IL PARADIGMA DEL PROFETA

scritto da Remox
28 · Mar · 2014

IL PARADIGMA DEL
PROFETA

La domanda che molti si pongono è la seguente: a cosa servono
realmente le profezie? A indicare una strada? A mettere sull’avviso? Un aiuto?
Oppure una condanna?

L’insieme di queste domande le riassumo in quel che chiamo il paradigma del profeta.

Molti pensano che gli eventi predetti immancabilmente si
verificheranno indipendentemente dall’azione umana. Altri invece sono convinti
che si possano modificare o addirittura annullare. Nelle profezie cattoliche ad
esempio è sempre presente il richiamo alla possibilità di modificare gli eventi
profetizzati che sono dunque in funzione dell’azione e del comportamento umani.
La prassi invece, la realtà dei fatti, ci suggeriscono che il più delle volte
gli eventi sembrano immodificabili.

A che scopo un veggente od un profeta si prodigano dunque a vaticinare
il futuro dell’uomo? La risposta ovvia dovrebbe essere quella che è possibile
modificare il corso degli eventi. Ma a quali condizioni?

Il paradigma del profeta può aiutarci a comprenderlo.

Immaginiamo che il veggente Tizio vaticini per Caio che in tal giorno,
andando a lavoro con la sua auto, verrà coinvolto in un incidente per lui
mortale.

Quali saranno le reazioni di Caio? Proviamo a vederle insieme.

1 – Caio è un perfetto razionalista del suo tempo, logico, insensibile
a tutto ciò che è scaramantico. Se ne frega di chi pensa di determinare il suo
futuro, sono tutte sciocchezze e perciò si comporterà come sempre ha fatto
nella sua vita e si dimentica della profezia. Prende l’auto per andare a lavoro
e muore in un incidente. Poco prima di esalare il suo ultimo respiro si ricorda
del veggente e pensa: accidenti, allora era vero.

2 – Caio è un perfetto uomo del suo tempo, gli piace credersi
razionale, equilibrato, ma con quel pizzico di scaramanzia che può sempre
aiutare nella vita, ogni tanto infatti gioca al superenalotto…hai visto mai…

Caio ha diverse possibilità di comportamento:

A – quel giorno esce con la macchina per andare a lavoro, ma guiderà
con molta più prudenza del solito. Di norma passa i semafori con l’arancione, ogni
tanto proprio al limite, questa volta invece decide di non farlo. E così a
pochi metri da lui, proprio all’incrocio con un semaforo, avviene un grave incidente.
Caio pensa che se avesse fatto come sempre ci si sarebbe ritrovato in mezzo e
magari sarebbe morto.

B – quel giorno esce con la macchina per andare a lavoro, ma non si
sente propriamente tranquillo. Se il veggente avesse ragione? Accidenti, che
faccio? Torno indietro? Ma così facendo potrei far avverare la profezia. Meglio
andare piano, con prudenza… tuttavia la guida di Caio non è rilassata, l’uomo e
teso e nervoso e così facendo non si accorge di tutti gli stop o i semafori o
di quel che accade intorno a lui. Rimane coinvolto in un incidente, ma per
fortuna viene preso solo di striscio e così si salva. Caio pensa che il
veggente, in fin dei conti, non ci aveva preso. O forse è stato merito della
sua prudenza?

C – quel giorno Caio esce con la macchina per andare a lavoro, ma è
decisamente nervoso. In parte prudente, in parte aggressivo alla guida. Di
fatto con questo suo atteggiamento provoca un grave incidente e rimane ucciso.

3 – La terza possibilità è che Caio decida semplicemente di non uscire
fidandosi del veggente. Quel giorno rimarrà a casa a guardarsi film e ad
ascoltare musica e così potrà arrivare sano e salvo fino al giorno dopo. Tuttavia
Caio si chiede cosa sarebbe successo se fosse uscito con la macchina… il
veggente aveva realmente visto la sua morte?

Come si può vedere a seconda di come l’uomo corrisponde al vaticinio può
andare incontro ad una sorte diversa. L’esempio che abbiamo fatto è partito da
un postulato e cioè che il veggente fosse realmente tale. Nel caso di un falso
veggente le possibilità sarebbero ancora diverse. Ma non è quel che a noi
interessa.

Abbiamo quindi i seguenti risultati: per chi decide di non ascoltare
la profezia e giunge anche a dimenticarsene o a farsene beffe c’è il 100% di
possibilità che l’evento predetto si verifichi realmente. Nel caso di Caio la
morte.

Per chi invece decide di fidarsi della profezia e dunque di provare ad
agire di conseguenza a seconda dei diversi gradi di fiducia che riesce a
manifestare c’è il 25% di probabilità che l’evento si verifichi così come è
stato predetto, ovvero con la morte di Caio. Il 25% di possibilità che non si
verifichi e il 50% di possibilità che si verifichi in modo diverso, che cioè
gli eventi vengano modificati dal comportamento umano. Di fatto una possibilità
su due.

Appare evidente dunque che affinchè vi possano essere concrete
possibilità che un evento profetizzato venga modificato in meglio o addirittura
evitato (il 60% – 3 su 5) sono necessarie e sufficienti due condizioni: che la
profezia sia conosciuta per tempo e che ci si fidi del veggente e dei suoi
consigli.

Ora vediamo che esistono alcuni casi reali che fanno pendere la
bilancia a nostro sfavore e che dunque ci danno la percezione che gli eventi
profetizzati siano immodificabili.

Nella Bibbia è narrata la storia del profeta Giona e di Ninive. Giona
profetizzerà ai niniviti la distruzione della loro città in caso di mancato
pentimento. Gli abitanti decidono di seguire l’ammonimento del profeta e così
Ninive si salva. Come vedremo però, è un caso piuttosto isolato.

Ad esempio il Re Enrico II di Francia che fu avvisato con vaticini
piuttosto precisi sia da Nostradamus sia da altri veggenti, fra cui spicca l’astrologo
italiano Luca Gaurico, delle circostanze della sua morte. Il Re si fece beffe
dei profeti di sventura, ma fece comunque archiviare i pronostici. Alla fine,
quando ormai era moribondo a letto, agonizzante, con l’occhio trafitto, si fece
rileggere le profezie e amaramente dovette constatare che il destino predetto si
era realizzato.

Anche il Re Luigi XIV decise di farsi beffe delle richieste di Nostro
Signore per la consacrazione della Francia al Suo Sacro Cuore fatta nel 1689.
Ma 100 anni dopo il suo successore, il devoto Luigi XVI, ne fece le spese con
la Rivoluzione Francese e con la testa tagliata. L’evento segnò “l’inizio dei
tempi” nei quali oggi viviamo che si concluderanno con la “fine dei tempi” e il
Trionfo di Maria.

Adolf Hitler e il nazismo: gli studiosi della Gestapo furono assai
abili a prevedere l’irresistibile ascesa del Fuhrer e le iniziali vittorie belliche.
Predissero addirittura attentati e congiure, ma tacquero o meglio non vollero vedere i vaticini che invece
ne annunciavano la caduta e la sconfitta.

Anche Benito Mussolini fu destinatario di importantissimi avvisi
profetici ricevuti niente poco di meno che dalla Venerabile Elena Aiello la
quale, in diversi anni, gli fece giungere tre lettere contenenti le parole di
Nostro Signore. Nella prima gli si chiedeva di non far entrare in guerra l’Italia,
nella seconda di farla uscire e nella terza, quando ormai la situazione era
compromessa, di abbandonare il potere e lasciare tutto nelle mani di Pio XII
per la diplomazia. Se avesse ascoltato il primo appello l’Italia sarebbe stata
salvata e lui stesso elevato alla gloria, diversamente l’Italia sarebbe
precipitata nella sventura e Mussolini con lei.

Un caso assai diverso, ma molto interessante è quello delle grandi
Apparizioni di Fatima. Nella parte del segreto rivelata al mondo nel 1942 si
parla della fine della Prima Guerra Mondiale, dell’inizio della Seconda, degli
errori sparsi nel mondo dalla Russia della quale si chiede la Consacrazione, la
persecuzione al Santo Padre, la sparizione di diverse nazioni e alla fine il
Trionfo di Maria e un periodo di Pace. Il segreto venne rivelato già nel 1917,
ma su richiesta della Vergine non doveva essere detto a nessuno. Nel 1942 gran
parte degli eventi predetti erano già accaduti, si è dunque trattato di una
pedagogia, una dimostrazione della veridicità profetica del messaggio per chi
poi doveva diffonderlo, in particolare il papa e la Chiesa. Probabilmente la II
Guerra Mondiale non poteva essere fermata e dunque era inutile rivelare il
testo del messaggio prima oppure c’era il pericolo che una forte opposizione
politica avesse poi eliminato le tracce della missione di Fatima.

La parte ancora segreta del messaggio invece poteva essere rivelata a
partire dal 1960. Ma non fu mai fatto. Perché proprio il 1960? In quegli anni
la guerra fredda col pericolo nucleare raggiunge forse il culmine, ma è anche l’anno
del Concilio Vaticano II. Il messaggio mai pubblicato, e ancora oggi segreto,
probabilmente è legato sia a vicende interne alla Chiesa che alla guerra. Gli
indizi in tal senso sono molteplici. Ma quel che a me interessa sottolineare è
il fatto che la mancata pubblicazione del segreto di fatto elimina una delle
due condizioni necessarie e sufficienti affinchè gli eventi possano essere
modificati in senso migliorativo. Rimane solo la Fede per un’umanità che più
volte ha mostrato di non avere interesse per certe cose. Forse è per questo che
ci sono state in seguito altre Apparizioni minori, come quelle di Akita, in cui
si è cercato di riempire il “buco” lasciato a Fatima, ma evidentemente con una
capacità di risonanza e di diffusione assai minore.

Abbiamo poi il caso di Medjugorie dove i famosi 10 segreti verranno
comunicati al mondo 3 giorni prima del loro verificarsi. Questo implica che l’evento
sarà immodificabile e dovrà avvenire così come predetto per la salvezza dell’umanità.
Appare essere un rimedio estremo.

E soprattutto è una conferma al fatto che, conoscendo per tempo il
contenuto di una profezia, è possibile modificarne l’esito (ovviamente per gli
eventi luttuosi). Quale sarà dunque la responsabilità per chi ha deciso di
occultare una profezia al mondo intero? Ovviamente possiamo immaginare i timori
o anche i desideri di preservare e conservare un tesoro, un segreto o anche una
situazione che per quanto precaria è ritenuta accettabile oppure possiamo
pensare che in fin dei conti…si, credo alle profezie, ma non così tanto. Basta
pregare e tutto può cambiare.

Il che è vero, ma la forza della preghiera è in funzione della forza
delle fede e spesso per avere fede e fiducia è utile conoscere in anticipo.
Anche se a volte il conoscere un evento, ma il non conoscere un tempo può
essere controproducente poiché può spingere l’uomo a credere che la profezia
sia sbagliata e dunque determinare un’ulteriore perdita di fiducia nella
profezia e nel profeta.

Personalmente preferisco sempre la massima chiarezza in merito poiché in
tal modo emerge ancor di più il libero arbitrio umano.

E veniamo ora a Nostradamus. Le sue profezie in versi sono volutamente
nebulose in modo tale da rendere l’interpretazione assai difficile soprattutto
per gli interpreti dei secoli passati. Tuttavia con lo studio e con una
particolare intuizione è stato possibile in passato anticipare qualche evento.
Ma è il veggente stesso a spiegare di aver occultato il senso profetico per
garantire la sopravvivenza dei suoi vaticini nel tempo (basti pensare ai libri
distrutti dai nazisti, ma non solo loro) e allo stesso tempo per far si che
divenissero più chiari al momento opportuno, grazie a quella tarda venuta del
suo figlio Cesare, quando ormai si approssima la fine del periodo profetizzato.
Non solo, ma spiega bene che emergeranno allora le profezie in prosa, chiare,
con date ed eventi sia del passato che di quel poco di futuro che ancora
rimarrà, per gli uomini venuti dopo.

E’ dunque chiaro che tutta l’opera profetico letteraria di Nostradamus
è servita a mantenere intatte le due condizioni base perché gli eventi luttuosi
possano modificarsi: conoscere la profezia e aver fede nella stessa. La fama di
Nostradamus è indubbia, nonostante i suoi detrattori (che alla fine han sempre
fatto una brutta….) e il tempo in cui la profezia sarà più chiara è
probabilmente già quello in cui viviamo dove l’intervento di Maria nel XX
secolo ha di fatto modificato il corso della storia. E sempre più questa
chiarezza andrà aumentando.

E’ dunque possibile che gli eventi predetti ormai da tempo accadranno
forse in una forma diversa da quel che pensiamo se, in grandezze sufficienti,
la profezia circolerà fra gli uomini. E sicuramente l’ausilio della rete ha
permesso a certi temi di diffondersi molto più di quanto ci si aspetti. Nel
caso di Nostradamus la nebulosità dei versi permette certo un adattamento
camaleontico al corso degli eventi, almeno fino al tempo in cui emergeranno le
previsioni in prosa.

Il paradigma del profeta è dunque un buon metro di misura che può
permetterci di diffondere con autoconsapevolezza messaggi profetici considerati
attendibili (solo quelli) avendo la certezza che la diffusione farà aumentare
le probabilità che il corso degli eventi possa si verificarsi, ma con sfumature
diverse magari più morbide rispetto a
quanto anticipato. Il che ci fa anche dire che non è bene indirizzare la
propria vita come se si considerassero ineluttabili determinate profezie… la
sorpresa che stupisce è sempre dietro l’angolo.

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Anonimo
Anonimo
10 anni fa

"I cittadini di Ninive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono il sacco, dal più grande al più piccolo. Giunta la notizia fino al re di Ninive, egli si alzò dal trono, si tolse il manto, si coprì di sacco e si mise a sedere sulla cenere. Poi fu proclamato in Ninive questo decreto, per ordine del re e dei suoi grandi: «Uomini e animali, grandi e piccoli, non gustino nulla, non pascolino, non bevano acqua. Uomini e bestie si coprano di sacco e si invochi Dio con tutte le forze; ognuno si converta dalla sua condotta malvagia e dalla violenza che è nelle sue mani.» "

Onestamente, crederesti possibile oggi giorno un comportamento analogo? Senza contare che non sappiamo più distinguere ciò che è giusto e ciò che non lo è. Anche perché quello che è giusto e quello che è sbagliato lo si apprende nel contesto in cui si vive attraverso l'esempio degli altri.
Ad aggravare le cose c'è la mancanza del silenzio. Passare una giornata soli con se stessi passeggiando nel verde, fosse anche soltanto in un giardino pubblico, è considerata follia!!!

Per me non ci sono le premesse di base per evitare quanto profetizzato.

Anonimo
Anonimo
10 anni fa
Rispondi a  Anonimo

Hai in gran parte ragione, ma come già detto da Remox la nostra risposta alla profezia può modificarla nelle conseguenze negative…ad esempio si sa che il settimo segreto di Medjugorje che era di una notevole gravità è già stato di molto mitigato grazie alle preghiere e ai digiuni dei veggenti e di quelli della parrocchia…purtroppo di fronte ai moniti presenti nelle profezie c'è la nostra libertà e anche se molti si sono convertiti proprio a Medjugorje c'è da rilevare che la maggior parte del mondo continua per la sua strada dimenticandosi di Dio e degli inviti di Maria alla conversione del cuore attraverso la preghiera , il digiuno e i sacramenti…la Madonna ci ha dato la ricetta per cambiare le nostre vite e i destini del mondo ma quanti la applicano nella loro vita?…la risposta debole dell'uomo agli inviti del cielo è proprio il motivo per il quale le profezie negative si avverano…perché siamo un popolo di "dura cervice"!
Saverio

indopama
indopama
10 anni fa
Rispondi a  Anonimo

"la Madonna ci ha dato la ricetta per cambiare le nostre vite e i destini del mondo ma quanti la applicano nella loro vita?"

a quale vita ti riferisci? all'illusione o a quell'altra?

Anonimo
Anonimo
10 anni fa
Rispondi a  Anonimo

Pensavo di essere stato chiaro…anche perché preghiere, digiuni e vita sacramentale nell'altra non servono più…diciamo che la Madonna riveste nel nostro tempo il ruolo di Giona dell'antico testamento o quello che svolgeva San Giovanni Battista…ammonisce e predica la conversione di QUESTA VITA per far si che le profezie che il buon Remox ci illustra possano svolgersi nel modo meno traumatico possibile…ma molto dipende dalla nostra risposta…non c'è nulla di ineluttabile ma una cosa è certa…se pensiamo che questa vita sia un'illusione e quindi non ci sentiamo in dovere di cambiare (visto che si tratta di un'illusione) ci mettiamo nella condizioni migliori per subire pienamente le conseguenze negative delle profezie .
Saverio

Anonimo
Anonimo
10 anni fa
Rispondi a  Anonimo

In realtà a Suor Lucia fu detta la condizione necessaria per evitarci la parte più tragica degli eventi futuri: la Consacrazione! Con esplicita menzione della Russia.
Questo è sufficiente per affermare che certi eventi non saranno modificati finché la Consacrazione non sarà fatta come richiesta.

Seguire gli insegnamenti di Medjugorje (che poi sono quelli del Vangelo) eviterà a chi li segue (in retta coscienza) di vivere gli eventi negativi profetizzati. Il che per me non vuol dire che morirà prima dei tempi. Sono molte le cose che i veggenti non dicono. Mica tutte sono così negative.

Anonimo
Anonimo
10 anni fa
Rispondi a  Anonimo

La consacrazione a Maria è in questi tempi una condizione necessaria per la salvezza…rifugiarsi nel suo Cuore Immacolato vuol dire sottrarsi alle grinfie del maligno…Lei è l'arca dell'alleanza nella quale occorre entrare per tempo proprio come ai tempi di Noè per salvarsi dal castigo imminente…a maggiore ragione la consacrazione "esplicita" al cuore Immacolato di Maria della Russia sarebbe stata la garanzia di un tempo di pace ma poiché non è mai stata realmente effettuata come desiderato la spada di Damocle della Russia pende sui destini del mondo…l'unica cosa che ci consola e che "alla fine il Papa consacrerà la Russia al mio Cuore Immacolato…"…ora occorre solo sperare che questo "alla fine" non sia in realtà un "troppo tardi" anche se il tempo che passa non gioca a nostro favore mentre proprio la Russia comincia a fare la voce grossa nel mondo….speriamo bene!
Saverio

Remox
Remox
10 anni fa

Ciao, evitare sicuramente no…modificare in parte credo di si. E sarebbe già qualcosa.

Anonimo
Anonimo
10 anni fa

P. Riesz__ Se discutiamo di profezie nel tempo e teorizziamo in esso incorriamo incosciamente in un errore logico; non è sempre possibile stabilire nuove verità deducendole da altre verità già insite nel sistema senza incorrere in tautologie ed errori. La verità di una profezia non dobbiamo cercarla solo nell’ambito del tempo dove dovrebbe avverarsi; i ragionamenti in tal senso portano ad analisi estenuanti e a conclusioni non soddisfacenti. Per le visioni del futuro, bisogna ricordarsi che il prevedere non modifica "poi" il futuro! Se si prevede il futuro si devono prevedere anche le conseguenze del prevedere; in ultima analisi il prevedere non modifica il futuro: ci aiuta la matematica, è il caso di una funzione che dipende da variabile indipendente e da se stessa: y=f(x,y). Il futuro contiene anche se stesso. Interessante è capire il modo di percepire il futuro per risolvere il problema; è di aiuto un esempio. Vedo un disco di musica di quelli di vinile, vedo tutte le tracce in un solo colpo d'occhio; ma non sento alcun suono. E' il caso dell'anima che non percepisce il tempo ma che con un colpo d'occhio percepisce tutto il futuro compreso il passato, il tutto in un unico presente; il futuro nel tempo l’anima non lo capisce. Il guaio è che la nostra anima colloquia con il nostro spirito per mezzo di archetipi che poi lo spirito mal comprende o non comprende affatto almeno in questa vita. D'altro canto possiamo sentire la musica nel tempo facendo scorrere la puntina nei solchi. In questo caso è il nostro spirito che percepisce le cose nel fluire del tempo; conosce la profezia e poi verifica se si avvera o meno; la profezia si può avverare oppure no ma nel tempo; in ogni caso fuori dal tempo, sul disco di vinile per intenderci, l’anima legge in un solo istante il contenuto della profezia e il suo avverarsi oppure no; è tutto presente; sostanzialmente fuori dal tempo non esiste profezia. La profezia “completa” deve contenere tutti gli oggetti o tutti gli avvenimenti compreso l’oggetto o avvenimento del verificarsi o meno. A questo punto è facile che la nostra mente vada in cortocircuito: se una profezia è vera, allora il nostro futuro è segnato e non c’è nulla da fare; inutile sforzarsi per cambiare il destino. Questa frase del linguaggio comune contiene diversi errori logici; quando si afferma che una profezia è vera tale giudizio è a-temporale; la profezia immersa nel tempo può avverarsi oppure no, dipende anche dal libero arbitrio umano; è la legge del tempo: tutto ciò che esso contiene può mutarsi. L’anima sa in assoluto se una profezia è vera o falsa; lo spirito lo può affermare solo al compimento degli eventi nel tempo e noi viviamo nel tempo. Le profezie di Nostradamus, come quelle di altri veggenti, immerse nel tempo risultano vere o false solo al compimento degli eventi. Il futuro contiene tutti gli eventi compreso l’evento del prevedere. Il prevedere non è preordinare. La profezia come ogni azione umana, soggetta a libero arbitrio, può condizionare gli eventi futuri. Ecco il perché non bisogna fidarsi delle profezie: influenzano ma non preordinano il futuro, immerse nel tempo risulteranno vere o false al compimento degli eventi. Il problema è dato dalle intenzioni di chi le emette. Nostradamus ci ha voluto aiutare influenzando il futuro per il nostro bene e noi ne dobbiamo essere grati; ma non preordina il futuro che dipende dal nostro libero arbitrio. Gli dei e demoni sono più evoluti di noi e influenzano il mondo anche con le profezie per i loro scopi. Noi umani dobbiamo affidarci alla coscienza cioè alla nostra anima che è legata alla Somma Coscienza Universale per elevarci e pentirci dei nostri errori, questo è importante! Sono sospettoso delle varie apparizioni che predicono sempre continui disastri; tali entità anche con la paura e il terrore cercano di sottomettere l’umanità.

Remox
Remox
10 anni fa

Eh 🙂 introduci un tema complesso dove quasi sempre ci si incarta. Un osservatore esterno al tempo cosa vede nell'eterno presente? Passato e futuro in una sola dimensione o nelle molteplici possibilità? E se vede in un'unica dimensione significa che chi vive nel tempo è già predestinato e le scelte che compie sono già prestabilite, solo che non sa quali scelte dovrà compiere e vive l'illusione di esercitare la propria libertà. Diversamente qualora vi fossero più dimensioni allora l'osservatore esterno al tempo vedendole tutte vedrebbe anche destini diversi in funzione di scelte differenti.
Alla fine rischiamo di incartarci…. il veggente vede scampoli di quella dimensione atemporale che appartiene a Dio, ma li vede nell' <> e nel momento in cui li comunica apre la possibilità che quella visione si verifichi o meno oppure si verifichi in forma diversa. Qualosa decidesse di non comunicare la visione avrebbe la quasi certezza che l'evento si andrebbe a verificare. Se la formula "ora et labora" (ovvero preghiera ed azione) è la migliore per scongiurare pericoli per l'umanità allora è necessario che una profezia, su un evento negativo, venga rivelata perchè è indispensabile al fine di modificarla. Ovviamente questo vale nell'ipotesi che non vi sia predestinazione. Ma la certezza su questo credo che l'avremo solo nell' <>…

Anonimo
Anonimo
10 anni fa
Rispondi a  Remox

P.Riesz_L’osservatore fuori dal tempo vede la realtà in maniera non confrontabile (i solchi del disco di vinile) come quella di un osservatore nel tempo (la musica che fluisce); le due immagini sono separate, i due mondi non possono essere contigui, sono totalmente separati. Non posso dire prima guardo la realtà fuori dal tempo e poi entro nel tempo e ve la racconto; lo posso scrivere ma è un controsenso, un assurdo. Questo perché per coesistere le due azioni hanno bisogno di una successione temporale. Prima fuori dal tempo e poi dentro: è un assurdo logico: se si è fuori dal tempo non si può essere contemporaneamente dentro. Ma allora, come faceva Nostradamus a fare previsioni se non poteva (e non lo poteva con lo spirito) uscire fuori dal tempo? Nostradamus certamente come la maggior parte dell’umanità possiede l’anima; l’anima è immortale perché non finisce, è fuori dal tempo; vede tutto al presente, non può colloquiare con lo spirito su dimensione temporale. L’anima comunica mediante archetipi con lo spirito su una dimensione strettamente energetica. Ciò dipende da come è strutturato il nostro essere; siamo anima (non tutti), spirito e mente, cioè una trinità. L’anima agisce per spazio ed energia, lo spirito per tempo ed energia, la mente per spazio e tempo. Si dice infatti che la mente non consuma energia. E il corpo? E’ lo scafandro con cui siamo immersi in questo universo. Come il passato tutte le azioni comprese le profezie concorrono a determinare il futuro. La profezia, quella buona, ci avverte; sta a noi di accettarne i consigli sempre nell’esercizio del libero arbitrio. Il libero arbitrio non deve essere confuso con la possibilità di fare tutto ciò che vorremmo fare; siamo limitati, possiamo essere coartati, ma il libero arbitrio, cioè scegliere il bene o il male, è sempre nostro. La predestinazione è un controsenso, non può esistere; è contro la coscienza; sono i demoni a inculcarne l’esistenza ai loro schiavi.

Anonimo
Anonimo
10 anni fa
Rispondi a  Remox

«Questo perché per coesistere le due azioni hanno bisogno di una successione temporale. Prima fuori dal tempo e poi dentro: è un assurdo logico: se si è fuori dal tempo non si può essere contemporaneamente dentro.»

Onestamente non mi è molto chiara la faccenda. Che vuol dire essere fuori dal tempo?

Anonimo
Anonimo
10 anni fa
Rispondi a  Remox

P.Riesz_ Fuori dal tempo? Tutto l’universo è costituito da tre elementi fondamentali strutturati poi al loro interno: spazio, tempo ed energia; lo spazio, il nostro, a sua volte è strutturato in tre dimensioni S=(x,y,z) ma generalmente si presume ne abbia di più S=(x,y,z,a,b,c,……); il tempo generalmente è considerato ad una sola dimensione, ma nulla esclude che ne abbia diverse come pure l’energia; quest’ultima la conosciamo infatti sotto forma di massa, energia cinetica, calore… Un fenomeno è determinato quando si conoscono le varie coordinate di spazio, di tempo ed energia; qui regna la fisica. Personalmente ritengo che un fenomeno fisico non possa esistere senza tutte e tre le coordinate collassandone qualcuna. Fuori da questo universo c’è la Coscienza Universale suo creatore; la nostra anima è una filiazione della Coscienza Universale che chiamiamo Dio o Dio Padre; è una piccola scintilla, è una piccola coscienza che è stata iniettata in questo universo perché viva, cresca e faccia esperienza; nulla ci viene regalato, con sforzi e col pungolo del dolore e delle sofferenze dobbiamo migliorarci per poi tornare al Padre. La coscienza è una parte del nuovo nato o essere umano che è una trinità di anima appunto ma anche di spirito e mente. Lo spirito e la mente sono immersi totalmente in questo universo mentre l’anima vi è immersa soltanto nelle sole dimensioni di energia e spazio ma non nel tempo; essa mantiene il legame come un cordone ombelicale con la Coscienza Universale. L’azione dell’anima si svolge su un piano a-temporale; non concepisce il prima o il poi, cioè la successione temporale; concepisce invece l’alto e il basso, destra e sinistra. Spero di aver chiarito almeno in parte la questione; ma anche io sono ignorante perché è più facile che tutto il mare entri in una piccola buca piuttosto che si riesca a comprendere coi ragionamenti l’azione della Coscienza Universale e le sue opere.

Anonimo
Anonimo
10 anni fa
Rispondi a  Remox

P.Riesz_ Ho meditato poi su quanto scritto:” Un osservatore esterno al tempo cosa vede nell'eterno presente? Passato e futuro in una sola dimensione o nelle molteplici possibilità? E se vede in un'unica dimensione significa che chi vive nel tempo è già predestinato e le scelte che compie sono già prestabilite, solo che non sa quali scelte dovrà compiere e vive l'illusione di esercitare la propria libertà. Diversamente qualora vi fossero più dimensioni allora l'osservatore esterno al tempo vedendole tutte vedrebbe anche destini diversi in funzione di scelte differenti”. Dio è l’essere perfetto; non ha bisogno di modificarsi nel tempo, non ha bisogno del tempo che invece ha creato per noi insieme a spazio ed energia. Dio non esercita il libero arbitrio, non ne ha bisogno, non ha bisogno di modificarsi; solo noi, creature in evoluzione chiamate a divenire perfetti come Lui, abbiamo bisogno di esercitare il libero arbitrio nel tempo con fatica e sofferenza: nulla è dato gratis ad eccezione della vita iniziale. E’ assurdo che si possa trasportare una visione fuori dal tempo e “poi” immetterla tout court nel tempo; il “poi” presuppone un tempo precedente inesistente; ma poi se è fuori dal tempo perché porla in mezzo al tempo e non alla fine? E’ l’errore di Lutero: se Dio sa tutto (fuori dal tempo) allora il mio destino nel tempo è già segnato, sono predestinato o al cielo o all’inferno con il seguito di tutti i corollari…. Che costo per l’umanità questo errore logico! Che corto circuito! Il fatto è che Dio non contraddice se stesso e non fa opere contraddittorie. Per semplificare, se vedo il disco di vinile in un istante cioè fuori dal tempo non posso immettere nel tempo tale visione senza modificarne l’essenza perché in contrasto con le leggi del tempo: è modificabile ogni oggetto in esso contenuto. Una profezia fuori dal tempo, immessa nel tempo, diventa una previsione che può essere modificata. Il vedere fuori dal tempo è a-dimensionale e ne conosciamo poco la struttura, perché siamo immersi nel tempo: anche la conoscenza è modificabile nel tempo. Solo l’anima che è immortale ha la visione a-temporale, ma non la può immettere nel tempo se non la modifica in una previsione. La parola “possibilità” poi la possiamo usare solo nel tempo, è legata al “prima” e al “poi”, accezioni del tempo. Per Dio non esiste il possibile, dovrebbe immergersi nel tempo: impossibile! Sarebbe in divenire. Per questo che i filosofi greci asserivano: l’essere è e non può non essere, una frase che ci appare insipida ed invece è profondissima. Il linguaggio comune è pieno zeppo di trappole logiche che già impensierivano la scuola megarico-stoica; Epimenide, cretese, afferma che tutti i cretesi sono bugiardi; sembra normale ma è un paradosso!; anche Epimenide deve essere bugiardo essendo cretese e non vale quindi l’affermazione. Caro Lutero, non vale!

vincenzo
vincenzo
8 anni fa

Credo che questo discorso logico trovi il suo naturale approfondimento e sbocco nella Cristologia,cioe' nel Mistero della Seconda Persona della Trinita',che non e' cominciato con l'Incarnazione ma esiste dall'eternita'.In Cristo vero Dio e vero uomo sono state riunite,"ricapitolate" tutte le cose, quelle del Cielo e quelle della Terra,quindi eternita' fuori del tempo e tempo,e ci sono due nature e due volonta'.

vincenzo
vincenzo
8 anni fa

Ci sono molti modi di sbagliare, ma uno solo di fare bene(Aristotele),l'alternativa vera e' una sola,o dentro o fuori della Seconda Persona,realta' viva e cuore di carne,mentre fuori c'e' errore, idoli, molte sfaccettature della stessa pietra,c'e' spazio, energia,quindi pena di senso, e con l'anima non c'e' tempo perche' c'e' eternita', quindi c'e'anche pena di stato.

vincenzo
vincenzo
8 anni fa

Ci sono molti modi di sbagliare, ma uno solo di fare bene(Aristotele),l'alternativa vera e' una sola,o dentro o fuori della Seconda Persona,realta' viva e cuore di carne,mentre fuori c'e' errore, idoli, molte sfaccettature della stessa pietra,c'e' spazio, energia,quindi pena di senso, e con l'anima non c'e' tempo perche' c'e' eternita', quindi c'e'anche pena di stato.

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