L’ESCALATION. IL KOSOVO SULL’ORLO DELL’ESPLOSIONE

scritto da NICOLA_Z
27 · Dic · 2022

L’ESCALATION. IL KOSOVO SULL’ORLO DELL’ESPLOSIONE

Barricate da 12 giorni a Mitrovica. La Ong Aktiv: “Mai una crisi così grave in 23 anni”

Dodicesimo giorno di barricate ieri nel nord del Kosovo a maggioranza serba, lungo le principali arterie che dalla città “divisa” di Mitrovica corrono verso la frontiera con la Serbia. La brace delle tensioni interetniche continua ad ardere sotto la cenere e ora manda fiammate in superficie.

«Negli ultimi ventitré anni, cioè dalla fine della guerra, questo territorio ha attraversato diverse crisi, ma mai una situazione seria come quella attuale». A parlare è Miodrag Milicevic della Ong serba Aktiv, l’unica ad avere un ufficio sia a Belgrado che a Pristina, e la sede principale là dove le due comunità dal dialogo impossibile, la serba e l’albanese kosovara, sono a contatto, cioè a Mitrovica. Le barricate sorgono in nove località, a Leposaviæ e Zubin Potok e nel villaggio di Rudare, dove per oggi a mezzogiorno è attesa «la più grande protesta di sempre». È la risposta alle dichiarazioni rilasciate al Guardian martedì dal premier Albin Kurti: «La preoccupazione (è) che la rimozione delle barricate non possa escludere vittime». Per le orecchie serbe, una minaccia. «Quello che sappiamo è che molti serbi ai blocchi stradali sono dipendenti pubblici (dimessisi in blocco dalle istituzioni miste a novembre, ndr) e del settore sanitario. Si organizzano a turni. Alcune voci riferiscono anche di persone sconosciute apparse sul posto. Ciò che mi preoccupa di più è l’incapacità delle due parti di ascoltarsi. Nel nord si percepiscono le autorità di Pristina solo come estremamente ostili, mentre da Pristina si guarda il nord come abitato da un branco di criminali che minano l’indipendenza del Kosovo».

La tensione è alta sul confine dove al valico chiuso di Jarinje, sul versante serbo, domenica manifestanti di estrema destra hanno tentato di sfondare. A Mitrovica, intanto, vanno in frantumi vetrine di negozi di proprietà serba. «Sul ponte che separa la parte nord dal resto della città c’è un’accresciuta presenza dei Carabinieri italiani (contingente Nato della Kfor, ndr). Sono aumentate anche le pattuglie di Eulex, la missione Ue» prosegue l’attivista che poi pone l’accento, anzi, punta il dito contro le forze speciali della polizia del Kosovo. «Sia chiaro, parlo di forze speciali, non della polizia regolare. La paura tra i cittadini è ben oltre la media per la massiccia presenza di queste unità e le loro intimidazioni». La sua Ong Aktiv ha aperto una hotline per denunciare gli abusi. Lui stesso è stato minacciato e colpito allo stomaco da agenti delle forze speciali.

La paura si mescola alla «grande insoddisfazione», come la chiama l’attivista, dopo alcuni arresti ma soprattutto dopo mesi di frizioni (che un accordo Ue non ha attenuato) sull’immatricolazione delle targhe delle minoranze entro il sistema nazionale. Non una questione da poco, per chi la considera una resa alle autorità di un Paese che non riconosce, visto che l’indipendenza dichiarata da Pristina nel 2008 resta nulla agli occhi della Serbia. «Il dialogo tra Pristina e rappresentanti serbi credibili è l’unica possibilità per riportare stabilità» conclude Milicevic. «Non è troppo tardi, ma certo non si dialoga mandando le forze speciali».

https://www.avvenire.it/mondo/pagine/il-kosovo-sull-orlo-dell-esplosione-barricate-da-1

 

 

La Serbia sfida il Kosovo

TENSIONI ALLE STELLE TRA KOSOVO E SERBIA. LE TRUPPE DI BELGRADO IN STATO DI MASSIMA ALLERTA

Eretti nuovi posti di blocco in Nord Kosovo dalla minoranza serba nonostante richieste di rimuovere i precedenti. Il governo kosovaro è accusato di essere ostile e discriminare i serbi in Kosovo. Dacic: pronti a intervento in caso di attacchi a serbi

 

Tensione alle stelle in Kosovo, dove la minoranza serba che abita il Nord del Paese ha eretto altri posti di blocco durante la notte a Mitrovica, sfidando apertamente le richieste internazionali di rimuovere quelli predisposti in precedenza.

È la prima volta dall’inizio della recente crisi che i serbi bloccano le strade di una delle città principali. Finora le barricate erano state erette sulle strade che portavano al confine tra Kosovo e Serbia.

Le nuove tensioni arrivano dopo che ieri sera il ministro della Difesa Milos Vucevic ha annunciato che le forze armate della Serbia sono in stato di massimo livello di allerta. Nel darne notizia, i media a Belgrado hanno riferito che la decisione è stata presa per la necessità di difendere la popolazione serba di fronte a quelle che vengono ritenute le crescenti provocazioni e minacce da parte delle autorità di Pristina. I timori riguardano in primo luogo un possibile intervento della polizia e delle forze di sicurezza kosovare per rimuovere i blocchi stradali e le barricate che i serbi locali attuano da 17 giorni nel nord del Kosovo per protesta contro l’arresto ritenuto ingiustificato di tre serbi e per la presenza di massicce forze di polizia e forze speciali kosovare.

Vucic ha incontrato oggi i giornalisti insieme al patriarca serbo Porfirije, a cui ieri le autorità del Kosovo hanno impedito di entrare in Kosovo e di visitare una chiesa serba di epoca medievale in vista del Natale serbo-ortodosso, che si celebra il 7 gennaio come da tradizione cristiano-ortodossa. Vucic ha criticato l’Occidente e le autorità di etnia albanese del Kosovo per aver complottato insieme per “innescare disordini e uccidere i serbi” che presidiano le barricate. “Il loro obiettivo è di espellere la Serbia dal Kosovo…con l’aiuto dei loro agenti a Belgrado”, ha affermato, in apparenza riferendosi alla (rara) opposizione e ai media indipendenti, che criticano la sua gestione della crisi del Kosovo e le sue politiche sempre più autocratiche.

La Serbia, ha detto il primo vicepremier e ministro degli esteri Ivica Dacic, è pronta a intervenire in caso di attacco ai serbi del Kosovo. Anche se, ha aggiunto, Belgrado è sempre impegnata a risolvere tutti i problemi con il dialogo e a mantenere la pace nella regione. “Noi siamo per la pace e il dialogo, ma se si arrivasse ad attacchi fisici e all’uccisione di serbi, e se la Kfor non dovesse intervenire, la Serbia sarà costretta a farlo”, ha detto Dacic citato dai media. Il ministro degli esteri ha ricordato le tre linee rosse che Belgrado ritiene invalicabili – primo: creazione della comunità delle municipalità serbe in Kosovo; secondo: fermo no all’indipendenza del Kosovo e alla sua eventuale ammissione all’Onu e ad altre importanti organizzazioni internazionali; terzo: difesa della sicurezza e dell’incolumità fisica dei serbi del Kosovo.

Dopo le recenti notizie di sparatorie, l’ultima delle quali è avvenuta domenica, la forza internazionale in Kosovo, Kfor, ha  annunciato l’avvio di un’indagine sull'”incidente” con armi da fuoco avvenuto il giorno di Natale in una zona molto vicina ad una delle sue pattuglie. Come riportato sul canale Facebook della missione, all’incidente, avvenuto nella città kosovara di Zubin Potok, hanno  preso parte “sconosciuti armati”. Non ci sono stati feriti o danni materiali rilevanti. La Kfor ha chiesto a tutte le parti di astenersi dal compiere “dimostrazioni di forza” che potrebbero essere considerate una provocazione e di concentrarsi sulla ricerca di soluzioni per “garantire la sicurezza di tutte le comunità”, insistendo sul fatto che il modo migliore per risolvere la situazione è attraverso il dialogo.

I timori di violenza in Kosovo sono aumentati dall’inizio della guerra della Russia in Ucraina. Gli Stati Uniti e la maggior parte dei Paesi dell’Unione Europea hanno riconosciuto l’indipendenza del Kosovo, mentre la Serbia si è appoggiata a Russia e Cina nel tentativo di mantenere le proprie rivendicazioni territoriali. Il governo del Kosovo ha chiesto alle truppe della NATO di rimuovere i blocchi stradali serbi. Il primo ministro Albin Kurti, il comandante della KFOR (Kosovo Peacekeeping Force), il generale italiano Angelo Michele Ristuccia, e Lars-Gunnar Wigemark, a capo di una missione dell’UE per l’ordine pubblico, si sono incontrati ieri per discutere la situazione, ha dichiarato la KFOR su Twitter.

Sempre ieri è stato possibile vedere veicoli dell’esercito serbo sulle strade dirette al confine col Kosovo dove sono arrivati anche il ministro della Difesa serbo Vucevic e il capo di stato maggiore delle forze armate di Belgrado il generale Mojsilovic. La Serbia ha chiesto alla KFOR di dispiegare fino a 1.000 truppe nel nord del Kosovo, popolato da serbi, per proteggerli dalle presunte molestie dell’etnia albanese, che è la maggioranza nel Paese. Finora la richiesta non è stata accolta. Ad aumentare le tensioni, sempre ieri, il Patriarca serbo Porfirije si è visto negare l’ingresso in Kosovo, dopo aver detto che avrebbe voluto consegnare un messaggio di pace per il Natale serbo-ortodosso, che si celebra il 7 gennaio.

La Serbia non riconosce l’indipendenza, proclamata nel 2008, della sua ex provincia meridionale, popolata a stragrande maggioranza da albanesi. Incoraggia i 120.000 serbi del Kosovo a sfidare le autorità locali, in un momento in cui Pristina vuole stabilire la propria sovranità su tutto il territorio .

Il forte aumento della tensione interetnica nel nord del Kosovo si è fatto sentire all’inizio di novembre, quando centinaia di agenti di polizia serbi integrati nella polizia del Kosovo, giudici, pubblici ministeri e altri funzionari pubblici hanno lasciato in massa i loro incarichi, in segno di protesta contro una decisione, ora sospesa dal governo di Pristina, di impedire ai serbi che vivono in Kosovo di utilizzare targhe rilasciate dalla Serbia. La situazione con il Kosovo è “sull’orlo di un conflitto armato”, ha dichiarato la scorsa settimana il primo ministro serbo Ana Brnabic.

https://www.rainews.it/articoli/2022/12/tensioni-kosovo-serbia-le-truppe-di-belgrado-in-stato-di-massima-allerta-339e96d6-fcb7-4232-8827-b7cc5c3d3019.html

 

 

 

STA PER SCOPPIARE LA GUERRA TRA KOSOVO E SERBIA? GLI USA SOSPETTANO CHE I TEDESCHI, SOTTOBANCO, ‘TRESCHINO’ CON LA RUSSIA DI PUTIN…

 

  • La guerra in Ucraina è in realtà la guerra dell’Occidente contro la Russia. E potrebbe allargarsi con un nuovo conflitto nel cuore dell’Europa, con il Kosovo appoggiato dall’Occidente e con la Serbia sostenuta da russi e cinesi; 
  • La Gran Bretagna è infognata nella guerra in Ucraina fino al collo;
  • Gli americani hanno provocato la guerra in Ucraina usando gli ucraini e ora stanno lavorando per far scoppiare la guerra tra Kosovo e Serbia utilizzando i kosovari;
  • Gli USA hanno interesse a seminare il caos anche in Europa, continuando a controllarla. E, soprattutto, non hanno alcun interesse a favorire la Germania, perché hanno il fondato dubbio Paese che i tedeschi, sottobanco, ‘treschino’ con la Russia di Putin.

 

LA GUERRA IN UCRAINA È IN REALTÀ LA GUERRA DELL’OCCIDENTE CONTRO LA RUSSIA. E POTREBBE ALLARGARSI CON UN NUOVO CONFLITTO NEL CUORE DELL’EUROPA, CON IL KOSOVO APPOGGIATO DALL’OCCIDENTE E CON LA SERBIA SOSTENUTA DA RUSSI E CINESI  

La guerra tra Russia e Occidente in Ucraina continua. Se qualcuno ha ancora dubbi sul fatto che l’Ucraina sia solo il campo di battaglia e che a combattere contro i russi siano i Paesi occidentali, anglosassoni in testa, deve solo leggere le dichiarazioni che arrivano dal mondo dei Servizi segreti britannici sugli scontri che infuriano in queste ore nell’oblast di Donetsk e vicino a Svatove, a Luhansk, dichiarazioni riportate da Il Fatto Quotidiano: “La Russia continua ad avviare frequenti assalti su piccola scala in queste aree, anche se il territorio passato di mano è poco… A nord – prosegue il rapporto, secondo quanto reso noto dal ministero della Difesa di Londra – elementi della prima armata di blindati dell’esercito russo sono probabilmente tra le forze di Mosca recentemente schierate in Bielorussia. Questa formazione sta verosimilmente seguendo l’addestramento prima del suo dispiegamento ma è improbabile che disponga delle unità di supporto necessarie a renderla pronta al combattimento”. Di fatto, sono inglesi e americani che stanno combattendo in Ucraina. Combattono e perdono, perché i russi stanno dimostrando di saper mettere in campo un’indiscutibile superiorità strategica. Lo dimostrano le dichiarazioni, su Twitter, del Segretario di Stato americano, Antony Blinken, che condanna gli attacchi di dei militari russi alle infrastrutture strategiche per la popolazione ucraina, acquedotti e centrali elettriche. “La Russia ha bombardato più di un terzo del sistema energetico dell’Ucraina, facendo precipitare milioni di persone nel freddo e nell’oscurità, mentre le temperature diventano sempre più rigide. Riscaldamento, acqua, elettricità per i bambini, gli anziani e le persone malate: questi sono i nuovi obiettivi di Vladimir Putin”.

LA GRAN BRETAGNA È INFOGNATA NELLA GUERRA IN UCRAINA FINO AL COLLO 

Le dichiarazioni degli esponenti dei Servizi segreti britannici e del Segretario di Stato americano dimostrano due cose. La prima l’abbiamo già sottolineata: e cioè che a combattere la guerra in Ucraina contro i russi sono gli occidentali, inglesi e americani in testa. La seconda è che per l’Occidente l’Ucraina rischia di diventare un nuovo Vietnam. Ma voi riuscite a immaginare Henry Kissinger che, nel pieno di una guerra, riconosce la superiorità strategica dei propri avversari? Perché questo sta facendo, forse senza rendersene conto, il Segretario di Stato dell’amministrazione Biden: sta dando atto alla Russia di stare seguendo la strategia esatta per piegare l’Occidente in Ucraina: distruggere le infrastrutture civili dell’Ucraina – a cominciare da acquedotti e centrali elettriche – per costringere gli occidentali ad occuparsi di 20, 25, forse 30 milioni di ucraini che rischiano di restare in pieno Inverno privi di acqua e di riscaldamento! Così, se fino ad ora i russi hanno distrutto un terzo degli acquedotti e delle centrali elettriche ucraine, beh, debbono solo impegnarsi a distruggere il resto! Dichiarazioni sbagliate, quelle del segretario di Stato americano. A meno che… A meno che la strategia americana non sia proprio questa: creare una sorta di Vietnam dove gli Stati Uniti ci rimetterebbero al massimo un po’ di missili Patriot, lasciando la gestione del ‘Vietnam-Croazia’ all’Unione europea, Germania in testa…

GLI AMERICANI HANNO PROVOCATO LA GUERRA IN UCRAINA USANDO GLI UCRAINI E ORA STANNO LAVORANDO PER FAR SCOPPIARE LA GUERRA TRA KOSOVO E SERBIA UTILIZZANDO I KOSOVARI 

Non è facile capire quale sia la strategia americana. Né si capisce che cosa stia combinando il Governo Ucraino. Si rimane perplessi leggendo una dichiarazione del Ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, rilasciata all’Associated Press: “Il Governo dell’Ucraina punta ad avere un summit di pace entro fine Febbraio, preferibilmente alle Nazioni unite e con il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres come possibile mediatore, più o meno nel periodo dell’anniversario dell’inizio della guerra da parte della Russia”. Perché restiamo perplessi? I governanti dell’Ucraina pensano di arrivare a fine Febbraio mentre i russi continuano a bombardare le infrastrutture ucraine? E come pensano di passare i due mesi invernali? Con i gruppi elettrogeni forniti dall’Unione europea e, in generale, dall’Occidente? Tra l’altro, non riusciamo a capire dove il Governo ucraino vede la pace. In queste ore il Ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, in un’intervista all’agenzia Tass ha detto senza giri di parole che “funzionari anonimi del Pentagono” lavorano per ammazzare il presidente della Russia, Putin. Ovviamente, non sappiamo se tale notizia risponda al vero o se faccia parte della strategia russa tesa a ‘drammatizzare’ lo scenario di guerra. In entrambi i casi non ci sembra che ci sia volontà di pace. Del resto, in queste ore, in Kosovo soffiano venti di guerra. Per la cronaca, il Kosovo è uno Stato ‘inventato’ dagli occidentali in territorio serbo dopo la guerra nei Balcani degli anni 90, Stato che la Serbia non ha mai riconosciuto. E sono proprio gli americani, che appoggiamo il Kosovo insieme con l’Occidente, a volere la guerra, se è vero che, da quasi un anno, non fanno altro che provocare la minoranza serba che vive in Kosovo. Scoppierà una guerra tra kosovari e serbi? I presupposti ci sono tutti. Anche perché…

GLI USA HANNO INTERESSE A SEMINARE IL CAOS ANCHE IN EUROPA, CONTINUANDO A CONTROLLARLA. E, SOPRATTUTTO, NON HANNO ALCUN INTERESSE A FAVORIRE LA GERMANIA, PERCHÉ HANNO IL FONDATO DUBBIO CHE I TEDESCHI, SOTTOBANCO, ‘TRESCHINO’ CON LA RUSSIA DI PUTIN

… anche perché gli Stati Uniti d’America hanno l’esigenza di aprire un nuovo conflitto nel cuore dell’Europa. Gli americani stanno legittimamente difendendo l’area del dollaro insidiata dalla Cina e, in generale, dal BRICS e dagli altri Paesi non tanto vicini a Cina e Russia, quanto stanchi del dollaro americano. L’unico mezzo che gli americani oggi hanno a disposizione per bloccare il possibile scivolone del dollaro è aprire fronti di guerra e seminare il caos nei mercati internazionali. Nel caso dell’Europa, poi, va detto che gli americani non si fidano dei tedeschi: e hanno ragione. Non i tedeschi ma la classe dirigente tedesca è banditesca e dalle mille facce. Lo sanno tutti che i russi, da anni, gestiscono il gas con i socialdemocratici tedeschi. Con la ‘benedizione’ della Cina. Ma questo non può andare bene agli USA. Così sono saltati in aria i gasdotti che attraversano il Mar Baltico, Nord Stream 1 e Nord Stream 2. Erano i gasdotti ‘socialdemocratici’ attraverso i quali il gas russo sarebbe dovuto arrivare in Germania e nel resto d’Europa. In queste ore Putin si dice pronto a riaprire il gas all’Europa. Ma non crediamo che gli Stati Uniti commetteranno anche questo errore. In questo momento gli americani hanno interesse a seminare il caos anche in Europa, continuando a controllarla. E, soprattutto, non hanno alcun interesse a favorire la Germania, perché hanno il fondato dubbio che questo Paese, sottobanco, ‘treschi’ con la Russia di Putin. Guerra totale, insomma. Perché, ad esempio, gli statunitensi hanno abbandonato l’Afghanistan? Perché erano stanchi? Ma quando mai! Lo hanno fatto solo perché, matematicamente, in questo Paese sarebbero arrivati caos e guerra. In Iran i diritti civili sono stati ridotti alla fine degli anni ’70 del secolo passato, con la rivoluzione khomeinista. Come mai l’Occidente se ne accorge solo ora? Semplice: sono gli americani che vanno a seminare zizzania in Iran, strumentalizzando la popolazione iraniana. Perché in Perù hanno destituito il presidente socialista Pedro Castillo? Per lo stresso motivo per il quale sono state ‘taroccate’ le elezioni presidenziali in Brasile facendo perdere il presidente uscente, Bolsonaro, ovvero per cercare bloccare lo ‘scivolamento’ del Sudamerica verso Cina e Russia. E’ causale che si sia riacceso il conflitto tra israeliani e palestinesi? E potremmo continuare con altri fronti di guerra presenti e in divenire. Altro che pace!

https://www.inuovivespri.it/2022/12/27/scoppia-guerra-kosovo-serbia-guerra-ucraina-usa-germania-antony-blinken-russia-putin/

 

 

 

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Dimash
Dimash
9 mesi fa

Carrellata di possibili conflitti, e ci aggiungerei anche la possibile guerra civile in Brasile( predetta ad Anguera):

https://www.panorama.it/news/dal-mondo/2023-terrorismo-guerra-tensione-cina-taiwan

P.Riesz_
P.Riesz_
9 mesi fa

Una semplice analisi:

https://cambiailmondo.org/tag/crisi-globale/

{Il dollaro non è soltanto uno strumento di guerra per gli Usa, ma rappresenta l’architrave stessa della loro egemonia mondiale: col dollaro gli Usa finanziano il loro Stato e indirettamente tutta la loro economia. Senza il dollaro gli Usa non potrebbero sostenere il loro enorme doppio debito, quello pubblico e quello commerciale. Quando il dollaro divenne moneta mondiale gli Usa producevano la metà del prodotto interno mondiale e detenevano il 21,6% delle esportazioni mondiali (1948). Oggi, la Cina ha scalzato gli Usa dal loro primato economico. In questa fase storica, l’economia statunitense ha un carattere fortemente parassitario. Anche più di quanto non accadesse all’epoca dell’egemonia britannica. L’imperialismo britannico poteva basarsi sulle risorse estorte alle colonie, in particolare all’India, dalla quale fluiva il surplus commerciale verso il centro finanziario di Londra[http://www.laboratorio-21.it/le-tendenze-del-capitale-nel-xxi-secolo-tra-stagnazione-secolare-e-guerra/#_edn14]. Tuttavia, la sterlina era basata su qualcosa di tangibile, cioè sull’oro. Oggi, il dollaro non ha dietro di sé nulla di concreto e di reale che non siano le Forze armate statunitensi.

Dal momento che hanno perso la loro egemonia economica, gli Usa fanno sempre più affidamento sull’influenza geopolitica, che deriva in gran parte dal fatto che gli Usa possono disporre di una forza militare senza confronti. La spesa militare degli Usa è pari a 778 miliardi di dollari, mentre quella del secondo paese in classifica, la Cina, è di 252 miliardi, e quella della Russia è di 61,7 miliardi. In totale, il budget militare dei primi 10 Paesi del Mondo equivale a malapena al budget Usa.

Si innesca, a questo punto, un circolo vizioso: gli Usa mantengono l’egemonia del dollaro grazie alla forza militare e mantengono la forza militare, finanziandosi grazie al dollaro. Quindi, se il dollaro perde forza a livello mondiale risulta più difficile per gli Usa mantenere la loro forza militare e se viene meno quest’ultima viene meno anche l’egemonia del dollaro. Insomma, se si rompe il “giocattolo” del dollaro, gli Usa rischiano una crisi radicale.

Il peggioramento dei rapporti di forza economici e la necessità di mantenere, nonostante questo declino, l’influenza geopolitica spingono gli Usa verso la tendenza alla guerra. Una guerra che alcune volte viene combattuta direttamente, come in Iraq, e a volte indirettamente, come in Ucraina. Nella guerra attualmente in corso il vero oggetto del contendere è l’influenza geopolitica degli Usa e, attraverso di essa, la capacità del dollaro di mantenersi moneta di scambio e di riserva mondiale.}

In guerra, come in ogni impresa, occorre non fare errori e se capitassero bisogna predisporre adeguate contromisure. Il primo e grossolano errore degli Usa consiste nel lanciare come testa di ariete l’Ucraina contro la Russia e nel contempo lanciare sanzioni finanziarie in modo da creare un crollo nel sistema produttivo russo. Le sanzioni hanno sostanzialmente fallito: i danni maggiori li ha ricevuti l’occidente per il semplice motivo che la Russia è produttrice di materie prime e per questo ha l’appoggio di mezzo mondo. Nell’azione militare i russi hanno avuto problemi perché non avevano una strategia chiara. Con l’arrivo del generale Surovikin la macchina da guerra russa ha iniziato a funzionre; per minimizzare le perdite si sono ritirati da territori poco difendibili e si sonono concentrati nel Donbass. Bisogna capire che da quando sono comparse le armi da fuoco, il dio della guerra sulla terraferma si chiama artiglieria; i russi sono buoni artiglieri. Con l’innovazione tuttora in corso con i droni a supporto, con l’aviazione, con i satelliti, l’artiglieria è la chiave del successo nelle battaglie. Ora gli ucraini hanno iniziato ad avere serie difficoltà: nel Donbass si ha il rappoto 1 a 9 per i cannoni trainati o su carro armato a favore dei russi; le perdite sono in proporzione: è la strategia di Surovikin. Vi sono poi ulteriori problemi per gli ucraini: inizialmente gli stabilimenti militari di epoca sovietica riuscivano a confezionare 7 mila proiettili al giorno; ora la produzione è diminuita a causa dei bombardamenti e degli stabilimenti e delle centrali elettriche.

Gli Usa sono una potenza marinara; la loro produzione di proiettili si aggira sui 40 mila ma al mese e la cosa è preoccupante per gli ucraini. Inoltre le armi perdute è in numero impressionante; mentre la Russia non ha problemi a produrre 20 mila proiettili a giorno e ad usarli sul campo per un tempo indefinito.

Inoltre la Russia sta riorganizzando l’esercito per un eventuale scontro con la Nato:
https://k-politika.ru/rossiya-perestraivaet-armiyu-nachalas-podgotovka-k-novoj-velikoj-otechestvennoj/?utm_source=warfiles.ru
La Russia sta ricostruendo l’esercito: sono iniziati i preparativi per una nuova Grande Guerra Patriottica. 27/12/2022.

{L’ultima riunione del collegio del Ministero della Difesa ha mostrato che la massima leadership politico-militare del Paese è consapevole dei problemi dell’esercito e intende ricostruirlo radicalmente, abbandonando innovazioni che non sono giustificate.

Il difficile corso dell’NMD ha spinto la leadership russa a lanciare una riforma su larga scala delle forze armate. Lo ha annunciato il 21 dicembre nella riunione finale del collegio del ministero della Difesa il presidente Vladimir Putin e il capo del dipartimento militare Sergei Shoigu.

Abbiamo analizzato le novità espresse dal capo dello Stato e dal capo del ministero competente, e le abbiamo messe in relazione con i problemi e le esigenze del nostro esercito emerse in questi mesi. La prima conclusione preliminare è la seguente: il nostro Paese sta tornando ai principi tradizionali dell’organizzazione militare per l’Impero russo e l’Unione Sovietica, ma tenendo conto delle realtà moderne.}

mario mancusi
mario mancusi
9 mesi fa

Tensione a Brasilia per l’insediamento di Lula. Sventato un attentato con un camion-bomba
Tensione a Brasilia per l’insediamento di Lula. Sventato un attentato con un camion-bomba (msn.com)

Sale la tensione a Brasilia in vista della cerimonia di insediamento di Lula alla presidenza dopo l’arresto, la vigilia di Natale, di George Washington de Oliveira Sousa, un 54enne benzinaio che voleva far saltare in aria un camion con una bomba a innesco nei pressi dell’aeroporto della capitale. Questo supporter di Bolsonaro dallo sguardo stralunato ha confessato alla polizia durante il suo primo interrogatorio che il suo piano era «creare caos» per così «fare dichiarare lo stato d’assedio in Brasile» con annesso «intervento delle Forze Armate». Obiettivo? Impedire l’insediamento di Lula, il prossimo 1° gennaio, ed evitare «l’installazione del comunismo nel paese».

mario mancusi
mario mancusi
9 mesi fa
Rispondi a  mario mancusi

2.522 – 14.05.2005
La capitale del Brasile vivrà momenti di angoscia e il sangue scorrerà nella famosa piazza.
3.886 – 12 ottobre 2013
Inginocchiatevi in preghiera per il Brasile. La vostra nazione berrà il calice amaro del dolore. Gravi conflitti si diffonderanno per il Brasile e un grave e doloroso attentato richiamerà l’attenzione del mondo. Sono vostra Madre Addolorata e soffro per quello che vi attende
Nella famosa piazza cadrà e la croce sarà pesante per i Miei poveri figli.” (4470)

ricordiamo gli altri messaggi:
4.042 – 4 ottobre 2014
Cari figli, camminate verso un futuro doloroso. La Terra della Santa Croce berrà il calice amaro della sofferenza. Si diffonderanno conflitti violenti e il dolore sarà grande per i miei poveri figli.

2.513 – 23.04.2005
Cari figli, inginocchiatevi in preghiera supplicando la misericordia di Dio per la vostra nazione. Il fumo del demonio si è diffuso in Brasile, causando cecità spirituale in molte anime. Ritornate in fretta. Pentitevi dei vostri peccati. La vostra nazione inciamperà e lungo le strade ci saranno conflitti e spargimento di sangue. Il Brasile sarà in guerra. La bandiera: ecco che in essa vi è la causa della guerra. Pregate molto.
2.606 – 24.11.2005
La Stella perderà la sua brillantezza.
2.663 – 04/04/2006
Cari figli, la stella del sud perderà la sua brillantezza e gli uomini temeranno i grandi eventi.
2.745 – 12/10/2006
Cari figli, sono la Madre e la Regina della vostra nazione. Inginocchiatevi in preghiera per il Brasile. Una stella del vostro Brasile si spegnerà e porterà sofferenza per molti. State attenti.

2.839 – 19/05/2007
Dio è rattristato a causa dei vostri peccati. La capitale del Brasile sarà vittima del suo stesso popolo. Ci sarà grande distruzione. Pregate. Pregate. Pregate.
2.496 – 17.03.2005
Cari figli, un uomo cieco, un uccello veloce, uomini riuniti e un piatto rotto. Chi guarda solo se stesso perde la grazia di Dio.
2.800 – 17.02.2007
Arriverà il giorno in cui tre poteri saranno dominati. Pregate per il Brasile. Dio vuole salvarvi.

mario mancusi
mario mancusi
9 mesi fa
Rispondi a  mario mancusi

Brasile ad alta tensione, Lula alimenta le divisioni – La Nuova Bussola Quotidiana (lanuovabq.it)

Brasile ad alta tensione, Lula alimenta le divisioni
Clima esplosivo in Brasile a pochi giorni dall’inaugurazione (1 gennaio) del mandato di Lula. Le nomine per il Governo, che includerà anche estremisti di sinistra, non facilitano la riconciliazione. E l’arresto del 24 dicembre, a Brasilia, di un improvvisato attentatore diventa l’occasione per demonizzare ulteriormente Bolsonaro e le opposizioni.

A pochi giorni dall’inaugurazione del mandato di Lula da Silva come presidente del Brasile, il Paese rimane sempre più diviso. Certamente il colloquio cordiale, strategico e amichevole tra Lula e Putin, non deve aver tranquillizzato gli elettori moderati e conservatori interni, né Paesi come gli Stati Uniti di Joe Biden che, pur odiando Bolsonaro per la sua amicizia con Trump, non desidera vedere il Brasile ritornare nelle braccia di Russia e Cina.
Il 22 dicembre Lula da Silva, rimangiandosi l’impegno di ricucire il Paese lacerato, ha deciso di anticipare alla stampa la nomina dei ministri del suo prossimo esecutivo: 16 personaggi tutti appartenenti alla coalizione di sinistra che l’ha sostenuto con l’inserimento di estremisti di sinistra, ad esempio Luciana Santos del Partito Comunista del Brasile, futuro ministro della Scienza e della Tecnologia, anche se è stata condannata recentemente per abuso d’ufficio e irregolarità amministrativa. Nomine che divideranno ancor più un Paese in crescita e che grazie al Governo Bolsonaro ha ridotto al minimo storico il debito pubblico, ottenuto un surplus della bilancia commerciale del primo semestre del 2022 di 6.5 miliardi di dollari e ottenuto il 23 dicembre scorso 500 milioni di dollari dalla Banca Mondiale per contrastare l’emergenza climatica.
A fronte di questi dati economici, Lula ha indicato come prossimo ministro delle Finanze un suo fedelissimo del Partito dei Lavoratori, l’ex sindaco di San Paolo Fernando Haddad, ignorante in economia, contrario alla libertà del mercato e statalista. A conferma di una prossima politica economica che aumenterà debito e spesa pubblica, il parlamento ha approvato nei giorni scorsi un emendamento costituzionale che permetterà a Lula di aumentare a 28 miliardi di dollari la spesa pubblica per la lotta alla povertà e il sostegno alimentare alle famiglie. Per inciso, la scelta di Haddad alle Finanze certamente ha convinto Binance, uno dei colossi delle criptomonete americane e sostenitore del Partito Democratico nelle elezioni di novembre, a nominare il nipote di Haddad come nuovo amministratore delegato delle proprie attività in Brasile.
Il presidente Lula ha deciso anche di vietare la presenza e le riprese della sua inaugurazione e del suo giuramento al network radiotelevisivo conservatore brasiliano Jovem Pan TV. Il clima è torrido, tanto che sabato 24 dicembre è stato arrestato a Brasilia un improvvisato attentatore che voleva far esplodere un ordigno per impedire l’inaugurazione di Lula. L’arresto dell’improbabile dinamitardo ha dato l’occasione al nuovo ministro alla Giustizia in pectore, Flavio Dino, per ribadire che i campi ‘patriottici’ (tende e sit-in di protesta fuori dalle caserme dell’esercito per chiederne l’intervento contro i brogli di Lula), sono “diventati incubatori di terroristi” e promettere che “non ci sarà alcuna amnistia per i terroristi, i loro sostenitori e finanziatori”. Vendetta anche dopo la vittoria, come già annunciato dallo stesso Dino il 20 dicembre.
Ad accrescere il clima di tensione e aizzare la voglia di sterminio politico delle opposizioni, sono le voci sulle dichiarazioni dell’uomo arrestato, tal George Washington de Oliveira Sousa, il quale avrebbe detto ai magistrati che l’ispirazione del suo gesto l’aveva tratta dai discorsi patriottici di Bolsonaro e da una ‘chiamata’ alle armi che però l’ex presidente del Brasile mai ha fatto. Trombe e rulli di tamburo risuoneranno a Brasilia nell’inno nazionale durante il giuramento di Luiz Inácio Lula da Silva il 1° gennaio prossimo; le sonate ufficiali però presto lasceranno il posto agli inni dei sostenitori del Partito dei Lavoratori che invitano il presidente uscente Jair Bolsonaro ad andarsene dal Paese e scomparire per sempre dalla vita politica brasiliana. Non sarà facile riconciliare un Paese così diviso. Le nomine del Governo di Lula, che finora hanno favorito la sinistra e i fedelissimi di partito, hanno allontanato le speranze di coloro che speravano nell’unità almeno con i moderati del Paese e con le forze produttive delle piccole e medie imprese. Il Brasile sconta anche una classe politica di sinistra assetata di vendetta e desiderosa di eliminare dallo scenario politico interno ogni leader che possa coalizzare una opposizione capace, almeno per i numeri in parlamento, di opporsi allo sperpero di denaro pubblico e alle prossime misure favorevoli ad aborto, gruppi Lgbt ed educazione all’ideologia del gender che certamente Lula proporrà e vorrà far approvare.
In questo clima, che ci siano teste calde da entrambi i lati della contesa politica è scontato; preoccupa però come il Governo e alcuni ministri e magistrati si ergano a novelli Robespierre, ‘tagliatori’ di teste di chiunque non si adegui al nuovo verbo socialcomunista carioca e di chi, nel rispetto delle procedure istituzionali, chieda una indagine seria sulle frodi elettorali e le azzardate decisioni dei magistrati ‘rossi’.
Il Brasile scivola verso la democrazia socialista e bolivariana che in Venezuela governa da decenni con l’applauso e il sostegno del Gruppo di Puebla e del Foro di San Paolo, di leader di sinistra intolleranti, anti-democratici, foraggiati da Russia e Cina e, ahinoi, coccolati dai Socialisti europei e dai Democratici statunitensi.

Yokupoku
Yokupoku
9 mesi fa

Complimenti Remox, dott.G.I. e tutti gli altri per il gran lavoro svolto qui ,
e anche se tardivamente Auguri ,

nel frattempo pare che lorologio della storia continui a ticchettare…
tic la panscemia
tac la guerra

tic il papa
https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2022/12/28/il-papa-chiede-preghiere-per-benedetto-xvi-e-molto-ammalato_5145f8be-52f4-473c-9e5a-68b826f592e2.html

Spring
Spring
9 mesi fa

Profeticamente la ricapitolazione appare lontana, però qua il mondo va sempre più in subbuglio.

vincenzo in guayas
vincenzo in guayas
9 mesi fa
Rispondi a  Spring

Ci sono profezie piu’ vicine alle cause prime e altre che descrivono cause seconde.Quest’ultime si prestano al metodo induttivo.Per cosi’ dire “la conta”,ma le prime muovono qualcosa dall’interno e dal profondo.Come nei mercati finanziari le seconde possono accadere in maniera sorprendentemente e fraudolentemente accelerata,attraverso montagne di scambi preparati nelle “dark room” e buttati tutti assieme a un certo momento.A me successe in passato di perdere soldi nel trading pur indovinando attraverso analisi dei grafici che un certo asset doveva prima scendere e poi salire.Fece entrambe le cose con un movimento quasi unico,istantaneo,a una velocita’ molto piu’ elevata di quella con cui procedevano gli scambi da giorni.Ormai vita spirituale e vita pratica convergono,e percio’ per non farsi fregare credo sia meglio concentrarsi sulle cause prime.Invece, paradossalmente,vedo in giro una fregola contraria,e lo reputo segno di follia incombente.Ho nostalgia dei veri giornalisti di una volta,che ti davano una sintesi con parole proprie,una sintesi dotta ma adattata al lettore.Troppi copia incolla,anche dotti ,e di livello universitario,lasciano il tempo che trovano.Solo confusione,non ci fai niente,ti resta pochissimo.Mi trovo sempre bene con Dott. GI,Remox e Nicola_Z .Il bravo P.Riesz_invece sto cominciando a mandarlo un po’ a quel paese, non me ne voglia,significa pur sempre che ci tengo a leggerlo.Di qualcuno bisogna pur fidarsi,per sentito dire o letto,non serve che ci metta tutto sotto il naso,senza peraltro risolvere nessun dubbio. Blondet ,che non è Guareschi, moltiplica post super dettagliati,quasi per addetti ai lavori.Assurdo,forse li delega direttamente all’intelligence:potrebbe magari copiaincollarli su qualche rivista specializzata.Anche se qualche volta alza il tiro con brevi post spiritualeggianti.Non siamo professionisti dell’informazione,,siamo uomini della strada,veraci pero’, e dobbiamo pensare all’anima,e poi non so che medicine prendiate voi,ma io ne prendo poche e non mi bastano per stare troppo seduto.Devo muovermi,e ho il difetto,o la nevrosi, che dove comincio voglio finire,anche se nel frattempo arriva la notizia di pregare perchè Benedetto XVI è entrato in agonia.Ma…hai voglia “finire”,prima bisogna proseguire e proseguire,a rischio di non sapere piu’ chi sei cosa cerchi e cosa stai facendo.Troppa modernita’…forse.Anche una recensione deve avere un capo e una coda,e,sia pure senza essere unilaterale e autoreferenziale,e accennando alle diverse ipotesi, deve suggerire una certa univocita’,indicare un opinione prevalente.Senno’sembra modestia bergogliesca,finta modestia,che o si pronuncia troppo(come sulla Madonna corredentrice) in maniera apodittica, o non si pronuncia per niente e si mette su un piano falsamente superiore e “professionale”.

vincenzo in guayas
vincenzo in guayas
9 mesi fa

P.S.:per chi non lo sapesse,non sto straparlando,sto solo invocando il dono dello Spirito Santo chiamato “Scienza”(ironia divina, di un Dio i cui pensieri non sono i nostri pensieri e le cui vie non sono le nostre vie). A questo proposito ieri riflettevo su una frase di padre Gabriele Amorth al demonio:”Tu sei la piu’ stupida creatura dell’Universo”.Raccontava che il demonio accuso’ il colpo,abbozzo’, pur cercando di difendersi.Concordo e ne faccio deduzioni.Passi che Lucifero abbia smesso di fare il vero lavoro di un angelo,cioe’ contemplare e “intendere” Dio,e quindi di bere l’acqua che chi la beve non avra’ mai sete,per dirla col Vangelo,e abbia cominciato ad avere sete e fame;passi che questa inquietudine lo abbia portato a concepire il male e credersi geniale nel male.Essendo la prima delle creature spirituali, secondo solo a Dio,Spirito Eterno Creatore e Onnipotente,ha volto questa fame e questa sete a un progetto “unionista”,globalista, mondialista,che sfrutta tutti gli alti e si prende tutto,fingendo di promuoverli in questa crescita individuale,mentre lascia Dio a parte, a occuparsi di rispettare il libero arbitrio degli spiriti creati.Satana piu’ tutti gli altri spiriti erano la realta’,e Dio un’altra realta’.a lato.Dio poteva continuare a creare, e lo fece,creando gli uomini,e Satana poteva continuare a cercare di tentare e far cadere spiriti e corpi.Pero’ restava che Dio era Onnipotente,a tal punto che comanda anche all’Inferno,moderandolo quanto a pena del senso e torture perverse varie.Come se un marito si facesse adultero e trovasse delle amanti,ma con queste amanti potesse fare solo cio’ che permette la moglie(in questo esempio, Dio).Basta prenderci gusto,certo,un essere puo’ abituarsi a tutto,ma è da poveretti accontentarsi di cosi’ poco per ripicca. Satana fa cosi’,e ha una casa sporca, buia,piena d’insetti,puzzolente.Era il primo spirito dopo Dio! Dico questo perchè questi tempi stanno precipitando nella stupidita’.Vero che arrivare in Paradiso di per se’ e’ difficilissimo,impossibile senza Dio,e prima o dopo senza aiuti celesti tutti rinunceremmo.Vero anche,pero’,che l’Inferno è troppo stupido per prenderci gusto.La stupidita’ è madre e figlia dell’Inferno.Vero che la Croce sembra una imposizione,un tradimento da un Dio che abbiamo scelto perche’ abbiamo scoperto che ci ama,ma tra l’impossibilita’ del Paradiso e la stupidita’ dell’Inferno(alla faccia del “Anche l’inferno va bene quando un Paradiso non ce l’hai”,la Croce è la soluzione logica e facile,perchè la soffri ma non la gestisci tu,la gestisce la regalita’ terrena di Cristo,e condivisa con la B.V.M.Ti basta accettarla e offrirla.Vedo stupidita’ crescente in giro nella gente, unita a super attivismo e avidita’ cieca.Brutto segno premonitore nel campo delle cause vicine a quelle prime,ma confido nell’Avvertimento.

vincenzo in guayas
vincenzo in guayas
9 mesi fa

Particolare che ho dimenticato:il peccato di Adamo ed Eva,di fatto, non fu di non accontentarsi, ma,al contrario di accontentarsi.Ovvio,e pure cosi’ comune.Anche tra fidanzati che non aspettano la Cerimonia nuziale per unirsi.Avere qualcosa di buono,che non è ancora il massimo che Dio vuole darti, e credere che ti possa bastare pur di diventare piu’ “intero” mettendo Dio da parte.Come no,basta vedere quel tale del WEF in spiaggia vestito da donna con i guanti fino al gomito,alla sua eta’…. :-)Ma Indopama ci dice che quello sa bene cosa fa e Dio è d’accordo.Contento Indopama…

Spring
Spring
9 mesi fa

In breve … siamo o no al capolinea? 🤔

vincenzo in guayas
vincenzo in guayas
9 mesi fa
Rispondi a  Spring

Non lo so,ma so che nel 2018 pensavo che mi sarei accontentato di arrivare a prendere la pensione fino al 2023.Poi quel che veniva veniva,era tutto guadagnato.L’importante,dal nostro punto di vista, è non averla presa in spiaggia…

mario mancusi
mario mancusi
9 mesi fa

Preghiamo sembra che Papa Benedetto sia entrato in agonia
Benedetto (maurizioblondet.it)

Dimash
Dimash
9 mesi fa
Rispondi a  NICOLA_Z

Nel caso di morte di Ratzinger inizierebbero per certo, se non sono già iniziati dalle sue dimissioni, gli Ultimi tempi, come detto a Garabandal. Rimarremmo nelle mani di Bergoglio, con la Chiesa allo sbando. Inizierebbero i tempi più bui di sempre, di disorientamento e sbandamento totale di moltissimi che sono ancora credenti. Ma vediamo se Dio vuole accordargli ancora del tempo, per fare da freno alla deriva neoumanesima e antropocentrica della Chiesa

Spring
Spring
9 mesi fa

Altro caos?

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