Un’ipotesi sul PETRUS ROMANUS di san Malachia

scritto da dott.G.I.
11 · Dic · 2022

Romanus sedendo vincit.

(Varrone, De re rustica 1.2)

 

 

So che ci sono molte persone che non credono che la cosiddetta profezia di san Malachia sia autentica. Quello che ho imparato, mi porta a crederci, indipendentemente da chi l’abbia scritta. Poiché credo anche alle apparizioni di Garabandal, ebbene, sono proprio queste rivelazioni (confermate da santi come san Pio da Pietrelcina e Madre Teresa di Calcutta), a dirci che termineremo, almeno nella Chiesa, un ciclo importante, la fine dei tempi attuali, per entrare in una nuova fase di rigenerazione spirituale della Chiesa e del mondo.
Secondo il messaggio di Garabandal, alla morte di Giovanni XXIII, rimangono 4 Papi fino alla “fin de los tiempos” (Paolo VI, Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI). Se confrontiamo la “fine dei tempi” (come descritta dalla Vergine) con la lista di san Malachia, osserviamo che l’ultimo Papa prima della “fine dei tempi” corrisponde al motto “Gloria olivae”.

Come descrive S. Malachia il periodo seguente?

«In persecutione. extrema S.R.E. sedebit.
Petrus Romanus, qui pascet oves in multis tribulationibus, quibus transactis civitas septicollis diruetur, & judex tremendus judicabit populum suum. Finis.»

«Nella persecuzione ultima della Santa Romana Chiesa siederà.
Pietro Romano, il quale pascerà le pecorelle tra molte tribolazioni: passate le quali, la città dai sette colli sarà distrutta, ed il temibile giudice giudicherà il suo popolo. Fine.»

Sembra logico desumere che il Papa che siederà sul trono di Pietro durante l’ESTREMA (= ultima) persecuzione sia Petrus Romanus.

È ovvio che la distruzione di Roma segnerebbe a suo modo una “fine” (molte profezie ne parlano).
Ma “fine” di che cosa? Fine del mondo? Noo! Fine delle persecuzioni alla Chiesa e inizio di un tempo nuovo, dopo il terribile giudizio del Judex tremendus (che non è il Giudizio universale) durante il quale Roma stessa perirà (come alcune nazioni).

Il “Finis” scritto nella profezia non significa “fine del mondo” (altrimenti sarebbe stato scritto in altro modo), ma “fine della profezia”, a significare che la visione si interrompe lì e così pure la profezia.

Medaglioni dei Papi nella Basilica di San Paolo fuori le Mura. Dopo l’ultimo tondo nella foto, bisognerà svoltare parete.

Benedetto XVI ha dato questa ironica risposta in merito alla profezia.

Il giornalista e scrittore tedesco Peter Seewald, nel libro-intervista Ultime conversazioni (Garzanti 2016) gli pose questa domanda:

«Lei conosce la profezia di Malachia, che nel Medioevo compilò una lista di futuri pontefici prevedendo anche la fine del mondo, o almeno la fine della Chiesa. Secondo tale lista il papato terminerebbe con il suo pontificato. E se lei fosse effettivamente l’ultimo a rappresentare la figura del papa come l’abbiamo conosciuto finora?».

La risposta è stata:

«Tutto può essere. Probabilmente questa profezia è nata nei circoli attorno a Filippo Neri. A quell’epoca i protestanti sostenevano che il papato fosse finito, e lui voleva solo dimostrare, con una lista lunghissima di papi, che invece non era così. Non per questo, però, si deve dedurre che finirà davvero. Piuttosto che la sua lista non era ancora abbastanza lunga!».

La profezia, dunque, proverrebbe – c’è un enorme «probabilmente» – da san Filippo Neri o da quelli che il papa chiama «circoli» che erano attorno al santo. Non si sa e non importa.
Sta di fatto – e questo è certo – che la cosiddetta profezia sui Papi fu pubblicata nel 1595, a Venezia, dal monaco benedettino Arnold Wion, sulla base di un manoscritto da lui attribuito, appunto, a san Malachia, abate e arcivescovo cattolico irlandese, di Armagh.

La breve lista (Prophetia S. Malachiae Archiepiscopi, de Summis Pontificibus) è inserita nell’opera in lingua latina, Lignum Vitae (1595), che il Wion introduce soltanto con queste parole:

«San Malachia, Irlandese, monaco a Bevehor e arcivescovo di Armagh, dopo aver svolto questo ufficio per molti anni, per umiltà, abdicò alla propria carica attorno all’anno del Signore 1137 e, ritiratosi a Down, vi rimase felice fino al termine della sua esistenza. Morì il 2 novembre 1148 (stando alla biografia che ne scrisse San Bernardo).
Restano tre lettere di S. Bernardo a lui (indirizzate), cioè la 315, 316 e 317.
Si tramanda che egli abbia scritto pure alcuni opuscoli, dei quali fino ad ora non vidi nulla, eccetto una certa profezia sui Sommi Pontefici, la quale, poiché è breve e (per quello che so) non ancora stampata e da molti desiderata, qui da me è inserita.»

Che cosa dice l’autore, Arnold de Wyon? (e noi non abbiamo motivo di non credergli, perché nel Lignum vitae sono stati inseriti molti altri documenti storici ai quali gli studiosi credono). Afferma che di tutte le opere scritte da san Malachia, egli non ha trovato NULLA personalmente negli archivi (“nihil hactenus vidi“, “non vidi nulla”), eccetto una breve profezia che, a motivo della sua brevità, egli ha inserito nel libro che stava per pubblicare. L’ha trovata lui personalmente (“vidi“, in latino significa “vedere coi propri occhi”), è di San Malachia e l’ha inserita perché era breve. Non aveva motivo di mentire questo monaco benedettino.

Il volume è qui e chiunque può consultarlo.

Allego un estratto delle sole pagine in oggetto (dalla pagina 307 alla pagina 311).

Profezia di san Malachia

Si è molto discusso sull’autenticità di questa profezia, e molti sono i misteri che la circondano. Non mi soffermerò su questo (v. qui).
Scorrendo l’elenco dei papi descritti da Malachia, ci accorgiamo che i 111 papi da lui descritti sono trascorsi. Benedetto XVI corrisponderebbe all’ultimo, contrassegnato come Gloria olivae, la gloria dell’ulivo, che richiama un simbolo benedettino.

Saremmo dunque arrivati all’ultimo, a «Petrus Romanus». Chi è questi?

È papa Francesco, il vescovo arrivato dalla «fine del mondo», come egli ebbe a definirsi la sera dell’elezione, parlando alla folla di piazza San Pietro? Molti pensano che sia Papa Francesco.

 

 

GARABANDAL E LA PROFEZIA DEI PAPI

Nell’interpretazione della lista, come scrissi in un lontano commento, io seguo il padre Juan Manuel Igartúa, studioso di Garabandal e il suo libro El Enigma de la Profecia de S. Malaquias Sobre los Papas.

Secondo questo studio, la disposizione tipografica originale del Lignum vitae (pubblicato, ripeto, nel 1595), mostra i singoli motti sempre separati da un punto e da un accapo. Sicché, dopo Gloria olivae ci sarebbero due motti e non uno solo.

Per chiarezza visuale, osservando gli ultimi 7 motti:

107. Pastor et nauta. (Giovanni XXIII)

108. Flos florum. (= Paolo VI)
109. De medietate lunae. (= Giovanni Paolo I)
110. De Laboris solis. (= Giovanni Paolo II)
111. Gloria oliuae. (= Benedetto XVI)
112. In _pfecutione. extrema S.R.E. sedebit. (= Francesco?)
113. Petrus Romanus… (???)

Questa disposizione tipografica è chiaramente visibile nel testo originale del 1595 (p. 311), anche se non si ha la certezza se quella strana sistemazione delle parole sia dovuta ad una precisa volontà dell’editore o alla mancanza di spazio o ad altro motivo.

Dunque, il motto:
«Nella persecuzione ultima della Santa Romana Chiesa regnerà (siederà).»,
potrebbe indicare un papa specifico, distinto dal seguente «Petrus Romanus».

I motivi principali sono tre:

1) perché il motto termina con un punto fermo («sedebit.»);
2) perché dopo il punto c’è un accapo (nuova riga, a capo, nuovo motto).
3) il rientro: il “-ma” della parola «extre-ma» è spostato più a destra e indica un paragrafo diverso da quello con «Petrus».

Quella sporgenza che dà RILIEVO alle parole «Petrus Romanus», sembra indicare che sia un motto, distinto dal motto «In persecutione.».

Ebbene, questa ipotesi interpretativa, che trova origine nella disposizione tipografica del libro stampato nel 1595, si è scoperto non essere una semplice suggestione di noi lettori moderni, non avvezzi a leggere quelle prime edizioni cinquecentine.
In una successiva edizione del 1598, realizzata appena tre anni dopo dal padre Roberto Rusca, cistercense, che ripubblica la lista, gli ultimi due motti SONO ANCORA PRESENTATI COME CHIARAMENTE DISTINTI, sebbene il libro sia stampato con un’altra composizione tipografica. Quindi, potrebbe non essere una semplice impressione o suggestione del lettore moderno, ma una vera separazione tra due paragrafi diversi.

Come si sarebbe verificato l’accorpamento?
Semplice. Quei pochissimi che hanno potuto consultare il testo originale del Lignum vitae del 1595, hanno ricopiato unendo i due paragrafi, che si prestavano benissimo ad una fusione logica. Gli altri hanno seguito passivamente, senza alcuna verifica.

Qui c’è il testo del padre Rusca:
Breve compendio di alcuni huomini illustri per dignita, santita, et dottrina Cisterciensi, pag 13

Come chiunque può vedere, il padre Rusca nel 1598 ripubblica e legge il testo come due paragrafi distinti. Pur essendoci molto spazio dopo «sedebit.» per stamparvi accanto la parola «Petrus…», egli lascia il punto (come c’era nell’edizione del 1595) e va a capo, indicando chiaramente che si tratta di un nuovo motto (o che comunque è dubbio se si tratti di un unico motto o due).

Detto in altri termini, dopo il motto «Gloria oliuae», ci sarebbero due motti, secondo il padre Juan Manuel Igartúa:

112. In persecutione. extrema S.R.E. sedebit.
113. Petrus Romanus, qui pascet oves in multis tribulationibus etc.

Dunque, se «Gloria oliuae» è Benedetto XVI, Papa Francesco è (sarebbe):
«Nella persecuzione estrema [o ultima] della Santa Romana Chiesa siederà.».

Dopo di lui, c’è il successore “Pietro Romano” che vedrà il giudizio di Dio, cioè il GRANDE CASTIGO (non lui personalmente, che morirà prima). Ma non è la fine del mondo, come precisano le veggenti di Garabandal.

A conciliare la lista di san Malachia con la profezia di Garabandal, ci ha pensato la testimonianza di una suora, Madre María de las Nieves García.

Il sito su Garabandal PueblodeMaria.com ha pubblicato il 14 dicembre 2018 un estratto di una intervista, registrata lo stesso giorno, in cui la Madre Nieves García (molto nota anche per un altro video sul Pre-Aviso) ha fatto una rivelazione nuova sulla “profezia dei tre papi”.

Madre Nieves y la profecía de San Malaquías

Ha dichiarato che, per capire la profezia sui papi di Garabandal, Conchita le ha chiesto di leggere la profezia di san Malachia («Legga san Malachia», «Lea San Malaquías»).

Dai libri e da quello che sappiamo, Conchita non si era mai riferita espressamente alla lista di san Malachia. Anzi, quando negli anni ’60, una signora le fece notare che la profezia dei tre papi si accordava con quella di san Malachia, lei rispose di non sapere nulla di tale profezia, ma che l’aveva saputo dalla Vergine.

«What prophecy of St. Malachy? I (Conchita) do not know anything about that prophecy. The Virgin told me, after this pope who had just died, there would be only three more before the end of time.» Conchita

La Madre Superiora del collegio di Burgos, dove Conchita fu ammessa, conferma questa notizia che la veggente le raccontò il 1° novembre 1966:

«Ho detto un giorno alla Vergine: Sarà nel tempo di quegli eventi [Avvertimento, Miracolo, Castigo] la fine del mondo? E lei mi ha risposto: “No. La fine dei tempi. I Papi, dopo Paolo VI, non saranno più di due; e poi, arriverà la Fine dei Tempi.”»

Si stava celebrando il Concilio Vaticano II quando, ai funerali del Papa defunto, nella parrocchia di Garabandal un parrocchiano chiese se il Concilio sarebbe finito, e Conchita rispose:

«Verrà un altro Papa e il Concilio proseguirà; e vi dico anche che sono rimasti solo tre Papi.»

Qualcuno disse: «Beh, tu lo dici per le profezie di San Malachia.»

Al che, Conchita rispose: «San Malachia? A me è stata la Madonna a dirmelo: dopo questo Papa, ne rimangono solo tre; e poi, la Fine dei Tempi.» Garabandal.it

Secondo la testimonianza di Madre Nieves, dopo Benedetto XVI, c’è come una “strada” (la “carretera” è una strada pubblica, ampia e spaziosa, pavimentata e pronta per il transito dei veicoli) che copre il papa come una specie di ponte e poi «…segue una continuazione completamente libera (pulita). Non c’è nulla. Nessun papa…».

«Hay como si fuera una carretera que cubre el lugar … [qui non si capisce bene] … sigue una continuación completamente limpia. No hay nada, ningun Papa...» (min 0:30)

Però, precisa che la cosa va interpretata.

E aggiunge che Conchita le ha detto:
«Pero no tenga miedo, durará poco» (Però non abbia paura, durerà poco tempo).

Questa nuovo particolare è veramente importante:

1) perché molti autori avevano sì fatto il parallelo tra la profezia di Conchita e quella di Malachia, ma in modo discordante e insicuro, dal momento che dopo Giovanni XXIII (Pastor et nauta) ci sono quattro motti, più uno (Petrus Romanus). Quindi, cinque e non tre papi. Con questa rivelazione, abbiamo la conferma che Conchita stessa accredita ed esorta a seguire la lista di san Malachia. Garabandal richiama san Malachia.

2) Madre Nieves afferma in maniera netta (citando Conchita) che la sequenza dei papi di Malachia si ferma a Benedetto XVI e che dopo la sua morte c’è come una larga strada vuota, libera, senza nulla, senza alcun papa («No hay nada. Ningun Papa…»). La Sede vacante? o fine del Papato? Va interpretato.

3) Questo periodo dopo la morte di Benedetto XVI è quello della grande persecuzione alla Chiesa vista dalle quattro veggenti fino all’Avvertimento (che ferma temporaneamente la “tribolazione”).

Molti autori, che scrivono di argomenti profetici, senza approfondire molto la questione, hanno sostenuto che papa Francesco è il Petrus Romanus, l’ULTIMO PAPA (es. Saverio Gaeta, Antonio Socci e molti blogger).

Saverio Gaeta nel suo libro La profezia dei due Papi (Piemme 2018), tratta a lungo della profezia di san Malachia. Secondo lui, Benedetto XVI sarebbe l’ultimo Papa o almeno l’ultimo ad aver esercitato il papato come l’abbiamo conosciuto per duemila anni.

Ritengo, però, errato il riferimento a Bergoglio come il possibile Petrus Romanus:

«Se la sequenza cronologica fosse realistica, questo 112° papa dovrebbe essere Francesco. Di fatto, una delle caratteristiche che lo contraddistinguono è il suo essersi sempre definito come “vescovo di Roma” (Pietro Romano?), piuttosto che come papa, sin dalla prima presentazione dalla loggia di San Pietro: “Voi sapete che il dovere del Conclave era di dare un vescovo a Roma. Sembra che i miei fratelli cardinali siano andati a prenderlo quasi alla fine del mondo”.» (Gaeta)

Secondo lui, il motivo sarebbe che il 13 marzo si festeggia Pietro II:

«È ovvio che a nessun neoeletto papa verrebbe in mente di chiamarsi Pietro II, cosicché non risulta totalmente irragionevole pensare che il “secondo” sia un papa che coesiste pacificamente con un altro che lo ha preceduto, come è attualmente il caso di Francesco con Benedetto XVI. Ed è singolare notare che il giorno nel quale è stato eletto papa Bergoglio, il 13 marzo, il Martirologio Romano festeggia il beato Pietro II (morto nel 1208), abate del monastero della Santissima Trinità di Cava dei Tirreni.» (Gaeta)

Tesi ripresa pedissequamente anche da Socci (che cita apertamente Gaeta) nell’ultimo capitolo del suo libro, Il segreto di Benedetto XVI (Rizzoli 2018).

In sintesi, il Gloria olivae si riferisce a Benedetto XVI (come si è sempre ritenuto), il quale è l’ultimo dei tre Papi di Garabandal, prima della Fine dei tempi.
Petrus Romanus non è Bergoglio (e non può essere, v. dopo).

Resta solo il dubbio se quell’ultimo paragrafo («In _pfecutione extrema…») possa essere diviso in due parti (per formare due motti distinti) oppure è un unico motto.

Ma al di là della possibilità di questa interpretazione, volevo aggiungere qualche osservazione su Petrus Romanus.

 

 

Chi è PETRUS ROMANUS?

Innanzitutto, Petrus Romanus non può essere né un gruppo di papi, né un antipapa.

Petrus Romanus è un vero papa, SINGOLO, Buon Pastore, che subisce le persecuzioni fino alla fine e guida il gregge tra molte tribolazioni («pascet oves in multis tribulationibus», PASCERÀ IL GREGGE fra molte tribolazioni). Pascere il gregge di Cristo non è l’azione di un antipapa, ma di un vero papa (perseguitato e martire). Un antipapa NON PASCE il gregge, ma lo disperde o lo abbandona. Non se ne prende cura.
Il particolare più importante che emerge dalla profezia è che egli, tra tutte le tribolazioni che subirà, vedrà anche la distruzione di Roma. Questo indizio lo troviamo in molte altre profezie (es. don Bosco) ed è prezioso.

L’intervallo di tempo iniziato con la rinuncia di Papa Benedetto XVI – sono trascorsi quasi 10 anni – è una sorta di “anticamera” della Fine dei tempi, un tempo concesso da Dio per dare all’umanità occasione di pentimento e di preparazione alla “grande tribolazione” (del comunismo) e all’Avvertimento.

Le veggenti videro lo scenario politico, sociale e religioso del mondo e della Chiesa al momento dell’Avvertimento: agitazioni sociali, comunismo di nuovo in ascesa e una Chiesa perseguitata, sul punto di perire. Videro una “grande tribolazione” – che non è ancora il CASTIGO di cui parla la Madonna – in cui la Chiesa darebbe l’impressione di essere sul punto di perire per una prova terribile.

«Mentre continuavamo a vedere la Vergine [durante la prima notte delle grida], abbiamo visto una grande moltitudine di persone che soffrivano intensamente e urlavano terrorizzate. La Beata Vergine ci ha spiegato che questa grande tribolazione, CHE NON ERA ANCORA IL CASTIGO, sarebbe venuta perché sarebbe arrivato un tempo in cui la Chiesa sarebbe stata SUL PUNTO DI PERIRE. Sarebbe passata per una terribile prova. Abbiamo chiesto alla Vergine che cosa fosse questa grande prova e Lei ci ha detto che era “Comunismo”Mari Loli

L’allusione alla “rivoluzione comunista” in Spagna come immediatamente precedente all’Avvertimento ci invita a riflettere.

Pertanto, chi potrebbe essere questo Petrus Romanus?

Scrivo questo post specialmente per provare a rispondere a questa domanda. Remox ha provato a rispondere mediante l’interpretazione dei messaggi di Anguera.
Io, invece, vorrei proporre una ipotesi interpretativa nuova, che già c’è nei fatti, ma che forse è nascosta agli occhi.

Devo dire che questa ipotesi è stata già avanzata da alcuni osservatori in rete, soprattutto di area americana, ma con una spiegazione erronea o immotivata. Il ragionamento (corretto) che questi scrittori e blogger hanno fatto è il seguente: la parola “Petrus” potrebbe indicare il nome di battesimo (“Pietro”) di un cardinale; “Romanus” avrebbe invece a che vedere con Roma o il Lazio o, al massimo, l’Italia. In sostanza, un Papa italiano (romano di Roma o di qualche altra città italiana).
Scorrendo la lista dei cardinali, ecco il cardinale Pietro Parolin.

Nella sostanza, come ragionamento grezzo, ci siamo: Pietro Parolin, è italiano, nato a a Schiavon, provincia e diocesi di Vicenza, in Veneto, che sarebbe “poco distante” dalla città di Roma (secondo questi interpreti).
Quindi, l’ipotesi di lui come il “Pietro Romano” di San Malachia, sarebbe dovuto alla nazionalità italiana. Altri preferiscono più accentuare la sua posizione di potere nella Chiesa (essendo il Segretario di Stato della santa Sede). Altri propongono complesse ricerche genealogiche sul cognome Parolin, che però non spiegano nulla, né giustificano il collegamento tra il nome Pietro e l’appellativo “Romanus”.

Insomma, nessuno riesce a spiegare concretamente e plausibilmente perché un cardinale del Veneto dovrebbe essere definito “Romanus”.

Antonio Socci, nel 2017, descriveva uno scenario molto verosimile (senza far riferimento alla profezia di Malachia) e sempre attuale: parlava di cardinali molto preoccupati per uno scisma (gli stessi che avevano votato per Papa Francesco), i quali volevano che si dimettesse e che fosse sostituito dal Segretario di Stato, Pietro Parolin, l’unico a poter “ricucire” le divisioni interne. Oggi, la situazione è peggiorata.

«Per questo gran parte dei cardinali che lo votarono è fortemente preoccupata e il partito curiale che organizzò la sua elezione e che lo ha affiancato fin qui, senza mai dissociarsi, sta coltivando l’idea (a mio avviso velleitaria) di una “moral suasion” per convincerlo alla pensione Avrebbero già il nome di colui che dovrebbe rimpiazzarlo per “ricucire” la Chiesa in frantumi. […]
In effetti due sono i “partiti” che lo hanno eletto quello progressista guidato dai cardinali tedeschi (che si rifaceva al card Martini e al gruppo di San Gallo) e il “partito della Curia” che ha mal sopportato Benedetto XVI e vuole riprendere il controllo della Chiesa. E’ quest’ultimo, che ha sostenuto tutto il pontificato di Bergoglio, quello che oggi punta a portare al papato l’attuale Segretario di stato Pietro Parolin. La motivazione addotta è “per ricucire” la Chiesa e scongiurare una tragica spaccatura. […] In effetti, … dall’irrompere di Bergoglio, la situazione della Chiesa cattolica si è fatta esplosiva, forse davvero al limite di uno scisma, più catastrofico di quello del tempo di Lutero (che peraltro oggi viene riabilitato nella chiesa bergogliana).» Socci

Anche Sandro Magister, sempre nel 2017, coglieva bene la situazione, che non è molto cambiata da allora.

Prove di conclave, con Parolin in pole position

Per Magister, erano solo tre i possibili candidati:

«Un asiatico, un africano e un europeo, anzi, un italiano.»

L’africano è il cardinale Robert Sarah, tradizionalista.
L’asiatico è il cardinale Luis Antonio Gokim Tagle, bergogliano.
L’italiano è Pietro Parolin, una via di mezzo tra i due e il favorito.

«Oggi l’impresa che un numero crescente di cardinali affiderebbero a Parolin è di governare la nave della Chiesa nella burrasca scatenata da papa Francesco, correggendone le derive senza tradirne lo spirito.» (Magister)

Giustissimo.

Dunque, anche soltanto osservando gli eventi in corso di svolgimento (e senza ricorrere a profezie), vediamo come il cardinale Pietro Parolin sia molto favorito come candidato al Soglio pontificio.

 

 

IL TERMINE “ROMANUS”

Passiamo ora a considerare l’aspetto profetico.

Perché il cardinale Pietro Parolin potrebbe essere il Petrus Romanus?

Concentriamoci sull’analisi della parola latina “Romanus”.

Per comprendere il significato di questo termine, non bisogna andare a cercare nei vocabolari di latino classico, anche molto eruditi, perché il testo di san Malachia non è stato scritto ai tempi di Cesare o di Cicerone o di Augusto, ma nel Basso Medioevo (XII sec.) o, al più tardi, al massimo, verso la fine del XVI secolo (1595).
Il Latino Classico, riscoperto nel Rinascimento dagli umanisti, è la lingua che tuttora s’insegna nei licei ed è, per intenderci, il Latino ciceroniano (I sec. a.C.).
Il Latino medievale è molto diverso dal Latino classico, perché in esso vennero a confluire diverse tradizioni: la più importante fu quella cristiana, a cui dal XII sec. si aggiunse l’apporto della Scolastica, che operò specialmente nel lessico filosofico e scientifico.

Mentre tra il X e XI secolo, comparivano (in forma scritta) i primi volgari, ossia i precursori delle moderne lingue neolatine, contemporaneamente, il tardo latino (poi detto, appunto, “latino ecclesiastico”) veniva utilizzato prevalentemente in forma scritta, nella Liturgia, nei Tribunali e come lingua franca nelle Università o nei commerci. Tale ruolo, di lingua franca, è durato fino al Settecento inoltrato.

Il lessico del Latino medievale, quindi, è molto più ampio del lessico del Latino classico, perché, oltre ad essere fortemente influenzato dalla lingua della Vulgata (che contiene peculiarità estranee alla lingua latina classica), in esso confluirono molte parole e significati che provenivano dalle lingue parlate dalle diverse popolazioni barbariche (celtiche, germaniche, slave, ugro-finniche e altro ancora) che migrarono in direzione dell’impero romano. Volgarismi, germanismi, grecismi (era il greco inizialmente la lingua del cristianesimo), semplificazione linguistica, assunzione di termini ebraici e molte altre influenze: tutti questi fenomeni concorsero a forgiare la lingua del Latino medievale.

Nel Latino classico, “Romanus” è un aggettivo derivato di pertinenza, che si riferisce a Roma, come città e stato del mondo antico (es.: il cittadino romano; la repubblica romana, l’impero romano; il popolo romano; il SPQR; ecc.):

Rōmānus, Romana, Romanum,
di Roma, romano

Nel Latino medievale, “Romanus” passò ad indicare anche un toponimo, cioè il nome proprio di un luogo geografico.
I toponimi propriamente detti, cioè i nomi di paesi e città, hanno generalmente origine o da una caratteristica geografica locale o da un nome di persona (il fondatore, il proprietario di un antico fondo, ecc.).

Esistono nel nord Italia alcuni comuni, molto antichi, che portano il nome di “Romano” e che risalgono all’epoca romana:

Romano Canavese, nella città di Torino
Romano di Lombardia, in provincia di Bergamo
Romano d’Ezzelino, in provincia di Vicenza
Romans d’Isonzo, in provincia di Gorizia
Casalromano, in provincia di Mantova
Romanò Brianza, in provincia di Como
ecc.

Secondo alcuni studiosi, il toponimo dovrebbe derivare da “Rumanus”, di ceppo indo-europeo, indicante un borgo costruito in prossimità di corsi d’acqua. Tale interpretazione, però, non è ritenuta sicura.

«Tale interpretazione è opinabile in quanto la radice “RU” in luogo di “RO” era tipica dell’epoca romana ed entrambe rimasero in uso fino a quando la “RO” si stabilizzò con la normalizzazione avvenuta a cominciare dall’umanesimo e in particolare con l’introduzione della stampa.» Wikipedia

Più verosimile risulta l’ipotesi che il toponimo “Romano” derivi effettivamente dall’aggettivo “Romanus” (neutro: Romanum) relativo al Castrum Romanum su cui sorse la primitiva “Romano” da cui poi trasse origine il nuovo borgo. «Tale origine del toponimo è contenuta anche nel Dizionario di Toponomastica, I nomi geografici italiani. UTET: Torino, 1997.» Wikipedia

Il Castrum Romanum (o “castro” in italiano) era l’accampamento romano fortificato, eretto dai legionari secondo un piano rigorosamente definito; di solito su una collina vicino all’acqua e alla foresta; in un’area che consente un rapido sviluppo delle formazioni; quadrato o rettangolare; sempre circondato da un fossato e da un bastione (agger); spesso anche da un muro o una palizzata (vallum); con quattro porte.

Infatti, il termine “Romano” è stato utilizzato fino al Basso Medioevo per indicare un luogo fortificato (roccaforte, fortilizio, fortezza, ecc.) , ovvero anche un centro abitato con fortificazioni.
Il nome, derivando dal latino “Romanus”, può indicare tanto terra, possesso di Romano (“fundus Romanus”), quanto un territorio abitato da genti romane e circondato (o vicino ad altri abitati) da genti di stirpe diversa (franchi, longobardi, svevi…).

 

 

GLI EZZELINI

Debbo ora un po’ entrare nella storia di Romano d’Ezzelino (Vicenza). Nel suo territorio è stato rinvenuto materiale archeologico di epoca romana. Romano è citata per la prima volta nel 1076. L’imperatore Corrado II la diede in feudo, assieme a Onara, a Ezzelino I. Ebbe grande importanza nei secoli XII e XIII proprio a causa dei suoi signori. Nel 1260, con la morte di Alberico da Romano, passò a Padova. Oggi del Castello degli Ezzelini rimane una torre.

«Fu edificato [il castello] dal tedesco Ezilone d’Arpone e citato da Dante Alighieri (“Paradiso” IX, 25-30). Da qui la famiglia estese il suo dominio su Treviso, Padova, Vicenza, Verona e Trento. Il più famoso dei Da Romano fu Ezzelino III, detto il Tiranno, che morì nel 1259; sua sorella Cunizza fu amata dal trovatore Sordello da Goito e posta da Dante nel “Paradiso” (IX, 13-66).» Araldicacivica

Ezzelino III, che fu condottiero e signore della Marca Trevigiana, apparteneva alla famiglia germanica dei “da Romano”, detti anche “Ezzelini“.
Dante, come i suoi contemporanei, usa la forma “Azzolino” (da Adso; anche nelle cronache latine, talora “Acylinus”, “Icilinus” o “Ecelinus”) e lo colloca all’Inferno, fra i tiranni puniti nel primo girone del settimo cerchio infernale («E quella fronte c’ha ‘l pel così nero, / è Azzolino…» Inf. XII, 109).

La famiglia dei da Romano giunse in Italia dalla Germania tra il X e l’XI secolo. Si stabilì prima a Onara, dove fece costruire un castello e, dal 1199, a Romano, un borgo situato nelle vicinanze di Bassano del Grappa. I da Romano vengono comunemente identificati come “Ezzelini”, in quanto tutti i capostipiti hanno portato questo nome.
Dunque, gli Ezzelini in origine furono detti (anzi, chiamarono sé stessi) “da Onara” e poi “da Romano”, dal nome dei due castelli dislocati rispettivamente nell’alta pianura e nel Pedemonte veneto.

«Il cavaliere Ecelo I, per i suoi servigi, ottenne dall’imperatore Corrado II il Salico i castelli di Onara e Romano. Il primo castello fece da cognome alla dinastia fino al 1199, anno in cui i Padovani lo distrussero; a seguito di ciò, assunsero la denominazione dal secondo castello di famiglia.
In uno scritto del 1076 Ecelo si autodefinì come “da Onara e da Romano”, due località in posizione strategica dove convergevano, in modo non sempre preciso, i confini di Treviso, Vicenza e Padova. Romano, in particolare, rappresentava un centro fortificato di una notevole importanza, posto ai piedi delle Prealpi Venete e non distante dal punto in cui il fiume Brenta entrava in pianura, in corrispondenza dell’inizio del percorso Canale del Brenta-Valsugana che consentiva i collegamenti tra i due versanti delle Alpi. Questo permise alla casata di imporsi in un’importante area di transito, svolgendo inizialmente una politica sovracittadina; successivamente, tesero ad avvicinarsi sempre più alla vita pubblica trevigiana.
Dopo la morte del Terribile, la Marca Trevigiana si ribellò alla sua famiglia e Alberico fu costretto con la sua famiglia a fuggire e rifugiarsi nel castello di San Zenone, ma, tradito, venne fatto prigioniero. Così, condannati a morte, gli ultimi esponenti della casata furono trucidati il 26 agosto 1260.» Wikipedia

Tra il 1259 e il 1260 si estinse la stirpe e il nome degli Ezzelini da Romano.

 

 

EZZELINO III IL TERRIBILE

Ezzelino III da Romano (1194 – Soncino, 1259) fu contemporaneo di sant’Antonio. Ghibellino e alleato dell’imperatore Federico II (di cui sposò la figlia Selvaggia), venne scomunicato nel 1254 e quando perse Padova, proprio in seguito a questa sconfitta, compì la strage dei padovani (circa 12000 padovani trucidati).

Ritratto di Ezzelino III (dipinto XVI secolo)

Famoso l’incontro di S. Antonio con il Terribile. Quando infatti il santo venne a sapere della orrenda strage di uomini perpetrata dal temuto tiranno, lo volle incontrare e gli riservò parole durissime.

«C’era a quel tempo un personaggio potente, ma crudelissimo tiranno, di nome Ezzelino da Romano, che opprimeva Padova ed i territori circostanti. Costui, all’inizio della sua tirannide, aveva compiuto un’enorme strage di uomini a Verona. Venendo a sapere del massacro, il padre intrepido, Antonio, s’azzardò di recarsi di persona da lui. Giunto alla sua presenza, lo aggredì con queste parole: “O nemico di Dio, tiranno spietato, cane rabbioso, fino a quando non smetterai di versare innocente sangue cristiano? Ecco, ti pende sopra il capo la condanna di Dio, durissima e terribile” [O inimice Dei, tyranne saevissime et rabide canis, quousque sanguinem christianorum innoxium fundere non cessabis ? Ecce manet sententia Domini horrenda et durissima super te.]. E molte altre cose veementi e aspre gli disse in faccia. Le guardie del corpo aspettavano che il despota desse ordine, com’era solito, di trucidarlo immediatamente. Ma per disposizione del Signore avvenne ben altrimenti. Poiché il tiranno, colpito da quelle invettive dell’uomo di Dio, lasciò cadere ferocia e diventò mansueto come un agnello. Si passò al collo il cinturone, prostrandosi davanti all’uomo di Dio, fra lo stupore di tutti i presenti, confessò umilmente la sua colpa, promettendo che avrebbe riparato, secondo il beneplacito di lui, al male compiuto.
Poi ai suoi attoniti scherani spiegò: “Cari commilitoni, non rimanete stupefatti per il mio comportamento. Vi dico in tutta verità, che ho visto sprigionarsi dal viso di questo padre un fulgore divino, che mi atterrì al punto che, di fronte a una visione così spaventosa, avevo la sensazione di precipitare subito all’inferno”.
Da quel giorno Ezzelino ebbe in grandissima devozione il Santo e, finché questi visse, si tirò indietro da molte atrocità che avrebbe voluto perpetrare, come confidava egli stesso.» (Legenda Benignitas, frammentaria dei primi del sec. XIV, p. 231)

L’Hofmann nel suo Lexicon Universale (1698) così sintetizza il personaggio:

«EZELINUS, seu ECELINUS vel ICELINUS
natus in vico Romano, in Marca Trevisana, stirpe Germanus, sec. 13. Potitus Verona, Patavio, etc. tyrannidem inauditam exercuit. Gregorii IX. Innocentii IV. Alexandri IV. fulmina spernens, unâ die Patavii rebellione auditâ, incolarum, quos secum habebat, 12000. milia, trucidavit: Tandem ab urbibus Principibus Lombardiae captus, cum Mediolanum aggressurus esset: paulo post desperabundus interiit. A. C. 1259. tyrannidis 40.» Lexicon

Nato nella borgata Romano, nella Marca Trevigiana, di stirpe germanica… impadronitosi di Verona, Padova, ecc. esercitò una tirannide inaudita… disprezzò i “fulmini” di tre Papi.. trucidò 12000 padovani… catturato dai principi della Lombardia quando stava per attaccare Milano… morì disperato dopo 40 anni di tirannide.

Johann Jacob Hofmann, Lexicon universale, vol. 2 Bertschius, 1698

«Natus in vico Romano»

Il luogo di nascita non è noto, anche se si può pensare a uno dei due castelli di famiglia (Onara o Romano). Il vicus, nella civiltà romana, era un aggregato di case e terreni, sia rurale che urbano, che non aveva un’amministrazione civile come il municipium. «Vicus è innanzi tutto una borgata, un villaggio che si distingue dalla civitas, non tanto per la sua ampiezza o importanza, quanto perché non ha come questa un’organizzazione politico-amministrativa autonoma.» (Treccani)

Romanus” indicava inizialmente la borgata “Romano” (in epoca romana, castrum con insediamento militare romano e poi, sede del castello degli Ezzelini); successivamente, per estensione, passò ad indicare tutto il feudo degli Ezzelini.
Ezzelino III, erede dei numerosi possedimenti di famiglia, grazie alle sue abilità politico-militari, riuscì a estendere il suo potere su molte città venete (Vicenza, Verona, Padova e altre), creando un dominio indipendente, una specie di signoria, che si estendeva all’intera Marca Trevigiana di allora.
Infatti, non esistette mai una vera e propria Marca Trevigiana (ovvero una circoscrizione del Sacro Romano Impero retta da un marchese); perciò, con questa locuzione ci si riferiva a un’area geografica con confini non meglio precisati: come riporta l’Enciclopedia Dantesca Treccani, all’epoca di Dante, essa corrispondeva più o meno al Veneto attuale, esclusa Venezia (e si identificava col dominio degli Ezzelini).
Invece, attualmente, con “Marca Trevigiana” si intende solo la provincia di Treviso.

Marca Trevigiana (Marchia Trivisiana)
«Riferito a un territorio corrispondente press’a poco al Veneto attuale, esclusa Venezia, il nome di M.T. appare nel sec. XII con valore d’indicazione geografica, come avevano quelli di Lombardia e di Romagna e di Tuscia, …
A differenza della Marca Anconetana, la M.T. non fu mai una circoscrizione feudale o politico-amministrativa ben definita, nemmeno quando, all’apice delle sue fortune, Ezzelino III da Romano (1194-1259) riunì sotto il suo dominio tutte le principali città comprese in essa (Verona, Vicenza, Padova, Treviso, Feltre, Belluno); ma nella tradizione erudita moderna dire ‘cronache della Marca Trevigiana’ vale quanto dire ‘cronache ezzeliniane’.»
Enciclopedia Dantesca (1970)

Quindi, l’origine del nome “da Romano” deriva dal feudo di Romano, nel Bassanese (Bassano del Grappa), di cui fu investito il capostipite, Ezzelo d’Arpone (sceso dalla Germania nel 1036), dall’Imperatore Corrado II il Salico (fu inoltre investito quest’Ezzelo dal vescovo di Vicenza nel 1085 del castello e feudo di Bassano e delle ville di Angarano e Cartiglione).

Tutto il distretto divenne, sotto gli Ezzelini, una città fortificata con un imprendibile castello e crebbe sempre più di importanza militare.
Dai documenti pervenutici, è provato che la famiglia dei da Romano, già poco oltre alla metà dell’XI secolo, con Ezzelo di Arpone, scelsero di chiamarsi contemporaneamente signori di Romano e di Onara, ossia le due importanti località castrensi che facevano da limite, settentrionale la prima e meridionale la seconda, proprio dell’area dove essi avevano la concentrazione maggiore dei loro beni. Fin dall’inizio, fu una famiglia dotata di vasti possedimenti territoriali: da Bassano del Grappa, nell’alta pianura veneta, fino ai confini settentrionali del Padovano. Dal possesso del feudo di Onara e Romano prese l’avvio il potere territoriale dei da Romano nell’intera Marca Trevigiana (l’attuale Veneto).
A portare avanti le ambizioni egemoniche della famiglia ci furono soprattutto i tre discendenti più famosi: Ezzelino I il Balbo, Ezzelino II il Monaco, e, infine, Ezzelino III il Terribile, col quale la dinastia giunse alla fine.  Geronazzo

 

 

DOMINII DINASTICI DEGLI EZZELINI

La voce di Wikipedia sulla famiglia da Romano riporta anche i dominii dinastici del casato degli Ezzelini, con l’elenco delle località dove, secondo recenti studi, risultavano insediati i patrimoni immobiliari all’epoca del loro annientamento nel 1260.

Tra questi dominii, risulta anche (com’era ovvio) la località Schiavon, in provincia di Vicenza, dove è nato il cardinale Pietro Parolin. Schiavon, infatti, si trova nel Bassanese, vicino a Romano d’Ezzelino, nel feudo dei da Romano.

Risale al 1146 – il periodo degli Ezzelini – ed è documentata (risulta anche dal sito del Comune di Schiavon) una donazione al monastero di Campese di “due mansi” posti sul territorio di Schiavon. Il “manso” (dal latino medievale mānsum, podere) era nel Medioevo la quantità di terreno (di regola di 12 iugeri), che una famiglia di coloni poteva coltivare annualmente con un paio di buoi, o con un solo aratro.

Questa è la prova che Schiavon rientrava nei possedimenti degli Ezzelini, il feudo da Romano. La donazione documentata al prestigioso monastero di Campese, ricco di possedimenti, avvenne perché la famiglia degli Ezzelini aveva costruito lì il proprio sepolcro di famiglia. Inoltre, Ezzelino detto il Monaco, prima di morire, vesti proprio l’abito dei Benedettini di Campese.

«Campese è dunque una delle località coinvolte nelle vicende che, tra l’XI secolo e il XIII secolo, vide come protagonista la potente famiglia degli Ezzelini. La località è citata nel computo delle proprietà della casata, stilato dopo la sua sconfitta avvenuta nel 1260.» Wikipedia

 

 

“ROMANUS” SIGNIFICA ANCHE “DA ROMANO”

La chiave per comprendere il lungo discorso che ho dovuto fare fin qui è proprio il feudo “da Romano” degli Ezzelini, nel Bassanese (Bassano del Grappa). Quando il castello di Onara venne distrutto dai padovani nel 1198, gli Ezzelini cominciarono a chiamarsi con il nome del loro altro feudo: da Romano.

Pertanto, specialmente Ezzelino III il Terribile – ma ho trovato anche il fratello Alberico – è menzionato nei vari resoconti, scritti in latino medievale, come: Romanus.

E Z E L I N U S       R O M A N U S

che significa e si traduce correttamente,

E Z Z E L I N O       D A       R O M A N O

Non si potrebbe mai tradurre – sarebbe un errore grave – “Ezzelino di Roma”, perché qui, l’aggettivo ROMANUS non significa “di Roma” o “romano” (come nel latino classico), bensì significa IN LATINO MEDIEVALE:

da Romano”, ossia proveniente dal feudo dei “da Romano”, dal feudo degli Ezzelini. In un latino più corretto si trova anche: “Ecelinus de Romano“, “Ecelinus de Onara“, “Albericus de Romano“, ecc. (con de + ablativo, complemento di origine/provenienza).

Ne deriva che:

Se l’espressione “Ezelinus Romanus” significa, in latino ecclesiastico/medievale, “Ezzelino da Romano”, è molto probabile che anche l’espressione PETRUS ROMANUS di san Malachia (profezia apparsa in latino medievale), non significhi “Pietro il Romano” (di Roma), bensì “PIETRO DA ROMANO”, cioè proveniente dal feudo degli Ezzelini.
E Schiavon, come ho dimostrato, era nel feudo degli Ezzelini.

Ho condotto una lunga ricerca nei libri antichi (scritti in latino) e ho trovato molti esempi che comprovano ciò che dico. Ne riporto alcuni più significativi.
Sono in ordine cronologico e vanno dalla metà del Cinquecento alla metà del Settecento.

 

Girolamo Cardano, Somniorum Synesiorum omnis generis insomnia explicantes, 1562
«Ecelinus Romanus patricius uxorem duxit Adaledam…»
(Ezzelino da Romano patrizio sposò Adaleda…)

 

Magica, Dasz ist: Wunderbarliche Historien Von Gespensten…, 1600
«Ezelinus Romanus und Albericus…»
(Ezzelino da Romano e Alberico…)

 

Andrea Argoli, Pandosion sphaericvm, 1653
«Ezelinus Romanus Tirannus a Matre Adelheida magiae imbuta…»
(Ezzelino da Romano, tiranno, dalla madre Adelaide imbevuta di magia…)

 

Angelo Paciuchelli, Lectiones morales in Ionam Prophetam, 1683
«Illud humani generis probrum Ezelinus Romanus, Patavinus Tyrannus…»
(Quell’infame obbrobrio del genere umano Ezzelino da Romano, tiranno padovano…)

 

Laurentius Beyerlinck, Magnum theatrum vitae humanae, 1707, vol. 4
«Ecelinus Romanus (Acciolinum alii vocant) a Romano oppido Patavini agri…»
(Ezzelino da Romano – alcuni lo chiamano Azzolino – dalla fortezza di Romano dell’agro padovano…)

 

Laurentius Beyerlinck, Magnum theatrum vitae humanae, 1707 vol. 5
«Ecelinus Romanus, Patavinorum tyrannus…»
(Ezzelino da Romano, tiranno dei padovani…)

 

Thesaurus Antiquitatvm et Historiarum Siciliae, 1723
«…Ezelinus cognomento Romanus, Trivisanam regionem afflixerit...»
(Ezzelino soprannominato Romano, aveva afflitto la regione Trevigiana…)

 

Epitome vitae et miraculorum Divi Antonii Paduani, 1756
«Ezelinus erat, Romanus appellatus, hic terribilis tyrannus, feram belluam magis, quam hominem indutus, fundendo sanguinem Christianorum insatiabilis, …» (pag. 41)
(Ezzelino, chiamato Romano, terribile tiranno, più una belva feroce che uomo, insaziabile a spargere il sangue dei cristiani…)

 

Gli esempi potrebbero continuare, ma quello che è importante rimarcare è che ancora nella lingua franca del latino settecentesco si continuava ad usare il termine “Romanus”, oltre che nel suo significato prevalente, anche con l’accezione di “da Romano”.

 

In conclusione, ricapitolando tutto il discorso, il succo è questo:

PETRUS ROMANUS, potrebbe non essere “Pietro il Romano” (di Roma), come si è sempre creduto, ma “PIETRO DA ROMANO”, proveniente dal feudo degli Ezzelini: Schiavon era nel feudo degli Ezzelini (perciò, non nel senso che Parolin appartenga alla famiglia da Romano – questo non è dato di saperlo – ma nel senso che proviene dal loro feudo).

 

Non so con certezza se questa tesi sia vera – il tempo lo dirà – ma so che è davvero inedita e mai pubblicata da alcuno, né a stampa, né in rete (che io sappia).
Ho deciso di renderla nota, perché i tempi si fanno brevi e potrebbe essere vera. Anche se plausibile dal punto di vista storico, geografico, linguistico, araldico, ecc., resta sempre un’ipotesi.
In questo POSSIBILE scenario, attualmente, c’è solo un candidato per Petrus Romanus all’interno del Collegio cardinalizio. Il suo nome è Pietro Parolin

 


SUPPLEMENTO

 

Ho tralasciato, per dimenticanza, un tassello molto importante.
Ecco perché le profezie vanno lette in maniera unitaria, cioè con una visione sincronica, cogliendo con l’intuito la realtà profetica in un’unica immagine fissa, come una fotografia.

Anche il veggente delle Tre Fontane, Bruno Cornacchiola, in un messaggio fondamentale (del 12 aprile 1947) dà un’indicazione preziosa sui Papi futuri, ricalcando alla perfezione la cosiddetta profezia di san Malachia e quella di Garabandal, con un’aggiunta finale senza uguali.

Nel 1947 sedeva sul Trono di san Pietro il Papa Pio XII e Cornacchiola, manifestando le preoccupazioni della Vergine della Rivelazione per la vita del Pontefice, scriveva nel messaggio (pubblicato da Saverio Gaeta nel suo libro):

«…La Santità del Padre regnante [Pio XII] nel trono dell’amore divino soffrirà a morte, per un poco, di qualche cosa, breve, che, sotto il suo regnare, avverrà. Altri pochi ancora regneranno sul trono: l’ultimo, un santo, amerà i suoi nemici; mostrandolo, formando l’unità d’amore, vedrà la vittoria dell’Agnello». fonte

Qui, abbiamo molte informazioni importanti:

1) Vengono confermate altre profezie che parlano di pochi altri papi che regneranno dopo Pio XII.

2) Viene rivelato, in maniera inequivocabile, che l’ultimo Papa che regnerà (“della lista”) sarà “un santo“. Quindi, se l’ultimo coincide con il Petrus Romanus di san Malachia, non può che essere un Papa santo (non vale la seconda ipotesi che ho fatto in un commento del Petrus Romanus cattivo, persecutore, tiranno). Non solo.

3) Quest’ultimo Papa “santo” che regnerà sul trono, mostrerà amore per i nemici “formando l’unità d’amore“. L’unità d’amore è, in altri termini, l’unità dei cristiani in un’unica Chiesa.

4) Infine, ci viene detto che quest’ultimo Papa “santo” “vedrà la vittoria dell’Agnello“, cioè assisterà (nel senso che sarà vivente) al trionfo di Cristo e della Chiesa (il Trionfo del Cuore Immacolato).

La vittoria dell’Agnello è quella dopo la guerra micidiale annunciata nello stesso messaggio del 12 aprile 1947:

«Vi saranno giorni di dolori e di lutti. Dalla parte d’oriente un popolo forte, ma lontano da Dio, sferrerà un attacco tremendo, e spezzerà le cose più sante e sacre, quando gli sarà dato di farlo. (…)
Il mondo entrerà in un’altra guerra, più spietata delle precedenti; maggiormente sarà colpita la Rocca eterna nei secoli per essere rifugio dei santi eletti da Dio, viventi nel suo trono d’amore.
L’ira di Satana non è più mantenuta; lo Spirito di Dio si ritira dalla Terra, la Chiesa sarà lasciata vedova, ecco il drappo talare funebre, sarà lasciata in balìa del mondo. Figli, diventate santi e santificatevi di più, amatevi tanto e sempre. L’oscurità della coscienza, il male che aumenta, vi testimonieranno il momento giunto della catastrofe finale; si scatena l’ira in tutta la Terra, la libertà satanica, permessa, farà strage in ogni luogo. Momento di sconforto e smarrimento sarà sopra voi; unitevi nell’amore di Dio, fate una sola regola: Evangelo vivo! Siate forti nella verità dello Spirito, l’Ovile di Cristo è e sarà la salvezza di tutti coloro che vogliono salvarsi.
Vedrete uomini guidati da Satana fare una lega unitaria per combattere ogni forma religiosa; la colpita maggiormente sarà la Chiesa del Cristo, per nettarla dalle sozzure che vi sono dentro: commercio usureggiante e politica, contro Roma!
Nel finale, molti saranno convertiti per le molte preghiere e per il ritorno all’amore di tutti, e per potenti manifestazioni divine; sarà dato permesso fino a un tempo a costoro di distruggere tutto e tutti; poi l’Agnello mostrerà la sua vittoria eterna, con le Potenze divine, distruggerà il male col bene, la carne con lo spirito, l’odio con l’amore!
La Santità del Padre (il Papa, N.d.A.) regnante nel trono dell’amore divino soffrirà a morte, per un poco, di qualche cosa, breve, che, sotto il suo regnare, avverrà. Altri pochi ancora regneranno sul trono: l’ultimo, un santo, amerà i suoi nemici; mostrandolo, formando l’unità d’amore, vedrà la vittoria dell’Agnello. (…) »
(da Saverio Gaeta, Il Veggente: Il segreto delle Tre Fontane, Salani 2016, p. 78-88)

«Nel finale», cioè alla fine di questa tribolazione, molti si convertiranno a causa dei grandi segni che Dio darà («potenti manifestazioni divine»).
Le distruzioni saranno immense («sarà dato permesso fino a un tempo a costoro di distruggere tutto e tutti») fino a quando Dio interverrà e l’Agnello «mostrerà» la Sua «vittoria eterna».
Qual è questa vittoria eterna? Senza dubbio la Croce: l’Agnello mostrerà la Croce come segno di vittoria (in hoc signo vinces). E vincerà con la Croce gloriosa.

 

 

 

 


APPENDICE

 

 

ROMANO, da

Famiglia feudale della Marca Trevigiana alla quale diede triste notorietà la crudeltà di Ezzelino III. Ecelo, modesto cavaliere della Franconia, figlio di Arpone, ebbe da Corrado II (fra il 1026 e il 1036) in feudo i castelli di Onara (Padova) e Romano (Vicenza) sulla sinistra del Brenta, importanti, specie il secondo, perché posto presso lo sbocco del fiume in pianura; la posizione della famiglia si accrebbe per altri feudi nel vicino territorio, come Godego dei vescovi di Frisinga (prima del 1159) e Bassano dei vescovi di Vicenza (verso la fine del sec. XII). La famiglia nel sec. XII si disse di Onara (Aunara) fino alla distruzione di questo castello da parte di Padova nel 1198, poi da Romano. La posizione dei feudi mise questa famiglia in rapporto con le vicine città di Treviso, Padova e Vicenza e se nel sec. XII la vediamo prima legata a Treviso, essa si mescola poi alle lotte vicentine e padovane, là per rivalità con i Maltraversi, qui con i Camposampiero.
Nell’allargarsi delle contese a tutta la Marca e più in là, i da Romano si legarono con i Torelli di Ferrara (rivali degli Este) e i Monticolirom di Verona (rivali dei San Bonifacio): sinché Ezzelino III divenne il capo dei Monticoli. La famiglia fu per 70 anni antimperialista, poi nel 1232 passò a Federico II, per mezzo del quale Ezzelino III dominò Verona, Vicenza e Padova, mentre suo fratello Alberico, ritornando ai guelfi nel 1239, signoreggiò Treviso fino alla morte.
I personaggi più noti di questa famiglia furono, oltre al menzionato: Ecelo, ricordato dal 1074 al 1091, che sposò in Italia una Gisla longobarda; suo nipote Ezzelino I il Balbo, figlio di Alberico, ricordato dal 1154, avvocato del vescovo di Belluno, uno dei due capi dell’esercito della Lega Lombarda che mosse nel 1175 alla riscossa di Alessandria e si pacificò a Montebello con Federico I imperatore; Ezzelino II il Monaco (così detto per essersi nel 1221 ritirato a vita religiosa a Oliero), podestà di Treviso nel 1191-1192, di Vicenza nel 1211 per Ottone IV, che accompagnò nel suo viaggio a Roma. Dopo varie avventure matrimoniali, da Adelaide dei conti di Mangona ebbe oltre a Ezzelino III e ad Alberico, parecchie figlie, fra cui Sofia, che, vedova di Enrico di Egna, sposò Salinguerra Torelli di Ferrara, e la famosa Cunizza, ricordata da Dante (Par., IX, 32) fra le donne vaghe di amore, che sposò Rizzardo di San Bonifacio, lo tradì col trovatore Sordello e poi passò d’uno in altro amante e marito e morì in Firenze verso il 1279. Alberico aveva avuto dal padre i beni nel Vicentino e seguito il fratello maggiore nelle sue lotte e nell’adesione a Federico II: nel 1233 per il lodo di pace di fra Giovanni de Vicenza aveva promesso la figlia maggiore Adelasia a Rinaldo d’Este. Quando nel 1239 l’imperatore scomunicato prese come ostaggi Rinaldo e Adelasia, egli si ribellò e s’impadronì di Treviso che difese contro Federico e il fratello, tenendovi corte brillante allietata dai trovatori. Nel 1256 partecipò alla difesa di Padova strappata a Ezzelino, ma, vistosi sospettato, nel maggio del 1257 si riconciliò col fratello dandogli in ostaggio i figli e reprimendo ferocemente in Treviso ogni opposizione. Morto Ezzelino a Soncino nel 1259, egli si ritirò nel castello di San Zenone, dove, assediato dai comuni di Treviso, Padova, Vicenza, Verona e Mantova, tradito dai soldati tedeschi, fu catturato e massacrato il 26 agosto 1260 con la moglie e i figli. I beni della famiglia con lui estinta furono occupati dalle varie città in cui si trovavano.

da Enciclopedia Italiana TRECCANI (di Luigi Simeoni, 1936)

 

Davide Geronazzo, Gli Ezzelini, 2006

 

Da Romano (Wikipedia)

Ezzelino III (Wikipedia)

Romano d’Ezzelino (Wikipedia)

Castello degli Ezzelini (Wikipedia)

Ezzelino III (Treccani Federiciana)

Ezzelino III (Treccani Enciclopedia Italiana)

Ezzelino III (Treccani Enciclopedia Dantesca)

Magicoveneto

Cesare Cantù, Ezelino da Romano

 

 

 

 

 

 

© AVVERTENZA
Quest’articolo è solo a scopo informativo. La tesi inedita in esso contenuta può essere liberamente riprodotta e diffusa da chiunque (anche utilizzando le immagini), né è richiesto il permesso dell’autore. Si prega soltanto, in caso di utilizzo dei contenuti (soprattutto al fine di trarne una qualsiasi utilità economica), di citare la fonte originaria, per semplice correttezza.

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DeBrand
Admin
1 anno fa
Rispondi a  dott.G.I.

wow, articolo bellissimo!

NICOLA_Z
1 anno fa
Rispondi a  DeBrand

Naturalmente anche io mi associo ai complimenti per il dott.G.I. per tale grande articolo!

Sombrero
1 anno fa
Rispondi a  DeBrand

Mi associo pure io. Complimenti!

Remox
Editor
1 anno fa
Rispondi a  dott.G.I.

Articolo molto interessante Dott. G.I., soprattutto per la parte finale.
C’è però secondo me un problema.
Andiamo con ordine: le rivelazioni di Madre Nieves confermano le profezie di Anguera. Quando Benedetto XVI, la muraglia, il Katechon, morirà i nemici avanzeranno e per un determinato periodo di tempo la Chiesa rimarrà senza Pietro.
Potremmo dire che la strada sarà vuota.
Ciò però non significa che non ci sarà il papa, ma che non ci sarà quello legittimo. Potranno esserci invece quelli illegittimi.
In Anguera come sappiamo sono annunciati due falsi dove il secondo inganna e tradisce il primo, un Giuda che tradisce un altro Giuda.
Se ipotizziamo che Francesco sia il primo falso, allora il secondo può essere un cardinale a lui vicino. Che si farà eleggere al suo posto, con l’inganno, per salvare la Chiesa, come ipotizzai tempo fa.

Se guardiamo agli uomini “vicini” a Bergoglio troviamo senz’altro Parolin. E’stato Bergoglio a pescarlo dal Venezuela e ad elevarlo all’attuale rango.
E come dice Socci nel suo famoso articolo in molti lo vedono come un uomo di mediazione per salvare la Chiesa. Ma può essere lui l’uomo chiamato a condurre la Chiesa fra le più grandi tribolazioni a prezzo del martirio?
Parolin è l’artefice di alcuni degli accordi diplomatici più contestati. Basti pensare a quello col Governo Cinese che secondo molti ha tradito la Chiesa consegnando consacrati fedeli a Roma alla persecuzione comunista. Il Cardinale Zen, attualmente a processo in Cina (già condannato), ha avuto per il Segretario di Stato parole durissime considerandolo il vero ideatore dell’accordo ed il traditore nascosto a Roma.
Possiamo davvero credere che possa essere quindi colui che ad Anguera è definito come “grande uomo di fede”?
Tutto è possibile ovviamente, ma ne dubito.

Pertanto se la tua ipotesi è corretta forse dovremmo guardare ad altri luoghi.

Remox
Editor
1 anno fa
Rispondi a  Remox

E questo senza tirare in ballo la questione della sede impedita, considerato che la nomina a cardinale è avvenuto con questo pontificato.

Dimash
1 anno fa
Rispondi a  Remox

3.815 – 7 maggio 2013
Cari figli, tribolazione e morte segneranno il futuro della Chiesa, ma la vittoria verrà per gli uomini e le donne di fede che sopravvivranno alla grande e maggiore persecuzione. Soffro per quello che vi aspetta. Dio permetterà tutto questo affinché la Chiesa torni ad essere come prima. Quando tutto sembrerà perduto [per la Chiesa] sorgerà un uomo di fede. Il suo carisma e la sua santità attireranno gli allontanati. Sarà questo il tempo del trionfo definitivo del mio Cuore Immacolato.

3.837 – 24 giugno 2013
Il futuro della Chiesa sarà segnato da una grande divisione e una triste dittatura religiosa. Soffro per quello che vi aspetta. Inginocchiatevi in preghiera. Il mio Gesù non vi abbandonerà. Un grande e coraggioso uomo di fede condurrà la Chiesa sul cammino della verità. Coraggioso come Giovanni Battista, disposto al sacrificio.

In effetti questo potrebbe essere un punto debole dell’ipotesi fatta dal dott. G.I.

E forse questo cardinale che diventerà petrus romanus non è stato neanche ancora nominato da un vero Papa.
Forse ci penserà il vero Papa di cui al penultimo motto, dopo Gloria olivae?

Ultima modifica di 1 anno fa da Dimash
Spring
1 anno fa
Rispondi a  Remox

A proposito di Cina

NICOLA_Z
1 anno fa

Dunque dott. G.I., in estrema sintesi, la tesi di Antonio Socci e di Saverio Gaeta, sull’identificazione di “Petrus Romanus” con Bergoglio sarebbe errata, sia perchè dopo il motto di Gloria oliuae, ci sarebbero in realtà 2 motti e non uno solo, e sia perchè l’intepretazione del termine “Romanus”, ri riferirebbe in realtà ad un uomo nato nel feudo di Ezzelino da Romano, in Veneto.

“Petrus Romanus non è Bergoglio (e non può essere, v. dopo).”……..

…….”In conclusione, ricapitolando tutto il discorso, il succo è questo:PETRUS ROMANUS, potrebbe non essere “Pietro il Romano” (di Roma), come si è sempre creduto, ma “PIETRO DA ROMANO”, proveniente dal feudo degli Ezzelini: Schiavon era nel feudo degli Ezzelini (perciò, non nel senso che Parolin appartenga alla famiglia da Romano – questo non è dato di saperlo – ma nel senso che proviene dal loro feudo)”…….

NICOLA_Z
1 anno fa

Inoltre dott. G.I., sottopongo alla tua attenzione, questi passaggi del tuo scritto:

“Secondo la testimonianza di Madre Nieves, dopo Benedetto XVI, c’è come una “strada” …….. che copre il papa come una specie di ponte e poi «…segue una continuazione completamente libera (pulita). Non c’è nulla. Nessun papa…»…..

……. Madre Nieves afferma in maniera netta (citando Conchita) che la sequenza dei papi di Malachia si ferma a Benedetto XVI e che dopo la sua morte c’è come una larga strada vuota, libera, senza nulla, senza alcun papa («No hay nada. Ningun Papa…»). La Sede vacante? o fine del Papato? Va interpretato”…….

Sicuramente come sempre, tutto “Va interpretato”, vale a dire tutte le rivelazioni (“per l`edificazione della comunità…..chi parla…..preghi di poterle interpretare – 1Cor 14) ma se dopo Benedetto XVI, “Non c’è nulla. Nessun papa” «No hay nada. Ningun Papa…», questa dichiarazione/rivelazione di Madre Nieves, non assomiglia forse, pericolosamente, alla tesi di Andrea Cionci, su Benedetto XVI “in sede impedita”?

Dopo Benedetto XVI, “Non c’è nulla”, che appaia come un vero e autentico pontificato; forse che il papa bavarese fosse “l’ultimo a rappresentare la figura del papa come l’abbiamo conosciuto finora?”

Tale figura dovrebbe rappresentare “il custode della vigna del Signore“, ma dopo
B. XVI, tale figura, rappresenta ancora tale ufficio, o piuttosto questi si è mutato in “un cinghiale nella vigna del Signore“?

E quindi, se non è credibile la tesi di Andrea Cionci, in quale altro modo si potrebbe spiegare che dopo Benedetto XVI “Non c’è nulla. Nessun papa” ?

Ultima modifica di 1 anno fa da NICOLA_Z
Il samaritano
Il samaritano
1 anno fa

Quello che mi lascia perplesso è che il Papa che guiderà la Chiesa nell’ultima persecuzione dovrebbe coincidere con il Papa Santo profetizzato dalla Jahenny che restaurerà il Cattolicesimo assieme al Grande Monarca. Con tutto il rispetto per Parolin non mi pare che quest’ultimo assurga a grandi vette di santità.

mario mancusi
1 anno fa
Rispondi a  Il samaritano

No il Papa santo non è Petrus Romano , ma il successivo , almeno per quanto detto fino adesso, concordo sul giudizio su Parolin

Il samaritano
Il samaritano
1 anno fa
Rispondi a  mario mancusi

Comunque sia il cardinale Parolin non mi pare abbia dimostrato fino ad ora di essere un Pastore che ha molto cura del gregge… Sono per esempio note le sue posizioni favorevoli a una revisione del celibato ecclesiastico, per non dire che lo stesso ha sempre avallato la linea modernista di Bergoglio. Figurati se è proprio lui a guidare la Chiesa durante l’ultima persecuzione. Dimenticavo di dire che per Padre Pio, e non solo, il celibato dei sacerdoti costituisce la grande forza della Chiesa.

Dimash
1 anno fa
Rispondi a  Il samaritano

Il Papa santo verrà dopo la persecuzione ai cristiani, anzi all’opposto vivrà nel tempo delle nuove crociate verso i musulmani, gli apostati, gli eretici, in tempo di restaurazione del Cristianesimo, riportandolo a quello di prima il nefasto CVII.

Dimash
1 anno fa

Qualunque sarà la verità, complimenti al dottor G.I. per la sua ipotesi e il suo impegno di ricerca. Una cosa volevo solo ribadire, quindi i due antipapa( i due falsi) che dovrebbero esserci secondo i messaggi di Anguera chiaramente non dovrebbero appartenere alla lista di San Malachia, perche’ tutto quadri?

Personalmente resta il dubbio che Francesco sia uno di essi. Il tempo ce lo dirà.

L’ipotesi su Parolin come Petrus Romanus la trovo convincente al di là di questo aspetto, anche per un fatto di età, ha 67 anni e al limite potrebbe venire anche dopo il penultimo motto, se lo è ,In _pfecutione. extrema S.R.E. sedebit, che in quanto Papa martire, come anche Petrus Romanus, durerà poco tempo, come descritto dalla Jahenny.

Saluti

Dimash
1 anno fa
Rispondi a  dott.G.I.

In _pfecutione. extrema S.R.E. sedebit lo riferivo ad un Papa futuro, nel caso che Francesco sia dichiarato in futuro come antipapa.Il suo pontificato durerebbe poco. Non dieci anni come quello fin’ora di Bergoglio. E anche quello di Petrus romanus durerà poco, che sarebbe l’uomo di fede e giusto di Anguera, che non vedrà il Trionfo ma aiuterà la Chiesa ad arrivarci.

Ultima modifica di 1 anno fa da Dimash
Dimash
1 anno fa
Rispondi a  Dimash

Il Papa di cui al motto In _pfecutione. extrema S.R.E. sedebit potremmo averlo anche con Francesco ancora vivo, inoltre.

Ultima modifica di 1 anno fa da Dimash
mario mancusi
1 anno fa

A mio avviso la spiegazione migliore sugli ultimi motti della profezia di Malachia
la si puo leggere negli studi di Barbagallo gia analizzati nel passato:
ACFrOgD0nPB60-epF0jyu2sHb9b9k7bjuxVTZUT…JEhZLXVd46Lx-ztwbwRdUz0rto5FhoSRnHEZU= (riminiduepuntozero.it)
in cui la profezia dei Papi si chiude con Papa Benedetto e Papa Francesco, i due Papi contemporanei
Gloria olivae: “ BENEDETTO
In persecutione extrema Sanctae Romanae Ecclesiae sedebit.” (Punto a capo, n.d.r.) “Petrus Romanus, qui pascet oves in multis tribulationibus…”  FRANCESCO

dopo ci saranno l’altro falso, il Papa di pochi anni e il Papa Santo che facendo parte di una nuova era non sono contemplati nella profezia

La formulazione complessiva finale, contenente il riferimento a Petrus romanus, parrebbe spezzata da un imprevedibile punto di sospensione del periodo, e poi da una interruzione di esso con ripresa a capo di inizio di periodo di frase nuovo. L’esito finale della stesura – pur non mutandone il senso profondo – sarebbe certamente differente. Perché in quel caso parrebbe di leggere, dopo Gloria olivae: “In persecutione extrema Sanctae Romanae Ecclesiae sedebit.” (Punto a capo, n.d.r.) “Petrus Romanus, qui pascet oves in multis tribulationibus…” ecc. ecc. Notiamo subito come una ricostruzione del genere – pur, si ripete, non mutando il grande senso generale della questione – parrebbe comportare delle differenze rispetto alla successione pontificale generale. Il sedebit non sarebbe in quel caso di riferimento a Petrus romanus ma attribuzione di periodo al soggetto di Santa Romana Chiesa, e in quel caso il suo significato formale non parrebbe quello di regno storico ma di permanenza ed atto. Perché avremmo in quel caso un modello di traduzione di massima per cui la Chiesa si troverà, permarrà, in una fase di estrema persecuzione. Persecuzione cui non parrebbero estranei dal testo letterale profetico successivo anche fattori autodistruttivi interni o incertezze collettive (tribulationibus). Una fase quindi di doloroso disordine e di caos, di cui naturalmente rimane ignota la durata Un’altra importante conseguenza di una simile interpretazione sarebbe il ritorno di Petrus romanus – sia pure in funzione ultimativa e del tutto autonoma – nel pieno elenco dei motti pontificali, dopo Gloria olivae, elenco da cui l’inserimento in una formulazione di frase autonoma pareva in qualche modo averlo isolato. Questa ricostruzione – accanto a forti elementi di interesse – presenta anche alcune innegabili difficoltà. Se il sedebit fosse di riferimento alla Chiesa e non a Petrus, la frase successiva di riferimento ad esso apparirebbe priva di verbo reggente introduttivo. Si limiterebbe ad indicare la figura dell’ultimo Pontefice, che pasce le sue pecore in mezzo a mille immensi problemi prima della drammatica conclusione finale. Un’altra, naturale osservazione è legata alla ovvia grossolanità della resa scritta di stampa rinascimentale, soprattutto nella punteggiatura, rispetto alla precisione del periodo moderno. Persino le dimensioni e gli spazi dello spazio di scrittura possono avere importanza su ciò. Il punto dopo la frase può quindi avere diverse interpretazioni per quella fase storica e per le sue regole scritte, lontane dalle nostre. Certo resta molto più difficile invece comprendere il senso reale della ripresa a capo del periodo scritto, con quello che sembrerebbe l’inizio di una frase del tutto nuova. A nessuno sfuggirà certo il senso profondo di questa nota. Noi siamo uomini della nostra epoca, ed è istintivo, al di là di un generico interesse storico, valutare se una astratta formulazione profetica possa avere un reale e valutabile elemento di confronto con la nostra attuale realtà. Sotto questo punto di vista, riteniamo che gli elementi addotti sinora possano già superare la ragionevole e giusta diffidenza degli scettici. Resta che la formulazione stessa della frase scritta qui in esame, nelle sue varianti interpretative, acquista differenti significati alla luce di un ipotetico confronto con la realtà. Non è un segreto per nessuno, essendone carica la stampa ed il meccanismo di comunicazione collettivo, come le circostanze legate alle dimissioni di Papa Benedetto abbiano creato in alcuni commentatori italiani ed esteri dei dubbi profondi. Non è nostra intenzione né rientra nei nostri settori di formazione ed interesse esprimerci su ciò. Joseph Ratzinger ha smentito ogni ricostruzione particolare sull’evento – e quindi ogni sospetto di condizionamenti sulla sua decisione dimissionaria – e per noi ovviamente basta così. Resta quindi – per quanto riguarda il confronto del testo profetico medioevale con la realtà – un dubbio nel dubbio. Perché spezzare la formula finale della Profezia in due periodi distinti parrebbe acquistare, nel raffronto con l’attualità, dei significati ben precisi. Da un lato, inserire formulariamente e pienamente Petrus romanus nell’elenco malachiano come 112° ed estremo Pontefice della successione in esame. Dall’altro però potenziare all’infinito la vicenda ricostruttiva del Pontificato di Gloria olivae, nell’inizio di una persecutione extrema della Chiesa i cui termini reali vanno se di interesse attentamente valutati. Cioè in parole povere una cosa molto particolare. Inserire la “persecutione extrema “della Chiesa in un testo in qualche modo intermedio tra Gloria Olivae e Petrus romanus significa leggere le difficoltà generali in qualche modo come relative già all’ultima fase di gestione del primo ed alla prima fase propositiva del secondo. Si conferma quindi un impressionante quadro generale che (desidero parlare francamente su ciò) ricorda in maniera sconvolgente la vicenda reali tuttora in atto riguardanti gli ultimi due Pontificati. I due ultimi motti di Malachia paiono quindi già legati in maniera misteriosa tra di loro, in una sorta di intreccio simbolico le cui caratteristiche appaiono a logica umana come del tutto inesplicabili. I due Papi

Remox
Editor
1 anno fa
Rispondi a  mario mancusi

In realtà ad oggi questa interpretazione si può dire superata. Se le profezie sono vere provengono tutte dalla stessa fonte, rivelano la stessa verità e si completano a vicenda. È molto difficile che Francesco possa essere compreso nella profezia.

mario mancusi
1 anno fa
Rispondi a  Remox

Remox , quello che mi chiedo, considerando che nella lista di Malachia sono contemplati nel passato anche gli antipapi, perché eventualmente non vengono considerati i due falsi ?? E quindi Papà Francesco?

Remox
Editor
1 anno fa
Rispondi a  mario mancusi

Perchè la lista dei papi antecedenti al 1587 dove sono compresi gli antipapi, come ho spiegato nel mio articolo, è stata copiata (riportando anche gli errori) da un testo biografico del ‘500. Nella parte realmente profetica non ci sono antipapi anche perchè non si è mai verificato il caso di un antipapato. Facendo la comparazione delle varie fonti profetiche abbiamo la certezza che Benedetto XVI, Gloria Olivae, è il papa dopo il quale avviene un grande cambiamento. Che dopo Gloria Olivae ci siano uno o due papi (o più) è oggetto di dibattito. Personalmente credo sia solo uno, ma si vedrà. Comunque che siano uno o due, facendo sempre il confronto fra le varie fonti, il conto non torna. A meno che non si eliminino quelli che potrebbero essere in futuro definiti antipapi, Francesco compreso (che di sicuro non è Petrus Romanus).

Dimash
1 anno fa
Rispondi a  Remox

Mi sembra sia l’unico modo per far quadrare le fonti profetiche più attendibili: che nella lista di san Malachia i motti( anche se anomali, come abbiamo sempre detto in passato ) dopo Gloria olivae si riferiscano solo a veri Papi. A maggior ragione se In persecutione extrema S.R.E. sedebit e tutto quello che c’è dopo il punto e a capo e che inizia con Petrus Romanus indichi un unico Papa. Non convengo con Vincenzo che Petrus Romanus sia un Papa della nuova era e già l’ho motivato sopra, questa è una delle poche cose più chiare che si coglie dalle profezie, messe insieme. Mentre che Parolin possa non essere Petrus romanus, per il tipo di persona che è ora, ad eccezione se cambia dopo l’Avvertimento, che sarà un’ occasione per molti di migliorare la propria risposta a Dio, i dubbi sono leciti. Però l’ipotesi del dott G.I. è da tenere in considerazione, proprio perchè sappiamo che l’Avvertimento stravolgerà un pò tutto, sarà un aiuto di Dio in vista della persecuzione finale con Archel e il comunismo anticristiano.

NICOLA_Z
1 anno fa
Rispondi a  Dimash

il dott. G.I. ha scritto:

“….Il motto del 112° sarebbe identificato semplicemente da “In _pfecutione.” 
C’è il punto fermo, questo è il motto: “Nella persecuzione.“. E la persecuzione è anche il suo simbolo o segno metaforico…..”

Questo secondo la versione pubblicata nel 1595.

Ma nella versione pubblicata 3 anni dopo, nel 1598, tale punto dopo “In _pfecutione”, non c’è.

E la frase viene pubblicata estesa senza punteggiatura.

Ma al di la del punto o non punto dopo “In _pfecutione”, rimane il fatto che di tale personaggio si dice solo che “siederà”, durante “una persecuzione ultima”, e sembra oggettivamente un atteggiamento passivo, al cospetto di una bufera scatenata contro la Chiesa Cattolica.
Mi domandavo se tale atteggiamento passivo fosse voluto, dal personaggio in questione oppure no.

Perchè la passività volontaria, al cospetto del male che infuria contro la Chiesa Cattolica, si configurerebbe come complicità al medesimo male.

E questo cambierebbe molte considerazioni, anche su come identificare tale personaggio.

Ultima modifica di 1 anno fa da NICOLA_Z
Dimash
1 anno fa
Rispondi a  NICOLA_Z

Nicola, quel punto non è un punto e a capo, e inoltre la parola extrema ha la e minuscola. A volte il punto veniva solo usato per distanziare due parole successive tra loro. E se ricordo bene per dare una pausa, come se fosse una virgola.

Vedi in alto a destra
comment image

Quindi il motto è In persecutione extrema S.R.E. sedebit . Il punto dopo persecuzione non cambia niente. Oppure il motto addirittura è ANCHE tutto il resto dopo Petrus Romanus, ad indicare un unico Papa.

Se i motti sono 2 allora In persecutione extrema S.R.E. sedebit potrebbe anche indicare un Papa non buono, ma vero Papa, condivido le tue osservazioni, che favorisce la persecuzione ai veri credenti, attraverso false dottrine, accuse, illazioni, mistificazioni della realtà e delle verità a livello spirituale.

Nel caso siano due i motti, che causi Petrus romanus la persecuzione e le tribolazioni “qui pascet oves in multis tribulationibus” , non penso proprio, come ipotizzato dal dott. G.i..
La lista di San Malachia và letta anche conoscendo le altre profezie, che dicono che ci saranno dei Papi martiri alla fine di questa era, Papi che contrasteranno il modernismo, le eresie, e anche l’invasione musulmana che vorrà che si abiuri la nostra religione. Mi sembra un eccesso di scrupolo ipotizzare che possa essere un Papa vero ma che non pasce il gregge, quindi lo svia dai retti precetti evangelici, sia un Papa che non si comporta secondo il compito conferitogli dallo Spirito Santo di battersi e di guidarlo per la salvezza eterna delle anime. Al contrario sarà un Papa martire, fervente nella fede e disposto al sacrificio più grande, pur di confermare i fedeli nella Fede cattolica. I Papi martiri saranno almeno uno alla fine di questa era, e moriranno ammazzati. Il dubbio è se siano 2. Per cui il motto In persecutione extrema S.R.E. sedebit potrebbe indicare un Papa vero ma non un buon Papa.

NICOLA_Z
1 anno fa
Rispondi a  Remox

“È molto difficile che Francesco possa essere compreso nella profezia.” (Remox).

Remox, c’è una anomalia, nell’elenco della successione dei papi di San Malachia, che voglio evidenziare, approfittando del tuo commento.

 

Ad ogni pontefice elencato nella profezia del “Lignum vitae”, in ogni motto egli viene identificato mediante un “simbolo metaforico”, che caratterizza quello specifico pontefice, ad esempio per il suo stemma araldico, per le caratteristiche personali, per le vicende legate al proprio pontificato, o anche per vicende  precedenti.

In ogni caso, per ognuno dei pontefici elencanti nella profezia di San Malachia, c’è quasi ovunque una stupefacente aderenza profetica di tale “simbolo metaforico” del motto,  con il pontificato del papa.

Infatti osservando come esempio, gli ultimi 7 motti, notiamo come ogni papa venga “etichettato”, con tale linguaggio simbolico, che serve proprio a caratterizzarlo con precisa aderenza profetica:

107. Pastor et nauta. (Giovanni XXIII)
108. Flos florum. (= Paolo VI)
109. De medietate lunae. (= Giovanni Paolo I)
110. De Laboris solis. (= Giovanni Paolo II)
111. Gloria oliuae. (= Benedetto XVI)
112. In _pfecutione. extrema S.R.E. sedebit. (= Francesco?)
113. Petrus Romanus… (???)
 

Ma ecco che improvvisamente accade una plateale eccezione al motto n. 112:

Motto n. 112: «Nella persecuzione ultima della Santa Romana Chiesa siederà.»
 

Infatti come si legge sopra, solo nel motto n. 112, il papa non viene identificato con alcun “simbolo metaforico”;
appunto, in tale motto non c’è alcun simbolo, o segno, o linguaggio metaforico, per caratterizzare ed identificare tale papa.

Quasi come se tale personaggio, non avesse alcuna dignità sovrannaturale, per meritare anch’egli un “simbolo metaforico”, usato invece per tutti gli altri pontefici precedenti, elencati da San Malachia .

Nel motto n. 112, viene detto solo che costui, siederà (sul soglio di San Pietro?), ma nulla viene detto di lui, un qualcosa che dovrebbe in teoria, caratterizzarlo nel suo ruolo del soglio dove egli “siederà”.

Tale personaggio, “siederà”, ma non pascerà il suo gregge, come invece viene detto in riferimento al “Petrus Romanus” del motto successivo n. 113.

Ed egli siederà, mentre infuria una “persecuzione ultima della Santa Romana Chiesa”, ma non viene detto che egli contrasterà tale persecuzione, anche a costo della sua vita;

non viene detto che egli pascerà il suo gregge, almeno per un supporto spirituale, e per salvare le anime dalla perdizione eterna, di tutti coloro che saranno sterminati da tale persecuzione.

Sembra quasi, che costui che “siederà”, non solo non si opponga a tale persecuzione, ma che addirittura egli ne potrebbe far parte.

So bene che in tale motto n. 112, non c’è scritto espressamente, una tale gravissima ed inquietante allusione, ma io credo che il motivo sia evidente: per non gettare discredito sulla figura di ogni successore di San Pietro, ed in generale  sull’intera istituzione della Chiesa Cattolica.

Non sarà che tale persecuzione in realtà non è cruenta, ma piuttosto si tratta di una “PERSECUZIONE INCRUENTA“, che non uccide i corpi, ma uccide le anime condannandole alla perdizione eterna?

Cosa è più grave, agli occhi di Dio, la morte fisica, oppure la morte spirituale, che dopo ci condanna all’inferno eterno?

E nella logica divina, non è infinitamente più grave la morte spirituale di una moltidudine di popoli, piuttosto che quella fisica, biologica?

Ma proprio in merito alla “persecuzione della Santa Romana Chiesa”, che cosa ci aveva preannunciato “il Gloria Olivae”, quasi in modo profetico, ben prima delle sua dimissioni, quando era in viaggio verso il Santuario di Fatima   l’11 maggio 2010:

“…..le sofferenze della Chiesa vengono proprio dall’INTERNO DELLA CHIESA, dal peccato che esiste nella Chiesa. Anche questo si è sempre saputo, ma oggi lo vediamo in modo realmente terrificante:
che LA PIÙ GRANDE PERSECUZIONE DELLA CHIESA non viene dai nemici fuori, ma nasce dal peccato NELLA CHIESA…….).
 

Quindi, forse una tale persecuzione, è già in atto, e proviene proprio “dall’INTERNO DELLA CHIESA”, a partire dai suoi vertici, sotto lo sguardo attonito e sgomento di noi tutti,
che pensavamo e credevamo che tale persecuzione dovesse invece provenire dall’ESTERNO, per colpire tutti i membri INTERNI ad essa.

NICOLA_Z
1 anno fa
Rispondi a  NICOLA_Z

E ribadisco, che si tratta “della PIÙ GRANDE PERSECUZIONE DELLA CHIESA” riprendendo prorprio le parole del “Gloria Olivae”, fatte a Cristo, perchè la Chiesa è il Corpo Mistico di Cristo.

P.Riesz_
P.Riesz_
1 anno fa
Rispondi a  NICOLA_Z

“…..le sofferenze della Chiesa vengono proprio dall’INTERNO DELLA CHIESA, dal peccato che esiste nella Chiesa. Anche questo si è sempre saputo, ma oggi lo vediamo in modo realmente terrificante: che LA PIÙ GRANDE PERSECUZIONE DELLA CHIESA non viene dai nemici fuori, ma nasce dal peccato NELLA CHIESA…….”
Non si è mai visto un papa così bizzarro: ha intronizzato la dea andina in Vaticano cioè il principe del male; confonde la dottrina cattolica con fanfaluche tipo: Gesù si è fatto serpente, è solo un grande uomo; la BVM è solo una donna del suo tempo: ma dove ha studiato? Lo sapevano perfettamente i medioevali; “Vergine Madre figlia del tuo figlio…” : queste terzine del XXXIII Canto del Paradiso di Dante sono entrate addirittura nella preghiera liturgica ufficiale della Chiesa. Ma dove hanno studiato? La BVM è il centro di tutta la creazione: chi la venera si salva come gli angeli buoni e chi la disprezza saranno inevitabilmente dannati come gli angeli ribelli con Bergoglio. La maggior parte dei vescovi, prelati e cardinali plaudono allo sfacelo della dottrina cattolica; il resto se ne sta zitto: chi glielo fa fare rinunciare alle prebende, ai codazzi e alla vita di curia? Se fossero presi da un sacro fuoco di sdegno dovrebbero già da un pezzo lanciarlo giù dal pinnacolo del tempio. E’ evidente che è un antipapa, un apostata che si è dato anima e corpo al principe del male secondo le direttive della massoneria. E’ molto probabile che gli hanno fatto il rito di incorporazione di uno spirito maligno o di un dannato che lo sostiene nella sua azione di demolizione del cattolicesimo per fondare una nuova chiesa antitetica alla precedente: la chiesa della misericordia che che unisce in modo massonico gli opposti cioè il male ed il bene. Già il pettorale che ostenta è il simbolo massonico del buon pastore e Bergoglio propina simboli e dottrine del 18° grado massonico Rosa Croce. Nella sua azione di scardinamento della chiesa protegge gli indegni invece di cacciarli a pedate:
https://www.maurizioblondet.it/condannato-per-stupro-su-diverse-suore-il-gesuita-padre-rupnik-e-coperto-da-bergoglio/
Sul pettorale di bergoglio:
https://gloria.tv/post/RFWiURPTokzS4nWM1sGsTgHPS
{La novità del nostro articolo risiedeva nel fatto che l’unico simbolo univocamente, infallibilmente rosacrociano, quindi pseudo-massonico e anticristico (dato che i Rosacroce non riconoscono Cristo come figlio di Dio e quindi, come dice San Giovanni, sono anti-Cristo) è costituito dal Buon Pastore a braccia incrociate, gesto rituale massonico, tanto che, nel giuramento del 18° grado da principe rosacroce del Rito Scozzese della Massoneria si deve assumere esattamente la posizione con le braccia incrociate definita “del Buon pastore dei Rosacroce”.}
I Bergogliani applicano pedissequamente le leggi massoniche: nella Madonna dei nodi il serpente non viene schiacciato dal piede ma carezzato; è la composizione degli opposti: bene e male si uniscono, non si combattono. Come la mettiamo con “Io Porrò Inimicizia Tra Te E La Donna…” (Gn 3,15)? Ma dove hanno studiato? Anche i tradizionalisti hanno le loro colpe; contestano Bergoglio ma hanno trovato la scappatoia: Bergoglio non parla mai ex-cathedra e quindi può deliberatamente sbagliare. Forse non sanno che celebrando i misteri cum papa Francisco antipapa le consacrazioni non valgono perché manca la comunione di tutti i Santi con il Signore. A questo proposito credo che l’elezione non valida di Bergoglio sia stata voluta dalla massoneria: in questo modo le consacrazioni ecclesiastiche non sono valide come per i sacramenti; è il capolavoro di Satana: si forma una chiesa completamente separata dal suo Capo, una strana chiesa come quella luterana. Bergoglio e la sua chiesa non finiranno bene: se si avverano le profezie di don Bosco i cavalli cosacchi si abbevereranno nelle fontane di san Pietro: dovranno capire subito se sono russi ortodossi o musulmani ceceni; in quest’ultimo caso altro che lanzichenecchi! Il piccolo resto cattolico, dopo la morte di Benedetto, acclamerà (come e quando non lo sappiamo) come nei primi tempi in antitesi agli ultimi come papa il vescovo cattolico romano: Pietro il romano che inizia il nuovo corso della Chiesa. Inutile fare elucubrazioni perché non sappiamo chi sia.

croce-pettorale2.jpg
P.Riesz_
P.Riesz_
1 anno fa
Rispondi a  P.Riesz_

Il buon pastore!
https://http://www.insuperabilisfortitudo.it/2021/06/17/foto-inedite-esclusive-il-buon-pastore-esoterico-e-religione-unica-mondiale-simboli-e-dottrine-del-18-grado-massonico-rosa-croce/
Il ”buon pastore” esoterico e religione unica mondiale. Simboli e dottrine del 18° grado massonico Rosa Croce.

buon pastore.jpg
Remox
Editor
1 anno fa
Rispondi a  NICOLA_Z

Che la persecuzione venga dall’interno è indubbio. Che si tratti di un vero motto è invece dubbio. Tempo fa parlai proprio dell’anomalia di questo presunto motto così diverso nella forma da tutti gli altri. Tale anomalia scompare se invece lo uniamo alla profezia di Petrus Romanus.

vincenzo in guayas
vincenzo in guayas
1 anno fa
Rispondi a  dott.G.I.

Grazie a tutti per le ricerche e i commenti.Devo ancora finire di centellinare il post,e sono saltato ai commenti,per fissare i punti fermi che mi sembra,e sottolineo mi sembra, abbiamo. 1)Madre Maria de la Nieves Garcia e Conchita.2)Alcune cose sintetiche e solide scritte da Remox.3)Garabandal e i motti distinguono un tempo di persecuzione per la Chiesa(anche interna)e un tempo di “estrema persecuzione”.Da questi tre punti tendo a credere che nei motti non ci sia Francesco I e nemmeno il Parolin attuale(fatto salvo eventuale cambiamento interiore dopo l’Avvertimento). Tendo a credere che l’estrema persecuzione sia successiva all’Avvertimento,mentre la persecuzione sia precedente all’avvertimento.,e che dopo Benedetto XVI non ci siano piu’ Papi fino alla fine dei tempi. Che Petrus Romanus,buono o cattivo, stia all’inizio dei nuovi tempi della Chiesa.O,probabilmente,come martire, o come castigato insieme alla distruzione di Roma,in “un passaggio di tempo”per usare parole di una canzone di Ivano Fossati e Fabrizio De Andre’ che vede insieme estrema persecuzione aperta,e militare, e inizio di una rinascita della Chiesa, e anzi,estrema persecuzione proprio perchè disperata.Cristo è Re e quindi il tempo gioca a Suo favore.E’ Satana che vede sfuggirgli dalle mani,per cosi’ dire, buona parte del frutto del suo dannato lavoro,e questo lo fa infuriare invano. Dopo Petrus Romanus Papa Santo e Grande Monarca.

vincenzo in guayas
vincenzo in guayas
1 anno fa

Aggiungo che è sapienziale questo,per i singoli e per i popoli:Che c’è un tempo in cui gli uomini sono troppo peccatori perchè Gesu’ ,Maria e ancor piu’il Divino Bambino,non abbiano pazienza e non rinviino il giudizio.Dopo c’è un tempo per pagare gloriosamente e santamente le colpe passate.Accadra’cosi’,alla fine del mondo (non alla fine dei tempi incombente) anche per gli ebrei non credenti in N.S.G.C.Finora, lo sappiamo da piu’ voci e da piu’ parti,abbiamo goduto di rinvii.In fondo il mestiere del vero profeta è duro,se posso scherzare un po’:i nemici di Dio lo odiano e lo incolpano di odiare il popolo.Dio lo spiazza,o come con Giona, o anche solo con i suoi ritardi Misericordiosi.I pessimisti ne sanno qualcosa.La Regalita’ di Cristo è efficace,senno’ che Re sarebbe?Non credo si possa pensare che piu’ passa tempo e peggio è:sarebbe una vera sciocchezza e presunzione,solo Dio e il Cielo vedono le anime.Per esempio:tutta la miseranda complicita’ che abbiamo visto durante la pandemia potra’ facilmente volgersi a favore del pentimento e della conversione di molte anime.Dio non è isterico e non ha fretta.Per questo un tempo di persecuzione e uno di estrema persecuzione.In fondo pure Pinocchio passa il peggio quando sta uscendo dal ventre della balena.Malacoda e Berlicche insegnano…

mario mancusi
1 anno fa

Nei commenti di
MADRE NIEVES: CONCHITA Y SAN MALAQUÍAS – YouTube
interessante analisi , cosa ne pensate Remox,Dott.G.I.

Quella strada che cita Madre Nieves è una frase che suona così: In prosecutione, extreme SRE sedebit. Se guardiamo il testo, dopo La Gloria dell’Ulivo c’è un punto fermo, lo stesso che si trova alla fine della citata frase. La traduzione di questa frase sarebbe così: Subito (o in sequenza) l’ultima cattedra della Sacrra Romana Ecclesia. Molti hanno pensato che “in persecutione” significhi persecuzione, e non lo è. Ripeto: è “in sequenza”. Così san Malachia ci sta dicendo che il pontificato di Benedetto XVI CONTINUA con chi siede nell’ultima cattedra della Chiesa. Insomma, è una sequenza, è lo stesso pontificato, l’ultimo prima di Pietro Romano. Con la semplice frase “in psecusione”, sappiamo che Benedetto e Francesco sono una cosa sola.

Ultima modifica di 1 anno fa da mario mancusi
vincenzo in guayas
vincenzo in guayas
1 anno fa
Rispondi a  mario mancusi

Anche Gesu’ e l’Iscariota nel famoso capitello sono una cosa sola,secondo Bergoglio.I modernisti sopravvalutano la forza di Satana nel mondo e ne sottovalutano la pericolosita’ per le anime.I cattolici tradizionali non sopravvalutano la forza di Satana nemmeno nel mondo e non ne sottovalutano la pericolosita’ per le anime.Come possono intendersi?Su nulla, nel sul Cielo ne’ sulla Terra.La forza di Satana sta nel peccato e il peccato è inganno.Inganno che tende a stabilire il fatto compiuto e a ottenere a forza di peccati,quindi di accidenti fenomenici uno snaturamento ontologico dell’anima che è superiore ontologicamente al peccato perchè creata da Dio.Con tutti i suoi denari fasulli,Satana è un povero str…. La vita spirituale è fatta di una linea e di un punto.Il punto è il peccato,o la prova,che ritorna fino alla fine,e fu cosi’ anche per Gesu’ Cristo,che fu tentato pure in Croce e non solo nel deserto.La prova misura l’insufficienza dell’uomo nel salvarsi da solo,ma la verita’è la linea, le opere,il lavoro buono fatto da noi che sta nella memoria di Dio ed è la fedelta’ di Dio che ci salva.Non ci salviamo perchè rispondiamo bene all’ultima domanda del Rischiatutto,ma perchè la fedelta’e la Giustizia di Dio,con la Madonna e l’angelo custode ci da’ la grazia di salvarci,di essere noi stessi come Dio ci ha creati e non come il peccato o la prova ogni tanto hanno cercato di farci diventare.Per esempio io,secondo la natura ferita dal peccato originale,sono uno che davanti a una bella donna che lo desidera con forza e insistenza, per sola natura prima o dopo non avrebbe mai saputo dire di no,e anzi avrebbe voluto vivere solo per servirla nel letto.Poi ognuno avra’ i suoi punti deboli.Ma la mia vita non è stata cosi’ e ho saputo amare le donne nel modo giusto e virtuoso,con la grazia di Dio,con fortezza e liberta’.Percio’ i viscidi alla Bergoglio per me sono peggiori di Satana,specie se stanno a fare i falsi maestri pelosi e appiccicosi.Somigliano ai demoni che per invidia ci vorrebbero come loro e sottovalutano i peccati con la scusa di stare vicino a Cristo,ma anche l’Iscariota stava vicino a Cristo.Meglio gente che va poco in Chiesa ma che vive e lotta da uomo,invece che pretendere tutto da Dio.MIca per niente il Battista diceva:”Non dite siamo figli di Abramo,perchè vi dico che Dio puo’ far nascere figli di Abramo anche da queste pietre!!!”.Oggi siamo tutti figli di Dio,pure quelli che non credono a Cristo,secondo i Bergoglio.Serve altro?

vincenzo in guayas
vincenzo in guayas
1 anno fa

La regalita’ di Cristo in Terra ci fa soffrire e ci castiga,alterna illuminazione e purificazione,esaltazione o entusiasmo e umiliazione o scoraggiamentoCosi’ ci fa avanzare lungo la linea.I Bergoglio sono dei vili falsi ,un po’ furbi,che tendono a farla franca, proprio come certe servette putt…intriganti e arroganti.Al diavolo!I fatti li sconfessano e li collocano al loro infimo posto,nonostante le loro abilita’ relazionali(come L’Iscariota,del resto,guarda caso).Preferisco Forrest Gump,e Bergoglio vada….dove gli piace.

Lucio Anneo
Lucio Anneo
1 anno fa
Rispondi a  dott.G.I.

Grazie per aver ricordato una delle opere del mio bisnonno, padre della fondatrice di due Congregazioni religiose, uomo di profonda fede, storico e paleografo insigne

vincenzo in guayas
vincenzo in guayas
1 anno fa
Rispondi a  Lucio Anneo

E io che ho in passato scherzato tanto con te…!Chiedo sinceramente scusa.Anche se forse,lo spero,la tua nonna non se la sara’ presa molto da Lassu’…considerando che nome di santo diede alle due Congregazioni 😉

vincenzo in guayas
vincenzo in guayas
1 anno fa

Magari nonna no.Seconda di due figlie,sto leggendo.

Remox
Editor
1 anno fa
Rispondi a  mario mancusi

Ha risposto dott. G.I., concordo che la tesi è irricevibile.

vincenzo in guayas
vincenzo in guayas
1 anno fa

Un bambino piccolo sta visibilmente nelle mani della madre e del padre,ma la vita del padre e della madre sta nelle sue, perchè di fatto la influenza.Allo stesso modo i popoli da convertire stavano nelle mani delle nazioni cristiane,ma la vita di queste doveva essere orientata alla missione,che è paternita’ spirituale e materiale.Invece,come dice la profezia di Giorgio Varens,queste nazioni hanno voluto prosperare sulla rovina di coloro che avrebbero dovuto amare.Aborto,genocidio,malthusianesimo,sono un modo di ribellarsi a Cristo centro dinamico della vita di vero progresso spirituale degl’individui e dei popoli.Cristo è odiato da Satana,perchè la sua regalita’nel mondo,acquisita con la Croce,ti obbliga alla Croce e,volente o nolente o la porti o la trascini o peggio ancora.La Misericordia di Dio è infinita,agisce pure all’Inferno,ma coincide con la Giustizia.Cioe’:non accetta e non permette che il rifiuto della Croce,che fa crescere il male,pretenda di farla diventare ancora piu’ grande.Infatti,se gia’ e’ Infinita, non puo’ diventare ancora piu’ grande:pretendere che diventi tale significa solo volere separarla dalla Giustizia,che significa cadere nei peccati contro lo Spirito Santo.Per questo i Bergoglio&C non possono comparire nell’albero della vita,come Papi.Non esistono proprio.Chi sopravvaluta il male, lo fa perchè lo sta creando,e la partita si gioca nella Famiglia.Nasce un figlio,e influenza di fatto la relazione tra gli sposi,nel bene o nel male.Un marito che non ha il senso dinamico del progresso spirituale,finisce per trovarsi un’amante,dato che la moglie lo aveva abituato come magari non era cosi’ tanto prima di sposarsi,ed egli tende a mantenere le nuove abitudini.Cosi’ nascono i tipi alla Berlusconi,che poi diventano quello che diventano(se tutto va bene, figuriamoci se va male).L’utero è mio e me lo gestisco io,la vita è mia e me la faccio io.Mi faccio l’amante,o le amanti, e pure il Milan e ci vinco le Coppe.Alla faccia di Agnelli che va a comprare una villa in Ecuador alla amante conosciuta in Italia.Una delle molte.Questi sono gli eroi delle ex nazioni cristiane.Non è questione di singoli peccati,ma di mentalita’,di caduta culturale e spirituale,e quindi morale e politica e materiale.

vincenzo in guayas
vincenzo in guayas
1 anno fa

Concludo:dopo Gloria Olivae (Benedetto XVI)c’è solo Petrus Romanus,nella quinta era di Holzhauser,e puo’ essere un Parolin miracolato oppure un altro,ed è il grande prelato della Madonna di Quito,e chiude la quinta era di Holzhauser.Il Papa santo e il Gm aprono la sesta era.

Remox
Editor
1 anno fa
Rispondi a  dott.G.I.

Dovrebbe essere l’ipotesi più verosimile fra tutte, alla luce delle profezie conosciute.

Dimash
1 anno fa
Rispondi a  dott.G.I.

“Da questi tre punti tendo a credere che nei motti non ci sia Francesco I e nemmeno il Parolin attuale(fatto salvo eventuale cambiamento interiore dopo l’Avvertimento). Tendo a credere che l’estrema persecuzione sia successiva all’Avvertimento,mentre la persecuzione sia precedente all’avvertimento.,e che dopo Benedetto XVI non ci siano piu’ Papi fino alla fine dei tempi. Che Petrus Romanus,buono o cattivo, stia all’inizio dei nuovi tempi della Chiesa” (Vincenzo)

Vincenzo qui sembrava che intendesse che Petrus Romanus appartenesse alla 6à era di Holzhauser, ma mi sà che ha chiarito meglio.

vincenzo in guayas
vincenzo in guayas
1 anno fa
Rispondi a  Dimash

Si Domenico,alla fine della quinta;mi ero accorto di avere scritto all’inizio dei nuovi tempi condizionato dal fatto che la fine della quinta in certo senso contiene gia’ il cambiamento,se fa infuriare al massimo Satana,ma era un pensiero “troppo liquido”,troppo “fluido” e oggi non tutti ne sentiamo il bisogno .-).Presi tra modernisti e sionisti,meglio pane al pane e vino al vino.

Dimash
1 anno fa

Sì, infatti, mi aspettavo che in realtà volessi intendere quello, sono felice che hai potuto chiarire. Saluti a te.

Bobfox
Bobfox
1 anno fa

Grazie dott. G.I. , Grazie Remox

Anonimo
Anonimo
1 anno fa

Purtroppo c’è troppa confusione.
Ma la situazione non sarebbe dovuta precipitare dopo la morte della regina?

Dimash
1 anno fa
Rispondi a  Anonimo

“Figli miei, anche prima che inizi la prima crisi della figlia più anziana della Chiesa( ossia prima della prima crisi della Francia), ci saranno notizie dolorose di questi popoli: Inghilterra, Persia, Gerusalemme, tutti avranno sofferto grandi mali.

Figli miei, prevedo che all’uscita di questo problema, ci sarà un nuovo regno per la terra inglese e verrà fatta una scelta quando, improvvisamente, la morte verrà a colpire coloro che hanno in mano il timone di questo Regno. Per questa terra si farà molto male e sarà divisa in quattro parti, perché la loro volontà non sarà affatto d’accordo. La scelta dei Cattolici verrà respinta. “25 agosto 1882

Dopo la morte della regina Elisabetta 2à, in base a quanto rivelato a Jahenny, verrà fatta una scelta, contraria a quella cattolica. Scelta che parrebbe fatta da coloro che comandano in GB( governo, parlamento, famiglia reale?), che moriranno improvvisamente. La Gb rimasta senza coloro che la guidano e la tengono unita, anche se precariamente, si dividerà in 4 Stati.Ci sarà la guerra civile, e subito dopo la Gb avverrà anche in Francia, e a cascata un pò in tutta Europa occidentale..
Per cui si dovrà assistere a quella successione di eventi in Gb, stando a Jahenny.
La guerra civile in Gb non inizia immediatamente dopo la morte della regina.

Ultima modifica di 1 anno fa da Dimash
mario mancusi
1 anno fa

dott.G.I. E se la frase
112. In _pfecutione. extrema S.R.E. sedebit
fosse comunque riferita a Benedetto, come per indicare che il suo pontificato sarà spezzato in due fasi?? La seconda fase quella che stiamo vivendo in forma particolare?? È espressa in quel modo intendendo dire che comunque nell’estrema persecuzione, quella che stiamo vivendo, il Papa è ancora lui?
Del resto la suora ha detto che occorre interpretare la profezia di Malachia e che comunque se gli ultimi morti sono stati scritti in quel devono comunque indicare qualcosa di particolare. Inoltre appare ora evidentemente che la fine dei tempi di Garabandal inizierà con la morte di Benedetto e non come si era pensato inizialmente con la sua abdicazione, con la sua morte inizierà la grande tribolazione

Massimiliano
1 anno fa
Rispondi a  mario mancusi

Eccoci!!! Finalmente…Saluti
Massimiiano

NICOLA_Z
1 anno fa
Rispondi a  mario mancusi

Mario Mancusi, se fosse come dici tu, se fosse giusta la tua ipotesi, sarebbe un caso unico di Papa, a cui sono stati attribuiti 2 motti, invece che uno solo.

e anche il motto n. 112, ha il suo segno metaforico come ci ha detto il dott. G.I.:

“Il motto del 112° sarebbe identificato semplicemente da “In _pfecutione.” 
C’è il punto fermo, questo è il motto: “Nella persecuzione.“. E la persecuzione è anche il suo simbolo o segno metaforico.”

Pertanto, in base alla tua ipotesi, Benedetto XVI, sarebbe indendificato non due segni.

  • Gloria Olivae.
  • In _pfecutione.

Il primo segno, lo identificherebbe nel suo pontificato attivo.
Il secondo segno, lo identificherebbe nel suo pontificato passivo, di “Papa Emerito”, dopo le sue dimissioni.

Ma allora si pone una domanda: il motto n. 112, inizia con “In _pfecutione.”, e come ci ha detto il dott. G.I., la persecuzione è anche il suo simbolo o segno metaforico, pertanto viene logico chiedersi:
Benedetto XVI si sarebbe dimesso a causa di queste persecuzioni? Persecuzioni pubbliche od occulte che siano?

Il quadro delle interpretazioni finora fatte, ne sarebbe stravolto.
Ma ancora non sappiamo se il motto n. 112, è un vero motto, oppure fa parte integrante del motto successivo del “Petrus Romanus”.

Il mistero si infittisce…….

Dimash
1 anno fa
Rispondi a  NICOLA_Z

A me pare che la confusione la state generando con queste ipotesi bislacche. Ma se così avete deciso di fare, c’è poco da discutere

Dimash
1 anno fa
Rispondi a  mario mancusi

La persecuzione peggiore, finale, avverrà dopo lo scisma, ancora non avvenuto, e dopo l’Avvertimento, che dividerà ancora di più chi ha buona volontà e chi non l’ha. Quella che starebbe vivendo BXVI non è la persecutione extrema. Probabilmente lo scisma si avrà dopo la morte di BXVI, quando dovrebbe iniziare la fine dei tempi e allorchè la persecuzione da strisciante diverrà manifesta e saranno fatte leggi contro il vero culto a Dio e contro i veri cristiani.

Oggigiorno BXVI non siede neppure sul trono di Pietro, ma stà rinchiuso nel monastero Mater Ecclesiae. Per cui non siede, come dice il “motto” In persecutione extrema S.R.E. sedebit. Per non parlare di altri appunti che si potrebbero fare….

Ultima modifica di 1 anno fa da Dimash
NICOLA_Z
1 anno fa
Rispondi a  Dimash

Domenico capisco, il tuo punto di vista, l’ipotesi potrebbe essere bislacca, perchè effettivamente si discosta troppo da ogni interpretazione già fatta in passato, soprattutto, se tale motto n. 112 non fosse un vero motto, ma farebbe parte di un tutt’uno con quello successivo del Petrus Romanus.

Ciò detto però, se si trattasse invece di un vero motto, io penso che sia opportuno fare diverse ipotesi, che fossero anche apparentemente “bislacche”, e meditarle per capire col passare del tempo, quanto esse possano ancora essere tenute in considerazione, confrontandole con altre fonti, tra cui i messaggi di Anguera.

Quando Antonio Socci, scrisse il libro su Bergoglio, “Non è Francesco”, pensavo che il Socci fosse uscito di senno, ma poi parlando con un sacerdote che aveva letto il suo libro, trovandolo rigoroso e pieno di fatti censurati dal mainstream, e leggendo le argomentazioni di Socci, e osservando le incredibili “stranezze” di Bergoglio, ho incominciato a riflettere profondamente, ed infine a riconoscere, che quello fuori di senno non fosse affatto Antonio Socci.

Adesso quello fuori di senno, sembra essere Andrea Cionci, con il suo libro “il codice Ratzinger”, e la sua tesi sulla “sede impedita”; magari dopo la morte di papa Benedetto XVI, scopriremo che Cionci aveva torto marcio, ma per il momento non mi sento affatto di conndannarlo al rogo, perchè ho il sospetto che molte cose ci sono state nascoste sulle dimissioni di B. XVI, e sul conclave che ha eletto Bergoglio.
Da Anguera, sappiamo che verrà rivelato “un segreto”, a seguito del pentimento di un figlio.
Forse dopo tale sconvolgente rivelazione, capiremo meglio la reale situazione in Vaticano.

Infine “persecuzione extrema”, significa “persecuzione ultima”, e si potrebbe interpretarla come “persecuzione ultima” della quinta era di Holzhauser, insomma la parte finale ed ultima di tale quinta era, una parte amara e penosa, una pesecuzione alla vera dottrina e al Corpo di Cristo, “un vero calvario”, che chiude definitivamente tale quinta era, dopo la quale si entra nella sesta era, con il Papa Santo e il Grande Monarca.

saluti.

Dimash
1 anno fa
Rispondi a  NICOLA_Z

Non è solo Anguera, ma anche Jahenny, abbiamo sempre detto che le profezie non si interpretano in modo a sè stante. Forse dovresti ripassarti i Papi martiri che saranno uccisi a Roma. E ormai pensare che lo sarà BXVI pare improbabile, sopratutto con quelle modalità, essendo inoffensivo per l’età che ha. Praticamente chi gli vuole male può aspettare semplicemente che muoia da solo.Se vedi i post col tag Jahenny del vecchio blog di Remox te ne renderai conto. Purtroppo io non riesco a trovare il tempo per vedere sul sito ufficiale
http://www.marie-julie-jahenny.fr/ E inoltre bisognerebbe tradurre per bene. Per cui sono un pò con le mani legate.

Comunque io non concordo che un Papa abbia due motti nella lista di San Malachia, questa è la mia obiezione di base. Che poi il motto anomalo “In persecuzione extrema……sedebit” dovesse essere riferito a BXVI proprio quando non siede più sul trono di Pietro, sarebbe un vero controsenso.

Va bene fare ipotesi su una questione sulla quale non c’è certezza, ben vengano, anzi, ma almeno che non siano di un contorsionismo esasperato che invece di far fare passi avanti ne fà fare di indietro.

In realtà penso che Cionci abbia ragione su BXVI, e l’ho scritto più volte, ma lì c’è il pensiero ironico e sottile di BXVI che mi conforta riguardo la tesi di Cionci, nonchè il fatto che BXVI non è stata la prima volta che ha taciuto per quieto vivere, per non peggiorare la situazione. E’ fatto così in quanto a personalità. Però non c’entra nulla con la questione di attribuire 2 motti a BXVI, che già ne ha uno, ed è anche chiaro il riferimento a BXVI, in quanto alcuni monaci benedettini sono detti monaci olivetani.

La questione rimane se dopo BXVI ci saranno 2 Papi che moriranno martiri, e se saranno corrispondenti agli ultimi 2 motti anomali della lista, cioè i nn. 112 e 113. Bergoglio potrebbe non fare proprio parte della lista, poichè rischia un giorno di essere dichiarato antipapa, se è vero che è stato voluto dalla massoneria ecclesiastica e con accordi preventivi sottobanco. Atteggiamenti illeciti. Già anche solo questo potrebbe bastare, oltre al dubbio sulla effettiva rinuncia di BXVI.
Saluti anche a te.

Ultima modifica di 1 anno fa da Dimash
Dimash
1 anno fa
Rispondi a  NICOLA_Z

Riguardo alla persecuzione ultima, io l’avevo chiamata finale, evidente sinonimo, BXVI ha subìto pressioni anche durante l’esercizio attivo e pratico del munus, tanto che si è deciso a rinunciare al ministerium, quantomeno.

Alla fine è scappato davanti ai lupi che lo perseguitavano e gli chiedevano di fare riforme della Chiesa inaccettabili, perchè in contrasto con la Dottrina. Quindi la persecuzione a BXVI inizia già prima della rinuncia. Non la si può far coincidere con la rinuncia al ministerium.

Il motto(anomalo) “in persecuzione extrema S.R.E. sedebit” lo si dovrebbe semmai riferire all’intero pontificato di BXVI. Quindi la caratterizzazione della sola seconda parte del pontificato di BXVI, cioè il periodo dopo la rinuncia, come un periodo di persecuzione, non corrisponde alla realtà. Per cui attribuire il motto “In persecutione extrema S.R.E. sedebit” al solo periodo post declaratio del 2013, non trova fondamento.

NICOLA_Z
1 anno fa

Perdonatemi l’Off Topic,

ma solo per aggiornare lo stato dell’arte in Occidente.

Si profila una nuova guerra, ma non tra Ucraina e Russia, ma piuttosto tra Usa ed UE, che sarà commerciale……
Per la guerra civile c’è tempo……

Aggiornamento dall’Occidente…..

UE-USA: SIAMO GIÀ IN GUERRA, NON FATECI ANCHE UNA GUERRA COMMERCIALE
 

“Siamo già in guerra in Europa. L’ultima cosa di cui abbiamo bisogno è una guerra commerciale”, ha detto mercoledì ai parlamentari il vicepresidente della Commissione europea Margrethe Vestager……

……Il pomo della discordia è l’Inflation Reduction Act degli Stati Uniti, un piano da 369 miliardi di dollari che sovvenziona la tecnologia climatica prodotta negli Stati Uniti e afferma che l’UE discriminerà ingiustamente le sue società.

I partner transatlantici si sono a lungo vantati di un libero scambio non ostacolato da sovvenzioni eccessive e protezionismo, e la legge ha colpito Bruxelles come un TRADIMENTO dello spirito di concorrenza leale di Washington.

“Elementi dell’IRA rischiano di distorcere il campo di gioco e discriminare le aziende europee”, ha scritto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ai leader dell’UE alla vigilia del vertice di fine anno. …..

https://darioscafe.co.za/mondo/ue-usa-siamo-gia-in-guerra-non-fateci-anche-una-guerra-commerciale/22154/

Dimash
1 anno fa

Medvedev: obiettivo militare anche “forze alleate” Per l’ex presidente russo Dmitri Medvedev tra gli obiettivi militari del suo Paese ci sono anche “le forze armate” degli alleati di Kiev “che sono entrati in guerra” in Ucraina. Rispondendo alla domanda su quali dovrebbero essere considerati obiettivi militari legittimi, Medvedev ha elencato cinque punti. Tra questi: “la leadership politico-militare del Paese nemico”, ovvero Kiev, e “le forze armate di altri Paesi entrati ufficialmente in guerra, che sono alleati del Paese nemico”. (RaiNews)

La notizia riportata su altri giornali
Forse per una delle prime volte da quando è scoppiato il conflitto, il black out – che ha investito diverse città tra cui la seconda città dell’Ucraina, Kharkiv – ha investito anche i tunnel della metropolitana di Kiev (RaiNews)

https://www.informazione.it/a/D7B147F4-029B-4DDD-ACA4-11E088855C8E/Guerra-in-Ucraina-La-cronaca-minuto-per-minuto-giorno-295

Si potrebbe dire che la 3à guerra mondiale in qualche modo è già realtà

Spring
1 anno fa
Rispondi a  Dimash

Anche tu sei dunque per 2023/2024 anziché 2033?

Dimash
1 anno fa
Rispondi a  Spring

No. L’ho scritto tanto per dire. Sappiamo che la guerra mondiale vera e propria arriverà dopo tante cose che devono accadere.Però anche se non è questo il tempo, per gli avvenimenti in corso, per il comportamento spregiudicato e avventuroso statunitense e le minacce russe, sembra che quasi ci siamo già dentro nella guerra mondiale.
Se non sapessi nulla di profezie direi che sta per scoppiare la 3à guerra mondiale. Lo dico sul serio.

mario mancusi
1 anno fa

dott.G.I. conosci questa profezia ??attendibile ?
Le Dodici porte della città santa (escatologia.biz)

il vaticinio di Frate Timoteo, “creatura so­lare”, che nel 1748 ebbe la visione di san Malachia. Il vescovo irlandese affidò a Frate Timoteo la successione “dei Pontefici in Gerusalemme”.
Pietro II o, meglio, Pietro Romano, concluderebbe pertanto la succes­sione papale a Roma. E il suo compito sarebbe quello di trasferire nuova­mente la chiesa a Gerusalemme. A questo pontefice succederanno “tren­tatrè pontefici, regnanti in Palestina” che amministreranno la chiesa con l’assistenza dei dodici Apostoli.
Com’era avvenuto per Malachia, anche nella successione di Frate Ti­moteo troviamo per ogni pontefice una definizione, iniziando con “Retia iacère”, il primo pontefice che regnerà a Gerusalemme e che, come fece Pietro, “getterà nuovamente le reti”.
Seguiranno trentadue pontefici, ognuno contraddistinto da un motto:
 
Ventus secundus
Paene pusillus Caesar
Florem mittere
In solitudinem recedere
Ignem accendere
Nocturno tempore
Sacrae littèrae
Vir nobilissimo loco natus
Vana spes
Homo sanctus
Ad lucernae lumen
Oriente sole
Flammas vomère
Vocum et fidium
Unus atque solus
Longe abest
Gutta sanguinis
Navem deducère
Martirio cruciàri
Numerus tertio
Concubià nocte
Folia emittère
Saxum quadratum
Imbres imminent
Crucis signum
Corona laurea
Lumen et umbrae
Flumen secat urbem
Vir iustus

Operam perdidisti
Coeli fulgor
Itinere deerràre
 
Trentatrè sono stati gli anni di Cristo. E trentatre saranno i pontefici che regneranno nella culla della cristianità.
Il motto dell’ultimo pontefice è significativo: “Smarrire la strada”. 

in anguera c’è un messaggio che dice n°3790 del 16.03.2013
Pietro nella terra di Pietro.

vincenzo in guayas
vincenzo in guayas
1 anno fa

M’interessa il vaticinio di frate Timoteo,che tra l’altro è pienamente in tema col post e attendo con curiosita’ eventuali dal dott. GI. Fuori tema,ma non troppo,perchè niente succede per caso, non posso pero’ tacere la grandissima impressione che mi ha fatto leggere qualcosa sulla figura di Antonietta Cappelli.Molto probabilmente è una santa,lo sara’ ufficialmente, prima o dopo,c’è una causa di beatificazione aperta e ci sono miracoli nella sua vita.Altrochè Maria Jose’,star dei media ,con tutto il rispetto per lei e per Indro Montanelli suo amico!Fondatrice perchè N.S.G.C.le diede un carisma e una missione importantissima,anche se probabilmente non stuzzicante per il bergoglismo,e mi domando e domando al dott. GI se mai questa missione si possa considerare conclusa o non sia invece attualissima in prospettiva futura,nel tempo delle grandi conversioni,comprese quelle eccellenti,come ai tempi dell’Impero Romano. Ci sono stati grandi italiani che hanno fatto il bene dell’Italia in profondita’ e sono poco conosciuti.Uno lo ricordo’ lo stesso Montanelli,non ricordo purtroppo il nome,un suo amico di prima giovinezza,poi fattosi frate,e quando si incontrarono molti anni dopo,racconto’ Montanelli,quello gli chiese cosa avesse fatto della sua vita,e Montanelli,sinceramente rispose”Nulla”,perchè, davanti a quello, cosi’ gli sembrava.Pure io provo lo stesso sentimento davanti ad Antonietta Cappelli,insieme a un filo di affinita’:non certo per lo stato di vita e la santita’,ma per il fatto che quella credeva nell’importanza delle idee quanto o piu’ di molti ebrei,e su questo sono sicuro che Gesu’ Cristo si prendera’ le sue rivincite,nella nuova era,al tempo delle grandi conversioni. Da giovani ci è capitato di sognare che ragione e fede convergendo potessero trasformare il mondo,individuo per individuo,perchè sperimentavamo che la fede è una esperienza personale,individuale,sia pure fermentata nell’incontro con altri.La vita ha questo compito,eppure puo’ accadere che produca il risultato opposto:di spegnere il fervore, la curiosita’ e far credere che le idee siano solo dei pretesti,degli epifenomeni.Il che prepara il comunismo dei ricchi sui poveri,e anche il falso ecumenismo,mentre infama come proselitismo quello che è vero ecumenismo.Insomma:la bruttezza al potere, la laidezza al potere,la laida vecchiaia che deve sempre imbellettarsi con incontri dove si parla di solidarieta’,di servizio ai poveri e ai malati,e si cerca di raccontarla a tutti,come se fosse tutti li’.Proprio da parte di quelli che nella loro vita di relazione tutto sono meno che sprovveduti ,ingenui,improvvisatori,spontanei,chiari e leali,e alieni dall’ambizione del potere.Ricordo sempre quello che in sostanza,con altre parole,disse Francesco di Burke quando gli tolse il compito che aveva verso la questione dei cavalieri di Malta.Non ci sapeva fare,serviva uno piu’ abile e sveglio.Chi si preoccupa di rafforzare la fede in previsione di tempi difficili sembra uno sulla difensiva,pessimista,chiuso,e magari pure un po’ rintronato.Non dico certamente che l’evangelico “credette contro ogni speranza”(tocca a tutti)non possa nascere anche incontrando i poveri e i malati,etc. e sia possibile solo vivendo da eremiti.Dico solo che se questo luogo privilegiato dell’incontro con Cristo porta poi a disattendere una parte della Parola e della Tradizione,allora qualcosa non convince.Non è tutto ora quello che luccica.Gia’ scrissi una volta che certi ecclesiasrici mi sembrano dei precursori della Chiesa di Laodicea. Forse sono troppo avanti rispetto a noi.

vincenzo in guayas
vincenzo in guayas
1 anno fa

Volevo anche dire che io non ho piu’ salute ed energie per stare seduto molte ore,ma se fossi giovane mi dedicherei a studiare la figura di questa probabile futura canonizzata e non credo sia un caso che da un post di un nipote di una sorella(vedova Ferrari) sia stata proposta a noi questa figura.Auguro allo stesso Lucio Anneo(L.F. come si firmo’ una volta egli stesso)di studiare questa figura senza annoiarsi e di raccomandarLe tutti noi e specialmente me che ,oso dire, me lo merito perche’ con poco ho gia’ afferrato la grandezza titanica di questa figura.A volte basta un filo di affinita’ per entrare in comunione con anime molto piu’ elevate della nostra,come faceva dire Bernanos al curato di campagna di un suo romanzo,e percepire la loro benevolenza verso noi piccini.Non sprechiamo,non sprecate le occasioni che la Provvidenza mette sul nostro percorso.Nella vita si ricorda a fondo solo quello che ci tocca personalmente o da vicino.Il resto rimane in soffitta.Bisogna battere il ferro quando è caldo. A mo’ di esempio su quanto contano le idee,cito una frase di santa Caterina che va interpretata nel senso giusto.”Io sono niente piu’ il mio peccato”.Non è un incoraggiamento a chi crede che il peccato sia la verita’ e” tutto il resto finzione e inganno ma pero’ io speriamo che me la cavo perchè credo e la salvezza viene dalla fede”Tutt’altro…e questo spiega molte cose che succedono,cioe’l’empieta’ pratica di chi predica la rivoluzione della carita’ e dell’amore e per farla si schiera coi comunisti e i massoni,contro la gente onesta, e di fatto cerca di trasformare le pietre in pane invece di attendere gli angeli a servirlo e servirci.L’iniziativa buona viene dall’Alto(“Io non sono niente”) ma se accolta e messa in pratica comincia a diventare nostra, come il tesoro scoperto nel campo.Diventa verita’ di vita nella Grazia.Il peccato è quando le immancabili prove successive alla Illuminazione e al dono di Dio,prove volte alla purificazione(“Il tralcio che porta frutto lo poto perchè porti piu’ frutto”)trovano resistenza e ribellione che vengono dal dimenticare che il tesoro non era nostro e ha cominciato a divenire nostro,non che ce lo siamo gia’ comprato interamente.Chi crede verita’ il peccato e finzione la virtu’ e’ destinato a rivoltolarsi nel suo brago fino alla fine della sua vita,se insiste,e cio’ ch’è peggio,a credere che gli altri siano come lui e lui sia come gli altri,cosa che succede anche a Satana.Non è cosi’!

P.Riesz_
P.Riesz_
1 anno fa

Punto da vaghezza e leggiadria, papa Francisco non ha resistito e ha voluto dirigere la fanfara europea contro russi, ceceni e buriati; ma questi ultimi non hanno gradito:
https://rusvesna.su/news/1669671366
{Il ministro ceceno per la politica nazionale, le relazioni estere, la stampa e l’informazione Akhmed Dudayev, commentando le dichiarazioni del papa su buriati e ceceni, ha affermato che si tratta di una reazione alla “posizione ultimatum di Kadyrov e della sua squadra” contro la “lobby globale LGBT”. .
In precedenza, papa Francesco, in un’intervista alla rivista dei gesuiti “America”, ha affermato che la più crudeltà durante un’operazione speciale in Ucraina sarebbe stata mostrata da soldati cresciuti al di fuori della tradizione russa, citando come esempio i buriati e i ceceni.
Queste dichiarazioni sui ceceni e sui buriati che partecipano all’operazione speciale, il capo della Buriazia Alexei Tsydenov le ha definite almeno strane.
La rappresentante ufficiale del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha definito le parole del Papa su ceceni e buriati una “perversione”.
“Gli consiglierei di chiedere della crudeltà o della gentilezza dei combattenti ceceni agli abitanti del Donbass, che salutano con entusiasmo e all’unanimità i nostri fratelli, li caratterizzano positivamente, li ringraziano per la loro protezione dai nazisti e ne ammirano le buone maniere, il buon carattere e cultura.
Ma comprendiamo che, in realtà, il Papa e altri leader europei non sono per lo più soddisfatti della posizione dura e ultimatum del capo della Repubblica cecena (Ramzan Kadyrov, – ndr) e della sua squadra contro la lobby LGBT globale “, Dudaev ha scritto nel canale Telegram.
Ha ricordato che il capo del Vaticano e dell’intera Chiesa cattolica è stato il primo pontefice a sostenere la legalizzazione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso, “sebbene la Bibbia, come il Sacro Corano, contenga un severo divieto al riguardo”.}
Qualcuno in Vaticano è corso ai ripari:
Источник: https://rusvesna.su/news/1671100124
{La Russia, attraverso i canali diplomatici, ha ricevuto le scuse dal Vaticano per la dichiarazione di papa Francesco su ceceni e buriati.
Lo ha annunciato oggi la rappresentante ufficiale del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova.
“Per via diplomatica è pervenuto un appello dal Vaticano, che contiene una dichiarazione ufficiale del segretario di Stato della Santa Sede, Pietro Parolin, in relazione alla citata dichiarazione del pontefice.
Tale appello, in particolare, recita quanto segue: “La Segreteria di Stato del Vaticano si scusa con la parte russa. La Santa Sede ha profondo rispetto per tutti i popoli della Russia, la loro dignità, fede e cultura, così come per gli altri Paesi e popoli del mondo”.}
Come molti europei, Bergoglio si è lasciato convincere dalla propaganda e non dai fatti ma così non pare per il segretario di stato Pietro Parolin naturalmente su influsso del conterraneo Ezzelino; i fatti:
https://k-politika.ru/pobedit-rossiyu-v-nazemnoj-vojne-teper-nevozmozhno/?utm_source=warfiles.ru
Ora è impossibile sconfiggere la Russia in una guerra di terra,
16/12/2022.
{Gli americani riferirono felicemente che entro la prossima primavera avrebbero aumentato la produzione di proiettili di artiglieria a 20.000 al mese. Ora questa cifra è di 14 mila. E entro il 2025, tremino i nemici! – potranno aumentare la produzione a 40mila proiettili al mese.
C’è solo un problema qui. La Russia, secondo gli stessi generali americani, ora sta spendendo 20.000 proiettili in Ucraina, ma solo un giorno.
Cioè, al momento, gli americani producono meno al mese di quanto siamo in grado di spendere in un giorno. E il numero di cui sono così orgogliosi riguardo al 2025, gireremo tra due giorni.
È ovvio che l’industria statunitense non è in alcun modo in grado di mantenere il ritmo attuale della guerra di artiglieria. Gli Stati Uniti possono solo rastrellare i magazzini. Rifornirli al ritmo giusto non funzionerà.
In Europa, ovviamente, la situazione è anche peggiore. Dopotutto, per tutto questo tempo – in senso militare – gli europei hanno vissuto sotto l’ombrello americano. Nella speranza che siano gli Stati Uniti a proteggerli.
Ecco solo un semplice esempio. La Germania ha promesso di fornire all’Ucraina due (DUE!) Sistemi di difesa aerea Skynex Rheinmetal entro il 2024 (2024!). E ora il Bundestag sta cercando fondi per finanziare questo progetto.
Come! Si scopre che questo è un intero progetto per loro!
Bene, ok, Europa e Germania… Ma perché gli Stati Uniti ci hanno deluso così tanto?..
Il fatto è che l’intera potenza militare degli Stati Uniti è costruita su una potente flotta, comprese le portaerei. È su navi, sottomarini e anche sull’aviazione che si basa la strategia militare statunitense. Ma non sull’artiglieria, il che è abbastanza logico per un paese il cui territorio è “nascosto” dall’altra parte dell’oceano.
Inoltre, gli Stati Uniti hanno perso molto tempo fa la potente industria che avevano una volta. Tutta la produzione è stata spostata principalmente in altri paesi: Cina, paesi asiatici, America Latina … Negli Stati Uniti, nella migliore delle ipotesi, avviene l’assemblaggio di cacciaviti. Oltre l’80% dell’economia statunitense è costituito dai servizi. Pertanto, anche se gli Stati Uniti volessero fortemente aumentare il tasso di produzione di carri armati e artiglieria, ci vorranno anni.
Ma il potere militare della Russia si basa proprio sull’esercito di terra, incluso il dio della guerra: l’artiglieria.
E questo significa che tutto ciò che riguarda la guerra terrestre (artiglieria, carri armati, fanteria) è un vantaggio incondizionato dalla parte della Russia. Gli Stati Uniti e l’Occidente, anche se si prefiggono un obiettivo appropriato in questo momento, saranno in grado di raggiungerci solo tra anni.
Pertanto, è semplicemente incomprensibile come lanciano appelli militanti e i polacchi sono completamente ansiosi di combattere! Per il massacro?
Per quanto riguarda l’Ucraina, che attualmente produce 7.000 proiettili al giorno (tre volte meno di noi), questi sono già i resti del lusso precedente…
Quindi si scopre che in una guerra di terra non c’è nessuno più forte della Russia. Nel mondo! E questo significa che i nostri confini sono bloccati. Dopo aver raggiunto i confini desiderati del paese vicino.}

luca
luca
1 anno fa
Rispondi a  P.Riesz_

Continuate a difendere il demone Putin sperando sia il salvatore del mondo. Mi sa che Babba Vanga quando disse che Vladimir il grande avrebbe reso onore alla Russia si riferisse a Volodymir, che in russo significa Vladimir, e che per Russia intendesse Ucraina, che è la vera Russia. Ho letto un’esperienza premorte dove viene visto il mondo fino al 2060 ed è vero che ci sarà un nuovo ordine mondiale, ma mi spiace per voi sarà nuovamente guidato dagli Usa. Ha visto pure che nel 2060 gli Usa invaderanno la Cina perché questa provocherà gravi problemi ma non ha visto cosa succederà dopo. Credo che questo questo secolo sia il tempo della fine delle dittature. Mettetevi l’anima in pace!

P.Riesz_
P.Riesz_
1 anno fa
Rispondi a  luca

“ma non ha visto cosa succederà dopo”; molto probabilmente non ha visto né prima né dopo; mettiti l’anima in pace. L’Eu e gli usa stanno già perdendo la supremazia mondiale ( non lo dico io, ma gli stessi occidentali! ); mettiti l’anima in pace!

Lucio Anneo
Lucio Anneo
1 anno fa
Rispondi a  dott.G.I.

Ti riporto alcuni stralci dell’articolo apparso sull’Oss. Romano del 29 luglio 2005….
Con grandissimo stupore e sorprendente meraviglia affermava il Card.
Giuseppe Siri: “Questa donna mi ha insegnato a fare il Vescovo!”. E il
Papa Pio XII nel Motu proprio del 16 luglio 1955 scriveva al Card. Siri:
In mezzo a tanta varietà di doni che Cristo Salvatore prodigò ai suoi
seguaci, è ben grande quello di far conoscere il Vangelo a uomini illustri in
scienza, spiegandolo con profonde, adatte lezioni. E questa missione scelse
per sé l’Istituto S. Giovanni Battista in Villa Maria di Campomorone, la cui
casa madre trovasi nell’Archidiocesi di Genova. Noi…abbiamo decretato di
eleggere un cardinale Protettore. E’ noto che tu fosti sempre esimio
sostenitore di quest’Opera e ad essa dedicasti il tuo impegno e il tuo studio.
Tu, diletto figlio nostro, che prestasti in passato la tua collaborazione,
saprai svolgere l’ufficio di Patrono, con vantaggi ancora maggiori”.
Viene spontaneo chiedersi: “Chi è questa donna? Chi è questo Istituto?”.
Mi sembra giusto che l’Arcidiocesi genovese abbia a conoscere tale Donna
che proprio opera nascostamente un’evangelizzazione così profonda, dando
vita alla Congregazione femminile “San Giovanni Battista” con la sua casa
madre in Campomorone di Genova e un’altra specifica Congregazione
Sacerdotale “San Giovanni Battista Precursore”, destinata ad una funzione
preventiva e a sostegno soprattutto spirituale del clero.
Questa donna così straordinaria è la dottoressa in psichiatria Antonietta
Capelli….

Colei che diverrà una tra le prime dottoresse italiane, specializzata in
psichiatria, nasce a Milano il 23 settembre 1896, secondogenita di una
famiglia modenese ivi trasferita per impegni professionali del babbo
Adriano, il quale dopo il battesimo offre segretamente la fragile figlia alla
Madonna come “operaia nella vigna del Signore”.
prendo dal libretto “Antonietta Capelli: Scritti scelti”.

Colei che diverrà una tra le prime dottoresse italiane, specializzata in
psichiatria, nasce a Milano il 23 settembre 1896, secondogenita di una
famiglia modenese ivi trasferita per impegni professionali del babbo
Adriano, il quale dopo il battesimo offre segretamente la fragile figlia alla
Madonna come “operaia nella vigna del Signore”.
A Parma si svolgono gli studi di Antonietta tra scuole pubbliche e private,
mentre la sua vita è caratterizzata da un intenso e precoce cammino
spirituale che approderà alla vocazione, maturata il venerdì santo del 1908
nella chiesa di San Rocco dove il Crocifisso chiama a sé la tredicenne “per
una vasta opera di salvezza”.
Tale missione sarà avvalorata da un’incredibile fecondità spirituale in
famiglia e a scuola, nel fondare circoli di Azione Cattolica per avvicinare
i lontani” incominciando dagli operai e poi allargando il campo
dell’apostolato ai dirigenti e agli intellettuali.
Il suo carisma, che le permetteva di capire gli spiriti critici, increduli e
dichiaratamente ostili alla Chiesa cattolica fu riconosciuto subito dal suo
Arcivescovo beato Guido Maria Conforti, fondatore del Missionari
saveriani, che la sosteneva nelle sue iniziative evangeliche come assistente
spirituale. Ella ha poi testimoniato nel processo di beatificazione del
Conforti.
Già impegnandosi in azioni evangelizzanti durante gli studi universitari,
conseguiva nel 1923 la laurea in medicina e chirurgia a pieni volti e lode
con la pubblicazione della tesi, specializzandosi poi in psichiatria e
vincendo il concorso nella clinica neuropsichiatrica della Università stessa.
Era molto ricercata specie da spose e mamme. Ma dopo pochi anni di
attività medica, la giovane dottoressa lascia nell’ottobre 1927 la
professione medica per dedicarsi esclusivamente alla evangelizzazione.
Però la competenza in psichiatria sarà valorizzata dalla stessa Chiesa e le
tornerà molto utile nel contatto diretto con le anime.
Il Santo Padre Pio XI, informato da padre Gemelli circa l’intenzione della
giovane studentessa di evangelizzare la classe colta e lontana dalla fede,
avocherà a sé il diretto patrocinio sull’attività nascente, incoraggerà e
istruirà personalmente la giovane Antonietta con decisivi interventi
personali, preconizzando già nel marzo 1925 in un’udienza solenne la
fondazione di una nuova congregazione religiosa. Dice Pio XI: “Affido ad
essa la cura di tutti coloro che non sanno o non vogliono riconoscere nel
Papa e nel Vescovo il loro Pastore”.
La giovane dottoressa soddisferà le aspettative di Pio XI e dei suoi
successori organizzando Convegni di Cultura Religiosa soprattutto per le
persone colte e lontane dalla fede, invitandole personalmente e scegliendo i
più qualificati oratori, non accontentandosi di discorsi accademici, ma
esigeva un servizio preciso alla verità della fede attraverso la
valorizzazione della ragione in vista di un preciso cammino verso Dio.
Tralascio il lungo elenco di questi oratori, i migliori in Italia e anche esteri.
Da questi Convegni numerose furono le conversioni verificatesi, protette
sempre da assoluto riserbo ma a volte eclatanti come quella del
domenicano Padre Mario Camis, ebreo, rettore dell’Università di Parma,
che l’ebbe come madrina di battesimo e cresima, prima di lasciare la
cattedra universitaria in vista della vita religiosa e del sacerdozio.
I convegni, destinati sistematicamente ad ogni categoria di persone (e non
solo di lingua italiana) si estendevano anche ai Pastori di anime prendendo
forma di Corsi di aggiornamento per il Clero che conseguiranno una
sentita esigenza di preparazione culturale e spirituale per i Pastori di
anime.

Naturalmente non poteva far tutto da sola, un mucchio di giovani donne
l’aiutano e fonda la Congregazione femminile “San Giovanni Battista” che
ha la sua prima casa in Campomorone di Genova, provvidenzialmente
regalata dal Conte Ernesto Lombardo, lo stesso munifico donatore della
sede dell’Università cattolica di Milano.
Ma presto dovrà aprire altre case, che la Divina Provvidenza le dona, nelle
province di Parma, Firenze, Bergamo, Piacenza, Ascoli Piceno, Macerata,
Roma: tante sono le ragazze attratte dal suo carisma. E più avanti nel
tempo, accogliendo l’invito di Papa Giovanni XXIII rivolto agli istituti
religiosi di pensare alle Missioni, manderà le sue figlie in Brasile e in Cile.
Dopo la fondazione della Congregazione femminile “San Giovanni
Battista” (approvata l’8 giugno 1942 da Pio XII di diritto pontificio), in
seguito al fiorire degli stessi Convegni, nascono numerose vocazioni adulte,
le quali non possono essere accolte nei seminari minori. Allora la
fondatrice organizza un servizio di accoglienza e preparazione spirituale e
culturale che accompagni gratuitamente le vocazioni adulte fino alla meta
del sacerdozio.
Alla sensibilità e competenza della dottoressa non sfugge il problema dei
sacerdoti in difficoltà, ai quali, anche per richiesta di molti Vescovi,
presterà la sua assistenza a tutto campo aiutandoli a risollevarsi
psichicamente, materialmente e spiritualmente fino a recuperarne un
notevole numero per il ministero attivo.
Si potrebbe dire che la Capelli abbia salvato una bella e numerosa diocesi,
meritandosi l’incoraggiamento di veri santi, come s. Giovanni Calabria, s.
Pio da Pietrelcina, il beato Conforti, il beato Orione, i beati coniugi Luigi e
Maria Beltrame ecc.

Lucio Anneo
Lucio Anneo
1 anno fa
Rispondi a  Lucio Anneo

Consiglio a tutti la lettura del libro “Il fuoco bruciante di una chiamata”, curato da Donatella Dresda, consacrata nella Congregazione della zia, che conosco personalmente e di cui apprezzo la bontà e la spiritualità. Il libro ha anche una prefazione di S.E: Bagnasco (detto in particolare per Vincenzo)

vincenzo in guayas
vincenzo in guayas
1 anno fa
Rispondi a  Lucio Anneo

“Il suo carisma,che le permetteva di capire gli spiriti critici,increduli e dichiaratamente ostili alla Chiesa cattolica,fu riconosciuto subito dal suo Aricivescovo beato Guido Maria Conforti,che la sosteneva nelle sue iniziative evangeliche come assistente spirituale”.Gia’…appunto… e anche PioXI.Qualcosa di attuale e di moderno,ma nel modo giusto.Direi che per Lucio Anneo Seneca è una vocazione di famiglia.Ho idea che la vera inquietudine,la vera ricerca,tra i credenti non è stata affossata dalla Chiesa preconciliare,dipinta oggi come becera oscurantista.E’ stata capita e fatta conoscere,fatta maturare e valorizzata,senza gli strombazzamenti narcisisti e presuntuosi di molti modernisti incombenti che piu’ che a rafforzare la fede dei lontani tendono a liberare l’istinto orgiastico di “ammucchiata” autoassolutoria a due e/ piu’,in spirito di anticristo.Questa è l’impressione che mi danno i Kaspers &C.con le loro facce giulive e autoreferenziali.Gli scismatici sono loro,chi non vuole la continuita’ sono loro.Chi pretende di tenersi stretta una Fede annacquata,ed eretica,come fa ad avere un sincero interesse per la Fede stessa tale da portarlo a cercare i lontani?Invece ,proprio di cercare i lontani fanno vanto a bella mostra:forse sono precursori della Chiesa di Laodicea:ma anche nella lettera alla Chiesa di Laodicea Lo Spirito e Gesu’ Cristo lasciano una via di ritorno e recupero.Vero che Dio ci provoca,ma è meglio capire perchè piuttosto che provocarlo a nostra volta. A Seneca,sia pur scherzando,ho riconosciuto che ,se citava Lutero,citava pure Kierkegaard,e se non attaccava Bergoglio,ci raccontava pero’ con discrezione che le suore nel convento di sua zia volevano pregare piu’ che fare le serve agl’immigrati,nonostante quel Dio scritto con la minuscola e presentato come un’affermazione ma che era sopra tutto una domanda,un punto interrogativo positivo. Qui nelle librerie non si trovo nemmeno la D’Agreda,solo libri di stagione e moltissime Bibbie,ogni Bibbia una traduzione?Mah. Se mi mandate il libro vi pago libro,spese e do’ anche una offerta. aborrido61@gmail.com

Spring
1 anno fa

Un piccolo OT (del resto ci aspettiamo anche Archel de la Torre) qui e qui

NICOLA_Z
1 anno fa

IL PAPA: HO GIÀ FIRMATO LE DIMISSIONI IN CASO DI IMPEDIMENTO MEDICO

Lo ha detto il Pontefice nell’intervista al quotidiano spagnolo Abc

 “Ho già firmato le mie dimissioni.
Era Tarcisio Bertone il Segretario di Stato.

Le firmai e gli dissi: ‘In caso di impedimento per motivi medici o che so, ecco le mie dimissioni. Ce le avete già’. Non so a chi le abbia date il cardinal Bertone, ma gliele ho date io quando era segretario di Stato”. E’ quanto afferma papa Francesco nell’intervista al quotidiano spagnolo Abc. 

Nell’intervista, di cui è stata diffusa stamane la versione integrale, il Papa risponde così alla domanda su cosa succede se un Pontefice diviene improvvisamente invalido per problemi di salute o per incidente, e se uno standard non sarebbe conveniente per questi casi. E alla successiva domanda sul fatto che anche Paolo VI lasciò per iscritto le sue dimissioni in caso di permanente impedimento, replica: “Esatto, e io penso anche Pio XII”.
“E’ la prima volta che lo dico”, aggiunge Francesco a proposito della sua rinuncia già firmata. “Ecco perché lo dico. Ora qualcuno andrà a chiederla a Bertone: ‘Dammi il pezzo di carta!’ (ride).
Probabilmente lo consegnò al cardinale Pietro Parolin, nuovo segretario di Stato. Io l’ho dato a Bertone in quanto segretario di Stato”, conclude il Pontefice……

https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2022/12/18/papa-ho-gia-firmato-le-dimissioni-in-caso-impedimento-medico_0dca5ff2-0836-4d06-b4c1-fdf31e21170c.html

Lucio Anneo
Lucio Anneo
1 anno fa
Rispondi a  NICOLA_Z

quindi leprofezie che parlano di tre papi…..

Dimash
1 anno fa
Rispondi a  Lucio Anneo

Eh sì, come si ipotizzava, tra l’altro, potrebbe venire presto il tempo delle 3 tende che crolleranno, e che porterà, dopo un altro pò di tempo, allo scisma ufficiale. Come già detto appena dopo l’esortazione apostolica postsinodale del sinodo sulla sinodalità. Allora Francesco, forse in cattiva salute, getterà la spugna. O gliela faranno gettare, a questo punto.

2.891 – 18/09/2007
Cari figli, avanti con coraggio. Non perdetevi d’animo davanti alle vostre difficoltà. Inginocchiatevi in preghiera e chiamate Gesù. Egli è la vostra forza e la vostra vittoria. Vi chiedo di continuare saldi sul cammino che vi ho indicato. L’umanità percorre le strade dell’autodistruzione ed è giunto il momento di convertirvi. La mancanza d’intesa tra tre re porterà grandi sofferenze ai miei poveri figli. Tre tende crolleranno

Ultima modifica di 1 anno fa da Dimash
Colubrina
Colubrina
1 anno fa

Ottima disquisizione. Ho proposto uno studio del Malachia a un archivista laureato in storia antica… Ha accettato la sfida.
Intanto, a una lettura veloce, anche lui aveva separato i due tratti.
Io ho un’interpretazione: i due possono coesistere, almeno in un lasso di tempo.
Nel senso che:
1) 112. In _pfecutione. extrema S.R.E. sedebit. (= Francesco, come hai detto. Perchè essendo antipapa, di fatto è la Sacra Romana Chiesa senza papa a sedere. E la cosa quadra).
2) A quel punto quando la persecuzione avanzerà, subentrerà dopo un pò di tempo la figura del Romano. A sentimento, Viganò.
Parolin è sulla scia di Francesco, e non radunerebbe il gregge. Per ora l’ha solo separato.
Uno come Viganò (Romano in senso Italico, ma ben radicato a Roma) ha fin da ora “pasciuto il gregge” e l’ha riunito. Dopo lo farebbe ancora meglio.

NICOLA_Z
1 anno fa

L’arcivescovo Carlo Maria Viganò, pubblica su twitter l’ennesima accusa bomba, rincarando la dose sulle dimissioni di Benedetto XVI, e sull’elezione di Bergoglio…….

 

Archbishop Carlo Maria Viganò (QTE)  18 dicembre 2022

1. Restano da chiarire le vicende che hanno portato alle dimissioni di Benedetto XVI, ma uno dei membri della deep church, il defunto cardinale Danneels, ha ammesso di aver fatto parte della cosiddetta MAFIA DI SAN GALLO,

2. la quale ha lavorato essenzialmente per realizzare la “PRIMAVERA DELLA CHIESA” di cui ha scritto John Podesta, capo dello staff di Hillary Clinton, nelle sue e-mail pubblicate da Wikileaks.

3. C’è così un gruppo di cospiratori che hanno lavorato e ancora lavorano nel cuore della Chiesa per gli interessi dell’élite. La maggior parte di loro sono identificabili, ma i più pericolosi sono quelli che non si espongono, quelli che non vengono mai citati da alcun giornale.

4. Non esiteranno a costringere anche BERGOGLIO a dimettersi, proprio come hanno già fatto con RATZINGER, se non dovesse obbedire ai loro ordini.

5. Vorrebbero trasformare il Vaticano in una “CASA DI RIPOSO PER PAPI EMERITI”, demolendo il papato e assicurandosi il potere: esattamente come accade nel DEEP STATE dove, come ho già detto, BIDEN è l’equivalente di BERGOGLIO.
 

https://twitter.com/ArchbpVigano/status/1604360750570823680?s=20&t=ECLVOQxHwjxti8lp74D3zg

P.Riesz_
P.Riesz_
1 anno fa
Rispondi a  NICOLA_Z

Il problema fondamentale è che mons Viganò ed i tradizionalisti criticano ferocemente Bergoglio; ma non si staccano da esso e non chiedono le sue dimissioni; non si staccano da questa chiesa falsa e misericordista e non si aggregano per cacciare Bergoglio dal Vaticano. Accordarsi col piccolo resto cattolico anche insieme a laici che hanno capito l’imbroglio non se ne parla affatto: hanno la puzza al naso.

Fabio Sanna
Fabio Sanna
1 anno fa

Ottimo lavoro di ricerca Dott. G.I. è bella interpretazione. Sicuramente originale.
la Verità potremo solo scoprirla con il passare del tempo, che concordo, non sia più tanto.
personalmente ho una mia ipotesi o quantomeno non ho notizia di altri che l’abbiano propugnata.
da tempo mi sono convinto che l’interpretazione dell’ultimo Motto, sia un continuum con l’ultimo Papa, Benedetto XVI.
il fatto che siano state inserite interpunzioni ed “a capo”, servirebbe a segnalare chiaramente che qualcosa di nuovo è mai avvenuto prima è accaduto.
Per questa ragione, con il Papa Vero, ancora in vita, verrebbe indicata un’altra figura (o figuro) in vesti di Papa; Pietro Romano.
Perché definirlo in questo modo singolare ?
Perché di Pietro appare il ruolo, il governo effettivo, la funzione rappresentativa (ma non il munus) Romano……perché insediatosi in seguito a scelta umana, politica, della Curia romana corrotta e mondialista.
Oltretutto il personaggio è certamente di sinistra (Comunismo) o sinistro, come preferisco definirlo.
La definizione di Romano, dovrebbe stare ad indicare la profonda differenza tra la scelta di Pietro, Cefa, della Chiesa di Gesù ed il Pietro (nuova pietra) della nuova chiesa di umana e politica concezione.
un nuovo Pietro, ma di “stile” Romano. Corrotto!
per questo motivo, la ringrazio dott. G.I. Per il suo chiarimento ibid. in un post successivo :
”2) L’altra interpretazione vede in Petrus Romanus un papa cattivo, un persecutore, un dittatore, un tiranno (a proposito di Ezzelini!), alcuni il falso profeta; e traduce l’espressione “qui pascet oves in multis tribulationibus” come: “colui che farà pascolare [deliberatamente] le pecorelle DENTRO molte tribolazioni“. In questo caso in + ablativo è inteso come complemento di stato in luogo: colui che pascolerà volutamente il gregge in mezzo alle spine, in mezzo ai triboli, dentro ai rovi, anziché nei pascoli buoni. Nel senso che, sarebbe questo cattivo Pastore a portare la Chiesa in una direzione sbagliata, in mezzo alle tribolazioni, con le sue scelte tiranniche e persecutorie. Roma, divenuta nuova Babilonia, sarebbe distrutta dal Giudice tremendo, in conseguenza di questa corruzione generale.
Grammaticalmente, può essere sostenibile sia l’una che l’altra tesi. “

NICOLA_Z
1 anno fa
Rispondi a  Fabio Sanna

Grazie sig. Fabio Sanna per il suo intervento,

era grosso modo una tra le numerose ipotesi che aveva proposto come domanda, l’utente sopra Mario Mancusi.
Che ribadisco era rilanciata come una semplice domanda, un chiedere un parere agli altri, non certo come una certezza, che nessuno di noi potrebbe mai avere a riguardo.

L’obiezione di base (corretta), che hanno posto, sia l’utente Dimash, che il dott. G.I. , è che non abbiamo mai visto nell’elenco dei papi di San Malachia, due motti associati ad un solo pontefice, ma sempre un solo motto per un unico pontefice.
 
“io non concordo che un Papa abbia due motti nella lista di San Malachia, questa è la mia obiezione di base. Che poi il motto anomalo “In persecuzione extrema……sedebit” dovesse essere riferito a BXVI proprio quando non siede più sul trono di Pietro, sarebbe un vero controsenso.” (Dimash).

“ …..“In _pfecutione. extrema S.R.E. sedebit“, non credo proprio che possa essere riferita a BXVI…… Sarebbe un caso unico di Papa, a cui sono stati attribuiti due motti.” (dott. G.I.).
 
Inoltre sul fatto che  BXVI non siede più sul trono di Pietro, questo è evidente a tutti, persino ad Andrea Conci, e a chi crede alla sua tesi di “sede impedita”,
ma tu sig. Sanna, proponi questa ipotesi:

“Per questa ragione, con il Papa Vero, ancora in vita, verrebbe indicata un’altra figura (o figuro) in vesti di Papa; Pietro Romano.

Perché definirlo in questo modo singolare ?

Perché di Pietro appare il ruolo, il governo effettivo, la funzione rappresentativa (ma non il munus) Romano……perché insediatosi in seguito a scelta umana, politica, della Curia romana corrotta e mondialista……”
 
Invece per l’utente Columbrina, non siede alcun vero papa, è la medesima Chiesa Cattolica ad essere seduta, ovvero è stazionaria, senza alcuno vero pastore che opera attivamente e agisce fattivamente per pascere il gregge, in attesa che sopraggiunga dopo(o molto dopo) il Vero Pastore.
 

Quindi caro sign. Fabio Sanna, tu cosa pensi?

Che il motto n.112 ” In _pfecutione. ”, più che un reale motto, sia una proposizione di collegamento, che serve sia per estendere e corredare  il motto precedente n. 111 (Gloria Olivae), e sia a fare da premessa/preludio per il motto successivo n. 113 del “Petrus Romanus ?

In tal caso varrebbe non più l’interpretazione di un papa buono, ma piuttosto,
“L’altra interpretazione che vede in Petrus Romanus un papa cattivo, un persecutore, un dittatore, un tiranno (a proposito di Ezzelini!), alcuni il falso profeta”.

NICOLA_Z
1 anno fa
Rispondi a  NICOLA_Z

“da tempo mi sono convinto che l’interpretazione dell’ultimo Motto, sia un continuum con l’ultimo Papa, Benedetto XVI.
il fatto che siano state inserite interpunzioni ed “a capo”, servirebbe a segnalare chiaramente che qualcosa di nuovo È accaduto.
qualcosa mai visto prima.
due Papi regnanti e non in conflitto (apparentemente) tra loro”. (Fabio Sanna)

appunto sig. Fabio Sanna, in merito all’ultimo motto, quello che tu chiami “il motto in continuum con l’ultimo Papa, Benedetto XVI”, sarebbe la frase che inizia con ” In _pfecutione. ”.

Che nelle domanda che ti ho posto sopra, ho definito proposizione di collegamento, tra due motti, quello tra Gloria Olivae(n. 111), e quello con Petrus Romanus(n. 113).

Fabio Sanna
Fabio Sanna
1 anno fa
Rispondi a  NICOLA_Z

cerco di chiarire meglio il mio pensiero.
partendo da qui :
o non concordo che un Papa abbia due motti nella lista di San Malachia, questa è la mia obiezione di base. Che poi il motto anomalo “In persecuzione extrema……sedebit” dovesse essere riferito a BXVI proprio quando non siede più sul trono di Pietro, sarebbe un vero controsenso.” (Dimash).”

Secondo me, l’ultimo Papa non ha due motti, ma uno solo.
Si verifica però un unicum, rispetto alla Tradizione precedente (le dimissioni INVALIDE o quantomeno non ufficializzate come indicato nella Declaratio, in un secondo momento).
Quindi in sostanza BXVI non essendosi dimesso in senso proprio, ma essendo in Sede Impedita, continua Lui, ad essere il Papa regnante ( ed in questo senso, governa il Gregge in mezzo a mille triboli).
Nel contempo è presente un’altro attore sul campo, vestito da Papa ma non papa. Dei Tre Regni che il Papa dovrebbe rappresentare, ne rappresenta malamente solo uno. Quello umano e Romano.
Un “ Pietro” (vestito come tale ed in grado di promulgare atti e dichiarazioni) Romano !
portavoce del Regno SOLO umano.
Quindi secondo me, nella Lista, non ha alcun diritto ad avere un Motto. Ne Viene però “segnalata” l’esistenza durante il Regno effettivo dell’ultimo Papa indicato.
De Gloria Olivae, che pasce in tribolazione……..e poi verrà la Fine !!!
Si chiudono così i Tempi di “questa generazione” (tutta umana). La ProfezIa ha termine e dopo gli sconvolgimenti che seguono la nefandezza della Terza Guerra Mondiale e l’Intervento di Dio, affinché non venga compromessa irrimediabilmente la Creazione (ivi compreso l’uomo) ha inizio un Nuovo Tempo, una nuova generazione di uomini che cammineranno con Dio, in un mondo in cui, per 1000 anni regnerà sulla terra Direttamente Gesù (o comunque Dio) nella Sua seconda Venuta.
Faccio questa chiosa, perché Tutte le Profezie (Maggiori e minori, ma veritiere) sono collegate le une alle altre.
Questo è da Sempre.
La Giustizia di Dio, non è mai affidata ad un unico Profeta, ma ad ognuno affida un pezzo della Storia del Cammino di Dio con l’uomo, ma tutte (quelle veritiere) si confermano tra loro.
In questo specifico caso, della Profezia di Malachia, si può trovare “riscontro” con la Profezia di Fatima,(Profezia Maggiore in quanto è Maria a parlare ) in cui i bambini vedono Die Figure di vescovi vestiti di Bianco, come ad uno specchio (sembrano la stessa persona, ma i bambini sono confusi, evidentemente non sono la stessa persona, ma entrambi vestiti da papà).
Ed ancora della Beata Caterina Emmerich (Profezia minore), che
Nel 1820 vide due Papi, compresenti ed una chiesa nuova, diversa e gli effetti nefasti del rapporto tra i due papi.
In base a questi miei studi, mi sono fatto la convinzione che la Profezia di Malachia sia giunta al termine. Dopo BXVI, (ancora regnante ed in vita) e la tribolazione che noi Chiesa stiamo avendo……viene La Fine di questi Tempi Ultimi.

Dimash
1 anno fa
Rispondi a  Fabio Sanna

Sono studi che verranno presto smentiti, magari venisse così presto la Fine di questi Ultimi Tempi. Sono anni che sento teorie di questo tipo e intanto gli anni passano e non succede così tanto, rispetto a quanto profetizzato. Io sarei contento di tempi rapidi, e invece ci tocca tribolare chissà per quanto ancora. L’assunzione che fai che i due Papi di Fatima, dove uno era solo sembrato essere Papa ma forse è Bergoglio che è possibile sia dichiarato un giorno antipapa,o della Emmerick e la relazione nefasta tra due Papi, corrispondano al periodo dell’ultimo Papa è una tua convinzione che ti sei fatto. Peraltro una obiezione che tenevo già in conto, anche perchè piuttosto elementare, ci avevo pensato già da anni. Spiace dirtelo così, ma ne ho sentite di tutti i colori e alla lunga stufa. Quindi per te addirittura BXVI è Pietro romano, l’ultimo Papa, non sò che farti se hai delle idee così estreme e arzigogolate sulla profezia di Malachia. Tutta questa importanza che stai dando a BXVI contraddice il suo pontificato che non ha eccelso in coraggio, e neppure in tribolazioni sopportate. Quelli erano degli Apostoli e dei Santi Martiri della Chiesa, che davvero versarono il sangue per la loro professione di Fede e la loro missione evangelica.
Davvero, se ritieni che stà per venire la guerra mondiale e BXVI sia l’ultimo Papa, non c’è molto da discutere. Io sono anni che scrivo in questo blog/forum, e quando tutti si aspettavano tempi rapidi ho sempre detto che non lo sarebbero stati. E difatti sono passati 7 anni da quando scrivo e ancora mancano molti tasselli del quadro profetico generale. Mi sono stufato persino di ricordare tutto quello che manca, che poi verrei anche accusato di dire sempre le stesse cose. Ma non è colpa mia se le profezie indicano una serie di eventi nella Chiesa e nella società che ancora non si sono verificati.
Pensi che tra un pò la Russia invade l’Europa e c’è la 3à guerra mondiale? Sei proprio fuori strada. Per come sembra dal veggente del Waldviertler e da Anguera, la Russia, a questo punto perchè viene cacciata gradualmente dall’Ucraina, come i fatti ci stanno indicando, data la maggiore capacità militare della Nato che sostiene l’Ucraina in modo sempre più sfacciato e pericoloso(per l’inizio di una guerra diretta con la Russia), reagirà usando un’arma atomica su Poltava. In modo che non potendo occupare l’Ucraina almeno che non la occupi la Nato e non passi alla Nato.Sarà una mossa disperata, se ci sarà, perchè rischierà di innescare una guerra atomica con la Nato, m è l’ultima opzione che resta a Putin. La Russia ad oggi addirittura soffre attacchi sul suo territorio, l’uso dell’atomica diventa del tutto legittimo secondo la sua dottrina militare. Non dovrebbe però sfociare in una guerra atomica perchè la Nato dovrebbe tirarsi indietro davanti ad una simile prospettiva, nella quale sebbene la Russia stra-perderebbe, perderebbe anche la Nato, che diverrebbe una alleanza di nazioni radioattive. E questo sarebbe inaccettabile davanti all’opinione pubblica e anche per le forze armate alleate. A quel punto sarebbe meglio perdere il controllo dell’Ucraina, che diventerebbe uno Stato neutrale, senza pretese di passare dalla parte della Nato in futuro. I tempi per un rafforzamento economico e militare della Russia e di un indebolimento dell’Occidente tanto da farsi prendere di sorpresa da un attacco russo, si stanno dilatando, invece che contraendo, vedendo come procede la guerra in Ucraina.

Come detto più volte manca la crisi finanziaria occidentale che chissà fra quanti anni verrà, manca ancora lo scisma nella Chiesa, manca la possibilità di andare in chiesa come preannunciato a Garabandal, le chiese chiuse al pubblico( ma proprio chiuse, non che qualcuno poteva andarci durante il periodo del covid), e che saranno il segno del comunismo e precederanno la guerra mondiale. Questo tanto per andare per sommi capi, che ne discutiamo allo sfinimento di queste questioni. Pensare che tutto quello che viene profetizzato accadrà durante la vita di BXVI, che ha quasi 96 anni, nè può avere le caratteristiche di un Papa martire, come detto, è fuori discussione, ormai. Ammazzare un Papa a quell’età è una idea risibile, specie se si considerano le modalità predette a Jahenny, inchiodato, o con gli arti tagliati ed esposto in pubblica piazza.
Riguardo i Papi che verranno sia Jahenny che Anguera parlano di almeno un altro Papa che verrà prima della fine di questi Ultimi Tempi, prima del Trionfo del C.I. di Maria. Si tratta di un Papa che non vedrà il Trionfo, ma avrà operato per farlo raggiungere per la Chiesa. E questo l’ho scritto anche in questo post per l’ennesima volta, e ora è l’ n+1 esima.
Non mi dilungo oltre. Fin’ora ogni teoria che prevedesse tempi brevi è crollata o è divenuta insostenibile, per cui non ha neppure più senso parlarne.Saluti, complimenti per il tuo sforzo in ogni caso.

Dimash
1 anno fa
Rispondi a  Dimash

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Mancano ancora le guerra civili in Europa che precederanno l’invasione musulmana in Italia e Spagna, mancano le guerre extraeuropee che precederanno la guerra mondiale( vedasi monaco Paisios, Jahenny, Anguera).

Riguardo BXVI è impensabile anche che sia il Papa che scappi da Roma e và in esilio( beata Anna Maria Taigi,veggente del Vorarlberg).

Anche se BXVI avesse ancora molti anni di vita(relativamente) non può essere l’ultimo Papa valido di questa 5à era.

Ultima modifica di 1 anno fa da Dimash
Spring
1 anno fa
Rispondi a  Dimash

Tutta questa importanza che stai dando a BXVI contraddice il suo pontificato che non ha eccelso in coraggio, e neppure in tribolazioni sopportate.

Che si ecceda nell’importanza, ci può stare.
Che non abbia eccelso in coraggio, ci può stare fifty-fifty.
Che non abbia tribolato è tutto da provare.

Molte persecuzioni sono in atto da lunghissimi anni, BXVI non ha l’esclusiva, ma provarlo è possibile solo in presenza di disertori di alto livello.
Come disse qualcuno, questa lentezza è decisamente vincente. Senza un intervento Trascendente siamo destinati a soccombere.

Dimash
1 anno fa
Rispondi a  Spring

Ma infatti proprio perchè è lenta questa agonia della Chiesa molti spiritualmente soccomberanno, compresi i religiosi. Quando tutto sembrerà perduto, solo allora verrà l’aiuto di Dio. Molti dispereranno, e la cosa è comprensibile, ci saranno prove che saranno terribili. Questo ci dicono le profezie, cioè che Dio permetterà prove davvero molto pesanti per purificare la Chiesa dai suoi peccati, miscredenza e dalle distorsioni della sana dottrina. Sarà una prova enorme per tutti, nessuno escluso. Molte di quelle prove preannunciate ancora non ci sono, quindi si scenderà ancora più in basso di ora. Molti non riescono proprio a capirlo, eppure quello si capisce leggendo le profezie più attendibili.

Riguardo BXVI non ho detto che non ha tribolato, anzi è stato quasi costretto a lasciare il ministerium, perchè il suo essere sostenitore della messa in Latino, di essere contro la fusione tra le religioni in nome di una pace universale senza il rispetto delle leggi di Dio( o prendendone solo alcune meno pesanti da seguire) e senza mettere Dio al centro di tutto, la sua difesa della famiglia basata sul matrimonio uomo-donna, la difesa dei valori cattolici davanti alla diffusione di altre religioni per via dell’immigrazione di massa e della propaganda massmediatica asservita alla Massoneria ecc., dava molto fastidio alla c.d. Mafia di San Gallo infiltrata in Vaticano.
Però la tribolazione che interesserà l’ultimo Papa valido o gli ultimi 2( il dubbio permane se sia 1 o 2), che saranno martiri, e che per questo non vedranno il Trionfo, come già detto sopra, sarà anche a livello fisico. Moriranno uccisi.
Uccidere un 96 enne o oltre non ha senso alcuno, si aspetta che muoia, tanto neppure esercita più il ministerium, che problemi può dare ai manovratori occulti? Oltretutto ucciderlo/i in modo truculento e plateale, come viene descritto dalla Jahenny, meno che meno. Deve riguardare qualcun’ altro Papa valido successivo. E’ inutile girarci intorno con ipotesi irrealistiche, da perdersi in chiacchiere.

BXVI non ha avuto neppure mai il coraggio di consacrare la Russia nelle modalità richieste dalla Madonna a suor Lucia, dopo le apparizioni a Fatima, nè di parlare della spiegazione della visione legata al 3° segreto di Fatima, come è stato messo per iscritto da suor Lucia su un foglio inviato alla santa Sede e mai pubblicato da nessun Papa. Quando era Cardinale e a capo della Congregazione per la Dottrina della Fede ha negato che ci fosse dell’altro da sapere sul 3° segreto, e che quanto successo a GPII era tutto quanto si riferisse al 3° segreto
https://www.youtube.com/watch?v=QlzBTQjyPa8

Ha solo alluso che ci fosse dell’altro una volta divenuto Papa, il 13 maggio 2010, quando dichiarò a Fatima: «Si illuderebbe chi pensasse che la missione profetica di Fatima sia conclusa».
Ma poi non si è più esposto.
Anche la sua rinuncia poteva essere fatta facendo capirne meglio i motivi e le ostilità incontrate nella Curia, ma ha preferito un approccio morbido, per non suscitare divisioni e clamore nella Chiesa. Dopo tanta preghiera ha deciso di fare questo, quindi lo ha deciso con molta meditazione, con la pace nel cuore e con Dio, ma non ha affrontato di petto i nemici come molti Martiri e come fanno intendere alcune profezie, per cui non dovrebbe essere lui, anche per questo motivo, l’ultimo Papa valido e che morirà ammazzato. Al di là di ogni ragionevole dubbio, che rimane molto molto residuale a questo punto.

Ultima modifica di 1 anno fa da Dimash
Spring
1 anno fa
Rispondi a  Dimash

Curiosamente neanche GPII ha avuto il coraggio di Consacrare secondo le richieste di Fatima. Sotto sotto ci deve essere un perché molto grave.

Le chiese intanto si fanno sempre più vuote e i fenomeni naturali sempre più estremi.

Anche i funerali sono aumentati in numero. Sarà.

Dimash
1 anno fa
Rispondi a  Spring

Si diceva al tempo di GPII che non volessero pungolare e stuzzicare la Russia ( dato il contenuto del 2° segreto che indica che la Russia farà sfracelli e diffonderà errori teologici) nei tempi della guerra fredda, perchè si sperava e si spingeva anche nella Chiesa per la fine della stessa, in quanto si aveva paura di un conflitto mondiale. Certo questo non è valido per la fine del pontificato di GPII e nè tanto meno di Ratzinger. Per cui rimane un mistero il motivo per il quale non hanno fatto la consacrazione della Russia al C.I. di Maria in modo esplicito, nominando la Russia, come richiesto dalla Madonna. Poco coraggio c’è stato, in ogni caso.

Spring
1 anno fa
Rispondi a  Dimash

Ormai credo che, in fondo in fondo, sia stato e continua ad essere un problema di Fede.

Fabio Sanna
Fabio Sanna
1 anno fa

Chiedo scusa.
ho espresso male il periodo :

“il fatto che siano state inserite interpunzioni ed “a capo”, servirebbe a segnalare chiaramente che qualcosa di nuovo è mai avvenuto prima è accaduto.”

intendevo dire :

servirebbe a segnalare chiaramente che qualcosa di nuovo È accaduto.
qualcosa mai visto prima.
due Papi regnanti e non in conflitto (apparentemente) tra loro.

Lucio Anneo
Lucio Anneo
1 anno fa
Rispondi a  Fabio Sanna

Invito tutti a estrarre dalla custodia e ad affilare quanto basta il rasoio del geniale francescano. Forse così sarà facile individuare le risposte semplici senza rincorrere moltiplicazioni interpetrative senza necessità…

indopama
indopama
1 anno fa
Rispondi a  Lucio Anneo

lo spirito crea, quindi nella creazione il potere piu’ elevato e’ quello spirituale, vaticano e altri che bergoglio ha infatti incontrato per chiarire il da farsi per l’umanita’. dettagli perche’ si erano gia’ accordati molto tempo fa.
l’elite materiale poi agisce nelle cose del mondo. tutte le contraddizioni sono apparenti, atte a creare il campo da gioco per gli uomini. non esistono dal loro punto di vista.
nel momento cruciale evolutivo delle coscienze si fa il reset, si butta via il vecchio per fare posto al nuovo, voi siete sconcertati loro no perche’ la loro coscienza e’ molto piu’ avanzata della nostra, altrimenti loro non sarebbero l’elite spirituale e noi il popolo.

Lucio Anneo
Lucio Anneo
1 anno fa
Rispondi a  indopama

non sono sconcertato, al contrario credo in Occam e in Scoto, l’inizio della sapienza è un rasoio affilato

indopama
indopama
1 anno fa
Rispondi a  Lucio Anneo

occam passo dopo passo porta all’immobilita’, per questo ogni tanto ci vuole un reset. guarda il calore, ovvero l’energia, tende all’equilibrio, cioe’ non si muove piu’ niente, questo uguale a quello.
la Creazione spirituale non ha queste regole, le leggi della fisica sono create, non guidano niente se non apparentemente fintanto il creatore lo vuole.
la guerra in arrivo e’ l’impulso per un nuovo sviluppo.

Lilia
Lilia
1 anno fa
Rispondi a  indopama

Chi li ha resi l’elite spirituale ?perché sei sicuro che loro rappresentino tale elite?

P.Riesz_
P.Riesz_
1 anno fa
Rispondi a  Lucio Anneo

Dividere è diabolico; moltiplicare per noi mortali è materialmente impossibile ed inutile nel ragionare; il rasoio del frate funziona anche in pratica: ci ho fatto la barba ieri senza taglio alcuno.

vincenzo in guayas
vincenzo in guayas
1 anno fa
Rispondi a  P.Riesz_

Interessante e anche divertente, perchè secondo me avete detto bene tutti e tre, perfino Indopama nella sua ultima.Del resto viene in mente Carneade, e il Manzoni,che stava dando ragione a due che discutevano tra loro e quando un terzo gli disse che non potevano aver ragione entrambi,rispose.”Hai ragione anche tu!”;ma io voglio farlo notare perchè alla fine,come sempre, piu’ ragione di tutti ha Quello che disse:”Chi mi ama osserva la mia parola,e il Padre e Io lo ameremo e verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui”.Da qui i doni dello Spirito Santo,tra cui intelletto e scienza,discernimento,variamente distribuiti tra i credenti.Cioe’:intendere rettamente è una questione morale oltrechè un dono dall’Alto, e non puo’ essere solo una questione di logica stretta che porta al win win.”Fate attenzione a come intendete,perchè a chi ha sara’ dato e a chi non ha sara’ tolto anche quello che ha”.Quindi,paradossalmente,le apparenti contraddizioni che ci sono nel Vangelo sono componibili senza tagli di rasoio ma con la sottigliezza di un taglio di rasoio,e senza smettere di dire si’si,oppure no no.Il famoso discorso di Carneade in due giorni diversi,apparentemente contraddittorio,è componibile e Carneade in fondo è considerato un filosofo precristiano.La Trascendenza,lo Spirito,la Grazia,dall’Alto dettano i tempi e le scelte,come fu per Simon Pietro,una volta fuggiasco e un’altra martire.Ogni volta c’e una sola scelta giusta. Quindi direi a Indopama,abituato a spararle grosse:dacci prova di essere nella vita una persona talmente seria e onesta e responsabile che noi si possa credere che le elites a cui fai cenno siano davvero cosi’ elevate e ben intenzionate come le percepisci e dipingi,e allora, ma solo allora,apriremo la nostra mente per cercare di capire come questo possa essere inserito nella nostra visione del mondo attuale,ma attento:non puoi rispondere che quelli sono illuminati e noi no,quelle sono solo parole,e le parole stanno a zero,vaneggiamenti e sogni per adolescenti condite di un involontario bullismo.Alcune notizie insiders non sono prove:qualche insider lo danno pure i demoni.Servono fatti,sul modello biblico del giovinetto Daniele,ispirato dall’Alto, che salva la casta Susanna.

Fabio Sanna
Fabio Sanna
1 anno fa
Rispondi a  Lucio Anneo

Ecco, io infatti, senza alcuna pretesa di Verità, ho proposto la mia interpretazione proprio partendo da questo.
la Cosa più semplice da dedurre in base a quanto stiamo esperimentando da anni e che sembra inquadrarsi molto bene nel Quadro Profetico generale.
come Sempre e da Sempre, noi umani possiamo però avere conferma del l’interpretazione solo quando i fatti realmente accadono, per cui, studiarci e meditarci su, serve solo o principalmente a prepararci sotto il profilo spirituale.

mario mancusi
1 anno fa

Remox per te Benedetto morirà prima del secondo falso?? O con i due falsi presenti??

ARRIVERA’ PER LA CHIESA IL MOMENTO DELLA SUA GRANDE AGONIA. DALL’ALTA MONTAGNA SCENDERA’ IL SANGUE DEI FEDELI CONSACRATI. LA CHIESA DEL MIO GESU’ VIVRA’ IL DOLORE DEL CALCARIO. UN UOMO VESTITO DI BIANCO SARA’ PERSEGUITATO E CONDOTTO ALLA MORTE. NELLA FESTA DI UN GRANDE MARTIRE, I FEDELI AVRANNO DI CHE PIANGERE E LAMENTARSI.2.996 – 13/05/2008

La morte di un giusto farà soffrire i Ministri di Dio e in molti luoghi vedrete grande disordine. N. 4.577 – Messaggio della Madonna di Anguera, trasmesso il 01/01/2018

5.272 – Messaggio di Nostra Signora Regina della Pace, trasmesso il 19/04/2022
Cari figli, quando la pietra perderà lo splendore, l’oscurità sarà presente nel Tempio Santo di Dio. La chiave passerà di mano in mano, ma solamente la verità vi libererà e vi condurrà alla salvezza

in questo messaggio sembrerebbe che solo dopo la morte di Papa Benedetto ci sia il passaggio al secondo falso, inoltre la morte di Benedetto dovrebbero essere un martirio indotto dal calvario che sta vivendo e non un martirio reale, cosa ne pensi?

Remox
Editor
1 anno fa
Rispondi a  mario mancusi

Credo siano valide entrambe le ipotesi, che muoia prima del secondo falso o chev sia in vita. Il msg 2996 sembra riferito a lui, ma non è detto. Il martirio, che certamente è spirituale, potrebbe essere anche fisico. Questi sono aspetti ancora poco chiari. Quel che è certo è che dopo la sua morte la situazione nella Chiesa precipiterà.

Dimash
1 anno fa
Rispondi a  Remox

Concordo con la prudenza di Remox, quelle cose di quei messaggi ancora non sono chiare.
Se non è il prossimo il periodo( cioè finchè è vivo Ratzinger) con 3 papi vorrebbe dire però che i tempi si allungherebbero un poco. Bisognerebbe che ci sia la compresenza,ad esempio, di un (falso?)Papa dimissionario( forse Bergoglio?), un Papa regnante (falso Papa, oppure vero ma perseguitato e che vive di nascosto) e un antipapa scismatico( in Germania, presumibilmente). Oppure un falso Papa regnante a Roma e uno vero che vive di nascosto, e infine un antipapa scismatico (in Germania?).Tre possibili successori di Pietro come nel XV secolo.

Messaggio n. 2.483 – 15.02.2005
Cari figli, Dio ha parlato, ma gli uomini non hanno accolto i suoi messaggi. L’avvenimento più doloroso del XV secolo si ripeterà.

“La pietra perderà lo splendore, l’oscurità sarà presente nel Tempio Santo di Dio.” msg 5.272 del 19/04/2022

Questo messaggio n. 5.272 potrebbe significare anche non la morte di BXVI, ma che un prossimo Papa, cattivo Papa o proprio un antipapa, un falso Papa, farà cambiare gli ingredienti dell’Eucaristia, facendo diventare le messe invalide, tranne quelle clandestine del piccolo resto con a capo un Papa perseguitato o per un certo periodo senza Papa -Sede vacante-. Ci sarà l’abominio della desolazione nei templi ufficiali di Dio, e nella basilica di san Pietro. In quei tempi la chiave passerà da un falso successore di Pietro all’ altro. La basilica di San Pietro non a caso sarà parzialmente distrutta durante la guerra mondiale, a causa anche di questo abominio commesso da un cattivo o falso Papa che sia.

4.807 – Messaggio del 29/05/2019
Verrà il giorno in cui il colore e il sapore del prezioso alimento cambierà. L’azione degli uomini perversi causerà grande confusione tra i Miei poveri figli. 

Ultima modifica di 1 anno fa da Dimash
riccardo
riccardo
1 anno fa
Rispondi a  mario mancusi

Caro Mario,

potrebbe essere illuminante questo messaggio dato a Giampilieri alla veggente Pina Micali ormai defunta

Messaggio segreto dato da Gesù a Pina, il 20/10/1998 (Giampilieri Marina- Me)

Figlia mia l’ora è quasi su di voi, in cui la grande giustizia di Nostro Padre scenderà sul mondo intero. Osservate il cielo, perché lascerò cadere enormi masse distruttive dalle coppe capovolte dei Miei angeli. Molte regioni e tutti i paesi e tutte le isole saranno ben presto annientate. Si, molte città saranno distrutte per sempre. Dal cuore dei mari, delle onde potenti si getteranno e distruggeranno le coste. L’aria sarà putrida e la visibilità zero. Molto presto la terra intera tremerà. Corpi celesti colpiranno la terra con grande forza e l’uomo manderà alla cieca delle bombe per distruggerle. Con l’impatto dei corpi celesti: l’elettricità, gas, petrolio ed acqua non saranno più disponibili. Il caos seguirà con molta carneficina.
Figlia, voglio comunicarti qualcosa che tu senti da molto tempo e che non osi scrivere, sono i segni che vi condurranno alla data del grande avvertimento. Non dovete né speculare né ricercare le date, ma essere attenti ai segni e alle indicazioni. Non cercate le date, Dio solo conosce il giorno e l’ora.
Il Primo Segno: la fuga del Papa da Roma e il suo falso funerale e la nomina dell’antipapa.
Il Secondo Segno: la caduta della borsa ed il panico finanziario.
Il Terzo Segno: l’inizio della guerra.
Il Quarto Segno: la fuga degli uccelli e degli animali della natura.
Il Quinto Segno: la grande Croce bianca nel cielo per sette giorni e sette notti.
Il Sesto Segno: notizie su di una cometa che si avvicina.
Il Settimo Segno: inizio del grande avvertimento, con la grande esplosione della cometa e la nuvola bianca che colpirà la terra. La grande siccità, conseguenza delle alte temperature della cometa. Generale scarsità di acqua e di cibo

mario mancusi
1 anno fa
Rispondi a  riccardo

Il problema è che queste apparizioni sono molto dubbie come spiegò dott.G.I. Un po’ di tempo fa , e la cui analisi in questo momento non trovo

NICOLA_Z
1 anno fa
Rispondi a  mario mancusi

L’ATTO DI SFIDA (Ma Dio non si irride)
del 28 Marzo 2022

https://www.ducadeitempi.it/2022/03/latto-di-sfida-ma-dio-non-si-irride/

 
in tale articolo fu posta la domanda da un’utente anonimo al dott. G.I.——->

“Dott. g.i. come valuti le apparizioni Giampilieri

http://www.mariadinazareth.it/apparizione%20giampilieri%20marina.htm

https://nostrasignoradigiampilieri.it/

la veggente morta ha ricevuto 7 messaggi segreti e sembra che il 13 maggio prossimo ne saranno svelati due”
 

ed il dott. G.I. ha risposto con due post, in sostanza affermando che sono apparizioni piuttosto dubbie.

Remox
Editor
1 anno fa
Rispondi a  NICOLA_Z

Sono un copia incolla di vecchi messaggi dati a veggenti americani, tipo Mary Jane Even. Privi di qualsivoglia credibilità.

riccardo
riccardo
1 anno fa

Faccio i miei complimenti:

  • al dottor G.I. per questa ricostruzione grafica e visiva della profezia di Malachia e del collegamento con la profezia di Garabandal,
  • ed a Remox per l’integrazione con le nozioni già acquisiste da parte dei suoi studi.

Finalmente mi è chiaro in un colpo unico il collegamento ed il perfetto intersecarsi delle previsioni di San Malachia, Garabandal, Marie Julie Jahenny ed Anguera sul discorso della successione dei papi fino a Pietro II.

Grazie!

Remox
Editor
1 anno fa

Volevo segnalare per gli appassionati che proprio oggi (giusto in tema), per caso o sincronicità, ho trovato la pubblicazione dell’intero manoscritto del Vaticinia Nostradami della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma:

http://digitale.bnc.roma.sbn.it/tecadigitale/manoscrittoantico/BNCR_Ms_VE_0307/BNCR_Ms_VE_0307/6

Qui finalmente si può vedere e studiare l’intero manoscritto ed apprezzare, grazie alla qualità delle immagini, particolari finora inosservati e davvero interessanti. Benchè la successione delle immagini non sia certa considerato che il manoscritto è una copia di un originale più antico è possibile apprezzare la corretta numerazione e collocazione di ciascuna tavola pittorica.

Finalmente, dopo quasi trent’anni….

Spring
1 anno fa

Vuoi fare concorrenza a Vincenzo?

P.Riesz_
P.Riesz_
1 anno fa
Rispondi a  Spring

Non ci penso nemmeno! Mi rammarico che il testo ha una formattazione pessima; ho inviato di nuovo il pezzo con una migliore formattazione perché sostituisca il precedente.

P.Riesz_
P.Riesz_
1 anno fa

https://www.ilfattoquotidiano.it/2016/03/31/e-se-fosse-bergoglio-il-papa-del-terzo-segreto-di-fatima/2595361/
Francesco Antonio Grana
Vaticanista
SOCIETÀ- 31 MARZO 2016E se fosse Bergoglio il Papa del terzo segreto di Fatima?{E se fosse Bergoglio il Papa del terzo segreto di Fatima? Se quel “vescovo vestito di bianco” che viene “ucciso da un gruppo di soldati che gli spararono vari colpi di arma da fuoco e frecce”, secondo il racconto dell’ultima veggente suor Lucia dos Santos, fosse Francesco? A riaprire il caso sono le presunte apparizioni mariane che avrebbe ricevuto a Roma, dal 1947 fino alla sua morte avvenuta nel 2001, Bruno Cornacchiola. Nel volume Il veggente (Salani) Saverio Gaeta, caporedattore dei settimanali della San Paolo Famiglia cristiana Credere, ripercorre per la prima volta in modo sistematico queste rivelazioni. E tra le profezie che la Madonna avrebbe svelato a Cornacchiola molte riguardano proprio l’assassinio di un Papa. “Sogni, sempre sogni, – scrive nel 1975 il presunto veggente – è un periodo di tempo che non faccio altro che sognare il Papa che fugge: non Paolo VI, ma un altro. Lo aiuto e il mondo salta in aria; sangue, molto sangue, che sembra melma e molti restano presi come se fosse pece, restano attaccati. Molti sacerdoti e suore in piazza San Pietro squartati”.
Anche Cornacchiola racconta di aver visto la stessa profezia che i tre pastorelli di Fatima, i beati Giacinta e Francisco Marto, oltre a suor Lucia, videro nel 1917. “Il Papa, – annota il presunto veggente – colpito gravemente, cade. Subito, coloro che stanno insieme con lui corrono ad aiutarlo e lo rialzano. Il Papa è colpito la seconda volta, cade di nuovo e muore. Un grido di vittoria e di gioia risuona tra i nemici; sulle loro navi si scorge un indicibile tripudio. Senonché, appena morto il Pontefice, un altro Papa sottentra al suo posto. I piloti radunati lo hanno eletto così subitamente, che la notizia della morte del Papa giunge colla notizia dell’elezione del successore. Gli avversari incominciano a perdersi di coraggio”.
Il 19 giugno 1982, quindi un anno dopo l’attentato a san Giovanni Paolo II del 13 maggio 1981, Cornacchiola annota ancora: “Non vorrei essere preso per iettatore, né per indovino, ma questa notte di nuovo sogno: mi trovo a San Pietro proprio davanti alla Basilica, si attendeva il Papa, la gente attorno gridava: ‘Eccolo, eccolo!’. Mi presento davanti a lui, la scorta mi allontana, un grido, il Papa è a terra intriso di sangue, non mi fanno avvicinare, piango, mi sveglio e prego molto per lui”.
Il 1° marzo 1983 Cornacchiola scrive: “Quello che mi hai fatto vedere, o Signore, sangue in quantità sopra il bianco vestito del Papa, fa’ che non si avveri”. E il 7 febbraio 1986 aggiunge: “Mentre il Papa stava celebrando la messa, si sente una grande confusione e voci che si elevano minacciose, avanzano verso l’altare, la polizia incomincia a sparare, grida, fuggi fuggi, il Papa viene colpito, il sangue arrossa l’abito talare bianco e si sente gridare: ‘È morto! È morto’”. I contenuti di queste profezie sono già presenti nel primo messaggio che la Madonna avrebbe affidato a Cornacchiola nel 1947: “La Chiesa sarà lasciata vedova, ecco il drappo talare funebre, sarà lasciata in balia del mondo”.
Nel 1970 il presunto veggente annota ancora: “Un sogno mi ha tenuto in apprensione tutta la notte. Il Papa circondato da cardinali e vescovi che gridano verso di lui dicendogli parole rivoluzionarie: ‘Non vogliamo vivere una vita imposta, ma liberi e praticare la religione a nostro piacere e sistema locale’. Il Papa gridava piangendo: ‘No, non è possibile sostituire con culti pagani il culto di Cristo, la Chiesa ha lottato molto per abbattere l’ateismo e l’idolatria’. Il Papa viene preso e scaraventato dentro un pozzo”.
Quando durante il Grande Giubileo del 2000 Wojtyla decise di rendere pubblico il terzo segreto di Fatima dichiarò di aver letto in esso l’attentato subito per mano di Agca. Ma voci autorevoli all’interno della Chiesa cattolica hanno successivamente sostenuto che la profezia rivelata dalla Madonna ai tre pastorelli non si è esaurita con quanto avvenuto a san Giovanni Paolo II. A iniziare da Benedetto XVI che nel 2010 proprio in Portogallo davanti al luogo delle apparizioni disse: “Si illuderebbe chi pensasse che la missione profetica di Fatima sia conclusa”. E con i giornalisti sul volo papale spiegò: “Oltre questa grande visione della sofferenza del Papa, che possiamo in prima istanza riferire a Giovanni Paolo II, sono indicate realtà del futuro della Chiesa che man mano si sviluppano e si mostrano”. A fare eco alle parole di Ratzinger è stato il cardinale portoghese José Saraiva Martins, amico di suor Lucia e a lungo prefetto della Congregazione per le cause dei santi. Il porporato ha spiegato che “il terzo segreto di Fatima è stato rivelato tutto, ma ciò non toglie che può darsi che succeda ancora che sparino a un Papa come si legge nel testo dell’ultima veggente”.
Nelle profezie riportate da Cornacchiola c’è molto altro: dalla tragedia di Superga in cui persero la vita tutti gli uomini del Grande Torino, all’elezione del beato Paolo VI avvenuta nel 1963, alla guerra dello Yom Kippur nel 1973, al rapimento e all’assassinio di Aldo Moro nel 1978, dall’attentato a san Giovanni Paolo II nel 1981 all’esplosione del reattore della centrale nucleare di Chernobyl nel 1986, fino alla caduta delle Torri Gemelli nel 2001. Ma ci sono anche rivelazioni che riguardano la piaga della pedofilia del clero e il terrorismo di matrice islamica. Profezie, però, alle quali la Chiesa, almeno fino a oggi, non ha dato molto credito.}

Di tutto questo articolo due punti sono da approfondire:
a)“Mentre il Papa stava celebrando la messa, si sente una grande confusione e voci che si elevano minacciose, avanzano verso l’altare, la polizia incomincia a sparare, grida, fuggi fuggi, il Papa viene colpito, il sangue arrossa l’abito talare bianco e si sente gridare: ‘È morto! È morto’”. I contenuti di queste profezie sono già presenti nel primo messaggio che la Madonna avrebbe affidato a Cornacchiola nel 1947: “La Chiesa sarà lasciata vedova, ecco il drappo talare funebre, sarà lasciata in balia del mondo”;
b)“Il Papa circondato da cardinali e vescovi che gridano verso di lui dicendogli parole rivoluzionarie (mafia di san Gallo?): ‘Non vogliamo vivere una vita imposta, ma liberi e praticare la religione a nostro piacere e sistema locale’. Il Papa gridava piangendo: ‘No, non è possibile sostituire con culti pagani (la dea andina?) il culto di Cristo, la Chiesa ha lottato molto per abbattere l’ateismo e l’idolatria’. Il Papa viene preso e scaraventato (Benedetto XVI?) dentro un pozzo (sede impedita?)”.
Naturalmente bisognerebbe essere in possesso degli scritti autentici del Cornacchiola ed aver studiato in profondità il caso: non ho le armi perché non sono uno storico. In generale il caso è comunque complesso.
Ci sono scrittori qualificati, critici o pro, su questo argomento come Marco Corvaglia e Don Curzio Nitoglia.
Marco Corvaglia è critico ma non per convinzioni religiose strettamente contrarie; infatti si dichiara: “Dal punto di vista delle posizioni religiose, sono stato un cattolico praticante fino all’età di circa trent’anni e poi, rimanendo sensibile al messaggio etico del cristianesimo, sono diventato semplicemente un osservatore neutrale delle fenomenologie religiose”.
https://www.marcocorvaglia.com/bruno-cornacchiola-ritratto-critico-documentato
{Ritratto critico documentato di Bruno Cornacchiola, presunto veggente delle Tre Fontane:In merito alle Tre Fontane, la posizione della Chiesa sembra, in verità, poco lineare: le apparizioni non sono state riconosciute, ma, nel 1956, il Vicariato di Roma ha autorizzato il culto della Vergine delle Tre Fontane (o Vergine della Rivelazione), consentendo la costruzione di una cappella che ingloba la grotta delle presunte apparizioni e che oggi si chiama Chiesa di S. Maria del Terzo Millennio.
C’è anche da dire che, come vedremo, un gruppo devoto al presunto veggente Bruno Cornacchiola ha formalmente iniziato l’iter per richiederne la beatificazione.
Scrive Gaeta, nel già citato excursus storico del suo libro Medjugorje. Segreti e messaggi:
Bruno Cornacchiola, il veggente dell’apparizione romana del 12 aprile 1947 alle Tre Fontane, ebbe praticamente fino alla morte nel 2001 numerosi preannunci di eventi che poté personalmente verificare.
[Saverio Gaeta, Medjugorje. Segreti e messaggi, San Paolo Edizioni, 2020, p. 60]
Prima di vedere quali siano queste presunte premonizioni (molto precise!) e come ci sono state trasmesse (aspetto fondamentale), è necessario tracciare un profilo, documentato e ragionato, del protagonista della vicenda.
Come quasi sempre accade con i presunti veggenti, le testimonianze e le fonti sono prevalentemente apologetiche o, nel caso di Bruno Cornacchiola, addirittura autoapologetiche: densi diari e, in più, memorie personali “scritte negli ultimi anni della sua vita” [A. M. Turi, La vita di Bruno Cornacchiola e la nascita della chiesa di S. Maria del Terzo Millennio, Edizioni Segno, 2005, p. 22, nota 2].
Se vogliamo partire da un diario non apologetico ma neutro, abbiamo un sintetico giudizio di padre Umberto Betti (futuro rettore della Pontificia Università Lateranense e in seguito cardinale), che il 5 agosto 1970, avendo assistito a una testimonianza pubblica di Cornacchiola, annotava:
Ore 20,15-21, tiene una conversazione Bruno Cornacchiola sulle asserite apparizioni della Madonna da lui avute alle Tre Fontane a Roma il 12 aprile 1947. Sembra un buon uomo, ma si atteggia troppo a carismatico. Il linguaggio, anche quello attribuito alla Madonna, è ben lontano dall’essere teologicamente esatto.
[Umberto Betti, Diario del Concilio. 11 ottobre 1962-Natale 1978, EDB, 2003, p. 159]
Da ragazzo, Bruno Cornacchiola è disinteressato alla religione e – come ammesso da una sua biografa e apologeta – “non poco vanitoso e narcisista” [A. M. Turi, La vita di Bruno Cornacchiola, cit., p. 24].
Da adulto, nel 1947, vive a Roma, con moglie e tre figli, in un piccolo seminterrato, in via Modica 2 [cfr. ivi, pp. 55-56], e lavora come bigliettaio presso l’Azienda autofilotranviaria.
Politicamente è comunista, ma, con una certa incoerenza, da alcuni anni è apparentemente diventato religioso, essendo un attivista cristiano protestante (prima battista, poi avventista).
È una convinzione religiosa vera e sincera?
Due cose sono certe e documentate.
La prima è che, come cristiano avventista, è del tutto incoerente: lui stesso ricorda, nelle sue memorie, la “vita coniugale piena di maltrattamenti, percosse, incomprensioni e tradimenti” [ivi, p. 35] (a suo dire, un cambiamento interiore sarebbe avvenuto solo dopo l’apparizione), e c’è di peggio: come stiamo per vedere, medita di compiere un omicidio (vuole uccidere il papa).
La seconda è che l’attività di proselitismo per il protestantesimo e l’accesa polemica anticattolica sull’interpretazione delle Scritture e contro i dogmi mariani soddisfano il suo desiderio di sentirsi “qualcuno”:
Lo studio della Bibbia soddisfaceva anche il mio orgoglio: non ero più totalmente ignorante, c’era qualcosa che conoscevo e che mi permetteva di distinguermi da tanti cattolici, anche da quelli istruiti…
[A. M. Turi, La vita di Bruno Cornacchiola, cit., p. 38]
A suo dire, il progetto di uccidere il papa nasce nel momento in cui si avvicina al protestantesimo.
Dal 1936 al 1939 aveva infatti combattuto, come volontario (in realtà, come spia comunista infiltrata), nell’esercito italiano impegnato a sostegno del dittatore fascista spagnolo Francisco Franco. Lì conobbe un soldato tedesco, protestante, che un giorno gli disse che il papa è “la Bestia dell’Apocalisse” ed “è responsabile dell’ignoranza dei poveri […], procura la miseria alle genti e paga le guerre e rivoluzioni” [S. Gaeta, Il veggente. Il segreto delle Tre Fontane, TEA, 2018, p. 25].
Questa l’immediata reazione di Cornacchiola:
Sentii un brivido dietro la schiena ed ebbi un pensiero assassino: “Se è lui il responsabile di tanto male, io lo uccido”.
[S. Gaeta, Il veggente, cit., p. 25]
Cornacchiola acquistò quindi un coltello a Toledo, scrivendoci sopra: “A morte il Papa” [ibidem]. Lo stesso Cornacchiola dice però (com’è ovvio): “i protestanti sempre mi dissuasero dal mio progetto criminale” [A. M. Turi, La vita di Bruno Cornacchiola, cit., p. 40].
Di fronte a questo racconto, le possibilità sono solo due.
La prima è che Bruno Cornacchiola dicesse la verità: effettivamente meditava di accoltellare il pontefice.
Viene spontanea una domanda: si può dire pacificamente che una persona che vuole ammazzare il papa per uno sconclusionato discorso rivoltogli da un amico evidenzia una condizione di esaltazione mentale? Sì o no?
Il progetto, anzi, appare doppiamente delirante: anche ammesso che una persona si possa realmente convincere che tutti i mali del mondo derivino dal capo della Chiesa cattolica, non sa che – come dice il proverbio – “morto un papa, se ne fa un altro”?
L’altra possibilità è che si tratti di un racconto inventato (o ingigantito) con un fine preciso: dare di sé l’immagine di un novello san Paolo, un integralista anticattolico sinceramente convertito sulla via delle Tre Fontane (peraltro luogo del martirio di Paolo, secondo la tradizione).
In questo caso, Cornacchiola sarebbe però pianificatore e calcolatore nella costruzione della propria immagine.
Si consideri anche questo: negli Atti degli Apostoli si dice che a Paolo, con la conversione, “caddero dagli occhi come delle squame” (At 9, 18). Cornacchiola dirà: “Vedo venire da dentro la grotta due mani bianchissime in direzione dei miei occhi. Le dita si accostano […], mi toccano gli occhi, e sento […] come delle croste che cadono” [S. Gaeta, Il veggente, cit., p. 39].
La Madonna lo avrebbe subito dopo ammonito così: “Tu mi perseguiti, ora basta!” [ivi, p. 57]. Inequivocabile il riferimento alla frase rivolta a Paolo: “Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?” (At 9, 4).
Nelle sue memorie, Cornacchiola presenta se stesso come un predestinato, lasciando chiaramente intendere di aver incontrato per strada, più d’una volta, da ragazzino, san Paolo (con le sembianze di un vecchio mendicante di nome Paolo), che gli avrebbe parlato della Madonna, la quale “ha dato alla luce un Figlio che è la Luce”. Il fatto è così riportato dalla sua biografa Anna Maria Turi:
“Un giorno vedrai quella Luce, – profetizzò infine il vecchio – e sarai tu un missionario della Luce…”
Da quella volta non lo rivide più.
Scrive Bruno nelle Memorie: “Tutte queste cose le ricordai dopo l’Apparizione. Quando accadevano non sapevo chi fosse quel Vecchio e cosa volesse dirmi”.
[A. M. Turi, La vita di Bruno Cornacchiola, cit., p. 27]
Se si dà credito alle sue memorie, mentre era in Spagna Cornacchiola si salvò dall’improvvisa esplosione di un camion carico di bombe, in questo modo:
Seduta sul cruscotto del camion, vedo una ragazza vestita di bianco che mi fa cenno con la mano di scendere. Salto dal camion […], poi c’è una terribile esplosione.
[S. Gaeta, Il veggente, cit., p. 26]
E veniamo all’evento decisivo: il 12 aprile 1947, nella grotta delle Tre Fontane, gli sarebbe apparsa la Madonna (con la Bibbia tra le mani), presentandosi con le parole: “Sono colei che sono nella Trinità divina. Sono la Vergine della Rivelazione” [ivi, p. 57]. La Madonna avrebbe poi parlato per un’ora e venti minuti, dicendo, nella parte conclusiva: “Io sono la Calamita della Trinità divina” [ivi, p. 88].
Cornacchiola, sedici giorni dopo aver diffuso la notizia della presunta apparizione, non avendo ancora ricevuto il “segno” promessogli dalla Madonna (cioè l’incontro con uno specifico sacerdote) e sentendosi deriso sia dagli amici comunisti che da quelli protestanti, medita… di sterminare la famiglia:
Mi viene in mente un pensiero terribile: uccidere tutti e farla finita con le umiliazioni e i sorrisetti sarcastici rivolti verso di me. […] Piangendo dico a Iolanda [la moglie], dopo aver preso il piccolo pugnale col manico d’osso con sopra scritto “A morte il Papa”: “Io non ne posso più, ho deciso di sterminare la famiglia”.
[Ivi, p. 45]
Anche in questo caso le possibilità sono solo due.
La prima è che Cornacchiola stia raccontando la verità: dopo aver diffuso il racconto dell’apparizione, ha, per quanto appaia incredibile e spropositato, meditato di sterminare la famiglia.
In questo caso, la sua personalità evidenzierebbe, ancora una volta, tratti, a dir poco, anomali. Non esattamente il profilo di personalità ideale cui affidarsi e a cui credere ciecamente.
L’ipotesi alternativa è che Cornacchiola abbia elaborato questo racconto con un fine preciso: apparire privo di interessi ad inventarsi il fatto.
Non esiste una terza possibilità.
Si potrebbe obiettare che, quel 12 aprile 1947, Cornacchiola era con i suoi tre figli (dai 4 ai 10 anni di età) e anche loro avrebbero visto la Madonna.
Questo solleva una questione preliminare: se la figura celeste vuole dei “testimoni”, vorrà che siano credibili. Ebbene, sarebbero più credibili quattro persone estranee fra di loro o quattro familiari? La domanda assume un senso ben preciso alla luce di alcuni dati che bisognerà evidenziare ora.
Un giornalista del quotidiano La Repubblica d’Italia, Lamberto Antonelli, intervistò, nel dicembre 1947, due pastori protestanti di Roma che conoscevano bene Cornacchiola: l’avventista Karl e il battista Veneziano.
Furono naturalmente entrambi molto critici verso di lui. Veneziano, in particolare, fece una dichiarazione che merita di essere approfondita, senza essere pregiudizialmente liquidata come l’insinuazione di un avversario:
È tutta una montatura. Cornacchiola ha creato l’apparizione alle Tre Fontane, dopo aver visto e rivisto il film Bernadette.
[Lamberto Antonelli, “Per il Papa ho un messaggio da parte della Vergine Maria”, “La Repubblica d’Italia” , 11/01/1948, p. 4]
Il riferimento è a un film hollywoodiano di enorme successo (titolo originale: The Song of Bernadette), del 1943, vincitore di 4 premi Oscar e 3 Golden Globe, tratto da una biografia romanzata della vita di Bernadette di Lourdes, scritta da Franz Werfel. Per via della guerra, il film arrivò in Europa solo qualche anno dopo (il romanzo venne pubblicato nella prima edizione italiana il 1° novembre 1946 da Arnoldo Mondadori Editore, con il titolo Bernadette).
Il 14 dicembre 1946, il periodico “La Cinematografia Italiana” ha in copertina l’attrice Jennifer Jones nei panni di Bernadette. All’interno, si legge:
Il film che fu trionfalmente accolto in America viene presentato ora in Italia. Il pubblico italiano lo accoglierà come una superba opera d’arte.
[Bernadette. Il film più premiato d’America, “La Cinematografia Italiana”, anno II, numero 16, 14/12/1946, p. 8]
Il quotidiano Il Messaggero, nel dare per la prima volta notizia della presunta apparizione delle Tre Fontane, notò:
Colpisce in questo racconto la somiglianza dei fatti quali li abbiamo appresi dalle descrizioni dell’apparizione della Vergine a Bernadette e quali li abbiamo letti recentemente sia nel romanzo di Franz Werfel, o li abbiamo ascoltati nella mirabile ricostruzione del film omonimo.
[La Vergine sarebbe apparsa in una grotta delle Tre Fontane, “Il Messaggero”, 31/05/1947, p. 2]
Come Bernadette, Cornacchiola e figli dicono di aver visto la Madonna in una grotta.
Nel film la grotta di Massabielle viene diverse volte (ne ho personalmente contate cinque) definita “mondezzaio” o “luogo sporco e immondo”. Cornacchiola sottolinea che la grotta delle Tre Fontane è “puzzolente, piena di porcherie” [S. Gaeta, Il veggente, cit., p. 37].
Cornacchiola asserisce che i figli, avendo iniziato a vedere la Madonna pochi istanti prima di lui, ripetevano (tutti e tre!) in continuazione l’espressione “bella Signora”, come se avessero “ingoiato un disco di grammofono” [ivi, p. 38].
Scriveva all’epoca Lamberto Antonelli:
Stando a quest’ultima [la presunta apparizione], il Cornacchiola racconta che i suoi bambini la chiamarono e la chiamano “La bella signora!”, cioè con la stessa frase pronunciata da Bernadette nell’omonimo film. E bisogna allor tener presente che nove giorni prima della presunta apparizione, al cinema “Appio”, che si trova poco distante dall’abitazione del tramviere, venne appunto proiettato tale film.
[Lamberto Antonelli, “Presto sarò milionario” disse Cornacchiola prima della visione, “La Repubblica d’Italia”, 01/01/1948, p. 4]
L’informazione fornita da Antonelli può essere confermata (e ulteriormente precisata) con una ricerca d’archivio sui quotidiani dell’epoca. Il film Bernadette iniziò ad essere proiettato a Roma l’11 febbraio 1947, al cinema Palestrina. Passando di sala in sala, il 27 marzo arrivò al cinema Appio, dove rimase in programmazione fino al 2 aprile (insieme a un documentario): Particolare della pagina 2 del quotidiano Il Messaggero del 2 aprile 1947. Originale nell’Emeroteca della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma.
Oggi il cinema Appio non esiste più, ma era in via Appia Nuova, 56-58: …
Particolare della pagina 764 dell’Annuario industriale di Roma e del Lazio, Tipografia del Senato del Dr. Giovanni Bardi, 1939. …
Da quella che era allora la casa di Cornacchiola alla sede del cinema Appio, il tempo di percorrenza, a piedi, è di circa 13 minuti, secondo il tool di Tutto Città: …
Naturalmente non solo Bruno Cornacchiola fu, a quanto pare, esposto a questo tipo di suggestioni cinematografiche. Leggiamo cosa scriveva, pochi anni dopo, un sacerdote e professore di storia del diritto canonico:

Quando in Italia venne proiettato il film “Bernardetta”, ci furono qua e là ragazze che “videro” apparire loro la Madonna: se in alcuni casi si trattava di spudorate finzioni, in non pochi altri erano allucinazioni di immaginazioni malate.

[Mario Castellano, La prassi canonica circa le apparizioni mariane, in Enciclopedia Mariana Theotocos, Bevilacqua & Solari, 1954, p. 471]

Lo stesso avvenne all’estero: in Spagna, il film con Jennifer Jones esce nel settembre del 1946, con il titolo La canción de Bernadette. Nel paesino rurale di Cuevas de Vinromá, viene proiettato “il 12 marzo 1947, durante la prima visita pastorale postbellica del vescovo di Tortosa” [W. A. Christian Jr., M. Sanahuja Beltran, Darkness at Noon, in P. J. Margry (a cura di), Cold War Mary, Leuven University Press, 2021, p. 172].
Pochi giorni dopo, una graziosa bambina del paese, Raquel Roca (10 anni di età) dice di avere apparizioni della Madonna, che dureranno fino a novembre e avverranno, perlopiù, davanti a una grotta fuori dal paese, nota come “La campana”.
Ecco il seguito della vicenda grazie alla ricostruzione presentata nella raccolta di saggi accademici Cold War Mary, pubblicata dall’Università cattolica di Lovanio. Il 15 novembre del 1947 Raquel fa una rivelazione:
Disse che il 30 novembre si sarebbe fatto buio, sarebbe apparsa una croce di stelle e i malati sarebbero dovuti andare lì. Quando qualcuno obiettò che il 30 novembre era domenica e l’apparizione avrebbe ostacolato la partecipazione alla messa, la ragazzina si consultò con la Vergine, che spostò la data al 1° dicembre. […]
Il 1° dicembre un’immensa folla di centinaia di migliaia di persone (le stime oscillano tra 250.000 e 500.000, più che per qualsiasi altra apparizione in un sol giorno nella storia spagnola) occupò i pendii di fronte alla grotta, come si può vedere dalle foto. […]
Durante il Rosario guidato dalla fanciulla a mezzogiorno, il cielo non diventò buio e non apparve nessuna croce di stelle circondata da angeli.
[William A. Christian Jr., Marina Sanahuja Beltran, Darkness at Noon, in Peter Jan Margry (a cura di), Cold War Mary, Leuven University Press, 2021, pp. 157-158]
Raquel Roca e la marea di fedeli accorsi a Cuevas de Vinromá il 1 dicembre 1947 […]
Volendo comprendere in termini concreti e numerici l’influenza suggestiva del cinema in una fase storica in cui esso era la principale forma di intrattenimento popolare a basso costo, si può osservare che tra il 1947 e il 1952 si diffondono in Europa ben tre film che trattano di apparizioni. Oltre a quello su Bernadette, c’è, nel 1951, lo spagnolo La Señora de Fátima (uscito in Italia con il titolo Il segreto di Fatima) e, nel 1952, lo statunitense The Miracle of Our Lady of Fatima (produzione Warner Bros., titolo italiano: Nostra Signora di Fatima). Ebbene, in quegli anni, le apparizioni hanno un’impennata.
Utilizzando come repertorio il volume Tutte le apparizioni della Madonna in 2000 anni di Storia, di Hierzenberger e Nedomansky (Piemme, 1996), si hanno i seguenti dati (escludo dal computo le – peraltro numericamente irrilevanti – apparizioni extraeuropee): 28 fenomeni di presunte apparizioni nel decennio, precedente all’uscita dei tre film, 1937-1946 [cfr. Hierzeberger, op. cit., pp. 297-331], ben 88 nel decennio 1947-1956 [cfr. ivi, pp. 331-379], per poi ridiscendere a 24, nel decennio 1957-1966 [cfr. ivi, pp. 379-406]. Che il cinema suggerisse spunti per fantasie legate ad apparizioni è difficilmente negabile.
Ben presto, Bruno Cornacchiola fondò un’associazione denominata SACRI (Schiere Arditi di Cristo Re Immortale), che “nasce ufficialmente il 12 aprile del 1948” [A. M. Turi, La vita di Bruno Cornacchiola, cit., p. 114], giorno in cui viene redatto lo statuto. ….}

https://doncurzionitoglia.wordpress.com/2016/04/20/segreto-3-fontane/
{Il Segreto delle Tre FontanePubblicato il 20 aprile 2016 da doncurzionitoglia

Saverio Gaeta ha scritto un interessante libro intitolato “Il veggente. Il segreto delle tre fontane” (Salani editore, Milano, 2016). L’Autore ha potuto consultare i Diari che Bruno Cornacchiola aveva scritto dal 1947 al 2001, anno della sua morte, custoditi presso l’associazione dei fedeli da lui fondata, e ne svela i contenuti nel suddetto libro.

Il 12 aprile 1947 Cornacchiola presso la località delle Tre fontane in Roma, ove San Paolo subì il martirio, ebbe una apparizione della Madonna contenente alcune rivelazioni. Esse (circa una sessantina) son continuate per tutta la sua vita e Cornacchiola stesso le ha trascritte nei suoi Diari.

In questo breve articolo riassumo quelle più attuali, che possono aiutarci a capire meglio il terribile periodo che stiamo attraversando.

Sono soltanto rivelazioni private. Cornacchiola stesso le ha sottomesse al giudizio dell’Autorità ecclesiastica, che già con Pio XII iniziò ad approvarle.

Gli incontri con Pio XII

Innanzitutto occorre sapere che il primo quaderno dei suoi Diari, contenente il resoconto della prima apparizione della Madonna, Bruno Cornacchiola lo consegnò a papa Pio XII la notte del 22 luglio del 1947 alla presenza di don Sfoggia, di padre Riccardo Lombardi e di padre Felice Maria Cappello, i quali avevano potuto leggere il messaggio del 12 aprile dietro autorizzazione del Papa. A questo incontro privato ne seguì uno pubblico e ufficiale il 9 dicembre del 1949 (Saverio Gaeta, op. cit., p. 62) in cui il Papa incoraggiò Cornacchiola a fare delle conferenze sulle apparizioni da lui avute.

Inoltre il 5 ottobre del 1947 Pio XII benedisse la statua della Madonna riproducente la Vergine apparsa a Cornacchiola e nel 1956 papa Pacelli consentì il culto pubblico, affidando ai francescani minori conventuali la custodia della grotta e della cappella adiacente (op. cit., p. 106).

Il contenuto dei messaggi

Il contenuto della prima apparizione non era stato reso noto e si trova negli archivi del Sant’Uffizio, ma Cornacchiola ne aveva fatto una copia, depositata negli archivi della sua associazione, della quale il Gaeta (op. cit., p. 59) riporta i principali brani sinora inediti.

I Diari consultati da Salvatore Gaeta si trovano presso l’associazione “Schiere Arditi di Cristo Re Immortale” (SACRI) fondata da Cornacchiola. Gli “Arditi di Cristo” si occupano soprattutto di catechesi e non avevano letto i Diari di Cornacchiola, i quali contengono delle rivelazioni sorprendenti e inedite sino a che Saverio Gaeta le ha raccolte nel suo libro.

La prima (12 aprile 1947) si trova scritta a mano in un quaderno di una trentina di pagine. I punti più salienti sono i seguenti:

“I pastori del gregge non fanno il loro dovere. Troppo mondo è entrato nella loro anima per dare scandalo al gregge e sviarlo dalla via. […]. Prima che la Russia si converta e lasci la via dell’ateismo, si scatenerà una tremenda e grave persecuzione. Pregate, si può fermare. […]. Allontanatavi dalle false cose del mondo: vani spettacoli, stampe d’oscenità. […]. Satana è sciolto per un periodo di tempo e accenderà tra gli uomini il fuoco della protesta. Figli siate forti, resistete all’assalto infernale. […]. La Chiesa tutta subirà una tremenda prova, per pulire il carname che si è infiltrato tra i suoi ministri. […]. Sacerdoti e fedeli saranno messi in una svolta pericolosa nel mondo dei perduti, che si scaglierà con qualunque mezzo all’assalto: false ideologie e teologie. […]. Vi saranno giorni di dolori e di lutti. Dalla parte d’oriente un popolo forte, ma lontano da Dio, sferrerà un attacco tremendo, e spezzerà le cose più sacre e sante. […]. Il mondo entrerà in un’altra guerra, più spietata delle precedenti; maggiormente sarà colpita la Rocca eterna (Roma). L’ira di satana non è più mantenuta; lo Spirito di Dio si ritira dalla terra, la Chiesa sarà lasciata vedova, sarà lasciata in balìa del mondo. […]. La colpita maggiormente sarà la Chiesa di Cristo per nettarla dalle sozzure che vi sono dentro. […]. I sacerdoti saranno calpestati e trucidati, ecco la croce rotta vicino alla talare dello spogliamento esteriore sacerdotale” (Saverio Gaeta, op. cit., pp. 80-88).

L’apparizione del 21 febbraio 1948 recita:

“Questo dico ai miei figli sacerdoti: voi state diventando del mondo, spogliandovi del sacro per dissacrare e abbandonare il sacerdozio. […]. Il mondo ha sete di verità, ma voi non gli date più l’acqua che disseta” (op. cit., pp. 89-91).

Apparizione del 15 agosto 1949:

“Perché non vi allontanate dal peccato? Il quale vi condurrà nel più atroce degli smarrimenti. […]. Ciò accadrà specie a coloro che in questi tempi colmi di peccato vi nascondono i miei richiami, nel tempo moderno colmo di falsità” (op. cit., pp. 91-93).

Apparizione del 15 agosto 1958:

“Vi sarà un fortissimo terremoto, che scuoterà tutto il globo terrestre. Non andate in giro, né mettetevi a dormire se siete in peccato mortale, ma confessatevi e pentitevi di averlo fatto, e non fatelo più. […]. Il sole si oscurerà, le stelle cadranno, ma non intendete ciò soltanto nella parte materiale del pensiero: c’è la parte interpretativa e spirituale e saranno i soli dei superbi e le stelle degli orgogliosi che cadranno. […]. Fuori della Chiesa cattolica, apostolica e romana non c’è la salvezza. […]. Amare tutti non significa tenere un atteggiamento sentimentalista. […]. Non spogliatevi dell’abito sacerdotale: l’abito richiama, è un segno celeste” (op. cit., p. 93-95).

Ve ne sono altre ancora. Particolarmente interessante è la visione avuta il 24 febbraio 1968:

“Satana regna oramai in tutti i posti più alti di comando […]. Satana entrerà nei posti guida della Chiesa. […]. Le tentazioni saranno terribili, il mondo vivrà in una confusione tale che gli eletti stessi sosteranno nel dubbio! Non c’è scampo […] tutti vivranno momenti terribili di guerra, distruzione e di caos politico, religioso e culturale. Quanti errori e quante eresie serpeggiano in ogni nazione, in ogni convento. […]. Quello che occorre è l’apostolato individuale non l’apostolato monopolizzato. […]. Bisogna che si lavori tra le anime nell’apostolato individuale: chi conosce e sa fare, senza alcuna previa autorizzazione, deve lavorare” (op. cit., p. 73).

Il 2 febbraio 1960 la Madonna dice:

“Sangue e lacrime, Gesù sangue, io vostra Madre lacrime; si è perduto il senso esatto della verità” (op. cit., p. 78).

Il 16 aprile del 1987:

“Tu devi offrirti vittima per la conversione e la santificazione dei sacerdoti e religiosi, che hanno abbandonato la via della dottrina e della morale perdendo la forza della salvezza e per colpa loro molte anime vanno all’inferno” (op. cit., p. 102).

Il 12 aprile del 1980 (trentatreesimo anniversario dell’apparizione) migliaia di fedeli accorsi alle Tre Fontane poterono assistere dalle 17.50 alle 18.20 al miracolo del sole che si mise a volteggiare come era avvenuto a Fatima il 13 ottobre 1917 (op. cit., p. 119).

Il 1° febbraio 1986 Cornacchiola riceve un altro messaggio severo:

“Preparatevi figli miei: la mano non posso trattenerla più! L’ira della giustizia è sopra di voi ” (op. cit., p. 150).

A pagina 153 del suo libro Saverio Gaeta riporta una annotazione personale di Cornacchiola su un malinteso ecumenismo, che definisce “ecclesiasticamente scorretto”:

“Non posso farmi l’idea che tutte le religioni portano alla redenzione. Tutte le religioni, dicono oggi, danno la salvezza. Ma allora perché Gesù è venuto, se già esistevano tante religioni? Gesù dice: ‘Chi crede in Me sarà salvo’; non chi crede alla sua religione. Se anche i protestanti si salvano, perché la Vergine mi è venuta a chiamare e mi ha detto di rientrare nell’Ovile santo, quando poteva lasciarmi benissimo dov’ero, fra gli avventisti?”.

Il 9 gennaio 1986 Cornacchiola ha un’altra locuzione:

“Oggi gli uomini hanno messo tutte le religioni sullo stesso piano per cui tutte portano a Dio e tutti si salvano. […]. Allora si salvano anche coloro che non accettano Gesù?. […]. Contro la Chiesa satana non può far nulla perché è divina; ma contro le anime che vivono in essa può molto; anzi presenterà il male sotto la veste morale, religiosa, politica e sociale. […]. Chiamo tutti alla conversione, ma per giustizia devo lasciare la mano di mio Figlio: proprio perché si compia la giustizia ” (op. cit., p. 165-166).

Impressionante è la visione avuta il 7 aprile 1966:

“si vede la basilica di San Pietro che ha la faccia tutta rovinata, la guardiamo e piangiamo” (op. cit., p. 169). Il 1° agosto 1966: “Mi son trovato davanti alla chiesa detta della Scala Santa, nella piazza adiacente ove c’è l’obelisco. Vi era allestita come una sala con vescovi e cardinali. D’improvviso crolla sopra molti vescovi, cardinali e altri tutta la facciata della chiesa” (ivi).

Nel messaggio del 1° gennaio 1988 un particolare ammonimento è riservato ai sacerdoti:

“Voi state calpestando le mie pecore e le portate verso la perdizione. Perché non fate più conoscere la mia dottrina? Perché le mie pecorelle le portate dove sono erbe secche e cespugli mortali? […]. Io sono stato ucciso proprio perché la mia dottrina non era la loro (dei farisei) dottrina. Voi avete chiuso la vostra bocca e le orecchie del mio gregge. Avete chiusa la porta della mia Chiesa per non entrarvi voi e non farvi entrare il mio popolo” (op. cit., p. 171).

Nel 1982 la Madonna dà un ulteriore monito ai sacerdoti (che costerà a Cornacchiola tantissime grane):

“essi miseramente girano sicuri senza segni sacerdotali esterni: non solo vivono nel dubbio della fede, ma attirano altri a lasciare la fede […] si sono ubriacati del mondo e del falso modernismo” (op. cit., pp. 172-173).

Una delle visioni più toccanti è quella del 28 aprile 1986. Cornacchiola si trova in piazza San Pietro e la Madonna gli dice:

“anche se chi dà un ordine ti sembra che sbagli, tu sei tenuto ad obbedire, a meno che quest’ordine tocchi la fede, la morale e la carità. Allora no!” (op. cit., p. 174).

Il 12 novembre 1986 la Madonna gli mostra una scena terrificante:

“vedo molti sacerdoti con la loro talare e religiosi e religiose con il loro saio: tutti in fila e degli aguzzini che li spingono e trascinano uno alla volta su un palco di legno. Li facevano inginocchiare e chiedevano loro: ‘Getta l’abito’. Alla risposta ‘No!’ gli prendevano la testa e gliela mettevano su un ceppo e lì venivano decapitati dal boia che aveva una scure” (op. cit., p. 174-175).

Una delle visioni più attuali mi sembra quella del 18 luglio 1996:

“Specialmente tanti miei figli sacerdoti, e anche più in alto, facilmente cadono nella braccia di satana come foglie secche che cadono da un albero al soffio del vento” (op. cit., pp. 181-182).

Il 4 giugno 1964 la Madonna aveva dettato a Cornacchiola una richiesta per

“salvare l’umanità dal diluvio di fuoco” (op. cit., p. 183).

Il 1° gennaio 1988 il veggente riceve una rivelazione che dischiude le porte del futuro:

“Avete degli esempi, Sodoma e Gomorra: non si pentirono, non fecero penitenza e conoscete quello che la giustizia ha fatto di loro. […]. Se non vi convertirete ferro e fuoco scenderà sopra di voi. […]. Quello che voi chiamate pace non è altro che inganno perché manca la conversione e tutto si sta preparando per una satanica guerra” (op. cit., p. 187).

Un’altra apparizione attualissima è quella del 14 agosto 1999:

«La Vergine mi fa vedere religiosi e religiose, sacerdoti, vescovi, cardinali e mi dice: “Sono sordi e stolti! Vedono i segni che sono un richiamo, ma non riflettono sopra questa realtà. […]. Negano Dio uno e trino e si fanno orgogliosamente essi stessi dio”» (op. cit., p. 195).

Il 13 marzo del 2000 la Madonna gli dice:

“la salvezza non è riunire tutte le religioni per farne un ammasso di eresie e di errori, ma convertitevi per l’unità di amore e di fede” (op. cit., p. 204).

La notte del 31 dicembre 1984:

“Mi sento trasportare nel centro di Roma e precisamente a piazza Venezia. Lì c’è una folla radunata che gridava: ‘Vendetta!’. Scorreva molto sangue in tutto il mondo, tutto il mondo imbrattato di sangue. Improvvisamente tutta quella gente si mette a gridare: ‘Tutti a San Pietro!’ e continuavano a gridare: ‘Vendetta!’. Sul piazzale all’interno del colonnato c’erano il papa, i cardinali, i vescovi e i sacerdoti. Tutti piangevano. Meraviglia: erano scalzi e la Madonna che grida. ‘Fate penitenza!’ ” (op. cit., p. 207).

Il 21 luglio 1998:

“Ho sognato che musulmani circondavano le chiese e chiudevano le porte e dai tetti gettavano benzina e davano fuoco, con dentro i fedeli in preghiera e tutto andava a fuoco” (op. cit., p. 210).

All’alba del 10 febbraio 2000 un altro sogno angoscioso:

“Mi trovo a San Pietro […] una folla di barbari correva dentro la basilica uccidendo chiunque incontrava. […]. Tutti i sacerdoti presenti erano con l’abito talare, ai lati del sagrato i vescovi erano a sinistra i cardinali a destra e pregavano in ginocchio col viso a terra” (op. cit., p. 210).

11 marzo 1970

“che brutta notte ho passato. Un sogno mi ha tenuto in apprensione tutta la notte. Il Papa circondato da cardinali e vescovi che gridavano verso di lui dicendogli parole rivoluzionarie. […]. Il Papa viene preso e scaraventato dentro un pozzo” (op. cit., p. 217).

Quella del 21 settembre 1988 è la più interessante:

“Quello che ho sognato non si avveri mai, è troppo doloroso e spero che il Signore non permetta che il Papa neghi ogni verità di fede e si metta al posto di Dio. Quanto dolore ho provato nella notte, mi si paralizzavano le gambe e non potevo più muovermi, per quel dolore provato nel vedere la Chiesa ridotta ad un ammasso di rovine” (op. cit., p. 218).

Il 4 gennaio 1992:

“I cristiani si combattono perché non hanno più un capo che li guidi” (op. cit., p. 219).

Il 26 gennaio 1996:

“Questa notte ho visto la basilica di San Pietro andare a fuoco” (op. cit., p. 220).

Il 31 dicembre 1990 Maria gli confida:

“Falsi profeti, che cercano con tutti i mezzi di avvelenare le anime cambiando la dottrina di Gesù in dottrine sataniche; e toglieranno il Sacrificio della croce che si ripete sugli altari del mondo” (op. cit., p. 221).

Il 12 marzo 1983 la Madonna della Rivelazione dice a Cornacchiola:

“Il pericolo è alle porte, una guerra atomica, se non si fa come ho detto, è inevitabile. […]. Parlo a tutti, l’atomica è pronta, gli uomini senza coscienza minacciano di usarla e il pericolo è sempre più vicino di quanto non pensiate” (op. cit., p. 223).

Il 13 luglio 1998:

“Questa notte ho sofferto molto in sogno. C’era la guerra e gli stranieri invadevano l’Italia” (op. cit., p. 226).

Conclusione

Saverio Gaeta conclude:

“So bene che queste pagine potranno innescare contestazioni e polemiche, accuse di sensazionalismo e insinuazioni di ‘preconciliarismo’. Ma se le ispirazioni a Cornacchiola provenivano realmente dal Cielo, come personalmente ritengo, è certamente opportuno che vengano rese note al grande pubblico, sottraendole all’oscurità di qualche polveroso archivio della Santa Sede” (op. cit., p. 229).}

~
d. Curzio Nitoglia
( si prega di cancellare il testo precedente; l’attuale è più agevole nella lettura )

il veggente.jpg
NICOLA_Z
1 anno fa

Santo Natale a Remox e a tutti gli utenti e lettori del suo blog. Auguri a voi tutti!

Remox
Editor
1 anno fa
Rispondi a  NICOLA_Z

Tanti auguri di Buon Natale a te Nicola e agli amici del blog, a chi interviene e a chi legge. Un ringraziamento ed augurio particolari a chi ha collaborato per creare il blog: Max, Nicola e Dott. G.I.
Giorni sereni.

DeBrand
Admin
1 anno fa
Rispondi a  Remox

tanti aguri a tutti!

Spring
1 anno fa
Rispondi a  NICOLA_Z

Buon Natale! 🎄🎅🏻

mario mancusi
1 anno fa
Rispondi a  Spring

Buon Natale

NICOLA_Z
1 anno fa
Rispondi a  dott.G.I.

Grazie dott. G.I., per il supplemento in merito a Bruno Cornacchiola. Il popolo dell’Oriente molto forte ma senza Dio, mi fa pensare al grande Dragone Cinese.

Vimana
Vimana
1 anno fa

Buon Natale e grazie per il vostro lavoro

vincenzo in guayas
vincenzo in guayas
1 anno fa

E’ un privilegio sapere Chi nacque circa due millenni fa.Lo sapevano in pochi ,allora,e dopo Simon Pietro” lo scopri’ solo vivendo”,(Battisti)strada facendo,trovando un gancio in mezzo al Cielo,(Baglioni)grazie allo Spirito Santo che lo considero’ in fondo un uomo di buona volonta’.Io non lo saprei se non me lo avessero detto,anche io l’ho scoperto solo vivendo,e non credo io soltanto,ma essersi fidati almeno di una parte di coloro che hanno cercato di testimoniarlo,e che con noi ci sono riusciti,ha avuto la sua importanza e non è venuto dal nulla.La logica non sarebbe bastata,qualcosa ha aiutato dall’Alto ciascuno ,come fece con Simone,pero’ la logica sarebbe bastata ancor meno per portarci fuori strada, lontano dalla verita’,Cosi’ come la natura,da cui la logica deriva senza dubbio,almeno in parte,e non è malvagia e perduta come lo sono le intelligenze angeliche ribelli,pur a essa superiori in razionalita’ formale(non sostanziale).Natura e logica che c’insegnano che per vedere le cose diritte bisogna avere i piedi in terra e la testa sulle spalle ,e non viceversa,e sarebbe gia’ una ottima cosa.Invece… Per Simon Pietro arrivo’ poi il momento giusto per avere la testa in basso e le gambe in aria e proprio cosi’ vederci meglio,e fu solo per vera obbedienza.Diffidare delle imitazioni.Buon Natale a chi al Natale ci crede.Per chi non ci crede,c’è sempre la Madonna della Medaglia Miracolosa.

Spring
1 anno fa

Il valzer del moscerino o quello delle zanzare? Mi ricorda comunque il Veggente di Waldviertel

Caldo d’Africa da Natale a oltre Capodanno

fonte

Fino a qualche giorno fa, in effetti, ancora si vedevano insetti tipicamente estivi, come le falene.

Ultima modifica di 1 anno fa da Spring
Vimana
Vimana
1 anno fa
Rispondi a  Spring

Si prospetta un inverno mite

P.Riesz_
P.Riesz_
1 anno fa

https://www.facebook.com/beataeustochio/videos/indagine-ai-confini-del-sacro-profezie-e-apocalissi-%C3%A8-tutto-vero/726478574560008/
“Indagine ai confini del sacro” – Profezie e apocalissi, è tutto vero?
La soluzione è semplicissima! Basta aspettare e … vedere! Da un punto di vista teologico la questione è complicata; il linguaggio è solo simbolico od anche reale, come nei tre giorni buio? Anche nella profezia di Malachia possiamo confrontare i motti con i pontefici; ma arrivati ai giorni nostri la nebbia ad un palmo dal naso è fitta: anche 100 interpretazioni, messe assieme, non ci soddisfano. La profezia più solida in età moderna è senz’altro quella di Fatima; ma la gerarchia l’ha oscurata e/o distorta per motivi suoi interni, per cui è impossibile conoscere con certezza i documenti originali. Problematiche ancor maggiori rappresentano ad es. le apparizioni brasiliane: più di 10 con peculiarità proprie; il caso più interessante è certamente il fenomeno di Anguera. Intrigante è la profezia dello Xino, dibattuta su “Il Duca dei Tempi”:
“2.505 – 04.04.2005 Cari figli, pregate con il cuore e non allontanatevi dalla verità. Arriverà il giorno in cui ci sarà disprezzo nella casa di Dio e ciò che è sacro sarà gettato fuori. Un xino sarà sul trono contrastando molti, ma Dio è il Signore della Verità. Ciò che vi dico adesso non potete comprenderlo, ma un giorno vi sarà rivelato e tutto sarà chiaro per voi. Lo specchio: ecco il mistero. Come bambini, abbiate fiducia. Come servi, siate fedeli. Dio ha tutto sotto controllo. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.”
I pareri pro li conosciamo, mentre quelli critici forse un po’ meno.
Beata Eustochio Patrona degli Esorcisti Monaca Benedettina Padova 1444/146917-08-2020
𝗜𝗹 𝗳𝗲𝗻𝗼𝗺𝗲𝗻𝗼 𝗔𝗻𝗴𝘂𝗲𝗿𝗮 𝗲 𝗶𝗹 𝗱𝗲𝗺𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗳𝗮𝗹𝘀𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗳𝗲𝘇𝗶𝗮: 𝗶𝗹 𝗽𝗮𝗿𝗲𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝘀𝗮𝗰𝗲𝗿𝗱𝗼𝘁𝗶 𝗲𝘀𝗼𝗿𝗰𝗶𝘀𝘁𝗶
“Badate che nessuno vi inganni! Molti infatti verranno nel mio nome, dicendo: “Io sono il Cristo”, e trarranno molti in inganno” (Mt 24,4-5).
Dovrebbero essere “messaggi della Regina della Pace”, dovrebbero quindi infondere speranza fiducia incoraggiamento, invece appaiono come inquietanti e continue proiezioni di films horror, perchè incutono terrore e fanatismo apocalittico, sfiducia nella Divina Provvidenza e nelle promesse di fedeltà che Cristo ha fatto per la Sua Chiesa. La Vergine Maria non appare affatto come a Fatima, Madre Amorevole che esorta e protegge e ispira i propri figli a procedere fiduciosi nel cammino ecclesiale, ma diventa una sorta di “jettatrice”, che pronostica continue ineluttabili catastrofi, che distraggono dalla vera preghiera, dalla vera Pace interiore e dal vero misticismo. Questo è il parere del noto sacerdote esorcista spagnolo Padre Josè Antonio Fortea, considerato tra i massimi esperti di demonologia, (disponibile in lingua italiana il suo trattato più noto, la Summa daemoniaca) che così ha scritto su questi “messaggi” di sedicenti veggenti molto gettonati sul web oggi, (evidente il riferimento al fenomeno di Anguera e ad altri che esaltano il fanatismo apocalittico, come le false veggenti ‘Maria Divina Misericordia’ e ‘Luz de maria’):
Padre José Antonio Fortea Cucurull
PADRE FORTEA, teologo ed esorcista di fama mondiale
“Vi è una differenza essenziale tra amore per la Tradizione e tradizionalismo, tra il credere nel mistico e credere nel visionario…ovvero il fanatismo apocalittico.
Nella Chiesa oggi ci sono una serie di persone apocalittiche professionalmente impegnate a tenere conferenze che non stanno facendo nulla di buono. A volte la differenza tra il fervore e il fanatismo può sembrare piccola, ma sono cose radicalmente diverse.
Naturalmente, l’ultima cosa di cui la Chiesa ha bisogno oggi è un fiorire di visionari che ci raccontano murature interne alla Chiesa e altre fantasie catastrofiche. Tutto ciò trascina soltanto ad aprire crepe nell’obbedienza e nel rispetto dovuti ai soli legittimi Pastori. Personalmente non seguo e non credo a nessuna di queste nuove presunte apparizioni di sedicenti veggenti. Nella Chiesa ci sono artefici di unità e altri che sono seminatori di teorie fantastiche. Che nel nostro mondo c’è il peccato e il peccato porta conseguenze, è verità dottrinale e biblica. Ma entrare in visioni fantaromanzate è un’altra storia”.
SCHEDA DEL SEDICENTE VEGGENTE
Nome: Pedro Alves Régis Nazione: Brasile Città: Anguera, Bahia
Stato civile: (?) Sposato bambini: almeno una figlia
Professione: Radiologo
Tipo di fenomeno , “apparizioni” + “messaggi”. Le apparizioni si verificano di solito il martedì e il sabato
Chi visita il veggente: “La Regina della Pace”
Inizio dei fenomeni: 10/10/1987, Fine dei fenomeni: Ancora in atto nel 2017
Stato del processo canonico: E’stato approvato dal vescovo. Ma NON DALLA COMMISSIONE VATICANA.
La Commissione diocesana in Anguera è stata istituita dal Vescovo di Feira de Santana, Dom Itamar Vian, su richiesta del Vaticano. Questo comitato è presieduto da monsignor Francisco Daltro. Padre John Peter Conrad e lo psichiatra Dr. Carlos Kruschevsky integrano questa commissione. Questa commissione NON HA MAI RILASCIATO UNA NOTA DI POSIZIONE FAVOREVOLE ALLE APPARIZIONI DI ANGUERA.
Il sito di Anguera è: http://www.apelosurgentes.com.br/ e in esso vi sono informazioni sul corso dell’analisi della Commissione: si deduce quindi che, fino al momento attuale, non è favorevole.
Il sedicente veggente Pedro Regis non ha un direttore spirituale nominato dal suo vescovo, che in ogni cosa lo deve rappresentare. In queste situazioni è necessario!
La valutazione complessiva di queste “apparizioni”
1 – Le sedicenti “apparizioni mariane ” e “messaggi” di Anguera dati a Pedro Régis, fino al 2005 (Prima fase), sono molto simili a Medjugorje, sia per la forma o per il suo contenuto. Si potrebbe anche dire che sono una copia, con una sequenza diversa e con una o l’altra differenza, per dare l’aspetto di un po’ di individualità. Dal 2005 (Seconda fase), i messaggi entrano in una nuova ondata di profezie incontrollate e senza un filo conduttore, deviando completamente dal profilo precedente, con l’inclusione di previsioni sistematiche dei disastri in tutte le parti della terra. Sembrano messaggi di una mitragliatrice incontrollata con il grilletto inceppato che spara disastri, poi si ferma e poi riprende a raffica su tutto ciò che riguarda il futuro (ovviamente terrificante e paralizzante)!
I messaggi vengono scritti dal veggente durante la “apparizione” con un carattere e una velocità rapidissima, su fogli sparsi di quaderno, procedura che fa immediatamente pensare alla SCRITTURA AUTOMATICA STRUMENTO DIABOLICO (scrivere in un foglio frasi guidate da una forza invisibile è medianità, condannata dalla Sacra Scrittura):
http://diosalva.net/tipi-gerarchia-demoni-poteri-diabolici-…
2 – Il semplice fatto che da un certo punto in avanti, intorno al 2005, i “messaggi” hanno iniziato ad essere profezie di eventi catastrofici in quasi tutte le parti del mondo, senza specificare il periodo cronologico, fa dubitare: perché la Madonna profetizzerebbe molti eventi catastrofici e spaventosi, se non esistono all’interno del nostro tempo naturale di attesa? E perché queste catastrofi “si verificano” solo quando le loro profezie sono state dimenticate e vengono ripescate ad hoc? Tutto ciò causa affaticamento e ansia di ricercare collegamenti casuali e sporadici con date e luoghi ed eventi.
3 – L’uso di un linguaggio criptico e codificato assomiglia misteriosamente al mago Nostradamus, si presta a interpretazioni errate, aprendo la gamma di possibilità di concordanze per più di un avvenimento. Questo tipo di linguaggio non è mai stato usato dalla Vergine Maria nelle Sue vere Apparizioni, riconosciute dalla Chiesa.
4 – La Madonna nelle Sue vere Apparizioni riconosciute, mai benedice le persone con la formula sacerdotale “in nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”. In Anguera, lo fa per tutti i messaggi provenienti SOLO da dopo il 1988! Questo è già un allarme per coloro che sono attenti.
Analisi della fase 1 di Anguera
Nella Fase 1, troviamo buoni consigli per la vita dei credenti, buoni contenuti cristiani che vanno bene per tutti e che tutti i falsi veggenti usano nei loro messaggi. È il richiamo per attrarre seguaci nella spirale, dando loro la sensazione di essere in un ambiente sacro ed ecclesiale. Non dimenticate che è una falsa apparenza, Satana cerca di imitare Dio con la perfezione del male. Che appare in incognito, è il padre della menzogna, l’imitatore di Dio, un truffatore. Bisogna usare moltissima prudenza, prima di dare credito all’attendibilità di fenomeni soprannaturali che la Chiesa non ha ancora approvato e su cui sta ancora indagando.
La prima “apparizione” è stata il 10 ottobre 1987 e la “Madonna” HA DETTATO a Pedro il primo messaggio pubblico (SCRITTURA AUTOMATICA): il veggente riceve il messaggio e scrive con un carattere e una velocità molto elevata, come si vede in questo impressionante video al MINUTO 1:47:43, il veggente entra in trance, occhi fissi e SCRIVE SOTTO DETTATURA di un essere invisibile, ricordando immediatamente il fenomeno occultista della scrittura automatica di medium e spiritisti. ANCHE QUESTO DOVREBBE FAR RIFLETTERE: LA MADONNA NON HA MAI INVIATO MESSAGGI CON LA TECNICA DELLA “SCRITTURA AUTOMATICA”!
ESAMINIAMO IL Primo Messaggio 10 ottobre 1987
“Sono la Regina della Pace e desidero che tutti i miei figli stiano al mio fianco per vincere insieme un grande male che può abbattersi sul mondo. Per far sì che tale male non accada, però, dovete pregare e avere fede. Figli miei, desidero la conversione di tutti il più velocemente possibile. Il mondo corre grandi pericoli, e per liberarvi da questi pericoli dovete pregare, convertirvi e credere nella Parola del Creatore, perché pregando troverete la pace per il mondo. Figli miei, molti di voi vanno in chiesa, ma non vanno con il cuore limpido, vanno senza fede. Molti vanno solamente per mostrarsi cattolici e sono in grave errore. Dovete seguire un solo cammino: quello della VERITÀ. Ci sono figli che non hanno imparato a perdonare, ma dovete perdonare il vostro prossimo. L’inimicizia è opera di satana, che si sente felice quando riesce a separare un fratello dall’altro. Per questo vi prego con tutto il mio cuore, che arde in fiamme: convertitevi, pregate e imparate a perdonare il vostro prossimo.”
Commento – In questo primo messaggio possiamo vedere alcune peculiarità:
1 – inizia immediatamente inculcando paura, perché “Il mondo è in grande pericolo”, al contrario di Fatima, dove la prima cosa che la Madonna ha detto ai pastori è stata: “Non abbiate paura“.
2 – La prima cosa che dice, invece di dire che ci ama, è che “un grande male può abbattersi sul mondo”.
3 – Il fatto che dice “pregando troverete la pace per il mondo“ è sbagliato semanticamente, perché avrebbe dovuto dire – “pregando vi salverete e salverete anime”, non ‘troverete la pace per il mondo’: la vera Pace solo Cristo la può dare e la si trova solo in virtù dei meriti di Cristo nei Sacramenti che Lui ci ha donato e dove Lui è Presente!
4 – Dopo l’avvio del messaggio, la “Madonna” comincia a criticare, a giudicare e condannare coloro che sono destinatari del messaggio, perché parla e dice “molti di voi” ed elenca una serie di errori che hanno praticato. Dice di seguire la VERITA’, ma NON NOMINA AFFATTO GESU’ CRISTO, ma solo un vago “Creatore”! Come primo messaggio come “regina della pace” dimostra di essere tutto il contrario: dà una prima immagine di sè molto contraffatta…
5 – La “Madonna” non dà la sua benedizione alla fine del messaggio, come fa invece da un dato periodo in poi…Sembra che sta brancolando perchè non ha ancora trovato la formula giusta o il modo migliore per essere convincente: come mai dà la sua benedizione solo dal 1988?
Solo a partire dal 19 marzo 1988, infatti, “la Madonna” comincia a dare la benedizione sacerdotale! Fino al 1988, alcuni messaggi diventano più lunghi e nel novembre del 1991 arriva uno di loro che raggiunge il numero di 132 pagine dettate e manoscritte: anche Aleister Crowley, il mago nero, ricevette i messaggi dal demone Aiwass nello stesso modo….
Secondo Messaggio 24 Ottobre 1987
Figli miei, molti di voi mi chiamano spirito cattivo e addirittura dicono che non esisto. Io non sono ciò che pensate. Io sono la Madre del Salvatore e anche Madre vostra. Non ferite il mio cuore, esso è già ferito a sufficienza. Io non vengo per salvare, ma per prepararvi alla salvezza. Solo Uno può salvare: Gesù. Figli miei, convertitevi, convertitevi, convertitevi. Rimanete nella pace.
Commento – In questo secondo messaggio possiamo vedere alcune peculiarità:
1 – Invece di parlare in modo amorevole, comincia subito mettendo le mani avanti, con il bisogno di difendersi dagli attacchi che vengono fatti contro la veridicità delle ‘apparizioni’. Questo dimostra una enorme debolezza nella personalità e non è mai successo in nessun’altra Apparizione vera della Madonna. Anche a Fatima, dove i pastorelli vennero persino arrestati, la Madonna non si è MAI difesa. LA VERITA’ NON SI IMPONE MAI, la vera Madonna purissima ed umilissima non avrebbe MAI arrogato la propria difesa e preteso di essere creduta, incolpando chi non crede alle ‘apparizioni di Anguera’ di farla soffrire!
2 – Ripetere 3 volte “Convertitevi, Convertitevi, convertitevi” è un errore patetico nel tentativo di riprodurre quello che la Madonna ripete in altre apparizioni vere, come Penitenza, Penitenza, Penitenza, o Pregate, pregate, pregate, queste sono le formule giuste, perché è possibile ripetere all’infinito Penitenza e Preghiera, ma non la conversione, che avviene una volta (se è sincera)! … sono errori impensabili commessi dalla Madonna.
Terzo Messaggio 31 ottobre 1987
Figli miei, molti di voi dicono “È morto, è finita”. Ma no! Io vi dico con tutto il cuore: morendo andrete incontro a una vita felice, se porterete a compimento la vostra conversione. Figli miei, la mia venuta qui è per preparare tutti quanti il più presto possibile. Un giorno mio Figlio ritornerà per raccogliere i frutti buoni. Per questo vi voglio pronti, completamente convertiti, per essere accolti come frutti buoni nella casa del Padre vostro. Pregate il rosario in famiglia per essere liberi dalle tentazioni. Rimanete nella pace.
Commento – In questo terzo messaggio si può vedere tra le altre peculiarità:
1 – dice “la mia venuta qui è per preparare tutti quanti il più presto possibile. Un giorno mio Figlio ritornerà per raccogliere i frutti buoni”. Chiaramente il che implica che Gesù tornerà molto presto (fine del mondo) e che la conversione è urgente, quindi usa la parola ‘il più presto possibile’. Ora sono passati 30 anni da quel messaggio e niente è accaduto per giustificare l’urgenza: Gesù nel Vangelo ci ha detto di vigilare ed essere pronti ogni giorno e QUESTO BASTA (Mt 25,13).
2 – Un altro madornale errore è quello di dire che “saremo accolti come frutti buoni nella casa del Padre“. Non siamo frutti agli occhi del Padre, ma siamo le Sue creature, create poco meno degli angeli, noi non siamo “frutti”! Le nostre opere sono i frutti! Questo è un errore teologico, che mai la Madonna avrebbe commesso!
Questi primi tre messaggi, pieni di errori, sono sufficienti a dimostrare che non provengono dalla Vergine Maria. Sono così mal progettati e falsi, che danno l’idea di essere stati inventati da un isterico, convinto di avere doni soprannaturali.
Si noti inoltre che nel primo anno, i messaggi sono stati dati con una frequenza molto bassa. Nel corso degli anni, questa frequenza è aumentata drammaticamente. Sembra che doveva essere così per l’azienda che si stava espandendo in proporzione!
Si noti inoltre con gli anni, i messaggi aumentano la loro raffinatezza, diminuiscono gli errori teologici, ma la vera Madonna non dovrebbe mai cambiare il proprio linguaggio e modo di presentarsi! Come abbiamo già fatto notare, solo a partire dal 19 marzo 1988 “la Madonna” comincia a dare la benedizione sacerdotale…
ANALISI FASE 2 La grande truffa Anguera: creare una divisione all’interno del gregge di Gesù Cristo.
falso-messaggio-anguera
Questa immagine, con relativo messaggio scritto da Pedro Regis, è stata tratta da un PDF con i messaggi di Anguera, raccolti nell’archivio di una parrocchia da un noto sacerdote italiano, che si è fatto per anni portavoce del sedicente veggente Pedro Regis, accreditandolo e diffondendo i suddetti messaggi: nel PDF viene mostrata la foto di Benedetto XVI, alludendo che il suo successore “sarebbe il Giuda sul trono di Pietro” menzionato dalle false apparizioni di Anguera…Dobbiamo stare alla larga da coloro che dicono che la Chiesa verrà corrotta e sconfitta e diventerà la sinagoga di Satana, in quanto ciò non appartiene assolutamente alla rivelazione biblica. Anche questa è una tattica del Demonio per allontanare dalla retta via e scivolare verso l’eresia.
Il nostro atteggiamento deve essere solo di fiducia nell’ infinito amore di Cristo e di fedeltà alla Sua Chiesa contro la quale Egli ha promesso che le porte degli inferi non prevarranno (cfr. Mt 16,18).
1) IN TUTTI QUESTI ANNI, MOLTI MESSAGGI SONO STATI RIMOSSI DAL SITO UFFICIALE DI ANGUERA, COME MAI?
Abbiamo calcolato che 49 MESSAGGI DEL 2005 sono stati rimossi dal sito di Anguera. Questo ritiro dei messaggi terrificanti dal sito di Pedro Régis è stato fatto nei primi mesi del 2016, quando il sedicente veggente è stato avvisato del pericolo dell’inaffidabilità delle sue false apparizioni e “pronostici” sul futuro!
Certamente altri elementi compromettenti esistono:
2) Ha molto messaggi lunghi con colloqui su argomenti di notizie di oggi
(Il Cielo non è il servizio commentatore come il telegiornale)
– I messaggi sono di solito brevi e accattivantI e chiedono la conversione. Ma vi è anche piuttosto esteso il messaggio del 2 novembre, 1991 (numero 458) che ha 132 pagine scritte a mano.
3) spaventa le persone con profezie catastrofiche costanti
(Il Cielo non vuole spaventare la gente, ma convertirle per amore)
4) Indovina date per fatti che dovrebbero accadere, ma poi non si verificano
(Il Cielo non ha mai messo le date precise)
5) inventa tante nuove preghiere, devozioni e anche nuovi dogmi
(Ha lo scopo di distogliere l’attenzione da vere preghiere potenti e creare una divisione all’interno del gregge di Gesù Cristo).
– Ha inventato una nuova preghiera nel messaggio del 7 settembre del 2000.
6) Il veggente non è mai esaltato pubblicamente e non minaccia coloro che non credono nei messaggi
(Dio non vuole che il veggente diventi presuntuoso)
7) Un altro evento pericoloso in questi siti che diffondono false apparizioni, è la notevole visibilità della azione malevola del Maligno.
Il parallelismo che possiamo ottenere in questo caso è quello delle persone esposte a un numero eccessivo di raggi X: se non ci si protegge, i raggi X distruggono.
Così accade con i siti che diffondono false apparizioni e “messaggi profetici”: l’ondata di raggi malevoli che diffondono può distruggere spiritualmente. E’ come stare a contatto ogni giorno con maledizioni. Senza rendersene conto, quelli che affollano quei siti vengono investiti di influenze nocive perchè non hanno seguito i consigli di prudenza della Chiesa.
Pedro Regis è un radiologo. Sarà un caso o un segnale di avvertimento che Dio ci ha dato?
PADRE FORTEA, ESORCISTA E TEOLOGO, tra i massimi esponenti mondiali di demonologia: “Sono convinto che lo Spirito Santo ci stia mostrando un nuovo cammino attraverso questo Papa, il Papa Francesco(*). La gente non deve avere paura: mentre siamo con Pietro, non c’è nulla da temere. Sarà un nuovo cammino dentro la dottrina, dentro non fuori. La gente non deve temere, lo Spirito Santo si libra sopra la Chiesa. Credo nell’esistenza del demonio, però anche in quella dello Spirito Santo. Lo Spirito Santo è nella Chiesa”.
FONTI
http://blogdelpadrefortea.blogspot.it/…/fanatismo-apocalipt…
http://www.caffestoria.it/non-fuori-intervista-esclusiva-p…/
http://www.amen-etm.org/FichadoPedroRegis.htm
http://diosalva.net/falsi-profeti-apocalittici

Insomma Anguera non piace a questi signori; può darsi che abbiano ragione, ma le troppe minuzie opinabili a sostegno sostanzialmente minano lo sforzo di fare chiarezza; personalmente non ho certezze, ma tra loro ci sono esorcisti: sottopongano Pedro ad un esorcismo! E’ il loro mestiere! Siano però di tipo come il compianto Amorth.
(*) Non condivido affatto il parere di padre Fortea; sono dell’avviso che (l’anti)papa Francesco stia distruggendo la Chiesa certamente non con il concorso dello Spirito Santo ma di un altro Spirito.  Chi sostiene Bergoglio accetta tutto, anche la dea satanica andina; non accetta confronti con chi è critico con questo papa come, tra i tanti, Don Minutella che giudicano come la peste:
Beata Eustochio Patrona degli Esorcisti Monaca Benedettina Padova 1444/1469{Diocesi: mons. Brugnotto (Vicenza), “interdette chiese e realtà ecclesiali ad Alessandro Minutella e fra’ Celestino della Croce”
17 Dicembre 2022
L’interdizione al “signor” Alessandro Minutella da tutte le chiese e realtà ecclesiali della diocesi di Vicenza e la proibizione di tenere predicazioni o incontri di catechesi. Sono le indicazioni del vescovo Giuliano Brugnotto al clero e ai fedeli della diocesi relativamente agli incontri proposti in Veneto dal Minutella e da fra’ Celestino della Croce. Minutella, “già presbitero dell’arcidiocesi di Palermo, scomunicato il 18 agosto 2018 per aver assunto ripetutamente posizioni radicalmente contrarie alla fede e all’unità della Chiesa, è stato dimesso dallo stato clericale in data 13 gennaio 2022 in quanto scismatico”, spiega Brugnotto in una nota. Di qui, sulla scorta degli analoghi provvedimenti del patriarca di Venezia e dei vescovi di Padova e Treviso, anche il vescovo di Vicenza, “per il bene dei fedeli affidati alla sua cura pastorale, ritiene utile e doveroso ricordare che” per le ragioni esposte, Minutella “non può celebrare sacramenti e sacramentali e perciò non deve essere a nessun titolo accolto nelle nostre chiese e realtà ecclesiali per tenere predicazioni o incontri di catechesi”. Medesima proibizione a fra’ Celestino della Croce (civilmente Pietro Follador), attualmente incardinato nella diocesi di Patti (Messina), che ha ricevuto dal suo vescovo la proibizione di svolgere il ministero presbiterale in pubblico per le sue posizioni apertamente in linea con quelle del Minutella, “cui si aggiunge la revoca della facoltà di udire le confessioni e impartire l’assoluzione sacramentale ai fedeli, nell’ambito del territorio della diocesi (cfr. can. 974 § 2 Codice di diritto canonico)”.
Parroci, rettori di chiese, amministratori parrocchiali e superiori di Istituti religiosi della diocesi di Vicenza hanno quindi l’obbligo di non concedere a Minutella e fra’ Celestino della Croce luoghi di culto o altri spazi sia interni che esterni di proprietà di enti ecclesiastici. Dal vescovo Brugnotto anche l’invito ai fedeli “a non prendere parte, tanto meno ad ospitare, qualsiasi evento che preveda la presenza e l’intervento” dei due, e ad “intensificare la preghiera per l’unità e la concordia nella Chiesa, perché crescendo la comunione ecclesiale, i cristiani possano favorire la crescita e la diffusione della pace e della fraternità nel mondo”}
https://www.agensir.it/…/diocesi-mons-brugnotto…/
Almeno fra Celestino ha confessato per 5 ore di seguito in un giorno nei pressi di Vicenza; quante ore ne ha consumate il monsignore o chi per lui?

Lucio Anneo
Lucio Anneo
1 anno fa
Rispondi a  P.Riesz_

Sono convinto che il 99,99% dei presunti messaggi mariani sono opera di entità che sono o malvagie o bugiarde e che si nutrono della paura e a volte del terrore instillato nei buoni credenti in un modo che non so spiegare ma che esiste. Ci bastino le Scritture, il resto è opera del maligno o dei suoi accoliti

eranuova
1 anno fa

sono ammirato dalla ricchezza di alcuni interventi, ma anche quelli migliori partono da un presupposto che, ormai da qualche tempo, non reputo più valido, e cioè la credibilità dei messaggi di Anguera…

vincenzo in guayas
vincenzo in guayas
1 anno fa

Letto il lungo, ma ottimo post di Riesz,sono d’accordo che certe minuzie siano controproducenti nel criticare i messsaggi di Anguera.Per esempio:se prima ripete chiaramente l’invito alla conversione tramite la preghiera,non è strano che a un certo punto dica che pregando salverete il mondo.Evidente il passaggio logico intermedio che non serve ripetere pediquessamente. Vi giro un grande regalo natalizio di Luigi Coppertino.Chi è in grado di capirlo ,secondo me, non è lontano dal Regno dei Cieli. Titolo del post:”Il Natale,la Croce e la diversita’ nella creazione”.Postato da Blondet nella categoria”pezzi che ci sono piaciuti”.Preciso che la “scintilla divina non è imprigionata dall’Incarnazione” ma solo,parzialmente dal peccato.”Tu a Dio,la carne a te,e non gia’ ,bada,tu a Dio ,a te la carne”(S.Agostino). Sono felice,da 68enne coi suoi ricordi d’infanzia e di giovinezza, di poter riportare quel pezzo al confronto con la vita sociale e personale,perchè farlo mi fa capire appieno la superbia di massa, tanto demagogica quanto individualista,oggi forse assai diffusa. Insomma, il bergoglismo.Un piccolo esempio. Verso la mezzanotte di Natale, in casa mia.Stavano mettendo le seggiole,uno,nuovo,giovane sposato da un anno, peraltro un bravo ragazzo,mi dice di aiutare( cosi’ mi sentiva piu’ uguale e accolto).Io faccio per prendere due sedie e aiutare, ma un altro mi da’,per me, la piu’ solida(non di plastica,le piu’ belle le tengo di sopra lontano dai gatti)mentre ero vicino al posto di capotavola .Io annuisco col capo(per la serie ,una volta si faceva cosi’…non siamo tutti uguali…).Durante il brindisi quel giovane mi ha ringraziato molto,aveva capito.Lo stesso che tempo fa sgridai duramente perchè ogni giorno arriva con la moglie e sequestra mia moglie,anche quando mia moglie sta parlando con me,e un pomeriggio avevo da parlare con mia moglie,allora manda avanti sua moglie che subito mi saluta e poi cattura mia moglie….Insomma:liberte’ egalite’ fraternite’ è individualismo demagogico e dittatoriale,che accontenta gl’individui piccini e frega la nazione.Dio non ha paura della diversita’ fatta di eta’,autorita’,talenti,proprieta’ privata,frontiere,e non tende ad appiattire o nascondere. Quella è invidia,nel piu’ consapevole dei casi,senno’ piccina superbia di massa.Dio non ha paure del paradosso,anzi,e Dio non da’ la pappa troppo pronta e troppo facile da vedere.Gioca sulle diversita’ e sui contrasti fecondi.Non ama l’unisex. Coppertino ha capito che la questione di genere è satanica(un poco come a fine bella epoque,in cui andava di moda la donna ambigua ).Il termine “marico” come lo usano oggi studenti venezuelani tra loro,,ma via via si è diffuso altrove, non indica il diverso sessuale,anzi,quello è omologato.Indica chi in qualche modo si distingue,non importa come e perchè. Percio’ mi scuso con Bergoglio,per averlo chiamato marico.Non è marico,anzi,mostra di fare tutto per non esserlo.Insomma, se gli animali della fattoria sono tutti uguali,ma i maiali sono piu’ uguali degli altri,tutt i i “cattolici” di Bergoglio non sono marichi,tendono a essere uguali,unificati,e Bergoglio è meno “marico” degli altri.

vincenzo in guayas
vincenzo in guayas
1 anno fa

Ironia della realta’,come facile sintetico e divertente memorandum, si potrebbe dire semplicemente che l’errore non è quando ogni bandiera ha il suo colore,ma quando una sola bandiera contiene tutti i colori dell’arcobaleno.Allora arriva la confusione delle lingue, come nella Torre di Babele.Piu’ facile di cosi’… : P.S.:di liturgia ne parleremo quando saremo nel tempo del Papa Santo e del GM,a Dio piacendo.

P.Riesz_
P.Riesz_
1 anno fa

Dulcis in fundo.
“Gli studiosi cattolici ed evangelici hanno temuto la sua apparizione per secoli. Sfortunatamente, il tempo per evitare Pietro il Romano è appena scaduto. “- Michael K. Lake, Th.D.
The Final Pope Is Here
di Thomas Horn & Cris Putnam ©2012 ISBN 13: 9780984825615

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La profezia dei Papi stranamente non mi ha attratto più di tanto: non ricordavo di aver letto alcune pagine di questo libro forse perché non mi era rimasto simpatico non per la storia dei papi quanto per il taglio critico di stampo prettamente protestante su altre questioni. Riporto alcuni stralci:
Dalla Prefazione:
…Per quanto il Vaticano possa essere autoprotettivo, in qualche modo non ha mai smorzato l’antica profezia di san Malachia del XII secolo che parlava di un grande male che sarebbe scaturito un giorno dal trono papale: sarebbe apparso il papa finale, e con lui, gli eventi degli ultimi giorni.
Il libro che stai per leggere esiste per gettare una luce più brillante sulla famosa previsione, insieme a nuove accattivanti informazioni che hanno senso in un mondo caotico. 
Dal cap I:
L’uomo che previde il papa finale?
Nel modesto insediamento di Armagh, nelle bellissime, vaste terre color smeraldo dell’Irlanda del Nord, nell’anno 1094, un nobile e capo di nome Lector Ua Morgair e la sua colta moglie celebrarono l’alba di una nuova vita nel loro figlio , Mael Maedoc Ua Morgair. Nessuno dei due avrebbe potuto sapere come il bambino che avevano appena partorito sarebbe diventato una figura centrale nella profezia della Fine dei Tempi.
Il piccolo Mael Maedoc Ua Morgair (anglicizzato al più moderno “Malachy”) ha vissuto i suoi primi giorni da ragazzo saltando tra i suoni confortevoli e l’atmosfera familiare a lume di candela della Cattedrale di Armagh. Rimase istruito sotto la tutela personale del suo dotto padre, Lector of Armagh, fino al fatidico giorno della morte di Lector nell’anno 1102. Malachy, suo fratello e sua sorella furono allora[4] allevati dalla sola madre, donna che S. Bernardo di Clairvaux aveva descritto come “Una donna cristiana devota” . …
….La buona notizia e la cattiva notizia
Dopo aver studiato la storia della Profezia dei Papi e la letteratura accademica circostante, abbiamo alcune buone notizie e alcune cattive notizie. Che cos’è? Vuoi prima la cattiva notizia? Certo, nessun problema, togliamoci di mezzo questa spiacevolezza.
La cattiva notizia è che parte della profezia potrebbe essere un falso fabbricato alla fine del XVI secolo. Diciamo falso nel senso che più della metà delle profezie, le prime settanta circa, potrebbero essere vaticinia ex eventu (profezia dell’evento). Sembra probabile che qualcuno abbia irrevocabilmente alterato il documento medievale originale e l’originale sia nascosto o perso nella storia. Secondo gli addetti ai lavori del Vaticano, ci sono ampie prove che il manoscritto originale del XII secolo sia stato scoperto nel 1556 da un bibliotecario vaticano. Anche così, la prima pubblicazione conosciuta della “Profezia Malachia dei Papi” fu nel massiccio volume di milleottocento pagine di Arnold de Wion intitolato Lignum Vitae (Albero della Vita), che fu pubblicato nel 1595. Tale testo sarà presentato ed esaminato di seguito. Anche se abbiamo buone ragioni per credere che sia ancora visibile un documento molto più antico, dobbiamo accettare che la prima istanza della profezia sia emersa quasi quattrocento anni dopo la sua presunta origine nel 1139. Nonostante la leggenda che suppone fosse rinchiusa in un ammuffito Volta Vaticano quei quattrocento anni, gli scettici hanno ancora punti validi. Anche così, potrebbe benissimo essere l’opera di San Malachia grossolanamente corrotta da un falsario. Naturalmente, questo sarebbe perfettamente in linea con la pratica cattolica romana dimostrata dalla donazione di Costantino dalle decretali pseudo-isidoriane.In alternativa, alcuni hanno suggerito che fosse in parte opera di Nostradamus abilmente camuffata per proteggere la sua identità. Mentre l’identità del vero profeta rimane poco chiara, l’autore era un profeta, che lo sapesse o meno.
La notizia entusiasmante è che la Profezia dei Papi, sebbene contaminata, è ancora una vera profezia. Nonostante la superficiale insincerità rilevabile nella prima sezione delle “profezie”, le previsioni successive alla pubblicazione mostrano adempimenti sorprendenti. Non abbiamo analisi critiche per spiegare gli adempimenti a volte sbalorditivi post-1595. In effetti, attualmente siamo a 111 su 112 e i credenti sostengono che sembrano essere aumentati in precisione nel tempo. Tuttavia, ci occuperemo prima delle cattive notizie. Come dimostreremo, la propensione del Vaticano alla propaganda è indiscussa nella storia. Nella tradizione romana di alterare documenti antichi per convenienza politica, la Profezia dei Papi sarebbe stata usata come propaganda per le ambizioni papali del cardinale Girolamo Simoncelli. Tuttavia, se è successo, fu uno stratagemma che non funzionò poiché Simoncelli perse contro Gregorio XIV, Innocenzo IX e Clemente VIII. Sebbene vengano fornite prove testuali per questa cospirazione, suggeriamo al lettore di rimanere obiettivo e paziente al posto dei risultati più sorprendenti. Nella storia recente, la trattazione più popolare ed esauriente della Profezia dei Papi è senza dubbio il libro, L’ultimo papa , dell’autore … John Hogue. …Hogue lamenta che una delle fonti più antiche riguardanti la profezia di Malachia, opera italiana estremamente rara, è andata perduta per sempre nella storia: “C’era una volta un’opera intitolata La Profezia de’Sommi Pontefici Romani pubblicata a Ferrara nel 1794 da un autore anonimo. Affermò di risalire alla traccia cartacea originale al tempo prima che Wion e Ciaconnio scoprissero il manoscritto originale di San Malachia. Purtroppo l’ultima copia di Profezia andò distrutta quando il convento di Rimini, dove era conservata, fu saccheggiato e chiuso dalle forze rivoluzionarie francesi nel 1797. Se fosse sopravvissuto potremmo avere prove oggettive [17] sostenere il ruolo di Ciacconius o Wion come registratori piuttosto che presunti falsari”. Abbiamo trovato la copia rimanente del “Libro perduto” e l’abbiamo negoziata tramite la Yale University. Rivela che Hogue ha confuso i dati. Sebbene La Profezia non sia bruciata a Rimini, afferma che c’era un antico manoscritto in un monastero lì. Nello specifico si cita “un manoscritto databile antecedentemente al XVI secolo in possesso dei [18] i monaci olivetani a Rimini”. Il libro “perduto” del 1794 ha prodotto anche altre rivelazioni rivoluzionarie, di cui parleremo più avanti.
LA PROFEZIA
DEI
SOMMI PONTEFICI
ROMANI
CON
ILLUSTRAZIONI E NOTE.
FERRARA MDCCXCIV.
CON LICÈNZA DE’ SUPERIORI
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A partire dal diciannovesimo secolo, i gesuiti, tranne uno, sono stati apertamente critici. Di conseguenza, l’edizione più recente della Catholic Encyclopedia suggerisce che la profezia sia un falso della fine del XVI secolo, mentre l’edizione precedente del 1911 consente che “non è conclusivo se adottiamo la teoria di Cucherat che fossero nascosti [19] negli Archivi durante quei quattrocento anni”. Questo si riferisce all’autore del diciannovesimo secolo, Abbé Cucherat, che è uno dei pochi che ha sostenuto l’autenticità della profezia nel suo libro, Revue du monde catholique, pubblicato nel 1871. Anche così, gli studiosi hanno motivo di credere che la profezia in realtà non fu nascosto per quattrocento anni perché manoscritti simili come la Vaticinia de summis pontificibus, datato già nel 1280, sembrano essere modellati sulla profezia di Malachia. Tuttavia, gli studiosi più critici sottolineano che il biografo di Malachia e caro amico, San Bernardo, non fa menzione della profezia papale nella Vita di San Malachia di Ai’magh. Questo argomento del silenzio è onnipresente nella letteratura. Anche la maggior parte delle fonti accademiche non è molto benefica. L’Oxfoid Dictionaiy del Chiistian Chuich afferma senza mezzi termini: “Le cosiddette profezie di Malachia, che sono contenute in un documento apparentemente composto nel 1590, non hanno [21] connessione con san Malachia eccetto la loro errata attribuzione a lui” La maggioranza dei gesuiti presenta un fronte unito. Il primo a chiamare la profezia di Malachia un falso fu Claude François Menestrier (1631-1705), la cui Réfutation des Prophéties, faussement attribuée à Saint Malachie sui l’élection des papes divenne la linea dominante del partito gesuita che rivendicava una cospirazione del 1590 da un certo cardinale all’interno il conclave pontificio. Seguendo l’esempio, un resoconto storico e critico della cosiddetta profezia di San Malachia sulla successione dei papi di MJ O’Brien è un tentativo completo di smascheramento. Herbert Thurston, un altro gesuita, fu un prolifico critico della fine del XIX secolo. Egli sostiene che “non è mai stato addotto un solo frammento di prova per dimostrare che la profezia di San Malachia sui Papi fosse stata citata, o addirittura sentita, [22] prima che fosse pubblicato da Wion nel 1595”. In realtà non è così poiché lo stimato studioso cattolico, John Lupia, afferma che il bibliotecario vaticano, Onofrio Panvinio, “nel 1556 iniziò a correggere e rivedere il catalogo della Biblioteca Vaticana [e] riscoprì il manoscritto del XII secolo scritto da S. [23] Malachia e sembra essere il primo a pubblicare le sue profezie nel 1557”. Oltre a diversi riferimenti obliqui, discuteremo un altro possibile riferimento alla profezia pubblicata da Nicholas Sanders nel 1571. La maggior parte degli studiosi biforca l’elenco di 112 frasi latine al numero settantasei, a causa delle circostanze della sua pubblicazione. …
Ecco il testo latino originale del 1595 da Lignum Vitae :

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Le due righe inferiori di Wion recitano: “Ciò che è stato aggiunto ai papi non è opera di Malachia, ma di padre Alphonsus Giacon, dell’Ordine dei Predicatori, l’interprete di questa profezia”. Questo può sembrare confuso alla luce della discussione di cui sopra su Ciacconius. Gaicon è anche Chacon o Ciacconius perché proveniva dalla Spagna, il suo nome originale, Alphonso Chacon, è stato italianizzato per preservare il morbido suono spagnolo di “ch” nel suo nome in Ciacconius o in alternativa, come dice Wion, “Giacon”. Ma quest’ultima riga rivela che la profezia originale era una semplice serie di oscure frasi latine, e che Giacon, Ciacconius, aggiunse il nome di ciascun papa e spiegò come la profezia si applicava a lui. Poiché era un esperto di paleografia e manoscritti paleocristiani e medievali, l’affermazione di Wion sull’autenticazione e il coinvolgimento di Ciacconio ha un peso.
Poiché i commenti terminano con Urbano VII morto nel 1590 e l’ultimo nome pontificio indicato è Clemente VIII, il gesuita Claude François Menestier (1631-1705), riteneva che la profezia fosse apparsa per la prima volta nel 1590. Partendo da tale presupposto, osservò il la profezia successiva dopo Urbano fu ” ex antiquitate Urbis ” che si traduce in “dalla città vecchia” senza alcuna interpretazione offerta. Questo è il punto critico in cui gli studiosi rilevano un tentativo di influenzare il conclave quando Gregorio XIIII fu osteggiato da un certo Girolamo Simoncelli. Se uno non fosse a conoscenza delle precedenti menzioni della profezia, questa teoria sarebbe convincente. Come esempio rappresentativo del lavoro investigativo accademico, viene scelto Louis Moreri, originario della Provenza nato nel 1643 e dottore in teologia. Fu l’autore dell’acclamato Dizionario storico . Essendo l’opera della sua vita, il dizionario contiene una così ampia varietà di informazioni da essere considerato uno dei primi precursori dell’enciclopedia moderna. Nell’edizione del 1759 si legge:
“Gli attribuiscono [Malachy] una profezia sui papi da Celestino II. Alla fine del mondo, ma i dotti sanno che questa profezia fu forgiata, durante il conclave del 1590, dai partigiani del cardinale Simoncelli, che fu designato con queste parole: «De
antiquitate Urbis,’ perché era di Orvieto; in latino, ‘ Urbe vetus’”…
Segue poi la trattazione della profezia ma scade con la presentazione della teologia prettamente protestante: a)Pietro non è stato mai a Roma; b)il ruolo della BVM è a dir poco marginale; il suo ruolo è confuso quello della Regina dei Cieli …argomenti cari ai protestanti ma che non c’entrano nulla con Pietro Romano; da tener presente che il libro non poteva trattare dei temi ultimi come in Duca dei Tempi poiché è uscito nel 12 prima della usurpazione di Bergoglio , 13 marzo 2013.
Il libro è su Amazon; tra le tante recensioni questa: …Sostiene di avere prove di complotti dei Gesuiti e dei Massoni per stabilire Lucifero nella Sede di Roma e che in realtà questo processo è già in corso in preparazione alla “fine dei tempi” e all’emergere del Falso Profeta (un altro cattivo malvagio Papa) annunciando l’arrivo degli Anticristi e i sette anni di tribolazione prima del ritorno di Cristo per abbattere il Diavolo e tutte le sue opere. Secondo il libro la Massoneria è diffusa nelle sfere vaticane e nei “principi” della Chiesa. Il culto/riti satanici si svolgono in Vaticano e in altri luoghi di culto, oltre alla collusione con i massoni. Il libro è cosparso di riferimenti alla pornocrazia papale e al fantasma mariano che è estremamente sgradevole, ma poi il libro sembra essere scritto dal punto di vista e dalle credenze prospettiche dei protestanti fondamentalisti di estrema destra: apologetica, apologetica, odio biliare e ancora apologetica. Dov’è la virtù cristiana della Carità in tutto questo?
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Si defendis, securus es; si non defendis, servus es.

P.Riesz_
P.Riesz_
1 anno fa
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P.Riesz_
P.Riesz_
1 anno fa
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P.Riesz_
1 anno fa
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Ladyemanc
Ladyemanc
1 anno fa

Ma il nuovo papa non potrebbe essere
Tarcisio Pietro Evasio Bertone (di Romano Canavese)?

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