IL REVIVAL DELL’IMPERO AUSTRO UNGARICO

scritto da Remox
03 · Feb · 2014

IL REVIVAL DELL’IMPERO
AUSTRO UNGARICO

(Dalla caduta del comunismo alle rivolte
in Ucraina)

Man mano che il tempo passa diventa sempre più chiaro il
contenuto degli ultimi capitoli del Poema Temporale. Quasi un anno fa, quando è
nato il blog, sulla base di un’ interpretazione generale delle varie quartine, eseguita
quasi dieci anni prima, avevo iniziato a dare dei titoli ai Rami. Per il Ramo
III del 2000 avevo scelto “Crisi in Europa”, ma più che altro mi soffermavo
sulle rivolte nella UE a causa delle crisi economiche. Non avrei mai pensato
che un nuovo pericoloso focolaio bellico potesse nascere ai confini orientali
del continente. Eppure da quando l’Ucraina è piombata nel caos ho cominciato a
razionalizzare sia il contenuto del Ramo XXIII del ‘900 che quello del Ramo III
del 2000 trovando sempre più punti di contatto con quanto sta avvenendo.

Una prima parte di questo studio l’ho pubblicata in “Il Ritorno della Guerra Fredda in Europa”; ora pubblicherò la seconda parte che,
partendo dalle similitudini fra quanto accaduto nell’est Europa con la caduta
del comunismo, ci porta alla stretta attualità dei nostri giorni.

In “I mistici Europei e le loro visioni” abbiamo visto quanto
preconizzato sull’inizio della Terza Guerra Mondiale dove i disordini che
scoppieranno in un’area ricompresa fra la ex Yugoslavia e l’Ungheria porteranno
all’uccisione di un leader. Avevamo ipotizzato l’attuale premier Ungherese
Orban.

Un altro mistico europeo, austriaco, ha visto nelle sue
visioni che prima dello scoppio della grande guerra la Polonia sarà coinvolta
in un conflitto nei cuoi confini meridionali.

E’ possibile che sia l’Ucraina la terra da dove nascerà un
nuovo conflitto regionale europeo? E’ possibile che da questo conflitto si
giunga poi ad una guerra su vasta scala? Comunque vada a finire l’attuale crisi
ucraina, è possibile che porti con se i germi dello scoppio della Terza Guerra
Mondiale? Il medesimo corso fra l’Arabo e l’Ungheria della quartina 1063 è il
modo in cui Nostradamus ci suggerisce che dalla Siria e Ucraina nasceranno i
grandi eventi bellici europei?

Un altro presagio maligno vede in questo 2014, proprio come
100 anni fa, rinascere i disordini in seno all’impero Austro Ungarico.

Da un punto di vista geopolitico abbiamo da una parte la
Russia e dall’altra gli Stati Uniti che stanno fomentando le rivolte in
Ucraina. Insieme agli USA vediamo la Romania, l’ex Cecoslovacchia, l’Ungheria e
la Polonia che, a fasi alterne e con toni diversi, hanno cominciato ad avanzare
richieste o a manifestare appoggi alle parti in conflitto. La guerra civile non
è più un spettro lontano.

Se fino a questo momento abbiamo quindi analizzato le
quartine 283 e 834 del Ramo XXIII del ‘900 vediamo ora le altre quartine che a
queste si aggiungono e che tracciano il parallelo fra la caduta del comunismo
in Europa e i disordini attuali.

Dal Ramo
XXIII del ‘900 “Il Secolo di Febo”

585

Par les Sueues & lieux circonuoisins,

Seront en guerre pour cause des nuees;

Camp marins locustes & confins,

Du Leman fautes seront bien desnuees.

585

Per gli Svevi e i luoghi vicini,

In guerra per causa degli sciami
saranno;

Campi marini, locuste e confini,

Del Lemano assai sbagliate le
decisioni saranno.

Ai tempi degli anni ’90
si pensava che si parlasse della caduta del muro di Berlino e dei fuggiaschi
dell’est che a sciami, come cavallette, saltavano dall’altra parte del muro.
Tuttavia, allora, non vi furono decisioni sbagliate del Lemano, ovvero dell’ONU.
Il richiamo agli Svevi, presente anche nella quartina 283, è molto
interessante. Questa popolazione abitava tutta la zona dell’Europa
centro-nord-orientale, dalla Germania alla Polonia al Baltico. Le origini
tuttavia sono ancora più a Est ai confini col Mar Nero. Praticamente tutta l’area
sotto osservazione.

La parola “nuee”
significa “nuvola”, “sciame”, “moltitudine”, “orda” e può ben rappresentare le
masse umane in rivolta. Si ricollega alla parola “locuste” a rappresentare la
forza incontrollata di tali masse in movimento.
Un’eventuale guerra civile o un inasprimento della situazione porterebbe a un
ribollire dei “confini” delle nazioni che si affacciano sull’Ucraina. 

E “camp marins”? 

Personalmente spero
non sia un riferimento ai “marines in campo”, ovvero a un intervento di qualche
tipo da parte americana, magari sotto egida ONU o peggio ancora Nato. Di certo
si collega bene alle decisioni sbagliate prese in sede internazionale (Lemano).

La quartina non lascia
presagire nulla di buono. Ma la seguente è altrettanto interessante:

254

Par gent estrange, & Romains loingtaine,

Leur grand cité apres eaue fort troublee:

Fille sans main trop different domaine,

Prins chef, ferreure n’auoir esté riblee.

254

Per gente straniera e per Romani
lontani,

Lor grande città per “acque” in forte
tormento:

Figlia senza poteri avrà troppo
diverso domani,

Capo prigioniero ai ferri, “popolo”
ribellato.

Anche questa quartina
traccia un parallelo fra la caduta del regime di Ceausescu in Romania e l’attuale
situazione di crisi in Ucraina. Abbiamo una grande città (Kiev) tormentata per le “acque”,
la gente straniera e i Romani lontani. Le acque simboleggiano il flusso della
rivolta, le genti straniere possono indicare sia l’intervento di altre nazioni
sia la suddivisione etnica del paese. I Romani lontani sono la Romania che oggi
come allora si rende protagonista in questo clima di rivolte. Ad oggi è la
nazione che più di tutte si è esposta nelle sue rivendicazioni territoriali. E’
in atto il processo di riunificazione con la Moldavia, ma anche i confini
ucraini sembrano entrati fra gli obiettivi dei nazionalisti. Il terzo verso
sembra proprio indicare l’impotenza dell’attuale Ucraina a far fronte alla
situazione. Di fatto è una non nazione colpita dalle rivendicazioni dei vari
gruppi etnici. L’ultimo verso è molto importante. Anni fa fu Ceausescu, ma
oggi? Sarà un caso, ma il grido che dai rivoltosi si alza verso il presidente Yanukovich
è “farai la fine di Ceausescu”.

Non dobbiamo poi
dimenticare che anche nel Ramo III del 2000, che sta contrassegnando i nostri
giorni, si parla di “grandi” in pericolo e “colpiti”.

Come abbiamo visto la
Romania non è l’unica nazione confinante ad essersi esposta.

I principali
sostenitori dei rivoltosi sono gli americani e pochi giorni fa si è mosso anche
il Gruppo di Visegrad. Quest’ultimo è un’alleanza fra alcune nazioni dell’est
Europa: Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria. In questo articolo si evidenziano le ambizioni energetiche dei paesi coinvolti.

Ebbene, il modo in cui
si svilupperà il Ramo III del 2000 lo vedremo man mano che gli eventi si
verificheranno, tuttavia è interessante notare che ci sono quartine che sembrano
direttamente collegate a quanto sin qui esposto. Per esempio abbiamo i primi
due versi della 551:

551

La gent de Dace,
d’Angleterre, Polonne

et de Boësme feront nouuelle ligue.

551

La gente di Dace, Terra Inglese,
Polonia

E di Boemia faranno una nuova lega.

 

La Dacia
ricomprende più o meno l’Ungheria, la Romania e la Moldavia, la Boemia è la
Repubblica Ceca, mentre l’Inghilterra o terra inglese ben si addice a chi più di
altri si nasconde dietro queste nazioni, ovvero gli Stati Uniti.

Nella quartina 248
troviamo invece un verso che si riferisce a un capo:

248

Leurs chief pendu à fil de polemars..

 248

Lor capo impiccato da un
popolo bellicoso.

Gli altri versi di queste due quartine ci
spingono troppo in là con gli argomenti da affrontare per cui è meglio
concentrarsi su questi singoli riferimenti. La fine di questo “capo” è simile a
quella di Ceausescu. 

In conclusione possiamo osservare lo sviluppo
di questo revival dell’Impero Austro Ungarico che ci preannuncia un infausto
futuro per la ricorrenza storica fra 1914 e 2014 e che ci conferma che il
Presagio della Cornacchia Gracchiante era assai più funesto di quanto
inizialmente ipotizzato.

Non credo che le attuali vicende siano in
grado di innescare subito una guerra mondiale, tuttavia l’indicazione
che dobbiamo seguire è che la situazione potrebbe precipitare in qualunque
momento. L’unione delle due aree di crisi, Medioriente ed Europa dell’Est, ha
tutto il potenziale per trascinare il mondo nel caos.

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Anonimo
Anonimo
10 anni fa

una news sulla chiesa, non inerente al post,

ma in quanto chiesa inerente al duca.

http://www.giornalettismo.com/archives/1338403/papa-francesco-cambia-la-morale-sessuale-della-chiesa/

Remox
Remox
10 anni fa

Si, a parte il fatto che non è un referendum va comunque verso la direzione tracciata. Come detto dalla Madonna, vescovi contro vescovi, cardinali contro cardinali…

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