente, una provocazione, quando sul terreno si lotta per le stesse aree? E se quel sistema anti aereo l'avessero schierato per utilizzarlo veramente?

Domenico
Domenico
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

vero,
il GW insieme all'estremismo islamico sono una bomba ad orologeria per l'Europa,
che difatti ad Anguera si dice diventerà povera(spiritualmente e materialmente).

La crisi climatica e la conseguente migrazione verso l'Europa di decine di milioni di persone, tra cui molti musulmani non sempre moderati o cmq adescabili da Imam e da internet da ideologie estremiste una volta stanziatisi in Europa, sarà un cocktail davvero esplosivo, che si aggiunge alla crisi del debito pubblico e delle banche sotto-capitalizzate e contraddistinte da enormi crediti inesigibili verso clientela in crisi economica e quindi spesso inadempiente, negli Stati europei del club méditerranée.

Dopo questa coeva ripresina effimera oltretutto drogata ove più ove meno da nuovo debito pubblico e dall'aiuto del QE di Mario Draghi, nonchè da tassi passivi a zero o sottozero per le banche che prendono a prestito dalla BCE( ma che di contro riducono all'osso il margine di intermediazione delle banche stesse), il prosieguo potrebbe essere molto grave.
Sopratutto se la crisi finanziaria o economica che sia verrà in contemporanea anche da altre importanti nazioni di altri continenti, anch'esse con gravi problemi di debito pubblico e privato. Se poi avverranno anche guerre in Medioriente, come profetizzate, il quadro non lascia dubbi sull'esito drammatico per i cittadini europei ancora al momento con la pancia piena.

E' in quegli anni, non ora, che in Europa si patirà davvero fortemente dal punto di vista materiale e spirituale.
Non abbiamo ancora visto nulla adesso!
Ci saranno attentati in Europa, uso di armi chimiche, diffusione di nuove malattie, rivolte, divisioni nella Chiesa, dottrine eretiche che si faranno via via strada, uccisione di molti sacerdoti e fedeli, altre catastrofi naturali.
Lì davvero la nostra fede e la nostra capacità di sopportazione di sofferenze sarà messa duramente alla prova.
Molti morranno o si perderanno e svieranno irrimediabilmente prima dell'Avvertimento. Il quale sarà per molti troppo tardi per ravvedersi, e troppo tardi di sicuro per chi è già trapassato. Difatti l'Avvertimento verrà quando già la situazione europea sarà grave con scisma,rivoluzione,crisi profonda di fede e mancanza di speranza per il futuro, povertà e violenza diffusa.

Spring
Spring
7 anni fa

Sabotaaaage!

Siamo solo ad 88 commenti e già non si caricano più

Il Nibbio
Il Nibbio
7 anni fa

Nuovamente bloccati i commenti?

Non si riesce più a gestire questo spazio…Remox non vuoi proprio far nulla?

Anonimo
Anonimo
7 anni fa

Caricamento bloccato

Domenico
Domenico
7 anni fa

ora sembra vada bene, e a voialtri?

(Messaggio di prova)

Domenico
Domenico
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

Un sindaco di Rio de Janeiro protestante pentacostale, segno di cosa sta diventando il Brasile stretto tra eresie e progressismo laicista

Dottor Manhattan
Dottor Manhattan
7 anni fa

++++AGGIORNAMENTO SULLA PROFEZIA DEI PAPI DI SAN MALACHIA++++
Papa Francesco non è Petrus Romanus, né tantomeno l'ultimo papa della lista. Bensì il penultimo. Tutti noi, o perlomeno chi lo pensava e additava come fallimentare la famosa profezia, si è sbagliato clamorosamente. Siamo caduti in errore quando la verità stava sotto i nostri occhi. Basta osservare non tanto le versioni della profezia che circolano in rete, quanto il documento originale, il LIGNVM VITAE, del 1595. Dopo il Moto Gloriae Olivae, attribuito al Papa Emerito Ratzinger, vi è un'altra riga: "In persecutione extrema S.R.E. sedebit."
Dopo il sedebit vi è un PUNTO FERMO. Poi, nella riga successiva si legge " Petrus Romanus, qui pascet oves ecc." Si tratta di due motti distinti. Questo non solo per la presenza del punto dopo il sedebit, tanto quanto anche per l'indentatura del testo. Quindi il motto "In persecutione extrema S.R.E. sedebit." viene attribuito a Francesco. Dopo la morte, o dimissioni (chi lo sa) di questo, ci sarà il Petrus Romanus, o Papa Santo, che sarà alleato del Grande Monarca. D'altronde sappiamo dalla nostra famosa "timeline" che prima dello scoppio della guerra ci sarà la persecuzione della chiesa, quindi sotto Francesco come indicato dal motto. Mentre, durante la guerra, sul soglio pontificio siederà Pietro che assieme al GM combatterà i Russi. Le cose cominciano a chiarirsi poco a poco. Anche Wikipedia ora riporta queste "versione della profezia" col solo motto fino a sedebit attribuito a Francesco e il resto al Papa venturo. Allego del materiale dal quale ho tratto questa interpretazione per approfondire, dove potete anche vedere le pagine originali del 1595.
http://www.rivelazioniprivate.org/san-malachia.html
http://www.rivelazioniprivate.org/la-profezia-di-san-malachia-ed-il-pontificato-di-papa-francesco.html

Domenico
Domenico
7 anni fa
Rispondi a  Dottor Manhattan

S.R.E. per cosa sta, non è spiegato.

Grazie

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  Dottor Manhattan

Sancta Romana Ecclesia

Videre Nec Videri

mario mancusi
mario mancusi
7 anni fa
Rispondi a  Dottor Manhattan

occorre un'analisi delle fonti di dott. g.i.

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  Dottor Manhattan

Confermo tutto: è così.
Bravo dottor Manhattan.
Questo era un piccolo segreto che pochi sapevano (sempre per la superficialità di non andare alle fonti) e che io conosco da una diecina d'anni.
Ormai che è svelato, Remox, puoi anche farci un articolo, perché è certo, ti assicuro.
Datemi un po' di tempo che illusterò meglio.

dott. G.I.

Domenico
Domenico
7 anni fa
Rispondi a  Dottor Manhattan

Grazie Videre nec videri, il secondo link non l'avevo letto, fanno male gli occhi a leggere tutto quel popò di roba scritto in azzurro con sfondo nero.

Quindi dice che il Papa successivo a quello di Gloria olivae( Benedetto XVI) vivrà in un periodo di estrema persecuzione della Chiesa di Roma.

Papa Francesco ha 79 anni, vita lunga a lui!

Pur tuttavia nel messaggio n. 3.790 – 16 marzo 2013 di Anguera sta scritto tra l'altro: "La strada sarà breve per il re, come l’attraversare della famosa piazza"

Messaggio che è stato provato a decifrare da Royaldevice in 42 mesi scadenti il 13 Settembre scorso.
Evidentemente sbagliando.
Certo lunga non può essere avendo il Papa 79 anni, ma qualcuno ha idea di cosa possa significare tale profezia enigmatica?

http://www.royaldevice.com/1260giorni.htm

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  Dottor Manhattan

il genitivo, fratelli! In persecutione extrema Sanctae Romanae Ecclesiae

Seneca

Domenico
Domenico
7 anni fa
Rispondi a  Dottor Manhattan

of course, Seneca. Si andava al succo della questione.

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  Dottor Manhattan

nel documento originale io leggo "in psecutione".
e' la stessa cosa di "persecutione"?

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  Dottor Manhattan

Caro Seneca ….. ovviamente nel contesto della frase, ma l'acronimo in sé è meramente quello che ho riportato.

Caro Domenico, Royaldevice ne ha fatti di passi falsi e per quanto insista nel voler a tutti i costi dare un senso cronologico alle profezie se ne può comunque apprezzare l'impegno e il voler rischiare.
Tra l'altro vedremo presto se i loro sforzi interpretativi hanno un senso o no, basterà aspettare la forbice tra il 19 Dicembre ( Croce nel cielo ) ed il 22 Dicembre ( Distruzione del Vaticano ) …… vedremo
In merito a papa Francesco butto lì una idea ….. e se si dimettesse poco dopo i suoi 80 anni ( è nato il 17 Dicembre del '36 ) come si incastrerebbe questo "evento" nel corso profetico? ……

Videre Nec Videri

Domenico
Domenico
7 anni fa
Rispondi a  Dottor Manhattan

@ Anonymous20 novembre 2016 21:34

Per me trattasi di refuso dell'originale Lignum vitae

@ C'è un malinteso, non sono assolutamente d'accordo con la cronologia delle varie profezie fornita da Royaldevice, ma quella della lunghezza in decametri dalla piazza San Pietro all'altare della Basilica era davvero interessante.

Rispetto ai tempi previsti da tale sito, la mia ipotesi è di 20-30 anni fino al Grande Castigo prossimo venturo e inizio dell'Era nuova di pace. Basandomi un pò sulle parole di Pedro Regis, un pò su quelle dei veggenti di Medjugorje, un pò su altre profezie, un pò sulla situazione economico-sociale e geopolitica attuale.

Anonimo
Anonimo
7 anni fa

se questo e' il documento originale
http://www.rivelazioniprivate.org/uploads/6/7/4/2/6742256/4254633.jpg
io leggo:
in psecutione. extrema sancta romana ecclesia sedebit.
ma non so il latino, google me lo traduce con:
Nel perseguire. Alla fine della Santa Romana Chiesa siederà.
e' corretta?

Remox
Remox
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

Si conosco anche io questa "teoria".
Ma è errata perché il punto non rappresenta la separazione fra le due frasi. In questi scritti del XVI secolo la punteggiatura non è come la nostra. C'è un punto anche dopo "psecutione".
Serve a dare importanza alle parole. La profezia annuncia in chiave apocalittica il giudizio del mondo. Un Romano Pietro siederà durante L'ULTIMA persecuzione ecc…
Va da sé che l'attuale papa non è colui che affronterà quest'ultima persecuzione.
Comunque io ho espresso la mia teoria su questa profezia in vari articoli, facendo vari raffronti, e cioè che il vero autore fu Nostradamus.

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

anche a me sembra che questo Papa non sia quello della persecusione.

Domenico
Domenico
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

@ Anonimo20 novembre 2016 22:17

Per me l'errore materiale è proprio nel testo del libro originale, le foto linkate più sopra sono dell'originale Lignum Vitae.

La traduzione è: (Il Papa) siederà nell'estrema persecuzione di Santa Romana Chiesa

mario mancusi
mario mancusi
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

leggete questo brano vi ricorda qualcosa ??))):
ci sono somiglianze ?tratto da http://www.rivelazioniprivate.org/la-profezia-di-san-malachia-ed-il-pontificato-di-papa-francesco.html

Torniamo alla profezia di San Malachia. Oltre a chiedersi il perché la profezia finisca con Petrus Romanus, il prossimo papa, successore di Papa Francesco, (e noi non crediamo assolutamente che si tratti della fine del mondo) bisognerebbe anche chiedersi perché il Signore abbia suscitato il carisma profetico di S.Malachia proprio ai tempi di Innocenzo II e quindi perché proprio da quel Papa abbia inizio il lungo elenco.
     Può essere utile sapere che l'elezione di Innocenzo II è stata particolarmente travagliata; stesso dicasi per il suo riconoscimento come vero Papa da parte del popolo e delle autorità.
     Alla morte del suo predecessore, Papa Onorio II, nel 1130, venne istituito un comitato di otto Cardinali per eleggere il nuovo Papa. Venne però scelta una sede che alcuni Cardinali non ritenevano sicura e neutrale rifiutando così di accedervi. Il collegio Cardinalizio si spaccò in due e si fecero due distinti Conclavi; in uno venne eletto Innocenzo II e nell'altro un tale Anacleto II.
     I due Papi furono eletti rispettivamente da circa un terzo del Collegio Cardinalizio, perché, tra l'altro, molti altri Cardinali si trovavano in quel momento fuori dall'Urbe. [9]
     Sotto Innocenzo II ci fu dunque un periodo con due Papi, apparentemente entrambi validi e regnanti, consacrati pontefici nello stesso giorno, il 23 febbraio 1130.
     Inizialmente sembrò prevalere Anacleto II, il quale era stato ordinato e risiedeva in S.Pietro. Con il tempo però, beneficiando dell'appoggio degli ordini monastici e di alcuni regnanti europei, Innocenzo II ebbe la meglio sul suo contendente. Ci vollero però tre Concili (Concilio di Pisa, maggio-giugno 1135; Concilio di Melfi V, giugno-luglio 1137; II Concilio Lateranense, aprile 1139) e probabilmente la stessa morte di Anacleto II (1138) per dirimere definitivamente la questione. Anacleto II fu dichiarato antipapa e molti Cardinali che lo avevano appoggiato furono deposti. Si trattò dunque di un periodo di estrema confusione ai vertici della Chiesa, con due Papi entrambi scelti e sostenuti da una parte dei Cardinali; uno scisma in piena regola.
    Possiamo notare come tanto l'inizio quanto la conclusione della profezia evochino una crisi del papato ed uno scontro al vertice.

Remox
Remox
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

Con l'unica accortezza di ricordare che la profezia è del XVI secolo e dunque è stata retrodatata con un scopo, ma non è originaria di san Malachia.

Remox
Remox
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

"Estrema" va intesa come "ultima". È la traduzione più corretta dal latino. Che infatti si rapporta con la distruzione di Roma e il giudizio di Dio.

Domenico
Domenico
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

E' scritto così nel Lignum Vitae:

In p(er)secutione extrema S.R.E. sedebit.
Petrus Romanus, qui pascet oves in multis tribulationibus ecc.

Se la frase fosse unica e quindi il punto dopo sedebit non fosse un vero punto, fosse un errore di stampa, di scrittura o che so, non mi torna la costruzione della frase che in Latino vede il verbo andare sempre dopo il soggetto a cui si riferisce. Dovrebbe cioè, correttamente, essere scritta in Latino in tal modo: In p(er)secutione extrema S.R.E. Petrus Romanus sedebit
qui pascet oves in multis tribulationibus ecc.

Da questo punto di vista si dovrebbe propendere che siano due frasi staccate, ed il punto dopo sedebit sia un punto vero e proprio.

Scrivo questo giusto per analizzare la questione dal punto di vista linguistico dei motti di San Malachia, ancora però non mi sono fatto una idea precisa sull'ordine cronologico finale e sul loro vero significato.

Anonimo
Anonimo
7 anni fa

O.T. rammento di un messaggio riguardante l'avvento di una "malattia" che richiama un prato verde, riporto un link forse d'interesse:
http://uk.businessinsider.com/report-israel-built-and-exploded-a-dirty-bomb-with-nuclear-material-inside-to-see-what-would-happen-2015-6?r=US&IR=T
R

Anonimo
Anonimo
7 anni fa

per l'Anonimo. Come si legge nel "lexicon abbreviaturarum" del mio bisononno Adriano Cappelli, l'abbreviatura di persecutio negli antichi testi è psequo, con la p tagliata da una linea orizzontale e una barretta sopra qo

Seneca

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

@Seneca
quindi come la intendi la frase di Malachia?

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

la intendo secondo la prevalente dottrina esposta in questo blog. Le abbreviature nascono come una paleostenografia e servivano soprattutto per riportare correttamente i discorsi pubblici dei personaggi di spicco del tempo, religiosi e laici. Il testo di Malachia, pur non medievale, riprende abbreviature medievali come quella descritta: nei testi medievali antichi la barretta orizzontale che taglia la p si legge "per" (ma anche por). Qui permangono le abbreviature ma senza i segni descitti. Quanto alll'uso del punto, concordo con Remox. Nell'originale, il punto è messo fra l'atro: prima e dopo il numero romano che indica il papa (Sixtus.V.), fra la fine e l'inizio di una e (persecutione.extrema) prima del nome di un papa (signi.Sixtus, ma anche sedebit. Petrus).

Seneca

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

@Seneca
quindi secondo te Papa Francesco viene indicato oppure no in questo documento?
te lo chiedo perche' a me non e' ancora chiaro.

Domenico
Domenico
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

Ci avevo pensato ad una abbreviazione usata secoli fa, mi riferisco alla p col il trattino, che sta per "per".
Lo avevo anche notato, ma poi ho voluto soprassedere nei commenti, non ne ero affatto sicuro. Anche perchè in quel documento originale fotografato, da uno sguardo abbastanza approfondito, è l'unica volta che viene usata tale forma contratta. Sto a quello che dice Seneca, che ne sa di più di testi antichi.

Resta il fatto del non rientro dopo sedebit, come avviene per tutti i righi successivi, che farebbe pensare ad un punto fermo. Dopo il quale inizia la nuova frase con Petrus Romanus.
Inoltre sarebbe errata la costruzione della frase latina, come predetto.

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

Anonimo: leggi sotto la risposta a Domenico

Domenico: bisognerebbe capire il livello di conoscenza del latino dell'autore. Poi diamo per scontato che l'acronimo S.R.E. stia per Sanctae ecc. come scrive il nonno Adriano. Certo l'autore non è Nostradamus e non parla per enigmi, tuttavia la singolare chiusa lascia aperto il dibattito. Una parte della dottrina si chiede: perché saltare Francesco? Perché è Pietro Romano e allora è l'ultimo, Perché non è legittimo o si palesa scismatico e allora non entra nell'elenco, perché l'elenco fra BXVI e Pietro Romano non è breve e per qualche ragione viene saltato…

Seneca

Anonimo
Anonimo
7 anni fa

http://www.rivelazioniprivate.org/uploads/6/7/4/2/6742256/4254633.jpg

Faccio una riflessione, magari stupida e da ignorante in materia quale sono, partendo dal fatto che l'immagine linkata sia l'originale o fedele ad esso…

Chiedo a Remox o chiunque mi possa rispondere, se il Petrus Romanus facesse parte del motto "In persecutione extrema S.R.E. sedebit." perchè non è scritto sotto la "m" di extrema ma sotto la "i" di in dando così inizio ad un nuovo capoverso?

Se ho scritto una castroneria me ne scuso in anticipo….

Rid8

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

Perché i caratteri non ci stavano. Al tempo si componeva lettera per lettera: se leggi il testo o non scrivi "finis" o sei costretto ad allargare a sinistra. Il rientro riesce lì in primis perché il motto a sinistra è corto e poi perché altri rientri non farebbero parte dello schematismo rigido delle stampe di quei tempi.

Seneca

Domenico
Domenico
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

Stiamo dibattendo, tra le altre questioni equivoche che ci sono nel documento, proprio su questa cosa della indentatura ( o rientro ) del testo. Per cui sei in tema.

Anonimo
Anonimo
7 anni fa

Riflessione da ignorante pure io … mi par di capire quindi che "In persecutione extrema S.R.E. sedebit" e' di per se' UN motto a se stante (per una serie di ragioni illustrate egregiamente qui sopra, in particolare, l'allineamento del testo e la costruzione grammaticale della frasi). Quindi si deve per forza riferire a Francesco. E qui mi viene solo da commentare: ma dove sta questa persecuzione? Forse la Chiesa non sta vivendo i suoi tempi migliori, ma da qui a parlare di persecuzione ce ne passa …
Vengo poi a Petrus Romanus, che sarebbe il pontefice successivo e chiedo: e' possibile risalire da questo appellativo a qualche possibile pontefice futuro adesso? Io non ho conoscenze sufficienti ma magari si puo' lavorare in questo senso e cercare collegamenti con persone esistenti …. qualcuno ci ha provato?
dukefleed

Domenico
Domenico
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

Sì si sta ipotizzando proprio che "In persecutione extrema S.R.E. sedebit" sia un motto a sè stante riferito ad un Papa che viene dopo BVI di cui al Motto Gloria olivae, e prima di Petrus Romanus, ultimo Papa valido prima della fine degli Ultimi tempi(non fine del Mondo ossia Parusia, sia chiaro questo).

Riguardo al Petrus Romanus, come da questa profezia della beata Anna Caterina Emmerick, si dovrebbe riferire ad un Papa che viene da vicino Roma, ma non romano vero e proprio, laziale, penso, perlomeno.

"Vidi un nuovo Papa che sarà molto rigoroso. Egli si alienerà i vescovi freddi e tiepidi. Non è un romano, ma è italiano. Proviene da un luogo che non è lontano da Roma, e credo che venga da una famiglia devota e di sangue reale. Ma per qualche tempo dovranno esserci ancora molte lotte e agitazioni". (27 gennaio 1822)

"Vidi un nuovo Papa che sarà molto rigoroso. Egli si alienerà i vescovi freddi e tiepidi. Non è un romano, ma è italiano. Proviene da un luogo che non è lontano da Roma, e credo che venga da una famiglia devota e di sangue reale. Ma per qualche tempo dovranno esserci ancora molte lotte e agitazioni". (27 gennaio 1822)
http://profezie3m.altervista.org/ptm_profx_emmerich.htm

Chi possa essere non so, magari qualcuno potrebbe ipotizzare, ma di cardinali possono esserne nominati altri fino al momento dell'elezione di "Petrus Romanus"

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

chi ha detto che persecutio significa necessariamente persecuzione? Questi i significati: completamento, persecuzione, procedimento giudiziario, inseguimento. Si potrebbe intendere "nell'ultimo, nell'estremo completamento" inteso come fine non della Chiesa, ma di quella romana, cioè con sede a Roma. Il trasferimento della sede papale potrebbe essere verso Gerusalemme (vedi alcune profezie) dove, dopo la distruzione di Roma, potrebbe nascere una nuova Chiesa Universale.

Seneca

Remox
Remox
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

Si sta facendo troppa confusione. Non è un motto. I motti sono composti da massimo tre parole senza punteggiatura e allineati uno sotto l'altro.
Dopo i motti comincia la profezia che non indica UN papa, ma UN tempo, quello dell'ultima persecuzione.
Lasciate stare i punti perchè non hanno funzione di separazione, ma di accentuazione.
Questo tempo comincia dopo il pontificato di Benedetto XVI e si raccorda a quello meidevale con cui iniziano i motti.
Il papa indicato dalla Emmerick è con ogni probabilità Pio IX, non di Roma, ma dello Stato Pontificio, appartenente alla famiglia dei Mastai Ferretti. Il papa che ebbe a che fare con i moti rivoluzionari e che perse il potere temporale.

Spring
Spring
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

« E qui mi viene solo da commentare: ma dove sta questa persecuzione?»

Ci sono modi invisibili di persecuzione che possono essere perpetrati sotto gli occhi di tutti. Si tratta di "sintonizzare" la vittima facendo in modo che presti attenzione a certi dettagli, et voilà. Quegli stessi dettagli che gli altri hanno imparato ad ignorare dalla cultura nella quale sono immersi. L'isolamento delle vittime in comparti stagni è elemento essenziale. Come lo è il convincere i collaboratori che stanno redendo un servigio a chi è degno di lode e onore. Sono correlati del resto.
La Chiesa non va intesa in senso stretto, bensì a tutto tondo.

Le persecuzioni stile Nerone verranno senza meno. Ora non è il momento per molti di uscire allo scoperto.

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

Spring: per me persecuzione, intesa anche nei termini nei quali era da intendersi nel XVI sec., significa persecuzione nella piu' tradizionale accezione del termine. Remox: se "In persecutione extrema S.R.E. sedebit" non e' un motto a se stante, di che si tratta? Cosa prevede la profezia fra "gloria olivae" e Petrus Romanus? Quella frase e' anche allineata in modo da essere inequivocabilmente intesa come "passaggio" tra Gloria Olivae e Petrus Romanus … insomma un bel rebus!
dukefleed

Domenico
Domenico
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

Sì Remox non sono più motti dopo Gloria olivae, riferiti a singoli Papi riguardo stemma,nome,ordine,provenienza. Era per semplificare.

Dal mio punto di vista non ho preso posizioni, si ragionava sul testo e basta. Quelle frasi possono benissimo riguardare un tempo indefinito, persino fino alla Parusia.
Tra l'altro dobbiamo ancora vedere tra Papa Francesco e papa emerito Ratzinger chi sopravvive a chi.
Il motto Gloria olivae potrebbe racchiudere il periodo temporale di tutto il pontificato di Papa Francesco nel caso si dimettesse o morisse (anche per assassinio) prima di Ratzinger.

Spring
Spring
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

Se il significato di persecuzione fosse solo quello "tradizionale" non sarebbe necessario l'attributo extrema.

Remox
Remox
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

"Remox: se "In persecutione extrema S.R.E. sedebit" non e' un motto a se stante, di che si tratta?"

Si tratta dell'inizio di una profezia apocalittica (quella nota), in linea con la tradizione, che mette fine all'elenco dei successori di Pietro. Perchè far finire la successione con "Benedetto XVI"? Perchè probabilmente, come fatto intendere anche a Garabandal, è dopo questo pontificato che cominceranno una serie di eventi che porteranno alla conclusione di quest'epoca. In questo spazio di tempo vi saranno altri papi, a cominciare da Francesco.
Inoltre come ho già detto negli articoli in cui ho trattato il tema c'è una linea che collega il primo motto con l'ultimo e quindi l'autore (vissuto nel '500 e non nel Medioevo) ha volutamente tracciato un parallelo fra il nostro tempo e il XII secolo di papa Celestino II. E' infatti Celestino II il primo papa della lista "Ex castro Tiberi" e non Innocenzo II (il predecessore).

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

Altra osservazione … non ho mai studiato il latino ma … della prima frase non potrebbe proprio essere S.R.E. il soggetto? O non starebbe in piedi dal punto di vista grammaticale?
dukefleed

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

Premetto che si tratta di una interpretazione piuttosto recente (a mio parere da tenere in considerazione).
Questa interpretazione è cominciata a circolare su Internet da quando Google-Libri ha messo online il testo originale scannerizzato del "Lignum vitae" del 1595. Anch'io ne sono al corrente più o meno da quel tempo. Prima, nessuno aveva mai pensato ad una simile possibilità, e da circa due anni (o poco più) è apparsa anche come interpretazione accettata e riconosciuta in Wikipedia (l'articolo in inglese però):
https://en.wikipedia.org/wiki/Prophecy_of_the_Popes

"Con l'unica accortezza di ricordare che la profezia è del XVI secolo e dunque è stata retrodatata con un scopo, ma non è originaria di san Malachia." (Remox)

Questa è solo una ipotesi. E ci può stare. Ci sono però fior di dotti ecclesiastici (soprattutto dell'Ottocento) che la ritenevano autentica.
Ma attribuire addirittura la profezia a Nostradamus è pura fantasia. Non ha alcun fondamento.
Non ho mai letto che alcuno studioso abbia mai detto una cosa simile.

Il dotto Abbé Cucherat (autore di un grosso saggio, 1871), dopo lunghe ricerche, scrisse che nel 1139 san Malachia giunse a Roma per fare un resoconto degli affari della sua diocesi a papa Innocenzo II. Secondo l'abate Cucherat, durante il suo soggiorno romano, Malachia ebbe una visione del futuro: gli sarebbe stata rivelata la lista dei pontefici che avrebbero guidato la Chiesa dalla sua epoca alla fine del mondo. Lo stesso autore sostiene che Malachia avrebbe dato il suo manoscritto al Papa per consolarlo delle sue sofferenze e che il documento sarebbe rimasto dimenticato negli archivi fino alla sua riscoperta nel 1590.

Le profezie di Malachia comparvero per la prima volta nel 1595 nel “Lignum vitae” del benedettino Arnold de Wyon, che le pubblicò con l'accompagnamento di un tentativo di interpretazione per ciascuno dei papi sino ad allora vissuti.
Per quattro secoli, nessun autore che si è occupato della Storia dei papi ha menzionato queste profezie. Singolare appare in particolare il silenzio di san Bernardo di Chiaravalle, intimo amico di san Malachia e autore di una sua Vita; questo silenzio, però, potrebbe essere spiegato con la congettura di Cucherat secondo cui lo scritto di Malachia sarebbe rimasto nascosto negli archivi papali per quattrocento anni.

Il testo originale scannerizzato da Google sta qui: è del 1595 Venezia, pagine 307, 308, 309, 310, 311.
https://books.google.it/books?id=AhkR3M8Q3AUC&pg=307#v=onepage&q&f=false

Poche pagine, perché nell'economia del “Lignum vitae” esse rappresentavano una semplice lista di motti, marginale (invece è diventato il motivo principale per cui ancora oggi si ricorda quel libro).

Arnold de Wyon, premette questa breve introduzione alla lista:

«S. Malachias, Hibernus, monachus Bencorensis, & Archiepiscopus Ardinacensis, cum aliquot annis sedi illi praefuisset, humilitatis causa, Archiepiscopatu abdicavit anno circiter Domini 1137.
& Dunensi sede contentus in ea ad finem usque vitae permansit.
Obiit anno 1148. die 2. Novembris. (S. Bernardus in eius vita.)
Ad eum exstant epistolae S. Bernardi tres, videlicet, 315. 316. & 317.
Scripsisse fertur & ipse nonnulla opuscula, de quibus nihil hactenus vidi, praeter quandam prophetiam de Summis Pontificibus, quae quia brevis est et nondum (quod sciam), excusa, & a multis desiderata, hic a me apposita est.»

(continua…)

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

Traduzione:

"San Malachia, Irlandese, monaco a Bevehor e arcivescovo di Armagh, dopo aver svolto questo ufficio per molti anni, per umiltà, abdicò alla propria carica attorno all'anno del Signore 1137 e, ritiratosi a Down, vi rimase felice fino al termine della sua esistenza. Morì il 2 novembre 1148 (stando alla biografia che ne scrisse San Bernardo).
Restano tre lettere di S. Bernardo a lui (indirizzate), cioè la 315, 316 e 317.
Si tramanda che egli abbia scritto pure alcuni opuscoli, dei quali fino ad ora non vidi nulla, eccetto una certa profezia sui Sommi Pontefici, la quale, poiché è breve e (per quello che so) non ancora stampata e da molti desiderata, qui da me è inserita."
Che cosa dice l'autore, Arnold de Wyon? (e noi non abbiamo motivo di non credergli, perché nel “Lignum vitae” sono stati inseriti molti altri documenti d'archivio ai quali gli storici credono).
Afferma che di tutte le opere scritte da San Malachia, egli non ha trovato NULLA personalmente negli archivi ("nihil hactenus vidi", "non vidi nulla"), eccetto una breve profezia che, a motivo della sua brevità, egli ha inserito nel libro che stava per pubblicare.
L'ha trovata lui personalmente ("vidi", in latino significa "vedere coi propri occhi"), è di San Malachia e l'ha inserita perché era breve. Non aveva motivo di mentire questo monaco benedettino.

Remox ne "I MISTERI DEL DE GLORIA OLIVAE", citò la risposta di papa Ratzinger sulla profezia di San Malachia (a proposito, come ciascuno potrà constatare dal testo originale del 1595, il motto esatto è "Gloria oliuae", e non "De gloria olivae" come scrivono molti).
http://ducadeitempi.blogspot.it/2016/09/i-misteri-del-de-gloria-olivae.html

"Probabilmente questa profezia [di Malachia] è nata nei circoli intorno a Filippo Neri. A quell'epoca i protestanti sostenevano che il papato fosse finito e lui voleva solo dimostrare con una lista lunghissima che non era così. Non per questo però si deve dedurre che finirà davvero." (Ratzinger)

Devo dire che qui il teologo Ratzinger dimostra una notevole superficialità.
Menomale che ci ha messo un "probabilmente"!
Attribuire la profezia di Malachia ai circoli intorno a S. Filippo Neri è una pura illazione.
Si vede dalle sue parole che ne sa poco. Ha sentito parlare di una tale profezia, ma si nota che non ha approfondito l'argomento.

"Anche in questo caso c’è un errore di fondo. Dopo il De Gloria Olivae c’è infatti una predizione generale che descrive la tribolazione della Chiesa, sul cui trono siederà un Romano Pietro, ma senza specificare quanto tempo comprenderà e se ci saranno più papi che vivranno questa tribolazione." (Remox)

Ecco, questa è la tesi di Remox, una tesi diffusa, ma a cui io non ho mai creduto. Tra il "Gloria oliuae" e il "Petrus Romanus" non c'è alcun tempo indeterminato da trascorrere, né un numero di papi non specificato. Il testo non autorizza una simile interpretazione (altrimenti tra qualsiasi motto e il suo successivo si potrebbe ipotizzare lo stesso).

Bisogna andare a visionare il testo originale (ora è possibile, senza andare in lontane biblioteche).

Innanzitutto andate al testo originale e ingrandite al massimo (con l'apposito comando di Google) la pagina interessata, la 311 del libro.

https://books.google.it/books?id=AhkR3M8Q3AUC&pg=307#v=onepage&q&f=false

Io parto da "Pastor angelicus" che universalmente e indiscutibilmente fu Pio XII.

Dopo questo motto ci sono:

Pastor & nauta.
Flos florum.
De medietate lunae.
De labore solis.
Gloria oliuae.

Dopo "Gloria oliuae" (che è Benedetto XVI), c'è scritto testualmente:

"In p_fecutione. extrema S.R E. fedebit."

cioè
«In persecutione. extrema Sacrae Romanae Ecclesiae sedebit.»
«Nella persecuzione. estrema della Santa Romana Chiesa siederà.»

(continua…)

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

Qui mi fermo un attimo, perché nel testo ci sono alcuni segni speciali non riproducibili (chiamati "legature") che vanno esaminati. Non sono abbreviazioni, ma legature di più lettere, per scrivere le parole lunghe in meno spazio (anziché "persecutione" stampavano ""p_fecutione", anziché "et" si stampava "&", ecc.).
Da notare la punteggiatura, che è fondamentale.

Scorrendo il testo originale, ciascuno può notare che ogni motto termina SEMPRE con un punto (= segno d'interpunzione).
Il segno del punto, però, ai primordi della stampa, non era usato come ai nostri giorni per indicare solo la chiusura di una frase (pausa forte). Esisteva anche la virgola, come si può notare, ma il punto era spesso usato come una specie di pausa breve, più lunga della virgola.

Scrive la Treccani:

"L’usus interpungendi antico, inoltre, prevedeva due o più segni di punto diversamente graduati ma rappresentati da un unico simbolo grafico ‹.›: si tratta della distinzione – presente tra l’altro nelle edizioni aldine – tra punto mobile (seguito da minuscola) e punto fermo (seguito da maiuscola).
Presenze del punto seguito da minuscola, con valore intermedio fra punto e virgola e punto fermo, permangono tuttavia almeno per tutto il primo Ottocento, soprattutto nell’uso manoscritto, ad esempio, negli epistolari;
Mentre il punto mobile è andato sparendo, il punto fermo è stato invece interessato da una progressiva ascesa, registrata già a fine Ottocento…"
http://www.treccani.it/enciclopedia/punto_(Enciclopedia-dell'Italiano)/

Quindi, esistevano un punto mobile (seguito da minuscola) e un punto fermo (seguito da maiuscola).

Faccio un esempio.

Assieme al testo, Wyon pubblicò anche un'interpretazione dei motti di tutti i papi sino al 1590, attribuendola allo storico domenicano Alfonso Chacón (è scritto alla pagina 311):
"Quae ad Pontifices adjecta, non sunt ipsius Malachiae, fed R.P.F. Alphonfi Giaconis, Ord. Praedicatoru^, huius Prophetiae interpretis."
"Le spiegazioni aggiunte ai Pontefici, non sono dello stesso Malachia, ma del R. P.F. Alfonso Giacone [= Chacón], dell'Ordine dei Predicatori, interprete di questa profezia."

"Axis in medietate signi" è il motto.
La spiegazione del padre domenicano è:
"Sixtus. V. qui axem in medio Leonis in armis gestat.".
Noi oggi non metteremmo il punto dopo "Sixtus", né dopo "V", perché non ha senso, ma è un punto mobile seguito da minuscola, una pausa breve.

Tornando al nostro motto:
«Nella persecuzione estrema della Santa Romana Chiesa siederà.»,
questo motto indica un papa specifico e distinto dal seguente "Petrus Romanus".

Per 3 motivi:

1) perché termina con un punto fermo ("sedebit.");
2) perché il motto successivo (nuova riga, a capo) inizia con la lettera maiuscola ("Petrus").
3) il "ma" daccapo della parola "extre-ma" è spostato più a destra e indica un paragrafo diverso da quello con "Petrus".

Se fosse un unico paragrafo (da "In psescutione"… fino a "Finis"), notate bene, la parola "Petrus" sarebbe allineata un po' più a destra (con un "rientro" si direbbe oggi), per essere in linea con il "ma" di "extre-ma" e formare lo stesso paragrafo.
Vedete come sono ben allineati tutti i rientri delle parole sotto "Petrus", a formare un unico paragrafo.

Più o meno è così, per capirci:

De labore solis.
Gloria olivae.
In psecutione. extre-
ma S.R.E sedebit.
Petrus Romanus, qui
pascet oves in mul-
tis tribulationibus:
quibus transactis ci-
vitas septicollis di-
rueter, & Iudex tre
medus iudicabit po
pulum suum. Finis.

(continua…)

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

Se fosse un unico paragrafo dovrebbe essere così:

De labore solis.
Gloria olivae.
In psecutione. extre-
ma S.R.E sedebit.
Petrus Romanus, qui
pascet oves in mul-
tis tribulationibus:
quibus transactis ci-
vitas septicollis di-
rueter, & Iudex tre
medus iudicabit po
pulum suum. Finis.

Non si tratta di errore di stampa, si tratta di due paragrafi diversi.

Quindi, anche volendo considerare il punto dopo "sedebit." come un punto mobile (come dicono Remox, Seneca, ecc.), non ci troviamo con l'allineamento del paragrafo (che invece ci lascia intendere che sia un punto fermo).

Non si può dubitare di questo, perché è chiaramente visibile dal testo originale.

Inoltre, c'è un altro modo possibile di tradurre la frase:
"In p_fecutione. extrema S.R.E. fedebit."

S.R.E. = Sacrae Romanae Ecclesiae (genitivo: della Santa Romana Chiesa)
https://books.google.it/books?id=rD_mzlJpOvIC&pg=PA295&lpg=PA295&dq=

S.R.E. = Sancta Romana Ecclesia (nominativo: la Santa Romana Chiesa)
https://books.google.it/books?id=7XipDAAAQBAJ&pg=PR14&lpg=PR14&dq=

Poiché "S.R.E" può essere anche nominativo (soggetto), è possibile tradurre anche:
"Nella persecuzione. [pausa breve] L'estrema Santa Romana Chiesa si siederà.",
ossia: "L'estrema Santa Romana Chiesa si siederà nella persecuzione".

Come è accaduto l'errore?
Semplice. Quei pochissimi che hanno potuto consultare il testo originale del “Lignum vitae” del 1595, hanno ricopiato unendo i due paragrafi, che si prestavano ad una fusione logica. Gli altri hanno seguito ciecamente, senza alcuna verifica. Ma si vede chiaramente che sono distinti.

Il papa dopo Benedetto XVI è:
«Nella persecuzione. estrema della Santa Romana Chiesa siederà.»
PUNTO e accapo.

Poi c'è il paragrafo finale e, l'unico, più lungo di tutti:
"Petrus Romanus, qui pafcet oues in multis tribulationibus: quibus tranfactis ciuitas fepticollis diruetur, & Iudex treme^dus iudicabit populum fuum. Finis."
"Pietro il romano, che pascerà le pecorelle tra molte tribolazioni: passate le quali, la città dai sette colli sarà distrutta, ed il temibile giudice giudicherà il suo popolo. Fine."

"Finis" (= Fine) non significa "Fine del mondo" (come molti pensano), ma "Fine della profezia".

Non mi dilungo, ma è molto evidente, visionando il testo, che non è corretto unire in un'unica frase:
"Nell'ultima persecuzione della Santa Romana Chiesa siederà. Pietro il romano…".
Sono due paragrafi distinti.

Dunque, se "Gloria oliuae" è Benedetto XVI, *Papa Francesco* è:
«Nella persecuzione estrema [o ultima] della Santa Romana Chiesa siederà.».

Si tratta di capire in che senso, nell'ultima persecuzione, il papa "siederà".

Il verbo latino è transitivo e intransitivo.
Per cui si può tradurre in due modi:
1) Siederà [sul trono] della Santa Romana Chiesa nella persecuzione estrema [o ultima].
2) Nella persecuzione estrema [o ultima] della Santa Romana Chiesa si siederà.

Il termine latino "sedebit" deriva da "sedeo" che può significare:
"siederà"
"si siederà"
"starà seduto"
"starà immobile"
"rimarrà fermo"
"indugerà"
"starà inattivo"
"starà tranquillo"
"starà disteso"
e simili.

*Papa Francesco* è il penultimo papa della serie (dico *Papa Francesco*, ma sarebbe più corretto dire il Papa dopo "Gloria oliuae" Benedetto XVI, perché non è ancora chiara la figura di Papa Francesco, potrebbe essere deposto come invalido, aspettiamo).
Dopo di lui, c'è il successore "Pietro Romano" che vedrà il giudizio di Dio, cioè la GRANDE TRIBOLAZIONE e il GRANDE CASTIGO (non lui personalmente che morirà prima). Ma non è la fine del mondo, come ho detto.

(continua…)

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

Dopo "Gloria oliuae", altri due papi.

Le vere grosse tribolazioni, però, le subirà il Petrus Romanus.
Le persecuzioni inizieranno col suo predecessore ("In persecutione").
C'è una differenza tra "persecuzione" del penultimo motto e "molte tribolazioni" dell'ultimo motto.
"Persecuzione" è meno di "tribolazioni", che possono indicare guerre, carestie, siccità, ecc..

Il fatto che la profezia parli della distruzione di Roma, non significa che si riferisca alla fine del mondo. Molte profezie attuali parlano della distruzione di Roma, collegandola al Grande Castigo. Esempio, Anguera:

3.207 – 29 agosto 2009
"La Russia sarà una pietra per molte nazioni e Roma sarà distrutta col fuoco."

Qui forse la Madonna parla della fine del mondo?

Ma ci sono molte altre profezie simili.
Per esempio, la famosa profezia di don Bosco non dice forse che, dopo il terribile temporale, il Santo Padre ritornerà in una Roma DESOLATA, perché quasi tutta distrutta, con pochi sopravvissuti?
"Quando poi pose piede nella Santa Città si mise a piangere per la desolazione in cui erano i cittadini, di cui molti non erano più. Rientrato poi in San Pietro intonò il Te Deum…"

E l'altra, sempre di don Bosco, che parla delle 4 venute, di cui la quarta sarà la più terribile e distruttiva?
"…la mia legge è tuttora calpestata, perciò verrà la quarta visita…La guerra, la peste, la fame sono i flagelli con cui verrà percossa la superbia e la malizia degli uomini…".
Qui don Bosco parlava della fine del mondo? o parlava di quei castighi per Roma, iniziati durante il Risorgimento e che termineranno con la quarta visita imminente?

Ma ce ne sono molte altre. Roma e Parigi saranno distrutte.
Basta ricordare il segreto di Fatima: la grande persecuzione alla Chiesa ed al Papa, la città in rovina (Roma), una terribile prova per l'umanità intera.

Il Giudice Tremendo che giudicherà il suo popolo può indicare semplicemente un CASTIGO come non si era mai visto, UN GRANDE CASTIGO (simile al diluvio). Anche dopo il Diluvio universale iniziò un mondo nuovo.

Questo Petrus Romanus ed il suo predecessore "In persecutione", sono due grandi papi accomunati dalla persecuzione estrema alla Chiesa e dalla tribolazione. Il primo non sopravvivrà alla prova (come detto anche a Fatima). Il secondo, preso lo scettro del comando, proseguirà fra le molte sofferenze e traghetterà la Chiesa attraverso quel giudizio, per non dire IRA di Dio, che assicurerà la vittoria del bene sul male.
Dopo questi eventi ci sarà come un nuovo inizio. MA COME ABBIAMO DETTO, NON LA FINE DEL MONDO.

Petrus Romanus sarà dunque un grande papa, destinato a traghettare la Chiesa nelle terrificanti tribolazioni che la attendono.

La sequenza della morte del papa "In persecutione" e dell'elezione di Petrus Romanus che porterà alla pace, sembra come scolpita in un altro famoso sogno di San Giovanni Bosco, quello delle due colonne. Il sogno parla di due raduni dei piloti delle navi secondarie sulla nave capitana.
Il sogno parla del capitano che colpito gravemente cade, ma viene soccorso e non muore (sembra proprio parlare di Giovanni Paolo II). Successivamente viene colpito di nuovo e muore (ancora come in Fatima). Ma viene subito eletto il suo successore tanto che la notizia della sua morte arriva insieme alla notizia dell'elezione del suo successore. Questo successore legherà la nave alle due colonne (la devozione a Maria SS.ma ed al SS.mo Sacramento) e dopo un grande rivolgimento la battaglia sarà vinta e ci sarà grande bonaccia.

Sembrano perfettamente raffigurati il Santo Padre ucciso di Fatima, il suo successore Petrus Romanus ed il trionfo del Cuore Immacolato di Maria.

Questa interpretazione non si può ignorare: restano pochi anni per verificare se è vera o no. Dobbiamo solo vedere come termina il pontificato di papa Francesco.

dott. G.I.

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

Mi dispiace, ma la formattazione non è riuscita bene sul blog, per dimostrare la differenza tra i due paragrafi:

De labore solis.
Gloria olivae.
In psecutione. extre-
ma S.R.E sedebit.
Petrus Romanus, qui
pascet oves in mul-
tis tribulationibus:
quibus transactis ci-
vitas septicollis di-
rueter, & Iudex tre
medus iudicabit po
pulum suum. Finis.

Comunque, basta visionare il testo originale.

dott. G.I.

Domenico
Domenico
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

Ottima spiegazione. Bisogna vedere se il vescovo vestito di bianco che morrà secondo il 3° segreto di Fatima è Papa emerito Ratzinger o Papa Francesco( il quale ha detto di avere il presentimento che il suo pontificato sarà breve). Sperando non accada nulla ad alcuno di loro, vediamo come evolve il tutto.

Una domanda soltanto, a cui può rispondere con un semplice sì o con un no . Pensa di aver compreso quel messaggio di Anguera n. 3.790 – 16 marzo 2013, dove tra l'altro si dice che "La strada sarà breve per il re, come l’attraversare della famosa piazza"

Il quale pare proprio riferito a Papa Francesco, essendo che era stato eletto solo 3 giorni prima?
Saluti

Remox
Remox
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

Dott. G.I. la tua spiegazione non può essere accettata per un motivo semplice che ho già esposto. Il presunto penultimo motto è scritto in modo completamente diverso rispetto agli altri. Perché operare una simile differenza? Non ha senso.
Inoltre spezzare le due frasi implica di rendere entrambe senza senso. È logico che Petrus sia scritto con la Presente perché è rappresenta Pietro il papa. L'ipotesi più verosimile rimane quella dell'unica frase spezzata per ragioni di spazio. Concordo sul fatto che L'ULTIMA persecuzione non debba intendersi come quella prima del Giudizio Universale, non volevo intendere questo. Ma è comunque una profezia tradizionale di Giudizio che viene dopo una grande persecuzione.quindi spezzare le frasi rende la profezia incomprensibile.
Riguardo l'attribuzione so bene di aver proposto un associazione "strana" ,ma l'ho fatto a ragion veduta e l'ho motivato negli articoli che ho dedicato al tema.
L'autore è senz'altro del '500 senza il minimo dubbio. Infatti la serie dei papi medievali è errata nella sequenza e per alcuni dati biografici che compaiono nei motti. Tali errori li si ritrova in un'importante e innovativa biografia dei papi pubblicata per la prima volta ne '500.
Quindi la prima parte della profezia è redatta ex post attingendo da una biografia errata in alcuni punti (i motti inoltre sono tutti facilmente associabili sia per il luogo di provenienza che per elementi araldici) mentre la seconda parte, più enigmatica, mantiene inalterato il suo valore profetico.
L'ho attribuita dunque a Nostradamus per determinate coincidenze che ho rilevato.

Remox
Remox
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

Scusate gli errori ho scritto da cellulare.

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

"Nel Lignum Vitae, la linea "In persecutione extrema S.R.E. sedebit." forma una frase separata e un paragrafo a sé stante. Mentre spesso viene letto come parte della profezia di "Pietro il Romano", altri interpreti la vedono come una frase separata, esplicitamente riferita a un ulteriore papa tra "Gloria dell'ulivo" e "Pietro il Romano"."

In the Lignum Vitae, the line "In persecutione extrema S.R.E. sedebit." forms a separate sentence and paragraph of its own. While often read as part of the "Peter the Roman" prophecy, other interpreters view it as a separate, incomplete sentence explicitly referring to additional popes between "glory of the olive" and "Peter the Roman".
https://en.wikipedia.org/wiki/Prophecy_of_the_Popes

Ovviamente "Petrus" va sempre scritto con la maiuscola, ma per far capire che comunque si può trattare di due paragrafi diversi, cerco di riprodurre l'allineamento che non era riuscito.

Nel testo originale è stampato così:

De labore solis.
Gloria olivae.
In psecutione. extre-
__ma S.R.E sedebit.
Petrus Romanus, qui
__pascet oves in mul-
__tis tribulationibus:
__quibus transactis ci-
__vitas septicollis di-
__rueter, & Iudex tre
__medus iudicabit po
__pulum suum. Finis.

Se fosse un unico paragrafo dovrebbe essere stampato così, sempre con la maiuscola, ma più rientrato:

De labore solis.
Gloria olivae.
In psecutione. extre-
__ma S.R.E sedebit.
__Petrus Romanus, qui
__pascet oves in mul-
__tis tribulationibus:
__quibus transactis ci-
__vitas septicollis di-
__rueter, & Iudex tre
__medus iudicabit po
__pulum suum. Finis.

Allora si capirebbe benissimo che da “In persecutione” fino a “Finis” è un unico paragrafo, e NOTATE BENE, il motto sarebbe soltanto “In persecutione.”.
Solo in questo secondo caso il punto dopo "sedebit." sarebbe un punto mobile.
Controllate come sono sempre ben allineate con tutti rientri (anche a due o tre righe) le spiegazioni dei motti in latino a pagina 310.

Per fare qualche esempio:

"De fide Petri." è il motto.
La spiegazione è:
Paulus. IIII. antea uocatus Ioannes Petrus
__Caraffa.

"Caraffa." pur con la maiuscola, nome di persona, poteva essere allineato a "Paulus.", invece ha un rientro.

"De craticula Politiana." è il motto.
La spiegazione è:
Leo. X. filius Laurentii medicei, & fcholaris
__Angeli Politiani.

Anche qui, "Angeli Politiani", pur con la maiuscola, nome di persona, poteva essere allineato a "Leo.", invece ha un rientro.

Perché con "Petrus Romanus", questo rientro non sarebbe stato possibile (tipograficamente)?

Secondo me, il dubbio che siano proprio due paragrafi diversi rimane.

Quella sporgenza che dà RILIEVO alla parola "Petrus Romanus", indica che sia un motto, diverso dal motto (pur sporgente) "In persecutione.".

"L'ipotesi più verosimile rimane quella dell'unica frase spezzata per ragioni di spazio." (Remox)

Le ragioni di spazio non convincono perché nel paragrafo di "Petrus Romanus" ci sono sillabe molto brevi, spezzate tranquillamente con l'accapo.
Esempio:
ci- (ci-uitas)
di- (di-ruetur)

Perché non spezzare anche il "Pe-" di "Petrus"? Lo spazio c'era.

Ripeto, il dubbio, come dice Wikipedia, rimane.

dott. G.I.

Remox
Remox
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

Per affermare una nuova teoria però tutte le obiezioni devono essere affrontate: questo motto (se fosse tale) sarebbe diverso da tutti gli altri nella sua struttura e composizione; l'unione delle due frasi compone un'unica profezia senza alcuna ambiguità; fino all'ultimo motto riconosciuto l'attribuzione al papa corrispondente aderisce abbastanza bene al pontificato. Nel caso di Francesco?

Comunque tornando al discorso dell'impaginazione in manoscritti del XVI secolo è frequente trovare imprecisioni, a volte piccole a volte grandi. La teoria della separazione dei due motti si basa solo sull'interpretazione data a un ".", ma ignora le altre obiezioni che sono più importanti.

Per quanto riguarda la mia teoria di attribuire in un certo modo la profezia di San Malachia a Nostradamus ho scritte tre articoli che affrontano il tema da prospettivi diverse: "Il mistero della profezia dei papi di San Malachia", "Il mistero della profezia dei papi: il dottor Olivarius" e "Nostradamus, il solitario d'Orval".

Credo che sia più verosimile la mia teoria che quella di attribuirla a S. Malachia o a S.Filippo Neri.

Se poi emergessero elementi nuovi sono apertissimo a discuterne.

Remox
Remox
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

Aggiungo anche che non è possibile tradurre le parole latine decontestualizzandole da ciò che realmente è scritto. Ad esempio S.R.E. difficilmente può essere letto come un nominativo perchè a quel punto il verbo "sedebit" non avrebbe senso. "Sedeo" infatti nel linguaggio ecclesiastico identifica la "sedes" ovvero la Sede di Pietro. "Sedebit" non può che avere il significato di un papa che è assiso sul trono.
Il soggetto di "sedebit" è quindi un papa. E ovviamente ha più senso dire che il soggetto è Petrus Romanus. Nella seconda frase infatti compare "qui" che ha il significato di congiungere "colui che siede" con "colui che pasce".
Se infatti la seconda frase fosse un motto a se stante non ci sarebbe ragione di scrivere la frase con il "qui".
Basterebbe scrivere "Petrus Romanus pascet ecc". Ma aggiungendo "qui" significa che le due frasi vanno unite: "siederà sul trono un Romano Pietro CHE pascerà il gregge ecc".
Insomma, credo che gli elementi a favore del considerare la profezia come un unicum siano di più di quelli per considerarla come un doppio motto (di fatto l'unico elemento è l'impaginazione).

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

Questo lascerebbe di fatto la porta aperta anche all'interpretazione che il Petrus Romanus sia proprio Francesco, nell'ipotesi che l'ultimo pezzo della profezia si riferisca a un unico pontefice.
dukefleed

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

e se siano 3!!!!?

1)In persecutione.
2)extrema Sanctae Romanae Ecclesiae sedebit
3)Petrus romanus….

ASTRO

Anonimo
Anonimo
7 anni fa

Davvero chiaro ed esaustivo, dott. G.I. I suoi pensieri si leggono con molta facilità pur trattando materia impegnativa per chi non è addentro a certe questioni.
Un valore aggiunto per il blog… Grazie.

Rid8

Remox
Remox
7 anni fa

Intanto la Corte d'Assise ha annullato anche la condanna all'ergastolo per l'ex Presidente Morsi, processo da rifare.

Anonimo
Anonimo
7 anni fa

L'ipotesi mia avallata da Remox è l'unica plausibile. Il testo su Pietro è un unicum, ogni diversa interpretazione non regge. Petrus Romanus non può essere spezzato perché ha la stessa dignità degli altri motti per cui ricapitola dallo stesso punto. Petrus Romanus è un nome e un motto, ma come nome non è dignitoso spezzarlo, come motto si allinea agli altri.

Seneca

Anonimo
Anonimo
7 anni fa

Nessuno ha preso mai in considerazione che "S.R.E." possa significare qualcos'altro oltre a Santa Romana Chiesa? E' un'ipotesi troppo fantasiosa? Potrebbe rappresentare un pontefice, che a questo punto diverrebbe il soggetto della frase …
dukefleed

Remox
Remox
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

E' una sigla tipica Dukefleed.

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

Si, si, questo lo so, ma sappiamo che nelle profezie alle volte le apparenze ingannano e anche le parole piu' semplici vanno decrittate … trovo strano che a nessuno sia mai sorto il dubbio …
dukefleed

Remox
Remox
7 anni fa
Rispondi a  Anonimo

No, sono sigle tipiche. Ad esempio nella stessa pagina compare la sigla R.P.F. che sta ad indicare "reverendo padre francescano". Sarebbe colui che secondo Aroldo de Wion, l'autore di Lignum Vitae dove è pubblicata la profezia, avrebbe interpretato i primi motti papali fino al 1595.
Tesi questa che è stata successivamente confutata dai biografi del frate. Altro elemento infatti che impone delle riflessioni sull'origine della profezia.

mario mancusi
mario mancusi
7 anni fa

secondo me dal testo originale appare chiaro che sono due motti distinti,

Remox
Remox
7 anni fa
Rispondi a  mario mancusi

Assolutamente no. Un'analisi corretta deve considerare tutti gli elementi (che sono quasi tutti a sfavore dell'ipotesi del doppio motto). Inoltre come ho detto più volte in testi così antichi è facile riscontrare errori piccoli o grandi. In casi come questi la soluzione più semplice e organica è sempre la migliore.
Perchè trasformare un qualcosa che ha senso in qualcosa che non lo ha? Per includere Francesco nella lista? Non è più sensato pensare che se la lista si ferma invece a Benedetto XVI, primo papa emerito della storia, è perchè vi è un significato più profondo, di cesura fra un tempo e un altro tempo? Fra quello della Chiesa prima della persecuzione e quello della Chiesa durante la persecuzione come recita l'ultima profezia?

mario mancusi
mario mancusi
7 anni fa
Rispondi a  mario mancusi

ormai con la fine dell'anno della misericordia siamo prossimi agli eventi, considerando che papa francesco ha 80 anni, non si dovrebb aspettare molti anni per capire il ruolo di questo papa,…come ho detto tante volte le profezie si capiscono sempre dopo….

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  mario mancusi

Se fosse come dici tu, Remox, e potrebbe avere un senso, Gloria Oliuae e' la linea di demarcazione fra un tempo e un altro, di tribolazione e persecuzione. Pero' in questo caso Petrus Romanus potrebbe non riferirsi a un singolo pontefice, ma a tutti i pontefici che verranno dopo. Quindi sarebbe semplicemente come dire, da Gloria Olivae in poi, inizia un periodo di persecuzione e di tribolazione in cui il generico Pietro Romano pontefice pascera' il suo gregge. E' cosi' che la intendi anche tu, oppure credi che Petrus Romanus indichi un personaggio ben definito? Se si, in questo caso dove si collocherebbe l'attuale pontefice nel quadro della profezia?
dukefleed

Remox
Remox
7 anni fa
Rispondi a  mario mancusi

Si, io sostengo che la profezia finale indichi UN tempo e non UN papa specifico come gli altri motti. E papa Francesco è uno dei pontefici inseriti in questo tempo.

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  mario mancusi

Sarebbe la soluzione piu' deludente 🙁 ma pare anche a me la piu' probabile …
dukefleed

Remox
Remox
7 anni fa
Rispondi a  mario mancusi

Per essere precisi il periodo di persecuzione sarà comunque contrassegnato dalla presenza di un papa specifico che morirà martire. Questo io credo sia il senso del Petrus Romanus, martire come il primo Pietro.

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  mario mancusi

Quindi fammi capire come la intendi: secondo te la profezia arriva fino a Gloria Olivae, mentre il resto si riferisce a un "tempo" indefinito di persecuzione/tribolazioni che potrebbe includere un numero imprecisato/imprevedibile di papi, tra i quali in particolare uno (Petrus Romanus) che siedera' sul trono di Pietro nel periodo peggiore?
In questo caso, pensi che l'appellativo Petrus Romanus sia solo generico per indicare il papa o sia specifico per indicare una persona (come Gloria Olivae)?
dukefleed

Remox
Remox
7 anni fa
Rispondi a  mario mancusi

Come ho detto la profezia secondo me indica un tempo di persecuzione dove vi saranno più papi (almeno due, compreso Francesco). Al culmine della persecuzione un papa morirà martire come Pietro. Ed è per questo secondo me che la profezia parla di un Petrus Romanus. Così come il primo Pietro morì martire, anche quest'ultimo papa, prima del castigo, morirà martire.
Io la leggo così.
La domanda è: perchè i motti si fermano a Benedetto XVI? Presumibilmente perchè con l'atto delle dimissioni comincia la Via Crucis della Chiesa, quella vista dai pastorelli a Fatima e che appunto termina con un papa martire, novello Pietro.
Chi mi segue dall'inizio sa che ho sempre dato questa interpretazione. Il vescovo vestito di bianco che inizia la Via Crucis è il papa emerito. Anche a Garabandal la "fine dei tempi" comincia dopo Benedetto XVI (la profezia dei 4 papi dopo Giovanni XXIII, ma uno non conta (Giovanni Paolo I, solo 33 giorni di pontificato); la somma degli anni di pontificato di Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI è 50 anni).
Infine anche con Nostradamus ho delineato come le dimissioni siano state lo "squillo di tromba" che ha fatto ripartire la cronaca dei Rami.
Fonti diverse, stessa conclusione.

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  mario mancusi

Chiarissimo, grazie!
dukefleed

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  mario mancusi

Remox vorrei una tua opinione (ma anche altre sono benvenute) su questo

http://frame.bloglovin.com/?post=5281175237&blog=3119024&frame_type=none

ti sembra una cosa seria?

Seneca

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  mario mancusi

Continuate a sbagliare su questo pontificato…:
Ha ragione padre Kramer, come San Malachia stesso ci dice e Conchita stessa poi ci conferma l'ultimo Papa e' Benedetto XVI.
La consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria avverra' da parte del primo Papa dell'era di pace dopo la tribolazione e la sconfitta dell'Anticristo che e' l'unico che pur vivente ancora deve palesarsi!

mario mancusi
mario mancusi
7 anni fa
Rispondi a  mario mancusi

Scusami ma io dal testo originale non vedo questa interpretazione . Se era così tra il motto di benedetto xvi e il successivo ci doveva essere un po di spazio , sono tutti messi uno sotto l'altro. .quindi si tratta soli di interpretazione legittime , ma interpretazioni

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  mario mancusi

Ribadisco che stiamo parlando di una possibile interpretazione.
Non dico che sia l'unica interpretazione vera. Dico che va tenuta in conto, insieme a quella classica.

"L'ipotesi mia avallata da Remox è l'unica plausibile. Il testo su Pietro è un unicum, ogni diversa interpretazione non regge. Petrus Romanus non può essere spezzato perché ha la stessa dignità degli altri motti per cui ricapitola dallo stesso punto. Petrus Romanus è un nome e un motto, ma come nome non è dignitoso spezzarlo…" (Seneca)

No. "Petrus Romanus" è solo un nome e non è il motto. I motti compaiono sempre all'inizio, come un titolo, non a mezzo della spiegazione. Quello di Petrus romanus è un nome (importante) che compare nella spiegazione di un motto già enunciato all'inizio: "In psecutione.".
Quindi, se è vera la "tua" ipotesi, cioè l'unica ipotesi creduta finora, l'ultimo motto della lista non sarebbe "Petrus Romanus", ma "In psecutione.". "Petrus Romanus" alluderebbe solo alle caratteristiche del papa in questione (cioè un papa proveniente dalle zone di Roma o del Lazio). Il motto, invece, indicherebbe TEMPI DI PERSECUZIONE.

Dunque, secondo la tesi classica, il motto dell'ultimo papa della lista è: "Nella persecuzione", "In persecutione".

Sarebbe simile ad un altro motto presente nella stessa pagina 311:
"In tribulatione pacis."

"Nessuno ha preso mai in considerazione che "S.R.E." possa significare qualcos'altro oltre a Santa Romana Chiesa? E' un'ipotesi troppo fantasiosa?" (dukefleed)

Nel "Lignum vitae" l'abbreviazione è usata anche altrove per indicare i cardinali di Santa Romana Chiesa ("S.R.E. card.", che si usa ancora oggi).
Come ho detto, "S.R.E." poiché è una sigla, in latino generalmente è un genitivo ("Sacrae Romanae Ecclesiae", della Santa Romana Chiesa), ma sono attestati casi in cui è inteso come nominativo e soggetto della frase ("Sacra Romana Ecclesia", la Santa Romana Chiesa). Dipende dalle frasi.

"No, sono sigle tipiche. Ad esempio nella stessa pagina compare la sigla R.P.F. che sta ad indicare "reverendo padre francescano". Sarebbe colui che secondo Aroldo de Wion, l'autore di Lignum Vitae dove è pubblicata la profezia, avrebbe interpretato i primi motti papali fino al 1595.
Tesi questa che è stata successivamente confutata dai biografi del frate. Altro elemento infatti che impone delle riflessioni sull'origine della profezia." (Remox)

Non è così. Secondo te il monaco benedettino Arnold Wion era uno sciocco? Non credo proprio.
Prima scriverebbe "Reverendo Padre Francescano" e poi nella stessa frase direbbe che il padre Alfonso Giacone è dell'Ordine dei Predicatori (O.P.), cioè dei Domenicani?

La sigla "R.P.F." non significa "Reverendo Padre Francescano", bensì "Reverendus Pater Frater", Reverendo Padre Confratello.

http://www.guichetdusavoir.org/viewtopic.php?f=2&t=55875&view=print
https://books.google.it/books?id=TVwn01WlPHEC&pg=PA51&lpg=PA51&dq=#v=onepage&q&f=false

La confutazione pubblicata nel 1689 dal gesuita Claude-François Ménestrier (ma anche il rifiuto da parte dei Bollandisti) era basata in sostanza sul fatto che non si conosce il manoscritto originale della profezia, ma solo il testo a stampa di Wion. Ménestrier ha sottolineato che le profezie non vengono mai menzionate nella edizione originale 1601 delle "Vite dei papi e cardinali" di Chacón, né nelle successive edizioni del 1630 e 1677 che comprendevano tanto nuovo materiale da autori successivi.

(continua…)

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  mario mancusi

Basta considerare come fosse facile perdere un manoscritto intorno alla metà del 1500, e che soprattutto l'interpretazione di Chacon non era un vero e proprio manoscritto ufficiale, formato da molte pagine. Dovevano essere pochissime pagine, se tutta la lista dei motti, con le annesse interpretazioni, hanno occupato nel libro a stampa di Wion solo 5 pagine (come si può constatare).
Chissà quanti manoscritti sono andati perduti in quel periodo (per esempio durante il Sacco di Roma del 1527)!

La spiegazione più semplice (già fatta in passato) è che Arnold Wion abbia chiesto privatamente al padre domenicano Alfonso Chacón (esperto erudito di vita dei papi, un'autorità ai suoi tempi) l'interpretazione dei motti e ne abbia ricevuto dal domenicano pochi fogli manoscritti poi perduti.

Alfonso Chacón (in lingua latina: Alphonsus Ciacconius, italianizzato in Alfonso Ciacconio; Baeza, 1540 circa – Roma, 1599) è stato uno storico, filologo, religioso domenicano ed erudito spagnolo.
https://it.wikipedia.org/wiki/Alfonso_Chacón

"Sedeo infatti nel linguaggio ecclesiastico identifica la "sedes" ovvero la Sede di Pietro. "Sedebit" non può che avere il significato di un papa che è assiso sul trono. Il soggetto di "sedebit" è quindi un papa. E ovviamente ha più senso dire che il soggetto è Petrus Romanus. (Remox)

D'accordo.
Ma perché, se io considero motto a sé stante la frase:
"In psecutione. extrema S.R E. sedebit."

il verbo "sedebit" non si riferirebbe comunque al papa oggetto di quel motto (chiamiamolo papa "In persecutione.")?
È ovvio che il verbo "sedebit" non può che avere il significato di un papa che è assiso sul trono.
Secondo questa interpretazione, si riferirebbe al papa che siederà sul trono "In persecutione".
Inoltre, va tenuto presente che in latino la frase "In psecutione. extrema S.R.E sedebit." ha senso compiuto. Non è una frase sospesa.
Anche il "qui" non è decisivo, perché, come pronome, può ben richiamare il motto appena enunciato, dopo la pausa breve.
Può essere l'una e l'altra, con diverse probabilità.

"Questo lascerebbe di fatto la porta aperta anche all'interpretazione che il Petrus Romanus sia proprio Francesco, nell'ipotesi che l'ultimo pezzo della profezia si riferisca a un unico pontefice." (dukefleed)

Non può essere. E la profezia di don Bosco?
Al di là della profezia di san Malachia, ci sono altre profezie molto più importanti di cui tenere conto.

Quel particolare profetizzato da don Bosco (morto un papa, viene subito eletto il suo successore tanto che la notizia della sua morte arriva insieme alla notizia dell'elezione del suo successore) non si è ancora verificato.

"È morto il Papa" coinciderà con "Annuntio vobis gaudium magnum: habemus papam!"

Questo significa che a causa di difficili situazioni in Italia, i cardinali faranno così in fretta ad eleggere un nuovo papa, che non annunceranno la morte del papa fino a che non avranno raggiunto un nome in conclave (un conclave segreto).

Anche nei messaggi alla beata Elena Aiello c'è una conferma.
Nel 1961 la Vergine le parlò di una futura rivoluzione in Italia:

"Gli uomini offendono troppo Dio. Se io ti facessi vedere il numero dei peccati che si commettono in un solo giorno, ne moriresti dal dolore. Le forze del male sono preparate a scatenarsi in ogni parte del mondo con aspra violenza …
L'Italia sarà umiliata, purificata nel sangue, e dovrà molto soffrire, perché molti sono i peccati in questa nazione prediletta, sede del Vicario di Cristo.
Non puoi immaginare quello che accadrà! Si svilupperà una grande rivoluzione e le vie saranno arrossate di sangue. Il Papa soffrirà molto e tutto questo soffrire sarà per lui come un'agonia che abbrevierà il suo pellegrinaggio terreno. Il suo Successore guiderà la nave nella tempesta. "

(continua…)

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  mario mancusi

"Ma non tarderà la punizione degli empi. Quel giorno sarà spaventoso, nel modo più terribile: la terra tremerà e scuoterà tutta l'umanità.
I malvagi periranno nei tremendi rigori della GIUSTIZIA di Dio. [senza dubbio il CASTIGO]
Lanciate un messaggio per avvisare subito, possibilmente, tutti gli uomini della terra, perché ritornino a Dio con preghiere e penitenze".

(da mons. Francesco Spadafora, Suor Elena Aiello, a' monaca santa', Città Nuova Editrice, Roma 1964, pag. 209, con imprimatur del Vescovo A. Liverani in data 29 luglio 1964)

Anche qui, i due papi ultimi, legati da un'unica grande tribolazione (ultimi, cioè, fino al Castigo).
Le tribolazioni (rivoluzione in Italia) iniziano col primo papa (*papa Francesco*?) ed egli andrà in una agonia mortale che gli abbrevierà la vita. Muore.
Eletto in fretta il secondo papa (secondo l'ipotesi: "Petrus Romanus"), le tribolazioni continuano fino al GRANDE CASTIGO.
Sarà questo secondo papa che "governerà la nave nella tempesta" (il successore di *Papa Francesco*). Il papa martire, come S. Pietro.

Se questa futura rivoluzione in Italia (non ancora accaduta) scoppierà durante il pontificato di Papa Francesco, non sarà questo papa che vedrà la fine.
Essendo in atto la rivoluzione in Italia, il suo successore sarà eletto in fretta (come dice don Bosco) tanto che la notizia della morte arriverà insieme alla notizia dell'elezione del nuovo papa.

Basta confrontare questa profezia alla beata Elena Aiello con quella di don Bosco, per capire che il papa che "governerà la nave nella tempesta" fino al Castigo coincide perfettamente con il Petrus Romanus di Malachia.

Perché?
Per il riferimento esplicito al GRANDE CASTIGO.

La tempesta andrà fino alla fine (= "multis tribulationibus"), ma:
"Ma non tarderà la punizione degli empi. Quel giorno sarà spaventoso, nel modo più terribile: la terra tremerà e scuoterà tutta l'umanità. I malvagi periranno nei tremendi rigori della GIUSTIZIA di Dio."

"…& Iudex tremendus iudicabit populum suum." ("…e il Giudice tremendo giudicherà il suo popolo.")

Questo successore lega la nave alle due colonne (la devozione a Maria SS.ma ed al SS.mo Sacramento) e dopo un grande rivolgimento la battaglia sarà vinta e ci sarà grande bonaccia.

Dopo il CASTIGO, inizia un nuovo mondo.

dott. G.I.

anonimo
anonimo
7 anni fa
Rispondi a  mario mancusi

Dott. G. I., chi potrebbe essere il papa eretico profetizzato dal Cornacchiola?

Remox
Remox
7 anni fa
Rispondi a  mario mancusi

Così come il Wion ha inventato l'attribuzione della profezia a S. Malachia possiamo dubitare anche della dichiarazione che sia stato il padre Chacon ad interpretarne i primi motti (hai ragione sulla sigla R.P.F; in alcuni testi comunque questa sigla compare con la F come Francescano).
L'ordine dei papi e antipapi di S. Malachia come già detto è errato e non corrisponde alla sequenza di papi e antipapi che Chacon ha pubblicato nella sua opera dedicata allo stesso tema (e da lui mai portata a termine). Non è pensabile che il padre Chacon che ha dedicato buona parte della sua vita alla stesura di questo elenco di pontefici (con biografie e stemmi araldici) non abbia mai minimamente accennato alla profezia di S. Malachia.
Riguardo ai motti torno a ripetere che non basta considerare l'impaginazione, ma anche tutte le altre osservazioni fatte che contraddicono l'opzione del doppio motto.

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  mario mancusi

"Non è pensabile che il padre Chacon che ha dedicato buona parte della sua vita alla stesura di questo elenco di pontefici (con biografie e stemmi araldici) non abbia mai minimamente accennato alla profezia di S. Malachia." (Remox)

Ho già risposto a questo dubbio, citando lo studio dell'abate Cucherat.
Nessuno poteva conoscere la profezia prima della sua pubblicazione (1595), perché essa rimase sepolta negli archivi fino alla sua riscoperta nel 1590. Secondo Cucherat, restò dimenticata negli archivi papali dal 1139 al 1590.

Tornando all'interpretazione, sebbene sia solo un'interpretazione, non è così assurda come la fate apparire.

Per esempio, dire che la linea "In persecutione…sedebit." non è una frase di senso compiuto, come dice Seneca, significa non conoscere il latino.

"Condivido l'esegesi remoxiana. In persecutione…sedebit non ha alcun senso compiuto. Chi sedebit? (Seneca)

Tu puoi pensarla come ti pare, Seneca.
Sta di fatto che in latino la frase:
"In psecutione. extrema S.R.E sedebit."

ha certamente senso compiuto. La traduzione più probabile (con S.R.E. al genitivo) è:

"[Egli] si siederà [sul trono] nella persecuzione estrema della Santa Romana Chiesa".

Il soggetto è sottinteso (egli, un papa).

Vuoi altri esempi?

"Sedebit in tribunali justitiae."
"In tribunali justitiae sedebit."

Questa frase in latino (comunque la disponi) è una frase di senso compiuto.
Chi siederà al tribunale della giustizia?
Il soggetto è dal contesto.

"Sedebit in throno gloriae suae."
(Siederà sul trono della sua gloria)

Questa frase biblica non ha bisogno né di soggetti né di complementi, perché è una frase perfetta e compiuta. Nel suo contesto trova il soggetto a cui si riferisce, ma anche presa ed estrapolata dal testo ha sempre un senso compiuto, perché in ogni caso il soggetto è "egli" (noi sappiamo che è Cristo).

"Sedebit in templo Dei."

Frase biblica perfetta e compiuta che ci dice che "siederà nel Tempio di Dio".

Chi siederà? Egli (l'anticristo).

E in una lista di papi, chi vuoi che sieda, se non un papa?
Il fatto è che tu vai cercando il nome di quel papa e quindi corri con la logica alla riga successiva, a "Petrus Romanus".

Inoltre, come ho detto sopra, il verbo "sedeo" è sia transitivo che intransitivo.
Il verbo si dice intransitivo quando l’azione non passa direttamente dal soggetto all’oggetto, ma si esaurisce nel soggetto che la compie.

Francesco arrossisce. (verbo intransitivo)
Frase compiuta e perfetta.

"Finalmente è nato." (verbo intransitivo)
La frase ha senso compiuto.

Se io metto il soggetto a questa frase, ottengo:

"Finalmente è nato Filippo, il quale farà l'agricoltore ecc."

Ora tenendo conto dei punti mobili e fermi delle edizioni antiche, spostiamo il soggetto accapo:

"Finalmente è nato." (la frase torna di senso compiuto)
"Filippo, il quale farà l'agricoltore…"

Con quel punto dopo "nato." e con la nuova riga a capo, sono ora due frasi distinte (o possono sembrarle in una lista di motti disposti ognuno in una riga).

Il punto (mobile o fermo), la riga a capo, il non allineamento del paragrafo… sono tutti fattori che hanno dato a pensare.

(continua…)

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  mario mancusi

"La teoria della separazione dei due motti si basa solo sull'interpretazione data a un ".", ma ignora le altre obiezioni che sono più importanti." (Remox)

Le altre obiezioni più importanti le ho accennate.
Per esempio, la questione del "qui" che sembra tanto decisiva.

"Nella seconda frase infatti compare "qui" che ha il significato di congiungere "colui che siede" con "colui che pasce". Se infatti la seconda frase fosse un motto a se stante non ci sarebbe ragione di scrivere la frase con il "qui". Basterebbe scrivere "Petrus Romanus pascet ecc"." (Remox)

Anche questa obiezione è errata e sfuma con pochissimo, conoscendo la sintassi latina.

Il "qui", pronome, non serve a congiungere, ma a reggere la nuova frase che si è aperta dopo la PAUSA BREVE della punteggiatura (sia essa una virgola o un punto mobile).

In sostanza, dopo aver enunciato il presunto motto "Petrus Romanus", c'è una pausa che stacca il motto dalla seguente spiegazione. Per potersi scrivere in latino "Petrus Romanus pascet oves in multis…" lo si può fare, ma bisogna farlo senza apporre una pausa dopo "Romanus". Infatti, tu Remox così hai scritto, come puoi controllare. Ma se metti la pausa, sintassi vuole che il soggetto sia richiamato da un pronome che fa le sue veci. Un'obiezione infondata.

Si può scrivere o:
Petrus Romanus, qui pascet oves… (con pausa)
oppure
Petrus Romanus pascet oves… (senza pausa)

Ma poiché c’è la pausa… c’è il "qui".

Vuoi un esempio tratto dalla stessa profezia?

"Axis in medietate signi" è il motto.
La spiegazione del padre domenicano è:
"Sixtus. V. qui axem in medio Leonis in armis gestat.".

Dopo il punto mobile apposto dopo "V." come ho spiegato, ritroviamo il "qui" che, come pronome, riprende il soggetto e regge la nuova frase.
Sarebbe errato scrivere così: "Sixtus. V. axem in medio Leonis in armis gestat.".
Dopo l'enunciazione del nome o motto, mettevano una PAUSA BREVE. Dopo la pausa, inizia una nuova frase, ed è d'obbligo il pronome.

Altri esempi sempre con il "qui" (perché c'è il punto mobile):

"Vrbanus. VII. qui fuit Archiepiscopus Rossanensis in Calabria, ubi manna colligitur."
"Innocentius. VIII. qui vocabatur Ioannes Baptista, et vixit in curia Alfonsi regis Siciliae."
"Clemens. VII. qui fuit Presbyter Cardinalis SS.XII Apostolorum, cuius insignia Crux."
"Gregorius. XI. qui vocabatur Petrus Belfortis, Cardinalis S.Mariae Novae."

ecc. ecc.

La profezia è piena di conferme in tal senso (che sono poi conferme della sintassi latina).

Ho detto ciò, per far capire che sintatticamente e grammaticalmente, in latino, nulla si può obiettare ai due paragrafi (se fossero considerati distinti). Si tratterebbe di due periodi entrambi corretti e di senso compiuto.

Le altre obiezioni, tutte non decisive.

S.R.E. come ho tradotto al genitivo, dà senso compiuto alla frase (accantonando il nominativo più raro).

Sul "sedebit" come significato di un papa assiso sul trono, ho già detto: si riferirebbe al papa "In persecutione" (pure lui assiso sul trono). E dirò anche appresso.

La punteggiatura in un testo non è una cosa secondaria.

Poi certo, uno può leggere anche senza punteggiatura, ma il rischio è quello di Martino.

Secondo la tradizione, che risale al XVI secolo, Martino era abate del monastero di Asello. Volendo abbellire la sua abbazia, decise di apporre sul portale principale un cartello di benvenuto che recitasse:

"Porta patens esto. Nulli claudatur honesto"
ossia "La porta sia aperta. A nessuna persona onesta sia chiusa".

La frase era bella e ospitale ma chi eseguì l'incisione, nello scriverla, mise il punto dopo la parola "nulli" anziché dopo "esto".

(continua…)

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  mario mancusi

L'iscrizione divenne così:

"Porta patens esto nulli. Claudatur honesto"

ossia "La porta non sia aperta a nessuno. Sia chiusa alle persone oneste".

Per l'errore commesso, Martino venne sollevato dalla carica di abate, perdendo così la cappa, cioè il mantello, che di tale dignità era simbolo.

Vedete che succede per un SEMPLICE PUNTO?
(Nel nostro caso, il punto in questione è quello dopo "sedebit.")
Punto mobile o punto fermo?

A ricordare l'errore di Martino provvide il suo successore, che fece correggere l'iscrizione errata, completandola con la frase "Uno pro puncto caruit Martinus Asello (o Ob solum punctum …)" ossia "Per un unico punto Martino perse Asello" che è il corrispondente latino del modo di dire molto diffuso nella lingua italiana e radicato nella memoria orale che è per l'appunto "Per un punto Martin perse la cappa".

https://it.wikipedia.org/wiki/Uno_pro_puncto_caruit_Martinus_Asello

"Aggiungo: perché usare il verbo? avrebbe dovuto dire Religione perseguitata; sedebit è pleonastico, inutile." (Seneca)

Vedo che tu, Seneca, non hai nemmeno dato una scorsa (non dico studiato) la lista dei motti.

Sedebit è pleonastico ed inutile per te che ritieni sia l'unico motto dove è usato il verbo.

Perché usare il verbo?

Il verbo, caro Seneca, è usato in molti altri motti, sempre di senso compiuto.

"De Schola exiet"
("Uscirà dalla scuola")

Anche questo motto ha il verbo al futuro (exiet, da exeo) ed è una frase compiuta, ancorché breve.
Anzi, per farti capire, il verbo "exiet" è disposto alla fine della frase, come il verbo "sedebit" (ugualmente futuro).

"Fructus Jovis juvabit."
("Il frutto di Giove sarà gradito")

Anche questo motto ha il verbo al futuro "juvabit", disposto alla fine della frase (come "sedebit").

Usalo qui il rasoio di Occam!

Quindi, non è vero quello che tu dici e quello che sostiene Remox che il presunto penultimo motto sarebbe scritto in modo completamente diverso rispetto agli altri:

"Per affermare una nuova teoria però tutte le obiezioni devono essere affrontate: questo motto (se fosse tale) sarebbe diverso da tutti gli altri nella sua struttura e composizione…" (Remox)

Il motto sarebbe diverso dagli altri nella struttura perché conterrebbe un verbo?
Altri motti contengono verbi al futuro.

"In persecutione…sedebit non ha alcun senso compiuto. Chi sedebit?" (Seneca)

Seneca, nel motto "De Schola exiet", chi exiet? Il papa di quel motto.

Seneca, nel motto "Fructus Jovis juvabit.", chi o a chi juvabit? Idem.

Chi sedebit? Idem.

Siederà il papa a cui alluderebbe quel motto (se fosse distinto da Petrus Romanus), il papa "In persecutione.".

Il latino non ha bisogno di mettere il soggetto, se si deduce dal contesto.

Rimango della mia opinione, anche per altri motivi che mi riservo.
Sono convinto che qualunque sia l'interpretazione, il "Petrus Romanus" indica non più papi, ma un solo papa, l'ultimo prima del Castigo.

dott. G.I.

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  mario mancusi

Rispondo anche all'anonimo.
"Dott. G. I., chi potrebbe essere il papa eretico profetizzato dal Cornacchiola?"

Risposta: un papa (eretico).
Non è una battuta, ma un qualunque papa, a partire da quello attuale.
Se poi vuoi un nome, non lo so.
Quando si parla di "papa eretico", non dobbiamo pensare a un'ipotesi impossibile o fuori dal mondo.
Il papa è un uomo come tutti gli altri, confessa i suoi peccati come ogni altro fedele, quindi può sbagliare.

Il discorso sarebbe lungo; leggere qui per capire:

http://www.corrispondenzaromana.it/arnaldo-da-silveira-lipotesi-teologia-di-un-papa-eretico/

Le cinque opinioni su tale questione sono:

1) Il Papa non può essere eretico; [falsa]
2) Cadendo nell’eresia, anche puramente interna, il Papa perde il pontificato ipso facto; [falsa]
3) Anche se cade nell’eresia, il Papa non perde il suo ufficio; [dubbia]
4) Il Papa eretico non è deposto ipso facto, ma deve essere dichiarato deposto dalla Chiesa; [molto probabile]
5) Il Papa eretico è deposto ipso facto nel momento in cui la sua eresia diventa manifesta. [probabile]

La prima opinione è quella di Alberto Pighi a cui aderiscono molte auctoritates ma più come ad una pia opinione che come ad una certezza…

Se è dunque possibile che un Papa cada nell’eresia ciò che deve essere valutato sono le conseguenze. Ecco allora le restanti quattro opinioni.
La seconda opinione, sostenuta dal Torquemada, è confutata, con Suarez, in ragione del carattere visibile della Chiesa.

La terza, sostenuta solo dal canonista Bouix e giudicata “molto improbabile” da Bellarmino, è rifiutata da Arnaldo da Silveira perché «contrasta con la Tradizione praticamente unanime della Chiesa; non è coerente con molti testi della Sacra Scrittura; non sembra valutare correttamente il male estremo che un Papa eretico potrebbe fare alla Chiesa».

Restano la quarta e la quinta opinione, la quarta è del Gaetano, di Suarez e di Giovanni di San Tommaso, la quinta è di san Roberto Bellarmino.

Il problema che si discute è questo:
«I canonisti classici discussero la questione se un papa, nelle sue opinioni private o personali, potesse cadere nell'eresia, nell'apostasia o nello scisma. Se egli vi fosse caduto in maniera pubblica e manifesta, avrebbe perso la comunione, e secondo un'opinione accettata, avrebbe perso ipso facto anche il suo ufficio (Canone 194). Poiché nessuno può giudicare il papa (Canone 1404), nessuno potrebbe deporre un papa per tali crimini, e gli autori sono in disaccordo tra loro su come la perdita del suo ufficio dev'essere dichiarata in modo tale che un posto vacante possa essere occupato da una nuova elezione».

L’editore Solfanelli di Chieti ha pubblicato, nel giugno del 2016, il libro di Arnaldo X. Da Silveira, Ipotesi teologica di un Papa eretico, Chieti, Solfanelli, 2016

(continua…)

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  mario mancusi

Per fare un esempio con papa Francesco, il caso dei 5 "dubia" sottoposti al pontefice da alcuni cardinali.
Se il Papa si ostina a non voler rispondere, come sembra, a parte il fatto che si delegittima da sé, alimentando lui stesso la confusione pastorale e il caos dottrinale nella Chiesa, il cardinale americano Raymond L. Burke – uno dei firmatari dei "Dubia" – ha pubblicamente dichiarato che "se non vi fosse risposta alle domande sui punti controversi, allora si porrebbe la questione di adottare un atto formale di correzione di un errore grave".

ATTO FORMALE DI CORREZIONE DI ERRORE GRAVE,

cioè un atto formale (e quindi ineludibile, non come ora che ha potuto far finta di nulla) per correggere il Romano Pontefice.
Se il suo scopo era di farsi mettere alla berlina pubblicamente, ci sta riuscendo.

Una fonte di Santa Marta dà Bergoglio "bollente di rabbia" per i quattro cardinali.

La sua è adesso una posizione di estrema debolezza perché il compito del Successore di Pietro è proprio quello di dire la parola definitiva e chiara, a difesa della dottrina cattolica.
Se protervamente si rifiuta di farlo, saranno guai. E sarà colpa sua, perché i cardinali hanno facoltà di procedere in tal modo, secondo il Diritto Canonico. Lui questo lo sapeva.

Non era meglio, rispondere umilmente ai quattro cardinali, visto che il problema d'interpretazione l'ha creato lui con l'esortazione?

I grandi giornali lo ignorano, ma l’avvenimento è storico. L’esortazione apostolica Amoris laetitia di papa Francesco è stata pubblicamente messa in questione da quattro autorevoli cardinali. Un papa in odor di eresia già ce l'abbiamo.
Se i quattro cardinali andranno avanti, avremo un papa anche formalmente "eretico" (= che ha commesso gravi errori dottrinali).

http://www.corrispondenzaromana.it/cardinale-burke-un-atto-di-correzione-al-papa-e-possibile/

dott. G.I.

mario mancusi
mario mancusi
7 anni fa
Rispondi a  mario mancusi

grande dott g.i. condivido in pieno la tua analisi di malachia e le possibili conseguenze sul dubio, vorrei sottolineare che nel frattempo regis di anguera ha incontrato il cardinale burke in questi giorni.. perché…. ?? ti vorrei chiedere il petrus romano potrebbe essere il papa santo che aspettiamo insieme al grande monarca, segnerebbe nello stesso tempo la fine del papato come l'abbiamo visto fino ad oggi e l'inizio di un pontificato nuovo ?

Domenico
Domenico
7 anni fa
Rispondi a  mario mancusi

Davvero ottima analisi.
Il dubbio è che anche se a Papa Francesco corrispondesse il motto:

In psecutione. extre-
__ma S.R.E sedebit.

il successivo motto:

Petrus Romanus, qui
__pascet oves in mul-
__tis tribulationibus:
__quibus transactis ci-
__vitas septicollis di-
__rueter, & Iudex tre
__medus iudicabit po
__pulum suum. Finis.

corrisponda a 1 o più Papi non eretici che vivrebbero il periodo della Grande Tribolazione.
Lo scopriremo vivendo. Nel caso fosse solo 1 Papa mi aspetto un Papa piuttosto giovane per le ragioni dette altrove: si devono verificare ancora molti avvenimenti relativi a varie profezie di cui non si nutre un ragionevole dubbio sulla loro veridicità, se non sono approvate proprio ufficialmente.

Remox
Remox
7 anni fa
Rispondi a  mario mancusi

Dott.G.I. le obiezioni non sono solo sul "qui" ma anche sulla forma e struttura del motto diversa da tutti gli altri. Questi sono composti massimo da tre parole e senza punteggiatura.
Il "qui" citato nei tuoi esempi segue sempre un punto mobile,ma nel caso di Petrus Romanus segue invece una virgola. È proprio per grammatica e sintassi che è l'intera frase a dover essere considerata come un unicum. Il vlerla spezzare costringe a dover interpretare le due parti immaginando un significato nascosto. Per cui ribadisco che la diatriba nasce solo ed esclusivamente per una questione di impaginazione.
Non posso concordare nemmeno su Chacon. È infatti insostenibile credere alle affermazioni di Wion secondo le quali la profezia è rimasta sepolta negli archivi e questo per molte ragioni. La più importante è che i motti fino al 1590 (e non 1595) sono sviluppati ex post sulla base di una biografia dei pontefici che risale al 1557. L'ordine di successione è errato così come alcune informazioni biografiche ed araldiche.
Il testo del Chacon contiene meno errori (ma comunque li ha) ed è stato corretto più volte prim della sua pubblicazione nel 1630. Questo denota come nel '500 vi fossero delle conoscenze non propriamente esatte sulla successione dei papi (e antipapi) tipica di più autori.
Nessuno studioso serio crede veramente che sia stato San Malachia a scrivere la profezia per cui la questione vera è chi ha scritto la parte veramente profetica che inizia dal 1590.
Io una risposta ho provato a darla.
Perché, ripeto, di sicuro non è stato il monaco irlandese ne tantomeno un qualunque Santo medievale. Proprio come non è stato Gioacchino da Fiore (probabilmente) a dipingere il manoscritto dei papi.
Sull'eresia presunta di papa Francesco è meglio sorvolare… così come sulle indiscrezioni di gole profonde vaticane. La storia recente non ha proprio insegnato nulla?

anonimo
anonimo
7 anni fa
Rispondi a  mario mancusi

Grazie dott. G. I. !

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  mario mancusi

@ dott. G.I.

Esemplare !!

Videre Nec Videri

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  mario mancusi

Eccellente Remox, il dr Gi si arrampica sugli specchi e rischia di cadere sul rasoio di occam

Seneca

mario mancusi
mario mancusi
7 anni fa
Rispondi a  mario mancusi

non capisco perché se fossero vere le profezie di malachia, dio farebbe una lista di tutti i papi e poi a un certo punto dopo gloria olivae i futuri 2-3 papi non sarebbero nell'elenco ??a me questa ipotesi sembra fantasiosa?? è un'interpretazione come le altre , ripeto le profezie si capiscono sempre dopo, nessuno a mai interpreto nostrdamus prima, ma sempre dopo , basta considerare gli avvenimenti di garabandal previsti per il 2017 che invece saranno più avanti negli anni..

Remox
Remox
7 anni fa
Rispondi a  mario mancusi

E' vero Mario, si capiscono sempre dopo. Però qui il discorso è un altro, semplicemente un'analisi del testo sulla profezia finale. La profezia non l'ha scritta Dio. La prima parte è un falso storico (falso nel senso che non è profetica e non è di S.Malachia).
La seconda parte invece è profetica… ma chi l'ha scritta? E perchè? Io ho provato a dare delle risposte. Magari sbagliate, ma un senso ce l'hanno. E ricomprendono il fatto che il motto finale non sia un motto, ma una profezia estesa di un tempo, più che di un papa.
Personalmente, ma è una mia congettura, credo che ricomprenda tre papi di cui Francesco è il primo.

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  mario mancusi

Perche' tre? E' una congettura buttata li' a naso o fondata su qualche ragionamento?
dukefleed

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  mario mancusi

"Eccellente Remox, il dott. G.I. si arrampica sugli specchi e rischia di cadere sul rasoio di occam" (Seneca)

Non credo proprio che mi sia arrampicato sugli specchi. Il fatto è che non hai potuto replicare nulla nel merito.
Né ai motti terminanti con verbi al futuro, né al verbo che non è pleonastico o inutile, né alla traduzione di senso compiuto dei due paragrafi separati, né al chi sedebit, né a S.R.E. al genitivo…

"Il "qui" citato nei tuoi esempi segue sempre un punto mobile, ma nel caso di Petrus Romanus segue invece una virgola. È proprio per grammatica e sintassi che è l'intera frase a dover essere considerata come un unicum." (Remox)

La risposta a questa errata obiezione è già nel commento precedente.

Che cosa ho scritto nel comento precedente?

"Il "qui", pronome, non serve a congiungere, ma a reggere la nuova frase che si è aperta dopo la PAUSA BREVE della punteggiatura (sia essa una VIRGOLA o un punto mobile)."

Quindi, non fa alcuna differenza tra VIRGOLA o PUNTO MOBILE: sono entrambe PAUSE BREVI (seguite dalla minuscola).
Il PUNTO FERMO, invece è la pausa forte e vuole la maiuscola.

Come ho citato esempi con il "qui" dopo il punto mobile:

"Vrbanus. VII. qui fuit Archiepiscopus Rossanensis in Calabria, ubi manna colligitur."
"Innocentius. VIII. qui vocabatur Ioannes Baptista, et vixit in curia Alfonsi regis Siciliae."
"Clemens. VII. qui fuit Presbyter Cardinalis SS.XII Apostolorum, cuius insignia Crux."
"Gregorius. XI. qui vocabatur Petrus Belfortis, Cardinalis S.Mariae Novae."

Cito ora esempi (tratti dalla stessa profezia) con il "qui" dopo la virgola (è la stessa cosa):

"Senensis, qui fuit à Secretis Cardinalibus Capranico et Albergato."
"Venetus, qui fuit Commendatarius ecclesiae Cerviensis, et cardinalis tituli S.Marci."
"Antipapa, qui fuit Canonicus Barchinonensis."
"Farnesius, qui lilia pro insignibus gestat, et Card. fuit SS.Cosmae et Damiani."

“Nessuno studioso serio crede veramente che sia stato San Malachia a scrivere la profezia per cui la questione vera è chi ha scritto la parte veramente profetica che inizia dal 1590.” (Remox)

Riguardo all'autenticità della profezia riporto il giudizio di uno dei massimi esperti sulla Profezia di Malachia.
È uno studioso indiano, formatosi in teologia e medievalistica presso l’Università Pontificia Urbaniana, un uomo che da oltre venti anni studia la Profezia di Malachia sotto ogni suo aspetto: si chiama Schmiegel Maria (S. M.) Olaf, scrive sotto l’alias Olaf shom Kirtimukh, ed è l’autore di un romanzo profetico "La Vigilia dell’Eternità".

O.S.K.: «Il Lignum Vitae è un’enorme summa della storia dei benedettini in due tomi, che complessivamente superano 1500 pagine. Per quanto riguarda il fatto che le profezie di S. Malachia compaiano per la prima volta in forma stampata all’interno di questo libro, sono propenso a credere che siano semplicemente state riportate in buona fede da una copia manoscritta più o meno contemporanea. È vero, però, che analizzandolo ci si accorge che in alcune parti il testo sia stato contaminato dalla mano di un falsario poco abile. Ma Malachia è ritenuto profetico sulla base di tutti i motti avverati dopo il 1595, da più di 400 anni. I motti diventano sempre più esatti con il passare del tempo».

(continua…)

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  mario mancusi

«Le profezie in genere non vengono accettate dalla Chiesa perché sono ritenute un fenomeno da baraccone e poco scientifiche. Comunque una certa nondichiarata accettazione la Profezia di Malachia l’ha sempre avuta, quello che chiamerei un tacito ma triplice imprimatur. L’inquisizione non mise mai sia il Lignum Vitae che il testo malachiano in esso racchiuso nell’indice dei libri proibiti, sebbene la Profezia divenne celebre subito e fu stampata separatamente in migliaia di opuscoli. I superiori benedettini di Wion non ne proibirono la pubblicazione. In più, il domenicano Alfonso Ciacconius, che in seguito sarebbe giunto alla Casa Pontificia come il teologo ufficiale, mise il proprio nome e reputazione in gioco, offrendosi di interpretare i motti che si erano avverati fino al 1590».
«…gli stessi pontefici continuarono a vedersi rispecchiati nei rispettivi motti: fino a Pio XII, che lo rivendicava esplicitamente.».

E che dire di un papa moderno come Pio XII? Coloro che lo conobbero sembrano ancora, più di mezzo secolo dopo, commossi dalla sua figura, sempre descritta come, “ieratica”. Forse la persona più poliglotta e erudita che sia mai salita al soglio di Pietro, egli rivendicava il suo epiteto malachiano Pastor Angelicus senza equivoci. Recitò nei panni di se stesso in un eponimo film documentario, del 1942, diretto da Romolo Marcellini e Luis Trenker. Dello stesso anno sono due iscrizioni, apposte agli ingressi delle basiliche romane di Sant’Agnese e San Lorenzo fuori le Mura, dove si parla di Papa Pacelli come ‘l’angelico pastore’.

Dunque, profezia autentica di Malachia, anche se nelle vicissitudini secolari di quei pochi fogli manoscritti, alterata in alcune parti da un falsario cinquecentesco poco abile.

Nel suo libro, il teologo indiano si dice convinto di un'altra cosa molto importante:
"…è verosimile che a fargli vedere la Profezia sia stato un confratello che sapeva che lavorava da anni sulla storia dei benedettini. Quindi se di falso si tratta, il manoscritto che Wion vide già doveva esserlo."
Nella sua ingenuità Wion pubblicò un testo già manipolato a sua insaputa.

Bisogna leggere qui per capire, il discorso è lungo e complesso.
Cito qualche estratto.

Come molti anch’io avevo l’impressione che Lignum Vitae quasi non parlasse d’altro, ma prendendolo in visione fisicamente per la prima volta negli Archivi Vaticani di quel testo mi sono reso conto che la Profezia occupa 4 mere pagine delle 1588 complessive! Ne deriva un rapporto di circa 1:400. E, oltretutto, la Profezia non si trova nella sezione dove la si aspetterebbe, cioè nel primo tomo, sotto il ‘nono’ ramo del lignum vitae [= ‘albero della vita’ ovvero, nella metafora di Wion, la famiglia benedettina] dedicato specificamente al ‘Dono della Profezia’ dove sono sistemate le turgidi apocalissi di diversi santi tra cui Ildegarda, contemporanea di Malachia e, pure essa, vicina a San Bernardo.

(continua…)

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  mario mancusi

Il testo ascritto a Malachia si trova invece nel secondo tomo, a mo’ di appendice, sotto la voce su una diocesi, non però quella di Armagh, la primaria sede vescovile di Malachia, bensì quella di Down, a cui egli dovette co-optarsi, tardivamente, proprio per l’ammanco di arcivescovi confermati dal papa—mancanza a cui il futuro santo voleva porre rimedio durante il secondo viaggio a Roma. Wion omise il testo malachiano dal ramo riguardanti le profezia perché non era di tipo apocalittico?—probabilmente in quanto non è niente altro che una tediosa trafila che né ammonisce né affresca scenari raccapriccianti.

…fu proprio la premura monacale di Wion verso il volgo semianalfabeta, confuso da tanti cattivi maestri della Profezia, a fargli richiedere l’ausilio di una delle massime autorità di quel tempo, in materia araldica: Dom Alfonso Francisco Chacon
C’è da crederci quando Wion ci informa che della Profezia si vociferava già da ben prima di lui…

Ma, riguardo agli scritti di Malachia, dice chiaramente che non li cita perché non li ha visti. In quale forma avrebbe voluto vederli? Non olografa, di sicuro, dato che non l’ha pretesa per Bernardo. Wion vuole dire che non è riuscito a procurarsi copie stampate degli opuscoli di cui si dà credito a Malachia. Tranne uno solo, che, invece, ha visto. Stampato? No! Se egli stesso ci dice che lo stampava lui per la prima volta, perché ancora inedito!

Allora in che forma e in che modo ha visto Wion la famosa Profezia? L’ha inserita nella sua opera e perfino in una posizione inappropriata! Perché?
«Ma …perché non ha semplicemente riportato il testo e basta? Chi l’ha mai sentito che un testo mistico debba esordire con postille aggiunte? Casomai questo è un compito successivo che svolgono gli esegeti. Wion non ha potuto visionare le opere di Malachia nel modo consueto, cioè, andando in biblioteca. Avrà visto un manoscritto, cioè, qualcuno glielo avrà fatto vedere.»
Chi?
«Di certo non Chacon che l’ha trattato con tanta noncuranza! Inoltre, Chacon se vi avesse tenuto davvero invece di darlo a Wion l’avrebbe conservato per metterlo nella propria opera sul Papato per la quale, all’epoca del Lignum Vitae, aveva sicuramente già iniziato ad accumulare i dati!
Infatti, pur ritenendola autentica, Wion stesso non dà molta importanza alla Profezia. Lo dimostra, come ho già sottolineato, il modo asciutto in cui la presenta e il fatto che quand’anche essa divenne celebre e fu pubblicata da sola in vari paesi, Wion non tentò mai di trarne profitto né di rivendicare la scoperta del testo. Di fatto non fu lui a scoprirlo, o a scovarlo da qualche parte. Ricordate non disse ‘ho trovato’, ma ‘ho visto’! A questo punto è verosimile che a fargli vedere la Profezia sia stato un confratello che sapeva che lavorava da anni sulla storia dei benedettini. Quindi se di falso si tratta, IL MANOSCRITTO CHE WION VIDE GIÀ DOVEVA ESSERLO. Personalmente, non trovo un altro momento in cui un falso può far breccia nella nostra catena degli eventi.»

http://pdmdesk.blogspot.it/2015/03/la-profezia-di-malachia-le-verita_10.html

dott. G.I.

Remox
Remox
7 anni fa
Rispondi a  mario mancusi

I commenti che hai riportato di Schmiegel Maria (S. M.) Olaf confermano tutte le mie perplessità. Intendiamoci: io qui discuto solo l'attribuzione della profezia a S. Malachia. Non basta fidarsi della buona fede del Wion. Servono se non prove, almeno indizi. Qui non ci sono ne le prove, ne gli indizi. E' accettabile invece l'ipotesi che il Wion abbia visionato il documento tramite un altro benedettino, ma questa possibilità non contrasta con le mie valutazioni sull'origine della profezia. Anzi, potrebbe rafforzarle.
Mi sorprende che venga considerata l'ipotesi dell'intervento di un falsario. Non c'è alcun bisogno infatti di un falsario. E' sufficiente che l'autore sia vissuto nel '500 ed abbia voluto retrodatare la profezia per un suo scopo personale (legato alla profezia dei papi futuri). Per retrodatarla aveva bisogno di una biografia e con grandissima probabilità ha usato quella di Panvinio del 1557 visto che vi compaiono gli stessi errori, alcuni dei quali in un certo senso presenti anche nel testo (più volte rivisitato però prima della pubblicazione) del Chacon.
Tornando all'ultimo motto invece quando ho parlato della "," intendevo dire questo: il punto mobile è messo dopo i nomi dei papi, la virgola no. Questo vuol dire che Petrus Romanus non è da considerare come il nome del papa ultimo, ma come l'attributo di quel papa che siederà sul trono durante la persecuzione.
Infatti la profezia comincia col dire che vi sarà un'ultima persecuzione. E che Petrus vivrà fra molte tribolazioni le quali ovviamente sono tipiche di una persecuzione.
Per questo l'ipotesi più semplice, organica e credibile è che la seconda parte della profezia sia un'estensione della prima.

Torno un attimo invece su Aviso di Garabandalnews. La sua posizione si è radicalizzata con il passare del tempo. In diversi suoi commenti ha fatto capire che considera l'attuale papa un impostore. Ha suggerito di convertire il nome Bergoglio in codisce ASCII per ottenere il 666. Nel suo ultimo commento ha sostenuto che non possono esistere due papi insieme nemmeno se uno è emerito e che quindi uno è un impostore (indovina quale).
Vedrai che arriverà a dire, nella sua rivelazione del vero terzo segreto di Fatima, che papa Francesco è l'anticristo.
Per cui confermo quanto già detto. Il suo blog contiene informazioni interessanti, ma le sue posizioni personali sono irricevibili.

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  mario mancusi

"Intendiamoci: io qui discuto solo l'attribuzione della profezia a S. Malachia. Non basta fidarsi della buona fede del Wion. Servono se non prove, almeno indizi. Qui non ci sono ne le prove, ne gli indizi." (Remox)

Sulla profezia non ci sono prove schiaccianti per escludere sia di S. Malachia. Anzi.
Se hai letto (ma non credo) il dossier di Claudio Foti (nel link citato), quelli sono solo spunti tratti dal libro del teologo Olaf. Ma la questione è veramente molto complessa. Un vero intrigo rinascimentale.
Di indizi per attribuirla a S. Malachia ce ne sono molti, a cominciare dalla buona fede di Wion.
La buona fede di Wion non si può mettere in discussione.

Mentre di indizi che la facciano attribuire a Nostradamus non esistono. E ovviamente nemmeno prove.
Una cosa è certa: Nostradamus in tutta questa faccenda non c'entra nulla.

"Nessuno studioso serio crede veramente che sia stato San Malachia a scrivere la profezia per cui la questione vera è chi ha scritto la parte veramente profetica che inizia dal 1590." (Remox)

Esiste forse qualche studioso serio o anche poco serio, che l'attribuisca a Nostradamus?
Non è dare una risposta, attribuire ogni scritto profetico a Nostradamus.
Non c'è nessuno studioso che abbia mai solo pensato che la profezia di S. Malachia sia di Nostradamus. Se Olaf leggesse quello che hai scritto, probabilmente si metterebbe a ridere.

Mentre lo stesso Olaf, attualmente il massimo studioso vivente sulla questione, è convinto dai vari indizi che egli cita nel libro, che la profezia sia autentica e di San Malachia. E non è l'unico. Ci sono molti papi, tra cui Pio XII, il dottissimo Cornelio a Lapide (gesuita fiammingo, autore di ampi Commentari alla Sacra Scrittura, apprezzati anche dai protestanti), François Xavier de Feller, l'abate François Cucherat, ecc..

Noi dobbiamo partire sempre dalla premessa di Wion alla profezia.
Non si può eludere, perché è stato lui a pubblicare la profezia per primo.
Ma rimando al link, perché non posso nemmeno entrare in tema.

Io credo come Olaf che non si tratti di falsificazione (ossia di costruzione da zero di un falso), ma di contaminazione di un manoscritto originale (per manoscritto intendiamo tre o quattro fogli volanti al massimo) che però è arrivato nelle mani di Wion già adulterato (in parte) e quindi pubblicato come tale, senza che lui gli desse troppa importanza.

Per quanto mi riguarda, puoi tranquillamente continuare a credere che la profezia sia attribuibile a Nostradamus. Ma sappi che non ha alcun fondamento.

Hai detto che "nessuno studioso serio crede veramente che sia stato San Malachia a scrivere la profezia"; e ti ho citato alcuni famosi studiosi e papi. Forse non sono seri per te?

Pio XII rivendicava il suo epiteto malachiano "Pastor Angelicus" senza equivoci e arrivò a recitare nei panni di se stesso in un film documentario, del 1942, diretto da Romolo Marcellini e Luis Trenker, intitolato appunto "Pastor angelicus".
L’ho trovato, sta qui:
https://www.youtube.com/watch?v=l9pVFRSa3QI

Citami un solo studioso, anche non serio, che attribuisca la profezia a Nostradamus.
Tu solo l'hai scritto, inventando di sana pianta, per la sola ragione che Nostradamus scrisse profezie.

Il fatto si è svolto tutto in Italia, compresa la parziale adulterazione.
Come dice Olaf, il belga Wion viveva a Padova, lo spagnolo Chacon a Roma.
Tutto si è svolto tra queste due città. Nostradamus non c'entra nulla.

San Malachia invece c'entra, perché per tradizione è stata sempre attribuita al santo irlandese (almeno come probabilità c'entra).

(continua…)

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  mario mancusi

Hai scritto: "Io una risposta ho provato a darla."
Le risposte bisogna cercare di darle con un minimo di fondamento storico e critico.
Non si può inventare.

Secondo me nella fretta non hai letto il link che ho citato.
Le notizie che porta Olaf sono tantissime. Spesso sono difficili da comprendere per chi non abbia dedicato vent’anni di vita a studiare le vicende legate alla Profezia di Malachia.
Leggiti con molta attenzione il link citato (che riporta solo accenni) e capirai meglio.

Riguardo all'ultimo motto, anche qui, hai replicato due volte senza esito, e ora per la terza volta torni a replicare in maniera errata.
Ti ho detto che ho approfondito questa questione delle profezie di S. Malachia più di quanto tu non creda.
Se parlo è perché da anni la seguo ed è veramente intricata.

"Tornando all'ultimo motto invece quando ho parlato della "," intendevo dire questo: il punto mobile è messo dopo i nomi dei papi, la virgola no. Questo vuol dire che Petrus Romanus non è da considerare come il nome del papa ultimo, ma come l'attributo di quel papa che siederà sul trono durante la persecuzione." (Remox)

Per al terza volta sbagli.

Non è vero che dopo i motti dei papi ci sia sempre il punto mobile.
Generalmente, c'è il punto mobile (PAUSA BREVE), ma poiché anche la virgola è una PAUSA BREVE, troviamo anche la virgola: è indifferente, come ho detto.
Ripeto per l'ennesima volta che il PUNTO MOBILE è quantitativamente uguale alla VIRGOLA: entrambi pause brevi.

Per esempio, dopo i motti:

"Lupa Coelestina,"
"Comes Laurentius,"

c'è la VIRGOLA e non il punto mobile. Uguale!

Quindi, se anche "Petrus romanus," fosse considerato un motto, nessuna meraviglia se è seguito dalla VIRGOLA: sarebbe come i motti "Lupa Coelestina," e "Comes Laurentius,", entrambi seguiti da virgola. Con l'aggiunta di un breve commento al motto, perché l'ultimo e il più terribile per la Chiesa.

Come vedi, i sostenitori di questa tesi (dei paragrafi distinti) non sono degli sprovveduti. Hanno valutato bene tutte le cose. A me non interessa convincere alcuno, né dico che sia la tesi vera. Dico soltanto che non è una tesi stupida.

Su Aviso.
Se Aviso voleva continuare a criticare il Papato e il Papa, non si sarebbe convertito al Cattolicesimo da adulto. Sarebbe rimasto protestante.
Ha promesso obbedienza e sottomissione alla Chiesa cattolica e a Papa Francesco.
Tuttavia, continua sul blog a segnalare le incongruenze di Papa Francesco.

(continua…)

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  mario mancusi

Io voglio vedere quale presunto segreto di Fatima pubblicherà.
Conoscendo cosa legge e i siti che frequenta, posso prevedere che il segreto che pubblicherà sarà quello che ritroviamo nel libro del nostro Solideo Paolini, fatimologo italiano:
Solideo Paolini, «Non esiste» perché distrutto? Il "Quarto Segreto", l’antipapa massone e Fatima 2010. Pro manuscripto, primavera 2012, 132 pagine.

http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2012/06/segnalazione-libro-di-solideo-paolini.html
http://blog.messainlatino.it/2012/06/lultimo-libro-di-solideo-paolini-non.html

Un libro non in commercio, che va richiesto direttamente all'autore.

Voglio precisare che si tratta di un'ipotesi vecchia e conosciuta fin dai tempi del Concilio Vat. II, fin dall'elezione di Giovanni XXII (che assunse il nome di un antipapa), rispolverata con il papa attuale:
il Terzo Segreto di Fatima annuncerebbe l'elezione di un antipapa massone.

Estratti:
"…va ricordata l'affermazione di un alto prelato della curia romana, che captai anni fa …: la lettera in cui suor Lucia ha messo in guardia dal rischio di eleggere papa un massone. … Un altro prelato mi ha confermato che l'elezione di un massone era una preoccupazione di suor Lucia nota, da tempo, in Segreteria di Stato. In una monaca di clausura dove può essere stata presa questa preoccupazione? Non penso proprio gliene parlasse il confessore o la madre superiora…

Un altro prelato ancora, ammettendo l'esistenza dell'inedito in questione [parte non pubblicata del segreto] e negandone l'autenticità soprannaturale, alla mia domanda se comunque tale testo parlava di un antipapa ha risposto con un cenno affermativo e le parole: 'Vedi che già lo sai?'

Sembra che anche un Pontefice abbia detto espressamente qualcosa in tal senso. La fonte è un ecclesiastico e anche altri mi hanno testimoniato frasi consonanti (se dobbiamo prendere automaticamente per buono quanto riferisce il card. Bertone – [versione ufficiale] – la stessa presunzione di affidabilità varrà per le testimonianze convergenti di questi altri ecclesiastici…). A un Papa sarebbe stato chiesto da un vecchio amico perché non facesse lui la consacrazione della Russia. La risposta sarebbe stata: 'Non me la fanno fare! Se la faccio mi ammazzano. E se mi ammazzano ora, viene il Papa massone'. [p. 73-74]

Qui c'è una conferenza del dott. Paolini in cui spiega la tesi.
Un antipapa massone nel Terzo Segreto di Fatima
https://www.youtube.com/watch?v=JkFbqbDAMk8

“L’antipapa e i suoi collaboratori apostati saranno (come li chiama Suor Lucia) i partigiani del diavolo (os partidarios do demonio) "i quali lavoreranno per il male e non avranno paura di niente" (Suor Lucia, lettera del 29-5-1970.) Sono questi "partigiani del demonio" che costituiscono il "terzo delle stelle del cielo" precipitate sulla terra dalla coda del drago. Questi uomini che si nascondono come clero "Cattolico" sono in realtà membri segreti della setta e sono consacrati al demonio. Essi otterranno il controllo dell’apparato Vaticano e creeranno il "ramo" cattolico di una nuova religione ecumenica mondiale. La loro "chiesa" contraffatta sarà Cattolica solo di nome. Essa formerà la parte "Cattolica" della religione imposta e asservita dal Nuovo Ordine Mondiale. Il vero Cattolicesimo sarà considerato fuori legge, ed i fedeli Cattolici che rimarranno saldi nella loro vera fede, saranno soggetti alle più feroci "persecuzioni" che si siano mai viste nella storia.”
http://fatima.org/it/resources/cr74grande.asp

Ma questa è una mia previsione e posso sbagliarmi.

Dico che con i protestanti convertiti al cattolicesimo, c'è sempre da stare attenti, perché la loro formazione rimane sostanzialmente acattolica, se non anticattolica.

In ogni caso, aspettiamo, prima di giudicare.

dott. G.I.

Spring
Spring
7 anni fa
Rispondi a  mario mancusi

«A un Papa sarebbe stato chiesto da un vecchio amico perché non facesse lui la consacrazione della Russia. La risposta sarebbe stata: 'Non me la fanno fare! Se la faccio mi ammazzano. E se mi ammazzano ora, viene il Papa massone'. [p. 73-74]»

È curiosa sta cosa. Se per esempio Papa GPII avesse, di sua iniziativa, pronunciato inaspettatamente la parola Russia nella Consacrazione da lui fatta in Piazza S. Pietro, quindi "alterando" la versione ufficiale che tutti credevano sarebbe stata letta pubblicamente, che poteva accadere più? A quella Consacrazione è legata la conversione della Russia e il conseguente periodo di pace, non hanno mai parlato di intermezzi come un Papa massone.
A prescindere dal cecchino o hitman che sarebbe potuto intervenire solo a fatto compiuto.

=============

«Questi uomini che si nascondono come clero "Cattolico" sono in realtà membri segreti della setta e sono consacrati al demonio.»

Giusto per curiosità, qual'è e quant'è grande il potere di un consacrato che si vende al demonio? Inteso a livello soprannaturale.

indopama
indopama
7 anni fa
Rispondi a  mario mancusi

il soprannaturale dipende dal sopra e non da noi (non possiamo dargli una regola), poi il demonio e' sempre Dio nell'altra faccia della medaglia perche' la Creazione e' fatta per differenze.
non si muove foglia che Dio non voglia, noi scegliamo tra le opzioni che Dio ha scelto ma, come vedi con le profezie, si arriva sempre dove ha pensato Lui.
a noi non e' chiesto tanto il fare quanto l'essere, il prendere coscienza.

Remox
Remox
7 anni fa
Rispondi a  mario mancusi

Ho letto il link che hai pubblicato. Senz'altro interessante come lettura, ma di poco contenuto se si voleva dimostrare che fu S. Malachia a redigere la profezia. E' un buon romanzo, ma nulla più. Ci sono dei ragionamenti dell'autore su ciò che potrebbe essere, ma senza vere e proprio prove. Comunque ci sono alcune di queste considerazioni che mi hanno lasciato perplesso.
Quando dice che storicamente è possibile che vengano ritrovati manoscritti originali a distanza di secoli: è senz'altro possibile, un esempio è il Vaticinia Nostradami (per rimanere in tema). Ma è possibile anche che non avvenga o che si scopra un manoscritto che neghi l'autenticità dell'attribuzione a S.Malachia.

Quando dice che la profezia di S. Malachia è l'unica a riportare prima gli antipapi e poi i papi: in realtà anche nella biografia di Panvinio, proprio come in S. Malachia, sono riportati (per evidente errore) prima gli antipapi avignonesi e poi Urbano VI. Ce ne sono altre ancora, ma non voglio dilungarmi troppo.
Ripeto: lettura interessante, ma non risolve nulla, anzi.

Anche il fatto che alcuni papi hanno creduto alla profezia non risolve il problema dell'attribuzione. Senza documenti ufficiali semplicemente non si può. Per Benedetto XVI addirittura risalirebbe per via indiretta a San Filippo Neri.

Per quanto riguarda Nostradamus so bene di essere l'unico e probabilmente farò anche ridere…ma gli elementi ci sono.
Il XVI secolo pullula di questo tipo di pubblicazioni e Nostradamus se non il più famoso, è quantomeno uno dei più famosi. Le quartine ordinate dedicate al papato mostrano similitudini evidenti ad alcuni motti di S. Malachia e Nostradamus è morto nel 1566. Il Vaticinia Nostradami ugualmente mostra simili evidenze.

Il Wion è nato in Francia (oggi Lussemburgo) in quelle terre percorse dai pellegrini diretti a Roma dal Nord Europa seminate di abbazie benedettine. Vicino al suo luogo di nascita sorge ad esempio quella di Notre Dame di Orval.

Potrei continuare con altri piccoli indizi fino a Venezia…

Riguardo ai due motti con la "," invece che con il punto mi sembra evidente che sia un errore di stampa. Su oltre 100 motti solo due riportano la virgola.

L'intero manoscritto della profezia e la sua impaginazione suggeriscono a mio avviso senza troppi dubbi l'interpretazione originaria: ammettiamo pure che "in psecutione extrema S.R.E. sedebit." sia un motto (per quanto formalmente diverso dagli altri). Quel che segue allora ne è la spiegazione, impaginata diversamente da quelle dei primi motti, ma pur sempre spiegazione.
Nella persecuzione finale non possono infatti che esserci molte tribolazioni passate le quali: Roma distrutta e Giudizio.

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  mario mancusi

"Senz'altro interessante come lettura, ma di poco contenuto se si voleva dimostrare che fu S. Malachia a redigere la profezia. E' un buon romanzo, ma nulla più. Ci sono dei ragionamenti dell'autore su ciò che potrebbe essere, ma senza vere e proprio prove." (Remox)

Prove definitive non ce ne possono essere, perché altrimenti Olaf avrebbe scritto un saggio critico (se ne avesse trovate) e nessuno più oggi discuterebbe dell'attribuzione (nemmeno noi).
Invece, non avendone trovate, ha preferito scrivere un romanzo ("La Vigilia della Fine", edito da Fazi), perché in questo modo non solo ha reso più piacevole la lettura di un argomento intricatissimo, ma gli ha anche permesso di avanzare alcune ipotesi, che come studioso non avrebbe potuto fare liberamente.
Tuttavia, va precisato che tutto il romanzo (a parte la trama dei personaggi) non è frutto di invenzione o fantasia, ma si basa scrupolosamente sui suoi lunghi studi sulla profezia.
Un romanzo misterico, diverso da quelli di Dan Brown, perché in Dan Brown è quasi tutta invenzione; questo invece è tutto vero, un romanzo-verità, cioè è ricerca storica messa in forma romanzata.

Oltre all'attribuzione, concordo con Olaf su molte cose, soprattutto sull'intervento di un falsario cinquecentesco poco abile e sul fatto che il testo visto e pubblicato per la prima volta da Wion era già stato alterato senza che lui lo sapesse (buona fede di Wion).

http://www.latelanera.com/editoria/novita/libro.asp?id=9788864110820
https://fazieditore.it/wp-content/uploads/2015/04/LA%20VIGILIA%20DELLA%20FINE-Recensione-13003.pdf

Riguardo alla punteggiatura dei motti, più che di "errori di stampa", io parlerei di intercambiabilità funzionale dei segni d'interpunzione VIRGOLA/PUNTO MOBILE. Usare l'uno o l'altro era praticamente indifferente (entrambi pause brevi).
Infatti, se dopo "Petrus Romanus" noi trovassimo un PUNTO MOBILE, sarebbe la stessa cosa che la VIRGOLA.

Sull'interpretazione, apparentemente, ad una prima lettura, sembra che la "persecuzione ultima" sia la stessa delle "molte tribolazioni".

Ci sono però profezie (es. don Bosco, beata Elena Aiello) che parlano della prova finale come di una prova che coinvolge due papi unitamente: i due papi ultimi, legati da un'unica grande tribolazione (ultimi, cioè, fino al Castigo). Ne ho parlato sopra.

Le tribolazioni e persecuzioni iniziano col primo papa, il quale muore nel pieno di esse.
Eletto in fretta (dice don Bosco: tanto che la notizia della morte arriverà insieme alla notizia dell'elezione del nuovo papa) il secondo papa (secondo l'ipotesi: "Petrus Romanus"), le tribolazioni continuano fino al GRANDE CASTIGO. Sarà questo secondo papa che "governerà la nave nella tempesta". Il papa martire, come S. Pietro.

Quindi, pur essendo la "persecuzione estrema" una sola e la stessa, potrebbe coinvolgere due papi strettamente legati.
L'interpretazione ufficiale è quella di sempre, ma, tra le righe, potrebbe nascondersi un significato più sottile.

(continua…)

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  mario mancusi

Devo dire che mi ha molto colpito questo messaggio di Zaro che confesso non conoscevo:

"Egli ha un arduo compito da mandare avanti, dovrà riunire popoli e genti di ogni razza, dovrà preparare il popolo di Dio per l'ultima battaglia."

Questo messaggio mi fa molto pensare.

Il popolo di Dio è la Chiesa. Se il papa deve preparare la Chiesa per l'ULTIMA BATTAGLIA, vuol dire che lui, l'ultima battaglia non la vedrà. Sarà un altro papa (il suo successore) a combattere quest'ultima battaglia, finale.

Ma qual è "l'ultima battaglia"? L'ultima battaglia, per definizione, è quella dell'anticristo (o di UN anticristo).

Stando a Fatima, sarebbe l'ultima grande battaglia tra la Donna vestita di sole e il drago infernale con tutti i suoi servi (l'ultimo servo, un anticristo).

Curioso che don Livio Fanzaga abbia scritto proprio un libro dal titolo: "L'ultima battaglia", la vittoria di Gesù sul demonio.

"La presenza del demonio attraversa tutta la Bibbia. La storia dell’umanità comincia con la sua vittoria, che lo incorona principe di questo mondo, e termina con la sua sconfitta definitiva.
Mai come oggi, quando anche nella Chiesa non mancano quelli che negano la sua esistenza, il demonio È SUL PUNTO DI SOSTITUIRSI A DIO E DI CHIEDERE PER SÉ L’ADORAZIONE di un mondo immerso nelle tenebre della menzogna e della morte. La lunga presenza in mezzo a noi di Colei che, per divina disposizione, gli schiaccerà la testa, è il segno che viviamo tempi inediti di lotta e di tribolazione, che porteranno a una nuova umiliazione di satana e della sua volontà di rivincita."
http://www.edizpiemme.it/libri/lultima-battaglia

Anche questo messaggio di Zaro parla di un papa che prepara per la battaglia finale e di uno che la combatte (entrambi strettamente collegati). E la battaglia, dai segni, potrebbe scoppiare, cioè iniziare, proprio con Papa Francesco.

Anche ad Anguera c'è un messaggio simile:

3.832 – 11 giugno 2013
Cari figli, un successore di Pietro preparerà la Chiesa per la grande vittoria.

Qui siamo nel giugno 2013, quando Francesco era già papa. E "UN" successore, indicherebbe qualcuno dopo di lui.

Quindi, la fine non sarebbe lontana.

Aspetto con ansia il pronunciamento di mons. Lagnese.

dott. G.I.

Remox
Remox
7 anni fa
Rispondi a  mario mancusi

Rispondo in merito alla profezia di S. Malachia (per Zaro sposto la discussione nel post successivo):

Non trovo realistica l'ipotesi di un falsario cinquecentesco. Su quale documento avrebbe dovuto lavorare se poi di questo documento non esiste traccia? Non è complicato immaginare un falsario che, per non si sa quale motivo, va a modificare una profezia solo per la parte concernente il passato?
Non è più semplice immaginare che l'autore dell'intera profezia sia invece del '500 e che abbia voluto retrodatarla al Medioevo usufruendo di una biografia come quella del Panvinio?
Il fatto di retrodatare la profezia non è una cosa così originale. Per rimanere in tema l'insieme dei dipinti dei papi "Vaticinia de Summis Pontificibus" viene fatta risalire a diverse fonti fra cui Gioachino da Fiore.

Per quanto riguarda i papi della tribolazione non sappiamo il numero esatto. Cominciando con Francesco io credo possano essere tre. Secondo me il motto finale non va preso come un'indicazione del numero dei papi fino al Castigo.

Su Zaro ti rispondo nell'altro post.

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  mario mancusi

"Non è più semplice immaginare che l'autore dell'intera profezia sia invece del '500 e che abbia voluto retrodatarla al Medioevo usufruendo di una biografia come quella del Panvinio?" (Remox)

La cosa non è così semplice (l’ho già detto).

Gli storici hanno cercato di fare luce sulle circostanze in cui la profezia potrebbe essere stata redatta, ma ancora ad oggi non vi sono prove certe della sua falsità.
Data la mancanza del manoscritto originale, ma solo del testo stampato di Wion, l’autenticità della profezia di Malachia, venne messa subito in dubbio.

So bene che la tesi unanime, ribadita anche dall’ultima edizione dell’Enciclopedia Cattolica, afferma che il manoscritto sia un falso storico, redatto nella seconda metà del XVI secolo.

In realtà, per essere più corretti, avrebbero dovuto sostenere che l'autore della profezia è per ora incerto (in attesa di nuove prove), ma le profezie restano valide.

A volte le sintesi descrittive dei vari pontefici sono impressionanti. Ad esempio, Lucio II, che di cognome faceva Caccianemici, è indicato con il motto "Inimicus expulsus" ("Il nemico cacciato"). Oppure Innocenzo VII, denominato "De meliore sydere" ("Della stella migliore"), si chiamava Cosma Migliorati ed aveva un astro nel suo stemma. O ancora, di Pio III – al secolo Francesco Todeschini Piccolomini- viene scritto "De parvo homine" ("Del piccolo uomo").

Ma – si può obiettare – sono tutti papi antecedenti a quella fatidica data, il 1590, nella quale avrebbe operato il falsario. Vero. Eppure, anche per i pontefici dei secoli successivi non mancano coincidenze suggestive. Pensiamo al motto "Montium Custos"("Custode di monti") per Alessandro VII (1655-1667) sul cui stemma campeggiavano sei monti protetti da una stella. Altro caso singolare, Clemente XIV ( 1769-1799): "Ursus velox" ("Orso veloce"), si legge nel manoscritto, e un orso che corre compariva in effetti nel suo stemma.

Fu Wion ad attribuire la lista a san Malachia, spiegando che la profezia era già conosciuta da molti e che lui si limitava a trascriverla in modo che tutti potessero leggerla.
Dalla sua premessa:

"… Si tramanda che egli [San Malachia] abbia scritto pure alcuni opuscoli, dei quali fino ad ora non vidi nulla, eccetto una certa profezia sui Sommi Pontefici, la quale, poiché è breve e (per quello che so) non ancora stampata e da molti desiderata, qui da me è inserita."

Fu pubblicata nel 1595, ma come dice Wion, essa era già conosciuta da tempo ed era "A MULTIS DESIDERATA" ("desiderata da molti") .
Se Wion fu il primo a stamparla, come era potuta circolare prima del 1595 ed essere conosciuta?
Sicuramente erano circolate tra ecclesiastici alcune trascrizioni manoscritte (essendo la profezia breve).
Infatti, quando Wion dice che era desiderata da molti, i "molti" non sono certo il popolo o la gente comune (la stampa era ancora “in cuna”), ma i religiosi e gli uomini di Chiesa a cui è rivolto il Lignum Vitae. Perciò egli decise di pubblicare il testo, pensando di esaudire questo desiderio dei suoi confratelli monaci.

Quindi, come sostiene Olaf, Wion, in perfetta buona fede, ha riportato i motti da una copia manoscritta contemporanea (del XVI sec.), ma che purtroppo era già stata contaminata dalla mano di un falsario poco abile. Olaf sostiene che a mostrare a Wion questa copia alterata deve essere stato con tutta probabilità un suo confratello benedettino, perché queste copie non erano in mano alla gente comune, ma solo a bibliotecari o a persone dotte, ossia religiosi. L'alterazione è avvenuta solo in alcune parti, ma non sappiamo con quale finalità.

(continua…)

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  mario mancusi

Fino al 2015, molti studiosi, a partire da Menestrier, hanno avanzato la solita ipotesi che il documento sia stato preparato (senza essere utilizzato) in occasione del conclave del 1590.

Alcuni hanno suggerito che sia stata realizzata dal falsario umbro Alfonso Ceccarelli attorno al 1590, il quale aveva rapporti con i familiari di Simoncelli.

Il fatto è che la profezia contiene anche motti di antipapi e come dice Olaf:

"Nessun falsario avrebbe osato tanto, tanto meno se voleva o doveva per conto di terzi suggestionare un conclave di fine ’500, giacché gli antipapi erano oramai figure storiche obsolete da oltre un secolo e mezzo: li avrebbe lasciati nel dimenticatoio."

Il problema fondamentale di questa teoria è che Ceccarelli pagò care le sue nefandezze: condannato a morte, fu decapitato il 9 luglio del 1583, cioè, più di 7 anni prima del conclave per cui avrebbe dovuto comporre la falsa Profezia!

Se fosse stato Ceccarelli, occorrerebbe ipotizzare (come dice anche Wikipedia) che il manoscritto trascritto da Wion abbia avuto almeno due grosse manipolazioni. Una prima redazione sarebbe stata predisposta ma non utilizzata da Ceccarelli in data anteriore al 1583, cioè nel clima di attesa sulla malattia e la morte del papa Gregorio XIII (papa dal 1572 al 1585). Il testo di Ceccarelli, poi, sarebbe stato adattato da parte di altre persone in previsione o in occasione dei conclavi successivi.

E stiamo parlando sempre di redazioni manoscritte, perché la prima copia a stampa è di Wion del 1595. A Wion potrebbe essere capitato nelle mani (mostratagli da un confratello), una di queste redazioni manoscritte alterate, che lui poi ignaro ha pubblicato.

Ma dicevo che nel 2015 sono uscite delle cose nuove, un carteggio (che Olaf non ha potuto inserire nel suo libro del 2001).

Perciò ho detto che la faccenda non è così semplice, anzi è molto intricata e la mano di qualche falsario ci deve essere stata per forza.
Un articolo accademico del 2015 riporta un carteggio di un nipote del cardinale Giovanni Gerolamo Albani, che prova senza ombra di dubbio che le profezie di Malachia esistevano già nel 1587, nella stessa forma pubblicata da Wion.

(continua…)

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  mario mancusi

L'articolo si intitola:
"Profezia e alchimia alla corte di Gregorio XIII e Sisto V: un carteggio…"
https://www.academia.edu/20929069/Profezia_e_alchimia_alla_corte_di_Gregorio_XIII_e_Sisto_V_un_carteggio_dallAccademia_Carrara_di_Bergamo_Aevum_89.3_2015_

Wikipedia se la cava così:

"In un articolo del 2015 si riporta un carteggio di un nipote del cardinale Giovanni Gerolamo Albani, grazie al quale si ha prova di come profezie di Malachia esistevano già nel 1587, nella stessa forma pubblicata da Wion. Dato che il motto del 73º papa, Sisto V (1585-1590), è una descrizione del suo stemma, nell'opinione generale degli studiosi è stato scritto ex-post e perciò il testo avrebbe trovato la sua forma finale nel biennio 1585-1587 in previsione del successivo conclave. Nel carteggio Albani alcuni familiari del cardinale si mostrano convinti che il motto "De rore coeli" annunci la futura elezione del loro protettore, collegando il nome Albani, da cui "alba", alla rugiada (ros, roris) in quanto tipico fenomeno mattutino. Il cardinale, infatti, era stato uno dei candidati più votati nel conclave del 1585, mantenendo quindi alcune effettive chance di elezione."

Ma non c'è solo questo.

C'è una notizia importantissima.
Per alimentare le speranze degli Albani, in una lettera del giugno 1587, Cattaneo cita alcune profezie antiche, tra cui quella di San Malachia e afferma, tra le altre cose, che essa contiene una lista di "più di 200 papi".
Ora, non si sa come Maurizio Cattaneo (il segretario del cardinale Albani dal 1560) avesse tra le mani, già nel 1587, una versione più lunga di quella di Wion, ma non può trattarsi di approssimazione, perché tra 112 motti e "più di 200" c'è una bella differenza. Avrebbe detto: "più di 100 papi".
Sta di fatto che nel 1587, Cattaneo disponeva di una lista più lunga di quella pubblicata da Wion.

Alterazione significa anche questo: sopprimere alcuni motti in modo che tutto l'ordine salti e ci sia confusione.
Vedrai che col tempo, a poco a poco, la verità verrà fuori.

dott. G.I.

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  mario mancusi

Lettera del giugno 1587:

"Io dico bene a V(ostra) S(ignoria) che ci sono di boni riscontri per noi, ma due gli ne voglio dire, che son profetie non moderne ma antiche; la prima di Malachia che contiene piu di 200 papi che dice De rore coeli che si applica mirabilmente al nostro, et la passata diceva: Axis in medietate signi, et quella che seguira` dopo Rore coeli: Ex antiquitate urbis. Et un’altra del Beato Palmerio ch’e` una rosa con 16 papi cominciando da Marcello II ma non segue per ordine ma balza da capo a piedi et per traverso onde bisogna considerar solo le parole a chi si possono applicare. Alcuni vogliono che sia una profetia che dice: Aquila a turri progrediens plantabit coronam suam in Vaticanum, et l’attribuiscono a Verona che porta l’Aquila sola per insegna. Ma io ne ho trovata un’altra piu` applicabile al nostro che dice: Auspitio stellarum leo felici cursu sub pallio divi Petri sedebit in quo malos ense mpercutiens multifariam, stella eius ecclipsabit. Porta il leone et ha una stella et l’ecclipsabit denota brevi spatio. Non pare a V(ostra) S(ignoria) che queste siano significanti per noi? onde la speranza non e` morta ma viva, et lassaremo far al S(ignore) Dio."

Tre conseguenze, minimo:

1)
"…Cattaneo indica come autore del vaticinio il medesimo san Malachia…"

A quel tempo, e in mezzo a chissà quali manovre e imbrogli di palazzo per favorire uno o un altro, già si aveva la consapevolezza che la profezia (letta da pochi per vie esclusivamente manoscritte), fosse di San Malachia. Ovviamente, ognuno cercava di volgerla a vantaggio del proprio signore.

2)
"La lettera afferma che la profezia si compone di una lista di «più di 200 papi». Non è dato sapere se Cattaneo avesse fra le mani una versione più lunga rispetto a quella di Wion…"

"Non è possibile sapere se il copioso elenco, che Cattaneo possedeva manoscritto o che aveva avuto modo di consultare, corrispondesse in toto al testo dato alle stampe da Wion…"

Probabilmente la lista manoscritta originaria era più lunga di quella attuale o comunque leggermente diversa e ciò spiegherebbe tante discrepanze, sopratutto per l'inserimento degli antipapi.

3)
"La lettera dimostra però come sia impossibile che la profezia sia stata scritta in funzione d’influenzare il secondo conclave del 1590, dato che il nuovo termine ante quem è il giugno del 1587."

Crolla miseramente la tesi di Ménestrier e di tutti i critici secondo cui i versi sarebbero stati redatti per favorire il cardinale Girolamo Simoncelli (1522-1605) in occasione del secondo conclave del 1590.

"In ogni caso la lettera sconfessa la lezione comunemente accettata circa la data e i motivi di redazione delle Profezie di Malachia."

Questa nuova scoperta condorda in pieno con la tesi espressa nel 2001 da Olaf.
Il falsario ci fu per forza e potè anche essere solo un contaminatore che ricopiò i motti omettendone alcuni.
Mi pare sia abbastanza per iniziare a dubitare dei critici o della tesi della retrodatazione.

dott. G.I.

Remox
Remox
7 anni fa
Rispondi a  mario mancusi

Molto interessante questa lettera, però le conclusioni sono un po' affrettate. Da come scrive Cattaneo non sembra che lui l'abbia visionata personalmente, ma che gli sia stata riportata. Il fatto che contenga più di 200 papi presuppone due cose: o gli è stata data un'informazione sbagliata, oppure parliamo di profezie diverse. Come può S. Malachia aver scritto una profezia con oltre 200 papi se in tutto ad oggi sono 266? Bisognerebbe retrodatarla di molti secoli rispetto a S. Malachia.
Inoltre rimane sempre il punto fondamentale dell'ordine sbagliato della sequenza fra papi e antipapi.
Panvinio pubblica la sua biografia nel 1557, 30 anni prima di questa lettera. Perchè mai un falsario avrebbe dovuto modificare in questo modo il testo originale eliminando più di 80 papi?

Io non ho mai accettato le teorie che dicono che la profezia fu scritta per influenzare i conclavi. Allo stesso modo reputo inverosimile l'ipotesi del falsario e quella che a scriverla sia stato il monaco irlandese.
La lettera del Cattaneo ci dimostra che si parlava di questa profezia qualche anno prima della sua pubblicazione il che coincide con la mia teoria che la vera cesura fra papi ex post e papi ex ante non è il 1595, ma il 1590.
Ci dimostra che era attribuita a S. Malachia, ma non che fosse stato lui a scriverla.
Ma soprattutto ci dimostra che è, molto probabilmente, un testo del '500.

In sostanza per mantenere l'attribuzione ipotetica a S.Malachia bisogna escludere la presenza di ulteriori 88 motti e considerare che sia un errore.

Remox
Remox
7 anni fa
Rispondi a  mario mancusi

Concludo con una nota di colore: gli Albani riuscirono poi ad ottenere un papato, ma solo nel 1700. Clemente XI è un raro esempio di papa citato nelle quartine di Nostradamus del passato (la 546), dove rispetto al tempo moderno è dedicata meno attenzione alla Chiesa.

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  mario mancusi

"Il fatto che contenga più di 200 papi presuppone due cose: o gli è stata data un'informazione sbagliata, oppure parliamo di profezie diverse." (Remox)

Né informazione sbagliata, né profezie diverse, ma la medesima profezia attribuita a San Malachia (da lui, Cattaneo e dai contemporanei).

Infatti, Cattaneo, nella lettera, infila l'ordine di tre motti come risulta dalla pubblicazione di Wion, citandoli esattamente:

Axis in medietate signi
De rore coeli
Ex antiquitate Urbis

Quindi, non c'è il minimo dubbio che si tratti della stessa profezia che leggiamo noi, tramite Wion. Non può trattarsi di una coincidenza: sono ben tre motti, nell'ordine. È la stessa profezia, non profezie diverse.

Lorenzo Comensoli Antonini, l’autore dell’articolo, afferma che l'espressione «più di 200 papi» sia un'iperbole, un'approssimazione del Cattaneo. Tuttavia, ciò non significa che egli avesse o leggesse una profezia simile a quella pervenutaci tramite Wion, ma comunque "una lista più numerosa". Quanto più numerosa non possiamo sapere. Più numerosa, però, non riguardo i papi prima di San Malachia, ma per quelli futuri.

"Il dato sulla quantità è però un dettaglio importante, perché prova come Cattaneo nel 1587 disponesse di una lista molto numerosa, e non solo dei tre versi ch’egli cita e su cui ragiona. Inoltre, i motti trascritti nella lettera seguono la stessa successione della versione a stampa del 1595. E` detto infatti che al nostro, cioè all’Albani, corrisponde De rore coeli, preceduto da Axis in medietate signi e seguito da Ex antiquitate urbis. Ne deduciamo che Axis in medietate signi si riferisce nella lettera al papa regnante nel 1587, cioè a Sisto V. La medesima corrispondenza con Sisto V è spiegata da Wion… Il motto De rore coeli era quindi nel 1587 ancora libero e prefigurava il successore di Sisto V. Perché Cattaneo vi legge l’Albani? Probabilmente collegava ‘‘Albani’’, dunque ‘‘alba’’, a ‘‘rore’’, cioe` alla rugiada, in quanto fenomeno tipicamente mattutino."

"La lettera del Cattaneo ci dimostra che si parlava di questa profezia qualche anno prima della sua pubblicazione il che coincide con la mia teoria che la vera cesura fra papi ex post e papi ex ante non è il 1595, ma il 1590." (Remox)

Non solo si parlava della profezia, ma la si leggeva come la leggiamo noi oggi, nello stesso ordine.
Il 1590 non può essere.
Lo spiega l'articolo.

"Al contrario, le allusioni dei motti a partire da De rore coeli – che la lettera del 1587 prova essere stato coniato per un papa futuro – sono molto vaghe. Dato che lista citata nel carteggio di Bergamo era lunga almeno quanto quella pubblicata da Wion e cominciava anch’essa coi papi del XII secolo, perché Cattaneo indica come autore del vaticinio il medesimo san Malachia, è altamente probabile, se non certo, che i motti prima di De rore coeli del testo del 1587 fossero gli stessi stampati nel Lignum vitae. E' infatti difficile immaginarsi una versione alternativa tanto lunga che contenesse facili rimandi ai papi da Celestino II a Sisto V. Per i motti posteriori, invece, nulla è certo, anche se l’accenno nella lettera a una lista con più di 200 nomi attesta come già nel 1587 comparissero numerosi motti riferiti ai futuri pontefici."

(continua…)

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  mario mancusi

Quindi, i motti prima di "De rore coeli" sono più o meno identici a quelli pubblicati da Wion; i motti posteriori, più numerosi di quelli di Wion. Infatti, è proprio l'interpretazione di questi motti posteriori ad essere difficilmente calzante. Evidentemente qualche motto è sparito, ma ovviamente non 88 motti.

Scrive Lorenzo Comensoli Antonini:
"In ogni caso la lettera sconfessa la lezione comunemente accettata circa la data e i motivi di redazione delle Profezie di Malachia. [cioè il 1590]"

Ad oggi, con questa scoperta, la cesura è l'anno 1587, sotto Sisto V (= Axis in medietate signi). Infatti, la lettera del 1587 prova che il motto "De rore coeli" era stato coniato per un papa futuro, come scrive l'autore dell'articolo.
Ma eventuali altre scoperte potrebbero spostare nuovamente la cesura. Olaf, per esempio, ritiene che la profezia sia ricomparsa (sempre in forma manoscritta) nella prima metà del cinquecento, per subire un nuovo occultamento di circa 60 anni.

"La lettera dimostra però come sia impossibile che la profezia sia stata scritta in funzione d’influenzare il secondo conclave del 1590, dato che il nuovo termine ante quem è il giugno del 1587. Se si ipotizza una redazione nei primi anni del pontificato di Sisto V, il motto riferito al futuro papa al momento della composizione del vaticinio è De rore coeli non Ex antiquitate urbis…"

Insomma:
prima di questa scoperta, si credeva che i motti scritti ex post (conoscendo già i papi) erano tutti quelli precedenti "Ex antiquitate urbis" (che si diceva coniato per Simoncelli);

dopo questa scoperta, i motti scritti ex post sarebbero tutti quelli precedenti "De rore coeli".

Infatti, il motto "De rore coeli" da Wion-Chacon è applicato a Urbano VII ("arcivescovo di Rossano, cittadina nelle cui campagne si raccoglie la manna"); mentre Cattaneo lo vedrebbe ben applicato al cardinale Albani. Ciò prova che il motto era stato coniato per un papa futuro.

Ad oggi. Ma le cose possono cambiare facilmente (basta una semplice lettera…).

dott. G.I.

Remox
Remox
7 anni fa
Rispondi a  mario mancusi

Quando parlo di cesura al 1590 intendo dire che secondo la mia opinione, e tu sai qual'è, chi ha scritto la profezia arriva fino ai conclavi del 1590 nella conoscenza diretta dei papi. Gregorio XIII, Sisto V e Urbano VII erano infatti contemporanei secondo me all'autore della profezia.
"Ex antiquitate urbis" ad esempio ha dato problemi nell'interpretazione, ma io l'ho interpretato in modo molto semplice con un gioco di parole. Questo motto secondo me è il primo di quelli totalmente profetici.
Il discorso degli 88 papi secondo me non si pone proprio. Non li puoi inserire nella lista "del futuro" per ovvie ragioni, ma anche solo alcuni di questi non li puoi inserire perchè modificherebbero tutta la sequenza che ben si adatta a come poi si sono succeduti i papi.
D'altronde se la metti prima di Celestino II addio attribuzione a San Malachia.

Anche con il Vaticinia Nostradami è accaduto qualcosa di simile. Il documento è stato preparato con l'indicazione di donarlo al cardinale Maffeo Barberini, che poi sarebbe divenuto papa Urbano VIII, il primo della lista di questo manoscritto.

Come dici tu le cose possono cambiare con una semplice lettera, ma non per forza nel senso che vogliamo.

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  mario mancusi

Secondo me, non sarebbe del tutto errato usare per i motti malachiani, lo stesso metodo suggerito dalla lettera del Cattaneo per le profezie del beato Palmerio:

"… Et un’altra del Beato Palmerio ch’è una rosa con 16 papi cominciando da Marcello II ma non segue per ordine ma balza da capo a piedi et per traverso onde bisogna considerar solo le parole a chi si possono applicare."

Considerare i motti non nell'ordine in cui si trovano, ma in sé, nel loro significato intrinseco, e cercare a chi possano applicarsi tra i vari pontefici.

Per esempio, qualche interprete ritiene che sia sbagliato inserire nella lista di San Malachia anche gli antipapi.

"È da tener per fermo che San Malachia fissò i 112 motti per 112 Papi, e per nessun antipapa, altrimenti lo avrebbe detto chiaramente e si sarebbe espresso in maniera diversa."

Un motivo non da poco:

"Nell'elenco dei Papi gli antipapa non vanno inclusi, perché non c'entrano; ed è per tal motivo che (per fare un esempio vicino a noi) Papa Giovanni XXIII prese il numero «XXIII» nonostante che già ci fosse stato un antipapa Giovanni XXIII: quell'antipapa non conta nelle serie dei Giovanni, è come se mai fosse esistito, e pertanto è assurdo attriburgli un motto di S. Malachia: … se non c'è, si passa avanti!"

Infatti, nella lista noi ritroveremmo sia l'antipapa Giovanni XXIII (cervus sirenae), sia il papa Giovanni XXIII (pastor & nauta). Ma nella numerazione dei papi, chi è il vero "XXIII"? Dovrebbe essere solo il papa, non l'antipapa. Eppure, col metodo attuale, noi li consideriamo entrambi.

"Di conseguenza scalando gli antipapa nell'attribuzione dei motti, viene a sconvolgersi certa attribuzione classica: Pio XII non sarà più il Pastor Angelicus, ma il Peregrinus Apostolicus, mentre Paolo VI non è più il Flos Florum, bensì il Canis et Coluber!…"

http://www.salpan.org/ARTICOLI/Malachia.htm

Ovviamente, lo trovo poco attendibile, in quanto le corrispondenze saltano e non vengono nemmeno spiegate.

Tuttavia fa pensare, se non sia più conveniente adottare il metodo suddetto dal Cattaneo: astrarre ciascun motto dall'ordine in cui si trova e vedere a quale pontefice si addica meglio.

dott. G.I.

il Nibbio
il Nibbio
7 anni fa

L'immagine della bestia del Battistero di Padova è estremamente suggestiva!

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  il Nibbio

già, delle sette teste della bestia, quelle tre teste con una coppia di mitre ciascuna, fanno molto pensare…
Yokupoku

Anonimo
Anonimo
7 anni fa

Condivido l'esegesi remoxiana. In persecutione…sedebit non ha alcun senso compiuto. Chi sedebit? Cos'è un enigma, o che cosa? ma questo è un elenco di Papi, non un indovinello. Dott. Gi, hai dimenticato il rasoio di Occam nel cassetto. SRE al nominativo? peggio, ancor più insensato…Ho pensato anch'io che significasse altro, ma poi ho impugnato il rasoio francescano e ho capito…

Seneca

Anonimo
Anonimo
7 anni fa

Aggiungo: perché usare il verbo? avrebbe dovuto dire Religione perseguitata; sedebit è pleonastico, inutile. Solo la lettura totale del testo ha un senso, come ha un senso il nome "estremo" del papa, Pietro e il suo motto, ancora una volta legato alla sua origine, "Romanus". Poi possiamo discutere se c'è una soluzione di continuità fra BXVI e Pietro Romano, ma se c'è convivenza non c'è salto…

Seneca

il nibbio
il nibbio
7 anni fa

Dott. GI Remox…

cosa ne pensate dell'immagine della bestia del battistero di padova?

curiosa la doppia mitria da benedetto xvi in poi…

Anonimo
Anonimo
7 anni fa

Ho letto e riletto quanto avete scritto: molto interessante. Ritornando all'acronimo latino S.R.E. – che tradizionalmente si riferisce alla Chiesa – potrebbe questo acronimo invece rovesciare il proprio significato? Mi spiego meglio: può contenere un messaggio "scandaloso" vista la sequenza dei papi, in pratica potrebbe contenere un qualcosa che possa riguardare il tentativo massonico di conquista?

Può SRE riguardare le parole latine del tipo: "sacrilegio" – "satana" – "rivoluzione" (inteso come seditio) – "re" (come riferito da Anguera) – "eletto" (in latino electus)…insomma potrebbe avere significati diversi e molto più profondi, ma vista la visione il profeta ha deciso di non interferire con la divina volontà.

Nulla è da escludere a priori.
Lancio il sasso e attendo,
saluti Lidia.

Dottor Manhattan
Dottor Manhattan
7 anni fa

Mi fa piacere vedere che dal mio post, un po provocatorio diciamo, sia nata una bella discussione. Mi voglio soffermare su una piccola particolarità. Ho introdotto la discussione mettendo l'accento sul punto fermo dopo sedebit. Però c'è un punto fermo anche dopo p_secutione. Perchè una pausa leggera dopo persecutione? Per farci riflettere sulle due parole precedute dalla pausa. Quindi, in questo senso, a mio avviso, In persecutione si configura come motto (come facevano notare sopra) quindi fondamentalmente soggetto, e allo stesso tempo come complemento di stato in luogo. Questa è la grandezza della frase.

Provoco ancora: e se S.R.E. non fosse al genitivo? S.R.E sta per Sancta Romana Ecclesia. Il fatto che noi lo trasformiamo in genitivo è una scelta nostra personale, basata sul significato del testo, ma potrebbe benissimo essere al nominativo. In più, il verbo sedeo in latino ha tanti significati (certamente il principale è sedere) quali rimanere, discendere, tenere, restare, sostare ecc. Questo per dire che la frase In p_secutione. estrema S.R.E. sedebit. potrebbe avere molti più significati di quanto l'apparenza non ci possa far sospettare.

Dottor Manhattan
Dottor Manhattan
7 anni fa
Rispondi a  Dottor Manhattan

*Mi scuso per i più sensibili alla grammatica. Naturalmente formalmente una parola non può essere contemporaneamente soggetto e complemento del verbo che predica l'azione del soggetto stesso. Però concedetemi questa piccola licenza poetica, o meglio, concedetela al San Malachia o chi per lui, la frase lo consente appieno a livello di significato.

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  Dottor Manhattan

Ripeto a tutte e a tutti: usate il rasoio del grande francescano! ("Non sunt moltiplicanda entia sine necessitate"). La contrazione è normale in tutti i testi antichi (anche non medievali) tant'è che anche tremendus è contratto in tremedus. SRE e altri svisceramenti: no, l'interpretazione più semplice è sempre la più corretta. SRE non è una scelta nostra personale, il mio bisnonno ha pubblicato in passato il lexicon abbreviaturarum, in italiano e in tedesco, dove leggi che tutte le volte che è usato quell'acronimo il suo significato è sempre Sanctae Romanae Ecclesiae. L'autore della profezia non è un enigmista, è un bravo cattolico che ha ricevuto un soffio dallo Spirito che soffia dove vuole (anche sulla testa di un non credente).

Seneca

Seneca

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  Dottor Manhattan

errata moltiplicanda corrige multiplicanda

Seneca

Anonimo
Anonimo
7 anni fa

Vorrei ancora richiamare l'attenzione su questo

http://frame.bloglovin.com/?post=5281175237&blog=3119024&frame_type=none

dunque secondo questo affresco del 1375 presente nel battistero di Padova la bestia è la Chiesa e le teste della bestia iniziano da Giovanni XXIII- Notate anche la doppia mitra da BXVI in poi…interessante…

Seneca

mario mancusi
mario mancusi
7 anni fa
Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  mario mancusi

Eccellente Mario, ancora una volta la spiegazione più semplice è quella giusta. D'altra parte che Giovanni XXIII o Paolo VI fossero teste della bestia mi suonava assurdo. Grazie.

Seneca

Domenico
Domenico
7 anni fa
Rispondi a  mario mancusi

Per cui quel dipinto si riferisce al periodo della sede avignonese del Papato, le sette teste sono sette Papi francesi più gli antipapi eletti invalidamente al tempo.
Ad ogni tempo la sua suggestione di imminente fine del Mondo, Bestia della terra e del mare, Drago, venuta dell'Anticristo e sconfitta definitiva di esso.

Bisogna stare alle profezie relative ad apparizioni approvate dalla Chiesa o certe perchè in linea con quelle approvate e tenuto conto dei frutti e della condotta dei veggenti e non a chiacchiere che girano in rete. In rete si chiacchiera in libertà, si vede che taluni si divertono così a spacciare per buone( non usano il condizionale nell'esposizione delle loro teorie ma trasmettono fallace certezza di aver scoperto l'arcano) delle infondate previsioni del futuro della Chiesa.

A mio parere quel Petrus Romanus potrebbe riguardare più Papi che regneranno durante la Grande Tribolazione imminente, ma potrebbe essere anche uno solo, ma dopo Papa Francesco, altrimenti si va contro altre profezie come quelle di Anguera, e ciò non può essere vero.
Se Papa Francesco vivesse solo un altro anno come si legge di là, mi aspetterei il Petrus Romanus regnare per un bel pò di anni prima di fuggire da _Roma, altrimenti non mi spiego come farebbero a verificarsi in troppi pochi anni tutti gli eventi profetizzati ad Anguera (che è la rivelazione più dettagliata che ci sia) ma anche in altre.
Questo il mio pensiero, solo un pensiero senza ammantarlo di quasi certezza o certezza.
Come ben dici dobbiamo vedere i fatti come evolveranno a poco a poco, le profezie si dispiegheranno compiutamente solo a fatti accaduti.

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  mario mancusi

Bene Domenico, Equilibrato e ragionevole

Seneca

Il Nibbio
Il Nibbio
7 anni fa
Rispondi a  mario mancusi

Non mi convince fino in fondo.

Perché l'analisi parte dal presupposto che quelle sopra le teste siano delle "tiare"….ora tutto mi sembra tranne che siano delle tiare!

L'immagine è chiaramente di una mitra o mitria…la mitra come copricapo era in uso all'epoca così come oggi ma apparteneva a vescovi o al massimo a qualche abate….nessun papa prima di Paolo VI ha mai utilizzato come copricapo la mitra! Anzi…il segno distintivo era proprio la tiara, il triregno!

Quindi la domanda è come mai ci sono questi copricapi: l'immagine si riferisce a vescovi e non pontefici? l'artista voleva indicare che i papi avignonesi a "suo giudizio" non erano papi ma semplici vescovi? mi sembra strana come ipotesi. Poi veniamo al numero. Le teste sono 7 e i copricapi 10. Le prime 4 teste hanno un solo copricapo, dalla 5 testa sono due. Ora…l'elenco dei papi avignonesi dovrebbe essere quindi costituito da 4 papi certi seguiti da un quinto, sesto e settimo papa con annesso anti-papa.
Invece la storia ci dice che abbiamo avuto un primo papa Clemente V, un secondo Giovanni XXII accompagnato da un anti-papa Niccolò V, un terzo papa Benedetto XII, un quarto papa Clemente VI, un quinto papa Innocenzo VI, un settimo Urbano V e un ottavo Gregorio XI, alla morte di Gregorio XI col rientro a Roma inizia lo scisma d'occidente….pure qui abbiamo un sovrapporsi di papi e antipati: Clemente VII e Benedetto XIII avignonesi e Urbano VI, Bonifacio IX, Innocenzo VII e Gregorio XII romani…

Pur incrociando i due periodi abbiamo una successione che non corrisponde mai a quella descritta dalla bestia con le 7 teste!

Se invece ci atteniamo al principio di semplicità vediamo mitra e non tiara, 4 copricapi singoli seguiti da 3 coppie di copricapi. Posto che la tiara è stata accantonata da Paolo VI la prima testa corrisponde proprio a lui. La seconda a Giovanni Paolo I. La terza a Giovanni Paolo II e la quarta a Benedetto XVI. Dopo Benedetto XVI iniziano teste speciali: quella di Francesco è la sesta ed ha due copricapi ovvero Francesco e Benedetto XVI. Dopo verrà una testa nuovamente con due copricapi: Francesco più un nuovo papa con Benedetto morto? Un nuovo papa con Benedetto vivo e Francesco morto? Un nuovo papa con Benedetto vivo e Francesco deposto?. Infine l'ultima testa con due copricapi che sarà " colpita a morte, ma la sua piaga mortale fu guarita"

Anonimo
Anonimo
7 anni fa
Rispondi a  mario mancusi

da WIKI:
Le due infule pendenti dall'estremità posteriore della tiara apparvero nel 1314 circa, durante il pontificato di Clemente V, all'inizio della cattività avignonese, assimilando così l'aspetto della corona papale a quello oramai assunto dalle mitrie vescovili.

Seneca

Il Nibbio
Il Nibbio
7 anni fa
Rispondi a  mario mancusi

Ma non è per le infule che dico che non sono tiare. La forma è proprio diversa e quelle sono mitrie e non tiare….

In più resta la questione dell'elenco papi-antipati che non coincide con la sequenza teste-copricapi singoli-doppi

Domenico
Domenico
7 anni fa
Rispondi a  mario mancusi

Gli artisti hanno le loro licenze, alcuni dipinti sono pieni di scelte personali nell'interpretare certe vicende narrate dai Vangeli, io non ci farei un pensiero importante. A meno che tale pittore fosse un noto veggente, cosa che non è.
A parer mio è meglio non andare a speculare su dubbie profezie, anzi sarebbe meglio non speculare proprio come ci dice Gesù non ricordo in quale apparizione ora. Meglio non perderci tempo ma aspettare il compiersi di eventi tangibili e inoppugnabili che chiariscano quale sia il corso degli eventi. La cosa importante è tenersi pronti alla morte ogni giorno, nessuno può allungare la propria vita di uno solo giorno.
Finchè si tratta di comprovati veggenti vale la pena perderci del tempo ad analizzarne il contenuto profetico, altrimenti diventa esercizio non utile.
Il Tempo ci chiarirà i nostri dubbi, basta essere attenti a cosa accade. Mi chiedo piuttosto cosa faremo se in futuro ci mancassero le informazioni che abbiamo oggi a stretto giro, nel caso profetizzato avvenga una rivolta in Italia, un forte terremoto, eruzione di un vulcano, altro disastro naturale, la 3à guerra mondiale, riusciremo ad accedere in tempo ad informazioni utili per capire cosa accade? Lì saranno i problemi e i dubbi grossi su cosa sta accadendo e cosa ci riserva il futuro.

Vincenzo
Vincenzo
7 anni fa

Lettera Pastorale sulla Misericordia del 20 novembre 2016.Certe riflessioni del Papa,intuizioni sorte nella pratica della Liturgia, sono fede viva e sono amabili:infatti vengono da Dio.Non m'interessa leggere i commenti mainstream ne' quelli opposti ma ugualmente fuorvianti dei cani arrabbiati alla Socci e qualche volta anche Blondet(ma quello di Blondet l'ho letto).Pero',anche se non sono il Papa,un po' di esperienza di fede viva ce l'ho,e di fronte a quella non vedo ne' sento che ci fosse necessita'di estendere nel tempo la deroga sull'assoluzione per il peccato di aborto.Anzi.Qualunque pentito di aborto che sia tale,non puo' non sentire come una grazia l'incontro col Vescovo e anche un tempo di attesa.Leguleio e formale e' chi vuole eliminare questo,come se in mancanza per cause contingenti di questo l'inferno fosse assicurato.Pietro direbbe"Signore,lavami non solo i piedi ma anche il capo".Eppure poi tradirebbe…quindi figuriamoci oggi e con certi sacerdoti a piede e confessionale libero.Senza dire della povera gente che si confonde e di cui l'uomo Bergoglio,nella sua quasi assoluta beceraggine, se ne frega,e uso questi termini di proposito,glieli direi in faccia,del resto.In tempi di lassismo,davanti ai suoi figli viziati,Dio manda profeti come Maria, ma dubito che vengano da Dio questi gesti di Bergoglio.Basta un po' di sensibilita' ed esperienza umana, e ci ricordiamo che le persone veramente di esempio agli altri, cedono in qualcosa pur ,non dico di non esagerare, ma anche solo di non darne l'impressione ingannevole.Lo stesso san Paolo lo dice a proposito delle carni di animali soffocati.P.es., anche se non c'e' un collegaento diretto tra la Lettera dei 4 cardinali e questa Lettera, con questo provvedimento,sento che carita'vorrebbe che ,anche se gia'avevi risposto con Spadaro quasi 1 anno fa, o rispondi o almeno ,se stai zitto, non pigi sull'acceleratore con questi provvedimenti inutili e cervellotici,come farebbe un idiota sapiente se a 10 anni gli mettessero in mano una fuoriserie.Ma evidentemente Cecco Angiolieri fu profeta. Bisogna convertirsi al'idea che sa tutto Bergoglio,Dio parla solo al cuore(?)di Bergoglio,e gli altri sono bambini dell'asilo,Cardinali compresi.Ma vaff….

Unknown
Unknown
7 anni fa

Non se avete già visto le recenti copertine dell'Economist e quella di Der Spiegel.
L'Economist, come ogni anno, raduna esperti per avere dei pareri su cosa ci aspetta nell'anno che verrà. La copertina di quest'anno è oltremodo peculiare: fa ricorso ai tarocchi, che ribadisco, a mio avviso, essere delle carte che veicolano dei messaggi profetici, e vi inserisce una serie di fotografie, forse anche predittive in ordine all'anno che ci aspetta (dico forse perché non ho ancora letto il numero, e non so se ha attinenza con quanto gli esperti interpellati preconizzano).

Si possono fare tante congetture su ciò che le immagini rappresentano. Così al volo si potrebbe dedurre:

1 la Russia tenterà di consolidare un'espansione territoriale che ricalcherà l'estensione della vecchia Unione Sovietica. Oppure è un modo di dire (dato che la torre mostrata nell'immagine si spacca) che perderà dei territori e verrà attraversata da proteste.

2 scisma nella Chiesa o comunque profonde divisioni

3 proteste popolari un po' ovunque in occidente

4 affermazione di almeno due leader tra la Le Pen, quel tizio olandese che ora non mi sovviene, e la Merkel

5 guerre e devastazione, con sullo sfondo pure una o più esplosioni nucleari

6 l'arrivo di una cometa, o asteroide, o planetoide (il fatto che sullo sfondo vi sia un Sole Rosso, e poi venga mostrato un pianeta rosso, potrebbe far riferimento a un qualche fenomeno che coinvolga il sole, e anche al fatto che questo corpo celeste, questa cometa, potrebbe passare vicino all'orbita di Marte, oppure avere questo tipo di aspetto di colore rosso, bruno…)
comment image?w=640&h=841

Anche Der Spiegel, curiosamente, sceglie una copertina intitolata "La fine del mondo", e presenta un corpo celeste a forma di Trump diretto verso la Terra.

http://www.adweek.com/fishbowlny/wp-content/uploads/sites/9/2016/11/DerSpiegel_11_11_2016_Cover.jpg

Insomma: che si tratti di sincronicità, di immagini predittive, di presa in giro o di altro, è interessante notare la coincidenza con molti degli argomenti trattati nelle profezie. Ancora una volta legati al 2017.

Vincenzo
Vincenzo
7 anni fa

Se avesse scritto,p.es. tra ipotetiche virgolette,che la necessita' dell'assoluzione vescovile o data da sacerdoti appositamente autorizzati, veniva ripristinata, ma che affidava alla Misericordia di Dio tutti coloro che per ragioni contingenti,pur sinceramente pentiti, non fossero riusciti ad arrivarci prima della morte,avrebbe usato rispetto alla tradizione della Chiesa, a se' stesso e a tutti noi e forse forse pure a Dio .Ma sopra tutto, cio' che piu' conta, per dirla con Kipling,sarebbe stato un Uomo.Cosi' non e' nemmeno un bambino, ma solo un laido anziano.

Anonimo
Anonimo
7 anni fa

HMM, avevo visto nei giorni scorsi la copertina dell'Economist ed ero rimasto veramente di sasso. D'altronde, l'avra' studiata qualcuno che segue anche un po' il mondo delle profezie. Dalla foto non si riescono a vedere di chi sono le facce dentro nelle stelle nell'ultima "carta". Per quanto riguarda la torre, invece, sembrerebbe simboleggiare uno scisma fra il comunismo/globalismo/mondialismo che ha imperato negli ultimi anni e una visione piu' tradizionale/conservatrice o comunque legata alla cristianita' tradizionale. Interessante, certo non da prendere come profezia, ma affascinante.
dukefleed

Anonimo
Anonimo
7 anni fa

scusate, vado off topic, ma ho avuto un esperienza a dir poco particolare:

possiedo una vecchia bibbia, la tengo sempre in evidenza sopra un mobile di casa nei pressi della porta d'ingresso della mia abitazione.
In verità, avendone delle altre, non la consulto mai e quindi rimane costantemente chiusa e come tutte le mattine, prima di andare al lavoro, era chiusa.
La sera, al ritorno, appena aperto la porta e acceso la luce…..mi accorgo subito dell'icongruenza, la bibbia era aperta..strano per una casa completamente chiusa, perchè non abitata tutto il giorno.
Vado a vedere, la trovo aperta a Sapienza, capitolo 16.

sarà un avvertimento?

jacques