UCRAINA: IL GRANAIO D’EUROPA

scritto da Remox
05 · Mar · 2014

UCRAINA: IL GRANAIO D’EUROPA

Come giustamente fatto notare da Indopama, l’Ucraina è
considerata il granaio d’Europa. In realtà è il quinto esportatore al
mondo  di questa materia prima. Viene
logico dunque il collegamento fra le attuali vicende e quanto anticipato negli
acrostici riepilogativi del Ramo III del 2000. Agli acrostici va aggiunto il Presagio
113 di cui abbiamo già parlato.

Ma prima è utile leggere una breve analisi del sito Trend Online:

Venti di
guerra fra Russia e Ucraina; conseguenze su grano/mais

Aggiornamento
del 3 marzo 2014 al report mensile per allevatori/agricoltori preparato dalla
Mazziero Research; il report mensile viene inviato in abbonamento ad
allevatori, agricoltori e associazioni di categoria.

Precipita
in queste ore la situazione fra Russia e Ucraina per il controllo della
Repubblica indipendente di Crimea.

L’avvicinamento
dell’Ucraina all’influenza europea irrita la Russia che, in base a un accordo,
utilizza il porto di Sebastopoli come porto navale per le unità militari.

La
situazione è in evoluzione ora per ora, dove la parte più debole viene giocata
dall’Ucraina dato che l’Europa non è in grado di fornire un aiuto concreto,
principalmente economico, men che meno attraverso forze di interposizione di
pace.

L’Ucraina
si trova al momento sull’orlo della bancarotta e sinora gli unici finanziamenti
erano giunti da Mosca.

Ma quali
potrebbero essere gli impatti sui prezzi dei cereali in Europa? I due grafici
riportano l’andamento delle quotazioni di Parigi rilevate a fine seduta di
venerdì scorso; il grano mostra segni di rafforzamento, mentre il mais
paradossalmente si è portato al di sotto dei 170 euro/tonnellata.

A Chicago
in preapertura stamane (h. 9.30 Italiane; h. 2.30 Chicago) il mais sta guadagnando
il 2,86% a 4,76 dollari/bushel, mentre il grano mette a punto un più
consistente 4,3% a 6,25 dollari/bushel.

In base
all’ultimo rapporto Usda della domanda e offerta (Wasde) rilasciato il 10
febbraio scorso, l’Ucraina avrebbe prodotto nella passata stagione 15,8 milioni
di tonnellate di grano, metà delle quali destinate all’esportazione.

Le stime
per la prossima stagione vedrebbero un aumento di produzione sino a 22,3
milioni di tonnellate, 10 milioni destinate alle esportazioni.

In parte di
queste esportazioni sono dirette in Europa e in parte verso altre destinazioni
come Medio Oriente, Africa settentrionale e Cina.

La Cina,
tramite una società, ha tra l’altro acquistato 100 mila ettari di terreno, che
potrebbero diventare in prospettiva 5 milioni di ettari, per coltivazioni
destinate alle necessità cinesi.

Per quanto
riguarda il mais, l’Ucraina avrebbe prodotto nella passata stagione 21 milioni
di tonnellate, delle quali 12,7 tonnellate destinate all’esportazione.

Le stime
per la prossima stagione vedrebbero un aumento di produzione sino a 30,9
milioni di tonnellate, 18,5 milioni destinate alle esportazioni.

In genere
parte di queste esportazioni sono dirette in Europa e in parte verso il Sud-Est
 asiatico.

Se la
situazione di tensione fra Russia e Ucraina dovesse perdurare è possibile
pensare a una forte riduzione delle quantità di grano e mais esportati
dall’Ucraina.

L’impatto
nell’immediato potrebbe essere più psicologico che reale, ma in ogni caso il
mercato potrebbe entrare in una fase di forte instabilità dopo un periodo di
prezzi molto compressi verso il basso.

Concludendo,
si conferma per il momento la ripartizione della copertura già indicata nel
report di febbraio dato che già teneva conto della possibile insorgenza di
tensioni sui prezzi (si veda la tabella seguente).

L’Europa
potrà contare ancora sul gas russo? Gran parte del gas che alimenta l’Europa
giunge dalla Russia transitando dall’Ucraina; già in passato dispute
contrattuali avevano impattato sul reale quantitativo di gas diretto in Europa.

È
abbastanza chiaro che un acuirsi delle tensioni fra i due Paesi potrebbe avere
delle pesanti ripercussioni sulla fornitura di gas all’Europa, in particolare
per i paesi del Nord, Germania inclusa.

Gli impatti
per l’Italia potrebbero essere modesti sino al terzo trimestre dell’anno in
corso.

Una
settimana fa, l’AD Eni Paolo Scaroni ha affermato che anche nel caso non
dovesse giungere nemmeno un metro cubo di gas, l’approvvigionamento italiano
non verrebbe compromesso sino all’estate.

Il rialzo dei prezzi cerealicoli
potrebbe avere un brusco impatto sulle economie di vari paesi contribuendo all’ulteriore
aggravarsi della crisi economica.

Gli acrostici riepilogativi del
Ramo III del 200 preannunciano rivolte sul tema:

“Un confronto ben grande si avvicina

Fra Marte e la Legge della Divina Trinità;

Dal Cielo sangue nascerà, per il grano

Tornano le sedizioni popolari; dai nemici
assediati.”

“Più ancora Marte si approssima alle genti,

Campi Marziali farà; la Legge Divina perde
importanza.

Tornano furiose sedizioni per il grano,

Nelle battaglie usata potenza dal cielo, dai
nemici assediati.”

“Più grande sarà Marte quando nelle città
troppe genti furiose

Si approssimeranno; esiliate allor le genti
della Dama Celeste.

Verrà la lieta legge del Terzo, faranno tutte
rivolte sanguinose;

Sorgerà una Potenza in seguito agli assedi
per il grano dei campi.”

Gli eventi fra loro connessi sono l’elezione del Terzo papa del
secolo, Francesco, problemi per la Chiesa ed eventi marziali. Assedi, nemici,
rivolte legate al grano che abbiamo interpretato come connesse all’aggravamento
della crisi economica. Il richiamo al “grano” può essere anche un riferimento
alle rivolte e alla situazione di crisi in Ucraina, granaio d’Europa.

Dal Ramo III del 2000 “Crisi
in Europa”

Presagio 113
Agosto

Point ne sera
le grain à suffisance,
La mort s’approche à neiger plus que blanc:Sterilité, grain pourri. D’eau bondance,Le grand blessé. Plusieurs de mort de flanc.

Presagio 113
Agosto

Raccolto non sarà il grano a sufficienza.

La morte s’avvicina al « nero » più che al bianco

Sterilità, grano marcito, d’acqua abbondanza.

Il Grande ferito, i più colpiti da morte al fianco.

Anche nel Presagio i richiami alla carenza di grano sono evidenti, ma
non sono da sottovalutare altri due elementi: l’abbondanza d’acqua intesa non
solo in termini atmosferici, ma come acque di rivolta, metafora molte volte
utilizzata dal veggente. E il termine “point” che già in tempi non sospetti
abbiamo provato a collegare al nome Putin. Il Presagio, che per sua natura
accoglie più eventi fra loro legati, è comunque in svolgimento.

Non escludo che si cominci a vedere qualcosa anche per il Ramo I del
2000 dove in “Il Futuro che ci attende” abbiamo visto queste due quartine:

Presagio 129 Novembre

L’ennemi tant à craindre retirer
en Thracie,

Laissant cris, hurlemens, & pille desolée:

Laisser bruit mer & terre. religion nutrie,

Iouiaux mis en route. toute secte affoulée.

Presagio 129 Novembre

Il nemico che tanto si teme si ritira in Tracia,

Lasciando crisi, urla e piglio desolato:

Stancar sommossa mari e terra di religion nutriti,

Gioviali messi in cammino, tutta la setta
abbandonata.

198

Le chef qu’aura conduit peuple
infiny

Loing de son ciel, de moeurs & langue estrange,

Cinq mil en Crete & Thessalie finy,

Le chef fuyant sauué en marine grange.

198

Il capo che avrà condotto un popolo indefinito,

Lontano dal suo cielo di costumi e lingua straniera,

Cinquemila in Creta e Tessaglia finiti,

Il capo fuggiasco salvato in granaio marino.

Ovviamente non è detto che il riferimento sia
all’Ucraina e al Marnero, tuttavia vorrei sottolineare la presenza concomitante
di alcuni elementi comuni con l’attuale crisi e che potrebbero forse
verificarsi nel prossimo futuro.

Abbiamo un capo di un popolo “infiny” dove “fin”
è il confine; se d’altronde “infinito” non avrebbe senso, “indefinito” o “senza
confini” lo avrebbe di più. Se “senza confini” può sembrare un’interpretazione troppo
azzardata, “indefinito” è invece una traduzione diretta. Il capo fuggiasco è
salvato in un granaio marino, oppure come detto a suo tempo è salvato da “marine”,
soldati, in un granaio; che sia un riferimento all’Ucraina e alla Crimea?

Abbiamo poi altri riferimenti a terre
limitrofe allo scenario di crisi: Grecia (Creta e Tessaglia) e Turchia (Tracia)
proprio dove si trova il Bosforo che garantisce l’accesso al Marnero. E’
evidente che il tema delle quartine possa invece riguardare il Medioriente (o
tutte e due gli scenari) considerato che nello stesso Ramo si parla di scontro
fra Persia e Turchia non lontano dal Marnero (Ramo I del 2000, 527), ma ho
voluto comunque riportare all’attenzione le quartine poiché mi sembra che pian
piano le varie aree di crisi vadano fondendosi.

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Anonimo
Anonimo
10 anni fa

198

per me, se l'ucaina è il granaio la crimea la zona dell'ucraina che si trova circondata dal mare deve essere il granaio marino.

comunque, come sempre, complimenti.

Remox
Remox
10 anni fa

Potrebbe si, staremo comunque a vedere. Le aree sono tutte intorno al Marnero e già questo elemento, presente in molte quartine di questi ultimi rami, evidenzia una volontà diretta del veggente di far prestare attenzione a cosa accade in quei luoghi. Inoltre una dimostrazione in più della bontà' dell'ordinamento del Ramotti. I complimenti vanno a lui 🙂

Remox
Remox
10 anni fa

"5000 in creta e tessaglia finiti" la portaerei Bush arriva nel Pireo con 5000 uomini a bordo

Anonimo
Anonimo
10 anni fa

C è da dire che Erdogan ha avuto dei colloqui con Putin poichè preoccupato della situazione. Forse la Turchia si sente quantomeno coinvolta essendo dirimpettaia e presa fra Siria e Mar Nero.

Intanto le notizie generali non sono buone

Pro-Russian protesters in the eastern Ukrainian city of Donetsk have taken over the regional administration building. The demonstrators broke through the internal troops’ cordons, entered the building, and hung out the Russian flag in the head of the administration’s office at floor 11.

Approximately 300 so-called representatives of private military companies have arrived in Kiev, a military diplomat told Interfax on the phone from the Ukrainian capital city. These are soldiers of fortune proficient in combat operations. Most of them had operated under private contracts in Iraq, Afghanistan and other states, the source said. He did not disclose the nationalities of the mercenaries but said, "Most of them come from the United States.

Sulle navi americane

US destroyer is expected to enter Black Sea later this week — Russian Black Sea fleet staff

Ulrich

Anonimo
Anonimo
10 anni fa
Anonimo
Anonimo
10 anni fa

Ucraina, parlamento Crimea vota all'unanimità annessione a Russia. Referendum popolare il 16 marzo

giovedì 6 marzo 2014 11:21

MOSCA (Reuters) – Il parlamento della Crimea ha votato all'unanimità a favore di un'annessione alla Russia. Lo riferisce l'agenzia di stampa Ria, citando il testo della decisione.
Il parlamento ha dato l'ok "a entrare nella Federazione russa con i diritti di un soggetto della fedearazione".

Il vice premier della Crimea, Rustan Temirgaliev, ha detto oggi che il prossimo 16 marzo si terrà un referendum sullo status della regione.

per ora il parlamento di crimea
il 16 marzo tutto il popolo?

http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIEA2501520140306

Paolo Porsia
Paolo Porsia
10 anni fa

Eyālet-i Jezāyir-i Baḥr-i Sefīd (elayet delle isole del MAR BIANCO) era il nome della provincia
dell'Impero Ottomano che comprendeva le Isole GRECHE
Presagio 113 Agosto
Raccolto non sarà il grano a sufficienza.
La morte s’avvicina al « nero » più che al bianco
Sterilità, grano marcito, d’acqua abbondanza.
Il Grande ferito, i più colpiti da morte al fianco.

Quindi il Mar BIANCO qui può ancora riferirsi al Mediterraneo Orientale…

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