LE LETTERE DIVINE: PAOLO VI, IL SEQUESTRO DI ALDO MORO, I TRADUTTORI

scritto da Remox
22 · Ott · 2014

LE LETTERE DIVINE: PAOLO VI, IL
SEQUESTRO DI ALDO MORO, I TRADUTTORI

 

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Come sempre quando un
fatto di cronaca offre lo spunto giusto credo sia importante presentare quelle
quartine del Poema Temporale che ad esso sono collegate, con il duplice scopo
di mostrare la preveggenza del grande vate e la bellezza armoniosa della sua opera
profetica. Mi riferisco alla Beatificazione di Paolo VI, un papa non sempre fra
i più celebrati, a volte quasi dimenticato, ma che invece trova in Nostradamus
una numerosa serie di riferimenti.

Alcuni di questi versi
li abbiamo già visti, e in questo articolo intendo pubblicarne altri, mai prima
pubblicati, perché facenti parte del “misterioso” Ramo XXI del ‘900, “le
lettere divine”, intitolato alla scoperta della chiave di decifrazione e in
generale ai traduttori.

Il capitolo abbraccia
il secolo ‘900 per inoltrarsi nel Nuovo Millennio e trovare presumibilmente la
sua fine alla comparsa del Grande Monarca, quando anche la decifrazione del
Poema sarà finalmente completa.

Perché il pontificato
di Paolo VI è così profondamente raccontato dal veggente di Salon? Non tanto
per il Concilio Vaticano II, quanto per gli ultimi suoi mesi “di vita” quando
il papa dovette vivere di persona il dramma del sequestro del suo amico, il
premier italiano Aldo Moro. Siamo nel 1978, l’anno dei tre papi, l’anno dell’inizio
della Rivoluzione Islamica in Iran, della guerra in Libano e gli anni del
terrorismo politico in Europa e soprattutto in Italia. Le Brigate Rosse
diventeranno infatti la più importante e ramificata organizzazione terroristica
nel continente.

Il pontificato di
Paolo VI è direttamente collegato dal veggente agli anni del terrorismo, forse
a rimarcare un parallelo con il nostro tempo, dove altri terrorismi (comunque
originati da quel risveglio islamico del ’78-79) sono oggi presenti.

Buona parte della
prima metà del Ramo XXI del ‘900 è dunque dedicato a questi argomenti, permeato
da una sottile patina di sincronicità fra le vicende del sequestro Moro e la
scoperta degli scritti (lapide Domus Morozzo) e delle chiavi di ordinamento di
Ottavio Cesare Ramotti. All’inizio degli anni ’80 ci fu una “singolar contesa”,
a colpi di interpretazione delle quartine relative a Moro, fra i due principali
autori del tempo: Boscolo e Ramotti.

Non avendo mai il
Ramotti pubblicato il Ramo e non avendo mai reso pubblico il significato da lui
dato a queste quartine, tutte le letture che verranno fatte sono frutto della
mia interpretazione, “ispirata” sia dal lavoro del Boscolo che soprattutto
dalla “tecnicalità interpretativa” del Ramotti (entrambi testimoni diretti di
quegli eventi).

Alcune quartine da
sempre ritenute misteriose e arcane troveranno invece un facile riscontro interpretativo,
sempre legato alla cronaca, reso possibile ancora una volta dal sistema di
ordinamento. Solo quando si sa cosa cercare è possibile con maggior sicurezza riuscire
a trovarlo.

Cominciamo come sempre
il racconto con la Tavola Pittorica del Vaticinia Nostradami dedicata a questo
pontefice, la numero 38 (36).

Un papa mezzo umano,
con il corpo di un drago, un sauro, che alza la spada contro un orso.

L’Orso che rappresenta
la Russia, a capo del movimento comunista mondiale, a cui il terrorismo
rivoluzionario brigatista si ispirerà e che provocherà grandi tormenti al
pontefice. Papa Montini è di Milano, da cui il corpo sauresco (mezzo uomo,
mezzo rettile) che richiama il Basilisco lombardo che ingoia un uomo, stemma
della città.

Un’ immagine che
dunque anticipa il tipo di tormenti con cui dovrà confrontarsi il papa.

       Il Basilisco o Biscione, simbolo dei Visconti          Come era notoriamente immaginato il Basilisco nel passato, incisione  

Dal Ramo XXI del ‘900 “Le Lettere
Divine”

Dal Preambolo

141

Siege en cité est
de nuict assallie,

Peu eschappé, non loin de mer conflict:

Femme de ioye, retours fils defaillie,

Poison & lettres cachees dans le plic.

141

Seggio
in città di notte assalito,

Pochi
scampati al conflitto dal mar non lontano,

Donna
di piacer, svenuta al ritorno del figlio,

Veleno
e lettere nel plico celati.

La quartina è tutta da
assaporare verso per verso, pietrificata nell’anno del Signore 1978. Il primo
verso è dedicato alla morte di Giovanni Paolo I, alle tre di notte, per…cause
sconosciute. Il seggio non è solo il seggio di Pietro, ma il seggio al quale il
papa morto fu trovato seduto “al banco la Bibbia leggente” (citazione
nostradamica).

Al secondo verso la
tragedia libanese. Nel Marzo del 1978 Israele invade il Libano dando inizio a
quella spirale di violenze che perdurano ancora oggi. Verranno inviate forze di
interposizione ONU, ci saranno attacchi ai caschi blu, violenze, bombardamenti,
autobombe e tutto il corollario di decisioni nefaste ben conosciute.

Al terzo verso
torniamo in Vaticano, dove la Chiesa ritrova il “ritorno di un figlio”. Alcuni
interpreti traducono “femme de ioje” come “prostituta” o “donna di peccato”
volendo indicare la Chiesa. Io personalmente credo non ci sia bisogno di questo
tipo di lettura poiché il verso fila liscio nel suo significato letterale. Una
donna che sviene dalla felicità, per l’emozione, per il ritorno di un figlio.
Infatti poco tempo dopo la morte di Giovanni Paolo I verrà eletto un altro
Giovanni Paolo, questa volta secondo, che dunque “torna” a casa.

Al quarto verso un
apparente mistero. Che prurito alle mani per quegli interpreti che, con
indubbia intuizione, hanno saputo identificare il tema di fondo della quartina.
Come resistere alla tentazione di legare “lettere e veleno nascosti nel plico”
alla misteriosa morte del papa? E in effetti si può anche pensare che
Nostradamus abbia volutamente scritto i versi per facilitare il collegamento.
Ma mai bisogna dimenticare che egli era un cronista, anzi il cronista.

Nello stesso mese dell’elezione
di Giovanni Paolo II, Ottobre 1978, verranno trovate nel covo delle Brigate
Rosse di Via Montenevoso a Milano le lettere segrete di Moro, il suo memoriale,
con critiche esplicite a gran parte dell’establishment politico del tempo. Velenose
accuse, per una delle più grandi tragedie politiche italiane. Curiosamente
nello stesso appartamento fu trovata una seconda versione del memoriale sempre
in Ottobre, ma stavolta del 1990.

Presagio 98
Giugno

Du lieu feu mis la peste & fuite naistre,

Temps variant. vent. la mort de trois Grands:

Du ciel grands foudres. estat des Razes
paistre,

Vieil prés de mort bois peu dedans vergans.

Presagio 98 Giugno

Da luogo incendiato peste
e fuga nasceranno,
Tempo variante, vento, la morte di tre Grandi:Dal cielo grandi folgori, di islamici ci si pascerà,Vicino la morte del Vegliardo, Boscolo poco dentro nel vergare.

Il Presagio ripercorre
i temi principali del ’78 con l’aggiunta di un riferimento esplicito al
Boscolo. Il “bois” nelle quartine del Ramo XXI è praticamente sempre un riferimento
all’autore. Ricordiamo sempre che i Presagi furono pubblicati negli Almanacchi
che avevano scopi previsionali per i raccolti e il meteo.

Al primo verso il
conflitto in Medioriente, sponda Libano, che fu l’evento più importante del
tempo e la maggior sfida per l’ONU.

Al secondo verso la
morte di tre grandi: tutti in Italia, Aldo Moro, Presidente del Consiglio
Italiano e due papi, Paolo VI e Giovanni Paolo I.

Al terzo verso le
folgori celesti che si abbattono sulla Chiesa, sull’Italia e sul Medioriente
dove dopo la questione libanese prende il via quella iraniana che sfocerà nella
grande Rivoluzione del ’79.

Al quarto verso il
Boscolo riporta una sua esperienza personale e cioè che mentre Paolo VI era
prossimo alla morte (il Vecchio, Vegliardo) egli si trovava di passaggio nel
paese di Vergano nel Nord Italia. Prendendo per buona la sua spiegazione (non
ho motivo alcuno di dubitare), adotto una lettura più trasparente e cioè che gli
scritti del Boscolo in quegli anni, come dire, eran poco attinenti alla realtà.
Un qualcosa che verrà poi ripreso nella “disputa” di cui dicevo dove tutte le
quartine relative al terrorismo italiano e alla vicenda Moro verranno
inquadrate nei rispettivi Rami dal Ramotti.

673

En cité grande vn
moyne & artisan,

Pres de la porte logez & aux murailles,

Contre Modene secret, caue disant

Trahis pour faire sous couleur d’espousailles.

673

Nella
grande città un monaco e artigiano,

Vicino
alla porta e alle mura alloggiato:

Contro
Modena in segreto covo detto,

Tradito per agir sotto il color degli
sponsali.

Ecco un’altra quartina misteriosa.

Ma che non lo è se inquadrata nella continuità dell’argomento che tanto
ha appassionato il grande veggente.

Al primo verso abbiamo un monaco artigiano nella grande città, ovvero
Roma, alloggiato vicino la porta e le mura che è un modo per indicare la città
del Vaticano. Siamo sempre nel fatidico ’78 quando vi sarà un papa, oramai
isolato nel suo dolore, quasi come un monaco (seguire le cronache del tempo),
che porterà il nome di Paolo di Tarso, di professione artigiano, per la
precisione tessitore. Il nome del papa è Giovanni Battista, il primo eremita cristiano.

Contro il suo pontificato, nei suoi ultimi giorni, il rapimento e l’uccisione
di Aldo Moro ad opera dei brigatisti. La BR vengono fondate a Reggio Emilia, a
due passi da Modena, città ai tempi di Nostradamus molto più importante,
capitale del Ducato d’Este. Nel covo segreto delle BR viene redatto il
memoriale, anch’esso segreto, poi ritrovato ad Ottobre.

Ma qual’era la gran colpa del premier italiano tanto da scomodare il
complotto della CIA e della Gladio per impedirgli la sua azione politica? Ovviamente
il tentativo di creare il primo governo di coalizione fra DC e PC in un paese
chiave dell’Europa in piena guerra fredda. Un matrimonio, il famoso compromesso
storico, che non si doveva fare.

Da notare la sottigliezza nostradamica dove utilizza le migliori parole
chiave: tradito, sposalizio e colore. Il governo bianco-rosso, con l’azione
brigatista, è morto e sepolto.

856       

La bande foible
la terre occupera,

Ceux du haut lieu feront horribles cris:

Le gros trouppeau d’estre coin troublera,

Tombe pres Dinebro descouuers les escris.

856

La banda debole la terra
occuperà,
Quelli dell’alto luogo faranno orribili grida:Il grande gregge un gruppetto turberà,Tomba vicino al tiberino, discoprire gli scritti.

Un’altra delle
quartine del “gran mistero”. E un’altra che discopre il suo significato.

Al primo verso la
debole banda, o brigata, che tenterà di rivoluzionare il paese.

Al secondo e terzo verso
i palazzi del potere, politico e religioso, colpiti dalle violenze del
terrorismo. L’alto luogo del Quirinale e il gregge dei fedeli, turbati da “quel
gruppetto di terroristi rivoluzionari”.

All’ultimo verso la
morte e sepoltura di Moro. La strana parola “dinebro” la si trova in alcune
versioni scritta come “D.nebro”. La radice del termine fa pensare subito al
latino che Nostradamus spesso utilizzava. L’assonanza fonetica e il contesto
della quartina chiamano in causa il “Tiber” o “Tiberinus” ovvero il Tevere a
rappresentare Roma dove si svolgerà la gran parte della “tragedia greca”.

Moro verrà infatti
sepolto a Maggio a Torrita Tiberina, vicino Roma, quindi “vicino Di IBERiNO”.

Ma c’è di più. Il
termine “nebro” infatti viene dal latino nebris e dalle sacerdotesse nebriti
che sacrificavano a Bacco, o Dioniso, nelle feste Dionisiache famose in tutta la
Grecia. In tali feste si celebravano soprattutto le “tragedie”. Il periodo dei
festeggiamenti era a Marzo-Aprile, ovvero i mesi della “tragedia del sequestro
di Aldo Moro” rapito a Marzo e ucciso all’inizio di Maggio.

693

Prelat autre
d’ambition trompé,

Rien ne sera que trop viendra cuider:

Ses messagers & luy bien attrapé,

Tout au rebours voit qui les bois fendroit.

693

D’altra
congiura il prelato ingannato,

Niente
sarà d’intentato per acquistar fiducia,

I
suoi messaggeri e lui ben raggirati,

Tutto
al rovescio vedrà chi il Boscolo fenderà.

Concludo con l’ultima
bellissima quartina del Ramo dedicata a questo pezzo di storia italiana dove
ancora una volta il veggente intreccia i destini dei traduttori con la cronaca del
tempo.

Ai primi tre versi
ancora una volta viene descritta la dolorosa situazione del papa Paolo VI che
in ogni modo cercherà di intervenire in favore dell’amico. Ma non vi riuscirà e
come abbiamo visto in altri contesti il dolore della perdita accelererà la sua
dipartita.

Al primo verso la
parola “ambition” viene ancora una volta da latino “ambitio” ovvero briga,
intrigo, congiura. Il riferimento è alla congiura contro Moro.

Al secondo verso i
tentativi del papa per ottenere la liberazione dell’ostaggio che tuttavia, come
ben descritto nel terzo verso, falliranno.

All’ultimo verso ecco
invece il rimando alla disputa fra i traduttori dove all’inizio degli anni ’80 farà
la comparsa il Ramotti con le quartine pian piano ordinate che gli
permetteranno di chiarire meglio il significato di questa parte di storia.
Scriverà anche articoli a giornali a tal proposito, ma soprattutto evidenzierà
il significato di molte quartine. Potremmo dire che “spaccherà il legno”
metaforicamente parlando, ma è impossibile non vedere il riferimento a una
sottile polemica con il Boscolo che sul tema aveva parecchio indugiato e non
proprio…azzeccato.

Essendo nel Ramo
presenti molti riferimenti ai traduttori, anche a quelli dei tempi di Hitler,
ma soprattutto all’Italia ed essendo presente una critica diretta alla Francia
e dunque agli interpreti alla sua terra, appare evidente come anche grazie a
molti altri richiami sparsi nell’opera riferiti all’Italia e soprattutto alla “terra
romana”, il nostro paese sia la casa della traduzione del Poema. Un compito
gravoso, ma nobile.

Da vivere senza
isterismi… altrimenti “non si riuscirà a capire e si cercherà un soggetto per
morire”.

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Anonimo
Anonimo
9 anni fa

Papa Montini era un massone,omosessuale, aveva per amante un attore milanese di nome Paolo Carlini. Quando era vescovo di Milano fu anche schedato dalla Squadra Buoncostume perchè nottetempo girovagava in compagnia di noti omosessuali.Quando era segretario di Papa Pacelli,faceva la spia per il KGB (faceva arrestare i preti che Pio XII inviava segretamente in Russia;appena arrivavano a Mosca la polizia li arrestava per la delazione di Montini)
A un certo punto Papa Pacelli intuì che Montini era un infido traditore e lo allontanò da sè.Queste notizie sono state divulgate già da anni dalla rvista "Chiesa viva" di Brescia i cui numeri sono leggibili in internet.Ne era direttore don Luigi Villa che aveva avuto da Padre Pio l'incarico di combattere la massoneria ecclesistica. Padre Pio disse a don Villa di non fidarsi mai di Montini. Ora questo papa è stato beatificato (per errore) poichè probabilmente si trova all'inferno tra i papi simoniaci conficcato a testa in giù in una buca dove dimena i piedi "Sei già tu costà ritto,Montini?di parecchi anni mi mentì lo scritto…" Oppure correrà sotto una pioggia di fuoco assieme a Ser Brunetto? "Voi qui Ser Montini?" Pare dirgli Dante. Altro che beato! Papa peggiore di lui non c'è stato nel novecento! Io ero ragazzo quando c'era lui e mi ricordo che era un tipo viscido,infido,antipatico. PERCUTO SECURI

Remox
Remox
9 anni fa

Considerato quel che è realmente avvenuto, e dunque gli atti ufficiali piuttosto che i sussurri di corridoio, direi che è molto probabile che Chiesa Viva abbia torto. Sull'omosessualità del papa sono giunte molte smentite, fra cui quella del papa medesimo. Diciamo pure che tutti i papi da Pio XII in poi, ovvero quelli più mediaticamente esposti per la diffusione dei media, sono stati oggetto di calunnie…

Pio XII antisemita
Giovanni XXIII massone e nemico di Padre Pio
Paolo VI massone e omosessuale
Giovanni Paolo I per sua "fortuna" è durato poco
Giovanni Paolo II cripto-giudeo nonchè frankista (e tante altre cose)
Benedetto XVI nazista e massimo responsabile della pedofilia nella Chiesa
Francesco falso profeta con l'obiettivo di distruggere la Chiesa

Bisogna imparare a districarsi fra informazioni e illazioni, al riparo dal frastuono mediatico.

Anonimo
Anonimo
9 anni fa
Rispondi a  Remox

Il frastuono non è solo mediatico. La calunnia nel bel paese è un fatto culturale purtroppo. Non c'è paese al mondo dove la diceria riesce a diffondersi così rapidamente (escludendo alcuni paesi asiatici) e purtroppo a diventare realtà nella testa della gente.
Un po' di philosophy

– Ciò che è stato detto si diffonde in cerchie sempre più ampie e ne trae autorità. Le cose stanno così perché così si dice. La totale infondatezza della chiacchiera non è un impedimento alla sua diffusione, ma un fattore determinante. La chiacchiera è la possibilità di comprendere tutto senza alcuna appropriazione preliminiare della cosa da comprendere. –

E per rincarare la dose il testo segue con:
– La chiacchiera, che è alla portata di tutti, non solo esime da una comprensione autentica, ma diffonde una comprensione indifferente per la quale non esiste più nulla di incerto. –
"Essere e Tempo" Heidegger

Amen!
Spring

Remox
Remox
9 anni fa
Rispondi a  Remox

Tra l'altro le prime catechesi di papa Francesco appena eletto sono state contro la chiacchiera all'Interno della Chiesa. Probabilmente dopo il colloquio col predecessore vittima di Vatileaks si sarà reso conto della pericolosità dei sussurri e degli spifferi dei corridoi vaticani. Sicuramente la sua conduzione a volte maldestra dei fatti di chiesa costituisce un humus perfetto per il proliferare del chiacchiericcio.

Anonimo
Anonimo
9 anni fa

interpretazioni notevoli.

trovo molto adatta, l'interpretazione della 673.

ancora complimenti.

ASTRO

Remox
Remox
9 anni fa
Rispondi a  Anonimo

Grazie Astro.
Considera che gli ultimi versi della 141 e della 673 sembrano veramente presi dai titoli di giornale.

vincenzo
vincenzo
9 anni fa

L'aderenza alla realta' e' la prima legge morale e non vedo differenza tra chi s'inventa la teoria del gender e chi calunnia al limite del demenziale.Sempre di accecamento da supebia deve trattarsi.un Montini contiguo alla massoneria modernista, puo' essere ,ma che girovagasse di note con noti omosessuali e' difficle da raccogliere.Su Montini, nelle profezie di Papa Giovanni pier Carpi si dice che fu dubbioso, fu colpito (a Manila),tolse l'esorcismo dal Rito(quello posto da Leone XIII, viaggio' molto,fu legato al Pantheon, ai suoi vivi e ai suoi morti, cioe' Monarchia Sabauda e quindi anche in parte massoneria.Mentre le parole su Wojtyla sono oggi chiare.Purtroppo anche su riscossa criistiana .capitano affermazioni fuori della realta', come quella secondo cui oggi tutte le Messe sarebbero Protestanti.Su Moro ricordo che si trattava anche di una scelta sul tipo di sviluppo, piu' consumista o piu' equilibrato.(Berlinguer "Non dobbiamo volere piu' cose ma cose diverse".Una fase di scelta come il primo confronto,p. es. tra Al Gore e Bush.Scelta forzata con la truffa, come pure ,prima, era stato danneggiato Gary Hart nel 1988,altro buon candidato favorevole al multilateralismo e contrario al capitalismo selvaggio.Su Moro non fu solo conservazione, ma accelerata nel senso di svuotare i partiti del raporto con le masse, indebolire i cattolici.Altre accelerate…

vincenzo
vincenzo
9 anni fa

altre accelerate furono Tangentopoli,e poi l'elezione di Ciampi e la scelta dell'euro senza condizioni(ma in realta' qualcosa ottennero e oggi non fanno valere).Ciampi eletto contro i patti, che vedevano Mancino, strategia condota con astuzia, prima spostando sula Jervolino, ma opponendole, per produrre stallo, la Bonino, cioe' ideologizzando il confronto per poi arrivare con la soluzione "tecnica", in realta la piu' politica di tutte.Arrivavano per posta depliant costosissimi , patinati,a colori e incellofanati, pro Jervolino, e mi chiedevo chi pagasse, visto che Pannella piangeva sempre miseria e risparmiava sui pasti.

vincenzo
vincenzo
9 anni fa

..pro Bonino,

luc
luc
9 anni fa

E Berlusca… lo cita Nostradamus ?! Il ventennio berlusconiano?!

Remox
Remox
9 anni fa
Rispondi a  luc

In merito, puoi leggere "Berlusconi e il fuoco del Burancois" pubblicato ad Agosto 2013. Lo trovi consultando l'archivio.
Ciao

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